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T.Law

Tema bollente: razzismo

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Il titolo della discussione dice tutto.

Come tutti sapete, in gran parte dei fantasy, oltre ai semplici umani e animali reali ci sono anche altre razze e in genere una o più di queste vengono presentate come ostili, ma oggigiorno anche una mezza parola sbagliata ti può rendere bersaglio di accuse pesanti, figuriamoci scrivere 'cose del genere'.

Secondo voi è possibile ovviare a questo problemuccio? Se si, come?

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Dovresti argomentare di più perché non penso che nel Fantasy questo problema esista. Un cliché, o meglio una tradizione non scritta, prevede che Elfi e Nani si odino a morte e mai nessuno scrittore è stato accusato di razzismo. Possiamo poi prendere in esame gli Elfi oscuri del Forgotten realms di Robert Anthony Salvatore (conosciuto come R. A. Salvatore) che vengono offesi da qualsiasi altra razza esistente, praticamente.

Questi sono gli esempi che mi sono venuti su due piedi, ma potrei citartene a iosa. Non vedo dove sta il problema. Se gli umani del tuo libro, per dire, odiano a morte i fauni, non vedo perché dovrebbero nascere dei problemi da parte di un pubblico sensibile.

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Secondo me eventuali problemi potrebbero sorgere solo nel caso in cui tu faccia identificare con una particolare razza o classe sociale un determinato gruppo esistente nella realtà mettendolo alla berlina o parlandone molto negativamente.

Se per esempio i folletti dei boschi vengono associati, che ne so, agli ebrei, e li riempi di tutti i luoghi comuni che questi si sono visti appioppare nella storia umana e ne fai ogni due pagine una filippica per dire di quanto essi siano riprovevoli, allora potrebbero sorgere dei movimenti di indignazione. 

Però se una razza è odiata per ragioni esclusivamente contingenti al tuo romanzo, non penso che nessuno ti dirà mai qualcosa.

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e comunque creare personaggi o interi popoli razzisti non vuol dire esserlo a propria volta. Il razzismo esiste e introdurlo in un romanzo, anche fantasy, non vuol dire farne l'apologia. Anzi enfatizzare l'assurdità dell'odio tra due razze potrebbe essere proprio un modo per criticare comportamenti razzisti nella vita reale.

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In passato ho letto che persino Harry Potter fu criticato per la questione ''mezzosangue''.

Il Signore Degli Anelli invece si è salvato perché appartiene ad un'altra epoca, ma provate a presentare oggi un libro dove i buoni sono tutti caucasici bianchi (elfi, nani e umani) mentre i cattivi sono tutti scuri di pelle (sia gli orchi che gli umani) fatta eccezione per un pugno di personaggi.

Il problema, a mio avviso, può nascere se passa il messaggio dell'odio tra razze o popolazioni a prescindere da quali esse siano, se poi è solo una mia idea allora tanto di meglio: mi sentirò più libero nel creare scontri e battaglie.  :OO:

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finora quello che ho pubblicato è tutta roba dal taglio molto ironico e anche il razzismo è trattato in questo modo.

tempo fa mandai a un concorso un racconto piuttosto surreale in cui c'era un personaggio omosessuale e mi ero posto il problema se non sembrasse troppo caricaturale e offensivo per un gay... ho risolto con un "me ne fotto" e l'ho lasciato com'era. Nessuno tra i (probabilmente pochi) lettori si è mai lamentato.

Io penso che molto spesso il razzismo stia negli occhi di chi legge più che nella penna di chi scrive, io non mi sento una persona razzista, se qualcuno vede del razzismo nelle lotte tra elfi e nani che descrivo o nelle prese in giro di alcune razze che ci sono nei miei libri... beh, sono problemi suoi.

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Ospite Mirtillasmile

Secondo me è un tuo flip mentale, Law.

..fosse solo quello! :asd:
di tutti i fantasy che ho letto non ho mai avuto l'impressione che si trattasse l argomento razzismo, a parte harry potter ma i protagonisti sconfiggono i pregiudizi, o che fossero sorte delle polemiche simili. Concordo con Niko, e solo una tua paranoia

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Ah io il problema del razzismo non me lo pongo. Una volta ero convinto che gli uomini fossero tutti uguali, ma alla luce di quanto sta accadendo ai giorni nostri, non ci credo più, ma giudico il comportamento, non il colore della pelle.

Nella Genesi si dice che Dio stesso mise in faccia a Caino un segno riconoscibile agli altri uomini, affinchè stessero lontani da lui dopo che aveva sgozzato suo fratello.

Ecco, quando devo scrivere di un individuo deplorevole, penso a Caino. Chiaramente ci sarà sempre qualcuno che avrà qualcosa da dirmi se esagererò nel calcare la mano. Non me ne importa. Che vadano a lamentarsi anche con chi ha scritto la Bibbia.

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Beh, la questione del razzismo nel fantasy, così a prima vista, potrebbe in effetti sembrare una questione di lana caprina... Sempre che, anche in questo caso, le capre non si sentano discriminate perché la loro lana vale di meno rispetto a quella delle cugine pecore!
Scherzi a parte, credo che l'argomento proposto da T. Law non sia da prendere totalmente sotto gamba. Non dobbiamo dimenticarci che per anni Tolkien fu ingiustamente, e io aggiungerei anche stupidamente, tacciato di essere di estrema destra.
Io non scrivo fantasy, però dico francamente che, se lo facessi, me ne fregherei altamente di questo, come di altri, genere di accusa, che qualcuno forse magari probabilmente un domani un giorno potrebbe muovermi. Mi hanno insegnato, e a questo mi sono sempre attenuto, che bisogna tenere in debita considerazione il giudizio e l'opinione altrui; ma che poi alla fine ciascuno debba agire con la propria capoccia, seguendo i dettami della propria coscienza.
L'unica cosa che forse farei, se poprio dovessi scrivere un fantasy, consapevole della mia idiosincrasia nei confronti di regole e convenzioni, sarebbe quella di ribaltare i canoni seguiti fino ad oggi. Scriverei di nani diventati dei giganti a causa dell'alimentazione sbagliata, che vanno d'amore e d'accordo con gli elfi, quasi tutti gay e quindi alle prese con seri problemi di riproduzione, mentre orchi dall'aspetto mite e gentile aiutano vecchiette e bambini delle elementari ad attraversare la strada.
Su una cosa sola manterrei fede alla tradizione: gli uomini erano e resterebbero sempre degli imbecilli.

