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Domande da non fare a uno scrittore emergente

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Io vivo l'esperienza di dover aiutare a correggere tesine e leggere non tanto perchè sono una "scrittrice", cosa che non dico quasi a nessuno, ma perchè faccio l'Università di Lettere. Per qualche motivo, la gente sembra incasellare Lettere=tua segretaria personale. Mi manda troppo in bestia sta cosa.

 

E mi hanno chiesto anche quanti soldi io abbia speso per pubblicare. E' stato divertente vedere la faccia della persona quando facevo il segno dello zero con la mano.

 

Ahimè, portiamo pazienza... Purtroppo sono tanti i lavori soggetti a questi stereotipi.

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Verissime, purtroppo.

Aggiungerei:

9.

"Mi chiamo Genoveffa: mi raccomando, una bella dedica, eh!"

E tu rimani lì con la penna in mano... che c...o le scrivo ora?

 

10.

"Ciao, piacere.  Cosa fai nella vita?"

"Scrivo e faccio un po' di editing.  Revisiono manoscritti di altri, insomma."

"No, no. Intendevo: che lavoro fai?"

Quello è il mio lavoro, c...e!  Se non ti piace trovami un posto da Amministratore Delegato di qualche mega-ditta,che ci vado di corsa. 

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On 1/2/2016 at 18:03, M.T. dice:

La dieci è bellissima, Marcello :)

Grazie!

Aggiunta lì in elenco fa anche ridere, ma quando te lo domandano davvero... :facepic:

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E' capitato, durante la conversazione, che saltasse fuori che ho pubblicato dei racconti su alcune antologie di una ce. Alcuni rimanevano un po' sorpresi, altri dicevano "Ma dai...che storia". La migliore rimane però la persona che sentendo questo, salta fuori con questa domanda "Ma tu leggi?".

E qui non sai se chi si ha di fronte c'è o ci fa. Per non essere sgarbato, un "Certo" è la risposta migliore che viene in mente di dare. La persona, non sicura di essere stata abbastanza chiara fa "Cioè, volevo sapere se anche chi fa lo scrittore legge."

Questi sono i casi in cui è meglio sorridere, perché se si parla, non si sa quello che può venire fuori :P

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Ospite

Questa esperienza l’ho fatta vivere a un personaggio nel mio romanzo, ma è solo uno dei tanti argomenti che ho trattato. Una delle domande da non fare a uno scrittore l’ho usata proprio come incipit:

“Ci potrebbe regalare un’emozione?”

Chi si dedica alla scrittura non sembra più una persona ma un oggetto strano, curioso, da esibire come un’attrazione da circo: “Ecco ora farà scomparire un personaggio per poi vederlo riapparire solo alla fine” e tutto il pubblico che si lascia andare a un sonoro “Ohhhhhhhh”.

Sul fatto che un romanziere sia capace di leggere e scrivere per molti è davvero qualcosa di portentoso, da lasciare sgomenti. Sempre dal mio romanzo:

«Eh eh, oltre a scrivere dovrebbe anche leggere»

«Veramente tutto ciò che scrivo lo leggo e senza leggere non si può scrivere»

«Capisco, è un artista eclettico, passa dalla scrittura alla lettura e viceversa, senza colpo ferire. Un vero volpone».

Fino ad arrivare a delle accuse:

«Qui è cosa rara trovare una persona che legge un libro, lei addirittura li scrive».

 

Buona giornata da scrittore :)

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15 ore fa, Marcello dice:

Grazie!

Aggiunta lì in elenco fa anche ridere, ma quando te lo domandano davvero... :facepic:

Argomento fantastico!

Diciamo che la dieci, per me, è la domanda più ricorrente in assoluto insieme alla uno.

Tutti vogliono avere il libro in regalo. Una volta una tizia cercò di spacciarsi per addetta stampa in una fiera, pur di riceverlo gratis. : Chessygrin :

Comunque, la fatidica è proprio la dieci con relativa risposta: "Sì, ma io intendevo proprio cosa fai di mestiere", come se scrivere non lo fosse.

In questi casi ho la risposta di riserva: "Insegno sceneggiatura in una scuola privata".

Risposta: "Ah, va be', quindi sei un docente". : Eeek :

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Anche alla domanda "Sì, ma cosa fai di mestiere?" sono abituato, dato che vivo di musica.
Per tornare invece al mio messaggio precedente:
 

Cita

"Ma tu leggi?"
Risposta corretta da dare:
"No, siamo in due, come i carabinieri. Io scrivo e basta, mentre il mio collega legge."

