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Pippowood

Reti di distribuzione - Messaggerie, Libro.co ...

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Volevo sapere la vostra opinione sull'argomento della distribuzione letteraria.

Eliminando la PDE e Messaggerie,

quali sono secondo voi le aziende di distribuzione più efficaci nel territorio nazionale?

Per efficaci non intendo solamente come copertura del territorio nazionale ma come credibilità e autorevolezza verso le librerie.

 

Grazie in anticipo a chiunque risponderà.

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Ospite Lem Mac Lem

Per la mia esperienza, ALI è ottima, arriva in tutte le librerie di catena e in parecchie indipendenti.

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Grazie.

 

Ma ALI fa anche distribuzione?

 

Io pensavo a chi distribuisse meglio tra Libri.Co,  Libri diffusi, Ermes, ecc...

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Che mega gaffe.

Credevo che la ALI fosse la "Agenzia Letteraria Internazionale, hanno la stessa sigla o sbaglio?

Gli sto dando un'occhiata.

 

Ma Libri Diffusi o Libri.Co sono presenti in pianta stabile nelle librerie?

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Ho appena controllato il sito della ALI.

Ci son pochissime CE di rilievo.

Come fa ad essere presente dappertutto?

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La Ali solitamente si fa distribuire da un magazzino di distribuzione più grande, che in molte regione d'Italia è il Cda.  La promozione dei volumi è però affidata a un singolo agente Ali.  Non so in che regioni vivi, ma ti posso descrivere la sutazione in Emilia-Romagna, Marche e Abruzzo.

La distribuzione in queste tre regioni è curata dall'Editoriale di Bologna, qui puoi vedere il loro sito. L'Editoriale distribuisce i libri della Ali, ma anche quelli di tanti altri piccoli editori e qualche medio.  Le cose funzionano in questo modo: c'è un agente, stipendiato dall'Editoriale, che gira le librerie delle tre regioni a proporre i volumi appartenenti a questa serie di editori e un altro agente, stipendiato dall'ALI, che visita le stesse librerie per proporre solo i volumi delle case promosse dall'ALI. Fisicamente però i volumi escono tutti dall'Editoriale e viaggiano mescolati negi stessi cartoni e con bolla unica. 

In altre regioni d'Italia esistono strutture equivalenti all'Editoriale che seguono le stesse procedure; solitamente sono identificate dalla siglia CDA.

Scusa la spiegazione un po' tecnica e molto pallosa...

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Marcello, la tua spiegazione sembra complicata perchè la tecnica di distribuzione è complicata.

Mi hai appena insegnato che il mio libro, prima di finire, eventualmente, in libreria, passa da troppe mani.

Tenendo conto che ogni mano vuole guadagnare, il prezzo si alza.

Ma la domanda a questo puntom è questa?

Perchè una CE deve dare un libro ad un distributore che poi, deve darlo ad un altro distributore?

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Perchè un canale di distribuzione che funzioni a livello nazionale e copra tutto il territorio ha dei costi elevatissimi.

Messaggerie Libri, il più importante distributore italiano, ha dei magazzini rese che sembrano città, e a volte lo sono, con tanto di nomi delle strade (strade che si dipanano fra bancali di libri).

Anni fa un agente Mondadori, nell'atto di prenotare la ristampa di un volume di una certa importanza, mi confessò che secondo il loro programma esistevano 8.000 copie (hai letto bene: ottomila) di quel tittolo presso il magazzino di Zevio, ma che era più economico ristamparlo che andare in cerca di quelle ottomila copie...

Qui puoi farti un'idea delle dimensioni della struttura che, almeno nella parte relativa alla distribuzione, è dotata da anni di robot automatizzati che preparano gli ordini (e lo puoi constatare facilmente nel caso di un ordine di rifornimento particolarmente importante, quale può essere quello per l'allestimento di una fiera o di una libreria stagionale. Hai ordinato, per ipotesi, 10 copie di "La cruna dell'ago" di Follett e te le vedi arrivare posizionate all'interno di dieci diverse scatole, ognuna dell quali ne contiene una: un essere umano non si comporterebbe mai così...).

Ovviamente sistemi distributivi come quelli sopra hanno dei costi di gestione stratosferici che di fatto escludono il piccolo editore indipendente, costretto a giovarsi di strutture più piccole, quali quelle a cui accennavo nel post precedente, che coprono un'area territoriale più ristretta e hanno un contatto più diretto con la realtà che li circonda (il promotore, in queste strutture, sa già dalla scheda che il tal titolo dell'editore Tizio è opera di un certo Pinco Pallino, scrittore esordiente, nato a Urbanopoli e residente a Cittabella.  Si organizzerà di conseguenza e andrà a proporlo in maniera più decisa nelle librerie di Urbanopoli e di Cittabella, perché sa che lì si trova il suo bacino di utenza più probabile).

