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Moreno Tubia

96 rue de La Fontaine Edizioni

Post raccomandati

Alle ‎19‎/‎01‎/‎2018 at 10:07, Kenzo Kabuto ha detto:

Si ma che interesse reale potrebbe avere un autore nella risposta di una CE morente?

È come quella scena tipica, c'è una persona in punto di morte sul letto, l'altro le stringe la mano e le dice "vedrai ti riprenderai e faremo quel viaggio a Parigi che hai sempre sognato" Primo piano: occhi lucidi. Controcampo: muore
 

Avevi proprio ragione. Non è il caso di accettare.

Dopo aver ricevuto una proposta di pubblicazione da questa CE ed averla accettata in via ufficiosa, mi sono accorta che alcuni punti del contratto dovevano (e potevano) essere  migliorati. E non mi riferisco alle 50 copie da piazzare, su quello c'è la massima chiarezza: o si accetta o non si accetta. I punti dolenti erano altri...  Faccio solo un esempio: per quanto riguarda la cessione dei diritti di traduzione non è menzionata la percentuale spettante all'autore (che normalmente è il 50%).  L'editore mi ha risposto che non lo sapeva e che si sarebbe informato nel caso in cui ci fosse stata la possibilità di cedere tali diritti (ovviamente dopo la firma del contratto).

Per farla breve: poco fa ho inviato una mail di rifiuto all'editore.

 

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Vi aggiorno sugli ultimi sviluppi della mia non pubblicazione con questa CE.

Ieri ho ricevuto per posta il contratto definitivo (spedito antecedentemente al mio rifiuto) che avrei dovuto firmare. In due copie, entrambe siglate Sne, o qualcosa di simile. Proprio così: una firma che di firma ha ben poco: una s maiuscola, una specie di n e una specie di e. Insomma, un'abbreviazione di Sergio Calzone. Ma la cosa più inquietante è che il nome del legale rappresentante citato nel contratto è Andrea Calzone. Per quanto ne so io, un contratto firmato da persona diversa dal legale rappresentante non a alcun valore.

Questo è quanto. 

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4 ore fa, Superfrancy ha detto:

Vi aggiorno sugli ultimi sviluppi della mia non pubblicazione con questa CE.

Ieri ho ricevuto per posta il contratto definitivo (spedito antecedentemente al mio rifiuto) che avrei dovuto firmare. In due copie, entrambe siglate Sne, o qualcosa di simile. Proprio così: una firma che di firma ha ben poco: una s maiuscola, una specie di n e una specie di e. Insomma, un'abbreviazione di Sergio Calzone. Ma la cosa più inquietante è che il nome del legale rappresentante citato nel contratto è Andrea Calzone. Per quanto ne so io, un contratto firmato da persona diversa dal legale rappresentante non a alcun valore.

Questo è quanto. 

La partita Iva è del figlio, penso che sia riferito a questo. Poi non so quindi non dico altro.

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20 ore fa, Leonardo Giacomazzo Bano ha detto:

La partita Iva è del figlio, penso che sia riferito a questo. Poi non so quindi non dico altro.

Immaginavo che si trattasse di un parente stretto. Resta però il fatto che il contratto così non ha valore. 

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Pure a me ha detto che chiuderà, spero di no, una delle persone più gentili che abbia conosciuto in questo mondo di squali..

Proprio per la cordialità e la rassicurazione della sua risposta (umana) non sul testo, se riapre i battenti pubblicherò con lui.

 

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Alle 5/2/2018 at 18:30, Superfrancy ha detto:

Immaginavo che si trattasse di un parente stretto. Resta però il fatto che il contratto così non ha valore. 

Secondo quale criterio legale?

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@ciaociao , di solito è richiesto ai nuovi iscritti di presentarsi in Ingresso prima di postare in altre sezioni. Potresti farlo anche tu, per cortesia? Ci aiuterai ad accoglierti e conoscerti meglio. Grazie. :)

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Alle ‎13‎/‎02‎/‎2018 at 00:25, ciaociao ha detto:

Secondo quale criterio legale?

