Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

RdL

Diritto di prelazione

Post raccomandati

Ho letto questa parola girando tra le liste delle case editrici e vorrei approfondire l'argomento, sempre che già non esista un topic aperto...

Che ne pensate?

Qualcuno sa darmi una risposta esauriente?

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite

Nel mio contratto editoriale era previsto un diritto di prelazione per l'editore in merito a un mio eventuale secondo romanzo.

In pratica, se scrivevo un secondo romanzo, prima di proporlo ad altri editori, ero obbligato a proporlo a loro. Se loro non erano interessati, mi avrebbero fornito una lettera liberatoria per permettermi di proporlo ad altri editori.

In cambio della prelazione, mi offrivano condizioni economiche migliori rispetto a quelle del primo romanzo.

Secondo me è una clausola lecita, che serve a riservarsi la possibilità di sfruttare un eventuale successo di una prima opera, come garanzia di vendite per una seconda.

Nel mio caso, dopo aver scritto il secondo romanzo, la casa editrice, avendo nel frattempo cambiato mezza redazione e linea editoriale, mi ha fornito direttamente la liberatoria senza neppure valutare il romanzo.

A quel punto ho spedito ad altri, e il romanzo uscirà ad aprile con un altro editore.

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Poniamo l'ipotetico caso in cui la prima opera pubblicata sia un romanzetto piacevole da leggere ma nulla più.

Poniamo il caso che un editore come il tuo, Foschi, lo pubblichi, vendendo 1000 copie.

Ora, però, poniamo il caso che nel secondo romanzo tu sia veramente certo di avere tra le mani qualcosa di speciale. E' certamente un ipotesi ma, visto che è tale, ipotizziamo...

Se sei certo che con quel romanzo tu possa avere la fila sotto casa delle BIG ma, ahimé, sei limitato dalla prelazione sul contratto della Foschi...Che dovresti fare? Non firmare il contratto con la Foschi?

Ovviamente è un caso teorico ma non impossibile...

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

La prelazione conviene a entrambe le parti. Unica cosa, verificare che sul contratto sia ben specificato entro quanto tempo l'editore si impegna a darti una risposta riguardo al manoscritto.

Se poi la prelazione riguarda, come avviene di solito, solo un secondo romanzo, e tu ne hai uno che vuoi giocarti con un big, ci perdi un paio di mesi in più, ne scrivi uno pessimo ad hoc, e presenti quello all'editore.

Bisogna poi vedere se la prelazione implica l'obbligo di accettare qualunque proposta ti arrivi dal tuo editore, o solo il diritto da parte sua di avanzartene una prima di altri, che tu poi valuterai...

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ok, quindi mi pare di aver capito che dipende da cosa intende ogni singolo editore con il termine ''prelazione''...grazie

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Se poi la prelazione riguarda, come avviene di solito, solo un secondo romanzo, e tu ne hai uno che vuoi giocarti con un big, ci perdi un paio di mesi in più, ne scrivi uno pessimo ad hoc, e presenti quello all'editore.

Questa assomiglia alla storia di Mike Oldfield che, per liberarsi dal vincolo contrattuale con la Virgin, pubblicò due album totalmente assurdi ed anticommerciali ed in uno dei due infilò, tra gli strumenti, quello di un telegrafo che in alfabeto Morse diceva: "fuck you Richard Branson". icon_cheesygrin.gif

Già, solo che noi non siamo Mike Oldfield e pubblicare un secondo romanzo che fa schifo non credo sia un'ottima strategia. :facepalm:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite
La prelazione conviene a entrambe le parti. Unica cosa, verificare che sul contratto sia ben specificato entro quanto tempo l'editore si impegna a darti una risposta riguardo al manoscritto.

Se poi la prelazione riguarda, come avviene di solito, solo un secondo romanzo, e tu ne hai uno che vuoi giocarti con un big, ci perdi un paio di mesi in più, ne scrivi uno pessimo ad hoc, e presenti quello all'editore.

