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Lo scrittore incolore

[MI75] Dove va Tina Cipollari quando esce dallo studio di Maria De Filippi

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prompt di mezzogiorno: Hitler

 

commento: 

 

Berlino, 30 aprile 1945

 

Nel bunker l’aria è gelida e i due occupanti emettono nuvole dense a ogni respiro.

Anche l’ultima fioca lampadina è saltata e al buio la resistenza a oltranza sta diventando un gioco pericoloso per i nervi.

«Tra quanto arriveranno qui?» chiede la prima.

«Chi può dirlo. Attimi? Ore? Giorni?» risponde il secondo, dopo essersi dato un colpo di pollice al naso umidiccio sopra i folti baffi.

«Ci uccideranno, vero?»

La seconda domanda non riceve alcuna risposta. Dall’uomo arriva solo una più energica tirata su con le narici.

«Rispondimi.»

Niente.

«Rispondimi, Adolf.»

Altra ispirazione ruvida. Poi un colpo di pistola e il rumore strisciante di materiale cerebrale su una delle pareti.

«Perdonami, Eva, non potevo più sopportare tanto dolore, ma tieni le braccia aperte, sto per raggiungerti…»

«Fermo!»

Adolf Hitler alza la testa verso la lama di luce improvvisa.

Qualcuno ha aperto la botola del bunker e ha impedito il suicidio. Non è un generale russo, però.

No, il suo tedesco ha un accento italiano e c’è una bizzarra bombetta celeste sulla sua testa.

 

 

Milano, giorni nostri

 

Nell’ufficio del signor Sandro Vagner l’aria è immobile.

Il termosifone sta lavorando a pieno regime e Diego può vedere le goccioline di sudore fare capolino da sotto al parrucchino del principale.

È fatto così il direttore della rivista “Cinquanta sfumature di Vip”: per evitare qualsiasi rischio di beccarsi un’influenza, porta la temperatura al livello fornace in inverno.

«Presutti, i suoi ultimi articoli non mi convincono e l’idea di piazzare nottetempo un’action cam nell’utero di Michelle Hunziker, per avere in esclusiva gli scatti dei prossimi feti, mi sembra un poco azzardata. Siamo al limite della legalità.»

Il volto di Diego si piega in una smorfia insofferente: Vagner gli tarpa le ali e il caldo lo sta sfibrando del tutto.

«Capo, è un piano che ho studiato per mesi. Mi lasci provare.»

«No. Le ripercussioni giuridiche sarebbero troppe. Si faccia venire in mente un’altra idea, piuttosto, perché mi creda, non sarei mai voluto arrivare a questo punto, ma le vendite del giornale sono scarse e io…»

Il giornalista alza lo sguardo. Il principale tiene delle carte fra le mani tremanti e sembra indeciso se sputare o meno il rospo.

«Non vorrà forse dire…»

Diego non ha il coraggio di chiudere la frase. È passato in pochi secondi dai sogni di un possibile premio Pulitzer alla concreta paura di un licenziamento in tronco.

«Devo fare dei tagli, purtroppo. Uno fra lei e Gorgheggi dovrà lasciare il giornale. Salverò la testa di chi mi porterà lo scoop migliore. Mi dispiace.»

«Io… io…»

La salivazione nella bocca di Diego ha smesso di funzionare.

«Ho dato lustro alla sua rivista! Si è forse dimenticato il servizio sui nani da giardino di Brunetta? Eh?» riesce a dire poi, in un moto d’orgoglio.

«Nessuno mette in dubbio la qualità del suo lavoro. Semplicemente non posso più permettermi le spese di gestione e…»

Ma il giornalista si è bloccato. Il resto delle parole di Vagner si perdono nell’etere. La concentrazione di Presutti è tutta sulla tv accesa alle spalle del direttore: sta andando in onda una puntata di “Uomini & Donne” e Tina Cipollari si sta esibendo nella solita pantomima “No, Maria, io esco!”.

«Io scoprirò dove va, quando lascia lo studio.»

La sfilza di frasi retoriche del principale si inceppa in un incredulo: «Cosa?»

«Il servizio completo sarà sulla sua scrivania entro giovedì. Arrivederci.»

