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Pippowood

Reti di distribuzione - Messaggerie, Libro.co ...

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@Marcello intanto grazie per le delucidazioni ed il supporto. Purtroppo quindi mi sembra di capire che ho avuto una sensazione più che giusta, ovvero: il loro sistema funziona non male, malissimo. Quindi paradossalmente, a questo punto, una casa editrice vale l'altra mi sembra di capire (almeno per quanto riguarda quelle che si appoggiano a loro). 

 

Stamattina mi son recata in un'altra libreria (più piccola ma pur sempre grande per essere su Roma...). La proprietaria mi ha detto che non ha alcun problema ad ordinare delle copie. E sai perchè? Perchè le chiede direttamente all'editore, con cui dice di aver già avuto dei contatti. Con Direct Book, quindi, non avrà alcun contatto. Eppure le case editrici che Direct Book assiste sono tante!

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15 minuti fa, clarice987 dice:

Possibile che nessuno si sia "accorto" che come sistema non funziona poi tanto bene?

Su questo purtroppo non sono in grado di aiutarti e non mi va di parlare male di realtà che non conosco in prima persona.

Nella mia carriera ho avuto a che fare soltanto con distributori fisici, che firmano un contratto di distribuzione per il quale in quella regione il libro dell'editore da loro distribuito non può essere reperito in altro modo che tramite loro.  Per intenderci: se l'editore Pinco in Lombardia è distribuito da PDE, la libreria di Cremona non può ordinarlo direttamente all'editore, ma deve rivolgersi a PDE.  Ed è l'editore stesso - se è serio - a dirottare al distributore eventuali richieste dirette.

Se questo distributore virtuale sia legato da un contratto simile agli editori distribuiti sinceramente non lo so, ma leggendo un po' tra le righe mi viene da dubitarne.

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On ‎04‎/‎02‎/‎2017 at 17:15, unacasanellospazio dice:

Una delle discussioni più interessanti che ho trovato sul forum.

Thank's.

 Mi sento onorato... l'ho iniziata io :-)

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Buonasera a tutti e buona Pasqua. Le due case editrici con cui ho firmato hanno Libro Co e una in aggiunta ha anche Fastbook. Cosa mi dite di questi due distributori? Marcello tu che eri un libraio?@Marcello Grazie mille a chi vorrà rispondermi.

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@Monica Maratta

Ho unito la discussione su cui avevi postato, ferma al 2013, con questa dove ferve l'attività e i contenuti sono pressoché identici.

Fastbook non è un distributore, ma un grossista.  Libro Co invece lo è, ma non copre tutto il territorio nazionale e non è quindi fra i principali.  Ha però il vantaggio di avere molti contatti all'estero e di servire parecchie librerie italiane, o che trattano libri italiani, all'estero.

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Sì, @Monica Maratta appartiene al gruppo Messaggerie.

In soldoni:

un distributore sigla contratti di distribuzione esclusiva con un certo numero di editori, dei quali s'impegna a distribuire l'intero catalogo sul territorio che serve (può essere l'Italia, una regione, una parte di essa o un gruppo di regioni).  I librai che operano su quel territorio sono tenuti a rivolgersi al distributore in questione per approvvigionarsi dei volumi dei suddetti editori.  Se lo scavalcano rivolgendosi direttamente all'editore, questo è tenuto a non fornire i libri e a invitare le librerie a rivolgersi al distributore di zona.  Il distributore a sua volta è tenuto a fornire alle librerie qualsiasi titolo degli editori che distribuisce e a fare da tramite fra libreria e distributore per ogni comunicazione riguardante l'indisponibilità di un determinato volume: "in ristampa", "esaurito", "di prossima pubblicazione", "fuori catalogo"...

