Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

Ospite ire70

Hell's Bells - Lo schermo può rapire

Post raccomandati

Ospite ire70

commento qui http://www.writersdream.org/forum/topic/27951-soliti-discorsi-sul-tempo/#entry482741

 

Hell's Bells - Lo schermo può rapire

 

Aveva già stappato la birra e abbassato perfettamente tutte le tapparelle: c'era sempre il pericolo che quegli idioti mascherati suonassero, nel caso intravedessero un po' di luce alle finestre.

Odiava da sempre Halloween, fin da ragazzino,  ché il massimo che si raccattava era una manciata di biscotti rancidi e quattro caramelle alla menta. Figuriamoci a trent'anni che non vedeva l'ora se ne andassero tutti fuori dalle palle per mettersi davanti al monitor. Che si imbucassero pure a quella festa  per sfigati, Sandro e suo fratello, in ogni caso quei  due non avrebbero rimorchiato nemmeno l'ultimo sgorbio travestito da mostro.

Invece per lui quella sera era il turno di Boccarossa, una tipa da svenire, puntualissima in chat tra l'altro, quindi non era il caso di tardare.

Gli  AC/DC erano  al massimo del volume mentre lui digitava la password e già si pregustava l'incontro che di lì a poco sarebbe avvenuto: quella Boccarossa  ci sapeva fare eccome.

"Eccola" pensò vedendo che si stava connettendo anche lei, ma la connessione si  bloccò subito  facendolo imprecare. Mentre aspettava che il collegamento ritornasse  si accorse che  i rintocchi di Hell's Bells continuavano troppo a lungo: la musica non attaccava mai. "Che cazz..." pensò  mentre dava un pugno al lettore cd che si spense all'istante. Ma i rintocchi continuavano. Sì alzò di scatto col cuore che pulsava impazzito, tracannò mezza birra sperando di essere preda di un colpo di sonno o di un'allucinazione.

Ma sputò tutto con violenza contro lo schermo del computer.

La birra sapeva di metallo.

Era rossa come il sangue.

La birra era sangue.

In quel momento la connessione ritornò  e la faccia di Boccarossa apparve tra  il sangue che ancora colava lungo lo schermo. Ma non era la solita ragazza che incontrava in chat ogni sabato: era più bella, molto più bella e sussurrava qualcosa, parole incomprensibili tra i rintocchi della canzone che ancora continuavano. Non riusciva a smettere di guardarla mentre lei sembrava avvicinarsi sempre di più.

«Baciami... » gli sussurrava  ̶  ora capiva bene le parole  ̶  «baciamibaciamibaciami...» mentre le sue mani sembravano uscire dal monitor...

La musica riprese: «... I got my bell, I'm gonna take you to hell..»  riempiendo di note la stanza ormai vuota.

Modificato da ire70

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Si legge bene, mi verrebbe da dire breve ma intenso.

Si va dall'inizio alla fine in un fiato ed è comodo a rendere l'idea del protagonista che sparisce all'improvviso, la velocità dell'evento paranormale eccetera.

 

Solo, migliorerei un po' il modo in cui costruisci la tensione. Per metà racconto il tipo è lì che aspetta di entrare in chat, per l'altra metà è spaventato, in mezzo il salto è rapidissimo. L'idea della canzone che si "inceppa" sui rintocchi è molto forte, per carità, però il suo terrore immediato è un po' ... troppo veloce.

 

 

Mentre aspettava che il collegamento ritornasse  si accorse che  i rintocchi di Hell's Bells continuavano troppo a lungo: la musica non attaccava mai. "Che cazz..." pensò  mentre dava un pugno al lettore cd che si spense all'istante. Ma i rintocchi continuavano. Sì alzò di scatto col cuore che pulsava impazzito, tracannò mezza birra sperando di essere preda di un colpo di sonno o di un'allucinazione.

