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Giselle

The Italian Literary Agency

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Descrizione: nasce dalla fusione della genzie Bernabò, Vigevani e Ali, al momento non è presente un sito ma i servizi sono unificati e a pagamento.
Costi (se previsti): Il costo di lettura e valutazione di un manoscritto di massimo 200 cartelle standard è di 420 euro (IVA compresa). Se l’opera supera le 200 cartelle (o le 360.000 battute, spazi inclusi), il compenso per la lettura è di 840 euro (IVA compresa). Per i testi che superino le 720.000 battute complessive può essere richiesto un preventivo personalizzato.
Sito web: http://www.italianliterary.com/
Facebook: https://www.facebook.com/TheItalianLiterary/
Esperienza personale (se esistente): /

 

Scusate se non rispetto il form, ma apro il topic appunto per chiedere informazioni.

Lo scorso giugno, le grandi agenzie Bernabò, Vigevani e Ali si sono fuse nella "Italian Literary Agency", ma non trovo un sito unico né i contatti. Per caso le amministrazioni restano separate?

Grazie in anticipo!

Modificato da ElleryQ

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Ciao Agave, io ho trovato queste informazioni sul sito di Vigevani.

 

A partire dal primo settembre 2015, in seguito alla nascita di The Italian Literary Agency (dalla fusione dell’agenzia Marco Vigevani & Associati, di Agenzia Letteraria Internazionale e di Luigi Bernabò Associates), il servizio lettura delle tre agenzie è stato unificato. Le nuove condizioni e modalità per l’invio dei testi sono indicate qui sotto.

 

Costi e tempi

Il costo di lettura e valutazione di un manoscritto di massimo 200 cartelle (da circa 1800 battute, cioè un totale di circa 360.000 battute, spazi inclusi) è di 420 euro (IVA compresa). La scheda, lunga 4/5 cartelle, verrà inviata entro massimo 60 giorni lavorativi dalla ricezione del bonifico. Se l’opera supera le 200 cartelle (o le 360.000 battute, spazi inclusi), il compenso per la lettura è di 840 euro (IVA compresa). Per i testi che superino le 720.000 battute complessive può essere richiesto un preventivo personalizzato.

 

Come proporre un manoscritto?

Per usufruire del servizio di lettura manoscritti, o per chiedere ulteriori informazioni, è necessario inviare una mail all’attenzione della dottoressa Valentina Balzarotti Barbieri, responsabile del servizio, all’indirizzo balzarotti@aglettinternazionale.it oppure scaricare direttamente dal sito www.agenzialetterariainternazionale.com il materiale illustrativo e i moduli relativi.

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Grazie mille per le informazioni!

Accidenti, speravo che la lettura non fosse a pagamento, ma considerando la serietà e il prestigio delle agenzie, credo che 420 euro non siano male come cifra.

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Ospite

Non ti dico "Beata te, Agave!" solo perché ho un concetto di beatitudine molto personale e che esula dall'ambito economico, ma soprattutto perché tendo sempre - o meglio ci provo - a non invidiare nessuno per le sue fortune... soprattutto per quelle economiche! Per quanto mi riguarda, 840 €uri - dei 420 neanche a parlarne, l'ultima cosa che ho scritto sotto le duecento cartelle risale forse al 1999, e credo si trattasse di una lettera d'amore per una compagna di classe! - sono parecchio più di un investimento a fondo perduto (due terzi di realismo e uno di pessimismo). Tanto per essere chiari, per "alzare" 840 €uri, a me spesso non basta un mese. Voi che dite? Accorcio i libri, così risparmio per farli leggere, oppure le lettere d'amore, così mi trovo una donna e impiego il mio tempo in maniera più costruttiva?

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Pardon, la mia è la fortuna di scrivere romanzi brevi. 420 non sono comunque pochi, eh, ma credo che possano indurre chi aspira a essere rappresentato da loro a curare molto di più il proprio testo. Soprattutto, facendo pagare una cifra non bassa, l'agente evita di ricevere migliaia di manoscritti che gli autori poco informati inviano a tappeto indistintamente a editori e agenti (ma forse per questo ci vuole un topic a parte?).

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Pardon, Agave, ma vado un attimo OT: dopo aver pubblicato con Rizzoli, pensi di mandare in lettura un romanzo attraverso i canali tradizionali?

 

(Lo dico da lettore in un'agenzia)

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Una curiosità: perché il dibattito sulla più importante agenzia letteraria nazionale ha così pochi post?

