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mina99

[MI 71] Starry sky

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Commento: http://writersdream.org/forum/topic/28118-mi-71-e-non-ho-più-ricordi

 

Versione integrale (189 parole in più, 'tenzioneh): http://fb.com/talesofcookies/posts/1050261311680190

 

Lo specchio del bagno di servizio riflette, sotto una spessa patina di sporco, l’immagine di una ragazza che ho imparato a riconoscere in me stessa. Mi pulisco il volto con una salvietta; lo specchio riflette crudele le imperfezioni della mia pelle. L’ombretto sbavato mi fa somigliare a una sorta di clown da film horror, piuttosto che a una comune ragazzina quindicenne. Sospiro, stanca. Mi concedo un sorriso tirato lanciando uno sguardo alla busta di soldi all’interno della borsa. Sono fiera di me. Mentre mi spazzolo i capelli, chiudo gli occhi e ripenso con nostalgia a mio padre che ride. Mi manca. Non riesco a perdonargli come se ne sia andato, quattro anni fa, lasciando me e mia madre in quest’inferno. Lei non ha incassato il colpo, ed è cambiata per sempre. Ho iniziato ad essere terrorizzata da lei, e a prendere le distanze. Sono sicura che il suo senno ora è lassù, da qualche parte su quella luna così lontana che è a malapena scorgibile attraverso la finestra. Perché non sei qui adesso, papà? Una lacrima solitaria fa capolino timida dall’occhio e inizia a rotolare impavidamente lungo la mia guancia, come un sasso che precipita dal pendio di un monte. Per evitare che causi una frana, la asciugo in fretta. Stringo i bordi del lavandino e fisso con determinazione il mio sguardo in quello della ragazza all’interno dello specchio. Le labbra carnose sono scosse da violenti tremiti, ma gli occhi arrossati trasudano profonda saldezza, e capisco che mi stanno gridando di essere forte. Calmo il respiro. Lo sono. Sono la migliore. Tutto quello che sto facendo è per mia madre. Sto badando a lei da sola, sono così matura e intelligente. Sono una brava ragazza, in assoluto la più capace che esista. E quando crescerò troverò un lavoro, uno vero, e potrò vivere agiatamente. Diventerò ricca, lo so, e avrò tutto ciò che ho sempre desiderato. La vita è così bella, così sorridente. Finalmente riesco a riprendere il controllo di me con un lungo sospiro. La ragazza nello specchio mi annuisce.

Distolgo lo sguardo da lei e mi metto a frugare nella borsa per trovare i trucchi. Alle mie spalle la porta si spalanca di colpo. Una folata di fredda aria notturna entra nel bagno, insieme a tre uomini minacciosi. Riconosco in uno di loro il cliente che ho servito pochi minuti fa: è quello che mi sta gridando qualcosa in una lingua che non capisco, probabilmente russo o simili. Non ho idea di cosa vogliano, ma di sicuro non hanno buone intenzioni. Mi schiaccio contro il lavandino, stringo al petto la borsetta. Lui mi si avvicina a grandi passi, gli altri due stanno fermi a guardare, davanti alla porta. Sono in trappola. Lo prego di non farmi del male, scoppio a piangere. Non sembra minimamente importargliene: si arresta torreggiante davanti a me. Mi assesta spietato un pugno in pieno viso. Cado a terra con un verso strozzato. Solleva una gamba, pronto a colpirmi a calci. Il suo viso è sconvolto dall’ira, dalla furia, dall’odio, e molto probabilmente da innumerevoli stupefacenti. Non mi oppongo, so di essere finita: non si fermerà finché in me non ci sarà più vita. Mi arrendo a lui.

La luce salta improvvisamente. I tre uomini imprecano, mentre veniamo inghiottiti dal buio. La fortuna mi ha salvata: è la mia occasione per tentare la fuga. Striscio sul suolo bagnato, cercando di fare il più silenziosamente possibile. Dopo una manciata di secondi, realizzo: perché l’uomo non mi sta colpendo? E anche questo silenzio, è irreale... La paura mi schiaccia al suolo. Cosa stanno facendo? La lampadina si riaccende ronzando, e mi guardo freneticamente attorno. Oh, merda...

I loro corpi sono ammassati in un angolo scompostamente, uno sopra l’altro, irriconoscibili. Una polla di sangue si sta spandendo sul pavimento. Cos’è successo? Noto dei frammenti di vetro intorno a loro. Confusa, mi alzo in piedi, un lungo gemito. Una piccola parte dello specchio è mancante, come se qualcuno lo abbia rotto. Ma prima che saltasse la luce era intatto. Cosa...? Un giramento di testa, e devo aggrapparmi al lavandino. Mi guardo allo specchio. Ho la faccia sporca di sangue, e probabilmente il naso rotto. Mi si annebbia la vista. Non riesco a respirare. La ragazza nello specchio sorride senza una ragione. Stupita, la vedo allungare una mano verso di me. La sento afferrarmi un braccio. Poi finalmente perdo i sensi.

Quando mi riprendo, sono sdraiata su qualcosa di morbido e gelatinoso. Apro gli occhi, e nulla cambia. Buio assoluto, quasi palpabile. Mi alzo in piedi. La stanchezza e il dolore sono totalmente scomparsi. Nonostante la situazione bizzarra, non mi pongo domanda alcuna. È così e basta, mi dico. In lontananza scorgo una figura che brilla di una luce argentea. Si gira. Sembra stia ridendo. Inizia a passeggiare con calma. Una fitta mi stringe il cuore in una morsa. Aspetta, ti conosco! Inizio a rincorrerlo, ma presto mi rendo conto che ciò che ci separa è incolmabile. Un po’ rattristata, inizio semplicemente a seguire il suo passo. Dopo qualche minuto, di punto in bianco, svolta a sinistra. Senza pensare, tento di raggiungerlo tagliando in diagonale. Inciampo in qualcosa di solido che sporge dal suolo gelatinoso: cado in avanti, e precipito nel nulla. Apro la bocca per urlare, ma non esce alcun suono, come se qui i rumori non esistano. La figura argentata scompare dalla mia vista, e intorno a me non rimane nulla, solo nero. Atterro innumerevoli secondi dopo. Sono caduta in un crepaccio? Nonostante il volo dovesse essere di svariati metri, non mi sono fatta nulla. Sono in un corridoio dalla pareti strette, senza un soffitto. Il pavimento e i muri sono caldi e carnosi, ricoperti da una fitta peluria untuosa. Tutto intorno a me si muove, si contrae, si espande, si alza, si abbassa. Con disgusto realizzo che i muri sono vivi. Prendo una direzione qualsiasi. Presto mi accorgo di star provando una sensazione di disagio: questo luogo mi spaventa. Fa caldo, e puzza di marcio. Inoltre mi sento come osservata. Affretto il passo.

