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MarziaMuzi

Il blog è utile ai fini del marketing?

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Brutto ingresso, Marzia.

Prima regola del marketing d'autore: non spammare.

L'impressione che hai dato è che più che voler discutere del tema la tua unica intenzione è quella di portare lettori al tuo blog.

Risultato: boomerang, invece di incrementare hai immediatamente ridotto l'universo dei tuo possibili lettori, presenti e futuri.

 

Per entrare in tema, invece, il blog può essere un grande trampolino di lancio per un libro se il blog è già affermato, ha un numero elevato di affezionati utenti e offre contenuti validi. Sono moltissimi gli autori, nei più disparati campi, che nascono con un blog che si è imposto e poi passano a scrivere altro.

Anche il blog va usato con discrezione per promuovere il proprio libro altrimenti si rischia di perdere gli utenti già acquisiti che si vedono bombardare di fastidiosi messaggio promozionali per l'acquisto. Un blogger famoso fa mercato per la fama che ha già acquisito.

Se, invece, il blog non è già affermato di suo allora è veicolo da inserire in una propria più ampia strategia digitale, immaginadogli il ruolo più adeguato, sempre con l'obiettivo dare autorevolezza e credibilità all'autore.

 

Questo come primo spunto.

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L'argomento mi pare interessante.

Anche io ho appena aperto un blog per pubblicizzare il mio libro; ho scritto giusto due cosine, fra cui la sinossi del libro e un messaggio di benvenuto. All'uscita del libro manca circa un mese e mezzo e ho pensato che potesse essere interessante fermassi a leggere un pezzo che esuli dai caratteri limitati di un post su Facebook.

Ammetto di non essere una blogger, nè di essere alcunché, quindi questo non gioca molto a mio favore.

Però ho l'intenzione di utilizzato come "diario di bordo" e raccontarci dentro tutti i resoconti degli eventi e delle presentazioni a cui spero di prendere parte. Se funzionerà temo che lo dirà il tempo.

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Un blog  dedicato alla propria scrittura non mi risulta sia granché utile all'autore sconosciuto. Può giovare (un po') se si occupa d'altro :asd:  e parla en passant dei suoi lavori.

Quando ho pubblicato avevo già un blog, che tratta di famiglia, scuola e simili. Alcuni visitatori mi hanno scritto in privato :flower:  per chiedere dove trovare il libro...

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Ci sono già troppi lit-blog autoreferenziali. Non credo che il blog di un esordiente sia utile al marketing, anzi a me spesso fa l'effetto opposto: vista la pochezza dei contenuti del blog, mi decido a non comprare il libro dal quale ero stato inizialmente incuriosito. Lo stesso effetto me lo fa lo spamming su Facebook.

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Un blog è potenzialmente molto utile per farsi conoscere e ampliare la propria rete di contatti, ma solo se curato a livello di contenuti (sia di qualità che di quantità, servirebbe come minimo un post alla settimana) e di "strategia", meglio specializzarsi su una nicchia, specie se correlata al libro, piuttosto che trasformarlo in un diario personale; questa soluzione può aver senso solo se si ha già una certa notorietà sul web o se si ha uno stile di scrittura molto particolare.
Secondo me, per la maggior parte degli scrittori basta un sito "statico", senza troppi contenuti ma con tutte le informazioni fondamentali su autore e libri.

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Ho avuto modo di notare quanto alcune blogger seguite si stiano facendo più rapidamente strada di altri nel mondo editoriale. Un blog ben strutturato non solo genera un seguito di lettori, che pian piano ti seguono dandoti fiducia, ma è una vera e propria merce di scambio: ho notato che quando una blogger seguita pubblica un romanzo ( e quasi tutte prima o poi lo fanno) un sacco di gente corre a comprarlo e bastano pochissime ore perché appaiano sui portali di vendita recensioni a dir poco entusiaste. Leggere una blogger significa creare un piccolo credito da riscuotere per una segnalazione i una recensione sul blog stesso, cosa che fa gola a molti. Per cui credo che certamente avete un blog conosciuto aiuti eccome, ma anche che sia davvero impegnativo gestirne uno, e che i risultati ci possano mettere anche anni per arrivare.

