Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

Dark Smile

[MI 71] Specchio

Post raccomandati

Prompt: specchio specchio delle mie brame

 

Commento: http://www.writersdream.org/forum/topic/28119-mi71-finestrino-cremisi/#entry483952

 

Lo anticipo anche qui, non si sa mai. Questo racconto è il più strano che abbia mai scritto, quindi non saprei se sono riuscita bene nel mio intento, spero sia decente almeno XD lo lascio nelle vostre mani, perché le critiche sono sempre ben accette  :la:
 

 

Mi capitava spesso di riflettere, non avevo un tema preciso da seguire, mi piaceva perdermi nei miei pensieri e scoprire cose nuove. Eppure c'era una questione che per me rimaneva irrisolta. E non sapevo che fare, quale manovra assurda dovesse attuare la mia mente per poter trovare il tassello mancante, quel singolo ingranaggio che sbloccava il tutto. Spesso mi ritrovavo solo nella mia stanza e davanti al mio specchio. Era uno di quelli antichi, me lo aveva regalato mia nonna paterna. Quel giorno non mi sembrava particolarmente felice mentre me lo passava frettolosamente tra le mani, l'impressione che mi diede fu negativa, come se volesse solo sbarazzarsene. Mio nonno era morto da due anni e lo adorava profondamente, prima di andarsene chiese di potersi specchiare un'ultima volta. Io ancora non riuscivo a comprendere tale comportamento, forse per questo nonna voleva allontanare da sé lo specchio, sede di mille ricordi pungenti come aghi. Prima di tornare a casa, mi rivelò nel dettaglio gli ultimi istanti e al solo ripensarci, mi vennero i brividi.

 

La notte iniziava a scendere, la luce del giorno cominciava a sparire lentamente, piano si addormentava e mi lasciava. Era una delle ultime volte che potevo godere di un simile spettacolo, per cui spalancai gli occhi e non mi persi neanche un aspetto di quel cielo notturno, che ormai si era svelato sopra di me.

«Antonio, non dovresti stare in piedi.»

«Amore, da quando sei lì? Non ti ho sentita entrare.»

Lei avanzò lenta, trascinandosi verso il letto e si sedette. Scorsi tra i capelli ancora folti e lunghi, che le nascondevano il viso, delle lacrime disegnare rapide traiettorie sulle rughe. Era l'unica persona alla quale non riuscivo a mentire, avrei voluto farlo, avrei desiderato con tutto me stesso sedermi accanto a lei e sussurrarle all'orecchio ''andrà tutto bene, sta tranquilla'', come facevo in passato, ma in cuor mio sapevo che era una bugia, a cui non avrebbe mai potuto credere. Lei era l'amore della mia vita, l'unico rammarico che portavo e celavo dentro di me e dietro un sorriso, era lasciarla sola in un mondo di fatiche e continue lotte. Avrei preferito andarmene per ultimo, e invece.

Rimasi poggiato al davanzale, con il viso rivolto verso il panorama. Il vento iniziava ad esser freddo e a gelarmi le guance. Non riuscivo già a muover il naso.

«Antonio.»

«Dimmi» non riuscii a girarmi, sapevo gli occhi che avrei trovato e non avevo abbastanza coraggio per immergermi in essi.

«Guardami.»

A quelle parole sussultai, lei mi fregava sempre, sembrava leggermi nel pensiero. Era capace di tradurre i miei gesti, i miei silenzi.

Nel momento in cui i miei occhi si posarono sui suoi, il mio dolore, la mia paura fu scoperta. La mia debolezza fu nota. E lei sorrise, si alzò rischiando di perdere l'equilibrio e con determinazione venne verso di me, zoppicando. Mi prese il volto tra le mani e mi baciò. E io quel momento non lo avrei mai dimenticato, come tutti gli altri che ancora si agitavano dentro il mio cuore.

«Ti amo, Antonio.»

«Ti amo anch'io» la sua fronte tremolante, poggiava sulla mia fredda come la notte, divenuta ormai un semplice contorno «ho un'ultima richiesta da farti.»

Stupita dalla mia uscita, inarcò le sopracciglia «Cioè?»

«Portami in soggiorno, davanti lo specchio.»

«Perché?»

