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T.Law

Creare un personaggio femminile

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Creare personaggi ed evitare cliché: mi sono documentato e credo proprio di esserci riuscito, ma.. ci sono anche i personaggi femminili ed è qui che ho riscontrato le maggiori difficoltà. A quanto pare caratterizzarne uno e non cadere nel banale è praticamente impossibile ed io sono rimasto bloccato quindi vi chiedo qualche consiglio e se ne avete voglia anche un piccolo esempio casuale.

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Ospite Mirtillasmile

Ciao Law innanzi tutto che tipo di romanzo stai scrivendo e in che secolo è ambientato? La tua donna e' un pov?

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se stai scrivendo un fantasy e vuoi un personaggio femminile fuori dai cliché:

NON creare la ragazzina che salva il mondo imparando a cavalcare i draghi

NON creare la giovane guaritrice

NON creare la strega bellissima e senza età, né quella brutta e vecchia

NON creare l'elfa bellissima e potentissima

In buona sostanza, prendi una persona normale, né bella né brutta, attorno ai 35-40 anni, non nobile e ricca ma nemmeno povera, senza doni particolari ma capace di cavarsela grazie alle sue forze.

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Creare un personaggio femminile in un fantasy non è facile. 
Lo dico anche per esperienza personale, visto che scrivo un libro fantasy dove appunto la protagonista è una donna.

Oltre ai luoghi comuni esemplificati da Yattamen (ma credo che con qualche accorgimento e un buon background anche i peggiori stereotipi potrebbero recuperare un po' di freschezza), c'è sempre il problema che spesso facciamo fare ai nostri personaggi femminili ciò che le donne medievali non facevano; come combattere, leggere e scrivere.

Questo secondo me è il problema peggiore di tutti. Bisogna sempre fornire delle ragioni di tipo sociologico per cui la donna può fare determinate cose in più rispetto a ciò che la storia ci ha insegnato.

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Non so se questo mio apporto piuttosto "profano" possa tornarti utile, ma mi è capitato spesso, in passato, di paralizzarmi di fronte alla costruzione di un personaggio (spesso, tra l'altro, femminile).

Il mio piccolo consiglio, o trucco, che dir si voglia, è relativo al fantasy come ad altri generi e lo utilizzo quando, in parole povere, non so da dove cominciare! Prendo come mero esempio, come punto di partenza, le caratteristiche di una persona che conosco, di qualcuno che sia possibilmente o "fuori dagli schemi" o, al contrario, apparentemente banale.

Nel mio caso, trovato un appiglio iniziale, il personaggio si articola ed evolve senza fatica, dunque prescindendo dalla persona cui mi sono ispirata, acquisendo invece un proprio carattere ed inclinazioni utili al compimento delle azioni cui è destinato.

Secondo me una volta delineato il soggetto in grandi linee, il fattore fondamentale è la coerenza. Il tuo "prototipo", dotato di determinate doti, valori, nonché un passato che l'ha forgiato e reso così com'è, dovrà reagire in un certo modo di fronte ad ogni accadimento, in linea con la sua personalità. Pensarci spesso, immaginare il protagonista (non per forza) come una persona reale, che non sgorga dal nulla bensì porta con sé tutto un bagaglio di esperienze, lo renderà nella tua testa quasi vero, unico nel suo genere e dunque nelle reazioni, perciò "facile" da gestire ed immaginare in certi contesti, e coerente in ogni passaggio.  

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Ospite Mirtillasmile

Secondo me Law deve darci qualche informazione in più, come ho detto sopra,

Che sotto genere di fantasy ha intenzione di scrivere? Le sue donne che ruolo ricoprono? Altrimenti e' troppo generico.

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Avete tutti ragione, ma evitare tutti i cliché mi porterebbe a creare un personaggio anonimo, o no?

 

Per quanto riguarda storia e coerenza delle azioni non potrei essere più d'accordo.

 

Le caratteristiche 'obbligatorie' del personaggio non sono molte: ragazza, giovane, umana.

Tutto il resto può variare e la casualità è un'ottima ispiratrice. Molte delle mie idee le ho avute leggendo argomenti casuali su internet e guardando immagini o disegni di persone. Poi l'inconscio incamera, elabora, modifica e sforna un'idea del tutto nuovo.

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Avete tutti ragione, ma evitare tutti i cliché mi porterebbe a creare un personaggio anonimo, o no?

 

Un personaggio è anonimo se lo scrittore non riesce a contestualizzarlo.

I clichè non c'entrano nulla con la personalità o meno di un personaggio. Se uno scrittore è bravo, riesce a rendere interessante chiunque! :)

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Quoto in pieno Fading!

