Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

Lorenzo

Bookabook

Post raccomandati

[Crowdfunding iniziale richiesto]

 

Nome: Bookabook

Generi trattati: tutti, ad eccezione della poesia

Modalità di invio dei manoscritti: https://bookabook.it/proponi-il-tuo-libro/

Distribuzione: Messaggerie

Sito web: https://bookabook.it/

Facebookhttps://www.facebook.com/bookabook.ita/?fref=ts

 

Premetto che io sono stato selezionato con il mio romanzo da Bookabook, e sposso portare qualche informazione in più, sperando di non cadere nella tentazione di fare pubblicità a questo editore.

 

La mia esperienza è iniziata qualche mese dopo aver terminato le ultime correzioni al romanzo che ho scritto e ho inviato una sinossi e dei capitoli dimostrativi. Un paio di settimane dopo il team di bookabook mi ha contattato dicendomi che il mio libro era piaciuto, e mi hanno chiesto la versione integrale del testo. Anche qui ho dovuto attendere qualche tempo per poi avere l'okay alla prosecuzione del progetto.

Questo mi ha dato l'idea che effettivamente ci fosse un qualche tipo di selezione: mi è stato detto che il team si appoggia a un'agenzia esterna per la seconda fase, ma non ho idea di quale sia. In ogni caso hanno certamente letto almeno parte del testo e l'hanno approvato.

 

La piattaforma fa partire una campagna di crowdfunding in modo simile a kickstarter. Ci sono una pagina dedicata alla campagna, una presentazione del libro, un link per scaricare un estratto e - soprattutto - diversi livelli a cui chi è interessato può contribuire. Si parte dalla copia elettronica per pochi euro per salire con le copie cartacee o altri benefit (dediche, volumi firmati, copie multiple etc.).

Il team ha un modello standard che l'autore a suo desiderio può decidere di modificare. Una volta stabiliti tutti questi particolari, parte la campagna: da quel momento l'autore ha sei mesi per convincere i suoi potenziali lettori a dargli fiducia e investire qualche euro nella pubblicazione del romanzo. Se al termine di questo periodo è stata raccolta la cifra stabilita inizialmente allora il romanzo viene pubblicato e proposto in seguito alle case editrici più grosse. Inoltre, al termine di tutto il processo, la cifra raccolta (al netto delle spese di pubblicazione) viene divisa al 50% tra autore e piattaforma online.

La campagna di promozione è quasi tutta a carico dell'autore, che quindi deve lavorare molto e dedicare qualche risorsa nella promozione se vuole arrivare a concludere i sei mesi con un risultato positivo. Spesso inoltre i fondi arrivano in buona parte da amici e parenti, vessati dallo scrittore per contribuire alla realizzazione del suo sogno.

Questo è il punto più controverso a mio parere per considerare la piattaforma un editore a pagamento; in verità se la campagna ha successo, l'autore ha effettivamente un (piccolo) guadagno, ma per arrivare a quel punto non solo deve lavorare, ma investire spesso qualche euro per promuovere pagine facebook o simili.

 

Il proprio romanzo sarà presente su Amazon, Ibs e sui cataloghi di tutte le librerie che sono consorziate con questo distributore.

Se c'è qualcuno che ha qualche domanda, sono a disposizione.

 

 

Aggiornamento al settembre 2017 su richiesta di @bookabook:

 

Bookabook è una casa editrice che sceglie i libri da pubblicare attraverso un doppio processo di selezione: prima una valutazione qualitativa da parte della redazione, poi una campagna di crowdfunding volta a testare l’interesse del pubblico verso un progetto editoriale e a costruire una comunità attorno a un inedito.

 

Riportiamo qui le regole e i servizi offerti ad oggi (settembre 2017). Questo thread è antecedente e quindi alcune esperienze potrebbero riportare informazioni non più corrispondenti alle modalità di pubblicazione.

Bookabook pubblica i libri che raggiungo 200 pre-ordini entro un termine massimo di sei mesi. Naturalmente possono essere raggiunti prima e il lavoro editoriale inizia non appena è raggiunto l’obiettivo. 

