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Pippowood

Reti di distribuzione - Messaggerie, Libro.co ...

Post raccomandati

3 ore fa, don Durito dice:

ma le case editrici a "doppio binario" o EAP che vantano per i loro libri la distribuzione-commercializzazione libraria "Messaggerie Italiane", cioè (a quanto ne so) la più grossa agenzia di distribuzione italiana del settore, lo fanno allo scopo d'utilizzarla come specchietto per le allodole

Aspetta, intendiamoci: per essere distribuito da Messaggerie Libri (come con qualsiasi altro editore) devi firmare un contratto di distribuzione.  E non pensare che sia l'editore a scegliersi il distributore, è piuttosto vero il contrario.  In più con Messaggerie bisogna rigare dritto: a chiuderti i conti fanno presto.  Questa almeno è la mia esperienza di libraio.

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2 ore fa, Ngannafoddi dice:

Dehoniana, Codex e Luciano Joo sono distributori ancora attivi? Se sì, che valutazione dareste loro?

Il primo sì, ma ha quasi tutti editori religiosi.  Gli altri non so dove tu li abbia tirati fuori; mi pare che l'ultimo distribuisse la Guida Monaci.  Se comunque esistono ancora non so che cosa potresti fartene...

 

2 ore fa, Ngannafoddi dice:

ALI invece che cos'è? Anche un distributore?

Associazione Librai Italiani; non è un distributore.

 

2 ore fa, Ngannafoddi dice:

Qualcuno informato potrebbe stilare una nuova classifica dei distributori aggiornata a gennaio 2017?

Quale genere di classifica? Presenza in libreria degli editori distribuiti può andarti bene?

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34 minuti fa, Marcello dice:

con Messaggerie bisogna rigare dritto

Allora le CE "doppio binario" e EAP, affidandosi a Messagerie, non possono, per così dire, fare le furbe? Quindi Messaggerie sono un valore aggiunto per loro, ma cui prodest?

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8 minuti fa, Marcello dice:

Presenza in libreria degli editori distribuiti può andarti bene?

Scusate se m'intrometto, ma uno scenario del genere, andrebbe benissimo, credo, per gli utenti di WD, che avrebbero uno stumento di valutazione in più per le loro "scelte".

Sai quante volte mi sono recato tutto pimpante nella mia libreria di riferimento chiedendo notizie di questa o quella CE free che ho conosciuto qui nel forum, e sai quante volte mi sono sentito dire: "Ma questa CE non la conosco"?

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1 ora fa, Marcello dice:

Presenza in libreria degli editori distribuiti può andarti bene?

 

Sì, mi va benissimo! E dai, e dai, e dai... Classifica! :yahoo:

 

1 ora fa, Marcello dice:

Il primo sì, ma ha quasi tutti editori religiosi.  Gli altri non so dove tu li abbia tirati fuori; mi pare che l'ultimo distribuisse la Guida Monaci.  Se comunque esistono ancora non so che cosa potresti fartene...

 

Ho trovato un post di uno che diceva di essere un esperto che le elencava... :no:

Comunque io sono molto religioso. Il mio libro preferito è La Bibbia, l'ho letta tutta da capo a fondo. E nei miei romanzi, in un modo o nell'altro ci infilo sempre qualche riferimento a qualche religione. Amen. :asd:

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Posso riferirvi allora qualche dato a partire dal '93 (da quando ho avuto cioè per la prima volta un programma gestionale in grado di fornirmi statistiche di questo tipo) fino a inizio 2012, quando ho lasciato il lavoro in libreria. Dati che ora andrebbero rivisti a causa delle varie trasformazioni che si sono succedute negli ultimi anni con la fusione Mondadori-Rizzoli, il proliferare della Giunti e, ancora prima, l'acquisizione della PDE da parte di Feltrinelli, che almeno nei primi tempi non aveva portato a mutamenti molto significativi in percentuale.  In quei vent'anni i dati nelle librerie che ho diretto o controllato (generalistiche, medie e medio-grandi in Emilia Romagna, sulla costa e in città) sono rimasti quasi sempre invariati:  Messaggerie 30-32%, Mondadori 29-31%, RCS 11-13%, PDE 9-10%.  In pratica su 10 libri che entravano in libreria otto appartenevano a quei quattro gruppi e tutti gli altri distributori si spartivano frazioni dei rimanenti 2.  Oggi sicuramente le cose sono mutate e stanno tuttora mutando.

