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Axel93

Emblems Story - Prologo

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Eccomi qui con il prologo del mio racconto, spero che rispondiate in tanti e che mi diate molti consigli per capire dove sbaglio e cosa migliorare.
E' la prima volta che condivido un racconto con altri, spero piaccia.
(Sono convinto che avrò fatto qualche errore)

Commento: http://www.writersdream.org/forum/topic/27643-la-tomba-dacciaio-parte-1/

 

Un tempo lontano, un demone assetato di sangue si manifestò sul nostro mondo bramandone il dominio.

Le leggende narrano che un eroe avvolto da un manto più tetro della notte si erse contro il demone sigillandolo in un antro al centro del mondo di Inkan.

Inkan, e qui che la nostra storia comincia ed è qui che il demone ritorna alla vita.

Secoli dopo la sconfitta del demone, un ragazzo incappucciato, camminando per i meandri di una caverna, con il sentiero avvolto dall'oscurità e con le pareti lucide, come se dell'acqua ci scolasse di continuo, arrivò in un gigantesco antro, dove, a distanza da lui, avvolte nell'oscurità si trovavano 6 statue di pietra, ognuna dalla diversa forma, visibili soltanto dalla poca luce che arrivava da una crepa nel tetto della caverna.

Avvicinandosi il ragazzo cominciò a distinguere l'aspetto delle statue, quella in fondo a sinistra aveva l'aspetto di un umano, con un completo, lungo mantello e con lunghi denti canini; quella in fondo a destra aveva l'aspetto di una bestia simile ad un lupo ma con la fisionomia di un umano; quella affianco la bestia aveva la forma di una donna con il volto coperto; quella affianco l'umano con i canini aveva anch'esso la forma di un umano, ma si differenziava da quest'ultima per le orecchie un pò a punta; e al centro di queste 4 vi era una statua dalla strana forma, con 2 teste, 4 braccia e 4 gambe.

Ma quella che più lo colpi era dietro le prime 5, una gigantesca statua di un mostro seduto su un trono con i braccioli a forma di teschio, aveva delle ali, quelle che sembravano corna ed una lunga coda.

Il ragazzo toccando la statua del mostro, cominciò a pronunciare una strana formula, che creò un legame tra i 2 e che quando finì, cominciò ad incanalare la sua energia in quella della statua, che al contatto con quell'energia comincò a sgretolarsi provocando infine un'onda d'urto che spazzo contro una parete il ragazzo.

Dopo essersi ripreso, il ragazzo senti una voce che gli disse "E tu chi saresti?", lui alzando lo sguardo vide, oltre al mostro, che adesso era molto visibile, alto sui 2 metri, dalla pelle grigia, con le 2 grandi ali retratte, la lunga coda e le corna, e inchinandosi il ragazzo disse al mostro "Sono il suo più umile servitore, demone Dokuro".
Il demone, sorpreso che il ragazzo conoscesse il suo nome gli disse "Conosci la mia specie e il mio nome, cos'altro sai di me?", la risposta del ragazzo fu "Su di voi nient'altro, sui suoi seguaci invece come per lei so il loro nome e la loro stirpe", il demone gli fece segno di continuare, spostando lo sguardo sulle altre sagome, che anch'esse si erano liberate dopo l'onda d'urto, disse ,"Colui che somiglia ad un umano, ma che ha lunghi canini è il signore della notte, il primogenito della razza dei vampiri Irako, colui che fino a poco fa era una bestia è il figlio della luna, il primogenito della razza dei mannari White, la giovane donna che porta sempre il volto coperto è la signora dei serpenti, un umana di nome Medusa, l'uomo con orecchie a punta è colui che venne chiamato il traditore, un elfo di nome Saberu e per concludere i 2 umani al vostro fianco sono gli stregoni gemelli, Yubi e Kiri".