Una cosa, però, va specificata: si da sempre per scontato che uno scrittore, o aspirante tale, sia imprescindibilmente dotato di sconfinata fantasia. Ebbene, senz'altro è una caratteristica fondamentale e per quanto riguarda questa passione direi, passatemi il termine, causale. Eppure un conto è ideare una trama esplosiva, intrecci strepitosi e realistici mondi paralleli, un altro strutturare e soprattutto affinare un personaggio rendendolo credibile ed interessante. Ci vuole dedizione, riflessione e buona dose di sensibilità e capacità d'introspezione. Insomma, che è una gatta da pelare - salvo eccezioni - va detto.

Il personaggio, il più delle volte, nasce anonimo e cresce con e per via della storia.

Non alimentare il tuo blocco tentando di creare e delineare, dal nulla, una ragazza dalle interessanti sfaccettature e un poliedrico mondo interiore. Trova uno spunto, cosa che da quanto leggo sai fare, e comincia. Nella scrittura, per come la vedo io, la parte difficile è sempre iniziare. Vedrai che "l'anonimato", pagina dopo pagine, disavventura dopo disavventura ed evento dopo evento, sbiadirà "spontaneamente" in virtù di determinati connotati che renderanno il soggetto unico nel suo genere.

Inizia a scrivere ed appassionati te per primo a quanto scrivi e descrivi, fai amicizia col personaggio ancora poco definito ed originale che vorresti proporre, e armato di talento ed impegno  vedrai che parte del lavoro verrà da sé.

Nel frattempo potresti, come faccio io, pensarci il più possibile e non solo in sede di scrittura. Immaginarlo in varie situazioni anche estranee alla storia, prevederne le reazioni persino di fronte a fatti che non andrai a descrivere nel romanzo.

Questo intendo per "fare amicizia" con un personaggio che, alla fine, ti sembrerà vivere di vita propria a prescindere dal mezzo (te).

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Bella discussione, davvero molto interessante.

 

Io ho appena finito di scrivere un libro in cui ho un personaggio femminile co-protagonista. Devo dire che non fa le stesse cose del suo compagno maschile, ma credo di essere riuscito a darle il suo giusto ruolo all'interno della storia e alla fine, personalmente, parteggio più per lei che per l'altro.

 

Vorrei rispondere ad una considerazione di Fading.

 

 

c'è sempre il problema che spesso facciamo fare ai nostri personaggi femminili ciò che le donne medievali non facevano; come combattere, leggere e scrivere.

Questo secondo me è il problema peggiore di tutti. Bisogna sempre fornire delle ragioni di tipo sociologico per cui la donna può fare determinate cose in più rispetto a ciò che la storia ci ha insegnato.

 

La tua affermazione è vera se e solo se l'ambientazione fantasy è in tutto e per tutto simile al nostro medioevo.

Essendo un fantasy però, si presta tranquillamente a variare in alcuni suoi aspetti, quindi se le scelte sono giustificate agli occhi del lettore, ci può tranquillamente essere una società in cui è l'uomo a occuparsi della prole e la donna ad andare a caccia (tanto per fare l'esempio più banale che mi veniva in mente).

 

L'importante, come dicevi tu, è far si che il lettore capisca il presupposto, che gli sia spiegato o per lo meno suggerito dai dettagli o dagli eventi. ;)

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Hai ragione, infatti nel mio libro le donne combattono al pari degli uomini. Se si vogliono unire a un esercito nessuno farà storie, e nessuno le tratterà in modo diverso. Volevo rendere come limite alla capacità femminile la sua stessa natura biologica e anatomica (una donna non fa quello che fisicamente non riesce a fare, non quello che la società non vuole che lei faccia). Banalmente, una che passa tutto il giorno a leggere libri e sta sempre sulla sua sedia non potrà fare il fabbro. Tutto qui, ma secondo me è importante contestualizzare, come dicevi tu.

Anzi, nel mio libro la combattente più forte di tutto lo stato (una sorta di boss per dirla in termini videoludici),è proprio una donna.

 

La mia unica preoccupazione è che qualcuno possa fare storie, appunto appellandosi al medioevo che noi abbiamo conosciuto.

Modificato da FadingAway

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Non credo che ci saranno proteste, se questo aspetto lo hai contestualizzato e hai fatto capire al lettore che la tua società funziona così, allora piacerà così ;)

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Anzi, nel mio libro la combattente più forte di tutto lo stato (una sorta di boss per dirla in termini videoludici),è proprio una donna.

La mia unica preoccupazione è che qualcuno possa fare storie, appunto appellandosi al medioevo che noi abbiamo conosciuto.

Non devi preoccuparti. Tanti personaggi femminili sono forti (non solo nei libri, ma anche nei manga. Vedi Sakura in "Naruto"), ma se continuerai ad usarne molti mi preoccuperei di più per la loro caratterizzazione.

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