Non risposi, cominciai a dirigermi verso la porta. Lei in silenzio mi seguì.

«Siamo arrivati, ora mi puoi spiegare Antonio?»

Accarezzai il legno, osservai ogni singola imperfezione e poi mi soffermai sul vetro riflettente.

«Vieni qui.»

La tirai a me, le mie braccia le cingevano la vita, chiusi gli occhi e poi parlai «Finalmente mi vedo.»

«Ma che dici?»

Avvicinai la mia mano verso il materiale, uno specchio poteva riflettere il mio aspetto, i miei occhi, la mia espressione, il mio vestiario e il mio nasone poco fine. Poteva scorgere difetti, pregi, i particolari che mi rendevano unico, in quello che ero. Poteva riflettere e farmi riflettere. Poteva farmi immergere in me stesso, ma quella era l'unica volta che mi sentii bene davanti ad esso, l'unico momento in cui non mi sentii perso nel mio riflesso.

«È solo grazie a te se ora, davanti a questo specchio, io posso sorridere. Solo grazie a te, che hai reso la mia vita uno splendore, posso specchiarmi senza titubanze. Solo per te ora non mi perdo in me, sei la mia guida, lo sei sempre stata e io volevo dirtelo, volevo mostrartelo. Perdonami.»

E la vidi piangere. La vidi anche sorridere debolmente. E in quello specchio rividi quel cielo stellato che avevo lasciato in camera. Lo rividi, perché per me lei era tutto.

 

Sfiorai il legno, le sue imperfezioni e poi il vetro. Ancora non capivo cosa avesse di speciale lo specchio. Perché ti guardavi ogni giorno? Perché hai voluto specchiarti nei tuoi ultimi istanti? Cosa significavano quelle parole? Perché nonno non riuscivo a comprenderti?

Uno specchio poteva solo riflettere il mio aspetto, cos'altro dovevo vederci in esso?

«Non vedo niente, nonno.»

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Dark, davvero non capisco dove sia la stranezza di questo testo? O: Quello spoiler mi ha messo del tutto fuori strada perché secondo me questo testo non ha davvero nulla di strano e nulla che non vada  :)

Hai una propensione spiccata per l'introspezione e la psicologia, ho letto prima. Beh, si nota proprio: l'interiore ti affascina più dell'esteriore, ti interessano più le stelle dentro di noi che quelle nel cielo notturno.

In questa storia si riflette la tua propensione  :P (che bel giochino di parole). Finora sei quella che ha interpretato più in profondità e nella maniera più adatta, forse, il mio prompt. Era nelle tue corde, ecco perché l'hai scelto.

E' una storia che si può interpretare in diversi modi, ognuno a seconda del suo gusto e anche delle sue esperienze. E' una storia semplice, quasi una fiaba sotto forma di ricordo, in cui quello che sembra non accadere colpisce più di quello che accade e ti viene da chiedere se quello che alla fine accade è davvero successo come lo immagini tu (ma che ho detto?  :eheh: ) L'unica cosa certa è che alla fine ti viene voglia di specchiarti e di aprire lo specchio per vedere se c'è qualcosa dentro.

Per lo specchio in sé, all'inizio avevo pensato a qualcosa come il ritratto di Dorian Gray del grande Wilde, poi invece mi ha ricordato più lo specchio di Harry Potter e la pietra filosofale, dove ognuno vedeva ciò che lo rendeva felice, se era pronto.

A livello di stile nessun problema da segnalare se non qualche incertezza ogni tanto e qualche frase un po' contorta in alcuni punti.

In sostanza, buon racconto con tanto più da rifletterci di quanto è scritto: bell'esordio Dark!  :)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Non ho capito una cosa: il nonno è morto da due anni, ma nel ricordo è la nonna a stare male... ho inteso che il nonno ha preso il suo posto attraverso lo specchio, ma credo di aver toppato.

L' autrice ama l'introspezione, il romantico scrutare l'animo, l'impulso creativo è quello di mettere in risalto la sofferenza, il dolore come presupposto per la conoscenza, ed è così. Soffrendo si arriva a volare più in alto, ci si avvicina al divino che forse è in noi.

Piaciuto, anche se triste.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Vorrei provare a scrivere un commento decente, ma sono troppo impegnato a piangere, scusami. Ci provo lo stesso, okay?