 

Ecco come funziona.

Una volta selezionato un manoscritto, il team prepara una campaign strategy su misura per l’autore e per il suo libro. Mette a disposizione un servizio di tutoring durante tutta la campagna e crea i materiali grafici per i social network. Lo scopo è generare un passaparola tra i lettori, andando il più in fretta possibile oltre i contatti personale (o professionali) dell’autore. È fatto divieto all’autore di auto finanziarsi.

 

Una volta raggiunto il goal, l’autore riceve il 10% su ogni copia venduta, sia sulle prime 200, sia su quelle che saranno vendute attraverso i diversi canali (librerie, fiere di settore, eventi, Amazon, ecc…).

Se la campagna non raggiunge il goal, bookabook non pubblicherà il libro e i diritti torneranno all’autore, che sarà libero di proporlo ad altri o di pubblicarlo attraverso altri canali. Sopra le 50 copie complessivamente pre-ordinate, bookabook effettuerà comunque una revisione del testo, l’impaginazione, la realizzazione della copertina e i lettori riceveranno la loro copia.

Sotto le 50 copie pre-ordinate i lettori riceveranno un rimborso integrale.

 

Quanto alla promozione dei libri pubblicati, bookabook garantisce la distribuzione con Messaggerie Libri e un’attività di marketing attraverso l’ufficio marketing interno. Per i libri che riescono a costruire una comunità più larga durante la campagna di crowdfunding, raggiungendo l’overgoal di 350 copie pre-vendute, è previsto che l’ufficio stampa sia curato da un ufficio stampa partner (Mara Vitali Comunicazione, l’ufficio stampa di Susanna Tamaro e Alessandro D’Avenia).

 

Bookabook ha recentemente introdotto un Social Club, dove giornalisti, blogger e lettori forti possono scegliere e sostenere gli autori prima della pubblicazione. Si è dotato anche di una community riservata agli autori nella quale è possibile confrontarsi con gli altri scrittori e con il team.

Tutti i servizi sono rigorosamente gratuiti.

  • Mi piace 3

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao Lorenzo, anche il mio romanzo è stato selezionato da bookabook ma non ho ancora inviato i dati per il contratto perché ho delle perplessità e aspetto che mi rispondano. Ho chiesto loro che percentuale dei romanzi supera la fase di crowdfunding, ma mi piacerebbe anche sapere: qualcuno è stato rifiutato da questo editore? 

Mi sembra una bella iniziativa, però 2000 euro sono parecchi da raccogliere per un libro e non ho nessuna intenzione di 'vessare' le mie conoscenze per finanziare il mio romanzo!

Grazie di aver condiviso la tua esperienza e in bocca al lupo,

elisa

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Come ho già scritto una volta, e parlo per esperienza personale, noi autori che non siamo figli di nessuno, dobbiamo:

 

Sbatterci per scrivere decentemente

Sbatterci per trovare un editorie serio che non chieda soldi

Sbatterci per far vendere il libro.

Altro?

 

Resto dell'idea che una CE deve sì, puntare sugli autori che sostiene ma non basta solo stampare il libro, bisogna anche saperlo vendere e quello resta parte integrante del SUO lavoro. L'autore può contribuire (e deve farlo) nella sua minima parte ma non possono pretendere che svolga il grosso del lavoro, altrimenti siamo al pari di una tipografia. Commissiono 100 copie e me le vendo, punto e basta. Facile e veloce e dove sta allora il merito della CE?

Per quel che mi riguarda, chi si comporta così, anche se dichiara di essere FREE, in realtà non svolge affatto il suo lavoro.

 

  • Mi piace 14
  • Grazie 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ragazzi, non voglio prendere le difese di nessuno, però secondo me la proposta di bookabook non è da sottovalutare. Io sto seriamente pensando di partecipare. Li ho sentiti parlare ad un dibattito a Bookpride. Stando a quello che dicono, loro valutano il testo sulla base della qualità e poi chiedono all’autore di costruire un pubblico iniziale (un po’ come succede in ambito musicale). Questo non significa vessare i parenti, ma costruirsi una rete. E se davvero è così, ci sta… Alla fine se nemmeno le persone che vedi a pranzo e a cena hanno voglia di comprare il tuo libro, come fai ad arrivare a dei totali estranei? Mi pare realistico, a differenza di molti altri che ti propongono utopie ed invece sono solo calessi.

