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Giselle

The Italian Literary Agency

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Mi sono letto tutta questa "insolita" faccenda, dove ho trovato chi ha investito la "modica" somma di mille euro per far leggere e recensire il suo lavoro.

Bene, a questo punto chiedo: quali e quanti sono gli esordienti, i principianti che, dopo avere affrontato un tale o simile esborso, hanno ottenuto un contratto, vantaggioso e quindi con un buon editore, grazie a questa prestigiosa agenzia? Se sono tanti, vuol dire che effettivamente, anche se a pagamento, The Italian Literary Agency fa scouting. Altrimenti, ragazzi miei, lascio a voi le conclusioni...

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Ciao @Fraudolente, io non sono arrivata a quella somma, ho speso 420euro perché il mio romanzo non supera le 200 cartelle, però al di là della cifra spesa (ognuno fa i conti con il proprio portafoglio, non sto qui a sindacare su chi ha più o meno possibilità economiche delle mie), il servizio per cui ho pagato è una scheda di lettura.

TILA, come altre agenzie, offre la possibilità di avere una scheda critica di lettura che analizzi le potenzialità e le carenze del proprio manoscritto. Non pago una rappresentanza, pago una consulenza. Io ho scelto di farlo per avere un riscontro professionale sul mio libro. Il punto per me è avere il giudizio di un esperto del settore che mi chiarisca la reale bontà del mio lavoro. Poi, certo che mi piacerebbe che mi offrissero una rappresentanza, però non credo neppure che la escludano a priori solo perché sono un'esordiente. Molti agenti rappresentano esordienti se il loro libro ne vale la pena. Io volevo il giudizio di TILA sul mio. Magari ne valgo la pena per loro, magari no, ma almeno mi diranno perché e come posso fare per migliorare il testo.

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50 minuti fa, McInerney ha detto:

Io ho scelto di farlo per avere un riscontro professionale sul mio libro. Il punto per me è avere il giudizio di un esperto del settore che mi chiarisca la reale bontà del mio lavoro.

Per carità, si tratta di una scelta tua...

Tuttavia, basterebbe consultare sul sito dell'agenzia l'elenco degli autori rappresentati e farsi un'idea di quanti siano gli esordienti (intendo quelli non già famosi per altri motivi..) per rendersi conto che, in effetti, si paga solo per una recensione, o quasi.

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3 minuti fa, Fraudolente ha detto:

si paga solo per una recensione, o quasi.

Questo non lo so, prima di esprimermi aspetto di ricevere la scheda di valutazione che faranno, così capirò bene anch'io se si tratta di un'analisi critica (come mi aspetto) o se sarà una recensione simile a quelle che potrei trovare su un blog (cosa che mi farebbe davvero rabbrividire visto comunque il costo). Vi terrò aggiornati!

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17 minuti fa, Fraudolente ha detto:

Per carità, si tratta di una scelta tua...

Tuttavia, basterebbe consultare sul sito dell'agenzia l'elenco degli autori rappresentati e farsi un'idea di quanti siano gli esordienti (intendo quelli non già famosi per altri motivi..) per rendersi conto che, in effetti, si paga solo per una recensione, o quasi.

TILA ha senza dubbio una lista di autori molto noti, ma dire a prescindere che non prende in considerazione degli esordienti mi sembra azzardato. Alcuni dei loro autori potrebbero tranquillamente aver chiesto una valutazione per il loro primo romanzo. Forse sono ingenuo ma penso che di fronte a un manoscritto davvero valido nessun agente si tiri indietro.

 

5 minuti fa, McInerney ha detto:

Questo non lo so, prima di esprimermi aspetto di ricevere la scheda di valutazione che faranno, così capirò bene anch'io se si tratta di un'analisi critica (come mi aspetto) o se sarà una recensione simile a quelle che potrei trovare su un blog (cosa che mi farebbe davvero rabbrividire visto comunque il costo). Vi terrò aggiornati!

Concordo. Sto pensando anch'io di chiedere una valutazione, come te per avere prima di tutto un'opinione professionale su quello che ho scritto. Aspetterò qualche aggiornamento da parte tua con trepidazione. 

