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simone volponi

[MI71] Finestrino cremisi

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Prompt: Specchio specchio delle mie brame.

 

3.33.

Parcheggio nella via di casa, ed è così silenziosa e vuota da ispirarmi una pausa di riflessione. Mi sporgo un po' in avanti per ammirare il cielo stellato attraverso il parabrezza, e mi chiedo in quanti, un sabato notte qualsiasi nel 2015, facciano lo stesso; in quanti approfittano di un cielo così sgombro di nuvole per ammirare l'Orsa Maggiore risplendere, e una luna così tonda e piena.

Mi appoggio allo schienale e guardo il finestrino. Di solito non amo la mia immagine riflessa, di solito la rifuggo, ma vedo la scritta sulla maglia al contrario e mi sembra di guardare un'altro me. Allora comincio a fare facce strane, provo ad assumere espressioni che nella vita non azzardo mai: arriccio il naso, tiro in avanti la mascella per atteggiare un grugno, sollevo la mano allungando pollice ed indice per simulare una pistola. Ecco una bella faccia da duro!

"Oh, stammi lontano altrimenti... Bang!"

In quel momento un'auto sale fiancheggiando la mia. Distolgo lo sguardo dall'altro me e dal suo volto minaccioso, e faccio in tempo a guardare in faccia il guidatore: sguardo strabuzzato e itterico, capelli biondo spento molto arruffati, faccia da vino scadente. Dalla sua bocca parte una spruzzata, uno sputo di dimensioni spaventose che colpisce in pieno il mio finestrino. Resto per cinque secondi sgomento ad osservare la densa schiuma rossastra appiccicata al vetro, la osservo colare lentamente e mi accorgo che ha colpito dritto in faccia l'altro me, macchiando il suo volto da duro.

Mi riprendo quando il tizio torna indietro di mezzo metro e biascica un "scusa" distratto.

Apro lo sportello: "Scusa un cazzo!" urlo io, "ora scendi e pulisci 'sto schifo!"

Il tizio mi manda a cagare con un gesto della mano e tira avanti. Metto in moto e mi lancio all'inseguimento tamponandolo da dietro. Il tizio allora fiuta, lì, in qualche meandro del suo cervello affumicato, il pericolo imminente ed accelera.

Gli sto dietro digrignando i denti come un cane inferocito, lui svolta un angolo, poi un'altro.

Gli sto dietro e giuro a me stesso...

L'ubriacone imbocca un vicolo sgommando e spappola sull'asfalto il povero Prompt, il gatto della signora Fusilli che tutti nel Rione conoscevamo ed amavamo.

Gli sto dietro con ancora più rabbia, sbuchiamo sulla via principale, il muso della mia macchina ruggisce contro il suo posteriore. L'infame sbanda finendo sul marciapiede e manda gambe all'aria un paio di coppiette che pomiciavano, riguadagna la strada e io gli sto addosso.

"Tanto ti prendo! Ah, ti prendo!"

Faccio saltare come birilli gente che attraversa la strada al momento sbagliato (più tardi scoprirò che tra loro c'era anche la signora Fusilli, centenaria del Rione).

"Ti prendo, cazzone! Non mi scappi!"

Il tizio sbanda di nuovo, la sua macchina spicca un balzo penetrando un chiosco di panini, andandosi a schiantare contro un mucchio di bidoni. Freno facendo un testa coda in un vortice di fumo, scendo veloce, apro la sua portiera e comincio a prenderlo a pugni, ancora e ancora, gridando come un pazzo ad ogni colpo:

"Hai-scatarrato-sul-mio-mio-fottuto-finestrino! Hai-davvero-scatarrato-sul mio-cazzo-di-finestrino! Brutta merda!culo d'asino!"

Gli apro la testa, gli cancello la bocca schifosa, e per finire lo afferro per i capelli e gli schianto la faccia contro il finestrino. Un'esplosione di vetro e schizzi di sangue rosso cremisi.

Resto solo un'attimo a fissarlo, col fiatone, torreggiando trionfante su di lui:

"Hai scatarrato contro il finestrino sbagliato."