Se fossimo ancora ai tempi dell'Unione Sovietica, come raccontava una famosa barzelletta, invece che in due, sarebbe stato necessario essere in tre: uno scrive, il secondo legge e il terzo controlla i due pericolosi intellettuali.
: Chessygrin :

Modificato da Aporema Edizioni
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Per favore, la definizione "scrittore emergente" non usatela più...

 

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Manca clamorosamente "Dove compro il tuo libro?"

 

In macelleria o dal panettiere, lo trovi di sicuro!

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6 ore fa, JaV dice:

Per favore, la definizione "scrittore emergente" non usatela più...

 

 

Dipende. Magari uno scrive facendo immersioni subacquee, quindi quando termina... : Chessygrin :

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@andyben. Non riguarda le domande fatte a uno scrittore, ma riguardo al quesito "dove lo compro il libro?" mi è capitato di assistere a un tizio che arriva bello carico in edicola e dice: "Voglio Gomorra di Saviano!". Al che l'edicolante risponde che lui non lo vende. "Ma come? vedente roba da leggere, dovete vendere anche i libri di Saviano" ribatte il tizio e l'edicolante gli dice "Questa non è una libreria." "E allora dove lo compro il libro?" domanda indispettito il tizio. "...in libreria" risponde l'edicolante. Il tizio se ne va senza né ringraziare né salutare.

L'edicolante e io ci guardiamo. Poi lui mi fa: "Ma cosa lo compra a fare, che non sa nemmeno che cos'è un libro."

Ci siamo messi a ridere.

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On 4/2/2016 at 10:35, andyben dice:

Manca clamorosamente "Dove compro il tuo libro?"

 

In macelleria o dal panettiere, lo trovi di sicuro!

 

Questa è la mia domanda preferita!

Soprattutto perchè spesse voi noi giovini scrittori non possiamo vantare una grande distribuzione in tutte le librerie italiane. 

Stai a spiegare come funziona il sistema di distribuzione...

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"Sei un aspirante scrittore?"

Molte case editrici lo chiedono nella pagina dedicata all'invio dei manoscritti. Per esempio quelle legate al gruppo Mauri Espagnol, invitano gli "aspiranti scrittori" a partecipare al loro torneo letterario (che li impegnerebbe per un anno e li obbligherebbe a recensire libri di altri nell'improbabile eventualità di arrivare primi).


Non è offensivo? Io voglio spedire un manoscritto (tra l'altro ho anche già pubblicato un romanzetto con una piccola casa editrice) e mi viene chiesto se sono un aspirante scrittore? Ma questo non implicherebbe che desidero scrivere ma non l'ho ancora fatto? Se voglio sottoporre  un romanzo a una casa editrice aspiro a pubblicare, perché scrivere ho scritto.

 

 

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Ospite
1 ora fa, cinciallegra dice:

"Sei un aspirante scrittore?"

Molte case editrici lo chiedono nella pagina dedicata all'invio dei manoscritti. Per esempio quelle legate al gruppo Mauri Espagnol, invitano gli "aspiranti scrittori" a partecipare al loro torneo letterario (che li impegnerebbe per un anno e li obbligherebbe a recensire libri di altri nell'improbabile eventualità di arrivare primi).


Non è offensivo? Io voglio spedire un manoscritto (tra l'altro ho anche già pubblicato un romanzetto con una piccola casa editrice) e mi viene chiesto se sono un aspirante scrittore? Ma questo non implicherebbe che desidero scrivere ma non l'ho ancora fatto? Se voglio sottoporre  un romanzo a una casa editrice aspiro a pubblicare, perché scrivere ho scritto.

 

 

Il torneo del gruppo Mauri Spagnol, o meglio GEMS, non impegna e non obbliga. Durante il torneo si può mandare il testo a tutte le CE e le agenzie, l'unico vincolo che richiedono, a Io Scrittore, è di ritirarsi se nel frattempo si firma con un'altra CE - e mi sembra giusto

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Chiedo scusa per l'errore di battitura (so che il gruppo si chiama Mauri Spagnol, non ho riletto quello che ho scritto) e per l'imprecisione riguardo al torneo letterario. Anche se chi passa la prima fase del torneo il contratto con loro lo firma, nell'eventualità di essere (dopo cinque mesi) nella rosa dei primi dieci (i quali, a parte il primo, pubblicheranno in ebook). Ma comunque non è questo il forum su cui discutere di queste cose. Era solo il termine "aspirante scrittore" a parermi singolare. :-)

 

18 ore fa, Roger1969 dice:

Il torneo del gruppo Mauri Spagnol, o meglio GEMS, non impegna e non obbliga. Durante il torneo si può mandare il testo a tutte le CE e le agenzie, l'unico vincolo che richiedono, a Io Scrittore, è di ritirarsi se nel frattempo si firma con un'altra CE - e mi sembra giusto

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Ecco, sarà un po' vecchiotta, ma cercavo proprio una discussione come questa per chiedere un vostro consiglio.