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Il 6/10/2016 alle 15:59, Adamsberg ha detto:

Scusate se la faccio un po' lunga, ma vorrei esprimere una considerazione.
La certezza di essere rappresentati o pubblicati spero bene non sia mai garantita: un'agenzia o una casa editrice che elargiscano certezze in cambio di soldi - in questo settore - sarebbero da scartare immediatamente. Altrimenti ci ritroveremmo in librerie stipate di autori non validi, ma semplicemente ricchi.
Quello che bisogna appurare - secondo me - è la proporzione tra ciò che si chiede e ciò che si offre.
E per poterlo appurare, l'unica chance è l'esperienza diretta.
Faccio due ipotesi.

 

Se uno di noi avesse scritto un romanzo di 400 cartelle e decidesse di investire 840 Euro (poco più di 2 euro a cartella) nella lettura e valutazione da parte della più importante agenzia italiana, sarebbe un cattivo investimento se:
1) questa agenzia fosse soltanto interessata ai soldi dell'autore;
2) una volta consegnata la valutazione abbandonasse l'autore al suo destino senza avere alcun interesse a leggere una nuova stesura che superi le problematiche evidenziate;
3) in caso di valutazione molto positiva, comunque abbandonasse l'autore al suo destino senza prenderlo nemmeno un po' sotto la propria ala.

 

Al contrario sarebbe un ottimo investimento se:
1) questa agenzia fosse interessata (non certo per beneficenza) a scoprire e rappresentare nuovi autori validi;
2) una volta consegnata la valutazione fosse disponibile (e interessata) a leggere una nuova stesura che superi le problematiche evidenziate;
3) in caso di valutazione molto positiva, prendesse in carico l'autore e gli trovasse un grosso editore (commisurato all'importanza dell'agenzia).

 

Nel primo caso sarebbe una cattiva agenzia, nel secondo una buona agenzia.
Purtroppo può raccontarcelo solo chi ha avuto esperienza diretta.
Ma nel frattempo forse almeno il beneficio del dubbio andrebbe accordato alla più importante agenzia italiana, non trovate?
Anche perché il musicista fa tanti sacrifici per acquistare il proprio strumento, il fotografo fa tanti sacrifici per acquistare il proprio costoso obiettivo...
Noi scrittori in cosa vogliamo investire i nostri sacrifici?
Certo, se la più importante agenzia italiana è una bufala, sono pienamente d'accordo anch'io sia meglio investire i nostri sacrifici in un editing con tutti i crismi, che - anche se non ti dà alcuna garanzia di pubblicazione - almeno è una grande occasione per migliorare il proprio lavoro, comprendere come fare meglio, crescere e bussare alla porta di agenzie e case editrici con tutt'altra consapevolezza...
 

Data la mia inesperienza e la spesa eventuale non indifferente, ho scritto alla Balzarotti, chiedendo esplicitamente che cosa succederebbe se un'opera, pur interessante, necessitasse di ritocchi (sui moduli affermano di non fare editing), se vi siano altri servizi interni e che costi potrebbero avere, se ne hanno; per esempio: il manoscritto, eventualmente rivisto dall'autore sulla base della loro scheda analitica, dovrebbe pagare di nuovo la tassa di lettura, se riproposto? Sono disposti a interagire con te? A un autore accettato dall'Agenzia verrebbe richiesto di pagare la tassa di lettura per ogni opera successiva? Più altre info generali sulla loro "filosofia" culturale e aziendale rispetto a opere di letteratura originali, ma non necessariamente commerciali. Secondo me, ogni agenzia dovrebbe chiarire questi e molti altri aspetti sul sito web, per esempio in una sezione di FAQ, altrimenti pagare è come fare una puntata al casinò o, peggio, un salto nel buio, con il rischio di ritrovarsi, bene che vada, spese ulteriori che non si possono immaginare e forse, un domani, sostenere. Non ha risposto (almeno per ora). Ammetto che, se non si faranno vivi, sarò parecchio delusa. Tra i loro autori alcuni li stimo veramente, e mi capita di rado. Se qualcuno ha risposte, mi scriva, anche in privato. Ciao.