I seguaci sorpresi guardarono Dokuro, il demone sorridendo disse "Quanto tempo siamo stati sigillati nelle statue?", il ragazzo restòin silenzio e dopo un pò la risposta fù "Non saprei, ci sono molte leggende".

"Leggende? E cosa narrano?"disse Irako.

Il ragazzo rispose "Le leggende sono diverse di paese in paese ma tutte hanno un punto in comune, narrano che un demone assetato di sangue comparì su Inkan dal nulla e cominciò a seminare il caos, nessuno poteva fermarlo, perchè oltre al suo potere, il demone poteva contare sulla collaborazione dei suoi seguaci. Oguno di loro aveva la una forza straordinaria e poteri strabilianti. Ma poi dal nulla comparì un uomo, coperto da un manto più tetro della notte che..."

A quella frase, la terra cominciò a tremare e il demone, guardarndosi intorno, e scrutando per bene l'antro si dirisse dove prima si innalzava la sua statua e inchinandosi guardo il terreno e disse "E' già andato via, come pensavo un codardo rimane pur sempre un codardo".

Finendo la frase, il demone alzandosi si dirisse verso l'uscita della caverna, con a suo seguito i suoi seguaci.

Il ragazzo cominciò a seguirli e per strada domandò "Nelle leggende si parla di lei e dei suoi seguaci, ma ogni volta che si parla di questi ultimi, ci si riferisce a loro come i 5, perchè? Loro sono in 6?"

Non ci fù nessuna risposta, tutti continuarono a camminare e giunti all'uscita della caverna viderò, dopo molto tempo la luce del sole.

A quella vista, il demone gridando urlo "Esseri di Inkan, rieccomi, sono tornato, sono pronto a portare ancora una volta le tenebre sul vostro mondo."

Finita la frase, dal corpo di Dokuro cominciò ad uscire un immensa aura nera che fece appassire le piante, morire gli animali e ad oscurare il cielo.

Il demone si giro verso il ragazzo e gli chiese "Tu che mi hai donato la libertà, ti lascerò scegliere, da che parte starai?".

A quella domanda il ragazzo si inchinò nuovamente al cospetto del demone e disse "come ho detto prima demone Dokuro, sono il suo più umile servitore", allora il demone domandò "Qual'è il tuo nome?".

Il ragazzo si tolse il cappuccio, e a sorpresa dei seguaci e del demone, che pensarono di riuscire a vedere il suo volto invece viderò solo un elmo nero che gli copriva tutto il volto, e alzando il capo disse "Il mio nome è Jocsy, il cavaliere nero".

 

vai al capitolo uno

Modificato da Marcello
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Buongiorno @Axel93 , passo subito a commentare il tuo racconto!

 

 

Un tempo lontano, un demone assetato di sangue si manifestò sul nostro mondo bramandone il dominio.

Le leggende narrano che un eroe avvolto da un manto più tetro della notte si erse contro il demone sigillandolo in un antro al centro del mondo di Inkan.

Inkan, e qui che la nostra storia comincia ed è qui che il demone ritorna alla vita.

Mi piace l'inizio della tua storia, l'idea che hai avuto di farla raccontare in terza persona da un narratore, come le fiabe o le grandi leggende. Devo dire che sia il tono utilizzato, sia comunque i nomi giapponesi, danno molto l'idea di un manga alla Fushiji Yugi o Inuyasha, non so se li hai presente. ;)

Un appunto su questa frase, utilizzi il presente dicendo "è qui che il demone ritorna alla vita". Stona un po', considerando che dopo cominci con "Secoli dopo la sconfitta del demone" e torni ad utilizzare il passato. Forse sarebbe meglio tenere tutti i tempi al passato. Mi dispiace inoltre la fretta con cui descrivi questo eroe che è arrivato ed in tre secondi ha messo k.o il demone, senza spiegare con qualche particolare in più la dinamica dell'evento. In che maniera spadroneggiava il demone? C'è stata una battaglia? Come è riuscito a sconfiggerlo?