Ripeto: magari sono solo parole, ma voglio dargli una chance. Alla fine non mi costa niente.

 

ps: Sono d’accordo @Beppecoraggio @Guerriera , ed è questo che mi ha convinto in realtà: una volta raggiunto il goal con il passaparola, bookabook interviene con la promozione (a bookpride si davano parecchio da fare, eventi con gli autori ecc.. ) e sembra anche ufficio stampa. Tutti gli editori con cui ho avuto a che fare, finora, di promozione non hanno mai parlato. Anzi…

  • Mi piace 2
  • Non mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
On 21/6/2016 at 18:29, LaMosca dice:

Ragazzi, non voglio prendere le difese di nessuno, però secondo me la proposta di bookabook non è da sottovalutare. Io sto seriamente pensando di partecipare. Li ho sentiti parlare ad un dibattito a Bookpride. Stando a quello che dicono, loro valutano il testo sulla base della qualità e poi chiedono all’autore di costruire un pubblico iniziale (un po’ come succede in ambito musicale). Questo non significa vessare i parenti, ma costruirsi una rete. E se davvero è così, ci sta… Alla fine se nemmeno le persone che vedi a pranzo e a cena hanno voglia di comprare il tuo libro, come fai ad arrivare a dei totali estranei? Mi pare realistico, a differenza di molti altri che ti propongono utopie ed invece sono solo calessi.

Ripeto: magari sono solo parole, ma voglio dargli una chance. Alla fine non mi costa niente.

 

ps: Sono d’accordo @Beppecoraggio @Guerriera , ed è questo che mi ha convinto in realtà: una volta raggiunto il goal con il passaparola, bookabook interviene con la promozione (a bookpride si davano parecchio da fare, eventi con gli autori ecc.. ) e sembra anche ufficio stampa. Tutti gli editori con cui ho avuto a che fare, finora, di promozione non hanno mai parlato. Anzi…

Si ma finché non raggiungi il goal (con un prezzo di copertina molto spesso il doppio di quanto prende una Anne Rice) non ti mettono neanche un like sulla pagina facebook...da valutare se si è pronti ad accettare tutto e inventarsi esperti di marketing facendo loro pubblicità senza garanzie.

  • Mi piace 4

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Nuove frontiere dell'editoria (O_-).

Sono piuttosto scettico a riguardo. Se da un lato affascina, dall'altro come dice @Bianca Heinz-Kurstermann bisogna 

3 ore fa, Bianca Heinz-Kurstermann dice:

valutare se si è pronti ad accettare tutto e inventarsi esperti di marketing facendo loro pubblicità senza garanzie.

Direi proprio di no (almeno nel mio caso). Sarò un "tradizionalista", o sarà che farmi pubblicità non è mai stato il mio mestiere, ed ho sempre pensato fosse il mestiere delle oscure entità cui rivolgevo le mie storie (gli editori).

  • Mi piace 1
  • Grazie 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Concordo con te @dfense ,

tuttavia le premesse erano ben diverse, perciò ho tentato non essendo particolarmente amante dell'autopubblicazione. Per gli stessi motivi per cui non sono una esperta di marketing, ma a sto punto tra le due...incrociamo le dita che capita la botta di fortuna del metodo tradizionale.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Bianca Heinz-Kurstermann Te lo auguro!

Anch'io avevo visionato la proposta (il modus operandi di Bookabook)... non me ne lascio scappare una, le provo tutte (:asd:), ma, dopo una non lunghissima riflessione, reputandola troppo "social", se così si può dire, lontana dalle mie priorità (?), o eccessivamente avanguardista (la famosa editoria 2.0, 3.0... la chiamassero come meglio credono), ho ripiegato su soluzioni più classiche (scartando a priori l'autopubblicazione.. provato anche quella!), e restando anch'io in attesa della "botta di fortuna.