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Rieccomi, come promesso, per riportare la mia esperienza sulla scheda richiesta a TILA. Pur rimanendo dell'idea che le schede di valutazione siano uno dei mezzi migliori per avere un feedback sui propri libri, non sono stata del tutto soddisfatta dal loro approccio. Ho avuto infatti la sensazione che per loro questo sia solo un mero servizio editoriale, e non un reale mezzo per arrivare alla rappresentanza. La scheda era ben strutturata e di questo non posso lamentarmi; il giudizio nel complesso non era nemmeno così negativo, e proprio per questo mi è dispiaciuto non ci sia stata alcuna apertura nei confronti di una possibile collaborazione. Questa ipotesi non è stata nemmeno presa in considerazione nonostante traspaia dalle loro parole che il romanzo funzioni.

Probabilmente questo si intuiva anche dal sito, dove dicono: "Per un autore esordiente è importante avere una valutazione professionale del proprio testo ancor prima di dedicarsi alla ricerca di un agente o di un editore". Deduco quindi che i loro autori li trovino attraverso altre vie. Questo è proprio un servizio di lettura inediti e non di scouting.

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Il 19/10/2018 alle 21:18, Caty ha detto:

Data la mia inesperienza e la spesa eventuale non indifferente, ho scritto alla Balzarotti, chiedendo esplicitamente che cosa succederebbe se un'opera, pur interessante, necessitasse di ritocchi (sui moduli affermano di non fare editing), se vi siano altri servizi interni e che costi potrebbero avere, se ne hanno; per esempio: il manoscritto, eventualmente rivisto dall'autore sulla base della loro scheda analitica, dovrebbe pagare di nuovo la tassa di lettura, se riproposto? Sono disposti a interagire con te? A un autore accettato dall'Agenzia verrebbe richiesto di pagare la tassa di lettura per ogni opera successiva? Più altre info generali sulla loro "filosofia" culturale e aziendale rispetto a opere di letteratura originali, ma non necessariamente commerciali. Secondo me, ogni agenzia dovrebbe chiarire questi e molti altri aspetti sul sito web, per esempio in una sezione di FAQ, altrimenti pagare è come fare una puntata al casinò o, peggio, un salto nel buio, con il rischio di ritrovarsi, bene che vada, spese ulteriori che non si possono immaginare e forse, un domani, sostenere. Non ha risposto (almeno per ora). Ammetto che, se non si faranno vivi, sarò parecchio delusa. Tra i loro autori alcuni li stimo veramente, e mi capita di rado. Se qualcuno ha risposte, mi scriva, anche in privato. Ciao.

 

@Caty sono curiosa di sapere se ti ha risposto.

 

Io ho ricevuto una risposta uguale identica a quella di (probabilmente) tutti gli altri. Mi è stato detto che se voglio che il mio manoscritto venga letto, devo pagare.

Piuttosto pago un bravo editor. Anche secondo me l'agente deve fare l'agente, l'editore deve fare l'editore e l'autore non deve di certo pagarli perché leggano i suoi scritti. I loro guadagni dovrebbero arrivare dalle vendite. Il lavoro dell'autore viene fatto nel momento in cui si impegna al massimo per scrivere un buon libro, chinandosi sul computer per ore e ore.

 

Più leggo delle vicende di autori e agenti/editori su questo forume e più mi convinco che, al giorno d'oggi con i mezzi tecnologici di cui si dispone, sia meglio usare l'autopubblicazione su piattaforme come Amazon. Poi è chiaro, se avessi un buon agente e un buon editore sarei contentissima. Ma ho paura che non arriveranno mai :-(

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Mi stupisco che un'agenzia che si definisce italiana con l'articolo determinativo pretenda onorari così elevati per la lettura di manoscritti. In altri paesi europei, la richiesta di onorari diversi dalle percentuali sulle vendite è tipica di agenzie poco serie e non affermate sul mercato.

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17 ore fa, PatriziaV ha detto:

Mi stupisco che un'agenzia che si definisce italiana con l'articolo determinativo pretenda onorari così elevati per la lettura di manoscritti. In altri paesi europei, la richiesta di onorari diversi dalle percentuali sulle vendite è tipica di agenzie poco serie e non affermate sul mercato.