 

Questo è il pezzo incriminato: letteralmente una frase prima il protagonista è solo infastidito dagli incovenienti - la canzone che non funziona, il collegamento che si interrompe - e reagisce in una maniera tipica dello stato d'animo in cui si trova, col pugno al lettore.  Poi, una frase dopo, si alza col cuore a mille.

 

Non è credibile, perché se accadesse qualcosa di simile nella nostra vita reale non ci spaventeremmo così velocemente. L'evento è strano, per carità, ma è un "segno rilevatore inquietante", ben diverso da uno "spavento immediato". Se cammini per strada e una creatura mostruosa ti si para davanti, hai lo spavento immediato. Se cammini e cominci a sentire un ticchettio sempre più forte di zampe di insetti, all'inizio non te ne accorgi, poi cerchi una spiegazione razionale, e poi ti spaventi.

 

Se fossi stato io avrei pensato magari al campanile di qualche chiesa, oppure a una musica proveniente dall'esterno.

Una cosa del genere:

 

"Mentre aspettava che il collegamento ritornasse  si accorse che  i rintocchi di Hell's Bells continuavano troppo a lungo: la musica non attaccava mai. "Che cazz..." pensò  mentre dava un pugno al lettore cd che si spense all'istante. Ma i rintocchi continuavano. Forse il parroco della chiesa vicina aveva fatto partire quelle fottute campane elettroniche per la celebrazione dei fedelissimi, o forse stava passando qualcuno con lo stereo a palla. Sì alzò di scatto. Quegli inconvenienti l'avrebbero fatto arrivare in ritardo all'appuntamento, e lo innervosivano. I rintocchi poi gli rimbombavano in testa insieme al battito del suo cuore. Accellerato, ma doveva essere per via dell'incazzatura. Tracannò mezza birra. Poteva essere che il pc avesse un guasto momentaneo."

 

E poi la cosa del sangue, che pure è resa bene, mi piacciono le tre frasi nette in cui la rendi: sapeva di metallo - rossa come il sangue - era sangue. Nota ovviamente che il mio è molto un esempio lungi dall'essere perfetto, l'ho tirato giù così tanto per.

 

Semplice e efficace la scelta del nick per "Boccarossa".

Sembra la trama di uno di quei corti horror che daranno in tv stasera. Non lo intendo come insulto, ma proprio come sensazione.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite ire70

Grazie mille per il tuo commento Blame! Ti confesso che è la prima cosa horror che non solo scrivo, ma anche leggo in vita mia (e chi mi conosce qui sa che fino a ieri scrivevo solo di brave ragazze e  robe simili  :D)! Per cui il tuo parere e i tuoi consigli mi sono utilissimi: in effetti è vero, il rapido passaggio dalla normalità al terrore... è troppo rapido  (ci avevo anche un po' pensato, ma non volevo esgerare con altri effetti scenici  un po' plateali, non essendo esperta). Anzi proprio perché non conosco la letteratura di questo genere temevo  in un disastro totale... era una specie di sfida con me stessa e i miei limiti 'tematici', ma devo sicuramente studiare un po' . Sì, ci ho pensato anch' io che sembra un po' un corto horror (per scoraggiare gli aficionados delle chat -line :asd: ). Grazie infinite per il tuo commento. Ciao!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao Irene <3
 

 

 

ché il massimo che si raccattava era una manciata di biscotti rancidi e quattro caramelle alla menta. Figuriamoci a trent'anni che non vedeva l'ora se ne andassero tutti fuori dalle palle per mettersi davanti al monitor

Una mia curiosità, sarò ignorante, quel chè significa... è la prima volta che lo leggo.

