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Barbara74

romanzo autobiografico.... help

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grazie....sono qui per parlare con scrittori...emergenti e non... io voglio scrivere un mio romanzo, mi sono occupata fino ad ora di sceneggiatura cinematografica e poesia, due mondi completamente diversi e due modi di scrittura completamente differente.  Tanto è che ...per scrivere un romanzo, non so davvero da dove cominciare,,, e così girovangando su internet ho incontrato questo blog.. che spero mi dia delucidazioni in merito a ciò che è meglio.. fare.. 

Vorrei scrivere un romanzo autobiografico, inquanto da tempo covo questa idea, e non l 'ho mai fatto per non cadere nella banalità dell' autobiografico, che , come si sa ..solo chi è conosciuto viene considerato; ma , avendo una storia molto singolare e purtroppo diffusa, ( violenza sulle donne, ho subito una violenza da parte di mio padre, per 10 anni ) ..vorrei trattarla in altro modo, da donna vincente di questo percorso, e da donna ..che si è rifatta una vita, nonostante il vissuto non sia stato dei migliori... chiedo a voi.. come potrei sviluppare al meglio tale idea.. e se secondo voi.. può essere d' aiuto come credo io.. a chi soffre o ha sofferto come me.. 

grazie a tutti... 

: WohoW :

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Beh, sai, non credo ci sia una vera e propria ricetta per scrivere un romanzo, specie se molto particolare come un romanzo autobiografico su un tema delicato. 

Di certo, ci si può dare dei consigli a vicenda. Per quanto riguarda la scrittura in generale ti posso consigliare tre cose: leggi tanto, scrivi tanto, fai attenzione a quello che scrivi e a come lo scrivi. Non sottovalutare mai la grammatica o la punteggiatura, scegli ogni termine cosa se fosse un elemento essenziale e revisiona molto, con occhio più obiettivo che puoi.  Un racconto letto una volta e pubblicato potrebbe essere buono, anche eccellente, ma il più delle volte per rendere un raccontato raffinato, d'effetto, o qualsiasi cosa si voglia ottenere, si deve lavorare molto sul testo.

 

Per quanto riguarda l'elemento autobiografico, non saprei dirti. Non ho subito esperienze simili, e non ho idea del dolore che si possa provare. L'unico consiglio posso darti è di cercare di raccontarti come ti senti di farlo, senza pensare a un pubblico o a un editore o una pubblicazione. Prima di tutto, racconta quello che vuoi raccontare per te stesso, poi per gli altri.

 

Buona fortuna.

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Grazie, veramente bello ciò che hai scritto..

Per quanto mi riguarda... scrivendo poesia.. per me la parola è evocativa, e ogni parola ha un suono, una vita, un essenza difficile da constestualizzare, la poesia mi ha dato vita e mi ha alimentata in quegli anni bui e oscuri.

Il romanzo, nasce da un mio bisogno di dire.. di raccontarmi, poichè siamo solo un passaggio.. che spesso non lascia traccia, la mia vita per quanto ..orrenda, mi ha dato tanto e molto, perchè animata da buio e luce..

E come fosse un film, il lieto fine esiste..  bisogna crederci, e se in apparenza..ciò che ci viene consegnato senza istruzioni.. può sembrare difficile, è vita, e sono 20 anni che ...soffoco questo mio desiderio, poi..ogni tanto qualche amico mi dice che potrebbe essere d' aiuto.. 

ed ecco che scatta l elemento.. umanistico.. mai e poi mai ho pensato a un discorso puramente materialistico..

Il mio esempio.. può essere considerato un aiuto .. 

grazie davvero... 

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Ciao Barbara,

Ho letto la tua presentazione e mi ha colpito molto il tuo  desiderio  manifesto di

voler raccontare la tua storia.
Non ho l'età adatta per darti una mano,  posso solo sperare che tu possa riuscire

nel tuo intento. Qualunque sia il messaggio, qualunque  la  forma  da te utilizzata

sono sicuro che troverai la giusta strada.