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Perfetto Marcello, ti ringrazio.

In questo caso mi rincuora anche sapere che il mio probabile libro sarà curato personalmente da una piccola distribuzione, quale può essere CDA, Libri.co, Libri diffusi.

 

Consolante

 

Ciao

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Un buon libro distribuito dalla CDA, Libri.co o Libri diffusi,

ha buone possibilità di finire nei supermercati o in buona parte delle librerie?

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Ho notato che PDE distribuisce anche per CE a pagamento.

 

Come è possibile visto che le CE a pagamento distribuiscono nelle librerie poco, se non...nulla?

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Perchè un canale di distribuzione che funzioni a livello nazionale e copra tutto il territorio ha dei costi elevatissimi.

Messaggerie Libri, il più importante distributore italiano, ha dei magazzini rese che sembrano città, e a volte lo sono, con tanto di nomi delle strade (strade che si dipanano fra bancali di libri).

Anni fa un agente Mondadori, nell'atto di prenotare la ristampa di un volume di una certa importanza, mi confessò che secondo il loro programma esistevano 8.000 copie (hai letto bene: ottomila) di quel tittolo presso il magazzino di Zevio, ma che era più economico ristamparlo che andare in cerca di quelle ottomila copie...

 

Ho letto con interesse questo tuo intervento e sono rimasto allibito. Sono solo io che penso ci sia un errore di progettazione se conviene stampare 8000 copie anziché cercarle in un magazzino? Poi capisco che i costi di gestione sono così alti.

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Oh sì, avresti dovuto vedere il mio sguardo quando mi fu raccontato quell'episodio...

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Ciao,

 

sono uno scrittore esordiente appena contattato da una casa editrice (con contributo) per la pubblicazione del mio primo romanzo.

 

Al di là dell'aspetto pecuniario, sul quale non voglio soffermarmi in questa sede, volevo porre a tutti voi una domanda sulle reti di distribuzione, alle quali ogni casa editrice si deve ovviamente affidare.

 

Non ho trovato rimandi sul forum a questo argomento e mi sembra impossibile, probabilmente sono io che da novellino mi riesco a muovere poco e male...

 

Ma le domande di fondo sono:

 

(1) Tra le discriminanti per la scelta (sempre di averne, di scelta!) della Casa Editrice dovrebbe esserci anche la rete di distribuzione alla quale si affida?

 

(2) Quali sono le reti migliori? Io personalmente conosco solo il gruppo Messaggerie (che credo sia il leader assoluto) e Libro.co perché è quella alla quale si affida la casa interessata a pubblicare il mio romanzo.

 

Ogni dritta è ovviamente molto ben gradita.

Grazie!

 

 

 

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Ciao Riccardo, provo a darti una risposta dal mio punto di vista e da ciò di cui sono a conoscenza.

Certamente la distribuzione è uno dei tanti aspetti di cui tener conto nella scelta di una seria casa editrice.

Una distribuzione scarsa non consentirà al tuo libro di essere reperibile ovunque, con conseguente dispersione dei lettori. E benché molti editori assicurino che il libro è ordinabile da qualunque libraio, purtroppo non è sempre vero. D'altra parte, acquistarlo direttamente dal sito della casa editrice, bypassando il distributore, non consentirà al tuo libro di "scalare" eventuali classifiche.

I distributori più importanti, in Italia, sono Messaggerie e PDE (a pari merito) distribuiscono ovunque e capillarmente e soprattutto nelle librerie "di Varia" o bookstore. Il più grosso tra i distributori indipendenti (che garantiva quindi un servizio molto simile a quello dei due colossi) era NdA, ma è fallito. Libro.Co è un distributore indipendente che è abbastanza cresciuto (prima distribuiva in prevalenza al nord), ma so (da fonti certe) che tarda moltissimo nel rilasciare agli editori il dovuto resoconto, ponendoli nelle condizioni di non riuscire a versare agli autori i meritati diritti.

Tra i buoni distributori alternativi c'è anche Goodfellas.

Quello di cui si parla poco, purtroppo (non so se vado fuori tema e se c'è già un trehad apposito aperto, quindi mi scuso in anticipo) è il fatto che la distribuzione abbia un peso davvero sostanziale nella catena di produzione libraria. Il mese scorso ho assistito a una conferenza in cui si confrontavano alcuni medi e piccoli editori internazionali indipendenti (Italia, Francia, Germania, Cina, Russia, Slovenia, Albania) e tutti si lamentavano dei costi della distribuzione. I francesi si indignavano al solo pensiero di dover pagare un 55% ai distributori, ma in Italia si arriva fino al 70%, senza considerare che i colossi della distribuzione impongono all'editore anche il quantitativo minimo di libri da produrre all'anno, ingerendo così anche sulla qualità delle pubblicazioni (va da sé che l'editore finisce col produrre di più giusto per rientrare nella catena distributiva, a discapito della qualità dei contenuti). Senza contare che in Italia non esiste un'imposizione di prezzo minimo sui libri (come in altre nazioni), per cui i grossi gruppi editoriali possono permettersi alcune operazioni di marketing in determinati periodi (tipo libri a 2 euro) che l'editore medio o piccolo non potrà permettersi (ovviamente parlando sempre di editori onesti).

