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5 regole per scrivere un giallo perfetto.

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Lo definirei imbarazzante: le "regole" 1,2 e 4 sembrano più adatte a scrivere la sceneggiatura di un telefilm della Fletcher ( o comunque del novanta per cento dei telefilm americani in circolazione) che non un buon giallo.

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17 minuti fa, AmarantaATE dice:

Cosa ne pensate di questo post su Penna Blu? http://pennablu.it/scrivere-il-giallo-perfetto/ 

Parla delle 5 regole per scrivere il romanzo perfetto. Ne conoscete delle altre?

 

Ciao :)

guarda, per me, e sarò banale, un ottimo esempio di giallo "anticonvenzionale" è offerto da Dostoevskij in un romanzo poco famoso: Delitto e Castigo.

Attualmente siamo bombardati da gialli di ogni genere, fra serie tv, film e libri, che hanno più o meno un filo conduttore comune, ossia quello delle cinque regole che hai proposto sopra. Quindi, o si è maestri nello scrivere e nella suspense (cosa non semplice da creare) e quindi produrre un libro non solo apprezzabile tecnicamente e contenutisticamente, ma che sia studiato nei minimi dettagli con messaggi più profondi, situazioni innovative e personaggi capaci di restare nella mente dei lettori (okay, sto descrivendo un successo editoriale stile Codice da Vinci ma secondo me per non essere banale dovrebbe essere così, e sono banale io dicendo queste cosa ma soprassiedi), oppure si punta su schemi e strutture narrative diverse, improntando magari il proprio romanzo su qualcosa che non sia solo la scoperta dell'assassino. In questo senso mi sembra che il capolavoro dello scrittore russo sia da rivisitare secondo una diversa sensibilità.

A monte di tutto, però, c'è da dire che secondo me non ci sono regole per scrivere un romanzo. Se non quella di scriverlo.

 

Un saluto,

Johnny P.

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Ospite

Johnny, sono assolutamente d'accordo. Marcello, "imbarazzante" non l'aveva ancora definito nessuno. In effetti adoro La signora in giallo, e per essere onesti, ho applicato le 5 regole anche al romanzo che inaugurerà la mia collana. Se vuoi ampliare il tuo discorso, le critiche mi interessano sempre moltissimo.

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Amanda Melling era/è un'iscritta di WD, quale editor, se ben ricordo.

Immagino riferisca la sua esperienza di autrice, visto che prannuncia una pubblicazione. Sulla trama senza falle possiamo comunque concordare:asd:.

Ben più note, le dieci regole di Knox: https://it.wikipedia.org/wiki/Decalogo_di_Knox

e le venti, ormai storiche, di Van Dine: https://it.wikipedia.org/wiki/Venti_regole_per_scrivere_romanzi_polizieschi

Molto divertenti. Ecco la settima: Ci dev'essere almeno un morto in un romanzo poliziesco e più il morto è morto, meglio è. Nessun delitto minore dell'assassinio è sufficiente. Trecento pagine sono troppe per una colpa minore. Il dispendio di energie del lettore dev'essere remunerato!

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Ospite

Mi ricordavo la più curiosa del primo decalogo: non ci deve essere nessun cinese nella storia!

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Un saluto a tutti, per quanto ne so io, di regole ne esistono molte per scrivere un giallo, anche se poi l'unica regola sempre presente è quella di scoprire l'assassino. Io sto abbozzando un giallo basandomi solo sulle 5 W, senza pretese, ma impostando il racconto sulla risposta ad ogni singola w. L'intreccio articolato ma che fino all'ultimo lascerà il desiderio di trovare il colpevole.

 

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39 minuti fa, AmarantaATE dice:

Johnny, sono assolutamente d'accordo. Marcello, "imbarazzante" non l'aveva ancora definito nessuno. In effetti adoro La signora in giallo, e per essere onesti, ho applicato le 5 regole anche al romanzo che inaugurerà la mia collana. Se vuoi ampliare il tuo discorso, le critiche mi interessano sempre moltissimo.

Ah, scusami se sono stato lapidario, ma devo anche seguire il MI e ho poco tempo.  Non avevo capito che eri sempre tu quella che aveva scritto il pentalogo...

Dico imbarazzanti perché mi sembrano adatte appunto agli sceneggiati televisivi, che ormai seguono tutti lo stesso schemino.  Inizia il telefilm e c'è un personaggio brutto e cattivo: ecco, quello non sarà mai il colpevole.  Il criminale lo dovrai cercare nel personaggio più gentile di tutti, che appare in scena fin dall'inizio e viene poi spesso ignorato, salvo riapparire verso la fine e palesarsi come un feroce assassino.  

Ma contesto soprattutto l'idea che per scrivere un buon giallo si debba seguire uno schema precostituito:  cambi nomi, città, magari il sesso del protagonista e della vittima et voilà, il gioco è fatto.  La letteratura poliziesca ci ha insegnato che il colpevole si può rivelare fin dall'inizio e a volte può addirittura essere la voce narrante; la vita quotidiana ci insegna che il colpevole molto spesso è proprio quello su cui cadono i sospetti fin dall'inizio e così via.  Credo che l'elemento fondamentale sia la credibilità di ciò che raccontiamo e in questo il maestro insuperato del romanzo poliziesco rimane, a mio avviso Simenon.  In un giallo desidero che i personaggi siano disegnati a tutto tondo e che gli atti dei criminali abbiano una motivazione logica; il colpevole può essere anche chi sospettavo fin da pagina 3, purché tu mi conduca nella sua psicologia e tu mi faccia capire cosa lo ha spinto a delinquere.  Poi si può amare anche il serial killer che squarta diciassette donne dai capelli rossi perché la madre era rossa di capelli e da bambino lo chiudeva nella legnaia ogni volta che..., però, insomma!   Il rischio del colpo di scena a tutti i costi è quello di produrre romanzi come "Il suggeritore", stravenduto e tradotto in non so quante lingue.  Non sembri questa invidia per un successo che chi scrive non potrà nemmeno sfiorare da lontano: è solo la delusione di un lettore che ha avuto per le mani un romanzo scritto con grande ritmo e una suspense perfetta, rovinato da un finale tanto assurdo e improbabile che mi ha fatto scagliare il libro contro il muro.

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Ospite

Su questo devo risponderti entrando nel personale. Io non amo i polizieschi, ancora meno i serial killer. Ho creato queste regole basandomi esclusivamente sul buon senso, e poi le ho applicate, anche appunto nel giallo che ho scritto. Devo dire che amo le contaminazioni, quindi quando penso a un giallo, non penso necessariamente a una storia dove il protagonista è un poliziotto. Ho letto bellissimi gialli dove il detective improvvisato magari è un ragazzino di 13 anni, e poi si scopre pure una componente fantasy, o fantascientifica. Nel mio caso ho creato un giallo rosa, ma l'importante, in sostanza, è non essere stereotipati con le idee.

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