 

Conclusioni: un bel raccontino per halloween, scritto con attenzione e con molta spontanietà. Non ho trovato refusi ma secondo me usi troppo il che. Esempio:

 

Mentre aspettava che il collegamento ritornasse  si accorse che  i rintocchi di Hell's Bells continuavano troppo a lungo:

Scriverei : Mentre aspettava il ripristino del collegamento, si accorse che  i rintocchi di Hell's Bells continuavano troppo a lungo:

 

Per il resto va bene. Anche se è un frammento breve,  ha una buona struttura. Certo se vuoi fare un racconto horror devi svilupparlo di più. Devi creare una tensione che porta al lettore ad avere paura.Ti dò una mano. I punti dell'horror sono: Lo scopo:generare inquietudine,angoscia, paura. Suscitare forti emozion, i luoghi: tenebrosi, cupi, tetri, inquietanti. I contenuti: presenza di spiriti o forze demoniache, terrore della tomba, ritorno dei morti, incubo di essere sepolti vivi.I tempi: preferibilmente la notte e l'imbrunire e le tecniche narrative: suspence: rallentare il ritmo per non svelare subito qualcosa,creare un senso di attesa; anticipare in modo confuso la conclusione; uso di metafore e sinestesia;colpi di scena  con finale a sorpresa.

 

Un bacio :wub:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Bel racconto, funzionale nel suo essere horror, la situazione spaventosa è costruita bene e anche l'idea in sé è carina. Ho però riscontrato un problema presente anche nei miei racconti: descrivi gli eventi troppo in fretta, non ti soffermi abbastanza sugli aspetti e, come ha precedentemente detto @Blame , passi da una situazione in cui il protagonista è semplicemente infastidito a una in cui è terrorizzato a morte: non ti soffermi dunque abbastanza sulla sua evoluzione psicologica, facendo in modo che il lettore non si affezioni e impersonifichi nel personaggio - che è in un certo senso l'obiettivo di una storia!

Comunque sia, come primo racconto horror che scrivi è ottimo, sei molto brava c:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite ire70

Ciao Irene <3

 

 

 

ché il massimo che si raccattava era una manciata di biscotti rancidi e quattro caramelle alla menta. Figuriamoci a trent'anni che non vedeva l'ora se ne andassero tutti fuori dalle palle per mettersi davanti al monitor

Una mia curiosità, sarò ignorante, quel chè significa... è la prima volta che lo leggo.

 

Conclusioni: un bel raccontino per halloween, scritto con attenzione e con molta spontanietà. Non ho trovato refusi ma secondo me usi troppo il che. Esempio:

 

Mentre aspettava che il collegamento ritornasse  si accorse che  i rintocchi di Hell's Bells continuavano troppo a lungo:

Scriverei : Mentre aspettava il ripristino del collegamento, si accorse che  i rintocchi di Hell's Bells continuavano troppo a lungo:

 

Per il resto va bene. Anche se è un frammento breve,  ha una buona struttura. Certo se vuoi fare un racconto horror devi svilupparlo di più. Devi creare una tensione che porta al lettore ad avere paura.Ti dò una mano. I punti dell'horror sono: Lo scopo:generare inquietudine,angoscia, paura. Suscitare forti emozion, i luoghi: tenebrosi, cupi, tetri, inquietanti. I contenuti: presenza di spiriti o forze demoniache, terrore della tomba, ritorno dei morti, incubo di essere sepolti vivi.I tempi: preferibilmente la notte e l'imbrunire e le tecniche narrative: suspence: rallentare il ritmo per non svelare subito qualcosa,creare un senso di attesa; anticipare in modo confuso la conclusione; uso di metafore e sinestesia;colpi di scena  con finale a sorpresa.