La via più conveniente sembra quella del digitale. Purtroppo, però, ancora oggi ha una percentuale bassisima: dalla conferenza di cui sopra, è emerso che gli acquisti degli ebook, in Europa, costituiscono ad oggi una media del 2% (fa eccezione la Germania col suo 3%) e si stima che la percentuale non salirà ancora di molto nel prossimo decennio. :(

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Ti dirò la mia, frutto di quasi trent'anni di lavoro come libraio, a contatto diretto con la distribuzione perché sono stato prima proprietario e poi responsabile alle dipendenze.

I dati di cui ti parlo si riferiscono però a qualche tempo fa (a fine gennaio saranno quattro anni esatti dal mio ultimo giorno in libreria).  Innanzitutto bisogna intendersi su cosa basare le statistiche: se cioè sul venduto o sul numero degli editori distribuiti.   Credo che il primo sia di gran lunga il più importante: per "venduto" intendo la percentuale del venduto della libreria, ripartito per distribuzione editoriale.  I dati che ti elencherò riguardano librerie dell'Emilia Romagna di medio livello (fino a 250 metri circa, ma tieni presente che negli ultimi anni ero responsabile di un piccolo gruppo di librerie, quindi i numeri sono più grandi di quella di una semplice libreria).  Nei miei ultimi dieci anni di lavoro questi dati che ti vado a elencare hanno avuto scostamenti quasi irrilevanti.  Ti parlo di librerie generalistiche, cioè non specializzate e che trattano tutti o quasi gli argomenti.

Messaggerie Libri era il primo distributore (32-33%), seguiva a ruota Mondadori (30-31%) poi, molto staccati, RCS (11-12%) e PDE (9-10%), quasi affiancati.  Tutti i rimanenti,  Giunti (il quinto per importanza), CDA e tutti gli altri (almeno una ventina), si dividevano il restante 16-17%.

Per numero di editori distribuiti invece Messaggerie è seguito a ruota da PDE, che però ha un indice di resa molto più alto, che può quasi sfiorare il 50%, mentre con Messaggerie è difficile che al libraio sia concesso di superare il 30.

Non credo che sia più così importante come un tempo che il tuo editore abbia una distribuzione capillare, anche se ha ancora un'importanza notevole. E' importante invece che i grossisti, e Fastbook in particolare, abbiano un canale di distribuzione aperto con il tuo editore.  Molti piccoli librai, strangolati dai costi della distribuzione e dalla presenza ossessiva di rappresentanti in negozio, preferiscono rivolgersi per i rifornimenti dell'editoria "minore", e a volte anche per quella maggiore, a Fastbook, che garantisce un servizio molto celere.  Ti mangia sì qualche punto di percentuale di sconto ma offre servizi molti utili alle piccole librerie: consegna velocissima, possibilità per il libraio di sapere in tempo reale se il volume è disponibile, ordine con un click che assicura l'evasione dell'ordine stesso, rese programmate...

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Grazie delle risposte.

 

Un mio conoscente ha avuto la possibilità di pubblicare con una casa editrice distribuita da Messaggerie ed ha avuto un buon riscontro, tanto che mi sconsiglia - potendo - di pubblicare con la mia "piccolina" che andrà tramite LibroCo. e Fastbook.

 

A parte che la scelta per me non si pone, nel senso che ad oggi l'offerta che ho in mano è l'unica (ed è già una bella cosa averne una), mi chiedo se il giudizio del mio conoscente non sia troppo "tranchant".

 

Sicuramente Messaggerie e PDE sono le principali, ma se ben capisco, passando da Libro.co e Fastbook, da quanto mi dite mi devo aspettare che la distribuzione in sé non sarà poi male - salvo notevoli ritardi nelle info di vendita e quindi nel versamento delle royalties.

 

A dirla tutta, se devo scegliere, mi interessa molto di più sapere che il mio libro sarà reperibile ed eventualmente conoscere quante copie (sia cartacee sia e-book dato che il romanzo sarà presente in entrambe le versioni) saranno state acquistate dal pubblico che guadagnare quei pochi soldi di royalties che vengono dal 10% del prezzo di copertina.  

 

Dopotutto, come dico sempre, scrivo e cerco di pubblicare per passione e soddisfazione personale e lavoro per poter alimentare questa mia passione.