Possibile che - dopo l'allettante fusione Bernabò, Vigevani e Ali - nessuno da queste parti abbia mai usufruito dei loro servizi o aspirato, anche attraverso di essi, a una rappresentanza o anche semplicemente ricevuto qualche notizia in più sulla loro disponibilità a rappresentare esordienti validi?

Forse la fusione è troppo recente (poco più di un anno) per poter raccogliere esperienze...

 

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Prezzi troppo fuori portata della maggior parte di noi, credo. Per un aspirante è difficile pensare di investire certe cifre quando non si hanno riscontri.

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Io, seppur trovassi i soldi necessari, non mi sognerei mai di pagare solo per farmi leggere e non avere nemmeno la certezza di essere rappresentato. Soldi buttati. Piuttosto li spenderei per un editing approfondito oppure li investirei in qualcosa di più "remunerativo". Un'agenzia letteraria, per quanto sia famosa o formata da agenti importanti, dovrebbe SEMPRE leggere gratuitamente. O almeno è il mio pensiero.

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Scusate se la faccio un po' lunga, ma vorrei esprimere una considerazione.
La certezza di essere rappresentati o pubblicati spero bene non sia mai garantita: un'agenzia o una casa editrice che elargiscano certezze in cambio di soldi - in questo settore - sarebbero da scartare immediatamente. Altrimenti ci ritroveremmo in librerie stipate di autori non validi, ma semplicemente ricchi.
Quello che bisogna appurare - secondo me - è la proporzione tra ciò che si chiede e ciò che si offre.
E per poterlo appurare, l'unica chance è l'esperienza diretta.
Faccio due ipotesi.

 

Se uno di noi avesse scritto un romanzo di 400 cartelle e decidesse di investire 840 Euro (poco più di 2 euro a cartella) nella lettura e valutazione da parte della più importante agenzia italiana, sarebbe un cattivo investimento se:
1) questa agenzia fosse soltanto interessata ai soldi dell'autore;
2) una volta consegnata la valutazione abbandonasse l'autore al suo destino senza avere alcun interesse a leggere una nuova stesura che superi le problematiche evidenziate;
3) in caso di valutazione molto positiva, comunque abbandonasse l'autore al suo destino senza prenderlo nemmeno un po' sotto la propria ala.

 

Al contrario sarebbe un ottimo investimento se:
1) questa agenzia fosse interessata (non certo per beneficenza) a scoprire e rappresentare nuovi autori validi;
2) una volta consegnata la valutazione fosse disponibile (e interessata) a leggere una nuova stesura che superi le problematiche evidenziate;
3) in caso di valutazione molto positiva, prendesse in carico l'autore e gli trovasse un grosso editore (commisurato all'importanza dell'agenzia).

 

Nel primo caso sarebbe una cattiva agenzia, nel secondo una buona agenzia.
Purtroppo può raccontarcelo solo chi ha avuto esperienza diretta.
Ma nel frattempo forse almeno il beneficio del dubbio andrebbe accordato alla più importante agenzia italiana, non trovate?
Anche perché il musicista fa tanti sacrifici per acquistare il proprio strumento, il fotografo fa tanti sacrifici per acquistare il proprio costoso obiettivo...
Noi scrittori in cosa vogliamo investire i nostri sacrifici?
Certo, se la più importante agenzia italiana è una bufala, sono pienamente d'accordo anch'io sia meglio investire i nostri sacrifici in un editing con tutti i crismi, che - anche se non ti dà alcuna garanzia di pubblicazione - almeno è una grande occasione per migliorare il proprio lavoro, comprendere come fare meglio, crescere e bussare alla porta di agenzie e case editrici con tutt'altra consapevolezza...
 

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ciaoadamsberg

non parlo dell'agenzia in questione, con la quale non ho mai avuto contatti, il mio è un discorso generale. le grandi agenzie non hanno bisogno di nuovi autori, ne fanno scouting. ho l'impressione che il costo lettura sia alto per scoraggiare gli autori ad inviare il proprio testo. cioè, non possono non accettare nuove proposte, cosi' cercano di limitarle, in modi anche assurdi. altre agenzie per esempio prendono in considerazione solo 10 testi al mese, i piu veloci nell'invio! insomma, come caschi, caschi male. un gatto che si morde la coda.

ciao

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Ciao alex_gir.

Se le agenzie trovano nuovi autori validi, ci guadagnano.

Posso capire l'esigenza di limitare gli invii, ma perché non dovrebbero avere bisogno di nuovi autori?

