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Moreno Tubia

96 rue de La Fontaine Edizioni

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Nome: 96, rue de-La-Fontaine Edizioni

Sito: www.ruedelafontaineedizioni.com

Generi valutati: tutti, tranne fantasy e graphic novel (http://www.ruedelafontaineedizioni.com/le-collane/)

Invio manoscrittihttp://www.ruedelafontaineedizioni.com/contatti/

Distribuzione:  IBS, La Feltrinelli, Libreria Rizzoli, Libreria Universitaria, Unilibro, San Paolo Store, Goodbook.it, DNT, Superbook.it, CoopEstense, Bookstoredespar.it, Wuz, Amazon, sito della casa editrice. No librerie.

Facebookhttps://www.facebook.com/96-rue-de-La-Fontaine-1516125102035205/

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Ciao.

Giusto da pochissimo, ho pubblicato il mio secondo libro "Personaggi condannati da un autore" con questa nuova casa editrice torinese e vorrei darvi il mio parere.

L'editore e mega boss supremo ,Sergio Calzone è una persona cordialissima e disponibile e sicuramente troverà del tempo per analizzare tutti i manoscritti che gli verranno inviati.

Lui stesso era l'editore del mio primo libro , pubblicato con un altra casa editrice e mi sono trovato davvero bene.

Ha creduto in me e negli altri autori, continua a crederci e oltre a dare libertà , non si esenta dal dare consigli per arrivare insieme al risultato finale.

La casa è ancora piccolina e agli inizi, ma con l'aiuto degli autori che vorranno dargli fiducia, sicuramente potrà crescere nel migliore dei modi.

Questo è il mio semplice parere e spero ne possiate fare tesoro.

Bye bye!

 

Moreno

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cari autori

vorrei condividere con tutti voi una parte dello scambio con l'editore avvenuta in questa settimana, ometterò tutta la email e mi soffermerò su questo punto solamente per capire se è ancora da considerarsi free o a doppio binario, a  voi e agli specialisti di writer's dream l'ardua sentenza:

 

"...Quando il libro esce, spediamo a casa dell’autore (o, se preferisce, glielo consegniamo durante un incontro, se la distanza lo permette) 50 copie del libro stesso. L’autore non fa altro che firmare una ricevuta di averle avute, ma non tira fuori un solo centesimo.

In un tempo ragionevole (da qualche settimana a qualche mese, a seconda dei casi), l’autore si impegna a vendere a prezzo di copertina le 50 copie ricevute e di versare il ricavato alla casa editrice. Questa prima vendita e questo versamento (che, dunque, non comporta alcun esborso, in quanto sono denari ricavati dalla vendita) servono a coprire in parte le spese di produzione del libro.

Su queste 50 copie, una volta vendute, verranno corrisposti i diritti d’autore nella misura del 10% del prezzo di copertina privato dell’IVA (4%) e dedotta la ritenuta d’acconto che ci impone la Legge.

Se l’autore capisce di avere ancora la possibilità di vendere altre copie, oltre le 50, può acquistarne altre con lo sconto del 30%, trattenendo quindi per sé questo 30%, se le vende al prezzo di copertina. Su queste copie, avendo già ceduto il 30%, non sono riconosciuti i diritti d’autore... "

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Ospite

E se tu autore non riesci a vendere privatamente le prime cinquanta che succede? Te le fanno pagare? Magari addirittura a prezzo pieno!: Eeek :

Lungi da me la volontà di esprimere un giudizio affrettato, e mi permetto di esprimere questo modestissmo parere solo sulla base di quanto riportato da doco, ma mi sembra uno dei sistemi più subdoli e poco chiari che abbia sentito adoperati da una c.e. per far soldi sulle spalle degli autori!

Se la mia valutazione è sbagliata, chiedo scusa sin d'ora alla 96 rue de La Fontaine e a tutti i suoi autori.