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grazie.....apprezzo molto il tuo messaggio!! 

Comunque non è una questione di età.. basta il cuore nelle cose.. e sento.. che il tuo contributo è prezioso...grazie

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ciao

io ho scritto una sorta di romanzo autobiografico di circa 70 pagg. Non l'ho pubblicato per il momento. La storia della violenza è

sicuramente un argomento che tocca. In una autobiografia penso non bisogna essere del tutto fedeli e terribilmente coinvolti, ma

arricchire con la fantasia, Inventare dei personaggi di contorno, prendere spunto dal sè per creare un altro sè cha abbia contenuti

più accattivanti per i lettori. buon lavoro! guarda anche l'accademia del silenzio. Li' organizzano dei corsi per le autobiografie.

 

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Ho  esperienza di volontariato presso Telefono rosa, al quale -come certo sai- si rivolgono le donne che subiscono violenza.

La tua testimonianza potrebbe  riuscire "socialmente" utile.  La buona riuscita del testo dipende, è ovvio, delle tue capacità narrative.

Azzardo che (forse!) potresti rifarti all'esperienza di sceneggiatrice e, rinunciando al taglio autobiografico, presentarti come personaggio in una sequenza che dia conto dei "passaggi" fondamentali della tua storia.

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Cara Barbara,

ti dico la mia in fatto di romanzo "autobiografico". 

Prima di scrivere fai la radiografia alle autobiografie già pubblicate.  Non basta metterci dentro la tua "anima": la devi prima scorporare,  toglierla dal tuo corpo per renderla anima pubblica. La sofferenza soggettiva deve superare i limiti della tua visione soggettiva. Deve diventare una sofferenza oggettiva in cui tutti i lettori, uomini e donne, possano riconoscere "qualcosa" che sia simile o superiore al loro concetto e/o pratica di sofferenza.  Devi, insomma non raccontare la tua esperienza ma prendere a pretesto la tua esperienza individuale e renderla stilisticamente e narrativamente un'esperienza che "acchiappa" il lettore. Vuol dire riuscire a prendere le distanze dalla tua visione soggettiva per rendere il caso esposto nel testo un momento di riconoscimento, pagine dove il lettore non si senta né offeso, né giudicato, né moralmente colpevolizzato dalle espressioni di violenza o altro da te esposte. 

 

Le autobiografie già pubblicate, dietro le quali spesso c'è un gostwriter (e te lo dico per esperienza) possono darti delle indicazioni preziose su come impostare il tuo lavoro. Perché anche in questo caso, non tanto ciò che dici ma come lo scrivi.

 

Un cordialissimo saluto.

 

Renato Bruno

P.S. Sulla scrittura come racconto di sé trovi in libreria ottimi manuali/saggi di interpretazione psicologica ed esistono anche delle guide all'elaborazione del proprio vissuto in funzione narrativa. 

 

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Non sono un estimatore di Nino d'Angelo, ma mi ha colpito che quando andava in giro a distribuire i suoi primi dischi (autoprodotti) diceva che quello che cantava era suo fratello. Cosa c'entra?

La gente diffida di chi si "autopromuove". A meno che tu non sia già famosa, s'intende, perché allora il discorso s'inverte.

Quindi ti consiglierei di scrivere "una storia basata su fatti realmente accaduti". 

Per la scrittura: ciò che tu pensi sia un handicap in realtà sono tuoi punti di forza. Se "vieni" dalla poesia, avrai certamente imparato a cogliere l'essenza di una situazione / di un attimo. Mentre dalla sceneggiatura hai imparato a visualizzare e a "trasmettere immagini". Non devi preoccuparti di come scriverebbe un romanziere. La definizione di "romanziere" è tale solo in quanto scrive romanzi. Ma la possibilità di stili diversi è praticamente infinita. E, in ogni caso, uno stile del tutto personale non guasta.

