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Ciuffettina

Le sorprese dell'amore - capitolo 1/30

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http://www.writersdr...ologo/?p=489814

 

Salve a tutti! Ho scritto questo mini romanzo (30 capitoli corti) e mia madre l'ha trovato adorabile ma lei trova adorabile qualsiasi cosa io faccia, perciò mi piacerebbe avere un giudizio molto meno di parte

 

 

 

Finalmente Sam stava per realizzare il sogno della sua vita: gli esami andavano bene e prevedeva di laurearsi a pieni voti, in più era fidanzato da due anni con una bellissima bionda che faceva la cameriera in un bar, Patricia. Per ora lei abitava ancora con i suoi, mentre lui viveva in un monolocale che pagava con dei lavoretti saltuari. Sam aveva solo 25 anni ma aveva già pianificato il proprio futuro: una volta laureato, avrebbe trovato lavoro in un famoso studio legale, si sarebbe sposato e avrebbe comprato una vera casa.

Grazie all’università era stato assunto come stagista nello studio legale Fuller&Curtis, non avrebbe guadagnato molto ma gli avrebbe permesso d’imparare sul campo.

Il primo giorno si presentò nell’ufficio del suo osservatore, un tizio sulla quarantina con i capelli ondulati biondo miele.

«Salve, sono Sam Collins e sono il nuovo tirocinante» disse, sfoderando il suo miglior sorriso e porgendogli la mano.

«Quindi dovrei prenderti sotto la mia ala protettrice, eh?» gli chiese l’altro, alzandosi da una scrivania ingombra di carte e libri su cui troneggiava un vaso di vetro pieno di dolci e squadrandolo con degli insoliti occhi dorati. «Qui le soluzioni sono due: o mi procuro un paio di trampoli o ti metti in ginocchio.»

In effetti, Sam era alto quasi 2 metri, mentre il suo collega era più basso di almeno 20 centimetri.

«Io sono Richard Milton, se vuoi, puoi chiamarmi Ricky» gli disse stringendogli la mano. «Le tue mansioni saranno tenere in ordine l’archivio, rispondere al telefono, ridere alle mie battute e massaggiarmi le gambe dopo una lunga giornata passata in tribunale.»

Ma questo è un cretino!” pensò Sam.

«Su, sto scherzando, Gigantor!» ridacchiò, dandogli una pacca scherzosa sul braccio. «Vieni che ti presento il resto della squadra.»

Entrarono in un ufficio, in cui c’era un uomo bruno con la barba, che fissava con aria affranta lo schermo del computer, le dita intrecciate sopra la testa: «Perché? Perché?»

«Ohilà, Eddy!» lo salutò Richard. «Un’altra mail del tuo non-editore?»

«Già, mi accusa di plagio ma non è vero!»

«Di che cosa parlava il tuo ultimo romanzo?»

«È ambientato in Australia. Uno studente di legge indaga sulla morte di due giudici e scopre un complotto che parte da Sidney. Il rapporto del ragazzo fa riferimento a un luogo abitato dagli ornitorinchi che interessa per scopi industriali e anti-ecologici, poi…»

«Sembra la trama de “Il rapporto Pelican”» lo interruppe Sam, perplesso.

«È esattamente quello che mi hanno scritto loro ma non è vero! I pellicani neppure compaiono, si parla di ornitorinchi!» esclamò Eddy indignato.

«Sempre il becco hanno» disse Richard. «Forse avresti dovuto metterci dei koala. Per la cronaca, questo è Sam, il nostro nuovo stagista.»

«Sì, ciao. Sai che è un’idea? Adesso faccio subito “trova e sostituisci” e glielo ripropongo.»

«D’accordo, Edward, ti lasciamo al tuo lavoro.» Appena fuori, Richard disse a bassa voce a Sam: «Il suo hobby è scrivere romanzi che puntualmente vengono bocciati dagli editori. Mi ha obbligato a leggerne qualcuno e devo dire che li ho trovati buoni e originali.»

«Allora perché non glieli pubblicano?»

«Semplice. Quelli buoni non sono originali e quelli originali non sono buoni.»

Entrarono in un altro ufficio che definire spoglio era riduttivo «Ehi, Gilby, vieni a salutare il nostro nuovo stagista, Sammy.» Poi sussurrò in fretta a Collins: «Attento a non farti gilbertizzare.»

«Che…?» stava chiedendo Sam, perplesso.

Prima che potesse dire qualcos’altro, un tipetto castano tutto pelle e ossa gli corse incontro e lo abbracciò entusiasta, quasi stritolandolo. «Son tanto, tanto felice di conoscerti!»

