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Alberto Tosciri

[MI 75] Progetto Sieg heil

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Ciao Unius,

ho letto, anzi ho divorato il tuo racconto. Ha tratti mi ha regalato l'impressione di essere fisicamente nei luoghi da te descritti.

Il tuo modo di disegnare i luoghi e i volti ricchi con dettagli misurati ma evocativi l'ho trovato molto efficace.

 

Mi è piaciuto molto come mi hai condotto verso il finale della storia.

Il finale però devo ammettere che per quanto ben scritto non mi ha molto convinto.

Cerco di spiegarmi meglio, non discuto il finale in se, quanto l'immagine che hai dipinto di Hitler che per certi versi me lo ha quasi

rivalutato, se non per il suo scopo ultimo per il fatto di aver combattuto, in prima persona, quasi da eroe, in nome di un ideale.

 

Infatti anche il suo atto finale (la granata), quasi lo rende un eroe, seppur psicopatico, pur sempre un eroe.

Per certi versi non è molto difforme dalla storia che conosciamo. La differenza sta nell'antefatto che precede il suicidio, che lo rende quasi più umano.

E' come se avesse sacrificato la propria vita per accompagnare quel soldato verso una morte più umana.

 

Infatti la premessa fatta nei suoi pensieri:

"Hitler sorrise pensando che diverse fiale del suo sangue si trovavano al sicuro, congelate. Un giorno sarebbe stato possibile creare delle copie di sé stesso, un nuovo Führer in un nuovo mondo da purificare."

Non mi ha convinto fino infondo.

 

E' ovviamente una questione di suggestioni personali e comunque non posso che complimentarmi per il bel racconto.

 

Ciao

Criptico e CripticoNE 

 

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La scrittura è ok. Chiara e ricca di dettagli. Suggestivo il momento dello "scambio di personalità". A tal proposito mi spiace che tu non faccia alcun cenno alla scienza utilizzata per attuare lo scambio. Cos'è una formula occulta (non devo dirtelo io che i nazisti erano molto interessati alle forze occulte e misteri vari), una tecnologia immaginifica...se basta il semplice contatto mi sembra più magia che scienza. 

 

"Ne uscirono alcuni soldati con le rughe e i capelli bianchi che uscivano a ciuffi dai berretti di lana."

spuntavano a ciuffi.

 

Come @Criptico anch'io non trovo veritiero questo Hitler combattivo che si mette a capo delle sue truppe in una disperata difesa, col motivo che il popolo superiore non può fuggire. Non lo trovo credibile. Non sono un esperto di Mr. Adolf, ma ho letto una sua biografia tempo fa e visto diversi documentari. Se avesse potuto fuggire dal bunker, tra l'altro con un corpo giovane e non minato dalla malattia (si pensa il Parkinson), lo avrebbe fatto senza esitare. Il furher considerava sé stesso superiore a chiunque, tanto che uno dei suoi ultimi ordini prima di suicidarsi fu di radere al suolo ciò che rimaneva di Berlino, berlinesi compresi, perché dopo di lui la Germania non aveva più senso. Per fortuna l'ordine non fu eseguito.

Ecco, un pazzo del genere non ce lo vedo in "modalità" eroica, soprattutto quando ha una sicura via di fuga.

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@ Criptico

Grazie... Criptici, per la lettura e il commento.

Mi rendo conto che il comportamento di Hitler, trasformato nel giovanissimo Hellmuth della Hitlerjugend (c'erano anche ragazzi di dieci, undici, dodici anni...), non convinca molto. So che è sempre arduo trasformare, sia pure con la fantasia, un personaggio del genere, talmente siamo imbevuti di una cultura che fin dalla tenera età ci "indottrina" su come sono andate le cose. O meglio: come devono essere andate.

Amo sempre le prospettive strane, stravolgimenti ucronici, cambiamenti di giudizio basati sull'introduzione di nuove possibilità. I se e i ma.

