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Dark Smile

Parole di fosforo

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Commento: http://www.writersdream.org/forum/topic/27951-soliti-discorsi-sul-tempo/

 

Ciao a tutti  :saltello: non pubblico qualcosa da parecchio, dato gli impegni, vi sono mancati i miei disastri?  :love:

Ok torno seria u.u non so come sia questo frammento, l'ho scritto davvero senza pensare, ma l'ho trovato carino, perciò ho deciso di postarlo e vedere un po' insieme a voi XD spero che vi piaccia, ma sono pronta come sempre ad ogni critica.

 

 

Non pensavo si potesse soffrire il freddo in quel modo. Non avevo mai sentito il gelo così insinuato dentro di me. Avevo perso il ricordo di quando il calore mi avvolgeva e mi proteggeva, era un tempo ormai lontano, che mi tornava alla mente come una candela il cui fuoco danzava stanco. In quei secondi mi chiedevo quanto ancora sarebbe durato, ora avevo paura persino a voltarmi per guardare. La vita è crudele, non è buona. Ne ero consapevole, eppure mi illudevo ancora, forse perché in essa notavo la bellezza, quel fascino che la rendeva unica. Ricordo le parole che ascoltai quel giorno. Una sera normale con nulla di speciale. Quei momenti che ritagli solo per te, dove non c'era nessun altro. Io e il computer. Una puntata di un anime che sottovalutavo, non lo reputavo abbastanza interessante e invece mi travolse. Non avrei potuto dimenticare quelle parole, perché erano così vere e così semplici da ferirti. Eppure non si poteva far nulla, solo accettare e continuare. Portai le dita vicino le labbra, stavo tremando. Cercai di riscaldarle come meglio potevo, eppure nulla sembrava funzionare. Mi bastava allontanarle per ghiacciarle. Avrei dovuto coprirmi con una coperta, con qualsiasi cosa, ma la voglia che avevo di alzarmi era pari a zero. Così sopportai in silenzio. Continuai a guardare, ero così curiosa di sapere cosa sarebbe accaduto, cosa rende una storia bella? La trama? I personaggi? Il modo di raccontare?

L'atmosfera che si era creata era bellissima, l'oscurità della stanza era appena illuminata dallo schermo. Ero sicura che ci avrei scritto qualcosa, quando il cuore diveniva partecipe c'era poco da fare, non sarei riuscita a trattenermi. Mi sono sempre domandata perché scrivessi, cosa volesse dire per me. Mi piace? Ne ho bisogno? Ogni volta non davo una vera e propria risposta, non credevo esistesse. Non deve esserci per forza un motivo. Io l'amavo e basta, faceva parte di me.

Semplicemente, quando vedevo un foglio bianco, che sia una pagina di carta o di word, d'impulso le mie mani, le mie dita si muovevano da sole, senza alcun comando. E frasi, concetti, emozioni prendevano forma. Si può mai scrivere senza pensare? E cosa ne potrebbe uscire di bello? La verità era che non lo sapevo. In quei momenti ti lasciavi andare completamente a te stessa, un dialogo con la scrittura. Era così affascinante, così insolito. Lo ritenevo davvero speciale, ogni volta. Non mi sarei mai fermata, un po' come quando intraprendi una strada e non la molli, anche se cadi, se ti fai male e non riesci più a camminare. Il corpo malandato sul terreno, impossibilitato a muoversi avrebbero detto gli altri, ma io avrei strisciato. Braccia, gomiti, dita, denti, avrei dato tutta me stessa. Avrei lottato per quello in cui credevo.

Non avrei mai dimenticato quelle parole o forse le sapevo già, ma in quell'istante mi tornarono alla mente in modo così chiaro che neanche il momento più buio avrebbe potuto cancellarle.

Sarebbero state scritte con un pennarello che avrebbe dato vita a parole fatte di fosforo.

 

La vita è crudele. I forti uccidono i deboli. I forti sopravvivono. Combatti, perché se lo fai puoi vincere e se vinci puoi vivere. Se non combatti puoi solo morire.

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Bene, come promesso eccomi qua. Sono riuscito a ritagliarmi un po' di tempo per il forum e ovviamente lo uso per la mia Dark :OO:  Sarò più cattivo e oggettivo che posso, quindi vediamo un po'.

Non pensavo si potesse soffrire il freddo in quel modo.
L'uso di "quel" mi dà la sensazione di lontananza, ma il racconto è in prima persona ed è molto introspettivo. Il freddo lo senti vicino, incollato e non riesci a liberartene da quel che leggo. Quindi io userei "questo", che esprime tutto questo concetto di vicinanza.

In quei secondi mi chiedevo quanto ancora sarebbe durato, ora avevo paura persino a voltarmi per guardare.
Superfluo, non trovi?