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
5 ore fa, Bianca Heinz-Kurstermann dice:

@Niko ...o per il gusto di tampinare amici e parenti?

 

In che senso? La trama si complica... devo avere perso un passaggio.

Comunque la loro eventuale risposta (anche se in qualche modo già me la immagino) m'incuriosisce più della loro proposta.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Bianca Heinz-Kurstermann Certo, non dubitavo... è che letta così, sembra che i tipi di Bookabook siano parenti di Niko :asd:.

O sicuramente mal interpretato (o forse no? :aka: In tal caso mi scuso per la gaffe!).

A tal proposito, andrebbe aperto altrove (il rischio off topic è sempre dietro l'angolo) un tread sulle risposte "fantasiose" degli editori "semi-free". O_O Lì si che ci sarebbe da ridere (o da piangere... a seconda dei punti di vista, della propria capacità di cogliere l'ironia nel grottesco della vita... :D)

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@dfense Tranquillo nessuna gaffe :)

Sarebbe carino in effetti come 3d, sicuramente uscirebbero fuori delle rispostine niente male :asd:

Tornando nel topic, purtroppo in Italia molte opportunità vengono distorte con il risultato che senza la classica Botta de C...fortuna non si va molto lontani....:gokulol:

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Bianca Heinz-Kurstermann La verità è (temo) che, ieri come oggi (oggi, soprattutto...) bisognerebbe essere in grado di "sapersi vendere" (nel senso di "essere in grado di proporsi in maniera allettante", o "essere l'imprenditore di se stessi", per dirla in un'altra maniera), prima ancora di saper scrivere.

Ed ecco qui, credo, il senso di realtà come Bookabook, che spingono lo scrittore "a guadagnarsi" la pubblicazione, a cercarsi un pubblico (se lo trovi, indipendentemente dalla bontà della tua opera, sei "arrivato").

In fin dei conti, malgrado la cosa non mi appartenga, non la ritengo malvagia, o sbagliata a priori, che dir si voglia... è semplicemente un segno dei tempi che viviamo (che portano a queste mutazioni... chiamiamole così, a certe nuove forme d'editoria su cui non è semplice esprimersi se non attraverso pareri dettati più dal sentimento che dall'esperienza diretta o dalla logica).

Al fatto che 

16 minuti fa, Bianca Heinz-Kurstermann dice:

...in Italia molte opportunità vengono distorte con il risultato che senza la classica Botta de C...fortuna non si va molto lontani....:gokulol:

non mi sono mai voluto arrendere, preferendo, se mi capitava d'imbattermi in un brutto romanzo (e, negli anni, mi è capitato eccome) pensare: "tutti i gusti sono gusti", come si suol banalmente dire (il mio giudizio, ho supposto, non è in linea con certe leggi di mercato, ed è giusto che persino ***** **** abbia il suo numeroso pubblico)... anche se ultimamente mi è capitato di leggere roba così indiscutibilmente pessima (pubblicata da un'editore talmente buono... e non sono ironico, dicendo buono), che per la prima volta in vita mia sono stato tentato di avvalorare la tua tesi.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ci hanno risposto molto cordialmente e riassumo:


Pubblicano esordienti, se soddisfano gli standard qualitativi della casa editrice, e non richiedono contributi.

Sottopongono i testi a due passaggi: editing professionale e revisione. Su ogni testo lavorano due professionisti diversi.

Distribuiscono con Messaggerie Libri, per la promozione invece si affidano a Emme Promozione.

Seguono l'autore una volta pubblicato il libro attraverso una figura dedicata che si occupa del marketing. Come ufficio stampa hanno Mara Vitali Comunicazione.

 

A successive domande sul crowdfounding, rispondono così:

"Non è previsto nessun impegno monetario da parte dell'autore. Anzi, a differenza di altre piattaforme di crowdfunding forniamo gratuitamente anche un servizio di campaign strategy (proprio per evitare che l'autore possa essere tentato di pagarne uno a sue spese). Ogni campaign strategy è diversa, ma la costante è che vengono sconsigliati e disincentivati eventuali investimenti economici da parte dell'autore (non li riteniamo utili, anzitutto). 