 

Però pareri, commenti sull'idea che mi sono fatto e suggerimenti di ogni genere sono più che ben accetti. Altrimenti non avrei scritto qui!

Grazie del riscontro!

 

Riccardo

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A dirla tutta, se devo scegliere, mi interessa molto di più sapere che il mio libro sarà reperibile ed eventualmente conoscere quante copie (sia cartacee sia e-book dato che il romanzo sarà presente in entrambe le versioni) saranno state acquistate dal pubblico che guadagnare quei pochi soldi di royalties che vengono dal 10% del prezzo di copertina.

 

Di fatto, se il distributore tarderà una vita a fare la resa degli invenduti all'editore (caso Libro.Co), ti sarà difficile sapere quante copie effettive hai venduto. Potresti averne un'idea attraverso le presentazioni cui presenzierai, portando tu stesso il conto dei volumi venduti, ma non potrai sapere se vi siano o meno librerie che hanno ordinato delle copie a prescindere da una presentazione e se di quelle copie ordinate ne siano state vendute 0, o 1 o tutte.

Personalmente, al tuo posto, io mi interrogherei prima su un altro quesito: quanto interesse avrà una casa editrice che pubblica con contributo (e che quindi è scarsamente motivata, non avendo investito direttamente) a promuovere autore e libro? Credo che i tuoi risultati di vendita dipendano in primis da ciò (senza trascurare gli altri fattori, ovviamente).

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Personalmente, al tuo posto, io mi interrogherei prima su un altro quesito: quanto interesse avrà una casa editrice che pubblica con contributo (e che quindi è scarsamente motivata, non avendo investito direttamente) a promuovere autore e libro? Credo che i tuoi risultati di vendita dipendano in primis da ciò (senza trascurare gli altri fattori, ovviamente).

 

 

Su questo concordo in pieno.  Io mi sono preoccupato soltanto di esprimere considerazioni generali, a prescindere da questo aspetto, ma il tuo discorso è più che sensato.  Sapere che un editore è distribuito non significa automaticamente che i libri arriveranno nelle librerie.  C'è di mezzo una terza figura, quella del libraio, che è libero di ordinare o no i libri di Pincopallino editore quando gli vengono presentati dall'agente.

 

Il problema delle rese del distributore credo invece che non esista: probabilmente è solo una scusa accampata dall'editore nei confronti dell'autore. Se l'editore vuole la resa del fornito ha uno strumento molto funzionale: la chiede contro fattura a x giorni.  Se il distributore non rende l'invenduto entro la scadenza è costretto a pagare la fornitura per intero, quindi stai sicuro che accoglierà la richiesta.  

Ma le cose non funzionano in questo modo: se esiste un rapporto continuativo fra editore e distributore di fatto non avviene mai alcuna resa.  La resa sancisce di solito la fine del rapporto di distribuzione (salvo casi particolari di cambio edizione, forniture eccezionali per festival o manifestazioni e simili).  L'editore vuole essere presente presso il distributore, quindi non richiede mai rese; richiede invece un conteggio delle giacenze a fronte delle quali emette la fattura dell'effettivo venduto.  Salvo occasioni eccezionali i libri non viaggiano mai dal distributore all'editore, se non a cessazione del rapporto di distribuzione.

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L'editore vuole essere presente presso il distributore, quindi non richiede mai rese; richiede invece un conteggio delle giacenze a fronte delle quali emette la fattura dell'effettivo venduto.  Salvo occasioni eccezionali i libri non viaggiano mai dal distributore all'editore, se non a cessazione del rapporto di distribuzione.

 

Sì, grazie Marcello. Ho sbagliato io a esprimermi, mi sono confuso sui termini. Intendevo il conteggio delle giacenze e in particolare mi riferivo all'esperienza di un amico editore (non di narrativa) che aveva come distributore Libro.Co e che ha interrotto il rapporto per passare a un altro distributore (chiedendo appunto la resa... che, per inciso, non è mai giunta), proprio perché ogni volta che richiedeva un conteggio delle giacenze, per quantificare l'effettivo venduto e pagare i diritti agli autori, il distributore tergiversava.

