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Cinzia Marini

Tassazione del diritto d'autore

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@Spartako , credo che ci siano discussioni un po' più aggiornate rispetto a questa, nella sezione. L'argomento del calcolo dei compensi e delle ritenute è spesso replicato, perché d'interesse e purtroppo molti utenti non si prendono la briga di verificare. Se ritrovo le discussioni analoghe provvedo ad accorpare. :D

 

16 ore fa, Spartako ha detto:

(il 60% per i minori di -non ricordo- mi sembra 25 anni)

 

Per i minori di 35 anni. ;)

 

Edito il post autocitandomi:

Cita

Se ritrovo le discussioni analoghe provvedo ad accorpare. :D

 

Fatto. ;)

Modificato da ElleryQ

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Tutte cose interessanti da sapere. Comunque, già ottenere le royalties previste dal contratto è un bel risultato. Complimenti a chi ci riesce e in bocca al lupo agli altri (me compresa).

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Sono alla ricerca di risposte sempre inerente al tema ritenuta d'acconto, fisco, dichiarazione dei redditi, etc..

Ho sempre avuto difficoltà a recepire queste situazioni fiscali e mi confondo non poco, nonostante faccia da solo la dichiarazione dei redditi.

Ho da poco firmato un contratto editoriale con una CE con sede in Grecia, ma che pubblica manoscritti in italiano e online.

La CE in questione mi ha detto che nel pagamento delle royalties non verrà applicata alcuna ritenuta d'acconto perché la loro sede è all'estero.

La fattura sarà effettuata su Codice Fiscale perché non posseggo P.IVA.

Essendo un impiegato a tempo indeterminato, in che modo dovrò gestire queste royalties per non diventare evasore?

 

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Ciao @Neyther , la stessa questione è già stata affrontata in questo topic.

I diritti d'autore non sono assoggettabili a IVA (a prescindere dal possedere o meno partita IVA), ma sarai tenuto a pagare ritenuta d'acconto (il 20% su un l'imponibile che varia a seconda che tu abbia più o meno di 35 anni). Di solito, nei rapporti tra editore e autore entrambi italiani è la CE a farlo, ma nel tuo caso dovrai versarla tu stesso.

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Grazie per questa discussione. Una delle cose che maggiormente mi frena dall'idea di pubblicare una mia storia è proprio la questione fiscale. Questa discussione mi interessa molto.

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Ospite Andrea.Dee

Sul 30% del conto vendita/copie acquistate, come vi regolate? La compravendita tra privati non dovrebbe essere tassata,

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Credo sia necessario distinguere tra libri acquistati dall'autore (con sconto del 30% e rivenduti da quest'ultimo), e libri soltanto ceduti in conto vendita all'autore.

Nel primo caso, l'autore acquista a prezzo scontato e rivende al prezzo che desidera (che di solito è quello di copertina). Tale vendita è da considerarsi occasionale se fatta sporadicamente e su piccoli quantitativi di volta in volta, per cui dovrebbe avvenire con semplice rilascio di ricevuta da parte dell'autore agli acquirenti (quindi il ricavato sarà soggetto a sola ritenuta d'acconto, con i relativi vantaggi tipici del "Reddito derivante da Diritto d'Autore"). L'editore, invece, dovrà emettere fattura dalla vendita all'autore.

Se il libri sono solo ceduti in conto vendita all'autore, anche qui bisogna distinguere ulteriormente: nel caso in cui da contratto editoriale quel 30% (o più) sia espressamente regolato come royalties, viene gestito e trattato allo stesso modo delle altre royalties; se l'editore non lo considera come tale ma frutto di un contratto estimatiorio (o accordo di cessione in conto vendita all'autore), farà fede la bolla di consegna e resa dei libri e l'editore dovrà fatturare il venduto. L'autore, a sua volta, dovrebbe sempre rilasciare ricevuta agli acquirenti di volta in volta, durante le varie vendite (da considerarsi occasionali).

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14 minuti fa, ElleryQ ha detto:

L'autore, a sua volta, dovrebbe sempre rilasciare ricevuta agli acquirenti di volta in volta, durante le varie vendite

:aka: Non l'ho mai fatto...

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50 minuti fa, Marcello ha detto:

:aka: Non l'ho mai fatto...

 

Credo che in realtà nessuno lo faccia, per il semplice motivo che quasi nessuno ha idea di doverlo fare. :)

Se poi a tua volta, durante le presentazioni, affidi la vendita a un terzo che ha un esercizio commerciale e trattiene una parte del ricavato, dovrebbe bastare una semplice quietanza da parte tua come atto tra privati ("ricevo da.... eccc..."). Tuttavia non ne ho la certezza assoluta, per cui se qualcuno ha da aggiungere altro o ha informazioni diverse, benvenga. :)

La cosa più semplice sarebbe fare in modo che siano i titolari dei luoghi in cui vengono organizzate le presentazioni (anche diversi dalle librerie) a richiedere il conto vendita direttamente all'editore.

