Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

Rewind

[ Il fu MI 1] Non aprire quel balcone

Post raccomandati

Commento: http://www.writersdream.org/forum/topic/28029-la-promozione/?p=482560

Prompt di Mezzogiorno: Riflessi sullo specchio.
Boa: Immagini, azioni, personaggi riflessi dallo specchio. Può riflettere da qualunque luogo: una strada, un bagno, un ufficio, una distesa d'acqua, una camera da letto

Limite caratteri: 3000.

Lista Prompt: http://www.writersdream.org/forum/topic/23957-database-prompt-mi/

 

***

 

Sdraiato sul lettone beige, fiero e trionfo come un pascià apatico, il gattino nero si chiese se la sua padrona accusasse un calo di vista, o se avesse lui le trabecole a causa dei croccantini liofilizzati di marca slava.

Vedeva la padrona piegare e appoggiare delle gonne su una sediaccia di legno pericolante, e, riflessa nello specchio dell'armadio, una donna fuori dal balcone. Era un coltello quello che impugnava? E per quale gatta randagia ragione la sua padrona non la vedeva?

Meglio togliersi il dubbio, per gatta randagia ragione! Ruzzolò giù dal letto, iniziò a miagolare e graffiare il vetro del balcone: avrebbe preferito perforare un cuscino piumato o un divano dell' IKEA - quelli si smembrano che è una bellezza, - ma veder sgozzata chi gli dava vitto, alloggio e carezze andava contro ogni principio di sopravvivenza e rispetto personale.

La padrona non gli diede retta, raccolse le gonne e uscì dalla camera.
Che affronto! Per gatta randagia ragione! Passi la sua vita, ma quella di un gatto, che ogni anno ne riceve sette sul groppone! E quella donna fuori dal balcone, con quegli occhi incatramati e il coltellaccio, che voleva? Accattona!

I miagoli striderono come bottiglie spaccate sul cemento, gli artigli come coltelli che tranciano l'alluminio, e dopo pochi attimi, si udirono dei passi ciabattati, e la padrona ritornò in stanza. — Fluffy, che hai? Vuoi uscire? — e la cintura dell'accappatoio punzecchiò malignamente l'orecchio del gattino nero.

Ma non la vedi a quella? Chiama i caramba, scappa, ma portaci lontano da qui!, e un secondo prima che la padrona abbassasse la maniglia del balcone, il gattino nero le mordicchiò la caviglia e, facendo una specie di giravolta, cadde, pancino bianco al soffitto.

— Ah, ah, vuoi giocare, eh?—, iniziò a fargli dei grattini sotto il piccolo collo, poi sul pancino, poi di nuovo sotto il piccolo collo.

Avvertiva la moquette grattugiarli la schiena; distese ancora di più con le zampine e vide, riflessa nello specchio dell'armadio, la donna con gli occhi incatramati e il coltello prendere a pugni il vetro del balcone.

Per San Silvestro!

Si divincolò da quell'eden di mani, e sgattaiolò via, sradicando pezzetti bianchi di moquette con le zampe posteriori, sgommò davanti al portone, e si gettò sulla maniglia ma cadde sul sedere.

— Fluffy, vuoi uscire? — fu afferrato e riportato in stanza: la sediaccia di legno, la moquette bianca sbertucciata e, riflessa in quel maledetto specchio, la donna gli occhi incatramati e il coltello.

No!

Graffiò, mordicchiò, miagolò urlante, e, per la prima volta, soffrì nel fare del male alle manine della padrona.

— Cattivo, Fluffy, Cattivo! — disse, aprì il balcone, e la donna con gli occhi incatramati e il coltello le fu addosso, e la padrona questa volta la vide, ma non urlò, il coltello le aveva già trapassato la gola, e delle macchie di sangue sporcarono malignamente la cintura dell’accappatoio.

Modificato da Rewind

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

 trionfo = tronfio

trabecole = non credo si dica così

I miagoli = miagolii

 

Per il resto, molto carino. L'eden di mani, bella definizione.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Molto carino.

Aldilà delle segnalazioni di simone, che non ti ripeto, permettimi di lasciarti le mie impressioni.

 

Alur, in generale penso sia ben fatto. Risulta difficile tirare fuori un parere articolato per via della brevità del racconto: ovviamente è un po' il formato del prompt, ma comunque. La questione principale è questa: una volta finito di leggere, ci si chiede: perché diavolo c'era una donna assatanata fuori dal balcone? La "protagonista" viveva a piano terra o si è arrampicata? Perché, poi?  E come mai - come giustamente si chiede il gattino nero, l'umana non se ne accorge per niente? 

 

Che ci siano domande irrisolte è in realtà positivo, almeno in buona percentuale. Sono il genere di domande, quelle che mi sono fatto, che denotano un interesse. Per uno scrittore credo sia buono se il lettore finisce di leggere e vuole saperne di più. In questo caso avrei apprezzato qualche indizio in più su cosa sta succedendo e meno nozioni sulla "carineria" del gattino, che pure risulta funzionale al racconto. Suppongo volessi creare il contrasto tra i tentativi del gatto di mettere in allarme la padrona, la personalità dello stesso, e le inesorabili incomprensioni.

Per farti rendere conto dello stato in cui sono, pensavo che la donna col coltello fosse una sorta di creatura sovrannaturale visibile solo ai gatti. Ma forse sono io che leggo troppo Murakami, vedi te.

 

Mi soffermo un po' su qualche questione tecnica. Carina l'espressione "per gatta randagia ragione", anche se all'inizio sembra un po' legnosa (e la ripeti in due frasi consecutive, ma vabbé). In ogni caso questo metodo di caratterizzare gli animali parlanti, adattando espressioni umane alla loro razza, sicuramente non è nuovo. Ci provano tutti, prima o poi. Tu ci riesci, quindi bravo. Non ho letto nulla di tuo, ma mi sembra di notare una certa attenzione alle espressioni caratteristiche: il già citato eden di mani (che è veramente qualcosa di inusuale), ma anche le descrizioni: la sediaccia, gli occhi incatramati, i carramba eccetera. Sono termini vividi e un po' bruschi se vuoi, come le "sgommate" sulla moquette; in ogni caso ben riusciti perché il gattino nero - tramite queste descrizioni di pensieri - parla come un camionista bonario, e anche qui il distacco tra cos'é e come si esprime diverte, è interessante.

 

 

 

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao, Blame; grazie per l'accurata analisi.

 

Per farti rendere conto dello stato in cui sono, pensavo che la donna col coltello fosse una sorta di creatura sovrannaturale visibile solo ai gatti. 

 

Hai indovinato, anche se (purtroppo) non ho ancora letto Murakami, ma spero di farlo prossimamente.

 

Sono termini vividi e un po' bruschi se vuoi, come le "sgommate" sulla moquette; in ogni caso ben riusciti perché il gattino nero.

 

In generale scrive cose "rustiche", vuoi perché non riesco a prendermi troppo sul serio, vuoi perché sperimentare mi piace. Ah, e anche perché non credo di essere capace di scrivere alta letteratura.

 

Ti ringrazio di nuovo.

 

Alla prossima ^^.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Sono conteto di aver indovinato: se la conclusione era corretta evidentemente lo scritto è riuscito. Murakami o lo ami o lo odi, al limite poi fammi sapere.

 

In generale scrive cose "rustiche", vuoi perché non riesco a prendermi troppo sul serio, vuoi perché sperimentare mi piace. Ah, e anche perché non credo di essere capace di scrivere alta letteratura.

Condivido il punto di vista.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite
Questa discussione è chiusa.

×