E' ricorso anche a "minacciare" di adire vie legali, ma si è sentito rispondere che per i tempi eccessivamente lunghi e le spese giudiziarie non ne sarebbe valsa la pena. Non ho motivo di credere che l'editore dicesse così per accampare scuse con gli autori, perché lo conosco molto bene e non sono neppure un suo autore, per cui non avrebbe avuto motivo di mentire con me. Tra l'altro mi riportava esperienze molto simili di altri suoi colleghi, con lo stesso distributore. Ora, non vorrei aver nuovamente aver confuso qualche termine, ma la sostanza è questa: con quel distributore non si è trovato affatto bene e non solo lui, a quanto pare.  : Blink :

 

Da autore, invece, posso dire che mi sono capitate circostanze in cui ho dovuto tenere presentazioni in libreria senza libri, o con un numero limitatissimo di copie, poiché alcuni librai dicevano che era complicato reperire copie del volume (nonostante il distributore fosse grosso e preciso anche che in questo caso non era Libro.Co). Alcuni, poi, avevano dei contratti con piccoli distributori locali o comunque minori e ritenevano scorretto bypassarli per rivolgersi direttamente al grosso distributore, o allo stesso editore, e preferivano fare ugualmente la presentazione senza libri. Cosa che io, da autore, ritenevo scorretta nei miei confronti, perché, nonostante i rimborsi spese, quello era per me tempo perduto, perché chi non acquista sul momento difficilmente acquista in seguito. Alcuni lo fanno, è chiaro, ma è una percentuale molto bassa rispetto a chi preferisce acquistare sull'onda dell'entusiasmo della presentazione, alla presenza dell'autore, che può magari anche personalizzare e autografare il volume.

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Carissimo @ElleryQ io ti ho parlato delle procedure generali dei rapporti commerciali fra editore e distributore, per quanto di mia conoscenza che certo non è esaustiva, ma poi sui casi specifici non ho certo la pretesa di mettere bocca.  Sono perfettamente convinto che il tuo amico abbia ragione, dal momento che tu lo conosci di persona.  E il tuo esempio rientra proprio nella casistica che citavo: la resa sarebbe dovuta avvenire per un cambio di distribuzione.  Sui motivi perché il distributore si sia rifiutato di farla ovviamente non ho voce in capitolo, ci mancherebbe.  Non ho avuto esperienze dirette con quel distributore perché non serve la regione in cui ho lavorato per tutta la mia vita di libraio e l'ho conosciuto soltanto (come nome) in qualità di autore perché ha quasi il monopolio della distribuzione all'estero e io ho sempre qualche copia dei miei romanzi che finisce in Olanda e in Belgio. Di più non ti posso dire.

Sull'altra questione invece qualche parola la posso spendere.  

Credo che tu per "grosso distributore" intenda un grossista; la stessa PDE per esempio da qualche anno fa da grossista e quindi è in grado di distribuire editori per i quali non ha l'esclusiva.  Qui il discorso rischia di farsi troppo tecnico, ma provo a descriverti questo passaggio della filiera.  

Il rapporto di distribuzione è esclusivo: in pratica l'editore Pinco può essere distribuito solo dall'editore Sempronio.  Questa esclusiva può essere nazionale (e lo è sempre nel caso dei distributori più importanti) o anche regionale.  In soldoni Pinco potrebbe anche essere distribuito da Sempronio nel Centro- Nord Italia e da Tizio nel sud e isole, ma la sostanza non cambia: il libraio della Lombardia deve obbligatoriamente rivolgersi a Sempronio e quello della Campania a Tizio. Non può cioè bypassare il suo distributore e rivolgersi direttamente all'editore e, nel caso lo facesse, l'editore non può fornirlo (che poi qualcuno ignori le regole non rende certo la cosa legale).  Quindi, per tornare a te, i librai che ti hanno detto di non potersi rivolgere direttamente all'editore si sono comportati in maniera onesta e professionale.  Rimane il fatto però che i libri alle presentazioni ci devono essere, quindi il distributore che non sia in grado di evadere l'ordine (perché il titolo è segnalato in ristampa o per qualsiasi altro motivo) deve segnalare alla libreria la sua impossibilità materiale a evadere l'ordine e a quel punto il libraio può rivolgersi direttamente alla casa editrice che, se ha disponibilità fisica del libro (anche in caso di ristampa qualche copia è quasi sempre giacente al magazzino dell'editore) può servire la libreria direttamente.  

il grossista (sia esso un distributore tradizionale come PDE oppure no, come Fastbook) non è altro che un commerciante all'ingrosso che acquista e rivende libri.  Il grossista non ha un contratto di esclusiva con glie editori e compra quello che vuole: non avrà mai il catalogo completo di un editore, ma solo i titoli a più alta rotazione).  Il libraio attinge al grossista solo quando il canale principale non è disponibile (a meno che per sua scelta non decida di non servirsi solo di grossisti) perché ha sconti minori e, spesso, difficoltà a restituire l'invenduto.  I grossisti poi finiscono spesso per diventare la salvezza delle piccole librerie che si ritrovano ad avere problemi nel pagare i fornitori istituzionali (Messaggerie ci mette molto poco a chiuderti i conti se non paghi con regolarità).