Bisogna poi vedere se la prelazione implica l'obbligo di accettare qualunque proposta ti arrivi dal tuo editore, o solo il diritto da parte sua di avanzartene una prima di altri, che tu poi valuterai...

Nel mio caso, le condizioni economiche riguardanti il secondo romanzo, erano già specificate nel contratto. Quindi già sapevo che se mi pubblicavano il secondo, avrei avuto una maggiore percentuale nei diritti d'autore.

Comunque la prelazione riguardava appunto un solo romanzo, quindi l'ipotesi di mandare un romanzo pessimo per tenersi il buono per le big era assolutamente fattibile.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite
Già, solo che noi non siamo Mike Oldfield e pubblicare un secondo romanzo che fa schifo non credo sia un'ottima strategia. :facepalm:

Un secondo romanzo che fa schifo, presumibilmente l'avrebbero rifiutato, in fondo non sono mica EAP che pubblicano senza leggere...

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Già, solo che noi non siamo Mike Oldfield e pubblicare un secondo romanzo che fa schifo non credo sia un'ottima strategia. :facepalm:

Un secondo romanzo che fa schifo, presumibilmente l'avrebbero rifiutato, in fondo non sono mica EAP che pubblicano senza leggere...

Vero, non ci avevo pensato.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Nel mio caso, c'è un diritto di prelazione per un lavoro successivo, l'editore ha 30 giorni per dirmi se accetta o rifiuta, nel caso in cui poi, riceva una proposta da un altro editore, devo sottoporla al mio vecchio editore, che puo offrirmi il contratto

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Scusate, ma mi pare di capire che "diritto di prelazione" e "diritto di opzione" coincidano. Nel caso del mio contratto, firmato per una casa editrice medio-piccola due anni fa, ho acconsentito a quest'ultima clausola, risultando così vincolato alla casa per dieci anni. Nel contratto si dice che sarò obbligato a presentare all'editore per questo periodo ogni romanzo di tipo noir o regionale (quello che mi ha pubblicato li contempla entrambi). Non è scritto, però, a quali sanzioni penali andrei incontro nel caso mi rivolgessi prima a un altro editore e, naturalmente, venissi da questo pubblicato.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

La clausola di "prelazione sulla pubblicazione di opere dall'Autore successivamente prodotte", inclusa nel contratto di edizione per un romanzo, investe anche eventuali racconti e racconti lunghi che volessi inviare per concorsi? Capisco, è ovvio, che questo dipende di volta in volta dall'editore, ma generalmente la clausola come viene intesa?

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

ciao pseudo, anche nel mio contratto è inserita la clausola di prelazione. A me l'editore l'ha spiegata nel dettaglio ma nella sostanza è che il mio prossimo romanzo lo devo per prima cosa far visionare a loro, che poi saranno liberi di pubblicarlo oppure no (allora in quel momento potrò proporlo liberamente ad altre c.e.).

Non lo so, sono un po' ignorante in materia lo ammetto ma a mio avviso è una bella opportunità. Credo (ma è una mia sensazione) che molto dipenderà dalle sorti dell'esordio. Se il primo libro vendesse bene, o per lo meno, restasse in linea con i propositi iniziali, avrei probabilmente una chance concreta di replicare. Poi ovviamente miro a migliorare con la seconda opera, è chiaro che se uno presenta una storia fragile possa incorrere in alcune difficoltà riguardo una nuova pubblicazione. Scusa se non mi sono espresso benissimo, ma è l'incedere di Orfeo che mi sta condizionando. :facepalm:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
ciao pseudo, anche nel mio contratto è inserita la clausola di prelazione. A me l'editore l'ha spiegata nel dettaglio ma nella sostanza è che il mio prossimo romanzo lo devo per prima cosa far visionare a loro, che poi saranno liberi di pubblicarlo oppure no (allora in quel momento potrò proporlo liberamente ad altre c.e.).