Puoi chiedere spiegazioni a qualunque avvocato. Anzi, forse basta anche un praticante...

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Alle 14/2/2018 at 08:36, Superfrancy ha detto:

Puoi chiedere spiegazioni a qualunque avvocato. Anzi, forse basta anche un praticante...

Proprio per questo ti dico che non c'è nessun criterio legale. A detta di avvocato, commercialista, consulente del lavoro....poi forse sbagliano loro o non hanno chiaro il senso della cosa. 

E comunque siamo certi che la sigla indichi il nome del padre e non del figlio? vogliamo asserire che tutti i contratti firmata da questa casa editrice debbano essere considerati nulli?

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@Superfrancy Da come scrive "Ciaociao" dubito si tratti del signor Sergio Calzone, laureato in letteratura e sicuramente padrone della scrittura. Inoltre "sbugiardato" mi sembra un termine troppo forte per una persona troppo amabile. Se esistono delle pecche legali legate ai contratti, sicuramente lui le onora con la sua stretta di mano e la sua parola. 

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Ragazzi: io vi ho avvertiti. Se volete pubblicare con lui è una scelta vostra e non mi riguarda. Tenete solo presente che, se un editore vi propone un contratto, ogni parola contenuta in esso è stata ben ponderata. Nulla è lasciato al caso, nel bene e nel male. 

E tenete anche presente che lo scopo di questo forum è scambiarsi informazioni utili a districarsi nel mondo dell'editoria e non difendere a oltranza qualcuno che non ha neppure il coraggio di intervenire in una discussione che lo riguarda.

 

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3 ore fa, Superfrancy ha detto:

Ragazzi: io vi ho avvertiti. Se volete pubblicare con lui è una scelta vostra e non mi riguarda. Tenete solo presente che, se un editore vi propone un contratto, ogni parola contenuta in esso è stata ben ponderata. Nulla è lasciato al caso, nel bene e nel male. 

E tenete anche presente che lo scopo di questo forum è scambiarsi informazioni utili a districarsi nel mondo dell'editoria e non difendere a oltranza qualcuno che non ha neppure il coraggio di intervenire in una discussione che lo riguarda.

 

scusami, io vorrei capire meglio quello che hai detto. Puoi spiegarmelo in parole povere? Grazie :)

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21 ore fa, Superfrancy ha detto:

Sig. Calzone, è stato sbugiardato. Se ne faccia una ragione e la smetta di nascondersi dietro a un dito. 

qui però siamo oltre l'astio personale ed al limite con la paranoia. sembra che tu stia sostenendo che io sono questa persona. E comunque senza che ti scaldi, si domandava solo. per curiosità nel mio caso, dato che sono scrivo, non aspiro a scrivere e non sono editore, ma un modesto grafico.

Siamo andati oltre, ma condivido il tuo pensiero su ognuno faccia quel che vuole.

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@Superfrancy Premesso che spesso alcuni editori non sono iscritti a Writer's Dream e non leggono le discussioni che li riguardano ( ti posso citare alcuni nomi di editori ), ma si limitano a rispondere alla mail dello staff, sento che hai molto astio nei confronti del sign. Calzone. Le motivazioni che hai dato sono: non ha specificato la percentuale dei diritti sulle traduzioni e ha firmato con una sigla. Non ti pare un pò poco per gettare fango in questo modo, dato che non sei neanche andata avanti con la pubblicazione e non hai avuto modo di conoscerlo a fondo? Inoltre, sai quante possibilità ha un testo di un autore esordiente/emergente di vedere il proprio libro tradotto all'estero? Meno di quanto speri! Hai anche ammesso che si sarebbe informato e ti avrebbe fatto sapere! Per le questioni legali, hai le prove dell'illegittimità del suo operato? Hai parlato con un avvocato? Bisogna essere meno impulsivi nell'affermare cose per le quali potresti essere querelata per diffamazione.

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Io ho avuto modo di rapportarmi anche con il figlio e anche lui è una persona squisita.