Spero di essere riuscito a spiegarmi in maniera chiara, ma mi rendo conto che per i non addetti al lavoro la filiera commerciale del libro non sia facilissima da seguire, quindi per quel che posso sono sempre qui se hai bisogno di altri dettagli.

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Ti ringrazio molto per la tua disponibilità, @Marcello. In effetti non è così facile da comprendere.

Per quel che posso ricordare della mia esperienza, essendo passato un po' di tempo (almeno tre anni) da quel mio volume, posso riportare solo sommariamente ciò che i librai mi risposero e questo avvenne in più parti d'Italia, non solo in un luogo specifico. L'episodio che meglio ricordo, però, perché lo trovai piuttosto imbarazzante, fu una presentazione in Puglia, in cui c'era una cinquantina di spettatori presenti e solo 5 copie del libro. Molti dei lettori rimasero scontenti e vennero a lamentarsi con me per la mancanza dei libri, ma io non sapevo cosa rispondere perché inizialmente non mi venne neppure detto dal gestore della libreria; quando chiesi spiegazioni a quest'ultimo, mi rispose che lui aveva un contratto di fornitura locale (se non ricordo male con Liberìa) per cui non poteva rivolgersi direttamente al grossista. Avrebbe dovuto essere il suo distributore locale a farlo, per poter avere più copie rispetto alle pochissime a sua disposizione (quelle 5, appunto). L'editore, informato del fatto, si arrabbiò molto e mi assicurò che le copie in distribuzione c'erano, né avevo motivo di dubitarlo, visto che in altri contesti di copie ve n'erano e a sufficienza. Di altri episodi analoghi, purtroppo, non ricordo i dettagli, per cui preferisco non riportarli, so solo che in altri luoghi la situazione si è verificata ancora (o nessun libro o pochissimi rispetto ai lettori presenti). Tra l'altro, trovo onesto e corretto che il libraio non bypassi il proprio fornitore, sia chiaro, ma ho trovato poco corretto nei miei confronti non essere informato prima delle situazioni verificatasi nei vari casi. Tanto più che in quelle circostanze ero persino stato invitato a presentare il libro, non ero stato io a organizzare la presentazione in libreria, per cui sarebbe stato più corretto, a mio modesto avviso, rinviare la presentazione. Per me va benissimo fare anche una presentazione con soli 5 spettatori, non si può certo costringere il pubblico a partecipare e nel rispetto dei presenti bisogna sempre dare il massimo, anche con pochissima gente, ma il contrario (molte persone e uno sparuto numero copie) lo trovo poco gentile verso l'autore.

Quanto all'esclusiva, non vorrei avere informazioni errate, ma da quel che ne so l'editore di quel mio libro aveva proprio un contratto di esclusiva con il grossista in questione; intendo, però, esclusiva di distribuzione e non di acquisto titoli (l'editore poteva rivolgersi esclusivamente a quel distributore, il distributore serviva più editori e sceglieva i titoli di suo interesse).

Tra l'altro, anche l'amico di cui parlavo prima (quello insoddisfatto di Libro.Co) aveva richiesto informazioni a Messagerie prima di scegliere il suo distributore attuale e gli fu risposto che avrebbe dovuto stipulare con loro un contratto d'esclusiva (negli stessi termini di cui sopra). Tra l'altro, gli fu anche detto che il contratto prevedeva l'obbligo di produrre un tot di volumi all'anno e il mio amico, essendo un piccolo editore specializzato, che punta soprattutto alla qualità dei contenuti e non va oltre un esiguo numero di titoli prodotti all'anno, rifiutò.

Mi rendo conto che ciò che esiste dietro al mercato editoriale è un meccanismo complesso da seguire e spesso, come semplici autori, non teniamo conto di tutti questi aspetti. Almeno, per me era così inizialmente, poi ho iniziato a interessarmente, ma mi accorgo, anche grazie a quanto tu gentilmente racconti della tua esperienza, che c'è davvero tanto di più.

Ti ringrazio ancora.

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ma ho trovato poco corretto nei miei confronti non essere informato prima delle situazioni verificatasi nei vari casi. Tanto più che in quelle circostanze ero persino stato invitato a presentare il libro, non ero stato io a organizzare la presentazione in libreria, per cui sarebbe stato più corretto, a mio modesto avviso, rinviare la presentazione.

 

 

Questo è fuori di dubbio.

Qualunque fosse stato il problema a monte, il libraio doveva avvertirti.  Qui non è più una procedura commerciale, ma semplice questione di educazione. Se anche la colpa non fosse stata sua, lo è diventata nel momento in cui ti ha fatto andare alla presentazione senza libri.  