Non lo so, sono un po' ignorante in materia lo ammetto ma a mio avviso è una bella opportunità. Credo (ma è una mia sensazione) che molto dipenderà dalle sorti dell'esordio. Se il primo libro vendesse bene, o per lo meno, restasse in linea con i propositi iniziali, avrei probabilmente una chance concreta di replicare. Poi ovviamente miro a migliorare con la seconda opera, è chiaro che se uno presenta una storia fragile possa incorrere in alcune difficoltà riguardo una nuova pubblicazione. Scusa se non mi sono espresso benissimo, ma è l'incedere di Orfeo che mi sta condizionando. :facepalm:

Ti spiego la situazione in concreto, che anche io l'ho messa un po' troppo in astratto! icon_cheesygrin.gif

Vorrei partecipare (provarci, chissà mai!) al Premio Battello a Vapore 2011, per il quale sono ammessi racconti lunghi e romanzi (insomma, dalle 6.000 alle 200.000 battute): e mi chiedevo se un lavoro per tale concorso sarebbe ricaduto nelle specifiche della clausola di prelazione.

A rigor di logica temo di sì, ma spererei nell'intelligenza e nel buon cuore dell'editore perché, se per assurdo vincessi e arrivasse un'offerta da Piemme, mi concederebbe di pubblicare con loro; se poi, come ben più probabile, venissi cassato, sarei ovviamente interessato a presentarlo alla stessa CE del contratto.

Ho sonno anch'io, chissà se mi sono spiegato! icon_cheesygrin.gif

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Al momento non posso darvi una risposta più chiara (non avendo i contratti da visionare) ma la prelazione in generale è il diritto di un soggetto ad essere privilegiato a parità di condizioni. Il che implica che se la CE con cui pubblicate vi offre meno di un'altra il diritto decade. Ora il problema è capire se ci si dovrebbe limitare a valutare solo l'aspetto economico o anche altri servizi che possono esserci alle spalle (ad esempio una campagna pubblicitaria o altro).

Ripeto non posso darvi conferme ma i casi dove capitano di più spesso cause di questo genere, ossia le prelazioni in caso di vendita di terreni o in caso di divisione ereditaria per prima cosa ci si deve rivolgere al vicino o al coerede che hanno per legge diritto di prelazione, in seguito se si hanno offerte più alte ci si rivolge ancora una volta al coerede o al vicino chiedendo se è disposto a pagare quella somma, in caso contrario siamo liberi di vendere a chi ci pare.

Per maggiore certezza posso chiedere al mio "capo" anche se senza un contratto davanti difficilmente potrà dare una risposta più precisa.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite

In campo editoriale non si parla di parità di condizioni e in genere ci si riferisce a pubblicazioni dello stesso genere di quello pubblicato, ma è sempre meglio ottenere dall'editore una liberatoria prima di partecipare a concorsi, non si sa mai.

In genere l'editore col quale si è vincolati, ha il diritto di esaminare ed eventualmente pubblicare a condizioni uguali o migliori di quelle del romanzo già pubblicato. Solo dopo il rilascio di una liberatoria, lo scrittore può proporre l'opera ad altri, quindi, proporla prima costituisce violazione.

Quindi, facendo un esempio pratico.

-Io pubblico con Pincopallino editore, che mi da 0 anticipo e il 5% sul venduto

-scrivo un secondo romanzo, lo propongo a Pincopallino che:

1)- ma fa un contratto uguale al precedente o migliore

2)-mi rilascia una liberatoria per pubblicare con chi voglio

Posso rifiutare la pubblicazione con Pincopallino solo se mi propone un contratto peggiore, mentre se ho in mano un Mondadori con 5.000 euro di anticipo, ho commesso una violazione di contratto e quindi non posso rifiutarmi in virtù di una migliore offerta.

Di contro, se volessi accettare Mondadori e mandare a cagare Pincopallino, posso farlo violando il contratto e pagando la corrispettiva penale di scioglimento unilaterale del contratto.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Guarda Jack ripeto che non avendo il contratto sottomano non posso dire nulla, almeno riportatemi la clausola per intero e posso darvi una risposta più concreta. Per adesso posso solo dirvi che quando si parla di prelazione si parla di

"Diritto di prelazione, ossia il diritto di essere preferito ad ogni altro, a parità di condizioni, nel caso in cui la persona soggetta alla prelazione dovesse decidersi a stipulare un determinato contratto.