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anarchangel proprio oggi manderò una email con la tua domanda, aspetto di sapere la risposta prima di giudicarli assurdi.

 

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Buongiorno.

Per amor di chiarezza, senza voler offendere nessuno, vorrei tentare di precisare un po' di cose. Io ho recentemente pubblicato con questa casa editrice, ma non sono assolutamente nuova alle pubblicazioni in generale. Posso garantire per esperienza che il discorso compiuto dalla 96 rue de la fontaine non è assolutamente da considerare "fuori dal mondo": svariate case editrici, qui presenti ed etichettate come "free" compiono discorsi simili o ancora più complessi.  

A me, quello della 96, rue de la fontaine pare un discorso molto semplice e trasparente: io, editore, auspico che almeno cinquanta copie tu riesca a venderle (altrimenti, che si fa? Si pubblica soltanto per noi stessi?). Io editore te le affido: vedi tu che farci. Compratele tutte tu o vendile alla tua cerchia, consegnale in conto vendita a qualche libreria, non mi interessa. Sei libero di fare quello che vuoi, con quelle copie. Se non riesci a venderle, me le restituisci, semplicemente, e ci penso io (e qua rispondo alla domanda di Anarchangel). Altrimenti, se le vendi, ti tieni i diritti, esattamente come qualsiasi altra copia venduta attraverso altri circuiti, e mi dai il resto. 

Francamente non mi sembra così allucinante come è stato descritto, visto che l'autore non spende nulla, neanche anticipatamente, e anzi, ci guadagna, se la matematica non è un'opinione... 

 

Un editore a pagamento compie un discorso diverso: "Vuoi pubblicare? Mi compri subito 50-100, millemila copie e mi dai subito - o entro tot- i soldi. Poi vedi tu che farci, con quelle copie lì. Se riesci a rientrare delle tue spese bene, altrimenti affari tuoi" e, in genere, non lascia i diritti.  In quel modo è l'editore a guadagnare.

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Ospite
1 ora fa, Gea21 dice:

Se non riesci a venderle, me le restituisci, semplicemente, e ci penso io (e qua rispondo alla domanda di Anarchangel).

Se ciò corrisponde al vero, e non ho motivo di dubitarne dacché, lo ripeto, non ho mai avuto esperienze dirette con questa c.e., avevo già premesso delle scuse che sono dispostissimo a rinnovare. Dunque, nuovamente mille scuse alla 96 rue de La Fontaine e, soprattutto, ai suoi autori, la cui intelligenza possa essere stata in qualche modo messa in discussione dal mio intervento ma, posso garantirvi, senza alcuna intenzione da parte mia.

Resta però un fatto: a mio modesto modo di vedere, questo

1 ora fa, Gea21 dice:

io, editore, auspico che almeno cinquanta copie tu riesca a venderle

non dovrebbe sussistere. Io autore posso certamente contribuire, e va a mio totale vantaggio, a promuovere la mia opera pubblicaa da te editore. Ma il compito di di vendere il mio libro, trovando la migliore strategia - promozionale/divulgativa/distributiva - per vendere nel miglior modo possiblie il mio libro, spetta a te e te soltanto, caro editore.

1 ora fa, Gea21 dice:

altrimenti, che si fa? Si pubblica soltanto per noi stessi?

Ovviamente sì per noi stessi. Ma assolutamente non soltanto per noi stessi. Si pubblica - o quantomeno, il motivo per cui io pubblico è - affinché più gente possibile possa condividere ciò che noi scriviamo, affinché a più gente possibile possa arrivare il messaggio contenuto in ciò che scriviamo, affinché chiunque legga possa godere di ciò che noi scriviamo. Questo dipende, logicamente, dalla ragione che ha spinto ognuno di noi scriventi a diventare scrittori e dalle ragioni che, da scrittori, ci spingono quotidianamente a portare avanti la nostra mission culturale. Ho usato questo termine, missione, perché tale considero io la mia scelta, ma chi lo trova impropriato può chiamarlo "progetto", se vuole.