E poi di nuovi autori ne sbocciano continuamente nelle librerie.

Se non dalle agenzie letterarie, da dove vengono?

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credo adam non dall'invio indiscriminato alle agenzie. a volte per conoscenze, senza togliere il merito dell'opera. ho un amico che ha pubblicato l'anno scorso per rizzoli. un bel libro. il cognato ha venduto la casa ad una editor di rizzoli. le ha parlato del libro e voilas. le letture degli aspiranti nelle grandi agenzie di solito sono in mano a stagisti.

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ciao @Adamsberg, per quanto riguarda gli esordienti, mi sono andata a guardare il loro curriculum e ho notato che quasi tutti già ruotavano intorno al mondo dell'editoria, chi come editor (come nel caso di Alice Basso), chi invece proveniva da corsi o scuole di scrittura tenuti da nomi importanti (penso alla Holden o alla Bottega di Mozzi o alla Palomar di Mattia Signorini). La mia impressione è che l'editoria sia un mondo piuttosto chiuso e selezionato, e le agenzie osino poco con gli esordienti senza "pedigree";(

 

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Infatti non c'è differenza tra agenzie a pagamento e free. Quelle di un certo livello, certo, perché firmare con loro è quasi impossibile. Tieniamoci strette le agenzie che fanno lettura gratuita, perché ormai sono davvero poche.

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2 ore fa, Provence dice:

ciao @Adamsberg, per quanto riguarda gli esordienti, mi sono andata a guardare il loro curriculum e ho notato che quasi tutti già ruotavano intorno al mondo dell'editoria, chi come editor (come nel caso di Alice Basso), chi invece proveniva da corsi o scuole di scrittura tenuti da nomi importanti (penso alla Holden o alla Bottega di Mozzi o alla Palomar di Mattia Signorini). La mia impressione è che l'editoria sia un mondo piuttosto chiuso e selezionato, e le agenzie osino poco con gli esordienti senza "pedigree";(

 

 

Ciao Provence, sicuramente tracci un quadro che fa riflettere... Ma all'interno di questo forum chi è riuscito a farsi pubblicare come ci è riuscito? Da quale agenzia è stato preso in carico e come è riuscito a farsi prendere in carico? Legami preesistenti col mondo dell'editoria? Conoscenze? Amici di amici?Corsi? Sarebbe interessante tracciare delle statistiche interne...

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On 6/6/2016 at 23:35, Vargos dice:

Pardon, Agave, ma vado un attimo OT: dopo aver pubblicato con Rizzoli, pensi di mandare in lettura un romanzo attraverso i canali tradizionali?

 

(Lo dico da lettore in un'agenzia)

 

Anche qui rispondo con ritardo immenso causa lunga assenza, e me ne scuso. Mi sto guardando attorno e sto raccogliendo pareri, ma sono abbastanza confusa. Sto valutando la possibilità di un agente perché, stando a quanto dicono alcuni, è un ottimo modo per pubblicare all'estero. Stando ad altri, comunque, avere o no un agente influisce poco sulla possibilità di pubblicazione anche solo in Italia. Insomma, come dice Adamsberg, occorerrebbe conoscere più parerei di chi ha avuto esperienze di prima mano e al momento quelle che ho raccolto mi hanno lasciato gli stessi interrogativi di prima.

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Se il tariffario è così alto probabilmente offrono una lettura supercompetente e particolareggiata. Sono quasi curioso e fossi ricco ne approfitterei, solo per capire cosa fanno

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Oppure sono soltanto cari e non voglio rotture da parte di gente che arriva dal nulla. Lo vedo più come un modo per dissuadere che una proposta. Però sarebbe interessante proprio vedere un esempio di scheda fatta da loro.

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4 ore fa, Draka dice:

Oppure sono soltanto cari e non voglio rotture da parte di gente che arriva dal nulla. Lo vedo più come un modo per dissuadere che una proposta. Però sarebbe interessante proprio vedere un esempio di scheda fatta da loro.

giusto punto di vista!

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Rileggendo il mio post, mi rendo conto di essermi espressa in modo equivoco. Preciso quindi che non intendo cambiare editore, anzi: ho sempre avuto un contatto diretto e mi ci trovo bene.

Il motivo per cui mi sto interrogando sulle agenzie letterarie è che ho alcuni conoscenti che grazie a queste agenzie stanno pubblicando bene anche all'estero. D'altra parte, però, conosco anche scrittori che, pur essendo rappresentati da un agente importante, hanno difficoltà a pubblicare anche in Italia. Da qui i miei dubbi: agente sì o no? Da una parte sembra una figura utile, dall'altra sembra complicare il rapporto scrittore-editore.