«Uh… sì, grazie…» balbettò Sam, tenendo le proprie braccia ben aderenti al corpo.

«Troppo tardi…» gli disse Richard, quando uscirono. «Quella sarebbe la sua stretta di mano.»

«Non mi piace» gli sussurrò Sam.

«Non piace a nessuno. È un avvocato divorzista, pensa ha persino un calzino per interrogare i bambini.»
Sam deglutì: «Scusa… hai detto calzino

«Sì, Mr. Spike, devi chiedergli di presentartelo un giorno o l’altro, detto in confidenza se fossi in Zac e Marv, terrei lui e licenzierei Gilbert ma a quanto pare lavorano solo in coppia… e quello invece è Rudolph Finnermann, uelà, Rudy! Questo è Sammy!» trillò all’indirizzo di uno che passava di fretta, ma il tizio li squadrò freddamente, indirizzando loro solo un secco cenno del capo.

«È specializzato in assicurazioni che non pagano. Una volta abbiamo fatto 8 ore di aereo, dico otto, e lui non si è mai appoggiato al sedile, per paura di sgualcirsi la giacca» sghignazzò.

Entrarono in un altro ufficio, alle pareti c’erano vari poster di draghi e sulla scrivania incombeva una statuina vestita di nero coi capelli rossi. «E questa invece è Sarah» gli disse, indicandogli una ragazza, anch’ella coi capelli rossi, che batteva furiosamente al computer. «Dolcezza, questo è Sam, stavolta non potrai proprio non prendere in considerazione anche questa metà del cielo» le disse, ammiccando.
La ragazza alzò appena gli occhi dalla tastiera: «Non è il mio tipo. DNA sbagliato. Y al posto di X.»

«Che…?» “Ma dove son capitato? Qui sembrano tutti matti!

«Sei proprio senza speranza. Stai ancora cercando di violare il sito del Pentagono?» s’informò Richard.
Sarah sbuffò: «Già fatto, ora sto cercando di far sganciare a Bill Gates qualche milione in favore di Green Peace.»

«D’accordo, io non ho visto niente.» e trascinò Sam nel proprio ufficio. «È la nostra esperta d’informatica, un vero genio del computer, peccato che abbia la fissa solo per il DNA con la doppia X» sospirò platealmente.

«Ma quello che sta facendo non è illegale?»

«Solo se ti beccano, pasticcino, e questa è la tua scrivania» gli disse indicandogliene una con sopra solo un computer, un telefono e un enorme vaso di vetro pieno di dolci identico a quello che troneggiava sull’altra. «Spero che ti piacciano, io li adoro. Finché sei qui, puoi decorarla come vuoi ma niente foto di donnine nude, mi distrarrebbero troppo.»

«Io sono fidanzato!» esclamò Sam stizzito, soprattutto per il nomignolo che gli era appena stato affibbiato.
«Allora niente foto della tua fidanzata nuda, mi verrebbe troppa voglia di conoscerla.»

Quella sera, Sam portò Patricia in una pizzeria per festeggiare il suo primo giorno di lavoro, seppur temporaneo.
«Ti assicuro, Pat, sembra una gabbia di matti! Non vedo l’ora che lo stage finisca.»

«E il tuo supervisore?» chiese la ragazza.

«Un cretino che non fa altro che ingozzarsi di dolci e fare battute idiote! Non so se resisterò.»

«Oh, tesoro, come mi dispiace, pensa però che è solo per pochi mesi e vedrai che quando ti sarai laureato, gli studi più prestigiosi faranno a gara per averti nel loro staff» gli disse, stringendogli la mano attraverso il tavolo.

«Lo spero proprio» sospirò Sam.

 

vai al capitolo due

Modificato da Marcello
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Ciao @Ciuffettina

 

Passo subito al commento :)

Allora cominciò subito col dirti che non hai dato abbastanza spazio al personaggio di Mr. Spike XD un calzino come protagonista sarebbe stato perfetto ahahaah (forse lo inserirò come antagonista in una delle mie storie se me lo permetti XD).

Comunque seriamente, nelle descrizioni e nelle poche frasi che hai fatto dire ai personaggi hai fatto capire il loro carattere, Sam l'ottimista, Ricky lo scherzoso, Gilby l'affettuoso, Sarah la ragazza con la testa per i computer ecc... cosa che penso sia una delle più importanti da fare capire.

