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Sandro Lombardi

non ha tempo non ha spazio

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http://www.writersdream.org/forum/topic/27304-furto/

 

non ha tempo quest’amore

non ha spazio dentro al cuore

nè misura nè grandezza

solo un’aria di freschezza

che discende dal passato

e che aumenta con il fato

sembra che finisca un giorno

ma lo senti sempre intorno

quant’è vero che la mamma

non è mai solo persona

se una volta eri piccino

sempre guida il tuo cammino

ma se un volto tu vuoi dare

anche al soprannaturale

vedi bene che la mamma

dà più luce di una fiamma

ed è vero che se c’è

mai rimpiangerai di te

e se proprio vuoi strafare

dàlle vita a non finire

quella vita che ti diede

dàlle anche se non chiede

ed il soprannaturale

ora sembrerà normale

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Signor Lombardi, parliamone volentieri...

 

Non la scambi per irriverenza, ma la forma non mi fa impazzire; la rima baciata di per sè, o fa arcaico (quando si fregia di una terminologia demodè) o fa filastrocca (almeno nel mio gusto); in questo caso particolare, fa bambino, fa infantile, senza però averne gli stilemi lessicali o semantici, anzi, vengono coinvolte espressioni poco infantili, ma che nel complesso si sentono come impoverite dal contesto nel quale si trovano (fato, soprannaturale, rimpiangere, freschezza, strafare, "luce" usato a quel modo, discende, "guida il tuo cammino").

 

L'unica rima irrelata (e questa scelta mi è piaciuta tantissimo) è "mamma / persona" ma avrei invertito il senso che lei ha scelto di dare alla coppia di versi, ovvero sottolineare l'umanità della madre, che, "subita" dal bambino come una divinità generatrice e infallibile, non è altro che una persona, colle sue disperazioni e le sue incrinature, ma brava a nasconderle.

 

Mi piace molto il trittico "dàlle vita a non finire, quella vita che di diede, dàlle anche se non chiede". Questo è molto bello e molto limpido.

 

Il resto un poco Collodi, un poco De Amicis, soffre, e davvero, non per sgarberia, di un certo manierismo poetico che vorrebbe far il verso da semplice, ma tiene la voce impostata da vecchio attore di teatro.

Io terrei il trittico e l'idea della rima irrelata, proverei a togliere le espressioni più smaccatamente poetiche e liriche, e la trasformerei in una poesia per bambini.

Spero d'esserle stato amico

nonostante non rientri nei miei gusti

 

a rileggerla

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Ottimo il suo consiglio e preziosa la sua recensione, anche dal punto di vista squisitamente tecnico. Devo dire che ha colpito nel segno, perchè questa è stata l'ispirazione immediata e spontanea di me bambino al compleanno di mia mamma novantaduenne.

Effettivamente nella sua migliore interpretazione è la poesia che tutti i bambini grandi dovrebbero dedicare alle proprie mamme anziane. Poichè scribacchio con più o meno lo stesso stile anche altre poesiole che ho sempre definito filastrocche, posso dire che anche in questo ci ha azzeccato.

Grazie per l'attenzione da vero esperto che ha dedicato a questa mia esplosione di sincero infantile amore e grazie indirettamente anche da parte di mia madre che è la vera protagonista. Vorrei anche un ultimo consiglio: se lasciarmi trascinare per i prossimi racconti e poesie dall'eterna tentazione di ispirarmi a storie personali come in questo caso, o se invece sia meglio lasciare libero sfogo a una pura fantasia

Vista poi la sua conclusione, anch'io la saluto da vero nemico e l'aspetto volentieri alla prossima lettura.

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A mio avviso, DEVE lasciarsi all'autobiografismo in questo tipo di poesia; perchè intima e perchè più il tema trattato si avvicina all'esperienza, più (parlando da sensisti) lo si conosce e maneggia con capacità.

La trasfigurazione ci vuole, chiaramente, essendo, a mio avviso, la poesia un'arte affabulatoria e ruffiana, ma uno zoccolo di "sè stessi" deve sempre rimanere, sotto la superficie.

Questa parte "sincera" di lei, in questa sua poesia è molto visibile e, a mio avviso, con una forma meno retorica e più "pedagogica", risalterebbe sicuramente!

Sono felice di esserle stato utile!

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