Il soggetto passivo non è affatto obbligato a concludere tale contratto e conserva la sua piena libertà di decidere se, ad esempio vendere o meno il bene oggetto di prelazione, senzache il beneficiario possa avanzare pretesa aalcuna al riguardo: qualora però decida di vendere, non può stipulare con un terzo se prima non abbia offerto il bene, alle stesse condizioni, al titolare della prelazione."

Questa è la disciplina generale, che si può trovare in un qualunque manuale di diritto privato, la violazione sta nello stipulare il contratto non nel proporlo ad altri. La parità di condizioni non è sempre necessaria, potendo anche decidersi di preferire un soggetto ad altri, ad esempio tizio decide di vendere e caio ha il diritto di prelazione ad essere preferito a tutti con lo sconto del 10% sull'offerta più alta. Tutte queste variabili però devono essere scritte in chiaro, altrimenti si applica la disciplina generale.

Se mi dici che nella clausola c'è scritto nero su bianco cosa puoi e cosa non puoi fare è un conto, ma da quanto leggevo sembra che c'è scritto semplicemente che la CE ha il diritto di prelazione.

Per evitare qualunque problema

"Queste affermazioni si riferiscono a fattispecie generali rese a semplice scopo didattico e non possono in alcun modo sostituire il contributo di un professionista qualificato.

L'autore declina ogni responsabilità derivante da errori od omissioni, nonché per un uso improprio di tali affermazioni"

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Allora è tutta un'altra faccenda, se si parla di opzione è naturale che tu non possa nemmeno proporlo ad un'altra casa editrice perché col diritto d'opzione una parte accetta preliminarmente mentre l'altra è lasciata una facoltà di scelta.

l'art 1331 si legge in combinato con il 1329

art. 1331 c.c.

Quando le parti convengono che una di esse rimanga vincolata alla propria dichiarazione e l'altra abbia facoltà di accettarla o meno, la dichiarazione della prima si considera quale proposta irrevocabile per gli effetti previsti dall'art. 1329 c.c.. Se per l'accettazione non è stato fissato un termine, questo può essere stabilito dal Giudice".

art. 1329 c.c.

Se il proponente si è obbligato a mantenere ferma la proposta per un certo tempo, la revoca è senza effetto [1331, 1333] (1). Nell'ipotesi prevista dal comma precedente, la morte o la sopravvenuta incapacità [414] del proponente non toglie efficacia alla proposta, salvo che la natura dell'affare o altre circostanze escludano tale efficacia.

Per maggiori informazioni qui è spiegato molto bene

L'autore declina ogni responsabilità derivante da errori od omissioni, nonché per un uso improprio di tali affermazioni"

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

… In pratica, se scrivevo un secondo romanzo, prima di proporlo ad altri editori, ero obbligato a proporlo a loro. Se loro non erano interessati, mi avrebbero fornito una lettera liberatoria per permettermi di proporlo ad altri editori.

In cambio della prelazione, mi offrivano condizioni economiche migliori rispetto a quelle del primo romanzo.

Secondo me è una clausola lecita, che serve a riservarsi la possibilità di sfruttare un eventuale successo di una prima opera, come garanzia di vendite per una seconda.

Nel mio caso, dopo aver scritto il secondo romanzo, la casa editrice, avendo nel frattempo cambiato mezza redazione e linea editoriale, mi ha fornito direttamente la liberatoria senza neppure valutare il romanzo.

A quel punto ho spedito ad altri, e il romanzo uscirà ad aprile con un altro editore.

Giustissimo. Diffidate di quelle clausole di prelazione che vi impongono il diritto di preferenza anche dopo la scadenza del contratto.

La prelazione conviene a entrambe le parti. Unica cosa, verificare che sul contratto sia ben specificato entro quanto tempo l'editore si impegna a darti una risposta riguardo al manoscritto.

Se poi la prelazione riguarda, come avviene di solito, solo un secondo romanzo, e tu ne hai uno che vuoi giocarti con un big, ci perdi un paio di mesi in più, ne scrivi uno pessimo ad hoc, e presenti quello all'editore.