La trama della storia non è proprio originale perché sarebbe il sogno di ogni persona, laurearsi, comprare una propria auto, essere indipendente, sposarsi e cosi via, cose che ahimè succedono solo negli scritti e non sempre nella via reale  :perchè: .

Come contenuti, almeno da questo capitolo penso che tu voglia far capire che si deve sempre andare avanti, si comincia dal nulla e piano piano si diventerà una persona importante, ma non so perchè nei prossimi capitoli vedo male il piccolo Sam :asd:

 

Il mio giudizio è che questa prima parte di racconto è bella e spero di riuscire a leggere anche i successivi.

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Permesso accordato! Puoi usare mr. Spike in qualsiasi racconto tu voglia xD

Son contenta che il primo capitolo ti sia piaciuto, spero che ti piaceranno anche gli altri.

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Sam aveva solo 25 anni ma aveva già pianificato il proprio futuro:

 

Ti consiglio di non usare numeri in narrativa, se non quando è necessario o obbligatorio. Qui per esempio puoi usare "venticinque" e poco più avanti puoi usare "due metri" e "venti centimetri" al posto di "2 metri" e "20 centimetri".

Grazie all’università era stato assunto come stagista nello studio legale Fuller&Curtis, non avrebbe guadagnato molto ma quel lavoro gli avrebbe permesso d’imparare sul campo.

 

"Gli avrebbe permesso" chi o cosa? Manca il soggetto, e l'ho aggiunto in grassetto.

alzandosi da una scrivania ingombra di carte e libri su cui troneggiava un vaso di vetro pieno di dolci e squadrandolo con degli insoliti occhi dorati.

 

Penso che si alzi dalla sedia, e non dalla scrivania. A meno che non sia seduto su quella...  :asd:

La forma della frase dopo la congiunzione, invece, rende tutto meno fluido e c'è da tornare indietro per capire che il soggetto è l'osservatore. Inoltre ho aggiunto una virgola a "libri":

"...alzandosi dalla sedia dietro una scrivania ingombra di carte e libri, su cui troneggiava un vaso di vetro pieno di dolci. Lo squadrò con degli insoliti occhi dorati."

Entrarono in un ufficio, in cui c’era un uomo bruno con la barba,

 

La prima virgola è superflua e dannosa.

«Sì, ciao. Sai che è un’idea? Adesso faccio subito “trova e sostituisci” e glielo ripropongo.»

 

Questa mi è piaciuta  :asd:

«Non piace a nessuno. È un avvocato divorzista, pensa ha persino un calzino per interrogare i bambini.»

 

Ti consiglio di rileggere sempre ad alta voce i dialoghi. In quel modo riuscirai a capire quanto sono "naturali". Non mi riferisco solo al contenuto, ma anche alle pause. In questo caso è innaturale e la punteggiatura adatta è:

«Non piace a nessuno. È un avvocato divorzista... pensa: ha persino un calzino per interrogare i bambini.»

Entrarono in un altro ufficio, alle pareti c’erano vari poster di draghi e sulla scrivania incombeva una statuina vestita di nero coi capelli rossi.

 

Frase frettolosa, costruita male e che non rende giustizia alle pause della punteggiatura. Io ti lascio sempre la mia proposta, poi vedi tu che farne. La mia intenzione è quella di farti capire alcune cose in generale, così che tu possa attuarle anche in futuro.

Entrarono in un altro ufficio alle cui pareti erano appesi vari poster, che raffiguravano tutti dei draghi; sulla scrivania incombeva invece una statuina vestita di nero, coi capelli rossi.

pensa però che è solo per pochi mesi e vedrai che quando ti sarai laureato, gli studi più prestigiosi faranno a gara per averti nel loro staff»

 

Quante volte mi sono sentito dire questa frase  :asd:

Non è vera  :asd:

 

 

 

 

Bando alle ciance: lo stile è buono, ma è appannato da alcuni errori piccoli riguardo all'estetica e da una punteggiatura spesso approssimativa.

I dialoghi vanno bene (punteggiatura a parte) e hai subito immerso il lettore nella situazione comica e un po' strana del protagonista.

Proseguendo con la lettura ti saprò dare commenti più approfonditi.

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@Niko Grazie mille per le tue osservazioni! Ho già corretto sul mio file, seguendo i tuoi consigli.

Sapevo che, se voglio migliorare, non devo dare troppo retta a quello che dice la mamma :asd:

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Capitolo introduttivo, piacevole e ironico. Mi sono permesso di fare qualche annotazione, come vedi ho un po' il pallino della punteggiatura. Se ti sembra che esageri fammelo sapere.