 

 

 

 con le pareti lucide, come se dell'acqua ci scolasse di continuo

Suona proprio brutto questo "ci scolasse di continuo".....sa tanto di spaghetti pronti! :asd:  Io togliere tranquillamente il "come se" e scriverei "attraverso un sentiero avvolto dall'oscurità, circondato da pareti rocciose levigate e umide, a causa della continua erosione dell'acqua che vi scorreva"

 

 

 

dove, a distanza da lui, 

A distanza quanto? Specifica. Anche qualcosa ad un centimetro dal volto è "a distanza".

 

 

 

ognuna dalla diversa forma,

Che ne dici di "Ognuna con una forma differente"?

 

 

 

Avvicinandosi il ragazzo cominciò a distinguere l'aspetto delle statue, quella in fondo a sinistra aveva l'aspetto di un umano, con un completo, lungo mantello e con lunghi denti canini; quella in fondo a destra aveva l'aspetto di una bestia simile ad un lupo ma con la fisionomia di un umano; quella affianco la bestia aveva la forma di una donna con il volto coperto; quella affianco l'umano con i canini aveva anch'esso la forma di un umano, ma si differenziava da quest'ultima per le orecchie un pò a punta; e al centro di queste 4 vi era una statua dalla strana forma, con 2 teste, 4 braccia e 4 gambe.

Un po' di annotazioni in questo punto: tutte queste descrizioni una dopo l'altra risultano un po' banali e senza un reale motivo, il lettore già alla terza statua tende a dimenticarsi della descrizione delle prime due ed a perdere interesse per quelle successive. Meglio se ce le introduci tutte in maniera generale, magari con un "Possedevano tutte un'aspetto bizzarro, che variava nel mescolare l'umano all'animale" e poi successivamente, presentarcele ad una una nel momento in cui si rianimano, se è necessario (cioè se il demone le presenta singolarmente per qualche motivo o se qualcuna di loro parla).

 

Un'altra cosa, i numeri meglio scriverli in lettere.

 

 

 

Ma quella che più lo colpi era dietro le prime 5, una gigantesca statua di un mostro seduto su un trono con i braccioli a forma di teschio, aveva delle ali, quelle che sembravano corna ed una lunga coda.

Perdonami, ma è un po' riduttiva questa tua descrizione del demone. La puoi arricchire molto di più. Le ali com'erano? Di cosa erano fatte o sembravano essere fatte? Erano spiegate o chiuse? Come lo avvolgevano? Le corna dove si trovavano e quanto erano grandi? Una coda di che genere? Leonina? Biforcuta? 

 

 

 

Il ragazzo toccando la statua del mostro, cominciò a pronunciare una strana formula, che creò un legame tra i 2 e che quando finì, 

Anche qui la tua descrizione dell'evento è un po' riduttiva. Innanzitutto bisognerebbe capire, il narratore vuole raccontarci le cose in maniera misteriosa o onnisciente? Perchè "strana formula" significa che il narratore non sa di che formula si tratti, mentre nella frase successiva, ci informa che la formula aveva creato un legame tra i due, quindi sapeva che effetto aveva. Anche qui puoi sbizzarrirti con la fantasia. Qualcosa come "Il ragazzo, toccando la statua del mostro, cominciò a pronunciare una strana formula. Una litania, quasi ipnotica, parole gutturali alternate ad altre vellutate, provenienti da una lingua antica di cui oramai si era persa traccia in qualunque scritto, se non in quelli provenienti dal (aggiungi un luogo dove il ragazzo ha imparato la magia). Il ragazzo pronunciava le parole con scioltezza e reverenza, come fossero vecchie amiche di cui portava rispetto e maneggiava con cura, mentre esse s'insinuavano nelle pietra del mostro, creando quasi un legame tra i due che...ecc.ecc."