 

Sabato scorso, ho vinto un concorso letterario con un mio racconto. Allora pubblico un post su Facebook per condividere con amici e parenti questa mia piccola soddisfazione. Tra i tanti commenti di congratulazioni, ne spunta uno di una persona a me sconosciuta che mi chiede di leggere gratuitamente il mio racconto vincitore per darmi il suo parere personale. Io le dico che potrà leggerlo quando e se un giorno verrà inserito in una antologia (Ti farò sapere quando sarà disponibile in qualche antologia). Lei risponde che le basta che le passi il PDF, perché così lo farebbe leggere ai suoi alunni. (Una maestra? :grat: Boh.)

 

A quel punto mi è venuta voglia di ucciderla, avrei voluto strangolarla, sventrarla, scuoiarla, decapitarla, bruciarla... :morte:

Mi sono preso qualche ora prima di replicare, poi le ho detto che avrebbe potuto far leggere ai suoi alunni i racconti che ho messo a disposizione di tutti sul mio sito. Tutta contenta se li è letti tutti e ne ha scelto uno. E si è dimenticata, per fortuna, del racconto vincitore del concorso. Eppure io voglio ancora ucciderla.

 

La domanda che pongo a voi è la seguente: come faccio a scacciare questo mio impulso omicida?

E ho altre due domande:

Come devo comportarmi se mi ricapita una situazione simile?

Cosa fate voi quando vi chiedono gratis un vostro libro?

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@Ngannafoddi

Beh, inopportunità della richiesta a parte, un racconto non è un romanzo. Così come una composizione poetica, un racconto non è sempre necessariamente finalizzato alla pubblicazione cartacea, tant'è che se ne possono leggere molti online, anche gratis, come tu stesso consenti attraverso il tuo sito. Per quanto riguarda il discorso dei libri gratis, è una richiesta comune, e il problema è questo: ormai la mentalità EAP è così diffusa che molta gente - anche quando in realtà non ci si trova in presenza di EAP - dà per scontato che l'autore abbia in casa pacchi interi di libri, e sia pronto a regalarli a destra e a manca, magari solo in cambio di un "bravo!". 

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6 minuti fa, Wanderer ha scritto:

un racconto non è un romanzo

Vero, ma io ho impiegato tanto tempo per progettarlo e scriverlo. :buhu:

 

Comunque, quando ho pubblicato il mio primo romanzo, in tantissimi mi hanno chiesto di regalarglielo. Molti di questi hanno smesso di salutarmi nel momento in cui si sono resi conto che avrei preferito bruciare le poche copie che avevo a casa piuttosto che regalarle a loro.

 

 

Qui ho trovato un altro articolo interessante con domande da non fare agli scrittori: Clicca qui:indicare:

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9 minuti fa, Ngannafoddi ha scritto:

Come devo comportarmi se mi ricapita una situazione simile?

Cosa fate voi quando vi chiedono gratis un vostro libro?

Alla maggior parte delle persone non frega niente di leggere racconti di sconosciuti, neanche gratis, non si ha proprio il tempo. Se qualcuno mi avesse fatto una richiesta del genere sarei stata sorpresa ma contenta e le avrei mandato subito il pdf (tanto comunque dai racconti pubblicati tramite concorso non si prende nessun compenso). Io ho un racconto che ha vinto un premio importante ed è stato pubblicato solo sul sito dell'ente che l'ha organizzato, e quando mi chiedono link a cose che ho scritto lo do più che volentieri, con la speranza che lo leggano.

Libri gratis non me ne sono mai stati chiesti (lì sì sarebbe maleducato e inopporuno) ma mi è capitato di regalarne spontaneamente a persone che avevano già apprezzato ciò che scrivo, e con grande gioia nel poterlo fare. Ho organizzato anche un paio di giveaway, dove la gente poneva domande per vincere il libro, e a darmi fastidio non sono mai state le domande in sé (per quanto a volte banali o ripetute) ma il fatto che chi ha vinto il libro non mi ha più fatto sapere niente.

Farsi conoscere come scrittori, se questo è lo scopo, richiede tempo e pazienza, e ogni domanda, anche la più cretina, per me è benvenuta, perché è un cenno di interesse in un mondo dove la soglia di attenzione per gli altri si abbassa sempre più

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8 minuti fa, Ngannafoddi ha scritto:

Vero, ma io ho impiegato tanto tempo per progettarlo e scriverlo. :buhu:


Non lo metto in dubbio, intendevo solo dire che nel caso di singoli racconti si è più abituati a leggerli in altre modalità (vedi Pdf) che non siano il volume... non è un modo per giustificare la richiesta, ma forse non c'era troppa cattiva fede. Certo, se è un racconto che vince un premio, e che sarà verosimilmente pubblicato, mi sembra una richiesta quantomeno prematura. 