un grossista è un operatore commerciale che vende libri all'ingrosso senza contratti di distribuzione esclusiva con gli editori.  Sulla pagina di Fastbook si legge: "il più vasto stock di libri disponibili: 160.000 titoli, 1.000.000 di libri per oltre 2.700 editori."  Ovviamente di quei 2700 editori non tiene i cataloghi interi, ma la selezione che ha maggior rotazione o comunque i titoli che crede di poter vendere.  Quali librerie si rivolgono a Fastbook?  Nella maggior parte dei casi piccoli punti di vendita che non vogliono aprire conti con i grandi distributori per non essere subissati da visite di agenti e forniture non richieste.  Ma ci sono tante altre situazioni: per esempio un ordine da eseguire in maniera celere (ordinando sul sito di Fastbook si sa con esattezza se il volume è disponibile e nel momento in cui lo ordini viene già accantonato per te; cosa che non succede se ordini a Mondadori o Messaggerie, in più la consegna è molto veloce: un giorno, massimo due).  Capita poi alle librerie di trovarsi il conto chiuso con un distributore per contenziosi commerciali e per una libreria non potersi approvvigionare dei libri di Mondadori o di Messaggerie sarebbe un danno disastroso. Ecco allora che nel periodo in cui il contenzioso viene risolto la libreria si appoggia a un grossista anziché al distributore.  Questi sono i casi più evidenti, ma poi nella pratica quotidiana se ne possono presentare altri.  

Che cosa è dunque che sconsiglia a una libreria medio-grande di approvvigionarsi in via definitiva dal grossista?  Lo sconto, innanzitutto: molto inferiore a quello del distributore; la copertura della domanda, dal momento che il grossista non ha disponibilità di tantissimi titoli, la difficoltà con le rese e altro ancora.

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Gentile Marcello,

lieto di confrontarmi con un operatore del settore con indubbia esperienza, offro il mio contributo al tuo intervento con precisazioni importanti e alcune necessarie integrazioni. Da questa parte abbiamo 15 anni di esperienza, prima da editori, poi da distributori. Esperienza maturata in un mercato con peculiarità inevitabilmente un po' differenti da

quelle di alcune decine di anni addietro, quando gli editori, gli autori e i libri pubblicati erano molti meno. Oggi, chiunque nel settore è consapevole dell'intasamento della filiera generato dalla rapida e consistente produzione. Prova ne è la difficoltà con cui oggi un editore, soprattutto nascente, può trovare un distributore interessato a servirlo, ma soprattutto suo alleato nel superare le tante difficoltà di accesso al mercato per lui e i suoi autori, e adatto a questi, anche in termini di dialogo, informazione e supporto ad una gestione economica oculata e all'utilizzo delle tecnologie disponibili, non per forza allineandosi agli iter tradizionali, spesso pericolosi per le piccole/medie realtà.

Ebbene, lungo l'intera filiera, nessun attore escluso (autori, editori, distributori, librerie fisiche e online, servizi collaterali ma fondamentali quali catalogo libri in commercio, sistemi di teleordinazione, agenzia ISBN, ...), possiamo trovare a fianco di un impegno che voglio immaginare profuso al massimo delle possibilità di ognuno, molte difficoltà, inefficienze, difficoltà procedurali, informatiche, economiche, operative, strutturali. In alcuni casi, ebbene sì, scarso impegno, fattore che deve essere purtroppo messo in conto. Scarso impegno nei termini in cui non ci si vuole impegnare a sufficienza per risolvere una criticità, o più semplicemente non si vuole dare corso ad un azione strettamente legata al proprio lavoro.

Parto da un presupposto fondativo della nostra distribuzione: i libri non vanno fatti girare, vanno venduti.

La tua esperienza certamente ti aiuta a comprendere, insieme a noi, come il meccanismo della resa (utile quando non se ne abusi, devastante in caso contrario), in Italia, abbia alimentato parte dei meccanismi più deleteri nel settore e sia causa parte della crisi attuale del settore. Per fare un esempio a chi legge, in molti casi, oggi, una resa del 60% viene "tollerata" e ritenuta fisiologica. Ebbene, per un piccolo/medio editore (ribadisco, noi ci rivolgiamo solo ed esclusivamente a piccoli editori) tradizionale, non EAP, anche il 30% di resa può essere pericolosa e portarlo a chiusura in pochi anni, sicuramente a non crescere, rimanendo per anni in un circolo vizioso.