Lo lascio lì, rantolante e sanguinante, nel suo puzzo da bevitore seriale, torno in macchina e me ne vado a casa.

 

Questo sarebbe successo se fossi stato come il me nel finestrino, se avessi avuti il suo fegato da personaggio di un film americano.

La verità si ferma a quando il tizio mi manda a cagare e se ne va.

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Bel testo Simo, forse sei ispirato e nello stesso rinfrancato perché gliele avete suonate ai cuggini ner derbi?  :asd:

Testo simpatico, con qualche refuso, ma in generale ben scritto, che racconta una storia alla Duel che in realtà non è storia, grazie al colpo di scena finale.

Inserisci ancora il gatto prompt, e sospetto che se un giorno avrai un gatto non ci penserai molto prima di battezzarlo  :asd: Per un attimo, anche ricordando il tuo testo di Halloween ho pensato che il tizio che aveva scatarrato fosse in realtà un'altra versione del tuo protagonista, quella rude e da cowboy che si era misteriosamente "animata". Chissà perché ogni volta che leggo i tuoi testi mi vengono idee di finali alternativi  :asd: Davvero, non lo faccio apposta, sono i tuoi testi che mi ispirano inconsciamente queste riflessioni  :asd:  Dimmelo, mi raccomando, se ti dà fastidio!

 

 

 

Mi sporgo un po' in avanti per ammirare il cielo stellato attraverso il parabrezza, e mi chiedo in quanti, un sabato notte qualsiasi nel 2015, facciano lo stesso; in quanti approfittano di un cielo così sgombro di nuvole per ammirare l'Orsa Maggiore risplendere, e una luna così tonda e piena.

 

 Sai, è una domanda che spesso mi faccio anche io. Vecchi utenti molto molto saggi ormai cancellati dal sito ti avrebbero detto che nessuno oggigiorno da uno sguardo alla luna e alle stelle di notte. Ma quando mai, è impossibile... e invece... a quanto pare anche altri lo fanno.

E sono più di quanto si creda. Molti di più.

 

Ottima prova  :)

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Il tuo testo sembra davvero tratto da un filmone americano! Mi fa venire in mente Fight Club.

 

- Mi piace la tua scrittura perché è scorrevole e facilmente leggibile 

- Come mai hai datato il testo "2015"?

- "Mi appoggio allo schienale e guardo il finestrino. Di solito non amo la mia immagine riflessa, di solito la rifuggo, ma vedo la scritta sulla maglia al contrario e mi sembra di guardare un'altro me." Non mi piace come hai introdotto l'altro te, tramite una scritta riflessa, se a te è piaciuto introdurlo così sarebbe stato meglio approfondirlo.

- "L'ubriacone imbocca un vicolo..." come mai la scelta di definirlo ubriacone? L'altro te non è forse fin troppo perverso per chiamare uno che ha bevuto "ubriacone"?

- "Chiosco di panini" un classico, ho riso molto dopo averlo letto!

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@sioux 

 

Sì, il derby è stato illuminante, perché ne sono uscito vivo!  :asd: Di gatti ne ho una famiglia, sono i miei aMICETTI, ma nessuno porta quel nome... quasi quasi ne sbattezzo uno e lo rinomino Prompt! che per ricorrere nel prossimo racconto dovrà resuscitare temo.

Se ti si ispirano altri testi o finali alternativi per me è solo un complimento, ma segnalami i refusi, può servire.

Ti è piaciuto quindi grazie! ;)

 

 

@Beat

 

Grazie anche a te, c'ho messo un po' de americanate classicissime. In effetti dovevo introdurre meglio l'altro me, la fretta di seguire l'ispirazione e il terrore di gonfiare troppo il testo non mi ci hanno fatto ragionare... cerco sempre di limitarmi a pochi tratti precisi.

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Simo, non te li segnalo perché non ho tanta voglia di cercarli se non è strettamente necessario  :asd: Tanto sono sicuro che verrà qualcun altro a segnalarteli presto. Se invece sbaglio e non viene nessuno, allora chiamami e te li ricerco e segnalo  :asd:

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Letto :) 

Ammetto che all'inizio ho pensato che era un classica scena, ma mi hai stupita :asd: 

Nel tuo racconto abbiamo il protagonista che si specchia e vede nello specchio una persona che non sembra lui, forte e coraggiosa. E poi la brutale differenza tra la realtà cruda e la fantasia, o meglio la speranza che riponeva nella figura presente in quel riflesso. Si sente debole, ma vorrebbe essere diverso. Mi è piaciuta molto questa introspezione, bravo. 