Inoltre il goal non è un obiettivo economico (come potete vedere sulla piattaforma), ma è quantificato in un numero di lettori che decidono di sposare il progetto editoriale pre-ordinando una copia. Per questo non facciamo differenze tra chi pre-ordina in formato ebook o cartaceo (che pure hanno prezzi diversi).

L'autore non è lasciato solo a promuovere la campagna di crowdfunding. Oltre alla campaign strategy, bookabook attira quotidianamente traffico di lettori (più o meno forti) sulla piattaforma attraverso la propria strategia social e non solo. Inoltre per tutta la campagna di crowdfunding è attivo un servizio di assistenza e di accompagnamento per l'autore. Sempre gratuito.

Un inciso - banale, ma doveroso - non è permesso agli autori di auto-acquistare copie durante la campagna di crowdfunding. 

La campagna di crowdfunding serve come "valutazione di commerciabilità" di un'opera, dopo la nostra selezione qualitativa. Difatti riteniamo sia utile, soprattutto quando si tratta di opere prime, chiedere direttamente ai lettori se sono interessati o meno a leggere un determinato libro."

 

Detto questo, li abbiamo invitati sul forum per rispondere alle domande degli utenti. Per ora il regolamento delle Case Editrici non cataloga il crowdfounding come editoria a pagamento, quindi sposto in Free. Non è escluso che le cose possano cambiare nel tempo.

Invito @dfense@Bianca Heinz-Kurstermann a rimanere in topic e, soprattutto, evitare toni ironici (in riferimento alla realtà editoriale, ovviamente, non in generale) e mantenere sempre il rispetto di tutti gli attori in gioco. Grazie.

  • Mi piace 2
  • Non mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @Niko ,

i toni ironici non sono per l'editoria in generale ma per quella italiana.

Ho letto la risposta, su due punti non concordo, per esperienza personale:

 

1 ora fa, Niko dice:

campaign strategy

Si tratta delle email/telefonate in cui consigliano amici, parenti, colleghi, conoscenti, pagina facebook & co, che la chiamo in inglese o in italiano quella è.

 

1 ora fa, Niko dice:

L'autore non è lasciato solo a promuovere la campagna di crowdfunding. Oltre alla campaign strategy, bookabook attira quotidianamente traffico di lettori (più o meno forti) sulla piattaforma attraverso la propria strategia social e non solo.

Io tutto sto traffico non l'ho visto...e devo dire mi sono sentita molto sola (strategicamente parlando)

 

1 ora fa, Niko dice:

Un inciso - banale, ma doveroso - non è permesso agli autori di auto-acquistare copie durante la campagna di crowdfunding. 

Io l'ho fatto e so di altri che l'hanno fatto...

 

Detto ciò, l'intento ironico vuole stemperare certe realtà che si vendono bene ma poi a conti fatti purtroppo non si rivelano la nuova editoria 3.0. poi per carità ci sarà pure chi si è trovato benissimo...però su alcuni punti....ripeto, non concordo, e come mi è stato chiesto ho descritto la mia esperienza.

  • Mi piace 4
  • Non mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ho letto le critiche al modello di Bookabook, ed essendoci dentro con un mio romanzo penso di poter dire la mia.

 

1) Leggo alcune modifiche al mio post iniziale, in cui si aggiunge che si debba vessare il proprio parentado per arrivare alla pubblicazione. Trovo sia una terminologia non proprio corretta: la responsabilità della campagna di crowdfunding è sulle spalle dell'autore con qualche aiuto da parte dell'editore, cosa ben chiara fin da principio, ed è normale che una persona non professionista abbia come primo cerchio di sostegno la famiglia e gli amici. 

 

2) Credo sia naïf pensare che il ruolo dell'autore si limiti alla scrittura del romanzo. Pensate che un musicista emergente possa limitarsi a consegnare i propri demo ad una casa discografica per poi aspettare di sentire i propri brani in radio? Ogni artista, compositore, creativo e appassionato deve per forza cercare di trovare un contatto con il proprio pubblico di riferimento, e non c'è persona più preparata di lui nel presentare la propria opera.