Una cosa tuttavia ho imparato in tanti anni di contatto col mondo editoriale, quattro dei quali passati dalla parte opposta della scrivania - dove di tanto in tanto sto tuttora seppur da freelance -, perciò neanche io posso dirmi propriamente digiuno di esperienza nel campo. Gli editori che vendono - e non sto facendo una distinzione su base qualitativa, badate bene, ma solo in merito alla diffusione dei titoli nelle librerie - ragionano in questo modo: il mestiere dello scrittore è scrivere, il resto rientra nei compiti esclusivi dell'editore.

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premetto che la c.e. si è posta senza arroganza e con una certa chiarezza nei miei confronti, pertanto non si cerca di giudicarli, ma solo di fare chiarezza su alcuni punti, credo in linea con la mission di wd che da anni si impegna contro ogni forma di ipocrisia dell'editoria contemporanea.

ecco qui una parte della risposta:

 

"Che succede se non vende tutto? Non succede niente: è chiaro che è interesse comune che lei riesca, perché, così, sia il suo nome sia il nostro avrebbero più diffusione, ma, se si fermasse prima dei fatidici 50, esamineremmo insieme la cosa e cercheremmo una soluzione che soddisfi entrambi.
Dipende, ovviamente, da quante copie sono state vendute. Se sono 10-15, diventa un problema un po' complesso perché i nostri costi sono alti (non le dico le tasse!) e andare in perdita secca è per noi un grosso problema. Se, invece, siamo sui 35-40, possiamo compensare il tutto per esempio intervenendo sui diritti d'autore. Non so: sto improvvisando perché, per ora, non si è mai data l'occasione di autori che non abbiano raggiunto o anche superato quella quota.
Il fatto è che, per la vendita delle 50, non c'è, nel contratto, a bella posta un limite di tempo pre-determinato: noi, che già ci assumiamo un rischio (spero che non si offenda perché questo discorso è assai generale: vale per tutti gli autori), spedendo lontano un piccolo capitale di libri, confidiamo nell'onestà di chi ci ha chiesto di pubblicare e, in questa fiducia, è compresa anche quella di lasciare tutto il tempo necessario.
C'è qualche autore particolarmente scrupoloso che arriva a mandarci, per intanto, il venduto, per esempio, di 20-30 copie, in attesa di vedere come vanno le altre, ma questo "anticipo" non compare affatto nel contratto: è un tratto di cortesia di chi sa che i costi corrono e anche metà del venduto può servirci a "tappare qualche buco"! ....  se lei mi dicesse: "Sono passati due mesi, ho venduto 27 copie, incomincio a mandarvi questo ricavo; poi cercherò di andare oltre ma ho bisogno di tempo""; se lei mi dicesse questo, io le risponderei: "Grazie per tutto ciò che ha fatto e che continuerà a fare; per intanto, accettiamo volentieri il suo versamento; continui serenamente: nessuno verrà a tormentarla". "
 
capisco il punto di vista di gea21, ma sono concorde con anarchangel, sul fatto che fare l'editore - nessuno gli ha detto di farlo - prevede non solo produrre il libro ma anche e soprattutto occuparsi di tutti gli aspetti di promozione, (enti, eventi, presentazioni, interviste e via dicendo) atti alla visibilità e vendibilità del testo dell'autore. altrimenti non sei un editore ma uno stampatore e a quel punto con il selfpublishing vendi anche più di 50 copie in tempi che decidi tu e senza ansie. se poi l'autore vuole contribuire a tutti gli aspetti legati al libro è una sua libera scelta.
il lavoro dell'editore è fare tutto quello che sia necessario per far conoscere un nuovo autore e la sua opera. fare lo scrittore significa produrre opere originali, il più possibile e cercare di arricchire se stessi e chi ha scommesso su di te, la casa editrice di turno, che si assume il 100% del cosiddetto rischio imprenditoriale, quello che per l'appunto fa un EDITORE.
 