La scrittura è lineare, l'ho divorato in un secondo, quindi direi che ti è riuscito perfettamente. 

Ho apprezzato anche la sintesi, poche parole ma buone u.u 

Non trovo errori o difetti, per cui non ho altro da dirti. Ancora complimenti XD

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Gran bel testo, molto simpatico e... "fresco", mi viene da dire. Originale e leggero. Il finale è veramente uno dei più usati nella storia della letteratura, ma in qualche modo non è banale e non stona affatto col resto del testo. In generale è ben fatto, bella la storia e il significato, scritto davvero bene. Mi piace ^^

Ah, una cosa... povero Prompt :(

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Un'altro me...  ARGH!

 

svolta un angolo, poi un'altro... ARGH!!

 

Resto solo un'attimo a fissarlo... ARGH!!!

 

(apostrofo solo con il femminile, altrimenti non si tratta di elisione ma di "un", articolo)

 

Veniamo al racconto. Non male lo stile, l'ho apprezzato. Veloce come un colpo di fucile, rude come una poesia di Bukowski, ma meno profondo. Un tizio crede di essere un se stesso più duro. Fa casino nel quartiere, pesta a sangue uno sbevazzone... e poi niente, era tutto una sega mentale. Quindi cosa l'ho letto a fare? Non è una provocazione, ma è esattamente ciò che penso dei testi che si rinnegano all'ultimo paragrafo o all'ultima riga. In questo caso non è accaduto assolutamente nulla. Un uomo è seduto in macchina, un altro gli sputa sul vetro. The end.

Credo che se avessi trovato un finale originale, che non rinnegasse tutto quanto, sarebbe stata una bella prova.

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Ospite

Mi appoggio allo schienale e guardo il finestrino. Di solito non amo la mia immagine riflessa, di solito la rifuggo, ma vedo la scritta sulla maglia al contrario e mi sembra di guardare un'altro me. Allora comincio a fare facce strane, provo ad assumere espressioni che nella vita non azzardo mai: arriccio il naso, tiro in avanti la mascella per atteggiare un grugno, sollevo la mano allungando pollice ed indice per simulare una pistola.

 

 

Gli apostrofi col maschile te li ha già segnalati eterocefalo. 

Occhio alle eufoniche: hai uno stile narrativo che scivola via veloce, godibile e moderno. Le eufoniche oggi non si usano più: qualunque editor di qualunque casa editrice medio-grande le segnala tutte come errori, per dire.

 

 

Mi riprendo quando il tizio torna indietro di mezzo metro e biascica un "scusa" distratto.

Apro lo sportello: "Scusa un cazzo!" urlo io, "ora scendi e pulisci 'sto schifo!"

Il tizio mi manda a cagare con un gesto della mano e tira avanti. Metto in moto e mi lancio all'inseguimento tamponandolo da dietro. Il tizio allora fiuta, lì, in qualche meandro del suo cervello affumicato, il pericolo imminente ed accelera.

Gli sto dietro digrignando i denti come un cane inferocito, lui svolta un angolo, poi un'altro.

Gli sto dietro e giuro a me stesso...

L'ubriacone imbocca un vicolo sgommando e spappola sull'asfalto il povero Prompt, il gatto della signora Fusilli che tutti nel Rione conoscevamo ed amavamo.

Gli sto dietro con ancora più rabbia, sbuchiamo sulla via principale, il muso della mia macchina ruggisce contro il suo posteriore. L'infame sbanda finendo sul marciapiede e manda gambe all'aria un paio di coppiette che pomiciavano, riguadagna la strada e io gli sto addosso.