È lui a conoscerla più a fondo e non credo che questo passaggio promozionale, che con Bookabook è solo più esplicito che in altri casi, possa essere evitato.

Tutti ci siamo immaginati impegnati in eventi grandiosi quali firmacopie in importanti librerie o presentazioni presso trasmissioni culturali o di costume. Penso sia una cosa possibile (ma non comune) solo per i grandissimi editori, ma quanti sono gli autori esordienti effettivamente promossi da colossi quali Mondadori o simili? Nel suo piccolo Bookabook mi ha fatto partecipare a un evento quale Bookpride, a Milano, a cui hanno partecipato davvero tante persone, e mi ha promosso attraverso i suoi canali.

 

3) La politica di crowdfunding è cambiata nel tempo, ora il traguardo prevede un numero di copie e dei traguardi aggiuntivi (tutte cose che vedo riportate qui sopra nella risposta dell'editore). In ogni caso io da autore non mi sono sentito né abbandonato a me stesso né ignorato. Ero consapevole che la forza di marketing di una realtà appena nata (parlo del 2015) fosse limitata, ma in ogni caso ci sono stati post sulle loro piattaforme per far conoscere il mio e gli altri romanzi in corsa verso la pubblicazione, e ho apprezzato molto la loro precisione nella comunicazione e nel dialogo lungo tutte le tappe del percorso.

 

In definitiva non credo sia una strada percorribile da tutti, ma è un sentiero che mi ha permesso di arrivare alla pubblicazione.

Certo, se ci si considera il nuovo caso editoriale italiano e si pensa di aver diritto a un investimento di marketing di svariate migliaia di euro senza alcuna garanzia di vendita... beh, penso che in tal caso si debba mettere in conto di dover aspettare parecchio tempo prima di trovare una casa editrice.

La mia considerazione personale è che il mondo degli esordienti non sia al momento un terreno di investimento interessante per i grandi attori sul mercato, e riuscire a mettere delle basi è davvero importante se si desidera diffondere il proprio lavoro e farsi un nome: questo però deve avvenire attraverso il proprio lavoro, e sebbene lo scrivere un ottimo romanzo sia fondamentale, non è che il primo passo sul cammino della propria storia editoriale. In questo devo ringraziare Bookabook per avermi dato la possibilità di costruirmi una credibilità e un nome (nel mio piccolo, che è proprio piccolo piccolo ma pur sempre maggiore di zero) nel mondo dell'editoria.
 

  • Mi piace 1
  • Non mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
On 27/3/2017 at 21:03, Lorenzo dice:

1) Leggo alcune modifiche al mio post iniziale, in cui si aggiunge che si debba vessare il proprio parentado per arrivare alla pubblicazione.

Scusa @Lorenzo , ma poiché ho modificato io il tuo post iniziale, mi piacerebbe capire a cosa tu ti riferisca. Personalmente ho solo posposto l'ordine dello schema (nome, generi trattati, ecc...), per uniformarlo a quello delle altre discussioni della sezione e ho aggiunto il grassetto. Il resto di ciò che hai scritto (i contenuti, nello specifico) non è stato minimamente toccato e nulla è stato aggiunto. Tantomeno il termine "vessare". Ciò che era in origine, nel corpo del messaggio, è rimasto totalmente inalterato!

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Chiedo scusa, la discussione risale a un anno fa e non ricordo di aver scritto di vessazioni (ma conoscendomi è del tutto probabile che me ne sia dimenticato).

Correggo il mio elenco!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
2 ore fa, Lorenzo dice:

2) Credo sia naïf pensare che il ruolo dell'autore si limiti alla scrittura del romanzo.

Personalmente non considero "naif" (che nell'accezione comune sta indicare un modo o un personaggio "ingenuo", "sempliciotto") questa visione delle cose. Tutt'al più "retrò", che nella mia, di accezione, sta a significare al massimo "passatista", "romantico", "fuori dal tempo"... e probabilmente dal mercato (editoriale e non solo). 