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ciao, stavo parlando su un altro topic di distribuzione e librerie e mi hanno consigliato di scrivere qui. sono un libraio mondadori e conosco bene la realtà delle cose. a parte che ho letto gli interventi di sopra e mi sembrano già abbastanza chiari. vorrei provare a mettere i puntini sulle i.

- è un editore chi investe sul romanzo che pubblica. dunque paga un anticipo e delle royakties all'autore, stampa a proprie spese un certo numero di copie del libro e, avendo investito i suoi soldi, si preoccupa di venderne il maggior numero di copie. in qualche caso  editori più piccoli ( es. Santi quaranta) non pagano anticipi e magari pagano royalties dopo le mille copie, ma in compenso regalano un centinaio di copie all'autore. questi sono gli unici editori da considerare.

- non sono editori quelli che chiedono soldi per pubblicare il libro, o partecipazioni oppure chiedono l'acquisto di un certo numero di copie all'autore. queswti da evitare subito. ci si può accorgere con chi si ha a che fare dal poco tempo che fanno passare tra il vostro invio del manoscritto e la loro risposta. di solito passano pochi giorni.

- stesso discorso per gli agenti letterari. l'agente che vuole rappresentarvi non vi chiede un soldo, ma solo una percentuale sulle vostre eventuali vendite. deve dirvi a che case editrici si rivolgerà, tenervi aggioranto sulle trattative, fissare u nlimite di tempo per la rappresentanza. tutti gli altri vogliono solo i vostri soldi.

- distribuzione. è chiaro che è importante che il vostro libro sia presente nei magazzini dei più importanti distributori. ma atenzione, se l'editore non ha stampato copie anche swe il libro viene ordinato non arriverà mai nellel ibrerie. è il caso di tutti gli editori finti free, che stampano solo le copie che vi vendono. non parliamo di quelli a pagamento.

- diciamo che l'editore è serio, investe sul vostro libro, è presente con un buon numero di copie nei più importanti distributori. bene! ci siamo? ancora no. perchè il distributore non vende il libro. chi lo vende è la libreria. se nessuna libreria ordina il libro, dopo un congruo periodo di tempo tornerà all'editore e probabilmente andrà al macero. sic transit gloria mundi. questo è il caso anche di grandi editori. conosco uno scrittore importante, che pubblica per Rizzoli, che per una serie di motivi, non ha visto il suo libro presente nelle librerie. dopo un paio di mesi il libro è morto. colpa di chi? dell'editore che non ha fatto consocere ai librai l'uscita e l'importanza del libro. sono i librai i terminali della vendita, quelli che decretano il successo commerciale di un libro. tenete presente che noi librai riceviamo circa 1500 schede di libri novità ogni settimana. secondo voi le apriamo tutte? direi che se ne apriamo un 20% siamo già bravi. quindi ordineremo: case editrici conosciute, autori conosciuti, case ed autori che si sono presentate in libreria per farci conoscere i loro testi. nella maggior parte dei casi manco conosciamo le case editrici con cui gli aspiranti scrittori pubblicano. tutto qui. questa è la realtà oggi.

Quindi direi: non paghiamo mai nessuno, semmai facciamoci pagare. verifichiamo la serietà delle persone con cui abbiamo a che fare. e non cerchiamo di pubblicare ad ogni costo. con fatica e tempi lunghi,  se abbiamo le qualità, troveremo un editore e un agente serio.

se vi serve, sono qui.

ciao

alex

 

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Concordo con il mio ex-collega @alex_gir , che non credo di aver mai conosciuto, e mi permetto solo una piccola aggiunta qui:

1 ora fa, alex_gir dice:

noi librai riceviamo circa 1500 schede di libri novità ogni settimana. secondo voi le apriamo tutte? direi che se ne apriamo un 20% siamo già bravi. quindi

Non avendo io mai lavorato per librerie di catena, non ricevevo schede ma gli agenti di ogni gruppo di distribuzione (circa una quarantina, solo quelli di PDE erano sei o sette) che quelle schede me le sottoponevano a una a una: un lavoro pesante - anche e soprattutto in termini di tempo - che da una parte ti permetteva di poter approfondire quello che a volte una fredda scheda non riesce a comunicarti, ma dall'altra richiedeva pazienza e arte della contrattazione (ma cosa te fai di due copie, ne devi prendere almeno cinque o sei>ma se dell'ultimo suo romanzo ne ho venduto una copia in tutto>eh, ma qui ci saranno degli importanti passaggi televisivi... e via di questo passo :)).  