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Fare l'editore è fare impresa. E fare impresa significa accollarsi tutti i rischi dell'impresa. 

Fare l'editore significa rischiare su un'opera. Significa fare due conti e capire se valga la pena pubblicare o meno un romanzo. Economicamente parlando.

Se un libro viene venduto in 10 copie l'unico responsabile è l'editore. Se non ha venduto perché è brutto, non è colpa dell'autore l'averlo scritto, ma dell'editore averlo pubblicato. E' un lavoro difficile, molto difficile. Ma è un lavoro che uno si sceglie.

 

Detto questo, nel 2016 l'autore non deve pensare che il suo lavoro sia solo quello di scrivere. Se vuole vendere, affermarsi, farsi conoscere, farsi leggere, deve fare qualcosa di più. Può essere che qualche genio letterario possa permettersi di non fare nulla di tutto ciò, ma se tu autore esordiente pensi di essere già un genio letterario, beh, lascia perdere.

 

Ora, dopo queste premesse, torniamo alla questione. Se l'editore chiede all'autore di sbattersi dal punto di vista della promozione non ci trovo niente di male. E' una cosa che deve essere chiarita nel contratto. L'editore sceglie l'opera ma anche l'autore, su cui intende investire.

Però se l'autore riesce a vendere giusto una copia alla mamma, l'autore non deve essere tenuto ad alcunché se non alla restituzione dei libri. Esperimento fallito. Se l'editore sa fare il suo lavoro sopporterà la vendita in meno di 50 copie. Se le 50 copie vendute dall'autore erano fondamentali per giustificare l'investimento, per fare la differenza, beh allora l'editore deve ripensare alla sua strategia.

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lorenzo concordo con quello che dici, ma la questione non è volersi o non volersi sbattere, un coinvolgimento su posto è anche ben accetto e si fa nei modi e nei limiti che uno dispone, ma è sull'implicita e travestita storia delle copie da vendere, che come dici anche tu forse serve a giustificare l'investimento. tutto qui.

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Gira e rigira si è sempre fermi a discutere su quanto deve fare l'editore; fate il conto di quante case editrici esistono, di quante persone leggono e acquistano libri, di quanti scrivono e si reputano scrittori. Fate 2+2 e poi, dall'elenco dei NO EAP, facciamo la conta di chi, in un modo o nell'altro, non si basa su una minima vendita che arrivi tramite chi ha pubblicato ...

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Buongiorno, io ho mandato il mio manoscritto la settimana scorsa. Mi hanno risposto con moltissima gentilezza chiedendomi qualche giorno per poter valutare. Mi piacerebbe leggere altre testimonianze, grazie.

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Buona sera a tutti coloro che leggeranno questo commento e alla casa editrice (bellissimo il nome).

Io penso questo sull'autore esordiente che lavora insieme all'editore.

Collabora a stretto contatto per editing e tutto ciò che porti miglioramenti allo scritto.

Si muove tra le sue conoscenze e amicizie per trovare location atte alla presentazione del libro, lasciando però alla casa editrice tutta la parte di definizione data e locandine varie con la libreria di turno (anche per un fatto di peso e di pubblicità alla stessa)

Non si spaventa per eventuali distanze da percorrere ma anzi si organizza al meglio con l'editore anche per cercare supporti di persone durante le presentazioni.

Decide che oltre la sua zona di residenza (io vivo a Torino) deve portare e far conoscere il suo libro in giro per la penisola a più persone possibili.

Il discorso delle eventuali copie deve essere da sprone all'attività e non da ostacolo (in una prima presentazione sul territorio si possono vendere dalle 30 alle 40 copie, esperienza personale)

 

Ecco se tutto questo per la casa editrice significa collaborazione, allora si può provare a inviare il file del romanzo.

 

Saluto tutti con simpatia. 