Il solo fatto che Hitler sia ancora ai giorni nostri demonizzato e ridicolizzato in tutte le salse mi incuriosisce, visto che la sua ideologia, specialmente oggi, spazzerebbe via dall'Europa parecchi "giusti" a tutti i livelli, a cominciare dall'intellighenzia di certe ideologie che non farebbero nemmeno in tempo a fuggire...

Nella realtà Hitler non era un codardo. Si arruolò a forza come soldato semplice nella prima guerra mondiale, pur non essendo idoneo fisicamente e combattè in prima linea, subendo un attacco di gas  assieme ai suoi camerati che quasi lo uccise. Rimase a lungo degente in ospedale, ci sono foto che lo ritraggono sul letto, con i baffoni spioventi che aveva all'epoca.

Le fiale del suo sangue, gelosamente conservate, sono una suggestione (ma non so se sia una suggestione...) che mi sono venute in mente dalla visione del fantastico film The Boys from Brazil tratto da un romanzo di Ira Marvin Levin.

Hellmuth-Hitler muore con la consapevolezza che tornerà a nascere.

 

@ Calvero

Grazie per la tua lettura e commento.

Mi sarebbe piaciuto dilungarmi sulla presunta scienza utilizzata per lo scambio, non era possibile per via dello spazio. Certamente assomiglia molto a una forma di magia, concordo.

Grazie anche per la segnalazione dei due verbi "uscirono" a così poca distanza, ho iniziato a scrivere che erano quasi le 23.00 e andavo di fretta, confesso che ho dato una rilettura veloce e poco attenta.

I tuoi dubbi circa l'eroismo di questo pseudo Hitler li ho un pochino spiegati a Criptico, come le mie motivazioni  puramente intellettuali, se vogliamo ludiche, circa un cambiamento di prospettiva nei suoi confronti.

Non credo che fosse pazzo. Se vai a leggere la sua dichiarazione di guerra agli Stati Uniti d'America, ignorando il suo compilatore, diresti che è stata scritta oggi, talmente i problemi, le questioni e le valutazioni che pone sono moderne.

Come tutti i dittatori moderni, mi riferisco agli eventi del secolo passato, la loro "follia", conclamata da mass media ideologici, è stata nel pretendere di essere indipendenti dal punto di vista energetico ed economico.

 

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Nessuno mette in dubbio che Hitler fosse intelligente, caparbio e carismatico e anche coraggioso. In fondo anche Mussolini ha partecipato alla grande guerra arruolandosi come volontario. Aggiungo che anche Erich Maria Remarque ha fatto la ww1, ma, pur non essendo per niente un codardo, ne è uscito con un'idea sulla guerra diversa dagli altri due (intendo la bella coppia H. e M.). 

Sto divagando, scusa. Quello che intendevo è che Hitler considerava davvero sé stesso come un essere quasi divino e anche molti tedeschi lo adoravano quasi come un Dio. Non so se è follia o autoesaltazione, ma vi sono davvero molti elementi che inducono a pensare che il caporale Hitler non fosse del tutto sano. Non sto qui ad elencarteli. Non vorrei diventare pedante. Hai già spiegato le tue motivazioni riguardo al finale del racconto e alla fine rimane solo una questione di opinioni diverse.

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Ciao Unius,
solitamente non amo controbattere su argomenti del genere, ritengo infatti che difficilmente si possa cambiare idea.
La diversa prospettiva con cui si osservano (leggono) gli avvenimenti della storia, inevitabilmente ci portano a considerazioni molto spesso diverse.

 

citando le tue parole:
"Si arruolò a forza come soldato semplice nella prima guerra mondiale, pur non essendo idoneo fisicamente e combatté in prima linea, subendo un attacco di gas  assieme ai suoi camerati che quasi lo uccise. Rimase a lungo degente in ospedale, ci sono foto che lo ritraggono sul letto, con i baffoni spioventi che aveva all'epoca." 

 

Citando Adolf Hitler:
"HO RISCHIATO la vita in prima linea ogni giorno guardando la morte negli occhi, rimanendo vivo per miracolo. Un soldato sul campo, senza timori nonostante le bombe, i proiettili e gli scontri, nel momento più indimenticabile e più grande della vita, la Prima guerra mondiale."