In realtà la prassi di TILA non è affatto un'eccezione, quasi tutte le migliori agenzie italiane chiedono una tassa di lettura per la valutazione dei manoscritti. E parliamo di agenzie con autori italiani affermati e cataloghi di editori e agenti stranieri prestigiosi. Mi sono informato e ho letto molto sull'argomento, all'estero non è poi così diverso, semplicemente è molto più diffusa la figura dell'editor freelance al quale rivolgersi prima di proporre il manoscritto a un agente; editor che ovviamente deve essere pagato. Negli Stati Uniti è difficilissimo trovare un agente, l'invio del manoscritto non prevede tasse di lettura, è vero, ma raramente viene dato un riscontro che non sia un rifiuto standard, e spesso vengono chieste le credenziali di chi ha lavorato all'editing. In Italia la figura dell'editor freelance è pressoché inesistente. Ci sono correttori di bozze improvvisati che non hanno alcun contatto reale con editori importanti e agenti, e offrono prezzi bassissimi per lavori approssimativi o improponibili, per editing altrettanto mediocri. E ne ho cercati e ho chiesto preventivi, credimi. Per questo continuo a pensare che una valutazione a pagamento sia l'unica strada concreta per ottenere un riscontro e giocarsi una chance reale di essere rappresentati. Chiaro che è un investimento e altrettanto chiaro che la scelta dell'agenzia deve essere oculata. 

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Il 9/11/2018 alle 15:03, Hikari ha detto:

sono curiosa di sapere se ti ha risposto.

No. Deduco che il silenzio significhi: datti da sola una risposta. E me ne sono date varie: per esempio che, salvo rarissime eccezioni, dalle case editrici gli autori approdino in agenzia e non viceversa. Solo una mia intuizione, così, ma sono antica e ho navigato il mondo...

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Il 4/6/2019 alle 19:00, Elisah15 ha detto:

Ho visto che il sito di TILA è in manutenzione. Qualcuno sa quali autori rappresentano?

Spippolando su google ho trovato questo link dal vecchio sito con l'elenco degli autori italiani

http://www.italianliterary.com/wp-content/uploads/2016/07/Catalogo_Autori_Italiani_Tila.pdf

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Buongiorno a tutti,

 

riporto semplicemente la mia recente esperienza con l'agenzia in questione.

Ho inviato loro il manoscritto all'incirca sei settimane fa, ricevendo risposta nei limiti comunicati inizialmente (mi pare fossero 60 giorni).

La scheda di valutazione, di 6 pagine circa, è stata completa ed esaustiva e ha messo in luce tutti i vari problemi della storia che ho presentato, passando soprattutto sopra alla caratterizzazione dei personaggi. Si sono poi soffermati sullo stile ( lì sono stato risparmiato un po' di più :) ), citando elenchi di periodi dove secondo loro erano presenti dei problemi, e traendo una conclusione generale sulla voce narrante. Infine, hanno concluso con alcune ultime considerazioni e consigli.

In sintesi, al netto di un prezzo non basso e proprio accessibile a chiunque, questo è vero, ritengo personalmente che il lavoro svolto sia eccelso e che rappresenti una reale porta di ingresso nel mondo editoriale (ottimo manoscritto alla mano, naturalmente). La scheda editoriale si è conclusa esattamente così, a indicare che per ogni opera ricevuta e analizzata, viene considerata l'opportunità di presentarla agli editori qualora risultasse all'altezza:

Non si ritiene che l’opera possa essere sottoposta agli editori per la pubblicazione.

A mio avviso, soldi ottimamente spesi.

 

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Il 17/6/2020 alle 16:13, Kant438 ha scritto:

Buongiorno a tutti,

 

riporto semplicemente la mia recente esperienza con l'agenzia in questione.

Ho inviato loro il manoscritto all'incirca sei settimane fa, ricevendo risposta nei limiti comunicati inizialmente (mi pare fossero 60 giorni).

La scheda di valutazione, di 6 pagine circa, è stata completa ed esaustiva e ha messo in luce tutti i vari problemi della storia che ho presentato, passando soprattutto sopra alla caratterizzazione dei personaggi. Si sono poi soffermati sullo stile ( lì sono stato risparmiato un po' di più :) ), citando elenchi di periodi dove secondo loro erano presenti dei problemi, e traendo una conclusione generale sulla voce narrante. Infine, hanno concluso con alcune ultime considerazioni e consigli.