Ma come ho già detto, non penso di avere ancora sufficienti testimonianze per costruirmi un parere completo e spero di trovarne molte altre qui.

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Io sono stato aiutato da un'agenzia e non posso negare loro un minimo di gratitudine ma credo che la figura dell'agente non sia mai discriminante. Quello che conta è lo scrittore, con il suo talento o il suo impegno. Eventyr, tu hai pubblicato con Rizzoli, leggo. E se lo hai fatto non è grazie a un agente, ma una figura del genere può aiutarti a venderti meglio se non ne hai la voglia, il tempo o la faccia tosta. Resta il fatto che dal nome internazionale The Italian Literary Agency sembra proprio il canale adatto per vendere all'estero.

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Salve a tutti, questo è il mio primo post in questo sito e lo faccio ben volentieri allo scopo di mettere a fattor comune la mia (per quanto scarsissima) esperienza di scrittore. Il mio unico manoscritto consiste in una trilogia Fantasy che si poggia però su uno strato, per quanto mitologico, della letteratura celtica. Le uniche pubblicazioni fin quì effettuate sono state fatte tramite il self publishing "ilmiolibro.it" ma, terminato il secondo lavoro, ho provato a inviare il lavoro ad alcuni editori che, per la scarsa esperienza che avevo, mi sembravano essere "senza contributi".

Era il dicembre 2013 e dopo circa due mesi arrivarono due proposte contrattuali; la prima dalla Vertigo, la seconda da Europa Edizioni.

Le due offerte erano praticamente equivalenti, forse anche troppo in quanto era equivalente anche l'ufficio presso cui mi dissero di recarmi quando chiesi loro un incontro. 

Combinai entrambe gli incontri in unica seduta organizzando un incontro a tre nel quale dopo aver ascoltato gli intenti dell'una e dell'altra dissi loro che comunque non ero affatto convinto del versamento di un contributo di circa 3000 € richiesti e ci lasciammo ripromettendoci di risentirci al completamento della trilogia.

Nel corso dell'incontro chiesi loro se era possibile essere ricontattato dalla persona che aveva valutato positivamente questi due primi racconti cosa che avvenne puntualmente due giorni dopo.

Mi disse che aveva cominciato a leggerlo, che solitamente in prima fase si limitano a leggerne le prime pagine e poi decidono se inserirlo tra quelli da leggere o quelli da cestinare "tanto", disse, "lo si capisce subito se un libro può essere interessante o meno".

Nel caso del mio romanzo disse che dopo un pò, incuriosito dal susseguirsi dei fatti, si rese conto che stava andando troppo oltre.....

La cosa ovviamente mi fece piacere...a quale scrittore non farebbe piacere sentirsi dire che quanto scritto "prende" ma....c'è da fidarsi che non sia solo un gioco dei ruoli? Cercai quindi di capire se, e quanto, fosse andato a fondo nella lettura e devo dire che l'esame fu da lui superato perché mi parlò addirittura di aspetti/analisi psicologiche di Medb uno dei personaggi chiave della prima storia e poi di Arwen, personaggio del secondo racconto e poi chiuse chiedendomi se potevo già anticipargli come finiva quella storia. Gli dissi di no ma gli promisi che quando l'ultimo atto era pronto avrei scritto nella mail di segnalarlo a lui.

Il mio primo approccio con il mondo dell'editoria si concluse praticamente li.

A novembre del 2014, come da impegno preso, inviai a Vertigo e Europa Edizioni il terzo e conclusivo racconto.

Dopo qualche giorno ricevetti la chiamata del ragazzo che mi disse di averlo già letto, che gli è molto piaciuto e che Carmela della Vertigo mi stava preparando un'ottima offerta.

Tutto vero! L'ottima offerta arrivò!!! La mia trilogia sarebbe stata pubblicata dalla Vertigo in tre uscite a distanza di 6 mesi l'una dall'altra e veicolata come "LIBRO DI PUNTA" della Vertigo cosa che prevede l'esposizione in Vetrina con tanto di locandina e campagna pubblicitaria sia in trasmissioni TV che su maggiori quotidiani nazionali. Costo dell'operazione? circa 60.000 € di cui circa 12.000 a cura dell'autore.