 

 

 

Dopo essersi ripreso, il ragazzo senti una voce che gli disse "E tu chi saresti?", lui alzando lo sguardo vide, 

 

Attento alla punteggiatura quando fai parlare qualcuno. - Il ragazzo sentì una voce che lo interpellò dicendo: "E tu chi saresti?". Lui, alzando lo sguardo, vide... -

 

 

 

lui alzando lo sguardo vide, oltre al mostro, che adesso era molto visibile, alto sui 2 metri,

Metterei piuttosto: "Vide quanto il mostro fosse imponente, ora che si era alzato in piedi. Il demone lo sovrastava di quasi due metri..." ecc.

 

 

 

Finita la frase, dal corpo di Dokuro cominciò ad uscire un immensa aura nera che fece appassire le piante, morire gli animali e ad oscurare il cielo.

Perdonami ma....c'erano animali nei dintorni che camminavano tranquillamente e d'un tratto sono morti? :paraculo:

 

 

 

Il ragazzo si tolse il cappuccio, e a sorpresa dei seguaci e del demone, che pensarono di riuscire a vedere il suo volto invece viderò solo un elmo nero che gli copriva tutto il volto, e alzando il capo disse "Il mio nome è Jocsy, il cavaliere nero".

Apparte il discutibile interesse che possa avere un demone nel vedere o meno il volto di un ragazzo o rimanere sorpresi o meno nel constatare che invece avesse un elmo (voglio dire, sono un demone che ha appena ucciso degli animali ed oscurato il cielo, mi preoccupo che un ragazzo stia indossando un elmo?)  comunque strutturerei la frase in questa maniera: "Il ragazzo si tolse il cappuccio, rivelando inaspettatamente un elmo nero a coprirgli il volto. Alzò poi il capo e disse: "Il mio nome è Jocsy, il cavaliere nero".

 

In conclusione, come ti dicevo, leggende di demoni alla Inuyasha sono molto intriganti da leggere, ma occhio alla punteggiatura sui dialoghi e alla eccessiva semplificazione nelle descrizioni. A presto, attendo il seguito!;)

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Ti ringrazio per aver risposto, speravo proprio che qualcuno lo facesse :)
Rispondo al tuo commento dividendolo come hai fatto tu
 
Allora
 

 

 

Un tempo lontano, un demone assetato di sangue si manifestò sul nostro mondo bramandone il dominio.

Le leggende narrano che un eroe avvolto da un manto più tetro della notte si erse contro il demone sigillandolo in un antro al centro del mondo di Inkan.

Inkan, e qui che la nostra storia comincia ed è qui che il demone ritorna alla vita.

Per la frase ero indeciso tra "ritorna" e "ritornò", e a quanto pare ho sbagliato a scegliere XD
Invece per la fretta della descrizione della battaglia tra il demone e l'eroe, ho omesso i particolari perchè ho intenzione di parlarne più in la nella storia, in quanto è una cosa un pò complicata da spiegare.
Spero che tu e gli altri capiate :)
 

 

 

 con le pareti lucide, come se dell'acqua ci scolasse di continuo
In questa frase invece ci stavo perdendo le speranze, ogni volta la sbagliavo, ed ero convinto anche che questa era sbagliata, ma non venendomi 
altro in mente l'ho lasciata così dicendomi "poi la correggo" e invece ho dimenticato a farlo, ma per fortuna l'hai corretta tu, ti ringrazio  :la:
 

 

 

dove, a distanza da lui, avvolte nell'oscurità si trovavano 6 statue di pietra, ognuna dalla diversa forma, visibili soltanto dalla poca luce che arrivava da una crepa nel tetto della caverna.
Questa parte l'ho sostituita con "al centro" e quella della forma delle statue come mi hai consigliato tu.
"Infine arrivò in un gigantesco antro, dove, al centro, avvolte nell'oscurità si trovavano 6 statue di pietra, ognuna con una forma differente, visibili soltanto dalla poca luce che arrivava da una crepa nel tetto della caverna."

