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Plata

L'antipatico

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http://www.writersdream.org/forum/topic/28366-dreadful-december-1-giocare-nella-neve/#entry487244

 

 

Una cosa, l'antipatia, che ho sempre avuto. Come un talento, un dono, o una disgrazia; qualcosa che non decidi di avere ma ti danno lo stesso.

Se queste cose si potessero scegliere (in un ipotetico ufficio di assegnazione dei talenti tipo), avrei preferito saper suonare uno strumento, o dipingere, o piacere alle donne. Niente di troppo ricercato, sono di bocca buona. Non sono ingordo, solo antipatico.

Certo, di problemi me ne ha dati questa mia caratteristica, soprattutto con le donne. Non sono particolarmente ricco, e nemmeno bello mi dicono. "Ma le donne bisogna saper farle ridere", mi disse una volta un amico, e io ci riesco.

Non sono simpatico, ma ho senso dell'umorismo.

Riesco a far ridere le donne, ma prima o dopo smettono, il problema è quello. Quando le labbra si serrano e i denti scompaiono, come un sipario orizzontale, e lo spettacolo finisce. Senza bis. Quindi sovviene l'imbarazzo e mi guardano con accusatorio disagio, che pare mi ci vogliano far star male. E gli occhi si velano.

Come quelli degli amici, che distolgono lo sguardo troppo spesso, annoiati o distratti, maledetti. Dicono "si, è vero!", senza trasporto anche alla mia più arguta osservazione, fingendo interesse; sono per me un campo sterile, senza raccolto, o io un seme che non attecchisce.

Mio padre era antipatico, è questo che mi ha lasciato, e il naso a uncino, che certo non aiuta nella mia situazione; è la prima cosa che di solito guardano gli occhi che ho davanti, come un biglietto da visita. Il mio sguardo che li accoglie è una stretta di mano sudata, il rilievo sotto una fastidiosa distrazione.

Una volta era peggio, quando non capivo cosa avessi; non avevo una diagnosi. Guardavo, impotente, il leggero fastidio di chi avevo di fronte, rimanendone infastidito. Frasi di circostanza tra sorrisi forzati e io abbozzavo, confuso; che succede, mi chiedevo. Davo la colpa a chi mi stava davanti, tutti stupidi nessuno mi capisce, sono l'unico savio dentro il manicomio. Poi ho compreso, ho realizzato. Nessuna colpa.

Non trasmetto, non empatizzo, anche quando le mie emozioni piroettano all'impazzata, rinchiuse in uno spazio chiuso, angusto, e io non ho la chiave per liberarle. Una forza centripeta le blocca, non hanno una via di fuga.

Rimangono rinchiuse, dentro e fuori di me; le mie emozioni mi intossicano, senza possibilità di contaminare qualcuno.

Non mi faccio domande, ho smesso, quel tempo è passato come gli anni belli; e non aspetto che torni, figurarsi. Quella che consideravo la scaturigine dei miei problemi è una compagna adesso; ella non mi tradisce, e io gli son diventato fedele. Una brezza fresca che a braccetto con gli anni che passano ha gelato tutto, lentamente.

Mi hanno accusato di essere insolente, ed è vero; nulla da dire, come obiettare? Se nel mio cammino son destinato ad esser fastidioso, mi son detto, meglio far le cose bene, no?

L'antipatia è un talento, l'esser sgradevole una vocazione; essere odioso un'ambizione.

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Ciao Plata, passo per lasciarti un mio modesto commento. 

 

Ho apprezzato il frammento, mi piace il breve racconto di come il protagonista diventi consapevole della sua antipatia fino a esserne orgoglioso e a farne un'arte. Forse non c'entra ma mi ha ricordato qualcosa di "La coscienza di Zeno", sarà l'introspezione o il fatto che il personaggio sia un po' un antieroe, chissà...

L'ho trovato molto scorrevole nella lettura. Ti lascio qualche mia osservazione di seguito.