Come spiegato in molte sedi (trovi anche degli interventi su Tropico del Libro, e altrove, su di noi), non non siamo e non vogliamo essere un distributore tradizionale, perché riteniamo che in questa fascia di attività un approccio tradizionale porterebbe a sofferenza certa, perché non adeguato.

Al di là di dizionari e vocabolari, è chiaro a tutti, ormai da anni, come agiamo, sia dal punto di vista logistico che commerciale, che operativo.

directBOOK abbina caratteristiche della distribuzione diretta a quelle della distribuzione indiretta. Della prima prende la parziale assenza della triangolazione logistica (parziale perché metà dei flussi vengono gestiti con un magazzino grossista partner, il più importante d'Italia, con il quale directBOOK ha stretto da anni una solida partnership, garantendo a editori e autori di potere essere gestiti fin da subito, cosa impossibile in un rapporto diretto piccolo/medio editore/grossista, e anche con percentuali molto favorevoli), l'assenza di percentuale di ricarico distributore sugli sconti libreria (directBOOK non prende percentuale, bensì un ragionevole fisso annuale che consenta agli editori più attivi di prefigurare utili maggiori), il controllo trasparente su tutti i flussi da parte dell'editore (tradizionalmente, lo affermo da editore io stesso, gli editori hanno sofferto l'impossibilità di essere a conoscenza di come si muove il distributore e i canali su cui opera).

Questo assetto, ci ha permesso, partendo nel 2014 con una manciata di editori, in soli 3 anni di generare flussi economici (in termini di valore di copertina venduto) paragonabili a quelli raggiunti da altri distributori "indipendenti" (chiamiamoli così) in molti più anni, soprattutto rappresentando degli incubatori rapidi per le piccole realtà neonate, le quali fin da subito possono affacciarsi al mercato con spalle più larghe. Alcune di queste realtà "incubate" hanno visto la meritata gratificazione a fronte del loro (editori/autori) e nostro (distributori) impegno, in termini di visibilità ed economici. Alcuni di loro, grazie all'impegno di tutti hanno toccato le famose X.000 copie vendute, sogno di ogni editore e autore. Ma nulla di ciò può verificarsi senza che ogni attore della filiera (autore, editore, tipografo, distributore, libraio) faccia tutto ciò che è nelle sue possibilità.

Ma il percorso di ingresso e permanenza nel mercato librario è lungo, difficoltoso, impegnativo, complesso al di là delle conoscenze settoriali e per forza parziali di alcuni operatori che non hanno modo di attivarsi quotidianamente in una "visione centrale" della filiera.

directBOOK fin da prima di nascere ha scelto di agevolare il meccanismo d'ordine investendo decine di migliaia di euro in sviluppo software per consentire un assetto che gravitasse irrinunciabilmente attorno al sistema di teleordinazione Arianna (importantissimo per alcuni canali come FEltrinelli). Ma attenzione, una precisazione tecnica, Arianna non serve per le schede libro. Le schede libro vengo comunque veicolate dal catalogo libri in commercio (a volte noto come database Alice). Arianna è un'infrastruttura informatica che distingue i distributori Arianna dai distributori non Arianna. directBOOK è un distributore Arianna, avendo sviluppato appositamente i codici informatici per interfacciarsi con tale infrastruttura. Arianna non solo consente di ricevere ordini facilmente (basta un click da parte del libraio Arianna), bensì consente anche al distributore di inviare notifiche di prossima uscita, disponibilità e segnalare ai librai attenti già da 3 mesi prima (e più massicciamente nella settimana prima) le imminenti uscite. Questo è una prima parte della promozione al libro verso le librerie. Ma il ciclo, come spesso avviene, si chiude solo se ad un comunicante corrisponde un ricevente in ascolto.