La mia profonda, approfondita, accurata, dettagliata ed esauriente analisi di questo testo è: bellissimo. Fine.

Scherzi a parte, nulla da dire: giuro che mi hai fatto piangere. E se sei riuscito in questo, a mio parere meriti la vittoria. A prescindere c:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Non mi sembra strano come dici. Non so cos'altro tu scriva di solito, forse esula dai temi che tratti normalmente! Mi è piaciuto. E' breve ma non avrebbe necessitato di altre parole per essere completo. Per i miei gusti un tantino melenso ed esplicito. Si può mostrare l'amore che due persone provano l'una per l'altra con più eleganza senza scomodare le parole "ti amo", e qui lo fai tre volte, se non sbaglio. Ma non lo considero un errore, solo una tua scelta stilistica.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Grazie a tutti per essere passati a leggere XD 

Ora vi rispondo per bene. 

 

@sioux 

Grazie davvero, il tuo commento mi ha commossa XD pensavo che non fossi riuscita bene nel mio intento, ero un po' insicura, ma sono contenta che ti sia piaciuto XD 

Eh, adoro l'introspezione e i sentimenti *-* XD sì, in effetti è proprio così. 

Il tuo prompt mi è piaciuto così tanto che non sono riuscita a resistere e mi sono messa in gioco XD e grazie per quello che hai detto, sono felice di aver trattato il tema in modo profondo, quindi posso ritenermi soddisfatta? XD 

Sì, volevo dare una scena, ma nello stesso tempo lasciare libero il lettore di interpretare come voleva, perché dato che ci sono tante cose dietro questo racconto mi sembrava fosse possibile XD

Per quanto riguarda lo specchio, nella mia interpretazione ha un significato preciso: la continua ricerca di se stessi. Il nonno si specchia ogni giorno scrutando il suo aspetto esteriore e cercando perennemente altri aspetti, interni e molto più profondi. Alla fine si rende conto che non basta cercarsi ma ci vuole una persona che lo capisca e lo ami per quello che è. Una volta che trova l'amore della sua vita, dopo una vita insieme riesce finalmente a vedersi in quello specchio con un sorriso sulle labbra, senza nessuna titubanza, vede ogni parte di lui e ne è fiero, perché in quel mare di aspetti e di ricerca c'è stata una persona che l'ha salvato e non l'ha fatto annegare. Una guida, perché se si è da soli e ci si osserva alla ricerca di se stessi perennemente, ci si perde nel proprio riflesso, così come accade al nipote, che non avendo nessuno accanto non comprende le parole del nonno e per questo in esso non vede nulla. Ehm non so se mi sono spiegata... è difficile spiegarlo a parole, spero di esser stata più chiara possibile XD 

Grazie ancora, il tuo commento mi ha reso davvero felice XD 

 

@simone volponi 

Nel ricordo stanno male entrambi, la nonna comprende che il marito sta per andar via, quindi il suo dolore è psicologico, ma da piccoli particolari si può notare che anche lei non è molto in forma, ma quella è un'altra storia xD comunque non prende il suo posto, ma come ho detto ho lasciato libera l'interpretazione XD 

Sono contenta che ti sia piaciuto XD e sì, io amo l'introspezione e forse ci sono troppo fissata o.o 

Grazie mille! XD

 

@mina99

Grazie infinite! Hai fatto un bellissimo commento, mi hai appena detto che ti ha fatto emozionare, quindi grazie a te, davvero XD 

 

@Eterocefalo

Grazie, mi sembrava strano perché spesso quando mi lascio andare, rischio di esagerare. Io amo l'introspezione e a volte me ne esco con cose criptiche o poco chiare e avevo paura che avevo scritto un bel casino, ma sono contenta che non è stato così. Quindi ti ringrazio. 

Siamo d'accordo, ma visto che nella mia mente era l'ultimo momento che avrebbero passato insieme, ho pensato di inserirlo, ma non per dimostrare l'amore, ma come ultimo regalo al nonno XD 

Ancora grazie XD

 

E ancora grazie a tutti, mi ha fatto molto piacere leggere i vostri pareri XD 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite

 

Mi capitava spesso di riflettere, non avevo un tema preciso da seguire, mi piaceva perdermi nei miei pensieri e scoprire cose nuove. Eppure c'era una questione che per me rimaneva irrisolta. E non sapevo che fare, quale manovra assurda dovesse attuare la mia mente per poter trovare il tassello mancante, quel singolo ingranaggio che sbloccava il tutto.