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nel contratto non c'è nessuna clausola che ti costringa a piazzare 50 copie: c'è solo il tuo impegno a cercare di "piazzarle". Ove non ci riuscissi, si possono rimandare indietro senza nessuna spesa (se non quelle di spedizione) col solo obbligo di restituirle in buono stato. Insomma non si tira fuori una lira, pardon, un euro.

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@frantoio Buona sera a tutti coloro che leggeranno questo commento e alla casa editrice (bellissimo il nome).

Io penso questo sull'autore esordiente che lavora insieme all'editore.

Collabora a stretto contatto per editing e tutto ciò che porti miglioramenti allo scritto.

Si muove tra le sue conoscenze e amicizie per trovare location atte alla presentazione del libro, lasciando però alla casa editrice tutta la parte di definizione data e locandine varie con la libreria di turno (anche per un fatto di peso e di pubblicità alla stessa)

Non si spaventa per eventuali distanze da percorrere ma anzi si organizza al meglio con l'editore anche per cercare supporti di persone durante le presentazioni.

Decide che oltre la sua zona di residenza (io vivo a Torino) deve portare e far conoscere il suo libro in giro per la penisola a più persone possibili.

Il discorso delle eventuali copie deve essere da sprone all'attività e non da ostacolo (in una prima presentazione sul territorio si possono vendere dalle 30 alle 40 copie, esperienza personale)

 

Ecco se tutto questo per la casa editrice significa collaborazione, allora si può provare a inviare il file del romanzo.

 

Saluto tutti con simpatia. 

 

 

 

 

Ciao Frantoio, io ho parlato delle copie poiché avevo letto sopra in qualche post questo numero.

 

Non era critica o altro verso la casa editrice.

Ripeto se le cose che ho elencato rientrano in un rapporto di lavoro tra autore e editore, allora si può inviare il file.

 

Grazie ancora per la tua attenzione e disponibilità. 

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Ciao Frantoio, io ho parlato delle copie poiché avevo letto sopra in qualche post questo numero.

 

Non era critica o altro verso la casa editrice.

Ripeto se le cose che ho elencato rientrano in un rapporto di lavoro tra autore e editore, allora si può inviare il file.

 

Grazie ancora per la tua attenzione e disponibilità. 

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Ho ricevuto una proposta di pubblicazione da questa CE, nel giro di pochi giorni dall'invio del mio manoscritto. Devo leggermi il contratto poi magari vi farò sapere.
Prima buona notizia: Le modalità con cui mi hanno risposto (giorno, orario) e quello che mi ha risposto (alcuni dettagli) mi hanno fatto capire che lavorano sodo e hanno letto il mio manoscritto.
Altra buona notizia: Chi mi ha contattato mi è sembrata una persona onesta, schietta e che punta sulla trasparenza, sul motto "patti chiari..."
Mi ha fatto una buona impressione insomma, qui non si vende fumo o sogni di gloria. Se la sera sognate i soldi di King, o di esser stroncati da D'Orrico su La Lettura del Corriere o di andare ospiti da Fazio, ecco. Lasciate perdere. Magari però non dovevate contattare questa CE.
Se invece quello che volete è prima cosa esser pubblicati, senza pretese in fatto di numeri, senza però neanche pagare. Okay, scendere, questa è la fermata.

Esistono grandi CE. Esistono medie CE. Esistono piccole CE. Esistono piccole CE che sfruttano i sogni altrui. Esistono gli squali.
Questa mi sembra una piccola CE, ai primi vagiti, certo, ma senza ombre.


Sarò più preciso ma i punti salienti sono:

> Non c'è una distribuzione fisica ma solo sulle più note librerie online. Ciò non toglie che ogni libreria può richiederne copie tramite codice ISBN.

> All'autore, senza alcuna spesa, vengono consegnate 50 copie che si impegna a vendere. L'autore deve poi versare l'intero ricavo di quelle 50 copie alla CE (salvo poi prenderne diritti, ovvio). Il punto importante è che l'autore non è obbligato a venderle tutte, nel senso che se non riesce non deve coprire la differenza di tasca sua ma semplicemente, dopo un tempo non specificato, restituirle in buono stato alla stessa CE insieme al ricavo di quanto è riuscito a vendere.