La sostanza rimane comunque immutata e quoto in pieno l'amico Alex:

1 ora fa, alex_gir dice:

sono i librai i terminali della vendita, quelli che decretano il successo commerciale di un libro.

Perlomeno dove i librai esistono ancora...

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Ciao a tutti. Allora ricapitoliamo. Io ho pubblicato due volte con un distributore libri.co e ora sto pubblicando con distribuzione direct.book. 

Si parla di magazzini e non capisco. Libri.co è nazionale, quindi per far sì che la mondadori ce l'abbia l'editore dovrebbe mandare i libri a dei magazzini nazionali della mondadori, o della feltrinelli, per esempio? Nel mio caso quando sono stati ordinati libri la libreria è sempre riuscita a richiederli e a darli. Vuol dire che nel loro magazzino nazionale c'erano? Cosa si intende per magazzino, non penso che si intenda concretamente il magazzino di ogni libreria, mi sembra ovvio. Scusate per le domande stupide. Nel mio caso la mia vecchia casa editrice ha stampato pochi libri, ne sono sicuro, come mai all'ordine si trovavano lo stesso? Sempre ad Alex, che ringrazio e mi sembra ne sappia, cosa ne pensi invece di direct.book?

 

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1 ora fa, Marcello dice:

... quelle schede me le sottoponevano a una a una: un lavoro pesante - anche e soprattutto in termini di tempo - che da una parte ti permetteva di poter approfondire quello che a volte una fredda scheda non riesce a comunicarti, ma dall'altra richiedeva pazienza e arte della contrattazione ...

Molto, ma molto interessante, Marcello.

Il mio ultimo libro è in distribuzione con Messaggerie e mi domandavo proprio come funzionasse la cosa. Credo poi sia fondamentale il numero di copie che vengono stampate... Se sono poche, le puoi distribuire come ti pare, ma poche restano...

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ciao alessandro, il discorso che facevo io era diverso. esempio fastobbok, magazzino di padova. loro hanno migliaia di libri li dentro, tra cui magari il tuo. ma che sia li non è la cosa fondamentale, perchè se nessuna libreria lo ordina, il libro resta li. è questo il punto. bisogna che i librai conoscano quel dato libro e che lo ordinino, tutto qua. come si fa a far ordinare un libro da una libreria. qualcuno (editore o uffico stampa o autore) deve presentarlo a piu librerie possibile, solo così verrà ordinato. come presentarlo è un altra storia. spero di esser stato chiaro. ciao alex

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scusa alessandro, non avevo visto i lseguito. non consoco direct.book. il sito mi sembra abbastanza complicato da comprendere. comunque faccimao una prova se vuoi. dimmi il titolo del tuo libro, verifico sui miei distributori e propvo  ordinarlo. poi ti dico cosa succede, se me lo mandano, in quanti giorni ecc

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5 ore fa, Alessandro Pedretta dice:

Scusa...il libraio ne viene a conoscenza perché quando qualcuno glielo chiede apre il pc...e semplicemente, penso: lo ordina!

 

Sì e no, nel senso che può ovviamente basarsi solo su questo, ma il libro può anche essere già disponibile sugli scaffali delle librerie. Per essere disponibile sugli scaffali, il libraio deve sapere che il libro esiste e non sempre basta ricevere una scheda libro (che sono centinaia tra i vari editori), sarebbe più opportuno che un agente o l'ufficio stampa della CE ne caldeggiasse la presenza fisica in libreria. Poi, è chiaro che chi vuole può anche andarlo a richiedere previo ordine, se non è fisicamente presente.

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Sì, ma il volume presente in libreria è un altro discorso che si discosta dal fattore distribuzione in senso stretto. Penso che si parlasse di reperibilità del libro negli ordine, ecco cosa voglio dalla distribuzione. Lo scaffale è altra storia.

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2 minuti fa, alex_gir dice:

faccimao una prova se vuoi. dimmi il titolo del tuo libro,

 

Mi raccomando, fate questo scambio in privato, altrimenti incorrete nella violazione del regolamento. ;)

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4 ore fa, Alessandro Pedretta dice:

Sì, ma il volume presente in libreria è un altro discorso che si discosta dal fattore distribuzione in senso stretto. Penso che si parlasse di reperibilità del libro negli ordine, ecco cosa voglio dalla distribuzione. Lo scaffale è altra storia.

Ma perché se ne discosta, Alessandro?

