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Ospite

Domande da non fare a uno scrittore emergente

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Non si dice mai che pubblichi. Se lo fai devi capire con chi stai parlando: se è una bella ragazza a cui interessi e se lei non è un'analfabeta, è tutto di guadagnato. Se è una che lavora nel campo è tutto di guadagnato. Se è una lettrice è tutto di guadagnato. Se giri col lanternino e lo urli ai quattro venti o lo dici ai conoscenti maschi è un suicidio.

 

Per il resto ci sono domande lì elencate che possono passare; il vero squallore è "quanto hai pagato per pubblicare" (che ti fornisce un'idea di chi hai davanti), "mi regali una copia", "se me lo passi lo leggo" (ma che me ne frega se tu lo leggi?), etc.

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35 minuti fa, Edmund Duke ha scritto:

Se è una che lavora nel campo

 

Puoi avere ortaggi gratis! :rotol:

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2 ore fa, ElleryQ ha scritto:

Se invece ti domandano se è possibile fotocopiarlo, prima incenerisci il libro e poi la persona che te lo ha chiesto. :asd:

 

Credevo fossi stato uno dei pochi sventurati a ricevere una richiesta indecente del genere :facepalm: 

Quella è stata l'ultima volta che ho salutato quella persona. Peccato, perché era una ragazza niente male... Ma su certe cose, non si sono ortaggi che tengano xD

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33 minuti fa, ElleryQ ha scritto:

 

Puoi avere ortaggi gratis! :rotol:

 

In realtà io ho lavorato "nella cultura" per un anno e cinque mesi, e una che poteva distribuirmi in settanta (non ricordo il numero) biblioteche era diventata un'amica (quasi amica, diciamo che parlavamo). Se non avessi lasciato il lavoro ora sarei in tutte le biblioteche della provincia.

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2 ore fa, Wanderer ha scritto:

Quella è stata l'ultima volta che ho salutato quella persona. Peccato, perché era una ragazza niente male...

 

Nel mio caso era una docente e voleva fotocopiare il libro per tutto l'istituto. Non la sua classe, l'istituto. Così, con nonchalance. 

Ma anche questa è... classe. :D

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Un paio d'anni dopo la pubblicazione è apparso in rete il PDF del mio romanzo. Lo scaricai, per vedere se corrispondeva al testo originale.

La copia era quasi perfetta. Potevo sopportare che lo piratassero, meno che girasse un testo con orrori e illeggibile.

Appurato che andava bene, quando qualcuno mi faceva proposte indecenti, gli rispondevo: "Tu chiedi all'autore di rovinarsi con le sue mani. La mia risposta è un "no" gentile, ma netto. Se vuoi, in rete gira una copia piratata in PDF. L'ho scaricata: è il mio romanzo, quindi se proprio non vuoi finire sul lastrico pagando 14,50€, quella cosa corrisponde al testo originale."

Poi, quando mi chiedevano dove scaricarlo, esattamente, li fissavo in silenzio. Di solito finiva lì. LOL.

 

Fosse per me, datemi uno stipendio fisso che mi permetta di vivere con dignità, poi i miei scritti che siano gratis per tutti.

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Tempo fa una signora attaccò discorso: "Io non ho fatto nulla oggi, tu cosa hai fatto?" (in tedesco) 

Io risposi: "Ho letto molto ed ho scritto qualcosa" 

Lei fece: "Allora anche tu non hai fatto niente". 

 

La signora non è da condannare, si tratta di un modo di pensare piuttosto comune. Questo dialogo brevissimo è la fotografia della società in cui viviamo. 

 

"Chi non produce non fa niente" ovvero se non fai girare denaro è tutto inutile. Trovo ciò dannoso, devastante per le future generazioni. Dedicare tempo alla propria crescita personale è fondamentale!

Avremo ventenni che si crederanno "falliti" per il semplice motivo di non aver raggiunto un qualche stupido obiettivo (ovviamente legato ai soldi). 

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10 ore fa, Luciano91 ha scritto:

La signora non è da condannare, si tratta di un modo di pensare piuttosto comune. Questo dialogo brevissimo è la fotografia della società in cui viviamo.

 

Infatti non è da condannare. È semplicemente da impiccare a un albero senza prima passare da un processo.

In questa società più barbara di quella dei Visigoti che saccheggiarono Roma distruggendo tutte le opere d'arte e i monumenti storici su cui riuscirono a mettere le mani, esistono solo due modi per guadagnarsi il rispetto della collettività: trasportare macigni da un posto all'altro, o qualunque altra attività fisica che ti faccia arrivare a fine giornata distrutto dalla fatica, o disporre di ingenti quantitativi di denaro, a prescindere da come uno se lo sia guadagnato, o magari ereditato. Il rispetto, nella maggior parte dei casi, è solo ostentato ed è più falso di una moneta da tre euro (i veri sentimenti sono disprezzo nei confronti del poveraccio che sposta macigni e quindi sta sotto di noi, e invidia nei confronti del privilegiato pieno di soldi che quindi sta sopra di noi), ma tanto basta a rientrare comodamente nei canoni sociali ritenuti accettabili. 

La signora non si preoccupi: i suoi bisnipoti saranno telecomandati da qualche mega-conglomerato industrial-finanziario con sede in un paradiso fiscale, tramite un microchip impiantato nel cervello, che deciderà per loro cosa pensare, quali opinioni avere, cosa fare, cosa credere e soprattutto cosa comprare. Finalmente liberi dai libri! :censura:

 

11 ore fa, Luciano91 ha scritto:

Dedicare tempo alla propria crescita personale è fondamentale!

 

Il problema è proprio questo: più uno cresce e meno è manipolabile.

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14 ore fa, Luciano91 ha scritto:

Chi non produce non fa niente" ovvero se non fai girare denaro è tutto inutile.

Purtroppo mi capita spesso di sentirmi dire: quando hai tempo, mi dipingeresti una tela?

La cosa che mi fa irritare è che se io lavoro nell'arte, gli amici non vogliono essere clienti, ma pretendono che, nel tempo libero, mi dedichi, per loro, ancora al mio lavoro. Appena pubblicherò un libro, gli dirò: non regalo, sono scaramantica. 

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