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Ho avuto modo di notare quanto alcune blogger seguite si stiano facendo più rapidamente strada di altri nel mondo editoriale. Un blog ben strutturato non solo genera un seguito di lettori, che pian piano ti seguono dandoti fiducia, ma è una vera e propria merce di scambio: ho notato che quando una blogger seguita pubblica un romanzo ( e quasi tutte prima o poi lo fanno) un sacco di gente corre a comprarlo e bastano pochissime ore perché appaiano sui portali di vendita recensioni a dir poco entusiaste. Leggere una blogger significa creare un piccolo credito da riscuotere per una segnalazione i una recensione sul blog stesso, cosa che fa gola a molti. Per cui credo che certamente avete un blog conosciuto aiuti eccome, ma anche che sia davvero impegnativo gestirne uno, e che i risultati ci possano mettere anche anni per arrivare.

Vero, farsi conoscere come blogger è uno dei modi più efficaci per rendersi noti nel microcosmo dell'editoria (anche per i piccoli editori). Chiaramente, se lo si fa, bisogna farlo bene,  non è un "investimento" che "ripaga" dopo pochi mesi.

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[...] Un blog ben strutturato non solo genera un seguito di lettori, che pian piano ti seguono dandoti fiducia, ma è una vera e propria merce di scambio: ho notato che quando una blogger seguita pubblica un romanzo (e quasi tutte prima o poi lo fanno) un sacco di gente corre a comprarlo e bastano pochissime ore perché appaiano sui portali di vendita recensioni a dir poco entusiaste. [...]

 

Sai che bella soddisfazione la "recensione di scambio"! Ne ho lette tante: si riconoscono lontano un miglio, non servono a incrementare gli acquisti del libro se non di poche unità - il resto delle vendite rimane nel circolo degli "scambisti" - ma alimenta l'io ipertrofico dell'autore che vuole fortemente credere di avere scritto un capolavoro incompreso.

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Hai ragione Napo, o meglio, avresti ragione, non fosse che certi risultati di classifica o recensioni sono serviti ad alcuni autori a fare il "salto", entrando nelle scuderie di agenti o ce di tutto rispetto. Poi è chiaro,dipende sempre dal genere, o dal risultato che si vuole ottenere.

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Ciao a tutti. Credo che Artemisia possa avere ragione: se sei un esordiente,non ti conosce nessuno e non hai un giro di amicizie esorbitante, hai bisogno un 'trampolino di lancio' che può essere il blog.

Buon lavoro

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Blogger affermati/e in parecchi casi hanno venduto poco o nulla. Quindi sì, forse, può servire, (o meglio, poteva servire, una decina di anni fa), non certo se aperto in concomitanza con la pubblicazione

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Una domanda: mettere sul proprio blog il link al proprio libro e/o notizie, recensioni su esso è considerabile 'uso commerciale'?

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Mah, quella di fare o meno un blog autoreferenziale mi sembra una scelta individuale, c'è chi costruisce il blog solo attorno alle proprie opere e alla propria scrittura e non vedo che male ci sia, si può dire al limite, non è una scelta che io farei.

 

Ma la mia domanda era un'altra, e cioè se mettere un link sul proprio blog che rimanda alla pagina dell'editore, poniamo, dove il proprio libro è venduto, e fare dei post che ospitano recensioni o valutazioni che vengono fatte da altri al proprio libro, sia considerabile un 'uso commerciale' del sito o meno. Non mi pare una domanda scontata; altrimenti anche mettere un link o un riferimento a un qualsiasi libro edito e attualmente in commercio potrebbe essere considerato un uso commerciale, diverso è il caso in cui dal blog si vende direttamente la propria opera (come molti leggo che fanno) o si invita all'acquisto di essa, ma vorrei avere notizie e pareri altrui su questo specifico aspetto.

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Ma certo che è fattibile. Si tratta di due cose diverse: un blog di utilità comune, che parli di libri altrui e ospiti altri autori risulterà comunque più interessante per un numero maggiore di persone, portandole magari a conoscerti e apprezzarti anche come scrittore in un secondo tempo.

Ma se vuoi fare un blog dedicato alle tue opere, dove parli solo di esse o quasi, posti recensioni, estratti, link acquisto o cose relative che problema c'è? Male non farà, anche se credo che a lungo termine la prima soluzione ripaghi assai più della seconda. Ma non che sia inutile o sbagliato!

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