 

Come un talento, un dono, o una disgrazia

Toglierei la seconda virgola.

 

(in un ipotetico ufficio di assegnazione dei talenti tipo)

Le parentesi in genere non mi piacciono, le toglierei. E cambierei in: come in un ipotetico ufficio di assegnazione dei talenti

 

Quando le labbra si serrano e i denti scompaiono, come un sipario orizzontale, e lo spettacolo finisce. Senza bis. Quindi sovviene l'imbarazzo e mi guardano con accusatorio disagio, che pare mi ci vogliano far star male. E gli occhi si velano.

 

Magari spiegherei meglio cosa le fa smettere di sorridere, il protagonista dice cose inadeguate? O semplicemente dopo un po' le donne si annoiano?

 

è la prima cosa che di solito guardano gli occhi che ho davanti, come un biglietto da visita

 

Prima di questa frase metterei un punto. Poi la trovo poco scorrevole, prova a rielaborarla. Tipo: è la prima cosa che cattura l'attenzione di chi mi sta davanti, come un biglietto da visita.

 

 Frasi di circostanza tra sorrisi forzati e io abbozzavo

 

Non mi è chiaro, forse intendevi:  Frasi di circostanza tra sorrisi forzati che io abbozzavo?

 

Non trasmetto, non empatizzo, anche quando le mie emozioni piroettano all'impazzata, rinchiuse in uno spazio chiuso, angusto, e io non ho la chiave per liberarle. Una forza centripeta le blocca, non hanno una via di fuga.

 

Quest'immagine mi è piaciuta molto, bravo.

 

 Una brezza fresca che a braccetto con gli anni che passano ha gelato tutto, lentamente.

 

Virgole:  Una brezza fresca che, a braccetto con gli anni che passano, ha gelato tutto, lentamente.

 

In generale ti direi di rivedere meglio la punteggiatura, credo possa essere perfezionata.

 

Spero di averti dato qualche utile consiglio.

A rileggerti!

 

Thea

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Quote

Come un talento, un dono, o una disgrazia

Toglierei la seconda virgola.

 

mi va bene

 

 

 

Quote

(in un ipotetico ufficio di assegnazione dei talenti tipo)

Le parentesi in genere non mi piacciono, le toglierei. E cambierei in: come in un ipotetico ufficio di assegnazione dei talenti

la penso come te, anche a me non piacciono, ma possono essere molto comode. Per farti capire in un romanzo di quasi 700 mila caratteri le avrò usate tre/quattro volte, per questo sto cercando di forzarmi a usarle...

 

 

 

 

 

Non mi è chiaro, forse intendevi:  Frasi di circostanza tra sorrisi forzati che io abbozzavo?

no. Frasi di circostanza tra sorrisi forzati mentre io abbozzavo...forse così rende più l'idea

 

 

 

 

Quest'immagine mi è piaciuta molto, bravo.

giubilo!

 

 

 

Virgole: Una brezza fresca che, a braccetto con gli anni che passano, ha gelato tutto, lentamente.

sì, è molto meglio così.

 

Grazie mille per la lettura. I consigli sono da me sempre bene accetti, quando vuoi consigliami pure  :OO:

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Il brano mi è piaciuto: per il tema trattato, per come l'hai trattato, sviluppato. Sei riuscito a coinvolgere nella lettura, a far immedesimare nel personaggio. Per me non c'è molto da aggiungere: puoi sviluppare alcune parti come ha suggerito Thea, ma anche lasciandole così il testo non ne risente. Faccio solo qualche osservazione, perché c'è poco da modificare, a mio avviso, del testo.

 

 

"L'antipatia è una cosa che ho sempre avuto." In questo modo il testo è più diretto.

 

"Tutti stupidi, nessuno mi capisce." Aggiungerei la virgola, così è più efficace.

 

"Sono l'unico sano di mente dentro il manicomio." Per me è più chiaro; anche savio va bene, solo che è un termine poco usato.