Ringraziai e declinai l'offerta con un lapidario "se un Editore crede in un libro l'investimento deve essere suo e non dell'autore...se cerca a partecipazione dell'autore probabilmente non ci crede fino in fondo" altrettanto lapidaria (e di questo devo dargliene atto) è stata la risposta di Carmela nel dire "ma secondo lei se noi non credessimo nel suo libro ci giocheremmo la faccia esponendoci ad un flop? comunque se dovesse cambiare idea a noi il libro interessa".

Ognuno è rimasto sulle proprie posizioni, il libro è rimasto parcheggiato nel sito di self publishing e l'autore (ovvero io) è rimasto nella suo stato di incertezza se il lavoro fatto sia buono o i vari salamelecchi che su di esso giungono siano condizionati da interessi economici.

Da circa un mese ho tuttavia deciso di percorrere una nuova strada che dovrebbe farmi realmente capire come stanno le cose; ho inviato la trilogia a quella che credo essere la migliore agenzia letteraria italiana, la TILA (The Italian Literary Agency) che, essendo super partes, mi dirà tecnicamente quale sia il livello del manoscritto e se eventualmente possa avere un suo percorso letterario.

Mi sono scambiato nel merito un paio di mail con Valentina Balzarotti e ora attendo (ma senza troppa ansia...nel frattempo mi dedico ad altri interessi di tutt'altro genere) la "severa" e "approfondita" scheda di valutazione che garantiscono (costo dell'operazione 1000 €, l'equivalente di una settimana di lavoro di un professionista che a fine mese prende uno stipendio di circa 2000 €, personalmente diffido di chi, tra le agenzie che sono a pagamento, chiedono meno).

Vi aggiorno appena ho novità, nel frattempo se avete domande fatele pure.

 

 

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Ciao @19Claudio, grazie per aver condiviso con noi la tua esperienza. Solitamente il primo post in assoluto dovrebbe essere quello di presentazione, in questa sezione qui, dopo aver letto il regolamento. Non preoccuparti, in ogni caso, puoi rimediare. Ti attendiamo nella sezione apposita per darti il benvenuto. Successivamente, chi lo desidera potrà continuare a confrontarsi con te sulla tua esperienza in questa sezione. (y)

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Salve a tutti, sono una novellina della community, dunque perdonatemi se a volte sembrero' interdetta ( tipo adesso che mi e' apparsa la scritta "Spoiler", e non so come togliere :testamuro2:) cercherò di postare la mia prima esperienza, partendo da questa prestigiosa agenzia.

Ho scritto stamane, per proporgli un mio manoscritto inedito, dopo poche ore mi ha risposto la Dottoressa Valentina Balzarotti.

Persona molto gentile e professionale, mi ha confermato che operano solo a pagamento, ho ringraziato per la risposta celere, ma non ho accettato.

Come ho scritto alla Dottoressa Balzarotti, sono una scrittrice per passione, praticamente da sempre, ma anche una sognatrice squattrinata.

Non avevo mai pensato alla possibilità di far leggere i miei scritti ad un'agenzia letteraria, un editore e tanto meno ad un pubblico di lettori.

Probabilmente non era il momento, o non ero pronta io, a " denudarmi" e mettere in mostra le mie emozioni.

Da pochi mesi, è nato in me, un bisogno di mettere a disposizione delle persone, la mia esperienza intima, con carta e penna. Credo che sia giunto il momento, non so perché, ma so che è così.

Con tutto il rispetto per questa casa editrice, devo dire che al termine delle e-mail che ci siamo scambiate, sono stata pervasa da una profonda tristezza, al pensiero di quanti scrittori validi, non vengano presi in considerazione, a fronte delle loro scarse finanze, che nulla c'entrano col talento.

Per me è tutto nuovo, ma al pensiero che i libri pubblicati da agenzie famose, siano frutto di possibilità economiche, o di conoscenze, o di un nome...

Be', mi è venuto il disgusto.

Potrei presentare uno scritto di mio figlio, a questo punto, accompagnato da un cospicuo assegno, e loro penseranno a trasformarlo in un best seller.

Ma il talento, la sensibilità, l'onestà, il "dono", non ci saranno mai in quei libri.

Certo come ha scritto Adamsberg, anche il musicista e il fotografo fanno degli investimenti per i loro sacrifici, ma alla domanda " Noi scrittori in cosa vogliamo investire i nostri sacrifici? ", da parte mia posso solo rispondere, che ho investito da una vita, a livello personale, anche con questo che io chiamo " dono", perché ho sempre saputo esprimermi con carta e penna, a volte anche a discapito delle relazioni personali, che richiedono gesti e parole espresse.