Stanca e sudata, finalmente, scorgo un piccolo cambiamento nell’ambiente, che mi riempie il cuore di nuova speranza. C’è una piccola luce in lontananza, sulla sinistra. Più mi avvicino e più riesco a scorgerla nitidamente. Luce argentata. Raggiungo il punto da cui proviene: uno squarcio nella parete carnosa lascia intravedere il biancore esterno, che non intacca minimamente però il buio intero. Muovo il primo passo per uscire da qui.

Mi ci vuole un po’ per abituarmi a tutto questo candore. L’ambiente purificatore mi dona un senso di beatitudine che non provo da tempo. Fino a perdita d’occhio si estende un prato, mosso appena da un pigro fiato di vento. Alle mie spalle, lo squarcio da cui sono uscito sembra non essere mai esistito. Il cielo è ricoperto totalmente da stelle argentate, numerose come non mai. Nessuna nuvola, né luna. Tutta la tristezza, la paura, l’ansia, l’odio, la rabbia accumulata in quattro anni e tenuta nel profondo di me, esce finalmente nella più spontanea delle risate. Mi ero dimenticata come si ridesse. Mi fa sentire bene. Inizio a ridere e piangere assieme, quando scorgo la figura in lontananza, talmente distante da me da essere a malapena visibile. Ma so che sta ridendo a sua volta. Mi manchi... Una voce, che riconoscerei tra mille, direttamente nella mia testa dice:《Ascoltami bene: adesso ti senti sola, ti capisco. Ma un giorno, ne sono certo, troverai qualcuno disposto a proteggerti, devi solo avere pazienza. Nessuno a questo mondo nasce per restare completamente solo, non dimenticarlo mai. Ora va’, sii felice, vivi. Vivi...》. Queste parole mi riempiono il cuore di commozione, mi liberano di un peso, mi fanno sentire libera. La figura si allontana definitivamente, finché il suo bagliore argentato non si confonde con quello delle stelle nel cielo. Sorrido, mi asciugo le lacrime. Quello specchio mi ha fatto riflettere, e mi ha aperto gli occhi su quello che è sia il fine sia la causa della vita: l’amor che muove il sole e le altre stelle.

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Eh la peppa quanta roba! Il testo scorre, ha un bel ritmo, magari serve qualche stacco per renderlo al meglio. (per le parti tecniche parlerà chi più di me sa).

Apertura malinconica sulla perdita del papà, e io non amo troppo queste malinconie... ma ci vuole coraggio per scriverne, cosa che a me manca. Tra l'altro è una malinconia che non annoia.

La tipa ha 15 anni, fa un lavoro pericoloso (spero non la prostituta che, uff... la immagino una criminale che ha fregato qualche boss). Ai miei tempi le quindicenni avevano i baffi e non capivano niente del mondo, questa invece sta avanti.

Bella tutta la scena del bagno, poi nel deliquio torna la figura del padre perso, e lì secondo me ti sprechi in precipitazioni e passaggi attraverso dimensioni strane per lasciarci un messaggio di speranza.

Boh, volevo un finale diverso, da mente malata come la mia.

Prima volta che ti leggo, tanto potenziale.

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Caro Mina, volevo semplicemente commentare il tuo bel testo, ma purtroppo c'è un problema. Il tuo testo sfora ancora di circa 100 caratteri dagli ottomila. Il fatto è che forse non sai che il link con il commento lo puoi inserire anche in un commento successivo al tuo testo. Tu hai messo addirittura due link, uno con spiegazione, senza quelli sarebbero stati una caterva di caratteri risparmiati e il tuo testo sarebbe stato "in regola".

Ora, io non so che succederà, se si può aprire un altro topic col tuo testo e le modifiche che ti ho indicato oppure se è vietato, sinceramente non so che dirti. Io ti commento qui, al di là di cambiamenti o eventuali squalifiche, se si risolve tutto per il meglio e semplicemente aprono una nuova discussione, fai conto che il mio commento è già qui.

Allora, a sorpresa parto dallo stile, che di solito è la cosa che mi interessa meno.

Al contest di Halloween dicesti che il tuo testo era un esperimento. Dopo aver letto altri due tuoi testi mi viene da dire "Era un esperimento? Sì? No? Direi nì". Nel senso, certo questo è più fluido, però ci sono ancora diverse cose da limare. Soprattutto sembra che tu abbia una vera fissa per gli avverbi in -mente, in una frase ne ho contati addirittura 3!

Ripeto il mio pensiero dell'altra volta: in alcune parole semplicemente "troppe parole", un "difetto" che io conosco troppo bene, che in altri modi e altre forme mi attanaglia ancora.

Per quanto riguarda la storia, direi che si può dividere nettamente in 2 parti. La prima gangster-style (lei fa la prostituta, nessuno mi farà cambiare idea  :asd: ) e il secondo Dante-style. IN MEDIA RE un inframezzo stile Salvador Dalì maestro surrealista.