Spesso mi ritrovavo solo nella mia stanza e davanti al mio specchio.

 

troppi. Appesantiscono il testo. Trova il modo di eliminare i superflui (questione che rimaneva irrisolta va benissimo: si capisce che è riferita al protagonista. perdermi nei pensieri anche può andar bene. Lo specchio è ovvio che è suo se è sua la stanza. ecc ecc: asciuga il testo più che puoi da elementi ridondanti.

 

 

 Era uno di quelli antichi, me lo aveva regalato mia nonna paterna. Quel giorno non mi sembrava particolarmente felice mentre me lo passava frettolosamente tra le mani, l'impressione che mi diede fu negativa, come se volesse solo sbarazzarsene. Mio nonno era morto da due anni e lo adorava profondamente, prima di andarsene chiese di potersi specchiare un'ultima volta. Io ancora non riuscivo a comprendere tale comportamento, forse per questo nonna voleva allontanare da sé lo specchio, sede di mille ricordi pungenti come aghi. Prima di tornare a casa, mi rivelò nel dettaglio gli ultimi istanti e al solo ripensarci, mi vennero i brividi.

 

Così  a parlare è la nonna, ultimo soggetto che c'è. Capisco solo dopo diverse righe che è il nonno a parlare, e mi devo bloccare, tornare indietro, rileggere. E continuo a non capire compiutamente cosa sia successo: la narratrice torna a casa sua dalla casa di sua nonna che le rivela gli ultimi istanti, ma con la prima persona del nonno?

Potrei ovviamente non averci capito nulla io eh... però mi ci sono un po' impallato. :)

 

Il ricordo del nonno è molto bello, così come il finale.

 

Un saluto

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Grazie mille per essere passato XD 

Hai ragione, cercherò di alleggerirlo un po'. 

Ora ti spiego com'era nella mia mente XD 

Nel racconto ci sono due soggetti: il nipote (che parla all'inizio e alla fine) e il nonno (che parla nel ricordo). 

Il nipote è per tutto il tempo a casa sua, davanti allo specchio a riflettere su se stesso, sulle parole del nonno, solo che non riesce a capirle e la questione rimane irrisolta. Il nonno nel suo ricordo parla dei suoi ultimi attimi, desideri e paure, ma spiega anche quello che al nipote manca. 

Forse ti ho confuso ancora di più <.< 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao Dark, ho letto il tuo bel racconto e devo dire che nemmeno io l'ho trovato particolarmente strano.

Che dire? Beh... Mi è piaciuto! Lo stile mostra qualche piccola imperfezione qua e là. Diciamo che è ancora da limare un po, ma a mio avviso hai molto potenziale. L'introspezione e la caratterizzazione dei personaggi è sicuramente il tuo punto forte, almeno in questo racconto. Come ti ha già fatto notare Bango sistemerei un pochino il cambio di pov perché non si capisce da subito che è il nonno a parlare. 

Una bella prova però, commovente e profonda. Complimenti!

 

Ti lascio qualche piccola annotazione sul testo... Giusto due cose che mi sono venute in mente leggendoti. Spero ti possano tornare utili come consigli.

 

 

Quel giorno non mi sembrava particolarmente felice mentre me lo passava frettolosamente tra le mani, l'impressione che mi diede fu negativa, come se volesse solo sbarazzarsene.

Spezzerei le due frasi. Un nel punto al posto della virgola tra "mani" e "l'impressione" e il testo si alleggerisce e ne trae beneficio. Eliminerei anche l'avverbio "frettolosamente". Non sono uno di quelli che condanna a prescindere tutti gli avverbi in -mente, ma in questo caso mi stona ed è troppo vicino a un altro avverbio simile. Magari si potrebbe trovare un verbo che rende meglio l'idea... Così su due piedi mi viene in mente "scaricandomelo". Non è il massimo, ma ci si può ragionare sopra.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao Marco grazie per esser passato a leggere XD 

Sono contenta che ti sia piaciuto, forse il brano era strano solo nella mia mente :rotol: ma sono soddisfatta che il mio messaggio sia arrivato, temevo di averlo scritto non nel modo giusto. 