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Se tutti i guadagni, tenuto conto della somma di tutte le attività svolte durante l'arco dell'anno (sempre che non si rientri però nell'obbligo della partita IVA) se ne stanno al di sotto di una certa cifra (che adesso non ricordo bene quale, ma forse entro i 4800 annui -3000 per i residenti al'estero-), non si è tassabili e si è esenti dall'obbligo di dichiarare. Fate comunque qualche ricerca in più, dato che oramai manco dall'Italia da un pezzo e non sono bene aggiornata (e alle 3000 euro di guadagni italiani presumibilmente non arriverò vita natural durante:gokulol:

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6 ore fa, Pouzinha ha detto:

Se tutti i guadagni, tenuto conto della somma di tutte le attività svolte durante l'arco dell'anno (sempre che non si rientri però nell'obbligo della partita IVA) se ne stanno al di sotto di una certa cifra (che adesso non ricordo bene quale, ma forse entro i 4800 annui -3000 per i residenti al'estero-), non si è tassabili e si è esenti dall'obbligo di dichiarare.

 

IVA e ritenuta d'acconto sono due cose diverse, però. Si è esenti dal pagamento dell'IVA se non si possiede partita IVA. Si è esenti da tassazione dei redditi da lavoro autonomo se i redditi dell'anno solare, derivanti da quella determinata attività, non superano i 5000 euro (era 4800 fino al 2014) e s'inquadrano in prestazioni occasionali, non dotate quindi di continuità e professionalità (come la vendita in proprio di un libro). Un argomento analogo è riportato qui.

Il diritto d'autore non è tassabile, secondo la L.d.A., per cui i proventi (o royalties) non sono soggetti a IVA e tassazioni, ma sono comunque soggetti a ritenuta d'acconto.

La ritenuta va pagata a prescindere, anche se il lavoro è occasionale e non supera la soglia dei 5000 euro annui, e va quindi rilasciata una ricevuta.

Qualche informazione in più è presente qui. :)

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Va pagata con quali modalità? E' scontata automaticamente dal prezzo o bisogna compilare modello unico e compagnia bella? Una volta che si vende unicamente in formato elettronico attraverso gli e-store? 

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Va compilata la CU (Certificazione Unica, ex CUD). La ritenuta va pagata versando il 20% su un imponibile variabile: per autori con meno di 35 anni pari al 60% del compenso; per autori con con età uguale o superiore ai 35 anni pari al 75% del compenso.

Di solito viene versata direttamente dall'editore, il quale invia la CU all'autore (che la allegherà alla sua dichiarazione dei redditi). Per chi vende in proprio (quindi anche attraverso gli e-store) va versata in maniera autonoma. Non utilizzando questa seconda modalità, però, non saprei darti informazioni più precise. :(

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La vedo difficile vivendo in un paese extra-EU senza la minima previsione di ritornare per i prossimi secoli (tra l'altro si tratterebbe pure di versare davvero pochi euro). Senza commercialista locale non sono in grado di effettuare queste operazioni e sarebbe veramente curioso pagare 200 euro di commercialista (nel mio caso comprese di spese di un viaggio intercontinentale per una CU -che non so neppure cosa sia;(-) per una ritenuta di pochi euro o pochi centesimi (che tra l'altro il mio servizio di pubblicazione e gli store trattengono già una cifra). 

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Ma non è che ci sono dei rischi? Non vorrei ora togliere i miei e-book dagli store per colpa di una CU...Alla fine della fiera sarò fortunata se vendo poche copie all'anno tra i due, data la quasi nulla pubblicità che ho potuto fargli causa impegni molto più rilevanti e "incompatibilià territoriale". Ma mi dispiacerebbe davvero rimuoverli;(.

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Purtroppo non saprei darti nozioni più precise, anche in considerazione del fatto che ora vivi fuori dall'Italia. Se risiedi lì, infatti, credo che al momento tu ricada sotto una diversa legislazione fiscale, per cui forse è meglio che prenda delle informazioni più specifiche da qualche commercialista che conosci. Magari anche italiano ma ben ferrato sulla materia e le sue variazioni all'estero, che sappia dirti come regolarti.

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Si, infatti non sono più residente fiscale in Italia da un pezzo. Il commercialista che ho è brasiliano (vivo in una zona dove trovare un connazionale è come cercare un corvo bianco o una mosca bianca, men che meno libero professionista, al massimo a un'ora di treno si trova qualche commerciante italiano -o  ancor meglio discendente di italiani-:gokulol:) e ha fatto le dichiarazioni degli ultimi anni. Qua funziona più che altro con le soglie di reddito, indipendentemente dalla fonte di provenienza. I redditi esteri contano quando ci sono immobili, veicoli e stipendi (per questi ultimi vale a dire lavorare con tanto di contratto fuori dal Brasile). Al di fuori di questi tre, qui perfino l'agenzia delle entrate locale ne saprebbe meno di noi:bandiera:.

 

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Salve sono Domenico Maiello, scrittore, vorrei che qualcuno mi facesse chiarezza su un punto che dopo svariate letture è ancora indecifrabile.