Prese singolarmente queste tre parti sono tutte buone e ben strutturate secondo me, ma è nei collegamenti che manca qualcosa. Li ho trovati un po' troppo scollegati.

Bella l'idea di mescolare i due prompt con il padre-maestro che diventa una sorta di guida spirituale da ricercare, però è forse proprio questo aver ricercato la fusione di dragonballiana memoria ad aver reso poco omogeneo l'incastro delle tre parti.

Naturalmente è solo una mia sensazione.

Dei tuoi tre testi che ho letto lo considero comunque il migliore, e non di poco. 

La chiusa in citazione è inaspettata, non del tutto coerente con il resto, ma io l'ho trovata molto azzeccata per il mio gusto  :)

Alla prossima, 

Sioux  : Indian:

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Ospite

 

Lo specchio del bagno di servizio riflette, sotto una spessa patina di sporco, l’immagine di una ragazza che ho imparato a riconoscere in me stessa. Mi pulisco il volto con una salvietta; lo specchio riflette crudele le imperfezioni della mia pelle. L’ombretto sbavato mi fa somigliare a una sorta di clown da film horror, piuttosto che a una comune ragazzina quindicenne.

 

Pulisci e snellisci il testo: ne puoi tranquillamente evitare alcuni. ad esempio se scrivi la "mia pelle" utilizzi un mia di troppo: la pelle in quel contesto può essere solo al tua. Non è facile disabituarsi (io ancora facio moltissima fatica e ne abuso spesso), ma è un buon esercizio. La forma narrativa ne esce più pulita, fluida e veloce.

 

 

 Mi concedo un sorriso tirato lanciando uno sguardo alla busta di soldi all’interno della borsa.

 

Questa frase non va bene. è la frase di una persona che sa scrivere, ma che non sa ancora padroneggiare appieno quello che sa fare.

 

Spezzala. non mettere in difficoltà il lettore che passa dal sorriso allo sguardo alla busta di soldi e alla borsetta in una manciata di parole. il lettore va in confusione e ti segue a fatica.

 

 

Sono fiera di me. Mentre mi spazzolo i capelli, chiudo gli occhi e ripenso con nostalgia a mio padre che ride. Mi manca. Non riesco a perdonargli come se ne sia andato, quattro anni fa, lasciando me e mia madre in quest’inferno.

 

come sopra

 

Lei non ha incassato il colpo, ed è cambiata per sempre. Ho iniziato ad

 

d eufonica: tienila solo ed esclusivamente quando c'è la stessa vocale.

 

 

essere terrorizzata da lei, e a prendere le distanze. Sono sicura che il suo senno ora è lassù, da qualche parte su quella luna così lontana che è a malapena scorgibile attraverso la finestra.

 

brutto termine, antinarrativo.

 

 

 

Perché non sei qui adesso, papà? Una lacrima solitaria fa capolino timida dall’occhio e inizia a rotolare impavidamente lungo la mia guancia, come un sasso che precipita dal pendio di un monte.

 

troppo carica la frase: solitaria, timida, impavidamente... troppe informazioni. non servono. non abbelliscono un testo, lo appesantiscono. devi trovare un termine per definire le cose. uno solo. quello giusto. asciuga!

 

 

Per evitare che causi una frana, la asciugo in fretta.

 

l'immagine del sasso che cade e della frana è molto bella, brava!

 

Stringo i bordi del lavandino e fisso con determinazione il mio sguardo in quello della ragazza all’interno dello specchio. Le labbra carnose sono scosse da violenti tremiti, ma gli occhi arrossati trasudano profonda saldezza, e capisco che mi stanno gridando di essere forte.

 

altro termine antinarrativo. cerca una forma di prosa più "moderna".

 

 

Calmo il respiro. Lo sono.  (inutile) Sono la migliore. Tutto quello che sto facendo è per mia madre. Sto badando a lei da sola, sono così matura e intelligente. Sono una brava ragazza, in assoluto la più capace che esista. E quando crescerò troverò un lavoro, uno vero, e potrò vivere agiatamente. Diventerò ricca, lo so, e avrò tutto ciò che ho sempre desiderato. La vita è così bella, così sorridente. Finalmente riesco a riprendere il controllo di me con un lungo sospiro. La ragazza nello specchio mi annuisce.

Distolgo lo sguardo da lei e mi metto a frugare nella borsa per trovare i trucchi. Alle mie spalle la porta si spalanca di colpo. Una folata di fredda aria notturna entra nel bagno, insieme a tre uomini minacciosi. Riconosco in uno di loro il cliente che ho servito pochi minuti fa: è quello che mi sta gridando qualcosa in una lingua che non capisco, probabilmente russo o simili. Non ho idea di cosa vogliano,

 

 

neanche io ho idea di cosa vogliano in questo racconto: mi spiego meglio. sei partita in un modo e ora hai inserito in modo troppo brusco un elemento "fortissimo" . 3 uomini che entrano in casa armati! saranno ladri? assassini? stupratori? io che leggo rimango colpito da un elemento narrativo così forte... e tu me lo inserisci così en passant? senza neanche andare a capo, senza fare iniziare un nuovo mini paragrafo... me lo butti prasticamente all'interno di un flusso narrativo di pensiero, addirittura come accompagno della folata di vento?

devi gestire il ritmo narrativo, in questo.

 

 

ma di sicuro non hanno buone intenzioni. Mi schiaccio contro il lavandino, stringo al petto la borsetta. Lui mi si avvicina a grandi passi, gli altri due stanno fermi a guardare, davanti alla porta. Sono in trappola. Lo prego di non farmi del male, scoppio a piangere. Non sembra minimamente importargliene: si arresta torreggiante davanti a me. Mi assesta spietato un pugno in pieno viso. Cado a terra con un verso strozzato. Solleva una gamba, pronto a colpirmi a calci. Il suo viso è sconvolto dall’ira, dalla furia, dall’odio, e molto probabilmente da innumerevoli stupefacenti.