 

Diego si lecca le labbra con la punta della lingua.

Grazie al cugino dello zio di un’amica della sorella di una compagna di classe dell’asilo, è riuscito a entrare negli studi di “Uomini & Donne” e a mimetizzarsi nel pubblico, con fotocamera alla mano. Non appena Tina uscirà, lui la seguirà e scoprirà se la donna custodisce un segreto o meno.

«Ci siamo» dice Diego a denti stretti.

Un artigiano del cuoio di Cesenatico ha appena chiesto alla contessa Badavilzia De’ Li Sgroppoloni Scoscesi di concedergli un ballo, ma l’opinionista non può sopportare una tale disparità sociale e lascia lo studio.

Il giornalista si fionda all’inseguimento ed evita in un rapido slalom due costumiste e un parrucchiere, quindi vede Tina entrare in un camerino e con il cuore in gola si accosta alla porta appena richiusa, cercando di sbirciare attraverso il buco della serratura.

Con sua enorme sorpresa nella stanza non c’è traccia della donna. C’è invece un uomo di spalle con una giacca marrone, che si lamenta con voce sommessa in una lingua straniera, tedesco o forse russo.

Quando quello si gira, Diego fa un salto all’indietro, come se abbia appena visto il diavolo in persona.

«A-a-a… A-a-a… Ado… Ado…»

«C’è qualcosa che non va, amico?»

Il giornalista si volta.

Per qualche assurdo motivo alla sua sinistra c’è Luca Sardella, indimenticato conduttore di “Linea Verde”, programma sulle bellezze della natura.

Presutti in altre occasioni l’avrebbe bersagliato di domande, cercando di scoprire il perché della sua presenza negli studi Mediaset, ma in questo momento non ha la concentrazione adatta.

«Nel c-camerino c’è Hi… Hi…»

«Tina? Credo sia poco professionale anche per un paparazzo fare le poste a questo modo. La mia fidanzata si sta…»

Ma la frase dell’uomo resta sospesa a metà.

La porta del camerino si spalanca e Adolf Hitler viene fuori a grande falcate.

Diego arretra come un ragno, usando tutti gli arti a disposizione. In lui lottano una paura blu e il desiderio di fare il più grande scoop della storia, ma per il momento è la prima a tenere banco.

Luca Sardella invece si infiamma.

«Cosa ti è saltato in mente? Non erano questi i piani! Hai fatto saltare tutto!»

«Non mi interessa, Luka! Qvesta storia mi ha stankato!»

«Ma come? La purificazione degli onnivori infedeli? Hai già guidato un genocidio! Dovevi solo ripeterti, maledetto! In questi studi c’è la concentrazione più alta al mondo di persone con QI prossimo allo zero! Dove troveremo altri esseri così facili da soggiogare per il mio esercito vegano?»

«Non mi interessa! Qvesta non è mia epoka! Riprenti tua makkina di tempo e portami a millenovecentoqvarantacinqve.»

«Ti prego, ragiona! Sono mesi che preparo ogni dettaglio! Ho anche testato la reazione dei servizi segreti in un finto attentato alla stazione Termini di Roma! Ho girato per ore con un fucile giocattolo, senza che nessuno mi facesse niente! I tempi sono maturi, Adolf! Noi vegani possiamo dominare con il tuo aiuto. Avevo quasi convinto questo paparazzo a pubblicare un articolo sulla nostra relazione e la mia presenza qui sarebbe stata finalmente giustificata.»

«Una relazione kon uomo mi disgusta, anke se finta. E poi tua makkina per alterare aspetto fisiko mi fa male a zigomi. Mi tiro fuori.»

Diego vorrebbe piangere. Il mondo è impazzito in una manciata di secondi e lui ne è stato testimone.

Quando finalmente trova il coraggio di scattare una foto, però, il litigio anacronistico viene interrotto da una voce roca, mascolina.

«Cosa sta succedendo qui?»

Maria De Filippi è nel corridoio che porta al camerino di Tina e punta l’indice della mano destra contro il bislacco terzetto.

Il petto di Luca Sardella viene sconquassato allora da una risata prima tenue, poi sempre più acuta.

Quindi il conduttore tira fuori una pistola da sotto la bombetta celeste ed esplode due colpi.