Quando sceglierò a chi affidare le sorti del mio secondo libro terrò in considerazione anche la loro proposta, che abbia la firma del padre o quella del figlio.

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Giusto per fare un po' di chiarezza:

 

Alle 4/2/2018 at 17:12, Superfrancy ha detto:

la cosa più inquietante è che il nome del legale rappresentante citato nel contratto è Andrea Calzone. Per quanto ne so io, un contratto firmato da persona diversa dal legale rappresentante non a alcun valore.

 

Non è esattamente così, in quanto il titolare e il legale rappresentante possono anche essere due persone diverse:

 

Cita

L'elemento fondamentale della rappresentanza è lo sdoppiamento di una parte negoziale; accade infatti, che il negozio giuridico, invece di essere posto in essere da colui che è il titolare del diritto, è in realtà concluso da un diverso soggetto, legittimato, però, a sostituirsi a lui.

Qualche esempio lo abbiamo già fatto precedentemente quando abbiamo parlato dell'imprenditore che, non essendo in grado di svolgere direttamente tutti i suoi affari, si affida ad un'altra persona, il rappresentante, affinché quest'ultimo si sostituisca lui nello svolgimento di uno o più negozi.

 

Qui l'articolo intero.

Va da sé che il titolare effettivo del diritto, in quanto tale, è legittimato a porre in essere un atto giuridico a proprio nome, pur avendo un rappresentante legale. Cioè, il rappresentante, in quanto tale, è legittimato a sostituire il titolare, ma ciò non toglie che quest'ultimo possa esercitare personalmente il suo diritto. La CE in questione, in quanto azienda, dovrebbe essere registrata a nome del titolare, ciò non esclude che il figlio possa esserne legale rappresentante. Se il signore indicato qui nei post è il titolare della CE può firmare il contratto pur avendo nominato un rappresentante. Poi, di fatto, andrebbe letto per intero il contratto per capire meglio.

 

Alle 4/2/2018 at 17:12, Superfrancy ha detto:

due copie, entrambe siglate Sne, o qualcosa di simile. Proprio così: una firma che di firma ha ben poco: una s maiuscola, una specie di n e una specie di e. Insomma, un'abbreviazione di Sergio Calzone.

 

L'uso di una sigla o una firma poco leggibile non pregiudicano affatto la validità di un contratto. Qui e qui due articoli in merito.

 

E ora, per cortesia, rientriamo tutti in argomento, la sede idonea per approfondire queste tematiche è "Questioni legali".

 

 

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Cari tutti,  

come ci ha fatto giustamente notare ElleryQ, siamo andati off topic. Pertanto, ho deciso di abbandonare questa discussione. Ho portato la mia esperienza e ho espresso le mie perplessità. Ribadisco: ognuno è artefice e responsabile delle proprie scelte.  

Ai posteri l'ardua sentenza. 

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Ospite Andrea.Dee

Si ma sarebbe anche il caso di mantenere la decenza e non diffamare perché qualcosa non ci piace.

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Ospite Andrea.Dee

Allora alla fine ho scritto io. Non mi aveva contattato perché come temevo non c'è stata alcuna vendita. Pur con tutta la buona volontà questa casa si basa sul lavoro dello scrittore che deve fare il venditore, sempre che non abbiano volutamente messo da parte il mio testo (io questo non lo so). Per loro (su cui ho percepito i diritti d'autore, ovviamente) ho venduto 36 copie, 33 fisicamente e 3 online acquistate da gente interessata. Il libro non è mai stato disponibile in forma diretta su Amazon, quindi la distribuzione anche online non è stata presente come avrebbe dovuto. Avendo venduto io tutte le copie, loro evidentemente hanno provato e fallito a vendere o semplicemente non hanno provato a vendere. Dopo l'invito a lasciar fare loro per le rimanenti copie di tiratura.