 

"Quella che consideravo l'origine dei miei problemi." Con origine sei più chiaro e diretto.

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Si tratta di un frammento, quindi non possiamo certo pretendere che sia auto conclusivo come un racconto, ma mi sarebbe ugualmente piaciuto sapere da dove l'hai tratto, se fa parte cioè di un qualcosa di più ampio, tipo un'autobiografia o un romanzo, oppure se vive e vivrà di vita propria.

Abbastanza originale l'idea dell'accettazione della propria antipatia come una sorta di filosofia esistenziale, una compagna di vita, dalla quale pare impossibile separarsi, e  che in fondo ce la potrebbe rendere anche più tollerabile, questa vita difficile.

Come purtroppo mi accede sempre più spesso nel commentare racconti e frammenti nel WD, non sono assolutamente d'accordo con l'uso della punteggiatura, che mi pare piuttosto casuale, per non dire eccentrico, e in ogni caso mai veramente adeguato a farsi comprendere bene, in fretta e senza lasciar spazio a fraintendimenti.

Ti faccio solo alcuni esempi, perché anche il tuo testo ne è pieno.
 

 

   

Come un talento, un dono, o una disgrazia; qualcosa che non decidi di avere ma ti danno lo stesso.

Perché il punto e virgola? Meglio i due punti, se vuoi creare attesa, una semplice virgola, se vuoi essere fluido, o il punto fisso, se vuoi che il lettore di fermi a riflettere.
 

 

 

Niente di troppo ricercato, sono di bocca buona. Non sono ingordo, solo antipatico.

Qui le virgole ci potrebbero anche stare, ma i due punti sarebbero preferibili.

 

 

Riesco a far ridere le donne, ma prima o dopo smettono, il problema è quello

Qui invece mi paiono proprio indispensabili

 

 

Mio padre era antipatico, è questo che mi ha lasciato, e il naso a uncino, che certo non aiuta nella mia situazione; è la prima cosa che di solito guardano gli occhi che ho davanti, come un biglietto da visita.

Io la scriverei in questo modo:

 

Mio padre era antipatico: questo mi ha lasciato, oltre al naso a uncino, che certo non aiuta nella mia situazione. E' la prima cosa che di solito notano gli occhi che mi trovo davanti, quasi fosse il mio vero biglietto da visita.

 

 

 Il mio sguardo che li accoglie è una stretta di mano sudata, il rilievo sotto una fastidiosa distrazione

Scusa, ma qui proprio non comprendo cosa volessi dirci.

 

 

ella non mi tradisce

No, per amor del Cielo, Plata: "ella" proprio no! Non scrivi favole e soprattutto non le scrivi nell'Ottocento... A meno che il tuo intento non fosse davvero quello di renderti antipatico a tutti i costi.
Bene, sicuro del fatto che da qui in avanti io starò antipatico a te, ti saluto e aspetto di leggere qualcos'altro di tuo.

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@Alexmusic grazie per la lettura e il commento; per adesso non mi sei ancora antipatico...

 

sulla punteggiatura hai probabilmente ragione su un piano prettamente tecnico, ma non è quello che guardo quando scrivo. I due punti (:) non mi piacciono, mentre sono innamorato del punto e virgola (;); uno dei miei scrittori preferiti è Cormac McCarthy, giusto per farti capire cosa ne penso della punteggiatura.

 

 

Io la scriverei in questo modo:

 

Mio padre era antipatico: questo mi ha lasciato, oltre al naso a uncino, che certo non aiuta nella mia situazione. E' la prima cosa che di solito notano gli occhi che mi trovo davanti, quasi fosse il mio vero biglietto da visita.

sì, mi piace, può andare

 

 

 Il mio sguardo che li accoglie è una stretta di mano sudata, il rilievo sotto una fastidiosa distrazione

Scusa, ma qui proprio non comprendo cosa volessi dirci.

il mio sguardo è sgradevole quanto una stretta di mano sudata, il rilievo sotto (il naso) distrae dallo sguardo risultando ancora più sgradevole 

 

Su 'ella', punti di vista: mi piace utilizzare un linguaggio che per molti può essere anacronistico, tra l'altro il novanta% circa degli autori che ho nelle librerie di casa è morto, e la maggior parte di 'elli'  :asd: da un pezzo; probabilmente anche questo contribuisce...