Nessuno qui 

3 ore fa, Lorenzo dice:

pensa di aver diritto a un investimento di marketing di svariate migliaia di euro senza alcuna garanzia di vendita

Si parla di piccola editoria un po' per tutti noi, no? O nascosto dietro qualche nickname, nel forum, si celano autori Mondadori, Feltrinelli o Einaudi in vena di burle? (ne dubito... Diciamocelo, se fossimo nel giro della "grande editoria", avremmo altro da fare, e parleremmo di cose differenti, probabilmente altrove. Sbaglio?)... ma magari qualcuno crede ancora in una certa vetusta "divisione dei ruoli": lo scrittore scrive e l'editore pubblica (e si occupa di promozione... se ci crede davvero, in quello va a editare, altrimenti, per quanto mi riguarda, per come la vedo io, può fare altro).

Poi, d'accordo con te che... 

3 ore fa, Lorenzo dice:

In definitiva non credo sia una strada percorribile da tutti

L'ho detto poco prima, volenti o nolenti, oggi 

 

6 ore fa, dfense dice:

...bisognerebbe essere in grado di "sapersi vendere" (nel senso di "essere in grado di proporsi in maniera allettante", o "essere l'imprenditore di se stessi", per dirla in un'altra maniera), prima ancora di saper scrivere.

:Tu, essendo un autore Bookabook, ovviamente perori la loro causa (che quindi è pure la tua) e ne canti le lodi, ma capirai (e, coerentemente e coscientemente lo fai, mi sembra) la perplessità di chi, a differenza tua, fatica a farsi carico (in questa visione giustamente modernista, anzi, diciamo pure "attualista", anche se non vuol di dir nulla) della fase promozionale (pre promozionale?) del processo di vendita.

Infine: 

3 ore fa, Lorenzo dice:

La mia considerazione personale è che il mondo degli esordienti non sia al momento un terreno di investimento interessante per i grandi attori sul mercato, e riuscire a mettere delle basi è davvero importante se si desidera diffondere il proprio lavoro e farsi un nome...

Permettimi: il momento non lo ora, ma nemmeno lo è mai stato, se consideri che persino Nietzsche, più di un secolo fa, ha autoprodotto le sue prime opere.

E' pur vero che, se non fossero stati opportunamente foraggiati (termine che può far pensare al vil denaro, ma non è a quel tipo di appoggio che penso mentre sto scrivendo questo post), da editori coraggiosi (e magari un po' matti), fior fior di romanzi non avrebbero mai visto la luce (la lista è davvero lunga).

Lo so. Una visione d'altri tempi. Che ti devo dire... :bandiera:sarò nato nel secolo sbagliato.

 

 

  • Mi piace 2
  • Non mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Il progetto è carino, ma se il marketing e crowfunding deve essere a carico dell'autore che senso ha tutta sta cosa? Tantovale usare un ce free, o un sito di crowfunding normale. Bah. 

  • Mi piace 1
  • Non mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Prego chi non ha esperienze dirette di discutere sulla politica del crowdfunding altrove. Ad esempio, qui:

 

Grazie.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Buongiorno a tutti, ci permettiamo di intervenire perché invitati dai moderatori del forum.

 

Abbiamo notato che è stato ravvivato un topic piuttosto vecchio. Non è nostra intenzione discutere le opinioni altrui (ci mancherebbe!), solo rettificare alcune inesattezze.

Anzitutto l’autore non è affatto lasciato solo nella campagna di crowdfunding. Oltre alla campaign strategy, bookabook attira quotidianamente traffico di lettori (più o meno forti) sulla piattaforma attraverso la propria strategia social e non solo. Inoltre per tutta la campagna di crowdfunding è attivo un servizio di assistenza e di accompagnamento per l'autore.

 

Due parole sulla campaign strategy. È completamente gratuita e non è cosa da poco, perché “sul mercato” una campaign strategy è un servizio piuttosto costoso (su Kickstarter è presente una lista di strategist del settore “publishing”, la trovate qui https://www.kickstarter.com/experts?ref=footer e chiunque può richiedere un preventivo per farsi un’idea dei costi). Inoltre lo scopo della campaign strategy non è affatto quello di arrivare ad amici, colleghi, parenti. Anzi, lo scopo della campaign strategy è proprio l’opposto: arrivare il più in fretta possibile ad un pubblico di appassionati, attraverso il passaparola.