Per il mio secondo libro avrò venduto 40/50 copie da solo, con i reading, quindi non è in che in quest'anno abbia fatto molto di più di ciò che ho fatto per 96, rue de la Fontaine. La differenza sta nella promozione e nella distribuzione della CE. Loro si saranno sicuramente impegnati nei modi in cui ne avevano la possibilità, però se per vendere la casa editrice deve mettere sotto contratto degli autori/venditori, pur specificandolo, si va poco lontano.

Il mio primo libro era un semi pulp, un po' un casino originale e introspettivo e anch'io non sapevo bene come muovermi, però in mano a questa casa editrice ha avuto come scopo di vita quello di finire in tre copie nella biblioteca centrale della mia città e alla biblioteca nazionale di Firenze.

La casa editrice era agli inizi però secondo me, ripeto, così si va poco lontano, a meno di non pubblicare autori su autori che vendano le copie ai parenti e ti fanno in parte rientrare. Io poi scrivo molto e non posso passare anni a promuovere lo stesso libro rifiutando di far pubblicare i successivi. Deve pensarci la ce, a un certo punto.

Dico: sì all'editing e alla qualità della stampa.

Dico: no alla distribuzione e ai lati negativi che ho appena esposto.

Modificato da Andrea.Dee

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Ho pubblicato con questa casa editrice a novembre e mi unisco al coro di coloro che hanno trovato nel sign. Calzone una persona squisita, cordiale, affabile e culturalmente preparata. Anch'io come altri sono rimasto stupito dalla sua conoscenza e dal suo vivace entusiasmo. È evidente che il sign. Calzone è una persona che svolge la sua attività con passione, cosa che diventa lodevole considerate le difficoltà personali.

D'altro canto, a onor del vero quoto anche quanto riportato da Andrea, ovvero che tutto ciò che è necessario per poter vendere le copie del proprio libro grava interamente sulle spalle dell'autore. Loro si adoperano affinché il libro possa fisicamente essere pubblicato, dopo di ché però i contatti si interrompono totalmente e l'operato deve essere il tuo. Su questo comunque fin dall'inizio c'è stata assoluta trasparenza e del resto si tratta di una realtà comune alle piccole case editrici.

Sinceramente, al netto dei lati negativi che ci sono e sono stati esemplarmente già riportati, pubblicherei comunque nuovamente con loro. Anche solo per il fatto che parlando col sign. Calzone hai l'impressione di parlare con qualcuno (al di là della scarsità dei mezzi) sinceramente interessato alla tua opera e alla letteratura. Una boccata di ossigeno in un mondo che di parole ne vende tante ma ne spende poche. 

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Ragazzi ma se l'editore non si accolla la vendita del libro (che e` fondamentalmente il 75% del lavoro di un -vero- editore), ma che editore e`?

 

Va bene la cortesia, va bene la squisitezza, va bene tutto, ma se non mi vende il libro a cosa mi serve (a parte premiare il mio narcisismo)?

 

Ecco perche` ignoro totalmente la maggior aprte dei piccoli editori, fondamentalmente e` gente che guadagna sul lavoro (di scrittura E di vendita) altrui.

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3 ore fa, Vincenzo Valenti ha detto:

Ecco perche` ignoro totalmente la maggior aprte dei piccoli editori, fondamentalmente e` gente che guadagna sul lavoro (di scrittura E di vendita) altrui.

 

Liberissimo di esprimere il tuo parere sulle politiche della CE, @Vincenzo Valenti , ma ritengo che non sia il caso di generalizzare, né di riportare qui pareri sulle prassi editoriali. Ci sono sezioni apposite per farlo in maggiore libertà.

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1 ora fa, Vincenzo Valenti ha detto:

Mi sapresti indicare quali sono le sezioni dove si discute di questo? Grazie mille.

 

Certo @Vincenzo Valenti :), in "Varie ed Eventuali" ci sono sicuramente delle discussioni già aperte in merito. Purtroppo vanno un po' cercate e verificate, diversamente (cioè nel caso in cui non ci ne fosse già quella che tratta in maniera specifica l'argomento che cerchi) puoi aprirne una tu stesso.