 

questa frase buittata così ha un effetto comico, non drammatico.

 

Non mi oppongo, so di essere finita: non si fermerà finché in me non ci sarà più vita. Mi arrendo a lui.

La luce salta improvvisamente. I tre uomini imprecano, mentre veniamo inghiottiti dal buio. La fortuna mi ha salvata: è la mia occasione per tentare la fuga. Striscio sul suolo bagnato, cercando di fare il più silenziosamente possibile. Dopo una manciata di secondi, realizzo: perché l’uomo non mi sta colpendo? E anche questo silenzio, è irreale... La paura mi schiaccia al suolo. Cosa stanno facendo? La lampadina si riaccende ronzando, e mi guardo freneticamente attorno. Oh, merda...

 

troppi

 

I loro corpi sono ammassati in un angolo scompostamente, uno sopra l’altro, irriconoscibili. Una polla di sangue si sta spandendo sul pavimento. Cos’è successo? Noto dei frammenti di vetro intorno a loro. Confusa, mi alzo in piedi, un lungo gemito. Una piccola parte dello specchio è mancante, come se qualcuno lo abbia rotto.

 

avesse. Anche quel "è mancante" non è molto bello a sentirsi.

 

 

Ma prima che saltasse la luce era intatto. Cosa...? Un giramento di testa, e devo aggrapparmi al lavandino. Mi guardo allo specchio. Ho la faccia sporca di sangue, e probabilmente il naso rotto. Mi si annebbia la vista. Non riesco a respirare. La ragazza nello specchio sorride senza una ragione. Stupita, la vedo allungare una mano verso di me. La sento afferrarmi un braccio. Poi finalmente perdo i sensi.

Quando mi riprendo, sono sdraiata su qualcosa di morbido e gelatinoso. Apro gli occhi, e nulla cambia. Buio assoluto, quasi palpabile. Mi alzo in piedi. La stanchezza e il dolore sono totalmente scomparsi. Nonostante la situazione bizzarra, non mi pongo domanda alcuna.

 

nessuna domanda. devi scrivere con uno stile moderno, non poetico.

 

 

È così e basta, mi dico. In lontananza scorgo una figura che brilla di una luce argentea. Si gira. Sembra stia ridendo. Inizia a passeggiare con calma. Una fitta mi stringe il cuore in una morsa. Aspetta, ti conosco! Inizio a rincorrerlo,

 

nel buio piu totale? dove si trova la ragazza? il lettore qui si perde. io presumo si trovi in un non-luogo completamente buio. ma se sei completamente al buio non riesci a correre dietro a una fonte di luce che vedi lontano.

 

 

ma presto mi rendo conto che ciò che ci separa è incolmabile. Un po’ rattristata, inizio semplicemente a seguire il suo passo. Dopo qualche minuto, di punto in bianco, svolta a sinistra.

 

come fai a capire che svolta? c'è solo buio palpabile davanti a te, e questa figura argentata dovrebbe muioversi verso sinistra senza svoltare. non è comunque facilissimo descrivere un'azione dinamica di movimento in questa situazione... mi troverei in serissima difficoltà a farlo.

 

 

Senza pensare, tento di raggiungerlo tagliando in diagonale. Inciampo in qualcosa di solido che sporge dal suolo gelatinoso: cado in avanti, e precipito nel nulla. Apro la bocca per urlare, ma non esce alcun suono, come se qui i rumori non esistano.

 

esistessero. occhio ai verbi.

 

 

La figura argentata scompare dalla mia vista, e intorno a me non rimane nulla, solo nero. Atterro innumerevoli secondi dopo. Sono caduta in un crepaccio? Nonostante il volo dovesse essere di svariati metri, non mi sono fatta nulla. Sono in un corridoio dalla pareti strette, senza un soffitto. Il pavimento e i muri sono caldi e carnosi, ricoperti da una fitta peluria untuosa. Tutto intorno a me si muove, si contrae, si espande, si alza, si abbassa. Con disgusto realizzo che i muri sono vivi. Prendo una direzione qualsiasi. Presto mi accorgo di star provando una sensazione di disagio: questo luogo mi spaventa.

 

anche qui scivoli nel comico: è ovvio che sta provando disagio, è ovvio che sia spaventata. la descrizione dell'ovvio come se ovvio non fosse restituisce un effetto comico, non drammatico.

 

Fa caldo, e puzza di marcio. Inoltre mi sento come osservata. Affretto il passo.

Stanca e sudata, finalmente, scorgo un piccolo cambiamento nell’ambiente, che mi riempie il cuore di nuova speranza. C’è una piccola luce in lontananza, sulla sinistra. Più mi avvicino e più riesco a scorgerla nitidamente. Luce argentata. Raggiungo il punto da cui proviene: uno squarcio nella parete carnosa lascia intravedere il biancore esterno, che non intacca minimamente però il buio intero. Muovo il primo passo per uscire da qui.

Mi ci vuole un po’ per abituarmi a tutto questo candore. L’ambiente purificatore mi dona un senso di beatitudine che non provo da tempo. Fino a perdita d’occhio si estende un prato, mosso appena da un pigro fiato di vento. Alle mie spalle, lo squarcio da cui sono uscito

 

uscita

 

 

Allora: non scrivi male, di base. Fai molti errori (verbi, struttura, pomposità del linguaggio, ingenuità narrativa) ma, secondo me, potresti diventare assai brava se ripulisci il modo scrivere e se ti eserciti.

In poche parole: hai la capacità di poter scrivere bene, non hai al momento la tecnica. Se ti eserciti sulla seconda e frequenti palestre come questo forum credo che potrai toglierti in futuro qualche soddisfazione.

 

Un saluto.

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Scusa Mina, ho detto una cavolata! Il tuo testo è a posto, sono io che non sapevo che i caratteri dei link di commento non venissero conteggiati. Gran bel giudice sono...