Tu parli di ordinare al distributore un libro prenotato da un cliente e Alex invece parla di ordinare quello stesso libro per averlo in negozio. E giustamente sostiene che per ordinarlo deve essere informato della sua esistenza per potere decidere se gli interessa averlo a scaffale: un compito che compete al promotore. Ma quale che sia la ragione dell'ordine, il libro arriverà sempre attraverso il medesimo canale di distribuzione.

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4 ore fa, Lemmy Caution dice:

Molto, ma molto interessante, Marcello.

Il mio ultimo libro è in distribuzione con Messaggerie e mi domandavo proprio come funzionasse la cosa. Credo poi sia fondamentale il numero di copie che vengono stampate... Se sono poche, le puoi distribuire come ti pare, ma poche restano...

Quello che conta davvero è il promotore; do per scontato che le copie di un distribuito da Messaggerie ci siano fisicamente (almeno spero... un tempo era così).

Se vuoi dirmi in mp il nome dell'editore ti do un parere sulla promozione in libreria, sempre con riferimento al periodo in cui ero in servizio, ovviamente.

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@Marcello Io penso che la distribuzione di una realtà piccola/media sia già buonissima con la reperibilità in ogni libreria. Certo, avere anche il libro fisicamente sugli scaffali sarebbe certamente un vantaggio non di poco conto, ma la reputo una cosa non indispensabile. Essendo noi chi più chi meno scrittori emergenti ci compra già chi ci conosce quindi basta l'opzione di ordinarlo oltre all'acquisto nei rivenditori web. Per di più immagino che i librai siano scettici ad avere un libro su scaffale di uno scrittore sconosciuto dato che ci saranno delle spese per i resi e altro. Nel mio caso comunque con l'editore AlterEgo promettono la possibilità di avere il libro in alcune librerie, le quali dobbiamo contattare personalmente però, ma è già qualcosa immagino. 

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Sì e no, @Alessandro Pedretta .

Per una realtà media o (editori tipo Minumum Fax o Marcos y Marcos: due nomi a caso tanto per capire se parliamo della stessa cosa) il tipo di distribuzione molto minimale che ipotizzi sarebbe del tutto insufficiente.

Hai perfettamente ragione quando dici:

47 minuti fa, Alessandro Pedretta dice:

immagino che i librai siano scettici ad avere un libro su scaffale di uno scrittore sconosciuto dato che ci saranno delle spese per i resi e altro

ed è una cosa questa che molti autori esordienti faticano a comprendere, perché sono fuori dalle dinamiche commerciali.

Tuttavia anche per i piccoli e medio-piccoli editori avere una rete di distribuzione su tutto il territorio nazionale - affiancata dalla promozione, che è la cosa più importante,- risulta molto vantaggioso.

Apro una parentesi per spiegare la differenza tra distribuzione e promozione, per chi ne sia a digiuno.

Se il vostro libro è distribuito da Pinco s.r.l. in tutta Italia, significa che ogni libreria può facilmente ordinarlo al proprio distributore di zona (cioè il magazzino della Pinco che copre quella regione).  La libreria potrà averlo così in pochi giorni senza aggravio di spese perché, con grande probabilità, avrà un conto aperto con quel distributore.  Ciò non significa che il libro arriverà automaticamente sugli scaffali delle librerie.  Perché questo avvenga, occorre che il libraio lo ordini a prescindere dalle eventuali richieste.  E perché ciò succeda, occorre che alla distribuzione si affianchi la promozione.  Questo significa che un agente passerà nelle librerie prima dell'uscita del libro (due o tre mesi in genere) a promuoverlo; a proporlo cioè al libraio assieme ad altri titoli di una stessa cedola di prenotazione o lancio novità, come la si preferisca chiamarla. Il libraio saprà dunque che da lì a due mesi il libro di Tizio Caio edito da Sempronio al prezzo previsto di 12,99€ sarà disponibile presso il distributore Pinco e, se lo prenota all'agente, lo riceverà in automatico al momento dell'uscita, nel numero di copie desiderato.

Ora, come giustamente sostiene @Alessandro Pedretta (con cui mi scuso per questa pappardella non richiesta, ma che credo possa essere utile a qualcuno),  "immagino che i librai siano scettici ad avere un libro su scaffale di uno scrittore sconosciuto".  Certo, se l'agente propone un giallo di uno sconosciuto esordiente di Taranto molto difficilmente il libraio di Aosta lo acquisterà, ma forse quello di Bari sì. 