Tutta la filiera dipende da comunicazione e ascolto. Se una di queste manca, vi è il nulla. Anche l'editore ha il ruolo di rispettare le tempistiche della comunicazione, rispettandone le rigide tempistiche. Ognuno ha un ruolo, noi abbiamo il nostro che portiamo avanti con impegno, lasciatemi dire, perché è così, ampiamente riconosciuto come valido e ampiamente profuso.

Noi oggi, abbiamo accordi di fornitura con tutte le realtà librarie più e meno conosciute, o comunque attraverso nostri partner (soprattutto per le librerie indipendenti, che per essere gestite in maniera efficace richiedono "compartimenti" operativi ad hoc), ma ripeto, le possibili complicazioni lungo la filiera sono molto e variamente imputabili ad un attore o ad un altro, dipendentemente dai casi e dalle oggettive problematiche strutturali e di ingolfamento dei flussi di cui ho già parlato.

E qui, mi autocito:

Cita

Per quanto siano continuativamente in corso trattative per stringere accordi di fornitura con librerie indipendenti e di catena presenti su tutto il territorio nazionale, resta facoltà e responsabilità della singola libreria accettare ordini o meno. In generale, le librerie appartenenti a catene non ancora legate a directBOOK da un formale accordo commerciale potrebbero trovarsi nell'impossibilità di fornire il titolo richiesto, per scelta autonoma o della direzione commerciale di catena.

Questa è la realtà, sarà preoccupante (anzi lo è, soprattutto per noi che cerchiamo ogni giorno di superare queste difficoltà) ma è la realtà.

La realtà, inequivocabile, è che le librerie hanno in mano il destino finale del "consumarsi" dell'evento ordine/vendita e, per quanto ci riguarda, possiamo affermare con assoluta certezza che oggi non esiste libreria in Italia che, in qualche modo non possa reperire/ordinare libri di editori da noi serviti.

La dimostrazione è nei numeri, numeri di vendita del 2016 e numeri del 2017 in corso (svariate centinaia di migliaia di euro di valore di copertina venduto, pur trattando oggi un catalogo di soli 5000 titoli ed editori anche con 5 titoli a catalogo), è anche nell'elenco librerie, lungo (e parziale), che compare sul nostro sito, librerie che saltuariamente o ripetutamente acquistano i libri dei nostri editori.

Spero, rispondendoti, di aver dato un mio primo contributo a chiarire alcune dinamiche (una minima parte) del settore, in cui ognuno di noi è, volente o nolente, artefice di successi e insuccessi. Ciò che è importante, per poter crescere tutti, in una visione unitaria di questo mercato e degli interessati di ognuno, è focalizzare attentamente criticità e falle in soggetti e operazioni, per eliminarle e non essere nel corso dei mesi e degli anni uguali a se stessi, progredendo.

Noi di directBOOK, posso assicurarlo, e le tante cose di noi che potrei raccontare e che tanti altri possono raccontare lo dimostrano, non siamo mai stati uguali al mese precedente, abbiamo ogni mese aggiunto (o provato ad aggiungere) una nuova tessera ad un puzzle il cui unico scopo è di garantire a tutti un utile, equo, sostenibile e meritato. A partire da noi stessi.

Un caro saluto.

 

Angelo Amoroso

AD Interscienze Srl

Responsabile e fondatore directBOOK

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Ospite

Salve @directBOOK,

desidero approfondire alcuni temi.

 

Cita

metà dei flussi vengono gestiti con un magazzino grossista partner, il più importante d'Italia, con il quale directBOOK ha stretto da anni una solida partnership

 

Qual è questo magazzino grossista?

Come mai i grandi editori ancora non si sono rivolti a directBook e può indicarmi delle differenze tra il suo modo di operare e quello di Messaggerie?

Grazie.

 

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Buongiorno Nuwanda,

il nostro principale grossista partner è Fastbook.