On 24/12/2015 at 23:27, Ciuffettina dice:

Entrarono in un ufficio, in cui c’era un uomo bruno con la barba,

Toglierei, la virgola tra "ufficio" e "in cui"

On 24/12/2015 at 23:27, Ciuffettina dice:

«Già, mi accusa di plagio ma non è vero!»

aggiungerei un virgola prima di "ma"

On 24/12/2015 at 23:27, Ciuffettina dice:

È un avvocato divorzista, pensa ha persino un calzino per interrogare i bambini

È un avvocato divorzista; pensa, ha persino un calzino per interrogare i bambini

On 24/12/2015 at 23:27, Ciuffettina dice:

un enorme vaso di vetro pieno di dolci identico a quello che troneggiava sull’altra

un enorme vaso di vetro, pieno di dolci, identico a quello che troneggiava sull'altra

 

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No, no fai benissimo a farmi notare queste cose, anche perché ho la tendenza a mettere virgole anche dove sono superflue, quindi i tuoi consigli mi sono preziosissimi! Grazie!

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Ciao Ciuffettina! allora inizio con il mio commento.

La storia parla di un giovane uomo ambizioso che studia per diventare avvocato e andare a lavorare in uno studio prestigioso. Da questa prima parte introduttiva posso supporre che alla fine lo studio in cui sta facendo una sorta di tirocinio, che non gli piace , alla fine lo porterà a non voler più andar via. Il protagonista come ho già detto è un tipo molto ambizioso, sicuro di sè e che sa quello che vuole (e beato lui)

ma si sa che la vita non si può programmare! e chissà quali sorprese gli riserverà lo studio per il quale è andato a lavorare! ( e chissà quali sorprese mr Spike gli riserverà! ahahha) 

Hai presentato molti personaggi, delineandoli bene , specialmente l'avvocato divorzista, molto originale l'idea del calzino!

Anche il capo di Sam , contrariamente a quello che ci si potrebbe aspettare, sembra molto calmo e ben predisposto. Mi piace il personaggio della ragazza informatica. Generalmente credo che i tuoi dialoghi funzionino e siano ben strutturati, eccezion fatta per certi casi dove risultano non molto scorrevoli. Dovresti rivedere l'aspetto sintattico, tutto qui... Lo stile è discorsivo, fluido, anche SE , a mio parere nell'ultima parte hai fatto un salto temporale troppo veloce. Dallo studio sei passata alla cena con la ragazza. Una seconda cosa che volevo farti presente sono i pensieri di Sam che metti tra virgolette . Io credo che quelli potresti direttamente trasformarli in descrizioni dei suoi pensieri e argomentarli, così da far conoscere meglio il suo personaggio. Per esempio potevi riempire lo stacco tra la giornata allo studio e  la cena  durante la sera, introducendo e descrivendo il personaggio di Patricia, che per il protagonista sembra molto importante. Meglio la prima parte che l'ultima, la quale risulta , forse , troppo scontata. "Non mi piacciono" "sono tutti pazzi" etc etc  ovviamente per uno come lui che vuole tutto e subito quell'ambiente risulta troppo umile, come risulta forse intuibile che sarà proprio quell'ambiente a cambiarlo un pò, a ridefinire i suoi obiettivi (?)

Perciò, mi sento di dire che il personaggio di Sam è quello che mi è piaciuto di meno, riguardo la personalità a anche nel modo in cui l'hai presentato, troppo approssimativo, magari avresti potuto argomentare di più i suoi pensieri e le sue impressioni una volta entrato  nel suo nuovo ambiente di lavoro. Molto meglio invece per quanto riguarda i personaggi secondari, ti sei saputa destreggiare bene tra dialoghi e originalità.

Per quanto riguardo la punteggiatura, la devi rivedere, mancano per esempio delle virgole. Il mio consiglio è quello di dedicarti di più alle sensazioni , alle impressioni di Sam, e alle descrizioni in generale.

Tutto sommato posso dire che mi è piaciuta questa prima parte, nulla di nuovo ma  una lettura leggera e piacevole. Spero continuerai!

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Ospite

Il tuo stile attualmente, secondo me, ha un sentore di ingenuo. Intendo per la scelta delle parole, dei gesti e degli oggetti intorno ai protagonisti. In più, per me corre troppo senza dettagli "veri". 

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@Sofia Sordilli grazie per i tuoi preziosi consigli che mi sono appuntata nel file che ho nel computer

 

@AmarantaATE quello che dici è verissimo ed è proprio per questo che mi sono iscritta a questo sito, per aver consigli per migliorare, grazie per la recensione

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