Caspita, non ci vuole molto: si alza il telefono e si chiama.  Molto spesso l'autore ha copie del volume a casa con cui può supplire a quelle mancanti, oppure si può chiedere un "prestito" a una libreria amica che ne ha disponibilità o, se proprio non c'è modo di procurarsi il volume, si può decidere di rinviare la presentazione di comune accordo.  Tutto, ma non fare venire la gente e non avere il libro da vendere.  Il primo a rimetterci poi è stato lui di sicuro: difficile che un cliente scontentato in quel modo  torni a frequentare la libreria.

Molto poco professionale, senza dubbio alcuno. 

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Ciao a tutti,

 

vi ringrazio delle risposte, della precisione e di tutte queste informazioni, da cui ho imparato molto. Non sono certo divenuto un esperto ma almeno ora posso dire di avere un'infarinatura... :-)

 

Mi pare di capire che i nodi principali siano

 

(1) la scelta del libro da mettere sui propri scaffali da parte del libraio, che a sua volta è molto influenzata da quanto l'agente "spinge" un determinato titolo o meno. In questo senso il ruolo del distributore è fondamentale, e a sua volta dipende dalla rotazione del romanzo in questione, perché gli agenti spingono i titoli che "vanno" di più

 

e

 

(2) l'effettivo interesse che una casa editrice che ha già ricevuto il contributo e quindi tutto sommato è già rientrata delle proprie spese può avere a promuovere autore e libro.

Immagino che questo dipenda molto dal numero di presentazioni che si riescono / si è disposti a fare, anche considerando che spesso vengono richiesti rimborsi per le spese di viaggio sostenute dal rappresentante dell'editore.

 

Ditemi per favore se ho colto nel segno o meno. Grazie.

 

Ponqo a questo punto una domanda ulteriore che riguarda l'e-book.

Nel momento in cui un e-book "raggiunge" un portale qualunque, può essere potenzialmente ricercato e scaricato da chiunque. In tal senso, quindi, la vendita può essere trainata dai lettori con una logica "pull".

Ordinare un libro elettronico da remoto è normalmente molto più semplice e comodo che recarsi in una libreria a chiedere che venga ordinato il libro di Pinco Pallo, con relativi tempi di ordine e consegna da parte del libraio - senza considerare l'aspetto economico (con l'e-book si spende normalmente un terzo rispetto al libro cartaceo, che personalmente preferisco...)

 

In questo caso mi viene da chiedermi quanto una eventuale auto-promozione sui principali social media, con una sorta di passaparola, possa rivelarsi efficace nell'incrementare la diffusione del romanzo. Non sto parlando del mio caso specifico, ma in termini generali.

 

Che cosa ne pensate?

 

Grazie e buona giornata :-)

Ric

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Ciao a tutti,

 

vi ringrazio delle risposte, della precisione e di tutte queste informazioni, da cui ho imparato molto. Non sono certo divenuto un esperto ma almeno ora posso dire di avere un'infarinatura... :-)

 

Mi pare di capire che i nodi principali siano

 

(1) la scelta del libro da mettere sui propri scaffali da parte del libraio, che a sua volta è molto influenzata da quanto l'agente "spinge" un determinato titolo o meno. In questo senso il ruolo del distributore è fondamentale, e a sua volta dipende dalla presumibile rotazione del romanzo in questione, perché gli agenti spingono i titoli che "vanno" di più si presume andranno di più (il "giro-novità" che l'agente presenta al libraio precede l'uscita del volume e si fa su uno o più copertinari)

 

e

 

(2) l'effettivo interesse che una casa editrice che ha già ricevuto il contributo e quindi tutto sommato è già rientrata delle proprie spese può avere a promuovere autore e libro.

Immagino che questo dipenda molto dal numero di presentazioni che si riescono / si è disposti a fare, anche considerando che spesso vengono richiesti rimborsi per le spese di viaggio sostenute dal rappresentante dell'editore.  No, per essere chiari:  l'agente ha in mano un faldone che raccoglie le novità in uscita dei due mesi successivi di tutti gli editori che il distributore promuove e distribuisce (i più moderni ora hanno un tablet con le copertine scannerizzate e qualche informazione sulla trama, ma nella sostanza non cambia nulla).  Se fra questi ci sono degli editori a pagamento il libraio, potrai capire, è assai poco interessato ad acquistarli.  Gli agenti più navigati in questo caso provvedono già a fare una cernita e ti segnalano solo quelli di eventuali autori della tua zona.  Inutile, quando hai un centinaio di titoli da mostrare,  perdere tempo spiegando per filo e per segno a un libraio di Cesena di cosa parla il romanzo di una debuttante a pagamento di Foggia o di Tarvisio, perché tanto non lo acquisterà mai.

Perdona se sono stato brutale, ma tu vuoi capire come funziona e questa è la pura realtà.

 

Ditemi per favore se ho colto nel segno o meno. Grazie.

 

 

 

 

Ti ho risposto in merito alla prima parte.  