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@simone volponi grazie mille per il commento! Molto gentile ^^ sinceramente, questo è il primo testo che scrivo così introspettivo, solitamente prediligo l'horror. E adoro scrivere cose malate :3 c'è un mio intero libro pieno di racconti del genere nel porto degli emergenti, se ti interessa c: ma le cose più gore sono state bocciate dal mio amico Attico :\ se vuoi te le posso mandare in privato, ma non ti garantisco grande qualità

@sioux grazie *^* mi hai fatto prendere un infarto, lo sai? :c ahaha capita anche al più attento di commettere un piccolo errore di distrazione, non per questo non sei un buon giudice ^^ allora... con gli avverbi in -mente ho un serio problema, dovrei fare una rilettura dedicata solamente a sfoltirli. In precedenza avevo questo problema con i punti di sospensione, poi il mio amico Attico mi ha fatto cambiare questa cosa. In modo violente, però ha funzionato :D

Il difetto delle troppe parole è una cosa che non credo riuscirò a levarmi di dosso tanto facilmente. Nella versione integrale sono ancora di più, infatti. È che non mi sembra completo un sostantivo senza un aggettivo, poverino :c

Inoltre, l'intreccio dei prompt non era voluto. Infatti, dopo averli letti ho completamente rimosso dalla mente il secondo e, dopo aver finito di scrivere, mi sono effettivamente reso conto di averlo in qualche modo usato senza saperlo. Ops

@Bango Skank grazie per le dritte ^^ i termini antinarrativi e/o antiquati li uso (non solo nei racconti, ma sempre) quando non mi viene in mente quello giusto. Quando so che c'è un termine appropriato e perfetto per quel contesto, ma la scatola che lo contiene, nella mia testa, è chiusa; e invece che togliere il coperchio ci sbatto continuamente addosso. Sono stupido ^^

Grazie mille a tutti per i commenti :)

Una cosa ancora, ormai mi sono rassegnato a ripeterlo in eterno... Sono un ragazzo, lol.

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Se non vuoi ripeterlo più ti consiglio di mutare nick in Mino99  :trollface:

A parte le boiate, chi è sto Attico?  :asd:  Sembra un antico romano dal nome  :asd:

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Mi sono dimenticato di indicare il prompt! È "Specchio specchio delle mie brame". Spero di non essere penalizzato per questo :c

@sioux "l'amico Attico" è quell'amico che tutti hanno, che revisiona e corregge i nostri lavori :D comunque, il mio secondo nome è Mina, non Mino :\

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Tranquillo per il prompt. Vabbé, ma qui sul WD non lo sanno e la o aiuterebbe rispetto alla a  :asd:

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@sioux grazie ^^ be', poco importa se sono un ragazzo, una ragazza o un elefante tandem psichico da guerra. Tanto sono qui come persona e come aspirante scrittore, di certo non come uomo :)

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@mina99
Fai attenzione al font e al size con il quale pubblichi il racconto. Ho modificato io per questa volta.

Se hai problemi nel fare copia e incolla da altri strumenti word, devi selezionare tutto il testo e cliccare sulla gommina in alto a sinistra (quella bianca e rosa che è "Rimuovi formattazione") e adatta tutto al font del forum.

C'è scritto anche sul Regolamento, al punto 1.7.

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Storia semplice nel suo essere contorta. Narrato al presente, cioè non facilissimo da gestire, secondo me, il testo scorre bene, anche se l'occhio incappa sovente in qualche errore. Credo che tu rispetti bene il promt e la sua boa. Lo specchio è ambiguo. Aiuta la protagonista a liberarsi dei malviventi, e poi la trascina in un mondo alla Alien, per risputarla fuori con nuova consapevolezza, che lei sa derivare dal padre.

L'amore ci salva tutti. Ok, dai, potevi trovare un finale più originale, ammettiamolo.

Utilizzi molti aggettivi e avverbi, in particolare quelli in -ente. Il testo si fa cantilenante. Allenati a produrre descrizioni senza utilizzare queste parti del testo. Non che tu non debba sfruttare aggettivi e avverbi, ma dovresti saperli dosare, magari sostituendoli con figure retoriche, come metafore e similitudini. Non solo sostanza, ma anche stile.

 

Alcune considerazioni sul tuo racconto:

 

 

probabilmente russo o simili - mi sembra una definizione un po' pressapochista. Avresti potuto sforzarti un pochino di più, pur sempre evidenziando l'ignoranza in merito della protagonista.

 

e molto probabilmente da innumerevoli stupefacenti. - mi sembra un'affermazione un po' ingenua. perchè "innumerevoli"? stupefacenti non è sufficiente? Un esempio di aggettivo superfluo o mal calibrato.

 

come se qualcuno lo abbia rotto (avesse - condizionale)

 

 come se qui i rumori non esistano (esistessero, sempre condizionale)

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Ciao, Mina!

- Tu sei un ragazzo o una ragazza? Nel tuo profilo c'è scritto che sei un ragazzo di 16 anni (Nel tuo racconto una parola verso la fine è stata scritta al maschile, forse per dimenticanza, così sono andata a curiosare), hai tracciato l'identità di questa ragazza come se tu fossi stata una ragazza e questa è un ottima cosa.

 

- E' il titolo "Starry Sky" che mi ha convinto ad aprire il testo, in inglese suonano molto bene queste due parole insieme e danno un senso di conforto e di mistero che si ritrovano nel tuo racconto.

 

- Sono stata felice di aver trovato un testo scorrevole, ma nella seconda metà mi sono persa perché la descrizione del luogo in cui si è ritrovata la protagonista è stata forse fin troppo dettagliata, fino a perdersi. Ho però amato "Atterro innumerevoli secondi dopo. Sono caduta in un crepaccio? Nonostante il volo dovesse essere di svariati metri, non mi sono fatta nulla. Sono in un corridoio dalla pareti strette, senza un soffitto. Il pavimento e i muri sono caldi e carnosi, ricoperti da una fitta peluria untuosa. Tutto intorno a me si muove, si contrae, si espande, si alza, si abbassa.", adoro in particolare " Tutto intorno a me si muove, si contrae, si espande, si alza, si abbassa.".