Il primo centra in pieno petto la moglie di Maurizio Costanzo, il secondo la fronte di Hitler.

«Che la depurazione vegana abbia inizio! Con o senza di te, Adolf! Ah ah ah! Dio maledica la progenie onnivora!»

Diego respira a fatica.

Nel suo delirio Sardella si è dimenticato di lui e adesso nel corridoio è solo con i due cadaveri.

Il paparazzo si concede un sorriso disteso e con movimenti febbricitanti immortala la scena, scattando foto su foto.

Domani “Cinquanta sfumature di Vip” titolerà “Hitler e la De Filippi uniti in unico tragico destino” e lui sarà felicissimo di aiutare Gorgheggi a svuotare l’armadietto.

Da un corridoio arriva un nuovo urlo di Sardella e un altro sparo.

Diego si stringe nelle spalle e si incammina nel lato opposto.

 

Ora apri questo link, per vedere che la cospirazione esiste davvero e che Sardella è un pericolo pubblico: http://www.dagospia.com/mediagallery/Dago_fotogallery-153826/757840.htm

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L'ho letto per primo, ero troppo curioso. Titolo fantastico, racconto divertente e geniale, che prende in giro giustamente il QI della trasmissione in oggetto (e di chi la guarda).

Merito per aver riesumato il mitico Sardella (che mi pare conducesse Pollice Verde, non Linea Verde. Ma è uguale).

Il tipico e storico cappello del grande artista - agronomo - cantore lo definirei più una scoppoletta, non bombetta.

Curiosità: ma era per davvero Sardella il tizio alla stazione?

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1 minuto fa, Lo scrittore incolore dice:

Sul serio non era Linea verde? :(

Eh no, Linea Verde la conduceva il leggendario Federico Fazzuoli! Sardella era Pollice Verde (e mostrava con fierezza il pollicione pitturato) :)

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Ciao Scrittore Incolore.

Il ritmo della storia è certamente incalzante e le trovate originali e inserite degnamente nel nostro attuale contesto. Non è facile creare un racconto che prenda in giro uno come Hitler senza scadere nel grottesco o svilendo troppo un nemico i cui seguaci imperversano ancora oggi. Però una domanda: come fa Diego a essere certo che l'uomo nel camerino sia veramente Hitler e non un attore travestito da fuhrer? Dopotutto siamo in televisione e non ci sarebbe niente di più facile che incontrare un comico o un commediante disposto a impersonare un personaggio del passato.

Inoltre si potrebbe pensare che Tina si sia nascosta da qualche parte nel camerino: il buco della serratura non offre mai la migliore visuale di un ambiente.

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Sto male :rotol:

 

Tra gli sgroppoloni scoscesi e il resto sono morto :asdnazi:

 

Per altro non avevo assolutamente idea di chi fossero Sardella e Tina Cipollari, tante grazie per avermi fatto fare una cultura : Thanks :

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Veramente geniale!

Un racconto che oltrepassa ogni dimensione conosciuta ma che è nello stesso tempo si muove nei limiti della pazzia umana.

 

 

 

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@Edison: Sei un lettore molto attento :D ho lasciato andare il cavallo della fantasia nelle praterie dell'immaginazione e non mi sono posto molte domande :) Devo dire che però hai ragione :)

@sol: Devi recuperare il gap su Sardella e Cipollari, forzatamente :D Grazie per le parole gentilissime! ;)

@krupp: Dovrei documentarmi :D la cosa è così importante ai fini del racconto? :D

@Criptico: Grazie per il passaggio e il commento! Sempre i limiti umani uso per muovermi, che ce n'è di materiale :D

 

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Ink sei grande. Non so mai se ci sei o ci fai. Già il titolo valeva una menzione d'onore. Inoltre sono convinto che dentro al quadruplo mento di Tina Cipollari ci possa benissimo stare la testa del buon vecchio Adolf.

La satira grottesca è davvero la tua cifra stilistica. 

La  contessa Badavilzia De’ Li Sgroppoloni Scoscesi mi ricorda la mitica Servelloni Mazzanti Vien dal Mare di fantozziana memoria.