 

(Non so se accostare queste due citazioni in modo preoccupante) : Razz :

 

L'arruolamento, le battaglie nel prestigioso battaglione (composto da giovani tra cui intellettuali, studenti, volontari, ariani, ecc.) e le sue imprese eroiche contro la minaccia giudaica che incombeva sull'Europa, sono gli strumenti presi a spunto, da una certa letteratura di parte, per preparare, dalla seconda metà degli anni venti, il pensiero di quella che sarebbe diventata l'azione nazista.

 

Il 16 agosto 1914, a 25 anni, Hitler si arruola come volontario.

Da appena un anno ha lasciato l’Austria, dove rischia il processo per reati minori. 

Molti documenti relativi alle azioni della 16° Riserva Reggimento Fanteria in cui era arruolato smentiscono puntualmente molte sue dichiarazioni o pubblicazioni utilizzate a fini propagandistici.

 

Il Rir 16, male in arnese e con i ranghi non compiutamente addestrati, sconvolto dalle gravi perdite della prima battaglia di Ypres, affronta i francesi nel villaggio fiammingo di Gheluvelt. Nel Mein Kampf, scriverà di essere stato l’unico sopravvissuto di quella sortita e che da quel giorno

«l’orrore sostituì il romanticismo nei campi di battaglia».

 

I registri, però, fissano a soli tredici i soldati caduti: la vera mattanza di tedeschi avviene a molti chilometri di distanza e in giorni differenti.

 

Tutto questo però è più materiale per il "prompt di mezzanotte" che non per quello di mezzogiorno.

 

Il senso di questa mia replica?

Data la premessa fatta credo di non averla capita neanche io.

 

Ciao

CripticoNE

 

 

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@ Calvero  @Criptico

 

Tranquilli che, nonostante quello che scrivo, specie nei racconti militari e ne ho scritti diversi, molti dalla parte dei "vinti", non è mia intenzione fare il panegirico di Hitler e nemeno di chi lo combattè. La guerra è sempre un avvenimento orrendo, da tutte le parti, a me interessa il comportamento dei singoli in situazioni estreme come le guerre.

E' mia profonda convinzione che tutti i grandi personaggi della storia, i grandi avvenimenti, debbano essere visti per quello che sono effettivamente stati, al di là delle ideologie.

In questo caso si tratta di un puro esercizio di scrittura di fantasia.

Alcuni scrittori (e io non lo sono) si sono cimentati in elucubrazioni fantastiche, immaginando mondi dove a vincere erano state le potenze dell'Asse, come P.K.Dick con La svastica sul sole  e anche altri che ora non mi vengono in mente.

Personalmente sono convinto che in uno degli innumerevoli mondi paralleli citati da Giordano Bruno le potenze dell'Asse hanno vinto.

E al posto di celebrare il processo di Norimberga è stato celebrato il processo di New York per crimini contro l'umanità.

E se vogliamo elencare i crimini, da ambo le parti, non so chi vince come numero di esseri umani fatti fuori...

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Ciao Unius,

ti confesso che il tuo racconto mi ha lasciato perplesso. Il testo ricostruisce accuratamente le ultime fasi della guerra che coinvolgono Hitler e prende spunto da un fatto realmente avvenuto: il dittatore che consegna di persona le medaglie ai valorosi ragazzi della HG, tra cui a un bambino capace di aver sistemato da solo un paio di carri sovietici. Però onestamente mi sembra troppo tirato il passaggio attraverso il contatto dell'essenza di Hitler da un vecchio a un giovane. Se fosse stato così facile, perché non farlo prima? E perché anche altri gerarchi come Himmler, Goring e Goebbels non ne avrebbero approfittato? Inoltre dove sta scritto che il carattere di Hitler non sarebbe stato modificato dall'età. L'egoarca che conosciamo noi era spietato e crudele, ma come era da bambino?

Mi piace la ricostruzione storica e la cura dei dettagli, ma avrei optato per un piano di fuga meno complicato.

A rileggerti.

 

Edison  

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Molto bello, mi è piaciuto ma come tanti altri la fine non convince, anche se ammetto non ne so pensare una migliore.