 

 

 

Avvicinandosi il ragazzo cominciò a distinguere l'aspetto delle statue, quella in fondo a sinistra aveva l'aspetto di un umano, con un completo, lungo mantello e con lunghi denti canini; quella in fondo a destra aveva l'aspetto di una bestia simile ad un lupo ma con la fisionomia di un umano; quella affianco la bestia aveva la forma di una donna con il volto coperto; quella affianco l'umano con i canini aveva anch'esso la forma di un umano, ma si differenziava da quest'ultima per le orecchie un pò a punta; e al centro di queste 4 vi era una statua dalla strana forma, con 2 teste, 4 braccia e 4 gambe.

Anche io nel descrivere le statue dimenticavo come era quella precedente XD, quindi penso che cambio.
Accetto il tuo consiglio e anche quello del momento della presentazione, che penso di mettere quando il demone chiede al ragazzo cosa sapeva dei suoi seguaci, che ne pensi?
Sapevo di doverle scrivere a lettere :eyebleed:
 
 

 

 

Ma quella che più lo colpi era dietro le prime 5, una gigantesca statua di un mostro seduto su un trono con i braccioli a forma di teschio, aveva delle ali, quelle che sembravano corna ed una lunga coda.
Sulla descrizione del demone volevo fermarmi a "con i braccioli a forma di teschio" e non aggiungere e descriverlo quando lo interpellava.
 

 

 

Il ragazzo toccando la statua del mostro, cominciò a pronunciare una strana formula, che creò un legame tra i 2 e che quando finì, 
Della formula non volevo parlarne perchè, come per la battaglia del demone e dell'eroe all'inizio, anche questa parte la volevo descrivere 
più in là, però penso di cambiarla per come mi hai aiutato tu a descriverla, se per te va bene :)
 

 

 

Dopo essersi ripreso, il ragazzo senti una voce che gli disse "E tu chi saresti?", lui alzando lo sguardo vide, 
Li ero convinto di aver scritto bene, ma a quanto pare no, grazie per avermi corretto :)
 

 

 

lui alzando lo sguardo vide, oltre al mostro, che adesso era molto visibile, alto sui 2 metri,

Corretta anche questa :)

 

 

 

Finita la frase, dal corpo di Dokuro cominciò ad uscire un immensa aura nera che fece appassire le piante, morire gli animali e ad oscurare il cielo.
Si XD, solo che ora penso fossè meglio dire qualcosa di più specifico :umhh: 
Invece di "morire gli animali" forse era meglio:
"finita la frase, dal corpo di Dokuro cominciò ad uscire un immensa aura nera che al contatto con le piante le fece appassire, gli animali 
morivano venendo inghiottiti da quell'aura e infine fece oscurare il cielo"
che ne pensi?
 

 

 

Il ragazzo si tolse il cappuccio, e a sorpresa dei seguaci e del demone, che pensarono di riuscire a vedere il suo volto invece viderò solo un elmo nero che gli copriva tutto il volto, e alzando il capo disse "Il mio nome è Jocsy, il cavaliere nero".
Anche per questa parte, come per quella della caverna, ero indeciso sul cosa scrivere, grazie per la correzione :)
 
Concludendo anche io, anche perchè sono le 4 :zzz: , ti ringrazio infinitamente di tutte le correzioni, grazie sui consigli che mi hai dato e anche sullo stare attento alla punteggiatura e alla eccessiva semplificazione nelle descrizioni (cosa che di solito non faccio, ma visto che stavo scrivendo un prologo ero indeciso sul cosa descrivere e su cosa tralasciare).
 
Per il seguito ti dico subito che dopo aver apportato le modifiche a questa parte, comincerò a scrivere il primo capitolo, di cui ho già la traccia in mente :).
Penso di pubblicarlo la prossima settimana, e attenderò il tuo commento  ;)

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Ciao Axel93, vedo che hai già ricevuto un commento molto tecnico e ben fatto, io vorrei fare delle annotazioni più generali.