 

Grazie ancora di cuore, a presto!

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@M.T. volevo risponderti nel commento precedente e l'ho dimenticato, grazie per il commento, sono contento ti sia piaciuto.

A presto.

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 I due punti ( :) non mi piacciono, mentre sono innamorato del punto e virgola ( ;); uno dei miei scrittori preferiti è Cormac McCarthy, giusto per farti capire cosa ne penso della punteggiatura.

in realtà avevo messo i due punti e il punto e virgola dentro le parentesi, ma mi sono venute fuori le faccine, non era quello che volevo ...

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Ciao, il pezzo mi è piaciuto, perché è una caratterizzazione veramente interessante, come ti ha già chiesto Alexmusic, anche a me farebbe piacere sapere se fa parte o se andrà a fare parte di un romanzo, perché il personaggio che hai creato anche se "antipatico" in realtà l'hai reso quasi simpatico o quanto meno hai fatto sorgere in me un senso di empatia verso questo personaggio afflitto da questa sua caratteristiche che alla fine del frammento viene accettata. 

L'ultima frase è forse quella che più mi è piaciuta di tutto il testo

 

L'antipatia è un talento, l'esser sgradevole una vocazione; essere odioso un'ambizione.

 

Mentre quella che hai evidenziato anche in corsivo non mi piace come suona

 

 

 tutti stupidi nessuno mi capisce, sono l'unico savio dentro il manicomio

Non lo so, l'avrei cambiata.

Per il resto il testo mi piace perché è scorrevole e il personaggio riesce a uscire fuori in così poche parole, come possono essere quelle di un frammento. Hai la capacità di addentrarti bene nel pensiero caratteriale e psicologico della persona che sei andato a creare, non so se ti riesce così bene con tutti i tuoi personaggi, ma con questo hai fatto un ottimo lavoro. Complimenti!

Lo vedo bene come incipit di una storia più ampia, perché si sa "chi ben comincia e a metà dell'opera"...:)

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@Cheza90 grazie del commento, poi i consigli sono sempre bene accetti e i complimenti ancora di più. Mi ero dimenticato di rispondere ad Alexmusic quindi rispondo a te: il brano l'ho scritto in un paio di sere, così per diletto e per provare a scrivere in prima persona perché non lo faccio mai. Potrei prendere in considerazione l'idea di scriverci un racconto più corposo, ma ho già altre idee che vorrei sviluppare e cose iniziate da finire quindi, non so.

Grazie ancora.

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Bel frammento, l'antipatia è qualcosa che a primo impatto viene vista di cattivo occhio ma tu sei riuscito a cambiarle faccia e a creare qualcosa di originale. Personalmente l'unica modifica che apporterei sta nella rimozione di "tipo" nella frase "(in un ipotetico ufficio di assegnazione dei talenti tipo)"

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Ciao Plata, 

Mi è piaciuto il frammento, concordo in generale con Bluepen e con Cheza90, hai la capacità di "scavare" nella psicologia del personaggio, e anche di spiegare bene l'evoluzione del suo atteggiamento verso l'antipatia.

Sulla punteggiatura, come Alexmusic, io la rivedrei e la cambierei: così non mi torna. Certamente la punteggiatura è parte dello stile, però a me piace che venga usata per riportare per iscritto le pause o l'intonazione che si hanno quando si parla, e per farsi comprendere bene con meno parole.

 

Ad esempio:

 

Non sono particolarmente ricco, e nemmeno bello mi dicono.