In sintesi, al netto di un prezzo non basso e proprio accessibile a chiunque, questo è vero, ritengo personalmente che il lavoro svolto sia eccelso e che rappresenti una reale porta di ingresso nel mondo editoriale (ottimo manoscritto alla mano, naturalmente). La scheda editoriale si è conclusa esattamente così, a indicare che per ogni opera ricevuta e analizzata, viene considerata l'opportunità di presentarla agli editori qualora risultasse all'altezza:

Non si ritiene che l’opera possa essere sottoposta agli editori per la pubblicazione.

A mio avviso, soldi ottimamente spesi.

 

Bravo Kant438, fai tesoro di quella scheda, leggi attentamente i consigli e continua a credere nel tuo lavoro affinché possa crescere.

La TILA se arriva a offrirti la rappresentanza lo fa solo ed esclusivamente se il manoscritto risponde ai livelli richiesti dalle NO-EAP cui si rivolge e deve stare ben attenta a non portar loro libri "non maturi" in quanto il farlo comporterebbe un danno alla propria immagine con conseguente perdita di credibilità.

Non ho alcun dato a supporto di ciò ma per logica credo che ottenere una loro rappresentanza equivalga a una garanzia di pubblicazione così come avere la rappresentanza da altre Agenzie Letterarie di pari livello.

Se questo è vero.... il consiglio che posso darti è insistere, fidarti, leggere bene le indicazioni ricevute e poi avviare il restyling.

 

  

 

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Il 17/6/2020 alle 16:13, Kant438 ha scritto:

Buongiorno a tutti,

 

riporto semplicemente la mia recente esperienza con l'agenzia in questione.

Ho inviato loro il manoscritto all'incirca sei settimane fa, ricevendo risposta nei limiti comunicati inizialmente (mi pare fossero 60 giorni).

La scheda di valutazione, di 6 pagine circa, è stata completa ed esaustiva e ha messo in luce tutti i vari problemi della storia che ho presentato, passando soprattutto sopra alla caratterizzazione dei personaggi. Si sono poi soffermati sullo stile ( lì sono stato risparmiato un po' di più :) ), citando elenchi di periodi dove secondo loro erano presenti dei problemi, e traendo una conclusione generale sulla voce narrante. Infine, hanno concluso con alcune ultime considerazioni e consigli.

In sintesi, al netto di un prezzo non basso e proprio accessibile a chiunque, questo è vero, ritengo personalmente che il lavoro svolto sia eccelso e che rappresenti una reale porta di ingresso nel mondo editoriale (ottimo manoscritto alla mano, naturalmente). La scheda editoriale si è conclusa esattamente così, a indicare che per ogni opera ricevuta e analizzata, viene considerata l'opportunità di presentarla agli editori qualora risultasse all'altezza:

Non si ritiene che l’opera possa essere sottoposta agli editori per la pubblicazione.

A mio avviso, soldi ottimamente spesi.

 

Bravo Kant438, fai tesoro di quella scheda, leggi attentamente i consigli e continua a credere nel tuo lavoro affinché possa crescere fino a camminare con le proprie gambe.

 

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Per completezza di informazione e a beneficio di tutti voi devo dire che mi sono ricreduto sull'operato di questa agenzia letteraria.

Non certo perché non si avvalga di ottimi collaboratori che hanno dimostrato di leggere molto attentamente il romanzo (una trilogia) riportando commenti puntuali e validissimi consigli quanto invece per il ruolo che ha svolto la coordinatrice (o meglio dovrei dire "che non ha svolto") e mi spiego meglio.

La TILS per sua impostazione NON fa mai rileggere allo stesso collaboratore il manoscritto qualora, a valle di una prima presentazione e successiva valutazione, effettuato il restyling, ripresentate il romanzo.

Valentina ad onor del vero questo lo disse, io espressi le mie perplessità e comunque lo inviai.