Quindi, credo, sia da spostare in free. Poi fate voi.
Mi sembra sia un meccanismo che richiede si un impegno diretto dell'autore, possiamo discutere di questo, ma non economico.
Mi ritiro per deliberare.

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43 minuti fa, Kenzo Kabuto dice:

Ho ricevuto una proposta di pubblicazione da questa CE, nel giro di pochi giorni dall'invio del mio manoscritto. Devo leggermi il contratto poi magari vi farò sapere.
Prima buona notizia: Le modalità con cui mi hanno risposto (giorno, orario) e quello che mi ha risposto (alcuni dettagli) mi hanno fatto capire che lavorano sodo e hanno letto il mio manoscritto.
Altra buona notizia: Chi mi ha contattato mi è sembrata una persona onesta, schietta e che punta sulla trasparenza, sul motto "patti chiari..."
Mi ha fatto una buona impressione insomma, qui non si vende fumo o sogni di gloria. Se la sera sognate i soldi di King, o di esser stroncati da D'Orrico su La Lettura del Corriere o di andare ospiti da Fazio, ecco. Lasciate perdere. Magari però non dovevate contattare questa CE.
Se invece quello che volete è prima cosa esser pubblicati, senza pretese in fatto di numeri, senza però neanche pagare. Okay, scendere, questa è la fermata.

Esistono grandi CE. Esistono medie CE. Esistono piccole CE. Esistono piccole CE che sfruttano i sogni altrui. Esistono gli squali.
Questa mi sembra una piccola CE, ai primi vagiti, certo, ma senza ombre.


Sarò più preciso ma i punti salienti sono:

> Non c'è una distribuzione fisica ma solo sulle più note librerie online. Ciò non toglie che ogni libreria può richiederne copie tramite codice ISBN.

> All'autore, senza alcuna spesa, vengono consegnate 50 copie che si impegna a vendere. L'autore deve poi versare l'intero ricavo di quelle 50 copie alla CE (salvo poi prenderne diritti, ovvio). Il punto importante è che l'autore non è obbligato a venderle tutte, nel senso che se non riesce non deve coprire la differenza di tasca sua ma semplicemente, dopo un tempo non specificato, restituirle in buono stato alla stessa CE insieme al ricavo di quanto è riuscito a vendere.

Quindi, credo, sia da spostare in free. Poi fate voi.
Mi sembra sia un meccanismo che richiede si un impegno diretto dell'autore, possiamo discutere di questo, ma non economico.
Mi ritiro per deliberare.

Mah, il fatto delle 50 copie che l'autore compra per poi rivenderle e versare l'intero ricavo alla CE (aspettando poi di riscuoterne i diritti) mi lascia un po' perplesso. Per carità, nulla da eccepire sul "metodo", ma allora, mi chiedo, 'sta faccenda delle copie acquistate in questo modo non è simile o analoga a quella delle CE che chiedono l'acquisto di 50 copie a prezzo scontato e poi di quelle 50 copie l'autore ne fa ciò che vuole? Nel mio caso, visto che a fare il venditore di me stesso sono piuttosto inefficiente, preferirei disporre delle copie acquistate per inviarle a questo o a quello scrittore o critico letterario per fare un po' di battage. La domanda quindi è: delle 50 copie acquistate dall'autore, questa CE vuole indietro i soldi della vendita in ogni caso? Insomma, mi pare che la linea di distinzione tra il metodo di questa CE e quello delle CE che ti chiedono l'acquisto già scontato di 50 copie senza "suggerirti" di venderle sia piuttosto sottile

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26 minuti fa, don Durito dice:

Mah, il fatto delle 50 copie che l'autore compra per poi rivenderle e versare l'intero ricavo alla CE (aspettando poi di riscuoterne i diritti) mi lascia un po' perplesso. Per carità, nulla da eccepire sul "metodo", ma allora, mi chiedo, 'sta faccenda delle copie acquistate in questo modo non è simile o analoga a quella delle CE che chiedono l'acquisto di 50 copie a prezzo scontato e poi di quelle 50 copie l'autore ne fa ciò che vuole? Nel mio caso, visto che a fare il venditore di me stesso sono piuttosto inefficiente, preferirei disporre delle copie acquistate per inviarle a questo o a quello scrittore o critico letterario per fare un po' di battage. La domanda quindi è: delle 50 copie acquistate dall'autore, questa CE vuole indietro i soldi della vendita in ogni caso? Insomma, mi pare che la linea di distinzione tra il metodo di questa CE e quello delle CE che ti chiedono l'acquisto già scontato di 50 copie senza "suggerirti" di venderle sia piuttosto sottile

Forse non sono stato chiaro.
Il metodo è discutibile ma bisogna far chiarezza: L'autore non deve comprare le 50 copie. L'autore non deve sborsare soldi. L'autore non è costretto a venderle.
Gli arrivano a casa, senza alcuna spesa. L'autore cerca solo di venderle, come può, se riesce, altrimenti le restituisce alla CE. Non sei obbligato; se non ne vendi neanche una le rimandi tutte e 50 alla CE. Se ne vendi 20, gli rimandi i ricavi di quelle 20 + le restanti 30 invendute. Stop.
Quindi per rispondere alla tua domanda: No, la CE non vuole i soldi della vendita in ogni caso.
A me sembra molto diverso dall'esser costretti a comprare (quindi pagare, anticipare) copie del tuo libro e poi se te le vendi bravo altrimenti ciccia. 

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51 minuti fa, Kenzo Kabuto dice:

Forse non sono stato chiaro.
Il metodo è discutibile ma bisogna far chiarezza: L'autore non deve comprare le 50 copie. L'autore non deve sborsare soldi. L'autore non è costretto a venderle.
Gli arrivano a casa, senza alcuna spesa. L'autore cerca solo di venderle, come può, se riesce, altrimenti le restituisce alla CE. Non sei obbligato; se non ne vendi neanche una le rimandi tutte e 50 alla CE. Se ne vendi 20, gli rimandi i ricavi di quelle 20 + le restanti 30 invendute. Stop.
Quindi per rispondere alla tua domanda: No, la CE non vuole i soldi della vendita in ogni caso.
A me sembra molto diverso dall'esser costretti a comprare (quindi pagare, anticipare) copie del tuo libro e poi se te le vendi bravo altrimenti ciccia. 

OK, recepito. Però, è anche questione di punti di vista. Vale a dire, nel mio caso, copie supplementari (rispetto a quelle poche solitamente fornite gratis dalle CE all'autore) le comprerei in ogni modo, per fare un po' di pubblicità a un eventuale mio libro, soprattutto visto che molte piccole CE non fanno promozione con invii gratis di copie a critici o concorsi letterari.

@birrificioForse è OT, ma visto che sei di Torino, hai esperienze o conosci la CE Robin? Per non andare troppo OT, se vuoi puoi rispondermi alla discussione su Robin in "Doppio binario"

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2 ore fa, don Durito dice:

OK, recepito. Però, è anche questione di punti di vista. Vale a dire, nel mio caso, copie supplementari (rispetto a quelle poche solitamente fornite gratis dalle CE all'autore) le comprerei in ogni modo, per fare un po' di pubblicità a un eventuale mio libro, soprattutto visto che molte piccole CE non fanno promozione con invii gratis di copie a critici o concorsi letterari.

@birrificioForse è OT, ma visto che sei di Torino, hai esperienze o conosci la CE Robin? Per non andare troppo OT, se vuoi puoi rispondermi alla discussione su Robin in "Doppio binario"

Non conosco!

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