Aggiungerei una virgola: e nemmeno bello, mi dicono.

Questo perché, se io leggo la frase ad alta voce, dopo "bello" faccio una pausa naturale.

 

avrei preferito saper suonare uno strumento, o dipingere, o piacere alle donne.

Qui la "o" è di troppo, la virgola dà già l'idea: suonare uno strumento, dipingere, o piacere alle donne.

 

"Ma le donne bisogna saper farle ridere", mi disse una volta un amico, e io ci riesco.

Qui userei i due punti: mi disse una volta un amico: io ci riesco.

 

Una volta era peggio, quando non capivo cosa avessi; non avevo una diagnosi.

Qui invece metterei una correlazione, per me la pausa non ci sta: quando non capivo cosa avessi, e non avevo una diagnosi.

 

L'antipatia è un talento, l'esser sgradevole una vocazione; essere odioso un'ambizione.

Premetto che quest'ultima frase mi piace un sacco, ma io la cambierei così: L'antipatia è un talento, l'esser sgradevole una vocazione. Essere odioso, un'ambizione.

 

Poi, ci sono delle ripetizioni:

 

Guardavo, impotente, il leggero fastidio di chi avevo di fronte, rimanendone infastidito.

Se proprio vuoi lasciarlo, suonerebbe meglio così: il leggero fastidio di chi avevo di fronte, rimanendone a mia volta infastidito.

 

anche quando le mie emozioni piroettano all'impazzata, rinchiuse in uno spazio chiuso

E anche una riga più sotto:

Rimangono rinchiuse, dentro e fuori di me;

 

Infine, alcuni passaggi mi risultano poco chiari:

 

Non sono ingordo, solo antipatico.

Non capisco cosa c'entri "ingordo".

 

Non sono simpatico, ma ho senso dell'umorismo.

Riesco a far ridere le donne, ma prima o dopo smettono, il problema è quello. 

Il fatto che tu vada a capo mi spiazza un po', `primo perché parli sempre della stessa caratteristica (far ridere le donne), e secondo sembra che tu stia parlando di una caratteristica positiva, però poi la trasformi in negativa.

 

Quindi sovviene l'imbarazzo e mi guardano con accusatorio disagio, che pare mi ci vogliano far star male. E gli occhi si velano.

Gli occhi di chi si velano?

 

Frasi di circostanza tra sorrisi forzati e io abbozzavo, confuso;

Qui mi manca qualcosa: cosa abbozzava?

 

Una brezza fresca che a braccetto con gli anni che passano ha gelato tutto, lentamente.

È una bella immagine ma per me non si sposa con l'antipatia.

 

Scusami, spero di non aver esagerato con i commenti... Se ho scritto qualche cavolata, fammelo sapere ;)

 

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ciao @lasilviachescrive, grazie del commento. Non devi scusarti, i commenti non sono mai troppi, se costruttivi come i tuoi.

 

 

Non sono particolarmente ricco, e nemmeno bello mi dicono.

Aggiungerei una virgola: e nemmeno bello, mi dicono.

Questo perché, se io leggo la frase ad alta voce, dopo "bello" faccio una pausa naturale.

non lo so, punti di vista

 

 

 

Qui la "o" è di troppo, la virgola dà già l'idea: suonare uno strumento, dipingere, o piacere alle donne.

sono d'accordo, la prima "o" è di troppo

 

 

 

"Ma le donne bisogna saper farle ridere", mi disse una volta un amico, e io ci riesco.

Qui userei i due punti: mi disse una volta un amico: io ci riesco.

come dicevo all'ottimo @Alexmusic, sto cercando di "farmi piacere" i due punti, ed effettivamente qui ci stanno

 

 

 

Una volta era peggio, quando non capivo cosa avessi; non avevo una diagnosi.