Il prologo già dall'incipit trasuda uno stile da anime/manga giapponese. Oltre ai nomi è qualcosa proprio che traspira dalla prosa: è una forma di manierismo. A me piace, mette per così dire a suo agio il lettore. Continua su questo tono, cambiarlo non è una scelta vincente.

A proposito di giapponese, ti consiglio se non l'hai già fatto di controllare che i nomi che darai a personaggi che introdurrai man mano che vai avanti siano effettivamente nipponici. Per ora ho controllato solo Dokuro, ed effettivamente c'è. Mi sembra comunque cosa buona e giusta tenerti sul pezzo in materia.

Il prologo è molto affrettato nelle sua descrizione. Non è necessariamente un male. Se per esempio narrasse solo della leggenda sarebbe esattamente lo stile da seguire: da informazioni necessarie in fretta al lettore e "setta" l'ambientazione del racconto, lasciando una marea di possibilità per quanto riguarda futuri approfondimenti e colpi di scena al dipanarsi della storia. Qua però dedichi solo una riga alla sconfitta del demone e catapulti la scena secoli dopo, al risveglio di questo. Io capisco che magari tu non voglia spoilerare al lettore che il cavaliere sia uno dei suoi ex servitori o cose così (mi sembra che sia questa la direzione), però al contempo non vorrei che fosse una patologia della tua prosa! è importante che tu ti prenda il tuo tempo per introdurre scene, personaggi e motivazioni.

Nello spazio di meno di meno di 8.000 caratteri hai: introdotto la leggenda, il discepolo, la caverna, il risveglio, ammiccato ad un tradimento, servitori, nomi eccetera. È un po' troppo a mio parere, prenditi il tuo tempo. Se invece questa fretta era dovuta solo al prologo, mi scuso in anticipo per l'osservazione inutile.

Un ultimo consiglio sulle descrizioni (cosa che già ti è stata fatta notare ma repetita juvant): non essere eccessivamente specifico, nè concentrale tutte in unico paragrafo. Annoia il lettore e di conseguenza egli stesso poi si dimentica di cosa abbia appena letto. Disseminale lungo la narrazione! risalteranno di più.

 

Per il resto, aspetto gli altri capitoli. Mi piacciono le storie di questo tipo! 

Un saluto.

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@Ugonotto

Per i nomi ti dico subito che sono inventati, non ho preso spunto da nomi giapponesi o altro, quindi non chiedermi come ho indovinato il nome Dokuro ahahahah

Il prologo invece, so che non ho descritto molto della leggenda, ma è una cosa voluta, perchè la leggenda farà parte della storia più in avanti, e anche la storia di Jocsy, per questo non ho voluto aggiungere altro ne sulla leggenda ne su chi sia Jocsy.

Come anche la fretta del prologo, era solo per questa parte della storia, non sapevo cosa scrivere trattandosi del prologo, non volevo rivelare molto il contenuto della storia e ho scritto solo quelle che potevo dire in quel momento.
Si so di essere stato troppo eccessivo nella descrizione dei seguaci XD come ho risposto prima "Anche io nel descrivere le statue dimenticavo come era quella precedente XD" cosa che ho già sistemato nella versione revisionata :)
 

Per finire ti ringrazio per il commento, e il primo capitolo lo pubblicherò tra qualche giorno quindi aspetto un tuo commento ;)
P.S.

No, Jocsy non è un suo ex servitore ;)

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Ciao :) 

Ero troppo curiosa u.u 

 

L'inizio mi piace molto, nonostante non sia nel mio stile, ma fa molta atmosfera. Non ho letto tutti i commenti... ma ha ho notato che Victoria ti ha già segnalato l'errore sul tempo. 

Comunque io lo scriverei così in modo da mantenere l'atmosfera

 

 

 

Inkan, e qui che la nostra storia comincia ed è qui che il demone ritorna alla vita.