La vita è crudele, non è buona.
Dici due volte la stessa cosa, il lettore riesce a capirlo. Approfitto per scomodare @Niko che mi adora per quante volte faccio questo errore. :^^:

Una sera normale con nulla di speciale.
Anche questa è una ripetizione, però devo dire che personalmente ci sta bene, quindi te la faccio notare ma non te la segno.

Quei momenti che ritagli solo per te, dove non c'era nessun altro.
Stai attenta al Consecutio temporum. Prima parli al presente e poi al passato, tieni a mente il fluire dei tempi. Anche io faccio spesso questo errore, e qui scomodo @FadingAway che me lo fa notare sempre :sornione:

Una puntata di un anime che sottovalutavo, non lo reputavo abbastanza interessante e invece mi travolse.
Secondo me questa frase potrebbe essere resa meglio: se la leggi noti che dopo la virgola c'è una pausa fastidiosa. Potresti provare a riformurarla tipo:
Una puntata di un anime che sottovalutavo, e che invece mi travolse.
Una puntata di un anime che non reputavo interessante, e che invece mi travolse.

Ho anche sbarrato quel "abbastanza" perché trovo che appesantisca la frase.

Portai le dita vicino le labbra, stavo tremando. Cercai di riscaldarle come meglio potevo, eppure nulla sembrava funzionare.
Messa così, la frase sembra intendere che cercavi di riscaldare le labbra, mentre tu intendi le dita, no? Questo è un dubbio che a me attanaglia sempre, perché con difficoltà trovo soluzione, quindi provo a proportene qualcuna.
Portai le dita al labbro, stavo tremando. Cercai di riscaldarle...
Mi sfiorai le labbra con le dita, stavo tremando. Cercai di riscaldarle...
Mi toccai le labbra, stavo tremando. Cercai di riscaldarmi le dita...

Chiaro? Così non lasci il dubbio al lettore in nessun modo.

Mi bastava allontanarle per ghiacciarle. Avrei dovuto coprirmi con una coperta, con qualsiasi cosa, ma la voglia che avevo di alzarmi era pari a zero. Così sopportai in silenzio.
Se è così turbata dal freddo, mi pare inverosimile che non voglia coprirsi solo perché si annoia, è così pigra? :zzz:
Continuai a guardare, ero così curiosa di sapere cosa sarebbe accaduto, cosa rende una storia bella? La trama? I personaggi? Il modo di raccontare?
Io qui ci vedrei un punto e a capo prima di "cosa rende".

l'oscurità della stanza era appena illuminata dallo schermo.
L'oscurità illuminata è un bel concetto di base, ma il termine "illuminato" non ci sta per nulla. Al momento però non mi vengono soluzioni, per questo forse è meglio trovare alternative:
La stanza era appena illuminata dallo schermo/ dalla luce dello schermo.
L'oscurità circondava tutto tranne lo schermo
.
Lo schermo illuminava debolmente la stanza.

Ero sicura che ci avrei scritto qualcosaPUNTO quando il cuore diveniva partecipe c'era poco da fareDUEPUNTInon sarei riuscita a trattenermi.

Non deve esserci per forza un motivo. Io l'amavo e basta, faceva parte di me.
Meglio usare "doveva", dato che parli al passato.

Semplicemente, quando vedevo un foglio bianco, che sia una pagina di carta o di word
Consecutio temporum: devi usare "fosse".

Il corpo malandato sul terreno, impossibilitato a muoversi avrebbero detto gli altri, ma io avrei strisciato. Braccia, gomiti, dita, dentiDUEPUNTI avrei dato tutta me stessa. Avrei lottato per quello in cui credevo.
Quello che ho cancellato non mi piace molto, ma credo sia solo questione di gusti, quindi vedilo come un'opinione e nient'altro. Poi lì ti ho segnato i due punti invece di quel che hai messo, perché ci stanno meglio

Ecco fatto! Phew ci ho messo un bel po', ma credo di aver fatto un bel commento :sornione:  Ma lo sai che alla fine non ho capito perché "parole di fosforo" come titolo? Sono curioso di capirlo. Comunque passiamo alle considerazioni.
Io e te siamo simili, a partire dagli errori fino ad arrivare al modo di provare sensazioni: siamo entrambi molto chiacchieroni e tendiamo a ripetere cose che abbiamo già detto poco fa, con l'intento magari di enfatizzarle, ma finendo per far credere al lettore (permaloso) "Me lo hai già detto, sono mica cretino che me lo ripeti?"
L'hai scritto senza pensare, ma so che prima di pubblicarlo lo hai riletto e controllato più volte, veroooooo? Perché altrimenti tutte queste correzioni non avrebbero senso. Sì, sono stato molto pignolo quindi non spaventarti per tutto quel che ti ho corretto, serve anche a me per migliorare. Spero che io ti abbia dato dei buoni consigli che ti aiuteranno nei prossimi racconti! A presto Dark! P.S che anime è alla fine, Death Parade? :pop:

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Ok, ammetto di aver letto il testo un po' di fretta, @Promise. Ma mi avevi chiamata e mi sembrava brutto non intervenire.