Questo non toglie che abbia ragione da vendere la Cohen di Indiegogo quando dice “Le persone su Indiegogo non sono trendsetter, ma trend follower. Non arrivano sulla piattaforma perché hanno visto una cosa che gli piace: è il fatto che piaccia a molte altre persone la ragione per cui la vogliono anche loro“. E aggiunge “se è una cosa che non comprerebbero i tuoi genitori, tua moglie, o i tuoi migliori amici, perché dovrebbe farlo qualcun altro?”. (qui https://www.wired.it/internet/web/2016/03/04/regole-campagna-perfetta-secondo-indiegogo/ la fonte originale).

Bookabook è una realtà che fa della trasparenza un punto di partenza e un punto di forza. Diversi libri su bookabook hanno pre-venduto centinaia di copie e aggregato una community di migliaia di appassionati (un esempio: cercate “Papà, Van Basten e altri supereroi” su Facebook).

 

@Bianca Heinz-Kurstermann, le regole di bookabook sono chiare e l’autore non può comprare proprie copie durante la campagna. Vigiliamo costantemente su questo e, qualora ci sfugga un auto-acquisto, effettuiamo comunque un check al termine della campagna.

 

Riguardo alla campagna siamo estremamente chiari su cosa facciamo e non facciamo. Lo siamo sul sito (vedi la sezione “domande frequenti”), lo siamo nei contratti, lo siamo nel nostro rapporto con gli scrittori e con i lettori. Del resto ci impegniamo al massimo nel lavoro editoriale e nella promozione di un libro pubblicato (anche arrivando a mettere a disposizione dei libri la promozione con Emme Promozione e l’ufficio stampa con Mara Vitali Comunicazione), ma per noi è fondamentale che esista uno “zoccolo duro” di lettori. Noi di bookabook lavoriamo così. Non vogliamo convincervi che sia la strada migliore per tutti, ma solo correggere ciò che di inesatto è stato detto fino ad ora. Forse è un meccanismo che non si presta per alcuni, ma di sicuro ha funzionato e sta funzionando per molti.

 

  • Mi piace 2
  • Non mi piace 2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Non sono andata a fondo nel meccanismo, ma mi pare di capire che la propria cerchia può migliorare i tempi di raggiungimento dell'obiettivo, ma non è imprescindibile. Bookabook afferma di mettere in campo proprie risorse promozionali, quindi presumo che un buon testo possa raggiungere ottimi obiettivi anche se l'autore non dispone o non vuole attivare cerchie preesistenti di follower. Sto analizzando la cosa, e ho una certa inclinazione a contattarli... 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@bookabook

Ho una domanda piuttosto stupida, ma dato che non trovo la risposta da nessuna parte e qui ho la possibilità di chiedere... :)

Per la questione saghe, come funziona? Se, per ipotesi, il primo libro viene accettato e supera la campagna di crowdfunding, i seguiti devono passare attraverso lo stesso percorso, oppure è diverso?

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@OldRiver_ 

Non ci è ancora capitato di pubblicare una vera e propria saga.
Anche i seguiti dovrebbero passare dal processo di selezione qualitativo e dalla campagna di crowdfunding, certo. Potrebbero contare, però, sul pubblico di lettori costruito durante la campagna per il primo libro. E più in generale sui lettori del primo libro, anche se, naturalmente, non abbiamo modo di contattare direttamente chi ha acquistato delle copie in libreria. 

  • Mi piace 1
  • Non mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@bookabook grazie mille per la risposta! :)

 

 

Comunque, io ho inviato la mia storia - autoconclusiva, fantasy un po' vecchio stile - il 17 e ho ricevuto oggi il rifiuto. Escludendo i weekend in mezzo, sono passati solo sette giorni! Per una persona impaziente come me è il massimo xD

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un membro per inserire un commento.

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra comunitày. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

×