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33 minuti fa, Ngannafoddi ha scritto:

Tutta contenta se li è letti tutti e ne ha scelto uno.

 

Dai, tutto sommato è una cosa lusinghiera, visto che voleva farli leggere ai suoi alunni. :)

 

35 minuti fa, Ngannafoddi ha scritto:

Come devo comportarmi se mi ricapita una situazione simile?

 

Conta fino a 1000, poi sorridile mentre nella tua testa la mandi a... quel paese. :D

 

36 minuti fa, Ngannafoddi ha scritto:

Cosa fate voi quando vi chiedono gratis un vostro libro?

 

Di solito rispondo la verità: le copie autore le ho finite (in genere sono pochissime :() e se ne ho a disposizione in casa sono quelle per le presentazioni, in conto vendita, per cui devo rendicontarle all'editore. ;)

Se invece ti domandano se è possibile fotocopiarlo, prima incenerisci il libro e poi la persona che te lo ha chiesto. :asd:

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@Silverwillow

Sono d'accordo con te, ma purtroppo - anche per esperienza personale - quando regali un prodotto librario il messaggio che passa non è che l'autore è stato gentile e disinteressato, bensì che quell'oggetto è "deprezzato", quindi l'opera non merita di essere letta con attenzione. Cambia un po' la situazione se baratti il libro con un altro libro o con un altro oggetto (io questa estate ho conosciuto un'artigiana, e ho barattato un mio libro di poesia con un braccialetto di rame, e in questo caso libro è stato letto e apprezzato). In alternativa, se c'è un sincero interesse da parte di qualcuno, è meglio inviare una versione digitale: in quel caso l'opera non viene associata a un oggetto "deprezzato", e ciò che conta è il gesto disinteressato dell'autore e il contenuto dell'opera. 

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2 minuti fa, Wanderer ha scritto:

Sono d'accordo con te, ma purtroppo - anche per esperienza personale - quando regali un prodotto librario il messaggio che passa non è che l'autore è stato gentile e disinteressato, bensì che quell'oggetto è "deprezzato",

Nessuno parla di svendere o deprezzare, le persone a cui il libro è stato regalato ne hanno fatto delle recensioni e lo hanno diffuso tra i loro amici. Tutto dipende dalla visione del mondo che si ha: qualcosa in cambio di qualcos'altro di concreto e immediato, o fiducia in cambio di fiducia.

Ognuno ha le sue idee, e non mi interessa certo cambiarle. Il risultato probabilmente non sarà granché differente in termini di guadagni, ciò che cambia è solo il benessere interiore (che per fortuna o purtroppo non si può quantificare)

Modificato da Silverwillow

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26 minuti fa, Silverwillow ha scritto:

sarei stata sorpresa ma contenta e le avrei mandato subito il pdf

Il mio racconto è in finale in un altro concorso. Rendendolo pubblico, mi escluderei dalla gara. Ma poi io nemmeno so chi è questa persona: mai messo un like, mai commentato, forse mai ha postato qualcosa sul suo diario. E ora si presenta che vuole il PDF. Mi dà una gran rabbia, proprio nel giorno in cui ho vinto, nel giorno in cui dovrei solo essere felice. :wtf:

 

@ElleryQ grazie per i tuoi consigli :asd:.

 

9 minuti fa, Wanderer ha scritto:

Cambia un po' la situazione se baratti il libro con un altro libro o con un altro oggetto

Interessante ^^. Mi hai dato un'idea favolosa. Se non vogliono comprarlo, allora che mi diano qualcosa in cambio!

 

C'era un taxista che insisteva per avere il mio libro gratis. Mi disse così: Regalamelo, non lo leggerò perché non mi piace leggere, ma poi quando muori magari il libro acquista valore.

Appena mi chiederà gratis il prossimo mio libro, gli dirò che in cambio mi deve portare in giro col taxi per sei mesi, lo stesso tempo che ho impiegato per scrivere il romanzo. :sorrisoidiota:

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3 minuti fa, Ngannafoddi ha scritto:

C'era un taxista che insisteva per avere il mio libro gratis. Mi disse così: Regalamelo, non lo leggerò perché non mi piace leggere, ma poi quando muori magari il libro acquista valore.


Ecco, la cosa paradossale è il fatto che, più di frequente, la richiesta del libro gratis proviene proprio da persone che non lo leggeranno mai. Sembra che vogliano regalato il libro più per mettere alla prova l'autore che non per leggere l'opera. Dato che sono anche io delle tue parti, forse è una specificità siciliana... :asd:

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