Prima di tutto però mi scuso con Dark per non avere il tempo di dare al suo testo il rispetto che merita, ma vengo qui solo per commentare la cosa per cui sono stata chiamata. E' un momento un po' brutto e trovare il tempo per fare le cose che mi piacciono (come appunto commentare i testi degli utenti o comunque avere una vita attiva sul forum), è abbastanza difficile. 

 

Qui il problema non mi sembra di consecutio. E' un'opinione mia e non voglio assolutamente sfiduciare l'ottimo lavoro che ha fatto Promise col suo commento super accurato. (anche perchè ti ha proposto un sacco di alternative).

I problemi con la famosa consecutio temporum sopraggiungono quando usi lo stesso tempo per narrare due cose che sono avvenute in tempi diversi.

Se per esempio stai raccontando al passato che hai fatto la spesa, il racconto della spesa deve essere fatto a un tempo anteriore rispetto al passato remoto, ad esempio.

"Stavo facendo la spesa quando mi sono ricordata che avrei dovuto prendere il latte"

Ciò vale ovviamente con tutti i tempi, che "slittano" nel vero senso della parola. Io purtroppo ho il problema che studio tantissima grammatica latina, e spesso mi ritrovo a fare confusione e la mia idea di grammatica sta cambiando col tempo contro il mio volere. Il latino ha un sistema estremamente binario; se non è futuro anteriore perchè non c'è anche il futuro semplice, allora è congiuntivo. Il latino è una monorotaia con due binari separati da un AUT...AUT. L'italiano invece è diverso, e sbaglio io a porli sullo stesso livello.

Comunque dicevo che il giochino dei tempi si può fare per esempio al presente.

"Sto facendo la spesa, mentre stamattina sono andata a scuola".

 

Non so se ho reso bene l'idea. Non sono abituata ad usare il presente e quindi magari l'esempio non è ancora pregnante.

E dopo questa noiosa parentesi passo a dire perchè secondo me il problema evidenziato da Promise non è un problema di consecutio.

Dark nel suo testo non sta descrivendo un'azione avvenuta in un momento diverso nello stesso momento nella narrazione, ma piuttosto sembra astrarre un'azione abitudinaria e comune a tutti gli esseri umani il presente. E' un cosa che ogni tanto faccio anche io, anche se ammetto che non mi piace molto. L'uso del presente assurge quindi alla posizione di assioma valido allo stesso modo sia per il lettore che si ritrova in questo pensiero, sia del protagonista del pezzo. Il ritaglio del tempo è una cosa che fai in generale, non qualcosa che hai fatto nel passato o comunque qualcosa di definito. E' una sorta di abitudine continuativa presente nel passato, nel presente e presumibilmente anche nel futuro. Per questo ci viene naturale metterla al presente. 

 

Comunque, anche se secondo me questo non è un caso di consecutio, ti avrei fatto notare anche io questo presente, che stona un po'.

Al posto di tenere il presente e quindi la dimensione topica dell'abitudine del ritaglio del tempo, il mio consiglio sarebbe di rendere l'abitudine con una frase più strutturata nel passato.

"Erano quei momenti che si è soliti ritagliare per se stessi"

Qualcosa del genere. 

 

Spero di essere stata chiara, per il resto sono a disposizione.

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Promise è stato dettagliato, Fade una prof di tutto riguardo, quindi appoggio le loro segnalazioni, e mi accanisco contro i dannati QUEGLI/QUEL e affini, oltre ai CHE... maledetti! Anch'io ne abusavo e tendo ancora a cascarci, poi rileggendo ne tolgo il più possibile. Ecco, Dark, meno QUEGLI/QUEL e CHE. Solo questo.

E le parole di fosforo le ho capite :)

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Dark, visto che ne fai spesso uso, inserisci le note al testo sotto spoiler, come ho modificato io ora. Se non lo sai fare, basta scrivere [*spoiler] e [*/spoiler] all'inizio e alla fine del testo che introduce il pezzo, ma senza asterischi.

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Per prima cosa vi ringrazio tutti e ora vi rispondo per bene XD 

 

@Promise

Grazieeeeeeeee Pro  :love: io sono il corsivo  :la:

 

 

@FadingAway Credo di aver capito, in pratica la mia frase è un'eccezione che ci può stare, poiché parlo di un'abitudine che va fuori dalla considerazione del tempo, ma contemporaneamente posta in quel modo stona un po' come frase e per questo Pro ha avuto il sentore di correggermela. 