La nostra è una coerente scelta di campo, i grandi (o grossi) editori normalmente non si rivolgono a noi, e noi normalmente non offriamo i nostri servizi ai grandi (o grossi) editori. Ci siamo specializzati, ricavandoci un ruolo di utilità in un segmento che lamentava un bisogno. Specializzarsi vuol dire rispondere meglio, rispetto ai generalisti, a delle specifiche esigenze.

Come affermato da più parti, noi ci rivolgiamo al momento ad editori in lancio o già consolidati, ma ad oggi con un numero di titoli a catalogo non superiori a 500.

Chi si rivolge a noi, desidera un modello, il nostro, diverso da quello tradizionale, che per alcuni editori può rappresentare un grande rischio, anche a livello economico.

Non escludiamo che con la nostra crescita si possa alzare questo limite, ma sempre rimanendo nella piccola/media editoria e attuando un assetto logistico separato dalla nostra attività, demandato a terzi tale ruolo. Per noi la distribuzione non è logistica e magazzino, bensì intermediazione economica di scala per creare un gruppo che rappresenti un bacino interessante e facile da gestire per interlocutori che molto difficilmente accetterebbero un rapporto con microentità editoriali.

Quindi, nel risponderle inverto il paradigma della questione.

Non accetteremmo, oggi, come già avvenuto in passato in distribuzione editori con un numero più elevato di titoli a catalogo.

Visto che è stata citata, mi permetto di affermare, anche per esperienza diretta, che Messaggerie difficilmente accetta in distribuzione un piccolo editore nascente o già nato, che non mostri caratteristiche consone ai loro iter di pianificazione tirature, solidità comunicativa e di programmazione. In qualche modo quindi siamo complementari.

Come Messaggerie, anche noi abbiamo abbinata una promozione curata da operatori molto ben inseriti, da anni, nei canali librari più importanti.

Però, anche in questo caso, operiamo in coordinamento con i singoli editori, chiamati ad individuare i titoli su cui attuare procedure di prenotazione e maggiore intensità di promozione, in virtù di un'attesa appetibilità del titolo presso il pubblico. Ricordo come un libro a scaffale non venduto rappresenti per tutta la filiera un peso economico e di credibilità.

Di sostanziali differenze rispetto a Messaggerie, oltre a quanto citato nel mio precedente intervento, non ve ne sono. Vi è, però, da parte nostra una costante attività di ricerca di nuovi approcci lungo tutta la filiera, per migliorare l'efficacia in singole fasi, e il ritorno per le vendite e la visibilità, oltre ad una piattaforma informatica al servizio degli editori ricca di funzioni difficilmente messe a disposizione dalla quasi totalità degli altri distributori.

Se desidera ulteriori informazioni, sono a disposizione. Molti passaggi complessi sono difficili da esplicare in poche righe.

 

Grazie

 

 

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Ho una domanda riguardo al Print on demand proposto da alcune case editrici digitali. Il Print On Demand che posto occupa - ammesso che lo occupi - nella filiera distributiva? E con questa modalità è possibile ordinare il libro che mi interessa in qualsiasi libreria fisica (Mondadori, Feltrinelli, piccole librerie di zona) o l'ordine va fatto necessariamente online? 

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Gentile LauraSab,

il Print On Demand integrato nel processo distributivo, allo stato attuale, è un approccio di frontiera attuato in maniera efficace solo da poche realtà ben conosciute. Per quanto riguarda noi di directBOOK stiamo sperimentando e strutturando i processi per arrivare al più presto a poterlo offrire agli editori come utile servizio accessorio a supporto per la riduzione del magazzino fisico e dei costi legati. Sperando di non escludere nessuno (nel caso chiedo perdono) oggi individuerei principalmente tre attori già attivi in tal senso (ripeto, potrei omettere qualcuno, mi scuso) Messaggerie, YouCanPrint, IlMioLibro, Amazon, tra cui la prima concretizza, a mio avviso, ad oggi il reale modello di integrazione distribuzione/POD lungo una filiera più tradizionale, ovvero quella della pubblicazione da parte di editori tradizionali e non in seno a procedure di autopubblicazione, o pubblicazione assistita, o simili definizioni. Amazon si avvicina a Messaggerie, con la differenza che l'utente finale principale non è la libreria bensì l'utente finale.