Per intenderci io prenotavo sempre le novità degli autori romagnoli (e spesso anche emiliani) anche nel caso mi fossero stati sconosciuti e, siccome spesso ordinavo per un piccolo gruppo di librerie, ecco che il romanzo di un esordiente di Imola finiva per essere presente a Cattolica, Cesenatico, Milano Marittima, Gabicce Mare, Faenza, Bellaria, Gatteo a Mare e magari in qualche stand di fiere temporanee.  È questo che può fare la differenza.

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@Marcello grazie tantissime. In effetti provo a scrivere da un po' di tempo, ma solo ultimamente ho capito l'importanza dei promotori. Proprio per essere sinceri neanche sapevo esistessero...

 

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Bene, sono felice di esservi stato utile.

Aggiungo allora per completezza che promozione e distribuzione possono anche coincidere.  È il caso di distributori non di prima grandezza che raccolgono a volte anche un centinaio di piccoli editori che non hanno una rete di promozione propria. In questo caso il magazzino di distribuzione spesso assume uno o più agenti (o addirittura manda in giro nelle librerie suoi dipendenti stipendiati e non a provvigione, con l'ovvia conseguenza che sono meno incentivati a vendere) per prenotare le novità in uscita.  Ovviamente i "copertinari" di questi agenti saranno molto meno completi di quelli di un promotore Longanesi, tanto per fare un nome.  Mentre quello vi mostrerà già la copertina definitiva del libro e avrà informazioni sulla trama, la biografia dell'autore, vendite del titolo in lingua originale, campagne pubblicitarie, gadget, passaggi televisivi ecc., l'altro si ritroverà a maneggiare spesso fotocopie illeggibili di una bozza di copertina e dell'autore saprà poco altro oltre al nome.

I grandi promotori invece, Prolibro, Promedi ecc., hanno un numero ristretto di editori - di fascia medio-alta - e una propria rete di agenti che copre il territorio nazionale.  Possono essere collegati strettamente con un distributore - com'è il caso di Prolibro con Messaggerie - ma anche avere sette editori distribuiti da Messaggerie e tre da PDE, per fare un esempio.

Se volete approfondire ancora l'argomento, digitate "promotori editoriali" su Google e troverete alcuni articoli interessanti.

Mi permetto di segnalarvene uno breve, che va oltre alle informazioni ufficiali e attraverso le parole della carissima Margherita Neri - con cui per più di vent'anni ho fatto le prenotazioni delle novità di Feltrinelli, Apogeo e Kowalski - si sofferma ad approfondire il particolare rapporto che si crea tra agente e libraio, dove stima e fiducia reciproca sono alla base spesso della fortuna di molti libri.

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46 minuti fa, unacasanellospazio dice:

Una delle discussioni più interessanti che ho trovato sul forum.

Thank's.

:rosa:

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Buongiorno.

Ho letto le pagine di questa discussione alla ricerca di una soluzione al mio problema/dubbio, ma non ho trovato le risposte che cercavo.

Spiego brevemente, nella speranza che qualcuno possa farmi capire come risolvere la mia situazione, SE possibile. 

Qualche mese fa ho pubblicato un libro con una casa editrice che, come tante, si serve di Direct Book per distribuire i suoi libri. Appena il libro è uscito ho iniziato a pubblicizzarlo tramite social, ottenendo una buona risposta da parte delle persone. Molti mi chiedevano dove poterlo acquistare, oltre che su Amazon (dove, per altro, compariva la versione cartacea, ma quest'ultima era accompagnata dalla simpatica scritta: attualmente non disponibile). Ho quindi iniziato a farmi un giro per librerie: Arion, Mondadori, Feltrinelli etc. Mi presentavo facendo presente che avevo svariate persone che volevano acquistare il mio libro e volevo dare loro un punto di riferimento dove ordinarlo o, ancor meglio, farlo già trovare. La scena che si ripeteva ogni volta era la seguente: scrivevano il titolo del libro, copiavano il codice ISBN, lo incollavano nel campo di ricerca dei loro archivi, dopo di che mi fissavano dicendo 

"non sappiamo come ordinarlo, è un distributore con cui non abbiamo contatti e non ci risulta la scheda del libro." 

"strano - rispondevo io - perché risultate nell'elenco di librerie servite da Direct Book."

"Direct cosa??? Mai sentito."