Grazie mille Fady <3 sei stata gentilissima e mi hai spiegato tutto in modo moolto approfondito, vuoi diventare la mia prof di grammatica italiana? *--* però potrei farti impazzire  :OO:

 

@Simone: lol caspita mi sfuggono sempre XD grazie comunque della segnalazione, in questo modo riuscirò con un po' di pazienza a non cascarci più XD 

 

@Niko: okok dalla prossima volta farò così :)

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Agli ordini  :la:  però hai cancellato pure le mie risposte all'interno del quote :asd: 

 

@Promise

Visto che Niko mi ha cancellato tutto e io sono troppo pigra per riscrivere tutto... scriverò le cose principali in modo sintetico  :-):

- concetto vicinanza --> non volevo risultasse troppo vicino, ma neanche troppo lontano, la classica contraddizione del ''lo sento vicino, ma anche lontano'', un po' come quando vedi una foto sfocata xD 

- non si tratta solo di pigrizia... ti allontaneresti mai dallo schermo durante un punto cruciale della puntata di un anime che stai adorando? :asd: 

- ora ti spiego perché parlo di ''parole di fosforo'': il fosforo è una sostanza che permette agli oggetti di illuminarsi al buio, se tu consideri la fine e la frase capirai il senso, ovvero che quella frase sarà scritta con parole fatte di fosforo, in sintesi neanche il momento più buio potrà mai eliminare quelle parole, anzi si illumineranno u.u spero di essermi spiegata bene, comunque se hai domande io sono sempre qui  :love:

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Pensavo fosse Death parade, ma non ne ho la più pallida idea oltre a questo. C'ero vicino, cavolo ahahah comunque davvero bello il titolo, ora lo capisco ed è molto azzeccato

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Ciao cara Dark : :s :

 

Oggi parto dalle conclusioni, ammetto che ho fatto davvero fatica a capire questo frammento ma alla fine l'ho compreso. Leggendo le ultime righe mi è sembrato di "vedere" il mio desiderio: scrivere è vivere per tutti noi. Le tue parole non possono essere nient'altro che veritiere. Parole sante. Come frammento va bene anche se ci sono molte cose da rivedere. Questo frammento è poco scorrevole, alcune frasi son da riformulare. L'incipt mi piace ma come dice Promise quel " in quel modo" mette in discussione lil tempo del periodo

 

 

Quei momenti che ritagli solo per te,

che ritagliavo

 

 

Non pensavo si potesse soffrire il freddo in quel modo. Non avevo mai sentito il gelo così insinuato dentro di me. Avevo perso il ricordo di quando il calore mi avvolgeva e mi proteggeva, era un tempo ormai lontano, che mi tornava alla mente come una candela il cui fuoco danzava stanco. In quei secondi mi chiedevo quanto ancora sarebbe durato, ora avevo paura persino a voltarmi per guardare. La vita è crudele, non è buona. Ne ero consapevole, eppure mi illudevo ancora, forse perché in essa notavo la bellezza, quel fascino che la rendeva unica. Ricordo le parole che ascoltai quel giorno. Una sera normale con nulla di speciale. Quei momenti che ritagli solo per te, dove non c'era nessun altro. Io e il computer.

Fin qui immaginavo ad un inizio di un'amore in chat

 

 

Portai le dita vicino le labbra, stavo tremando. Cercai di riscaldarle come meglio potevo, eppure nulla sembrava funzionare. Mi bastava allontanarle per ghiacciarle

Mi spieghi che cosa vuoi dire?

 

Un bacio :wub:

FLO

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Ciao Floriana XD 

 

Allora, ero già consapevole che il brano era un po' criptico e scritto in modo poco scorrevole, ma credo che sia la bellezza di questo racconto, per questo l'ho lasciato e non ho modificato nulla XD

Sono contenta che alla fine ti sia piaciuto XD

 

 

 

Fin qui immaginavo ad un inizio di un'amore in chat

 

Questa è una sorpresa, non pensavo potesse essere interpretata in quel modo la prima parte XD

 

 

Mi spieghi che cosa vuoi dire?

 

 

Pro mi ha fatto capire che è poco chiara ed equivocabile questa frase, per cui è da modificare. 

Comunque voglio dire questo: usando l'atteggiamento di quando si avvicinano le dita alle labbra per riscaldarle e il freddo che le gela quando le si allontana dalla fonte di calore, voglio esprimere diversi concetti, che sta al lettore scegliere. Per questo non voglio specificare per non influenzarti nell'interpretazione XD 

 

Un bacio, mi ha fatto piacere risentirti :*

A presto :*

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