 

Un bacio :wub:

Ciao carissima! Hai visto che sono ricomparsa? Ti ringrazio molto per il tuo commento. Rispondo subito alla tua curiosità: il ché accentato lo uso sempre per evidenziare la sua funzione causale  (come una forma ridotta di perché: si potrebbe usare anche il che senza accento ma è più una forma del parlato, quando viene usata nello scritto preferisco seguire il testo di grammatica a cui faccio riferimento e usare il ché, anche se in effetti può sembrare un po' 'antico'), ed è vero in effetti che uso un po' troppo spesso il che (che appesantisce molto); riguardo al problema del passaggio brusco al terrore hai  perfettamente ragione (grazie mille per i consigli, come dicevo sono totalmente digiuna di questo genere di scrittura): probabilmente ho avuto troppa fretta di terminarlo (temevo di essere rapita anch'io dallo schermo, forse: non bisogna mai sottovalutare questo pericolo col pc!  ;) ). Un bacione a te, Flo, grazie mille!  <3

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite ire70

Bel racconto, funzionale nel suo essere horror, la situazione spaventosa è costruita bene e anche l'idea in sé è carina. Ho però riscontrato un problema presente anche nei miei racconti: descrivi gli eventi troppo in fretta, non ti soffermi abbastanza sugli aspetti e, come ha precedentemente detto @Blame , passi da una situazione in cui il protagonista è semplicemente infastidito a una in cui è terrorizzato a morte: non ti soffermi dunque abbastanza sulla sua evoluzione psicologica, facendo in modo che il lettore non si affezioni e impersonifichi nel personaggio - che è in un certo senso l'obiettivo di una storia!

Comunque sia, come primo racconto horror che scrivi è ottimo, sei molto brava c:

Ciao Mina, grazie mille anche te per il commento! :)  Mi fa molto piacere se l'hai trovato gradevole; sì, il problema della velocità di passaggio al terrore è decisamente il punto debole del racconto, manca di tensione in effetti e davvero bisognava indagare meglio l'evoluzione psicologica del personaggio (giustissimo, non ci sono solo gli elementi esterni infatti). Grazie ancora per i tuoi consigli Mina, ciao!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Il testo nel complesso non è male, certo non hai descritto dettagliatamente (o meglio, con calma) l'evolversi della scena, ma non starò qui a ripetere ciò che hanno già detto altri.
Come primo racconto horror è ben strutturato, complimenti..!  :3:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite ire70

Grazie mille LadyBorderline; in effetti sì, l'ho scritto un po' troppo di fretta (forse per la strana sensazione che provavo nell'avventurarmi in un tipo di scrittura a me del tutto sconosciuta), ciao! :)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Dopo qualche tempo passato a risolvere "gli inconvenienti" che la Real Life mi ha posto ultimamente di fronte, finalmente son riuscito a ricavarmi un po' di tempo da dedicare alla lettura qui sul forum.

 

Il primo frammento capitatomi tra le mani è stato questo e, benché non sia un fan del genere horror, l'ho letto tutto d'un fiato.

 

Beh, che dire? Sinceramente, secondo me, non ha colto completamente nel segno.

 

Da un punto di vista ortografico/grammaticale trovo un po' eccessivo l'uso del "che" nei primi periodi, cosa - tra l'altro - che ha portato ad alcune costruzioni "forzate" e poco piacevoli da leggere, benché sintatticamente corrette (orribile, imho, quel "ché" legato ai biscotti).

 

La trama è semplice, benché non del tutto originale (ricordo un film della serie Nightmare ove un ragazzo finisce con la testa dentro ad una televisione), e tutto sommato scorre via piacevolmente, però...

 

... però "stecca" proprio sul più bello, ossia quando deve far avvertire la tensione della situazione. Se mi è permesso un'allegoria, è come dire voglio bere "roba forte", si va al supermercato al reparto alcolici, li si "passa in rassegna" quasi tutti e poi si va sulla birra analcolica!

 

Insomma, personaggio principale ben descritto e ottimamente narrato fino al punto in cui tira un pugno al lettore CD, azzeccatissima l'idea di rendere l'atmosfera facendo riferimento alle note di Hell's Bells, così come il nome dato alla "presunta" ragazza (Boccarossa), però troppo poco un periodo composto da frasi brevi per rendere il pathos della situazione.

 

Ok, le frasi brevi sono incalzanti... però la tensione - imho, da ignorante del genere horror - va fatta salire lentamente ed inesorabilmente.