Sì, mi sto impegnando molto per cambiare il mio stile, per migliorare e farò di tutto per riuscirci  :la: grazie per il complimento, mi hai stimolata ancora di più XD

Io adoro introspezione e caratterizzazione, per cui credo si possano trovare in tutti i miei scritti anche se non voglio, ci sono troppo fissata XD 

Cercherò di chiarire allora, pensavo che dalla descrizione iniziale del ricordo, si potesse intuire il personaggio, ma se non è così porrò rimedio.

Uh, hai ragione suona molto più leggero. 

I due avverbi... non ho badato alla loro estrema vicinanza, frettolosamente mi piace perché da il sentore di qualcosa che non vada, per cui forse è meglio togliere ''particolarmente'' che è solo un'aggiunta. Anche se, interessante sarebbe anche cambiare verbo... mmm... neanche a me vengono grosse idee ''buttandomelo'' ''scaraventandolo'' mi sembrano troppo ''violente'', vabbè ci si può ragionare.

Grazie mille, il tuo commento mi è stato molto utile XD 

 

@Beat: grazie per essere passata :) sono contenta che ti sia piaciuto e quella frase è il centro di uno dei pensieri racchiusi nel brano, sono felice che tu l'abbia apprezzata XD

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao! Ammetto che per capire a fondo il tuo testo, ho dovuto leggere i commenti e ancora non sono sicuro di aver capito pienamente :D La parte centrale è molto contorta e tratta di sentimenti e cose interiori, quindi per il lettore risulta davvero difficile capire chi stia dicendo cosa. Ho letto che ami scrivere di psicologia e introspezione, cose che io da lettore non amo particolarmente, però trovo che qui bisognava essere un poco più precisi nella gestione delle informazioni. Ovviamente quando i problemi sono nella forma e non nei contenuti il lavoro da fare è molto più semplice e immediato :) A rileggerti, bella prova :)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Lo scrittore incolore: grazie per esser passato a leggere e per il tuo commento! Ecco, intendevo strano nello spoiler proprio da questo punto di vista. Quando ho scritto questo pezzo ho pensato ad un sacco di cose e questo deve averlo reso un po' difficile, tuttavia ho pensato che sarebbe stato meglio scriverlo in modo da lasciare il lettore libero di interpretare. Ma forse ho lasciato le cose complesse :asd: pardon XD 

Comunque il centro di questo racconto è la continua ricerca di se stessi da un punto di vista interiore, poi ovviamente si possono aggiungere tante cose XD grazie ancora, a rileggerci :D

 

@Kuno: grazie anche a te di esser passato a leggere. Sì, hai perfettamente ragione, infatti ho intenzione di alleggerire un po' quelle parti.

Sono contenta che ti sia piaciuto XD per quanto riguarda le domande finali, avevo il dubbio che sarebbero potute risultare pesanti, ma ho pensato che nel contesto andasse bene, come se rispecchiasse l'ansia e la quasi ossessione del nipote. Ti ringrazio è stato un piacere leggere il tuo commento. A rileggerci :D

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao,

con me come si dice "sfondi una porta aperta". Mi piace la psicologia, l'introspezione e il romanticismo, sono una gran sostenitrice del matrimonio... quindi il tuo testo mi ha incantata. Il contenuto è splendido, struggente.

Sulla forma puoi ancora lavorare. Scrivi bene, non c'è dubbio, ma in questo "mestiere" si migliora sempre, si cresce, si scoprono cose nuove, si sperimenta... è un processo  continuo. Le basi le hai, gli altri ti hanno già detto parecchio quindi mi limito a due cose:

«Portami in soggiorno, davanti lo specchio.»

davanti allo specchio

 

La più importante: concordo con chi ti ha detto che non si capisce bene chi è che parla nei vari momenti. La prima persona multipla è la mia passione (conta che ci sto scrivendo un romanzo con vari personaggi che parlano in prima persona) ma non è facile. Bisogna trovare il modo di far capire quando cambia il narratore e renderlo subito identificabile.