La vendita della propria opera è soggetta a partita iva, nel senso se ne deve aprire una.

Se mi autopublbico e vendo la mia opera manualmente devo aprirla? Ma non sono coperto dai diritti d'autore..

E se pubblico con una casa editrice non è lo stesso? Nel senso solo lei potrebbe vendere, io non potrei vendere le copie che mi da o mi sbaglio?

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Ciao @DomMai92 , la questione è stata affrontata varie volte, per cui unisco la tua richiesta a un altro topic, che ti consiglio di leggere da questo punto in poi, compreso l'altro link che è indicato. Non è necessario aprire alcuna partita IVA, né se operi in self né se vendi per conto del tuo editore, basta rilasciare una ricevuta e versare (farti versare, ne caso in cui tu agisca per conto di un editore) la ritenuta d'acconto.

 

11 ore fa, DomMai92 ha detto:

Se mi autopublbico e vendo la mia opera manualmente devo aprirla? Ma non sono coperto dai diritti d'autore..

 

No, perché le opere dell'ingegno non sono soggette a IVA.

Il diritto d'autore, inoltre, ricade per legge su un'opera per il fatto stesso che essa sia stata prodotta, non è necessaria alcuna registrazione della medesima (esempio presso la SIAE), questa serve solo per appurarne la paternità in caso di denuncia per plagio da parte di terzi.

Modificato da ElleryQ

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3 ore fa, ElleryQ ha detto:

No, perché le opere dell'ingegno non sono soggette a IVA.

 

Vorrei chiarire questo punto, sul quale mi accorgo che la definizione è un po' ambigua.

I diritti commerciali di un'opera dell'ingegno sono soggetti a IVA (costo di un libro, per esempio), non ne sono soggetti, invece, i diritti d'autore che derivano dalla vendita (royalties).

Anche nel caso di self publishing, comunque, non è necessario aprire partita IVA per la vendita, ma rilasciare solo ricevuta se trattasi di vendita occasionale e questa non rappresenta la tua attività principale. :)

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Scusami ma in controsenso, se io ho un libro presente tutto il tempo negli storeself, e magari un link sui social, e comunque cerco di venderlo quotidianamente è un attività continua. Ma mi sembra comunque sia protetta dai diritti d'autore.

PS Per rilasciare ricevuta si dovrebbe comprare il blocchetto in un negozio? Per la ritenuta di acconto si deve andare al padronato compilare un modulo e dichiarare i guadagni ?

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2 ore fa, DomMai92 ha detto:

se io ho un libro presente tutto il tempo negli storeself, e magari un link sui social, e comunque cerco di venderlo quotidianamente è un attività continua.

 

È la tua attività principale sempre? Cioè, tu sei un venditore e vivi dei proventi della vendita dei tuoi libri? Rappresentano il tuo reddito principale? È questo che distingue l'attività continuativa soggetta a IVA da quella non soggetta, anche se svolta, per esempio, per un anno intero su una piattaforma (e non è neppure detto che in un anno tu abbia quotidianamente acquirenti).

 

2 ore fa, DomMai92 ha detto:

Ma mi sembra comunque sia protetta dai diritti d'autore.

 

L'opera è tutelata dalla L.d.A. per il solo fatto di esistere, solo che se qualcuno dovesse citarti per plagio e addurre delle prove, dovresti dimostrare di essere tu l'autore effettivo. :)

 

2 ore fa, DomMai92 ha detto:

Per rilasciare ricevuta si dovrebbe comprare il blocchetto in un negozio?

 

Sì, per le vendite on line, invece, dovrebbe far fede il form del sito. Oppure se ti occupi im proprio della spedizione la inserisci nel pacchetto.

 

2 ore fa, DomMai92 ha detto:

Per la ritenuta di acconto si deve andare al padronato compilare un modulo e dichiarare i guadagni ?

 

Sì, devi compilare la CU (Certificazione Unica, ex CUD), ma se hai un editore sarà lui stesso a inviartela e dovrai allegarla alla tua dichiarazione dei redditi. ;)

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In teroria, @DomMai92, per essere fiscali dovresti rilasciarla anche se vendi da te i libri pubblicati da un editore (presentazioni che non avvengono nelle librerie) ma di solito sono rari quelli che lo fannno. :)

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Scusate ma cercando nei forum non ho trovato info sulla forma societaria che conviene usare..

Immagino che uno scrittore che ha già alcuni libri alle spalle e che riesce a camparci (più o meno) anche con altre attività affini, sia necessaria la p.IVA. Ma al primo libro direi di no...

Quindi come si fa? Ritenuta d'acconto? Conviene o no rispetto alla p.IVA?

 

grazie...

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Ciao @PolyAnna , mi sembra che la questione che poni sia già stata sollevata in "Tassazione del diritto d'Autore", perciò sposto .

Il diritto d'autore non è sottoponibile a tassazione, per cui non è affatto necessario aprire una partita IVA. È necessario, però, versare ritenuta d'acconto e si è soggetti a tassazione per redditi da lavoro autonomo se tale attività è costante e principale.

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