Unico errore, tra l'altro già segnalato: il copricapo di Luca Sardella non è una bombetta è una coppola con unghia. Ho visto una foto di Clooney con un "coso" simile in testa. Non escludo fosse Sardella che con la sua macchina per alterare il fisico (posso battezzarla la mutantella di Sardella?) si era trasformato in George Nescafé Clooney. What else? 

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Un racconto geniale, Ink. :)

Non solo hai azzeccato il prompt, secondo me, ma sei anche riuscito ad interpretarlo in maniera geniale e imprevedibile.

Mi chiedo perché Hitler voglia aiutare Sardella a purificare il mondo dai vegani (sì che era vegano pure lui, ma non mi pare fosse contro gli onnivori :asd:) ma considerando che è un racconto il cui scopo è far ridere e sorridere questi sono dubbi poco importanti. :)

Almeno adesso l'esistenza di Tina ha un senso, però. :asd:

Menzione d'onore per la decisione finale di Diego; la trovo molto coerente con il suo personaggio.

Ti segnalo un unico refuso: 

On 31 gennaio 2016 at 22:41, Lo scrittore incolore dice:

“Hitler e la De Filippi uniti in unico tragico destino”

Manca un fra uniti in e unico tragico eccetera. :)

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Ahahahah, pazzesco Inc! :D Devo studiare il tuo cervello a tutti i costi :asd: 

Non so nemmeno come commentare sto testo... non esito a dire che e' il piu' folle e originale che ho letto da quando sono sul sito xD Almeno, andando a memoria... e devo dire che era prevedibile gia' dal titolo! xD Sai solo tu come ti e' venuta l'idea di collegare sti due personaggi, xD Entrambi rappresentano un'umanita' dell'eccesso diciamo, anche se con scale e gradazioni particolarmente differenti... :asd:

Mi sa che da oggi in poi dovrai dormire con un occhio aperto perche' se la Cipollari scova sul net sto testo mi sa che ti cita a giudizio xD xD xD

Poi attento che dovrai andare davvero a Uomini e Donne a fare ammenda pubblica! E, se nel medioevo ti tiravano contro i ceppi di insalata nella gogna pubblica, a te tireranno le grida stridule delle ochette del programma :asd:

A proposito, tra le ochette che incontrerai, salutami le bonazze :^^: 

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Bando alle ciance, ti porgo i miei complimenti scrittura veloce mordace e satirica al punto giusto. Come già detto in precedenza, hai trasformato uno degli uomini più spaventosi e crudeli del secolo scorso in una macchietta comica non tutti ci sarebbero riusciti con la stessa efficacia. I rimandi alla moderna società italiana e la critica satirica sono assolutamente geniali, so già dove andrà uno dei miei voti e non potrei astenermi dal farlo.
Un racconto con ogni carta in regola: sintassi e grammatica perfetti, umorismo e satira geniali, originalità e stile da autore affermato.
Non vedo l'ora di leggere ancora tuoi racconti.
A presto. :icon_wink:

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Mi intrufolo un attimo, ma:

10 minuti fa, queffe dice:

Si è forse dimenticato il servizio sui giganti da giardino di Brunetta? Eh?»

 

Bellissima! :D

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Ospite skorpio

arrivo per ultimo e hanno già detto tutto : Sad : però un paio di pulci le ho scovate e te le rappresento: pantomima invece di pantonima e abbia invece di avesse, per il resto è uno di quei racconti da tenere per rileggere nei momenti di depressione, quindi onore a un terapeuta honoris causa

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@Doria felice di averti fatto ridere molto, era ll'obiettivo :)

@queffe se mantengo un livello gradevole è già una vittoria :) sperimento sempre un qualcosa di diverso e sono felice che tutto sommato io resti su un livello quantomeno accettabile :) significa molto per me :)

@skorpio mi piace la definizione di terapeuta ad honorem :) far ridere è un bisogno che ho da sempre :)

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Una sola parola, perché è tardissimo: spettacolare!

Mi hai fatto divertire in modo intelligente (dote rara).

Quindi ti perdono anche l'errore...

 

On 31/1/2016 at 23:41, Lo scrittore incolore dice:

come se abbia appena visto

come se avesse appena visto

 

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