La riga bianca aiuta ma non basta, e lo stesso vale per il corsivo: devi esplicitare qualcosa per mostrare se è la nonna o il nonno a parlare, e dare qualche riferimento in più nella parte finale.

 

In generale però è un'ottima prova. Brava. :)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao, grazie mille per essere passata a leggere e per aver espresso il tuo parere XD

In sintesi, andiamo molto d'accordo :asd: 

Sono contenta che tu abbia apprezzato il contenuto del racconto, per quanto riguarda la forma io sono alla continua ricerca, non mi stanco mai di migliorare. Anzi, quando scrivo mi sembra che non sia mai abbastanza e che devo impegnarmi di più XD 

Ultimamente sono alla ricerca di un nuovo stile e qui sto imparando davvero tantissimo. 

Ahia, non so perché ma faccio spesso quell'errore senza rendermene conto, grazie per avermi segnalato. 

 

Ok, vedrò di apportare le giuste modifiche affinché si capisca chi parla XD 

Eh, io amo la prima persona infatti anch'io sto scrivendo una storia dove c'è un continuo cambio di punti di vista. Ed è proprio vero che non è facile, ma è così interessante che non resisto al suo fascino e la uso sempre XD anche se, ad esserti sincera, nella storia che sto pubblicando qui ho provato anche la terza persona e non mi sono trovata male, ma la prima è sempre la prima. 

 

Grazie ancora per le tue parole, a rileggerci :D

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

L'incipit è un po' un casino da "sindrome da stanza bianca". Non insistere troppo sul fatto che il protagonista non sa che fare e che non ha intenzioni precise: al lettore viene la fastidiosa sensazione che sia l'autore a non sapere cosa scrivere. Oltretutto, si fatica tanto a prendere il filo di un racconto di cui ancora non sappiamo nulla.

 

quel singolo ingranaggio che sbloccava sbloccasse il tutto

Ancora meglio secondo me, direi "potesse sbloccare".

 

Quel giorno non mi sembrava particolarmente felice mentre me lo passava frettolosamente tra le mani, l'impressione che mi diede fu negativa

Detta così sembra che la nonna sfreghi lo specchio sulle mani del protagonista. Forse intendevi dire "lo consegnava frettolosamente nelle mie mani"? Se non è così, allora non ho proprio capito cosa tu intenda. "fu negativa" è un errore di consecutio temporum, ricordati che sei già nel tempo anteriore dell'analessi e stavi usando il trapassato prossimo. Poi passi da un imperfetto al passato remoto di colpo, devi metterci per lo meno "era negativa". Ma io direi più direttamente "mi aveva dato un'impressione negativa". Ripeti lo stesso errore anche più avanti.

 

 

Era una delle ultime volte che potevo godere di un simile spettacolo

Così come hai iniziato questo corsivo io ero convinto che a narrare fosse la nonna, più avanti invece scopro che dice "tutto me stesso" e capisco SOLO ALLORA che a parlare è il nonno... devi rendere questo passaggio più chiaro

Quando dici:

Prima di tornare a casa, mi rivelò nel dettaglio gli ultimi istanti non è formalmente corretto non specificare gli ultimi istanti di cosa. Devi dire "gli ultimi istanti della sua vita" o "i suoi ultimi pensieri". Qui devi approfittare per chiarire in modo univoco che a narrare sarà il nonno, specificando qualcosa come "nel ricordare quegli ultimi pensieri che aveva confidato a mia nonna mi vennero i brividi:"

 

Devi lavorare sulla punteggiatura, ti faccio due esempi:

Lei era l'amore della mia vita PUNTO L'unico

l'unico rammarico che portavo VIRGOLA e celavo dentro di me e dietro un sorriso, era

Oppure devi togliere la virgola prima di "era" per non separare soggetto da predicato.

 

Ma hai fatto altri errori anche prima. In genere, spero te lo segnali anche @Marcello, separare le coordinate (cioè proposizioni indipendenti, non subordinate) con una virgola non è una buona idea, ed è ciò che hai fatto  per due volte nel primo periodo di questo racconto.

 

Lessico:

Era capace di tradurre interpretare i miei gesti

 

Congruenza interna:

E io quel momento non lo avrei mai dimenticato

...cioè non lo avrebbe dimenticato per molto poco tempo ancora, visto che sa che sta per morire!