 

- Non mi sono piaciute alcune precisazioni, come quando dici "Con disgusto realizzo che i muri sono vivi." 

 

- Il finale non è stato molto chiarificatore

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@Niko grazie mille! Non ho ancora metabolizzato bene il regolamento, chiedo venia. Mi sono accorto che ci fosse qualcosa che non andasse dopo aver pubblicato, questa cosa che non si può modificare il topic successivamente grava molto... Devo abituarmi allo strumento di anteprima, scusami

@Eterocefalo e @Beat grazie mille per i commenti e i suggerimenti ^-^ sono un ragazzo :3

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Messaggio di servizio: avevo iniziato il commento, ma ho avuto un problema con la tastiera e ho dovuto rimuoverlo.  Se qualcuno avesse fatto in tempo a notarlo lo ignori.  Ricomincio da capo.

 

Brano scritto da un sedicenne che adotta un nick femminile e sceglie per protagonista una quindicenne: insolito e già di per sé stimolante.

Prima di mettermi a leggere scopro che manca l'indicazione del prompt (che va segnalata anche qui); mi dico: "poco male, basterà qualche riga per scoprirlo".  Invece no, perché li hai svolti entrambi in realtà.

Inizio a leggere: la storia è interessante e ben scritta, ma è troppo piena.  Di cosa?  Di tutto in realtà.

1) di aggettivi possessivi 

2) di particelle pronominali

3) di avverbi in -mente (nonostante io non sia un'abolizionista integrale come certuni, tu ne usi una quantità smodata)

4) di descrizioni (io le amo, ma le tue sono troppo piene di dettagli)

Ad accrescere l'effetto di sovrabbondanza del testo concorre l'uso di non andare mai a capo, contrariamente a quanto fanno per abitudine molti autori giovani che a ogni punto fermo premono il bottone "invio", così che il brano assume l'aspetto visivo di una poesia.  Tu invece realizzi il cosidetto "muro di testo", che ha il potere di scoraggiare il lettore. 

In più hai grossi problemi con il congiuntivo imperfetto: vai subito a riprendere in mano una buona grammatica italiana, perché su certi errori i critici non perdonano.

 

Bene, mi stai già odiando?  

Allora cercherò di farmi perdonare e, nella speranza di farti cosa gradita, proverò a dirti come a mio parere dovresti intervenire.

 

Lo specchio del bagno di servizio riflette, sotto una spessa patina di sporco, l’immagine di una ragazza che ho imparato a riconoscere in me stessa. Mi pulisco il volto con una salvietta; lo specchio riflette crudele le imperfezioni della mia pelle. L’ombretto sbavato mi fa somigliare a una sorta di clown da film horror, piuttosto che a una comune ragazzina quindicenne.

Sospiro, stanca.

Mi concedo un sorriso tirato lanciando e getto uno sguardo alla busta con il denaro di soldi all’interno della borsa. Sono fiera di me.

Mentre mi spazzolo i capelli, chiudo gli occhi e ripenso con nostalgia a mio padre che ride. Mi manca. Non riesco a perdonargli come che se ne sia andato, quattro anni fa, lasciando me e la mamma mia madre in quest’inferno. Lei non ha incassato il colpo, ed è cambiata per sempre. Ho iniziato ad essere sentirmi terrorizzata da lei, e a prendere le distanze da lei. Sono sicura che il suo senno ora è lassù, da qualche parte su quella luna così lontana che è a malapena scorgibile riesco a scorgere dalla attraverso la finestra.

Perché non sei qui adesso, papà?

Una lacrima solitaria fa capolino timida dall’occhio e inizia a rotolare rigarmi impavidamente lungo la mia guancia, come un sasso che precipitai dal un pendio di un monte. Per evitare che causi una frana, la asciugo in fretta. Stringo i bordi del lavandino e fisso con determinazione il mio lo sguardo in quello della ragazza all’interno dello riflessa nello specchio. Le labbra carnose (non è il momento per le descrizioni: apprendere ora che lo sguardo è determinato e la labbra sono carnose distoglie da ciò che accade e produce una caduta delle tensione) sono scosse da violenti tremiti, ma gli occhi arrossati trasudano profonda saldezza, e mi infondono sicurezza e capisco che mi stanno gridando intimano di essere forte.

Calmo iIl respiro si fa regolare ("calmo il respiro" non mi piace, ma esistono tante altre possibilità oltre a quella che ho scelto) .

Lo sono.: Ssono la migliore.

Tutto quello che sto facendo è per mia madre. La Ssto badando a lei da sola, sono così matura e intelligente. Sono una brava ragazza, in assoluto la più capace che esista. E quando crescerò troverò presto un vero lavoro, che mi darà da vivere uno vero, e potrò vivere agiatamente. Diventerò ricca, lo so, e avrò tutto Riuscirò a realizzare ciò che ho sempre desiderato. La vita in fondo è così bella, così sorridente.

Finalmente riesco a riprendere il controllo di me con un lungo sospiro. La ragazza nello specchio mi annuisce. (ho capito: la ragazza cerca di sviluppare l'autostima.  Non ti sembra di avere esagerato un po' con queste asserzioni? La metà sono più che sufficienti a far passare il concetto).

 

Un esempio su tutti di elementi che appesantiscono inutilmente il testo:

Una lacrima solitaria fa capolino timida dall’occhio

"dall'occhio">le lacrime possono scendere da altre parti? No.  Allora è superfluo>taglia

"timida" e "solitaria">attribuire sentimenti alle lacrime (e agli oggetti in genere) non mi piace.  Il significato dei due aggettivi fra l'altro è già esplicato da quell'"una", perché di solito si parla di lacrime e non di una singola lacrima. In definitiva sono anch'essi superflui>taglia

 

Una lacrima fa capolino

ecco la tua frase, ripulita da ciò che non serve: c'è ancora tutto quello che volevi ci fosse, ma è molto più scorrevole.