Bisogna poi vedere se la prelazione implica l'obbligo di accettare qualunque proposta ti arrivi dal tuo editore, o solo il diritto da parte sua di avanzartene una prima di altri, che tu poi valuterai...

Ottimo suggerimento. I tempi sono essenziali. Se non siete soddisfatti della casa editrice con cui avete pubblicato il primo libro aspettate sino al momento in cui non siete più vincolati.

Ok, quindi mi pare di aver capito che dipende da cosa intende ogni singolo editore con il termine ''prelazione''...grazie

Il diritto di prelazione è sempre lo stesso. L’editore furbo tende accrescere il suo contenuto dispondendo termini più ampi dei consueti.

Scusate, ma mi pare di capire che "diritto di prelazione" e "diritto di opzione" coincidano. Nel caso del mio contratto, firmato per una casa editrice medio-piccola due anni fa, ho acconsentito a quest'ultima clausola, risultando così vincolato alla casa per dieci anni. Nel contratto si dice che sarò obbligato a presentare all'editore per questo periodo ogni romanzo di tipo noir o regionale (quello che mi ha pubblicato li contempla entrambi). Non è scritto, però, a quali sanzioni penali andrei incontro nel caso mi rivolgessi prima a un altro editore e, naturalmente, venissi da questo pubblicato.

Sono simili solo all’apparenza. Nella prelazione una parte attribuisce all'altra il diritto ad essere preferito ad altre parti con riferimento all’oggetto del contratto. Es Tu scrivi un altro libro è l’editore ha un diritto di preferenza su di esso. Il diritto d’opzione é un vero e proprio contratto il cui contenuto é una proposta irrevocabile a stipulare un altro contratto. Es loro si riconoscono la preferenza in relazione alla stipulazione del contratto di edizione successivo a quello in corso.

Nessuna sanzione penale. Se non rispetti il diritto di prelazione o opzione ti condannano a un risarcimento danni.

La clausola di "prelazione sulla pubblicazione di opere dall'Autore successivamente prodotte", inclusa nel contratto di edizione per un romanzo, investe anche eventuali racconti e racconti lunghi che volessi inviare per concorsi? Capisco, è ovvio, che questo dipende di volta in volta dall'editore, ma generalmente la clausola come viene intesa?

Dipende dalla termologia usata. “Opera” ad esempio include ogni tua produzione. Poi dipenderà dall’editore e dalle sue preferenze.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

ho ricevuto una bozza di contratto in cui, circa la prelazione, ho trovato scritto:

"Con il presente contratto e per tutta la durata naturale dello stesso, l’Autore concede all’Editore il diritto di prelazione sulla pubblicazione di opere da esso successivamente prodotte, alle stesse condizioni qui proposte. Se l’Editore, che si impegna a fornire una risposta all’Autore entro 60 giorni, non riterrà opportuno pubblicare una o più d’una delle opere successivamente prodotte dall’Autore, questo avrà il diritto di ripresentarle ad altri editori."

adesso vorrei capire: se firmo il contratto con questa casa editrice e poi decido di partecipare a un concorso, uno di quelli per racconti, ad esempio.. c'è il pericolo che, in caso di vittoria, la casa editrice prenda provvedimenti legali nei miei confronti?

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
ho ricevuto una bozza di contratto in cui, circa la prelazione, ho trovato scritto:

"Con il presente contratto e per tutta la durata naturale dello stesso, l’Autore concede all’Editore il diritto di prelazione sulla pubblicazione di opere da esso successivamente prodotte, alle stesse condizioni qui proposte. Se l’Editore, che si impegna a fornire una risposta all’Autore entro 60 giorni, non riterrà opportuno pubblicare una o più d’una delle opere successivamente prodotte dall’Autore, questo avrà il diritto di ripresentarle ad altri editori."

adesso vorrei capire: se firmo il contratto con questa casa editrice e poi decido di partecipare a un concorso, uno di quelli per racconti, ad esempio.. c'è il pericolo che, in caso di vittoria, la casa editrice prenda provvedimenti legali nei miei confronti?