Qui invece metterei una correlazione, per me la pausa non ci sta: quando non capivo cosa avessi, e non avevo una diagnosi.

per me invece la pausa ci sta; rende, credo, tutto più grave

 

 

 

L'antipatia è un talento, l'esser sgradevole una vocazione; essere odioso un'ambizione.

Premetto che quest'ultima frase mi piace un sacco, ma io la cambierei così: L'antipatia è un talento, l'esser sgradevole una vocazione. Essere odioso, un'ambizione.

l'ho pensato anche io rileggendolo successivamente, sono d'accordo

 

 

 

Guardavo, impotente, il leggero fastidio di chi avevo di fronte, rimanendone infastidito.

Se proprio vuoi lasciarlo, suonerebbe meglio così: il leggero fastidio di chi avevo di fronte, rimanendone a mia volta infastidito.

la ripetizione è voluta e se dà fastidio, visto il contesto, sono contento  :sornione:

 

 

 

anche quando le mie emozioni piroettano all'impazzata, rinchiuse in uno spazio chiuso

E anche una riga più sotto:

Rimangono rinchiuse, dentro e fuori di me;

è vero, qui si possono evitare

 

 

 

Non sono ingordo, solo antipatico.

Non capisco cosa c'entri "ingordo".

l'antipatico lo spiega poco prima quando dice: "avrei preferito saper suonare uno strumento, o dipingere, o piacere alle donne. Niente di troppo ricercato, sono di bocca buona." Si accontenterebbe "solo" di quello; in fin dei conti è antipatico...

 

sugli accapo effettivamente sono discutibili, visto che vado d'istinto

 

 

Quindi sovviene l'imbarazzo e mi guardano con accusatorio disagio, che pare mi ci vogliano far star male. E gli occhi si velano.

Gli occhi di chi si velano?

sugli occhi cala un velo di imbarazzo; dal momento in cui l'umorismo placa il suo effetto, le donne lo guardano con altri occhi. È questo che volevo comunicare

 

 

Frasi di circostanza tra sorrisi forzati e io abbozzavo, confuso;

Qui mi manca qualcosa: cosa abbozzava?

 

-"AbbozzareSopportare frenando lo sdegno o il risentimento". Fonti: dizionario online e "un paio" di letture sulle spalle

 

Una brezza fresca che a braccetto con gli anni che passano ha gelato tutto, lentamente.

È una bella immagine ma per me non si sposa con l'antipatia.

 

sì, l'immagine piace anche a me; dovrò sentire un avvocato divorzista...

 

grazie ancora Silvia, bombardami pure di commenti quando vuoi, sono sempre ben accetti!

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Leggi un po' qui, @Marcello:

 

 

Certamente la punteggiatura è parte dello stile, però a me piace che venga usata per riportare per iscritto le pause o l'intonazione che si hanno quando si parla, e per farsi comprendere bene con meno parole.

Possiamo nutrire speranza anche per le nuove generazioni  :asd: .

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Grazie @Plata per aver accettato i commenti di così buon grado... Vorrà dire che te ne meriterai altri in futuro, ma poi non dire che non te la sei cercata ;)

 

Due note veloci:

 

 

la ripetizione è voluta e se dà fastidio, visto il contesto, sono contento  :sornione:
 

buonissima risposta, se effettivamente è così... Lascialo!

 

 

-"AbbozzareSopportare frenando lo sdegno o il risentimento". Fonti: dizionario online e "un paio" di letture sulle spalle


 

Non si finisce mai d'imparare. Ho controllato il Treccani e il terzo significato dice proprio:

 

3. fam. Con uso assol., sopportare, fare finta di niente, frenare le proprie reazioni o il risentimento: non te la prendere, abbozza!; purtroppo, devo star zitto e abbozzare.

 

Touchée! Non conoscevo quest'uso intransitivo.

 

@Alexmusic: sì, la speranza con la punteggiatura è l'ultima a morire... Nel frattempo noi ci proviamo con tutti sperando che qualcuno ci ascolti ;)

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