Per integrazione distribuzione/POD reale, intendo un percorso in cui un editore pubblica un libro, lo distribuisce con sistemi tradizionali, ma affianca anche la possibilità di stampare il libro ed inviarlo alla libreria richiedente solo in caso di reale ordine da parte della libreria, o anche nel contesto di una fornitura tradizionale operata dal distributore.

Il tutto secondo tempistiche sufficientemente rapide da non far notare la differenza tra l'aver attinto ad un magazzino o ad una tipografia.

I due percorsi portano al medesimo effetto, per l'autore, per l'editore, per il lettore, per il distributore, per il librario.

Con una sostanziale differenza: l'esposizione economica, poiché è possibile fare fronte alle spese legate alla produzione del librò in maniera più proporzionale e adeguata alla reale domanda di quel libro. Questa diminuzione di esposizione economica da parte di tutta la filiera ha e avrà sempre maggiori effetti positivi, poiché eviterà parte delle perdite legate agli inevitabili flop editoriali, abbatterà i resi e renderà tutti gli attori della filiera più robusti e più capaci di poter investire in nuovi potenziali autori forti.

Questo processo, è già una realtà, ed è un elemento positivo legato al progresso. Anche "ecologico", sano e sostenibile, quasi "green", poiché anche qui si evita una triangolazione (tipografia-magazzino-libreria) per passare ad una linea logistica diretta (tipografia-libreria). Meno trasporti e costi, meno inquinamento, stesso risultato.

Anche noi di directBOOK arriveremo presto a questa possibilità e ciò non toglierà nulla alle possibilità degli autori, anzi gli aprirà sempre più strade.

Concludendo, come in molti casi, il punto è come usare il progresso, non se usarlo. Il POD è positivo, è tecnologia e futuro, ma è uno strumento, non un fine.

 

Un caro saluto.

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On 31/1/2017 at 19:22, Marcello ha detto:

Associazione Librai Italiani; non è un distributore.

 

Mi permetto una rispettosa precisazione: ALI (Agenzia Libraria International) è effettivamente un distributore ed anche uno dei più noti e validi, operativo da circa 40 anni su una selezione di editori mediamente di elevata qualità.

L'utente Ngannafoddi, quindi, in questo contesto non si riferiva alla sigla ALI riferibile all'Associazione Librari Italiani citata da Marcello, bensì correttamente ad un distributore che probabilmente Marcello non conosceva perché è molto difficile, pur nel corso di una pluridecennale attività, conoscere tutte le realtà operative in un settore, magari perché non si è avuta l'occasione di relazionarvisi, ancor di più è difficile conoscerle nel profondo e nelle loro peculiarità operative e nelle sfaccettature più complesse della loro mission e attività.

Tutto ciò sottolinea come si debba prestare moltissima attenzione nell'esprimere pareri su una realtà aziendale.

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2 ore fa, directBOOK ha detto:

ad un distributore che probabilmente Marcello non conosceva

In realtà ho lavorato con loro per più di vent'anni e li conosco benissimo. 

Ho sempre faticato a considerarli distributori, perché all'atto pratico non distribuiscono nulla.  In ogni regione si appoggiano a distributori già esistenti, quindi il libraio non ha alcun rapporto diretto con loro: ordina al distributore in questione e da esso riceve i libri.  

In Emilia-Romagna si appoggiavano all'Editoriale di Bologna e la promozione era affidata al caro Antonio Obino, che si presentava ogni mese con due copertinari: quello dell'ALI e quello contenente tutti gli altri editori distribuiti da L'Editoriale.  Le cedole di prenotazione erano distinte, ma i libri poi – novità o rifornimenti che fossero –arrivavano tutti in scatole contrassegnate: "L'editoriale", via del Rondone - Bologna (la sede vecchia) e poi Via dei Fornaciai (la sede nuova). 