 

 

Vedi come hai poi cambiato termine per riferirti all'antagonista? Va benissimo... quei tre "il tizio" così ravvicinati stonano un pochetto. Niente di che, intendiamoci, ma considerando come utilizzi poi "l'ubriacone" e "l'infame" perché non giocare sulla terminologia e strutturare il racconto in base a un'esclation di temrini sempre piu pesanti? Prendi tutte le volte che ti riferisci a lui: le conti. sono, dico a caso, 15? Titi giù 15 termini diversi partendo da "il tizio" passando per "lo stronzo", l'ubriacone" "il pezzo di merda" ecc ecc. Dandogli un senso di crescita progressiva che da anche il ritmo allo stato d'animo del protagonista. Cosa che peraltro hai fatto da un certo punto in poi.

 

 

 

 

Questo sarebbe successo se fossi stato come il me nel finestrino, se avessi avuti il suo fegato da personaggio di un film americano.

La verità si ferma a quando il tizio mi manda a cagare e se ne va.

Pezzo molto godibile che scorre via veloce. Il finale è un po' riduttivo. Non mi sento "preso in giro" perché il racconto me lo sono goduto, però manca qualcosa. Mi fai tornare all'inizio, mi dici che è solo un sogno, un volo pindarico e la storia si ferma lì.Manca qualcosa. E allora? non si possono scrivere cose del genere? certo che sì... ma con dei piccoli espedienti.

Mi sta benissimo se mi dai un "gancio narrativo" conclusivo, dico a caso:

 

"Questo sarebbe successo se fossi stato come il me nel finestrino, se avessi avuti il suo fegato da personaggio di un film americano.

La verità si ferma a quando il tizio mi manda a cagare e se ne va.

Però 'sti cazzi... si vive una volta sola.

L'altro me mi guarda. Mi sprona. Metto in moto. Ricordo la tua auto, pezzo di merda... quanto potrai essere andato lontano? Sto arrivando."

 

questo in un senso, più difficile ma non impossibile trovare una chiusura contraria, che esalti "l'immobilismo" dle protagonista.

 

Un saluto

 

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@Bango Skank grazie per il passaggio... cavolo, il finale che mi hai suggerito ci stava tutto. Mi sono fatto fregare dalla fretta e dal flussone creativo, volevo un testo ristretto, immediato e ho perso qualche dettagli che sarebbe stato utile (sugli apostrofi sono una pippa. Mi occorre lo Zanichelli).

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Ciao Simone! Mi sono goduto il tuo testo e l'ho apprezzato, tanto da pensare a un finale alternativo: se l'uomo fosse in una battaglia con se stesso? Se fosse un ubriaco seriale e l'inseguimento fosse tutto un suo film mentale, con una bella morale feroce sul "non abusare di alcol" e tutte quelle cose lì? Avrebbe molto più spessore e sarebbe, senza toccare una virgola di quello che hai scritto un ottimo tuffo nei deliri di una persona decisamente fuori di sé. Pensaci :) a rileggerti ;)

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Mi sembra di aver già letto qualcosa tuo, e se non mi sbaglio mi era piaciuto come questo. Il tuo stile è molto scorrevole e vivace e non crea alcuna difficoltà nel leggere anche in condizioni di distrazioni multiple. Questo per me è un merito. L'idea è davvero molto simpatica e nonostante sia pieno il mondo di racconti e storie che terminano con il risveglio da un sogno-allucinazione-viaggiomentale-trip ecc.ecc. questo non mi ha affatto disturbato perché reso con coerenza e leggerezza.

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Ciao simone, ho letto il tuo racconto tutto d'un fiato.

Hai cominciato con questo quesito:

 

 

Mi sporgo un po' in avanti per ammirare il cielo stellato attraverso il parabrezza, e mi chiedo in quanti, un sabato notte qualsiasi nel 2015, facciano lo stesso; in quanti approfittano di un cielo così sgombro di nuvole per ammirare l'Orsa Maggiore risplendere, e una luna così tonda e piena.

Io sono tra quei pochi. Trovo i cieli stellati affascinanti e, spesso, fanno riflettere più degli specchi :D

Insomma... Dalla partenza mi aspettavo un testo riflessivo, introspettivo (ne ho letti molti così in questo MI) e invece poi BAM!! Parti spedito come un razzo e chi ti ferma più?