Tenete presente che le schede di valutazione che ci vengono fornite non sono firmate dai collaboratori ma (giustamente) da Valentina con cui noi "clienti" abbiamo il rapporto.

La prima scheda sulla base della quale effettuai il restyling parlava di una trilogia ben congegnata e ambiziosa formata da tre racconti che potevano essere anche autonomi, che aveva buoni spunti e anche l'aspetto etico non mancava. 

Una struttura che insomma regge bene, con i giusti elementi ma con una eccessiva verbosità che non favorisce il corretto scorrere della lettura. 

Dopo un paio di anni (il tempo che potevo dedicare era scarso purtroppo) termino questa "pulizia" e ripropongo il lavoro.

Ovviamente altro consulente che pone l'attenzione su altro ancora (e ci sta, essendo una persona diversa vede cose diverse) ma.... MA!!!

Qui esce fuori una cosa che mi farà cambiare l'opinione su questa Agenzia letteraria in quanto il secondo consulente scrive che il primo racconto è a suo da staccare dalla trilogia.

Per carità, non contesto assolutamente il secondo consulente ma capite che Valentina, che firma entrambe le schede, non può dire che due anni fa era una trilogia e ora non lo è...accetto tutto ma questo no!

E' come se, le ho scritto, chiamassi una ditta per fare una perizia su una palazzina di tre piani, questa mi dà l'ok (è da ripulire ma questo ci sta), investo i soldi per ristrutturarlo e poi la stessa ditta mi dice che la struttura non regge....

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Ciao Claudio,

posso dire qualcosa anch'io sulle schede di lettura. Rispondo qui perchè, pur non avendone chiesta una a questa agenzia letteraria, l'ho fatto con una ad essa collegata, che nel sito bene evidenzia che, in caso di valutazione positiva, passerà il nominativo alla TILA. *Editato dallo Staff*. Al fatto che prima di prenderti come cliente siano molto disponibili, ma che dopo aver ricevuto il pagamento e inviato la scheda si eclissino e non sia più possibile avere nessun altro tipo di contatto. Credo che pagare 420 euro alla TILA per una buona scheda di lettura, seppur variabile, sia meglio che pagarne 500 alla *Editato dallo Staff*, per poi scoprire che il testo non si capisce da chi possa essere stato letto, visto che nella scheda ci sono errori madornali, che può fare solo chi non lo ha letto o lo ha letto parzialmente, saltandone le pagine come un canguro che va di corsa. Eppure al telefono la titolare non menziona che altri leggano per lei, anzi, promette un servizio di livello, che cura di persona. Dopo aver riscontrato la beffa scrissi all'agenzia, ma ovviamente tutto tacque. Ma da allora mi sono fatta una certa idea non tanto dei grandi nomi che quasi invariabilmete risiedono ad indirizzi altrettanto esclusivi, quanto dell'idea perversa che, trasversale, si propaga sia da questi uffici eleganti che da altri che lo sono meno. Un'idea circolare, che torna su quanto ti è successo con il cambio di collaboratore. La scrittura è un fatto molto personale, un libro ha una personalità e quanti libri l'avranno persa per assumere quella sfumata dell'editor che li ha corretti? paternità forzate, che non hanno niente a che vedere con la capacità dello scrittore stesso di fare diversamente. Alla fine dei giochi, è vero che chi trova un amico trova un tesoro, perchè se hai un amico che sa leggere per bene, anche lui può dirti, spassionatamente, se sei stato prolisso o se puoi finalmente riporre le forbici nel cassetto, e spendere 500 euro come ti pare. La mia idea è che lavorando tanto sul testo, e su di sè, lo stile si affina, come tutto il resto, e non senti il bisogno di sentirti recensito ufficialmente. A questo punto il tuo testo dovrebbe essere pronto per essere presentato o ripresentato agli editori.

Chissà cosa direbbe ora *Editato dallo Staff*.

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Ciao @Sunday Times , purtroppo il tuo post è stato editato per renderlo pubblicabile sul forum, diversamente la piattaforma lo bloccava.

I motivi sono due: hai citato una CE non più nominabile (per sua espressa richiesta) sul WD e un'altra agenzia. Non è possibile nominare altre agenzie in topic diversi (e ciò vale anche tra CE).