E così via. Ho quindi approfondito la mia ricerca dando la morte a tutti i commessi/commesse/direttori marketing/cassiere/buttafuori che mi capitavano a tiro. Oltre ad essere diventata l'incubo delle librerie che ho vicino casa, però, non ho ottenuto niente. Ieri ho fatto un'altra prova, mi sono detta "e se il problema non fosse del distributore ma della casa editrice?". Sono andata nella stessa Mondadori dove avevo chiesto informazioni sul mio libro ed ho fatto finta di essere una normale cliente (cappello, parrucca, baffi finti e tutto il resto). Ho chiesto se era possibile ordinare dei libri di una casa editrice diversa dalla mia ma che si serve sempre di Direct Book. La risposta è stata leggermente meno negativa, infatti i libri quanto meno risultavano nella loro schermata, ma nel momento di ordinarlo mi è stato detto:

"Risultano zero libri in giacenza, i tempi per averlo sarebbero talmente lunghi che ti conviene andare da qualche altra parte a cercarlo, o prenderlo su internet."

Al momento, quindi, mi rode per 2 motivi: 

1. Nella Mondadori di cui sopra il direttore, vedendo l'impegno che ci stavo mettendo, mi ha detto: guarda io te ne esporrei anche una decina di copie se mi dici che indirizzerai le persone che lo stanno cercando qui, ma se non posso ordinarlo come faccio? 

2. Possibile che una persona che passa anni a scrivere un libro ed arriva poi a pubblicarlo, passando attraverso lunghi e snervanti periodi di attesa nella speranza di non incappare in truffatori vari, deve poi lottare persino per farlo arrivare materialmente nelle mani di chi lo vorrebbe leggere? 

 

Mi rendo conto che non sono stata breve per niente, e forse nemmeno molto chiara...ma di base la mia domanda, a questo punto è: sono io che sto sbagliando qualche cosa? 

 

Ovviamente ho parlato con la mia casa editrice, che ha incolpato Direct Book. Quest'ultima, a sua volta, punta il dito contro i commessi delle librerie, dicendo che sono loro che non si impegnano abbastanza per far arrivare il libro nel negozio. Tutti danno la colpa a tutti, ma di base non si risolve un cavolo in questo modo. O sbaglio? 

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@clarice987 ho fatto il libraio per trent'anni e non li ho mai sentiti nominare.

Infatti andando sul sito scopro che sono nati nel 2014, dopo cioè che io lasciato la libreria.

L'approccio alla loro "mission" non è dei più chiari:

Un sistema articolato ed evolutivo di distribuzione libraria conto terzi che attraverso una mutuazione dall'approccio diretto tipico della piccola editoria sovverte i tradizionali paradigmi del settore grazie al massiccio ricorso all'automazione dei processi ripetitivi, ad innovative strategie commerciali, logistiche e promozionali, nonché all'inedita applicazione di una ragionevole tariffazione flat in sostituzione della percentuale sul venduto usualmente prevista oltre a quanto dovuto alle librerie.

Mi sono munito di dizionari Zingarelli e Hazon per cercare di capirne qualcosa di più e mi sembra di intuire che:

- non si tratta di un distributore tradizionale.  Non esiste nessun magazzino fisico con tanto di scaffali, ma è un magazzino virtuale che per le schede dei libri si avvale del servizio di informazione di Arianna e per gli ordini del grossista Fastbook

- al termine del ciclo vitale i libri non vengono normalmente resi all'editore ma si avviano direttamente al mercato dei remainder :aka:

Nella pagina dedicata alle librerie trovo alcune informazioni interessanti:

Gli editori directBOOK possono contare sull'ordinabilità e la pronta risposta alle richieste dei loro lettori presso tutte le librerie delle catene nazionali ub!k (vedi i più di 30 punti vendita), GIUNTI al Punto (vedi i circa 180 punti vendita), nonché la maggioranza delle librerie del gruppo Feltrinelli, tutti i bookstore ibs e la maggior parte delle COOP. Sono in fase di ultimazione gli accordi commerciali con la Mondadori Retail a cui afferiscono circa 600 punti vendita (Mondadori Franchising, Edicolé,...

ma anche preoccupanti: 

Per quanto siano continuativamente in corso trattative per stringere accordi di fornitura con librerie indipendenti e di catena presenti su tutto il territorio nazionale, resta facoltà e responsabilità della singola libreria accettare ordini o meno. In generale, le librerie appartenenti a catene non ancora legate a directBOOK da un formale accordo commerciale potrebbero trovarsi nell'impossibilità di fornire il titolo richiesto, per scelta autonoma o della direzione commerciale di catena.

E qui credo stia la spiegazione al tuo quesito.

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