 

Ti ha ispirato questa? ::nazi:

Spoiler

Adolf%2BHitler%2B(31).jpg

 

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@Edison

Grazie per la lettura e il commento. Tieni presente che ho lavorato di fantasia quasi assoluta, pur basandomi su ricerche e ambizioni che i nazisti avevano, e coltivavano. I loro studiosi, anche dell'occulto, della magia, di antiche leggende e quant'altro erano sparsi per tutto il mondo.

Qualcuno ha asserito che vennero a capo di qualcosa, ma non credo si potrà mai sapere su cosa.

Certamente un'opportunità come quella di cambiare corpo doveva essere presa in considerazione anche per gli altri gerarchi che hai nominato, ci ho pensato, ma a questo punto sarebbero servite decine di cartelle, un romanzo praticamente.

Una via di fuga molto complicata la mia, lo ammetto, nemmeno i nazisti avevano considerato l'improvviso impulso a combattere di Hitler, pur lasciandoci la pelle. Ma con la prospettiva (fiale di sangue) di rinascere.

Tra l'altro mi viene in mente che  studiosi nazisti cercavano tra le altre cose anche la famosa lancia del centurione Longino, quella che trafisse il costato di Gesù. Oltre che per il potere di invincibilità cha avrebbe dato al suo possessore, anche con la speranza di riuscire a ricavare, con chissà quale alchimia, pure una sola molecola dei resti del sangue di Gesù. Con la possibilità della clonazione, di cui già si cominciava a parlare in trattati scientifici, ti lascio pensare cosa avrebbero voluto farne...

 

@sol

 

Grazie per il tuo piacevole passaggio... si, mi sono ispirato proprio a quella foto e al filmato dal quale è stato ricavato.

 

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Unius, l'ambito militare è di tua conoscenza e qui si vede la competenza di chi scrive anche tecnico, sapendo di non incorrere in errori e altro. La storia del manipolo di soldati, che si chiude intorno a un leader che la storia ci ha consegnato come sbagliato, è toccante e gestita con sagacia. Avrei magari preferito un finale più costruito. La morte accennata arriva, ma resta comunque sospesa :) Bellissima prova!

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On 31/1/2016 at 00:01, Unius dice:

 

«Ha distrutto tre carri sovietici con il panzerfaust. Ha meritato la Croce di Ferro con fronde di quercia».

 

Secondo me oltre che dalla foto hai preso anche da una scena del film Hitler-la caduta, che se non sbaglio cita proprio questa frase o similia. Oppure anche nel film han preso dalla foto, non saprei! xD :) 

 

 

 

I tuoi testi mi piacciono sempre Unius e questo non fa eccezione, soprattutto perche' fanno sempre riflettere. 

E' vero, ci sono alcuni elementi tirati un po' per i capelli, come il progetto che sembra tanto magico, ma che in fondo riflette perfettamente l'ossessione per misterico e esoterico nutrita da Hitler stesso in prima persona, e forse anche il fatto che appena si sente di nuovo giovane cambia immediatamente atteggiamento, ma anche questo non mi sembra poi paradossale, specie per qualcuno che crede fortemente in qualcosa (e qst succede sia se quello in cui credi e' profondamente giusto, sia quando e' profondamente sbagliato, l'importante e' crederci profondamente).

Oltre all'aspetto bellico dettagliato come da tua tradizione e' molto ben definita la mentalita', la concezione hitleriana di vera e propria palingenesi del mondo: lui voleva proprio questo, voleva essere demiurgo di un folle, nuovo inizio dopo la purificazione del mondo. Se la si pensa in questi termini, in realta', la sua visione non sembra nemmeno poi tanto innovativa, ma recupera molto dal passato.

In definitiva qualche difetto nel testo c'e', come hanno segnalato anche gli altri, ma questo non mi ha impedito di apprezzare pienamente la tua nuova opera, come sempre :) 

Modificato da sioux

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Letto. Piaciuto. Sulla capacità di scrivere niente da dire, sempre ottime prove le tue.