 

10 ore fa, Sunday Times ha scritto:

un libro ha una personalità e quanti libri l'avranno persa per assumere quella sfumata dell'editor che li ha corretti? paternità forzate, che non hanno niente a che vedere con la capacità dello scrittore stesso di fare diversamente.

 

Il commento rischia di portare a un OT, per cui apro e richiudo subito. Un editing fatto da un professionista mette lo scrittore nelle condizioni di migliorare il suo testo con la propria personalità. Un buon editor è come un coach che aiuta l'atleta a potenziare le prorprie risorse, non si può e non si deve sostituire a esso.

E del resto, ogni CE ha comunque un suo editor interno che adegua il romanzo (anche di un autore affermato) alla propria linea editoriale.

 

10 ore fa, Sunday Times ha scritto:

Alla fine dei giochi, è vero che chi trova un amico trova un tesoro, perchè se hai un amico che sa leggere per bene, anche lui può dirti, spassionatamente, se sei stato prolisso o se puoi finalmente riporre le forbici nel cassetto, e spendere 500 euro come ti pare.

 

Un amico può non avere le necessarie competenze per evidenziare dei buchi di trama, eccessi narrativi (diversi dalla prolissità), dialoghi non convincenti, personaggi con poco spessore, incipit non incisivo, finale altrettanto e così via. Può essere un ottimo beta reader, ma un beta reader non è un editor, né un valutatore di testi. Che poi 500 euro per una semplice lettura con valutazione possano essere elevate è un altro discorso.

 

10 ore fa, Sunday Times ha scritto:

La mia idea è che lavorando tanto sul testo, e su di sè, lo stile si affina, come tutto il resto, e non senti il bisogno di sentirti recensito ufficialmente.

 

Purtroppo, però, non tutti gli aspiranti scrittori hanno sufficiente consapevolezza (né umiltà, talvolta) per comprendere che è necessario lavorare ancora sul testo (e su se stessi).

 

Ciò detto, chiudo l'OT e vi invito a continuare con le esperienze specificahe su TILA. Chi desidera approfondire l'argomento editing può farlo nelle sezioni apposite. ;)

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Ci vorrà un po' per ricordarsi queste regole. Non diciamo cose molto diverse, so che gli amici hanno un limite, ho parlato solo della loro capacità di evidenziare un testo ridondante, che non scorre, perchè è la cosa principale che mi sembra sia stata detta a Claudio. Se una valutazione fosse ben fatta si potrebbe anche chiedere un prezzo eccessivo, e andare in Purgatorio, ma lavorando così sciattamente, no. Per questo ho osato fare paragoni con gli amici, perchè come un amico colto è relativamente in grado di dare tutte le valutazioni tecniche necessarie allo scritto, anche le schede fatte in serie  lasciano il tempo che trovano. Solo che l'amico non ti lascia con l'amaro in bocca, il sapore della presa in giro. Anche per questo dico che il consiglio di leggere, rileggere, rivedere, aspettare e poi rifarlo ancora, è un buon antidoto alla tentazione di schede di lettura di cui si potrebbe fare a meno se si fosse lavorato di più per conto proprio. Poi certo può arrivare il giorno che chiederla si rende indispensabile, ma allora lavorare con un editor del tipo cheporta l'autore stesso sulla strada della modifica opportuna, diventa più facile, perchè si è già allenati a modellare il proprio testo. Io credo che il rapporto col testo sia davvero importante, è il segno della crescita interiore, come la si può forzare o pompare, o far sembrare quello che non è? Giustamente si può solo suggerire. Ma questa è una riflessione che se fatta fino in fondo aprirebbe a quanto sia giusto correggere e intervenire, a priori, a quanti libri esisterebbero se non lo si facesse, a quanti sarebbero pubblicati senza l'ossigeno dell'editing e a come hanno fatto tutti i grandi autori del passato. Esisteva un editing nel 700, 800, o nei primi del 900?

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Concorde all' 80% con quanto dici, ma dissentirei su alcune cose. Non ti rispondo qui, perché come pre avvisato andremmo OT. ;)

È possibile proseguire, per chiunque lo desideri, in altre discussioni già aperte sull'editing.

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