 

Però le qualità per far meglio ci sono, quindi ti consiglierei di dedicare un po' più di tempo a ciò che scrivi: magari, dedicandoci anche una sola ora in più durante la stesura, questo frammento son sicuro sarebbe risultato di gran lunga migliore.

 

A rileggerti! ;) 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite ire70

Ciao Ettore, scusa il ritardo con cui rispondo: non so perché ma non mi arrivano le notifiche e quindi pensavo non ci fossero altri commenti. Ebbene sì, mi avete scoperto un po' tutti: ho scritto questo breve pezzo troppo velocemente, presa dalla tentazione improvvisa di andare (molto) oltre le cose che solitamente scrivo... e quando mi ricapitava? :D In effetti la scrittura dovrebbe richiedere più tempo, oltre il gettare l'idea, per fare una cosa come si deve, sono d'accordissimo. Grazie mille anche per il tuo commento, Ettore (mi dispiace solo che la risposta a questo primo commento sia arrivata tardi... detesto non rispondere!), ciao! :)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Mi è piaciuto molto il tuo frammento, breve ma intenso. Non ho riscontrato errori di grammatica e il testo è molto fluido eccetto per un eccesso di "che", in alcune righe. La trama è molto interessante e mette la giusta dose di ansia e paura, soprattutto grazie alla descrizione, a parer mio, della bottiglia di birra piena di sangue. L'unica pecca a parer mio è che c'è un eccessiva velocità nella narrazione, avrei dilato di più i tempi per approfondire maggiormente la scena e mettere più inquietudine. Detto ciò è un bel frammento, continua così.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite ire70

Grazie anche a te, Andrea, per esserti fermato a commentare. Sì, come dicevo sopra ho effettivamente scritto con un po' di fretta questo pezzo e non volendo eccedere con descrizioni esagerate sono decisamente caduta nell'errore opposto. Grazie mille ancora! :)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

ciao @, provo a commentare il tuo frammento; mi è piaciuto e trovo un peccato che sia così breve visto che gli spunti per ampliarlo non mancano.

Per esempio "Sandro e suo fratello", due comprimari che appaiono e scompaiono senza apportare nulla; io avrei provato a fornire un minimo di background ai due, oppure avrei usato un vago 'i miei amici' o qualcosa del genere. Poi non dare un nome al protagonista di un racconto così breve penso sia sbagliato poiché si fatica a empatizzare con lui visto che le descrizioni son poche

 

pensò vedendo che si stava connettendo anche lei

 

non credo ci siano errori nella consecutio di questa frase, però a me risulta pesante. Io avrei scritto pensò vedendo che stava per connettersi anche lei.

 

era più bella, molto più bella e sussurrava qualcosa

 

sempre questione di gusto personale, la ripetizione non mi dispiace, ma molto più bella lo avrei usato come inciso tra due virgole

 

Una cosa che mi salta all'occhio, infine, sono i doppi spazi che vedo; due o tre possono essere delle sviste, ma i tuoi mi sembrano troppi. Forse è dovuto al passaggio tra il tuo programma di scrittura e quello del WD? 

Ciao e a rileggerti!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite ire70

Ciao Plata, grazie intanto per il tuo commento; sai che al nome non avevo proprio pensato? Sì, forse potevo inserirlo in qualche modo, hai ragione. Ottimo anche il suggerimento per la frase pesante (in effetti è un po' pesante!). Riguardo ai doppi spazi è proprio un problema mio, nel senso che non me ne accorgo mai né la revisione automatica me li segnala: devo leggere molto attentamente per vederli e leggendo le frasi al contrario (anche per individuare i refusi) altrimenti non li vedo, nemmeno rileggendo un sacco di volte... (sono un po' ansiosa :D  ). Grazie mille ancora, ciao!

Modificato da ire70

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite
Questa discussione è chiusa.

×