Dalla comunità avrai il sostegno del "commento": tu scrivi e troverai sempre qualcuno che si prenderà la briga di esaminare il tuo scritto, correggere eventuali errori di grammatica e sintassi (qualora ci fossero) e consigliarti su eventuali modifiche. Dopo di che sarà solo tua la decisione di come utilizzare i consigli.

 

Dai, facci leggere qualcosa.

 

Ljuset 

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Grazie davvero a tutti quanti, per le belle parole e consigli spesi per me... 

La mia storia, è densa di particolari, e ci sono stati momenti in cui non mi sono sentita così.. protagonista, ricordo la mattina che uscirono i giornali e c' ero io in prima pagina, il titolo riportava " PADRE PADRONE VIOLENTA LA FIGLIA PER 10 ANNI" , andai all' edicola e comprai il giornale, l' edicolante mi disse: " POVERA BAMBINA, MA SI POSSONO VEDERE CERTE COSE, QUESTA RAGAZZA E' ROVINATA A VITA"..

io sorrisi, e annui...

Di li ho pensato che , nessuno vedeva in me il dolore, ero riuscita a metabolizzare una cosa così grande, da far splendere su me una bellissima luce, io sono buddista da 23 anni, ma credo di esserlo sempre stata, dentro di me , c era pace, anche quando ero vittima di questo mostro.

Quello che vorrei comunicare tramite uno scritto, è l' odissea burocratica che si avvia dopo una denuncia di questo tipo, è il marchio a fuoco che le persone mettono, i famosi cartellini sociali, se sei stata violentata non sarai più la stessa.. 

Fortunatamente sono una donna oggi molto contenta di me, fiera dei miei passi, sono tranquilla, e proprio per questo, riapro un cassetto per poter  essere d' aiuto.. a delle ragazze che magari soffrono e non sanno come fare, non tutti hanno la mia tempra, sono una donna che non ha mai preso un antidepressivo, non bevo alcolici, non fumo, non mi drogo, ho dei valori molto alti di me e dell' universo circostante, questa storia per certi aspetti mi ha aperto una porta a un mondo ..diverso, mai pensato .

Proprio il dopo denuncia per me è stato trampolino di lancio, nel mondo, dove ho cominciato a ricredere in me, chiudendo la porta con il passato, ho riorganizzato la mia vita, ho studiato, ho lavorato , ho avuto la fortuna di essere una stimata professionista, fino al momento di diventare io stessa imprenditrice... sogni che mai da bambina avrei pensato... visto la vita che mi si prospettava fatta di violenza e rinunce... questo voglio dire.. è uno spiraglio ottimistico...alla vita.. 

perchè come dice Benigni, la vita è bella!

Grazie di cuore... a tutti... 

....proverò a buttar giù qualcosa... il peggio è cominciare... poi verrà da se.... :)

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Ospite

Mi viene in mente una frase. E te la regalo. È di Karl Ove Knausgard. E mi viene in mente che la prima coas che potresti fare è correre a comprare una decina di quaderni un buon temperino e un bel po’ di matite. Senti qui cosa dice Karl:

«Per essere libero, avevo bisogno di scrivere molto velocemente e disfarmi della nozione di qualità. All'inizio scrivevo 5 pagine al giorno, poi 10 e alla fine 20» 

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Ospite Andrea.Dee

Personalmente non ho mai subito violenze sessuali ma ho subito altro tipo di violenze e se non fossi stato giovane e scemo e senza soldi avrei denunciato. Ci ho scritto un romanzo e ho ricevuto delle proposte di pubblicazione, ma non ho accettato perchè sono stato codardo. Alla fine neanche avevo fatto dei nomi, a chi vuoi che importasse dell'uscita del mio libro, però sai, magari poi uno legge e parla e almeno 30 persone, amici compresi, avrebbero letto i cazzi miei. Alla fine mi sono messo a scrivere altro dedicandomi semplicemente alla scrittura seppur di qualità e ora sono al quasi terzo libro (il secondo è in valutazione, il terzo lo sto finendo), e sono contento così.

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