E' il primo pezzo tuo che leggo e devo dire che hai uno stile molto frizzante ed energico. Fila via come l'olio ed è godibile.

L'idea che fosse tutto un trip mentale del protagonista a me è piaciuta. Mi ha ricordato molto il mitico JD di Scrubs (e qui hai vinto un sacco di punti :D).

L'unica pecca, forse, è il finale un po troppo sbrigativo, ma vedo che Bango ci ha già messo lo zampino dandoti un'ottima soluzione. 

Ottima prova, complimenti! ;)

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ciao, mi scuso per la brevità, ma sto correndo per finire di leggere e commentare tutti. A un certo punto ho pensato che avessi usato il prompt solo  all'inizio per poi deviare su una trama troppo americaneggiante per i miei gusti, ma nel finale mi sono ricreduta. Tutto acquista un senso. Però sintetizzerei un pò la parte dell'inseguimento e toglierei qualche parolaccia. 

Nell'insiema, però, gran bel testo

Alla prossima.

:)

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In quel momento un'auto sale fiancheggiando la mia.

Non ho capito perché "sale". Questa cosa mi ha fatto dimenticare che il protagonista aveva parcheggiato e mi ha confuso. Meglio specificare che si ferma accanto, o qualcosa che descriva in modo più preciso la dinamica dell'avvicinamento.

 

gli schianto la faccia contro il finestrino. Un'esplosione di vetro e schizzi di sangue rosso cremisi.

Manca il predicato, meglio dire: Il vetro esplode in schizzi di sangue rosso cremisi.

Alternativa, che credo fosse l'effetto che cercavi, è interpretare quella frase come la parte nominale di un predicato nominale, esempio: "La banana è buona". Ma se sai già che stiamo parlando della banana, puoi usare solo la parte nominale e dire solo "Buona." Quindi potresti rifare così:

gli schianto la faccia contro il finestrino e i frammenti volano ovunque. Un'esplosione di vetro e schizzi di sangue rosso cremisi.

che sta a significare: "[i frammenti sono] Un'esplosione di vetro e schizzi di sangue rosso cremisi."

 

Lo lascio lì, rantolante e sanguinante

Quando avevi detto "gli apro la testo" avevo capito che l'avesse ucciso, spaccandogli letteralmente il cranio. Se non è così, dovresti correggere quella parte per non dare l'idea sbagliata, bisogna evitare di esagerare con la retorica, che deve essere sempre funzionale, chiara e misurata.

 

Il pezzo è divertentissimo! Pecca sono nella forma e in parte nella tecnica. L'errore più grosso che ho riscontrato è l'abuso del gerundio. Il problema è che il gerundio è un modo "facile" di esprimere un'azione con approssimazione. Devi sostituirli con espressioni visivamente e tempisticamente più precise. Per esempio: "Accelera sgommando" in realtà non è preciso quanto "Accelera e la macchina sgomma sull'asfalto". In alcuni gerundi addirittura generi dei paradossi: la macchina non può spiccare un volo penetrando un chiosco; prima deve spiccare il volo, POI finisce sul chiosco e lo penetra.

 

Per il resto, ottimi registro e struttura e una chiusura perfetta, anche se concordo pienamente con il suggerimento di Bango!

Modificato da KMR

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A contest chiuso, ringrazio tutti per il tempo dedicato al mio piccolo capolavoro  :asd:

Grazie per gli apprezzamenti, i suggerimenti, gli spunti (specie uno che doveva venire a me in fase di scrittura, argh!).

Due voti e vado di sfrontatezza! Tanta qualità in giro, bravi atleti della penna.

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@simone volponi, almeno per quel che mi riguarda, è stato tempo impiegato bene. Come già detto il tuo racconto mi è piaciuto molto e credo che tu abbia un ottimo mix di stile, ironia e fantasia. Io fino all'ultimo sono stato in dubbio, e se non hai avuto il terzo voto è stata solo questione di centesimi. Alla prossima sfida!

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@Joyopi grazie, e condivido, tempo utile e divertente!

Inoltre c'erano dei grossi scrittori in gara, anch'io ho avuto problemi a scegliere i miei tre, tanta qualità. Alla prossima! :)

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