 

Mi fermo qui nell'analisi del testo parola per parola: puoi estendere il lavoro fatto sopra a quanto rimane del brano, sempre che tu concordi con il mio approccio.

Mi limito solo a segnalarti qualche altro passaggio che aggiunge qualcosa a quanto già detto:

 

probabilmente russo o simili.

evita espressioni del genere, più adatte a un saggio o a un articolo

 

La fortuna mi ha salvata

non puoi affermarlo: in quel momento le evita solo un male immediato. Da lì a essere salva ce ne corre: anche se la luce è andata via è sempre preda di tre malintenzionati.  

 

come se qualcuno lo abbia avesse rotto

 

Dopo una manciata di secondi, realizzo

Con disgusto realizzo che i muri sono vivi

combatto una mia personale battaglia contro l'uso di "realizzare" nell'accezione dell'inglese "to realize".  Abbiamo tantissimi verbi con una varietà di sfumature invidiabili: comprendere, intuire, percepire, rendersi conto...

 

come se qui i rumori non esistano esistessero

 

mi sta gridando qualcosa in una lingua che non capisco

sono sdraiata su qualcosa di morbido e gelatinoso

Inciampo in qualcosa di solido che sporge dal suolo gelatinoso

troppi "qualcosa di" e troppa "gelatina" in un racconto di ottomila caratteri

 

non mi pongo domanda alcuna

da un pigro fiato di vento

l’amor che muove il sole e le altre stelle

siamo in prosa, evita lo stile della poesia

 

Sorrido, mi asciugo le lacrime

e qui metterei il punto finale.  La frase che segue sembra la morale da appiccare in fondo al racconto

 

Allora: sei molto giovane e quindi i miglioramenti arriveranno presto, perché c'è la base.  Ci sono le idee e c'è un progetto coerente di come realizzarle.  Difettano ancora lo stile e la tecnica, ma non potrebbe essere diversamente: sono gli elementi della scrittura più facili da acquisire, anche se richiedono tempo e molto esercizio.  Se rimarrai nel forum e continuerai a cimentarti nei contest e a leggere i racconti e i commenti - perché dai commenti degli altri si impara tantissimo - noterai presto cospicui miglioramenti.

Ma non ti perdonerò errori sui congiuntivi.   :asd:  :asd: 

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@Marcello grazie infinite per il dettagliatissimo commento! Cercherò di evitare questa ridondanza, effettivamente esagero molto :\ i congiuntivi sono stati una svista, davvero :c scusami ahahaha

Migliorerò, lo giuro ^-^

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@mina99

Migliorerai anche obtorto collo.

Questo pezzo ha avuto la fortuna di ottenere due commenti dettagliati da due mostri sacri del WD, Bango e Marcello. Ti consiglio di stamparteli entrambi insieme al tuo pezzo e di studiarli a fondo, dando per scontato che hanno ragione anche quando magari non sei d'accordo. Naturalmente ogni commento, anche breve, ha un grande valore e se ne deve tener conto.

Questa è la tua seconda cosa che leggo e mi è piaciuta molto. Non ho capito tuttotutto, (è una vagina quella che attraversa? Una nuova nascita?) ma ho letto con piacere fino in fondo. Bravo.

Occhio ai refusi.

Ciao.

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@Ginevra grazie mille per il commento ^^ sono felice ti sia piaciuto!

Comunque, sì, si può intendere come una sorta di rinascita, in senso allegorico.

Ciao c:

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Ciao mina99! Arrivo dopo altri commenti molto dettagliati che hanno detto ciò che avrei detto io :) La ridondanza è la nemica giurata della letteratura e tu qui sei stato davvero prolisso :) L'idea però c'è ed è anche ben congegnata. Quando credi che la scrittura sia difficoltosa e che gli altri non colgano il mondo che vuoi esporre, prendi la carta d'identità e leggi ad alta voce la tua data di nascita. Se continui sul forum arriveranno molte gioie, perché imparerai a scrivere molto, molto meglio di così, un così che a 16 anni il sottoscritto si sognava ;)

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Letto! Evito di lasciarti un commento specifico sul testo perché non avrei nulla da aggiungere ai dettagliatissimi commenti di Bango e Marcello. Ti lascio solo quella che è la mia impressione generale. Concordo con Bango fondamentalmente. Secondo il mio modesto parere (dopo tutto sono solo un aspirante scrittore come te ben lontano dal ritenermi un critico competente) hai le giuste potenzialità per diventare molto bravo, ma per farlo hai ancora bisogno di lavorare sodo. Come ti è stato già consigliato, esercitati molto, studiati e allenati sulla tecnica, riguardati la grammatica e soprattutto leggi più che puoi. Sono sicuro che il WD sia il posto giusto per te se lo affronterai col giusto spirito. Hai delle valide potenzialità e se seguirai i consigli che ti verranno dati da persone competenti in materia (qui ce ne sono molte ben disposte ad aiutare chiunque abbia la voglia di mettersi alla prova) e ti eserciterai potrai sicuramente toglierti molte soddisfazioni.

Ad ogni modo il tuo racconto mi è piaciuto e si fa leggere volentieri. Complimenti, buona prova! A rileggerti presto ;)

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@Marco86 grazie mille :D mi allenerò più che posso, puoi giurarci ^^ e sto facendo tesoro di tutti i consigli che ricevo qui, grazie c: ci sentiamo, mi ribeccherai sicuramente su WD

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Ciao,

come prima cosa mi scuso perchè credo in una risposta al mio testo di averi parlato al femminile (mentre tu mi avevi preso per un maschio! scambi di genere da nickname!) tengo molto alla mia femminilità e suppongo che valga lo stesso per te in merito alla tua virilità (per quanto viriliità sia una parola grossa per un ragazzo di 16 anni).