Proprio qui tutto ebbe inizio, Inkan: dove il demone ritornò alla vita.

 

 

 

Il ragazzo si tolse il cappuccio, e a sorpresa dei seguaci e del demone, che pensarono di riuscire a vedere il suo volto invece viderò solo un elmo nero che gli copriva tutto il volto, e alzando il capo disse "Il mio nome è Jocsy, il cavaliere nero".

 Ripetizione di volto, evitalo. E ho notato refusi qui e lì durante il prologo, ma nulla di serio. 

 

Moooolto interessante, non dirò tanto, aspetto sempre per dare giudizi, in fondo è solo il prologo, ma mi piace, promette bene u.u 

Sbrigati a scrivere il prossimo capitolo ahahahah 

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grazie per il commento, gli errori sono già stati corretti :)
se stanotte avrò tempo finirò il primo capitolo e lo pubblicherò ;)

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Il primo capitolo mi sembra molto interessante, con un'atmosfera che mette i brividi, tuttavia ci sono alcuni errori di battitura che ti consiglio di rivedere.

La "d" eufonica si mette solo se le due vocali che si incontrano sono uguali esempio "ed è qui" mentre in "simile ad un lupo" o negli altri casi la "d" si può togliere, ne guadagna la scioltezza di leggere ad alta voce.

"pò" è una troncatura di "poco" pertanto non va accentato, si scrive po'

"fu" non va mai accentato.

"con a suo seguito i suoi seguaci." mi sembra pesante, meglio "seguito dai suoi seguaci"

Spero di non essere stata troppo pedante : police :  Al prossimo capitolo!

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@Ciuffetina

Grazie, no non sei stata pedante, comunque questi errori li ho corretti nella versione revisionata :)

 

Il primo capitolo è già stato pubblicato :)

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Ciao Alex93

 

 

Secoli dopo la sconfitta del demone, un ragazzo incappucciato, camminando per i meandri di una caverna, con il sentiero avvolto dall'oscurità e con le pareti lucide, come se dell'acqua ci scolasse di continuo, arrivò in un gigantesco antro, dove, a distanza da lui, avvolte nell'oscurità si trovavano sei statue di pietra, ognuna dalla diversa forma, visibili soltanto dalla poca luce che arrivava da una crepa nel tetto della caverna

Riscriverei questo periodo in quanto molto confuso

 

Conclusioni: credo che questo prologo deve essere rivisto. Troppe cose non vanno. A meta lettura volevo smettere di leggere. "non è il mio genere" ma a parte questo, il racconto appare noioso. Le storie di demoni devono essere avvolti nella suspance, i dialoghi brevi ma intensi. E'  difficile scrivere horror! Qui ho letto senza vedere, qualche volta mi dimenticavo anche di quello che ho letto. Mi dispiace dirti così ma ti devi ancora esercitare.

Se ti può aiutare:

PUNTI DELL'HORROR

 

1- SCOPO:generare inquietudine,angoscia, paura. Suscitare forti emozioni

2- LUOGHI: tenebrosi, cupi, tetri, inquietanti

3- SCOPO:generare inquietudine, angoscia, paura. Suscitare forti emozioni

4- CONTENUTI: presenza di spiriti o forze demoniache, terrore della tomba, ritorno dei morti,

incubo di essere sepolti vivi.

5- TEMPI: preferibilmente la notte e l'imbrunire

6- TECNICHE NARRATIVE: suspence: rallentare il ritmo per non svelare subito qualcosa,

creare un senso di attesa; anticipare in modo confuso la conclusione; uso di metafore e sinestesia;

colpi di scena, finale a sorpresa. Lavora su questo

:saltello: Flo

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Ciao @Floriana

Grazie per il commento, mi hanno già consigliato come sistemare il prologo :) comunque questo racconto non fa parte del genere Horror, ma ti ringrazio lo stesso per i punti sul come scrivere una storia horror :)

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