 

«Ti amo anch'io» la sua fronte tremolante, poggiava sulla mia fredda come la notte, divenuta ormai un semplice contorno «ho un'ultima richiesta da farti.»

Se qui a parlare è Antonio allora NON PUOI rendere la fronte di lei la protagonista della descrizione della battuta... perché induci il lettore a capire che a dire  «ho un'ultima richiesta da farti.» sia lei.

La descrizione dei gesti di lei vanno fatte vicino alle battute di lei...

 

Congruenza:

Non risposi, cominciai a dirigermi verso la porta. Lei in silenzio mi seguì.

Ma non le ha appena chiesto di portarlo davanti ALLO specchio? Come mai adesso riesce ad andarci per conto proprio?

Una delle due cose è sbagliata!

 

quel cielo stellato che avevo lasciato in camera.

Non capisco se si tratta di un'allegoria o volevi intendere qualcosa di concreto... il cielo non può stare in camera!

A meno ovviamente che non stiamo parlando del "cielo in una stanza" della celebre canzone.

Ma è un casino, perché parli di "quel" cielo che sta nello specchio, e quindi fai un riferimento chiaro a lei, e Antonio non ha lasciato lei in camera...

 

Hai fatto parecchia confusione nella gestione dei personaggi... ti consiglio di curare con più attenzione la chiarezza su chi faccia cosa, e non perdere mai il filo dei tempi narrativi altrimenti ne viene fuori un disastro!

Dal punto di vista creativo però hai tirato fuori una bella idea, hai solo pasticciato la forma, ma il materiale buono ci sta, non mollare!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Beh, che dire...il sentimento, la nostalgia, una riflessione profonda, uno stile elegante, la semplicità di un amore tra uomo e donna, la consapevolezza di una fine e la tristezza di una mancanza che non svanisce mai. Questo è il tuo racconto per me. E ho detto tutto.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@KMR: grazie per esser passato e per il tuo commento, mi hai fatto notare parecchie cose XD 

 

 

 

 Forse intendevi dire "lo consegnava frettolosamente nelle mie mani"? 

 

Yep, intendevo quello

 

Sì, mi hanno segnalato il problema del ricordo, provvederò a sistemarlo e terrò conto anche di tutte le cose che mi hai detto. 

 

 

Congruenza interna:

E io quel momento non lo avrei mai dimenticato

...cioè non lo avrebbe dimenticato per molto poco tempo ancora, visto che sa che sta per morire!

 

Beh, penso che un uomo che stia per morire non pensa in modo così tecnico, quello di portare con se tutti quei ricordi è una speranza per lui, quasi una consolazione. Per questo ho deciso di scrivere la frase in quel modo XD

 

 

«Ti amo anch'io» la sua fronte tremolante, poggiava sulla mia fredda come la notte, divenuta ormai un semplice contorno «ho un'ultima richiesta da farti.»

Se qui a parlare è Antonio allora NON PUOI rendere la fronte di lei la protagonista della descrizione della battuta... perché induci il lettore a capire che a dire  «ho un'ultima richiesta da farti.» sia lei.

La descrizione dei gesti di lei vanno fatte vicino alle battute di lei...

 

Pensavo si capisse o.o visto che il dialogo è continuato, comunque provvederò a modificare questa parte XD

 

 

Congruenza:

Non risposi, cominciai a dirigermi verso la porta. Lei in silenzio mi seguì.

Ma non le ha appena chiesto di portarlo davanti ALLO specchio? Come mai adesso riesce ad andarci per conto proprio?

Una delle due cose è sbagliata!

 

Ah, mi hai fatto notare una cosuccia. Nella mia mente in quel momento il nonno ha fatto solo qualche passo e poi la nonna l'ha portato in salone, mi sono dimenticata questo passaggio :asd: 

 

 

quel cielo stellato che avevo lasciato in camera.

Non capisco se si tratta di un'allegoria o volevi intendere qualcosa di concreto... il cielo non può stare in camera!

A meno ovviamente che non stiamo parlando del "cielo in una stanza" della celebre canzone.