L'editoria digitale non mi interessa e non me ne sono mai curato né come libraio né come autore.

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Ciao Marcello,

 

figurati, nessuna brutalità e comunque nulla che non fosse necessario per capire come funziona.

 

Da tutto questo bailamme di informazioni percepisco una cosa fondamentale - ma correggimi se sbaglio:

 

Ogni scrittore esordiente - o aspirante tale - deve essere capace di vincere le proprie impazienze, senza fermarsi alla "prima osteria" che propone una pubblicazione a pagamento.

E' necessario lasciar passare almeno quei fatidici sei mesi ritenuti la "barriera" oltre la quale si può pensare che il nostro romanzo, inviato a svariate case editrici, non sia stato da queste preso in considerazione.

Questo, per evitare di gettarsi tra le braccia del partner sbagliato per troppa fretta e doversi mangiare le mani se in un momento successivo si dovesse presentare un'occasione più propizia o più in linea con le nostre aspirazioni.

 

Se così è, dato che ho inviato il mio manoscritto solo un mese e mezzo fa alle case editrici, molto probabilmente è il caso di tenere duro e resistere, almeno per il momento, alle lusinghe di una pubblicazione a pagamento.

 

Commenti e critiche, al solito, bene accetti!

Grazie

 

Ric

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dato che ho inviato il mio manoscritto solo un mese e mezzo fa alle case editrici, molto probabilmente è il caso di tenere duro e resistere, almeno per il momento, alle lusinghe di una pubblicazione a pagamento.

 

 

 

Assolutamente sì. :asd:

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Sono concorde anch'io con la tua ultima affermazione, @: meglio pazientare un po' e non fermarsi alla prima soluzione.

Del resto, in qualunque caso è meglio avere delle possibilità di confronto, piuttosto che accettare la prima proposta che capita.

 

Quanto alle questioni 1 e 2 che poni, non posso che essere d'accordo con quanto afferma @Marcello.

 

 

Immagino che questo dipenda molto dal numero di presentazioni che si riescono / si è disposti a fare, anche considerando che spesso vengono richiesti rimborsi per le spese di viaggio sostenute dal rappresentante dell'editore.

 

Una precisazione circa la disponibilità alle presentazioni: da parte di un autore mi sembra cosa scontata; il libro non si vende da sé, a meno che l'autore non sia arcinoto e anche in tal caso deve essere disponibile a promuovere il suo lavoro. E' nel suo stesso interesse, del resto, oltre che dell'editore, tanto più che se uno scrittore fa questo "di mestiere" guadagna proprio dai diritti d'autore sul venduto (salvo eventuali anticipi).

La questione editoria a pagamento, quindi, esula dalla disponibilità o meno dell'autore a fare presentazioni... o meglio, è molto più probabile che un autore pubblicato da un editore a pagamento debba "farsi il mazzo" a fissare autonomamente presentazioni su presentazioni per rientrare dei costi, perché è difficile che l'editore sia interessato a procurargliene (al limite gli organizzerà giusto la prima, se rientra nelle spese che l'autore ha già sostenuto... niente di regalato, in ogni caso).

Se l'editore investe in prima persona e ci tiene a promuovere il libro in uscita (cosa non così scontata), sarà lui stesso a sollecitare le presentazioni, tramite il suo ufficio stampa. 

Quanto alla quesione rimborsi, se è l'autore a chiedere alla libreria di organizzare la presentazione, non può pretendere un rimborso. Se è invitato, invece, il discorso cambia e qui il rimborso può starci; può essere l'editore a occuparsene o chi ha organizzato l'evento (per esempio una rassegna organizzata da una libreria, o da un'associazione/ente/ecc... in libreria), oppure ci può essere una suddivisione delle spese tra editore e organizzatore (uno si occupa delle spese di viaggio e l'altro di quelle per l'alloggio, per esempio). Se l'autore è davvero molto importante, spesso chiede anche un "gettone di presenza", diversamente basta solo il rimborso delle spese sostenute (o la copertura delle stesse).

 

Quanto alla questione e-book, personalmente ti ho risposto nel primissimo post: di certo ammortizza i costi dell'editore (perché elimina quelli di stampa e distribuzione) ma in Europa (e in Italia soprattutto) occupa ancora una percentuale molto bassa.

 

 

In questo caso mi viene da chiedermi quanto una eventuale auto-promozione sui principali social media, con una sorta di passaparola, possa rivelarsi efficace nell'incrementare la diffusione del romanzo.

 

Questa può essere utile in ogni caso, tanto che il librio sia un cartaceo quanto con un e-book. Alcuni, in questo forum, potrebbero darti le loro testimonianze positive di autopromozione via web e social. Ovviamente funziona se hai già un buon seguito (per esempio un blog molto seguito, o se hai numerosi "followers" o contatti).

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