Per questo motivo la sigla ALI mi fa pensare d'istinto all'Associazione Librai; da qui l'equivoco.

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Gentile Marcello, apprezzo la sua rettiffica/integrazione a monte dell'equivoco, e colgo l'occasione per porre alcune domande (retoriche) che non richiedono risposta:

1) quanto gli "equivoci" dati in pasto alla rete possono andare a costituire bagaglio "equivoco" della "conoscenza e coscienza collettiva"?

2) la definizione di "distributore" non sarebbe da ritenere "fluida" come tutto ciò che per forza di cose è soggetto a cambiamento/evoluzione/adattamento nel corso delle ere?

3) affermando che si fatica a considerare ALI dei distributori, allora un giudizio simile dovrebbe essere riservato anche a CDA, nota e riconosciuta realtà distributiva, da molti (non tutti) punti di vista, tradizionalmente entità aggregante svariati distributori locali?

4) distribuire vuol dire solo stoccare/movimentare libri o, più in generale, promuovere e veicolare libri al fine di giungere al fruitore finale (il lettore), giungere alla vendita, attuando strategie prerogativa del singolo distributore che non escludano assolutamente l'affidarsi a partner intermedi, sempre al buon fine dell'attività di distribuzione?

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24 minuti fa, delon ha detto:

Hanno un distributore, dal momento che ho ordinato un loro libro su Fastbook ed è arrivato

Fastbook è un grossista e non un distributore.

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@Marcello Scusami, il grossista (Fastbook) poi distribuisce le librerie (su richiesta) dei librai. Io, libraio ordino il libro al grossista, questo  arriva in 3 giorni. E' distribuzione.

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8 ore fa, delon ha detto:

@Marcello Scusami, il grossista (Fastbook) poi distribuisce le librerie (su richiesta) dei librai. Io, libraio ordino il libro al grossista, questo  arriva in 3 giorni. E' distribuzione.

Grossista e distributore sono due realtà diverse.  Il primo per esempio non fa alcuna attività di promozione, ma ti rimando a un precedente intervento in cui ho cercato di spiegare in cosa consiste la differenza (tutta la discussione è interessante se questo argomento è nelle tue corde):

 

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@Marcello ti voglio bene ma insisto, non offenderti, non intendo fare polemica. Vocabolario Treccani: distribuzione  [dal lat. distributio -onis]. –L'atto di distribuire, cioè di dividere, ripartire, dispensare o assegnare fra più persone o in più luoghi: - Ora Fastbook= il tuo servizio di fornitura libri completo con: FastHub, il nostro centro distributivo permette un servizio logistico efficiente e una distribuzione capillare in tutta Italia. Fastlink, il nostro portale degli ordini, è a disposizione di tutti i clienti (librerie). Estratto da google.

Messaggerie= E' uguale a Fastoobok, il quale è una sua costola. Inoltre ti assicuro che fa promozioni ai librai, ho la mail invasa, con sconti che arrivano anche al 37% su vari pacchetti.

Io sono un libraio come tu saprai, dal momento che ci conosciamo anche su Facebook,  e quel processo in cui ordino un libro su Fastbook  si chiama distribuzione.

La differenza è che Messaggerie serve grandi gruppi, Feltrinelli, Mondadori ecc. Fastbook gli indipendenti.

 

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8 ore fa, delon ha detto:

Io sono un libraio come tu saprai, dal momento che ci conosciamo anche su Facebook, 

:facepalm: Ti chiedo umilmente scusa, ma avevo rimosso questa cosa e non so più abbinare il tuo nickname all'account di Facebook... (abbi pazienza, a una certa età qualcosa s'inizia a perdere...).

Non mi permetterò d'insistere un po' perché mi sento in colpa e un po' perché i librai per me sono sacri, dopo trent'anni di onorata professione (anche se rimango della mia idea, ma lo dico sottovoce, in maniera che non mi senta nessuno :)). 

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