Quando Hitler, nel corpo giovane, non segue il tizio che (un po' troppo drammaticamente) si spara, ho pensato: "Ma è un pirla!".

io l'ho sempre visto come un esaltato, quindi questo passaggio ci sta. Bella anche l'idea dello scambio di corpi, che poteva essere resa più terrificante. Il finale, boh, si dice fosse un uomo gentile nel privato, i bambini giocavano nel suo giardino... uno slancio troppo da buono? Con la certezza per nulla certa di rinascere grazie al sangue conservato?

Credo non l'avrebbe fatto, ma siamo all'interno di un racconto d'invenzione, quindi...

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È strano leggere di Hitler in questi termini, quasi fosse un "eroe"; ma dopotutto le storie comunemente tramandate vengono scritte dai vincitori. E io adoro i racconti che "rivalutano" delle persone o dei personaggi, "buoni o cattivi" che siano.

Bella la trama e lo sviluppo. Mi ha un po' confuso il metodo di trasferimento: è sufficiente una carezza? Perché, allora, il trasferimento è avvenuto soltanto con quel bambino? Non mi è neanche chiara la frase dei ragazzi subito dopo il trasferimento. Cos'è successo mentre lo accarezzava?
Per il resto, il racconto scorre rapidamente e senza intoppi, con un uso abbondante ma non eccessivo di dialoghi e un'ottima descrizione della battaglia. Ottimo lo stile, nulla da dire sulla grammatica. :) 

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bel racconto, con parti un po' forzate, come lo scambio del corpo giovane, le fiale congelate (dimmi che è pura invenzione e che il mondo non  corre rischi del genere, ti prego!), l'atteggiamento gentile verso il bambino (che però coinvolge nel suo suicidio/omicidio, quindi così gentile non è)... ma nell'insieme rende bene l'epoca, le caratteristiche folli del personaggio  e tranquillizza Sioux della sua morte. ;) Hai una scrittura corretta, scorrevole, che si legge con piacere, sempre. Questo testo non fa eccezione e come gli altri, arricchisce sempre il lettore di spunti  suggestivi. Bravo. :)

 

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On 4/2/2016 at 20:47, puntoevirgola dice:

bel racconto, con parti un po' forzate, come lo scambio del corpo giovane, le fiale congelate (dimmi che è pura invenzione e che il mondo non  corre rischi del genere, ti prego!), l'atteggiamento gentile verso il bambino (che però coinvolge nel suo suicidio/omicidio, quindi così gentile non è)... ma nell'insieme rende bene l'epoca, le caratteristiche folli del personaggio  e tranquillizza Sioux della sua morte. ;) Hai una scrittura corretta, scorrevole, che si legge con piacere, sempre. Questo testo non fa eccezione e come gli altri, arricchisce sempre il lettore di spunti  suggestivi. Bravo. :)

 

Ti ringrazio per l'apprezzamento, scusa il ritardo nella risposta. :)

Tranquillizzati, ritengo che la questione delle fiale di sangue sia un'invenzione, che però ho sentito da qualche parte, ora non ricordo dove, a parte la letteratura di fantapolitica e i relativi film.

E' mia personale opinione che il mondo, comunque, da quella tragica epoca non abbia imparato niente e non sia andato avanti se non nell'esercizio, inutile e dannoso, di incolpare i passati dittatori del fatto che non volevano, a costo di usare la forza, non volevano un mondo come quello in cui viviamo oggi.

Era un'opinione e tutte le opinioni, anche quelle buone del settimo cavalleggeri,  generano morti.

L'atteggiamento di Hellmuth verso il bambino, che in quel frangente è un suo coetaneo, non è gentilezza ma umanità. E' comunque spacciato, lo uccide e probabilmente anche Hellmuth morirà (non lo dico ma è sottinteso), per risparmiargli ulteriori sofferenze e per evitare che cada nelle mani del nemico che avanza.

I nazisti non erano umani, nella loro disumanità non credevano minimamente che i nemici che entravano a Berlino fossero esseri umani. Intere famiglie di tedeschi preferirono uccidersi piuttosto che constatarlo.

 

 

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