Sì.

Potresti presentare il tuo racconto prima del concorso alla casa editrice per verificare il loro interesse. Se loro non sono disposti a pubblicarlo puoi partecipare tranquillamente al concorso

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

in teoria sarebbe giusto fare così ma nella pratica i tempi dei concorsi sono piuttosto brevi e non si conciliano con i 60 giorni che la c.e. si prende per darmi una risposta... mi sa che prima di firmare il contratto conviene chiedere informazioni dettagliate su tutte le eventualità che si possono presentare.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Riprendo l'argomento per chiedere se, in un contratto che non lo specifica, il tempo stabilito per la prelazione va conteggiato dalla presentazione dell'opera all'editore ( anche brevi manu o via mail) oppure da una richiesta formale dell'autore.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

E' una clausola da evitare, all'autore ne possono venire solo seccature: per qualsiasi mossa futura bisogna prima chiedere il permesso alla casa editrice a cui abbiamo ceduto il diritto di opzione. Questo vale per concorsi che, per esempio, mettano in palio la pubblicazione dell'opera; per offerte migliori o di case editrici più prestigiose: prima di accettare bisogna che la CE che ha il diritto d'opzione giudichi l'opera tanto scadente da non volerla pubblicare. E se la C.E. si fosse comportata male, l'autore dovrebbe comunque sottoporre prima a lei la nuova opera. La C.E., per contro, non ha nessun obbligo di accettare le opere successive: le pubblica solo se le piacciono, come farebbe comunque, anche senza diritto di opzione. Dunque francamente non vedo il "vantaggio reciproco": il vantaggio eventualmente è solo della C.E. Infatti di solito agli autori affermati il diritto di opzione viene pagato extra.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Opzione e prelazione non sono (credo) però la stessa cosa, hanno effetti molto diversi: al contrario dell'opzione, la prelazione prevede che l'autore debba stipulare un nuovo contratto di edizione con la casa editrice titolare della prelazione solo se questa gli offre le stesse condizioni di altre eventuali offerte; è molto meglio dell'opzione. Per dire, se competono la Casa Editrice PincoPalla che ti pubblica con il 3% di diritti (che poi magari neppure ti paga) e la Mondadori che ti vuole dare 50.000 euro di anticipo sui diritti, con l'opzione sei comunque obbligato a pubblicare con la CE PincoPalla, se lei decide che il tuo nuovo romanzo le piace, con la prelazione puoi scegliere il contratto migliore e te ne puoi andare con Mondadori, a meno che la PincoPalla non ti sganci 50.000 euroni pure lei. :asd:

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Occhio che normalmente la prelazione si riferisce a opere analoghe a quella trattata, dunque nuovi romanzi, raccolte di racconti o comunque opere "voluminose".

Anch'io ho un contratto con diritto di prelazione sul prossimo romanzo, ma se scrivo un raccontino per il WD non sono obbligato a passarlo a loro prima di pubblicarlo

Modificato da Decimo

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Anch'io la intendo in questo modo. Mi chiedo anche se, dichiarata l'intenzione di esercitarla, l'editore abbia un "tempo standard" per proporre il nuovo contratto. In quello del libro precedente non se ne parla :nein: .

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Anch'io la intendo in questo modo. Mi chiedo anche se, dichiarata l'intenzione di esercitarla, l'editore abbia un "tempo standard" per proporre il nuovo contratto. In quello del libro precedente non se ne parla :nein: .

Non credo che ci sia un tempo "standard" per la dichiarazione di interesse dell'editore, se non è specificato nel contratto. Secondo me, è sempre meglio farlo specificare nero su bianco (specie nei contratti ventennali... :asd: ), per evitare che la tirino per le lunghe mentre tu stai lì ad aspettar loro...

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Nel mio caso il periodo per la dichiarazione d'interesse è specificato. Manca invece l'intervallo tra questa e il nuovo contratto. Finché l'editore non lo formula , come deve comportarsi l'autore? :grat:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un utente per inserire un commento.

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

×