 

Evito correzioni dettagliate perchè ci ha pensato qualcun altro. Fai tesoro dei loro consigli.

 

Ti dico quello che mi è piaciuto:

- il ritmo incalzante, il cambio di scena continuo, la sorpresa

- l'allusisone all'Orlando Furioso (il senno sulla luna come quello di Orlando recuperato da Astolfo)

- la citazione conclusiva della Divina Commedia  che però essendo letterale avrei messo in corsivo o tra virgolette. Ma Dante è Dante e non può non essere Il Maestro!! E in testo che aveva come boa il cielo stellato "l'amor che move il sole e l'altre stelle" è davvero una chicca. Riferimenti così alla tua età sono rari (vorrei parlare con il tuo insegnante di letteratura italiana).

Bravo

 

Insisti, lima, correggi, riprova, non stancarti di sperimentare e continua a leggere più che puoi, classici e non solo.

Alla prossima :)

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@puntoevirgola continuo a sbagliare il sesso delle persone, aiuto D:

Onestamente, non ci tengo molto alla mia virilità, rimanga tra noi ^^ primo, perché vorrei essere giudicato per il mio carattere, non per i genitali; e secondo, perché i maschi sono stupidi.

Comunque, grazie mille per tutti i complimenti :) devo dire che la mia insegnante di letteratura è la più incompetente che esista, devo arrangiarmi come posso col libro di testo :\

Ciao c:

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Sull'affermazione i maschi sono stupidi sono perfettamente d'accordo con te. Ho imparato che di solito quelli che non rispettano questo cliche' sono i maschi che hanno qualcosa o piu' di qualcosa di femminile nel proprio carattere. Badate bene, ho detto nel carattere, non nel comportamento, il che non significa essere "dell'altra sponda". Immagino che solo chi ha percepito questo della proprioa Forma Mentis, scandagliandosi un po' piu' a fondo della superficie, possa capire di che parlo.

La stessa cosa per quanto riguarda la maggior parte delle femmine che vogliono a tutti i costi dar l'impressione del maschio, i cosiddetti "maschiacci". Stesso discorso, si imbarbariscono e fanno appassire le loro reali qualita'.

Ricordate che in un certo momento della nostra esistenza (uno dei primi, quando c'era il primo Maestro di Kuno a parlarci xD), tutti noi eravamo femmine. E non e' poi un gran bene quando il cromosoma Y fa piazza pulita al 100% delle X: si perde molto in empatia.

Perdonate la pedanteria, mi andava di fare questa riflessione (:

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@mina99, hai avuto già decine di commenti super dettagliati e non saprei aggiungere molto. Ti dico solo che hai un grosso grosso potenziale, ti assicuro che scrivere a sedici anni non è lo stesso che farlo a venti o trenta. Tu dimostri talento, e soprattutto dalle risposte ai commenti tanta volontà e umiltà, doti fondamentali per affinare stile e creatività. Il tuo racconto l'ho apprezzato per la prima parte, mi ha incuriosito, anche se tendeva ad entrare in qualche cliché che non amo molto (ragazzina-prostituta, padre bastardo, specchio-lacrimucce ecc. ecc). Comunque leggevo con piacere. La seconda parte non l'ho capita tanto, ma vabbe', sono anche io che non amo molto i trip mentali e le cadute nel fantasy. Comunque continua così, migliorerai di sicuro.

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Ciao Mina :)

Finalmente sono riuscita a leggere il tuo racconto e devo dire che mi è piaciuto molto. Il tuo stile è intenso e si vede che ti piace scrivere e che sai farlo. Concordo anch'io, non è da tutti inserire Dante in uno scritto, specialmente alla tua età. 

Ho molto apprezzato il ritmo del testo, forse è la cosa che mi è piaciuta di più, oltre alla trama ben trattata.

Bravo XD

A rileggerci :D

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Mi fa piacere vedere che Bango e Marcello sono già passati a farti il cu... le loro preziose correzioni di forma e stile, perciò mi limito a segnalarti qualche cosa:

 

ciò che ci separa è incolmabile

Attento a questo aggettivo, è molto generico e si può riferire a un pozzo, a uno spazio, a un vuoto, a un contenitore... a qualunque cosa che normalmente sia possibile riempire. Quindi dovresti dire "ci separa uno spazio incolmabile" o "ciò che ci separa è uno spazio incolmabile" o, al più, ma proprio al limite, una "distanza" incolmabile.

 

numerose come non mai. 

"come non mai" è un concetto ingombrante...  io non abuserei della retorica (peraltro parecchio trita) in questo modo. Forse sarebbe più appropriato "come non avevo mai visto prima"

 

Attenzione anche agli avverbi di modo, quando ne usi tanti vuole dire che qualcosa non va nella descrizione e stai "dicendo" troppo quando potresti "mostrare" di più: vuol dire che stai usando il linguaggio in modo poco preciso e senza sfruttarne le potenzialità.

 

Ottima la struttura della narrazione, purtroppo il testo è troppo ermetico secondo me, ci sono molte cose non spiegate e non chiarite, oltre a questo, tutta la narrazione si pone in un mondo surreale già difficile da afferrare. Secondo me è solo questione di affinare il linguaggio e la visione del contenuto del testo, ma come motore creativo e visione della narrazione e del climax del pathos direi che hai delle qualità eccellenti!

Modificato da KMR

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@sioux parole sante, amico :3

@Joyopi , @Dark Smile , @KMR grazie mille, siete gentilissimi *^* Sono così felice che vi sia piaciuto c: grazie!

Grazie KMR per gli ulteriori suggerimenti, ne ho ricevuti così tanti che potrei riscrivere il testo rendendolo di qualità tantissimo più alta, grazie mille ^^

Dite che se mi impegno e mi alleno al massimo e con costanza, prima o poi riuscirò a diventare uno scrittore di successo? È il mio sogno sin da bambino...

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