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Aggiungo una breve precisazione riguardo a quanto discusso in precedenza con @Superfrancy .

La riporto qui e non in "Questioni legali", benché sia di natura giuridica, per il semplice fatto che la questione era stata sollevata in questo topic e riguardava questa CE nello specifico.

Mi auto cito per riepilogare il discorso e aggiungere il chiarimento:

 

Alle 19/2/2018 at 16:22, ElleryQ ha detto:

il titolare e il legale rappresentante possono anche essere due persone diverse:

 

Cita

L'elemento fondamentale della rappresentanza è lo sdoppiamento di una parte negoziale; accade infatti, che il negozio giuridico, invece di essere posto in essere da colui che è il titolare del diritto, è in realtà concluso da un diverso soggetto, legittimato, però, a sostituirsi a lui.

Qualche esempio lo abbiamo già fatto precedentemente quando abbiamo parlato dell'imprenditore che, non essendo in grado di svolgere direttamente tutti i suoi affari, si affida ad un'altra persona, il rappresentante, affinché quest'ultimo si sostituisca lui nello svolgimento di uno o più negozi.

 

Qui l'articolo intero.

Va da sé che il titolare effettivo del diritto, in quanto tale, è legittimato a porre in essere un atto giuridico a proprio nome, pur avendo un rappresentante legale. Cioè, il rappresentante, in quanto tale, è legittimato a sostituire il titolare, ma ciò non toglie che quest'ultimo possa esercitare personalmente il suo diritto. La CE in questione, in quanto azienda, dovrebbe essere registrata a nome del titolare, ciò non esclude che il figlio possa esserne legale rappresentante. Se il signore indicato qui nei post è il titolare della CE può firmare il contratto pur avendo nominato un rappresentante. Poi, di fatto, andrebbe letto per intero il contratto per capire meglio.

 

Messo in questi termini il contratto sarebbe in effetti valido, come detto all'inizio, ma lo è se il titolare dell'azienda risulta essere una persona a cui nome essa è registrata mentre il legale rappresentante risulta da contratto una seconda persona, che ha quindi delega dal titolare a rappresentarlo (e ne è così legittimata).

Se l'azienda risulta, però, un'impresa indivuduale e il nome di titolare e legale rappresentante coincidono, mentre colui che firma il contratto è una persona diversa (non legittimata), rientriamo nel caso del così detto "difetto di rappresentanza" (qui i dettagli).

In concreto, se io Pinco Pallino da visura camerale risulto sia titolare dell'azienda che legale rappresentante (come peraltro specificato dal contratto), a firmare l'atto giuridico dovrei essere io stesso e non Caio Pallino (sempre che la sigla apposta sia riconducibile a quest'ultimo).

In tal caso, il così detto "terzo in buona fede" (qui l'autore) potrebbe decidere di far valere la nullità del contratto.

 

Cita

La tesi prevalente, sostenuta dalla giurisprudenza, ritiene che il contratto concluso in difetto di rappresentanza sia affetto da inefficacia.

 

  • Grazie 1

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Alle 23/2/2018 at 11:54, Vincenzo Valenti ha detto:

Ragazzi ma se l'editore non si accolla la vendita del libro (che e` fondamentalmente il 75% del lavoro di un -vero- editore), ma che editore e`?

 

Va bene la cortesia, va bene la squisitezza, va bene tutto, ma se non mi vende il libro a cosa mi serve (a parte premiare il mio narcisismo)?

 

Difficile non essere d'accordo.

La cortesia, la galanteria, etc. sono doti umane che può avere chiunque, anche il mio idraulico. Ma quando lo chiamo mi interessa che mi ripari la perdita nel modo migliore :D
A ognuno il suo mestiere.

Preferisco un editore capace e in grado di promuovere e vendere un libro sebbene si dimostri scorbutico a un editore meravigliosamente simpatico e educato ma che gestisce una stamperia (discorso in generale sull'editoria eh, non mi riferisco a nessuno in particolare).
Passiamo oltre...

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