Forse come mi ha detto mio figlio, qualche sera fa: " Tranquilla mamma. I più grandi, hanno avuto fama dopo la morte".

Ho riso, ma è stato a modo suo, il complimento più sincero, e probabilmente quello che succede ai sognatori squattrinati.

 

Spoiler

 

Spoiler

 

 

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29 minuti fa, Craxi Carmela dice:

Potrei presentare uno scritto di mio figlio, a questo punto, accompagnato da un cospicuo assegno, e loro penseranno a trasformarlo in un best seller.

 

Forse, però, è necessario operare una distinzione. Non è affatto detto che un'agenzia prenda in considerazione e porti alla pubblicazione un libro solo perché lo ha letto a pagamento. Molte leggono e con il pagamento effettuato ti inviano una scheda valutativa approfondita, ti segnalano i punti di forza e di eventuale migliorabilità del tuo romanzo e alla fine ti dicono se il libro ha le caratteristiche per essere rappresentato da loro o meno. Non ho esperienze dirette con quest'agenzia, ma alcune prendono in rappresentanza solo i manoscritti già perfettissimi o "editorialmente maturi", altre propongono un editing (sempre a pagamento) condizionato alla rappresentanza. Altre ancora propongono l'editing (sempre rigorosamente a pagamento) e poi tanti saluti.

I motivi del rifiuto, talvolta, non sono neppure legati alla reale qualità del romanzo, ma alla sua "spendibilità" e alcune agenzie questo non lo dicono neppure. Si limitano a un: "interessante, ben scritto... ma non lo rappresentiamo".

Se scegliere un'agenzia che valuta a pagamento (con cifre esorbitanti o accettabili), ma con ottime credenziali, oppure una che valuta gratuitamente e ce ne sono anche in questo caso con ottime credenziali, è una scelta personale. In ogni caso è una cosa ben diversa dall'editoria a pagamento.

Nel primo caso c'è comunque un minimo di ritorno a monte (le schede sono spesso interessanti e contengono validi consigli) anche se la pubblicazione non è garantita. Per male che vada hai comunque ricevuto un parere professionale e delle dritte. Nel secondo caso (EAP) è garantita la pubblicazione, ma in rarissimi casi anche la qualità e la promozione del tuo romanzo.

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Grazie per la risposta ElleryQ.(y)

Hai perfettamente ragione in tutto ciò che hai scritto, ma io, testarda e, forse, anche il primo impatto con questo mondo, non condivido il metodo di talune agenzie a pagamento.

Il mio pensiero, che potrà non essere condivisibile, è che scrittori si nasce.

Scrivere in forma corretta lo impari.

Mandare un mio scritto alla casa editrice, perfettamente corretto sia nella forma, che nella grammatica, sicuramente avrà qualche possibilità in più di essere letto da un editore.

Ciò comporterebbe, tranne nel caso io fossi un'insegnante d'italiano o comunque la perfezione fatta scrittura, una correzione da persone esperte, i quali per fare un buon lavoro ti chiedono già i primi eurini.

Fatto questo passaggio, si pensa di essere pronti per mandarlo ad una casa editrice, che a suo tempo, in base alla politica che adottano, ti chiedono altri contributi.

La fase successiva dovrebbe essere la pubblicazione, ma non è mai garantita al 100%.

A questo punto avrò, un libro che non è più mio, perché ho pagato qualcuno che giudicasse e correggesse le mie emozioni, trasformandolo in un libro ben scritto, ma non più solo mio.

Fiduciosa degli euri "ben spesi" dovrei mandare il tutto ad un editore che a quel punto, non può almeno non leggere.

Certo.... prima bisogna passare alla cassa, ma poi?

Con le tasche più leggere, un libro dove ci ho passato mesi, anni magari, a mettere su carta me stessa, magari con qualche svista ortografica, ma uno scrittore non è un professore, ma uno scrigno di sogni e emozioni che vorrebbe donare al mondo.

Purtroppo, spesso la triste realtà è che nonostante questa trafila penosa, spesso lo scrittore rimane nell'oblio delle agenzie, che sfornano nomi, non sentimenti.

 

 

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La questione è lunga da approfondire, ma per farlo si rischerebbe di andare fuori argomento, perché questo topic riguarda solo le esperienze e le testimonianze su The Italian Litherary Agency. Il confronto potrebbe essere senz'altro utile, ma spostando la discussione o creandone una nuova apposita nella lista generica di "Consigli sulle agenzie".

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