Ma è un casino, perché parli di "quel" cielo che sta nello specchio, e quindi fai un riferimento chiaro a lei, e Antonio non ha lasciato lei in camera...

 

Nono, nulla di concreto. Quella frase l'ho scritta per far capire come la nonna per lui fosse tutto. In lei ha visto quel cielo stellato (che ha lasciato in camera, nel senso che l'ha visto in camera). Non so se mi sono spiegata... 

 

 

Hai fatto parecchia confusione nella gestione dei personaggi... ti consiglio di curare con più attenzione la chiarezza su chi faccia cosa, e non perdere mai il filo dei tempi narrativi altrimenti ne viene fuori un disastro!

Dal punto di vista creativo però hai tirato fuori una bella idea, hai solo pasticciato la forma, ma il materiale buono ci sta, non mollare!

 

Grazie mille, la prossima volta starò molto più attenta. Non mollerò  :la:

Ancora grazie, il tuo commento mi è stato molto utile. 

 

@Joyopi: grazie mille per le tue parole, sono contenta che ti sia piaciuto questo racconto XD 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Beh, penso che un uomo che stia per morire non pensa in modo così tecnico, quello di portare con se tutti quei ricordi è una speranza per lui, quasi una consolazione. Per questo ho deciso di scrivere la frase in quel modo XD

 

 

Guarda, allora in questo caso ti suggerisco una cosa del genere: "non avrei potuto dimenticarlo, nemmeno avessi avuto da vivere un milione di anni". Il fatto non è che pensi in modo tecnico, quanto il fatto che tutti sappiamo, lui per primo, che è lì lì che tira le cuoia, e parlare di intenzioni o promesse a lungo termine ti sposta il registro dal drammatico al comico (involontario)...

Devi rendere la cosa esplicita, anche sfruttando la possibilità per creare immagini retoriche interessanti tipo "porterò quei ricordi con me nell'inferno per tutta l'eternità!" (va beh, questa tienitela per un pezzo comico però...)

 

 

Nono, nulla di concreto. Quella frase l'ho scritta per far capire come la nonna per lui fosse tutto. In lei ha visto quel cielo stellato (che ha lasciato in camera, nel senso che l'ha visto in camera). Non so se mi sono spiegata... 

 

 

Allora ti serve un lessico più preciso, potresti dire "quel cielo stellato che avevo VISTO/SCOPERTO anche in camera", perché, di fatto, quel cielo lo ha accompagnato fin lì davanti allo specchio, non l'ha "lasciato" là. Insomma, pensaci un po', giocaci, appassionati a trovare le parole che esprimano nel modo più preciso e incisivo l'immagine che hai in mente.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

 

Guarda, allora in questo caso ti suggerisco una cosa del genere: "non avrei potuto dimenticarlo, nemmeno avessi avuto da vivere un milione di anni". Il fatto non è che pensi in modo tecnico, quanto il fatto che tutti sappiamo, lui per primo, che è lì lì che tira le cuoia, e parlare di intenzioni o promesse a lungo termine ti sposta il registro dal drammatico al comico (involontario)...

Devi rendere la cosa esplicita, anche sfruttando la possibilità per creare immagini retoriche interessanti tipo "porterò quei ricordi con me nell'inferno per tutta l'eternità!" (va beh, questa tienitela per un pezzo comico però...)

 

Forse il mio problema che non penso a come possa prenderla il lettore, o meglio penso a cosa trasmettere e mi immedesimo nel ruolo del protagonista. Così facendo, però mi limito al suo punto di vista e me ne esco con qualche cavolata o errori di questo tipo XD grazie per aver segnalato, sto già cominciando a modificare il racconto  :la:

 

 

 

Allora ti serve un lessico più preciso, potresti dire "quel cielo stellato che avevo VISTO/SCOPERTO anche in camera", perché, di fatto, quel cielo lo ha accompagnato fin lì davanti allo specchio, non l'ha "lasciato" là. Insomma, pensaci un po', giocaci, appassionati a trovare le parole che esprimano nel modo più preciso e incisivo l'immagine che hai in mente.

 

Ho capito, solo che vorrei lasciare la stessa atmosfera, cercherò di trovare una soluzione. Va bene, farò del mio meglio  :la:

 

Ancora grazie XD

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite
Questa discussione è chiusa.

×