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Ospite Mirtillasmile

Io penso, nn sono un'espertissima di fantasy, che più che di razzismo si può parlare di cliché. Gli elfi sono buoni, i nani cattivi ect, queste cose le sapete meglio di me.

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un momento: parlare di cliché nel fantasy significa che chi ne scrive ha poca inventiva e tende a ricopiare idee altrui, cioè disquisire esclusivamente sul piano letterario; parlare di razzismo significa fare un passo oltre, cioè sostenere che le differenze e le caratterizzazioni delle razze sottintendono un giudizio di merito e una discriminazione verso controparti reali che possono essere identificate in qualche modo in una particolare classe di creature. Si sta cioè giudicando l'etica dell'autore in base alle sue opere, operazione abbastanza arbitraria, a mio parere

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L'unica cosa che forse farei, se poprio dovessi scrivere un fantasy, consapevole della mia idiosincrasia nei confronti di regole e convenzioni, sarebbe quella di ribaltare i canoni seguiti fino ad oggi. Scriverei di nani diventati dei giganti a causa dell'alimentazione sbagliata, che vanno d'amore e d'accordo con gli elfi, quasi tutti gay e quindi alle prese con seri problemi di riproduzione, mentre orchi dall'aspetto mite e gentile aiutano vecchiette e bambini delle elementari ad attraversare la strada.

Su una cosa sola manterrei fede alla tradizione: gli uomini erano e resterebbero sempre degli imbecilli.

Allora dovresti leggere Pratchett (oppure i miei racconti :P)

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Ospite Mirtillasmile

Yattamen non mettermi sulla tastiera parole che non ho scritto! Non mi sognerei mai di dire che chi scrive fantasy non ha inventiva, questo lo hai scritto tu. E solo che i fantasy che ho letto io, e non sono molti, rispecchiano il solito schema elfi buoni ect come ho detto sopra. Io mi riferivo al concetto strutturale!

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mi hai frainteso mirtilla: intendo dire che parlare di cliché è un giudizio letterario mentre parlare di razzismo è un giudizio etico. Sono cose molto diverse

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Ospite Mirtillasmile

E aggiugo e ribadisco che secondo me nel fantasy a parte harry potter, non viene trattato più o meno velatamente il tempo del razzismo.

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Lasciamo da una parte i cliché, che anch'io non sopporto, e immaginate di leggere un libro fantasy che parla esclusivamente di popolazioni umane dove c'è scritto: ''..la popolazione della città XYZ era davvero malvagia..''.

 

La prima cosa che verrà in mente ad un lettore medio sarà: ''Gli XYZiani sono dei grandissimi..''

 

A questo punto qualcuno potrebbe fraintendere e puntare il dito contro il povero scrittore accusandolo di aver creato una divisione netta tra popoli trasmettendo ai fanciulli un messaggio sbagliato eccetera, eccetera, eccetera..

 

Voi che dite?

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Ospite Mirtillasmile

Secondo me il povero scrittore deve stare attento a non assegnare ai suoi personaggi peculiarità rifacendosi a stereotipi reali.

Es. se la popolazione cattiva di turno ha pelle olivastra, capelli neri e un grande naso e' chiaramente un riferimento al popolo ebraico.

Se ha la pelle nera agli africani.

In questo caso potrebbe essere accusato di razzismo.

In questo caso può aiutarti Harry Potter, la Rowling crea un nuovo tipo di pregiudizio ( i mudblood) che non esistono nella realtà e tra il gruppo dei buoni e dei cattivi mette sia persone di colore che non. Dean Thomas e' buono mentre Zabini e' cattivo e sono entrambi di colore.

Non so se ho reso l'idea

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io ribadisco che secondo me il razzismo è soprattutto negli occhi di chi legge, un romanzo non è la realtà, e quello che un autore scrive non è necessariamente specchio del suo pensiero riguardo a temi etici

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Secondo me il povero scrittore deve stare attento a non assegnare ai suoi personaggi peculiarità rifacendosi a stereotipi reali.

Es. se la popolazione cattiva di turno ha pelle olivastra, capelli neri e un grande naso e' chiaramente un riferimento al popolo ebraico.

Se ha la pelle nera agli africani.

In questo caso potrebbe essere accusato di razzismo.

In questo caso può aiutarti Harry Potter, la Rowling crea un nuovo tipo di pregiudizio ( i mudblood) che non esistono nella realtà e tra il gruppo dei buoni e dei cattivi mette sia persone di colore che non. Dean Thomas e' buono mentre Zabini e' cattivo e sono entrambi di colore.

Non so se ho reso l'idea

Il problema non è chi critichi, ma il fatto stesso di creare una divisione fra razze o popolazioni. Infatti anche la Rowling fu accusata.

 

io ribadisco che secondo me il razzismo è soprattutto negli occhi di chi legge, un romanzo non è la realtà, e quello che un autore scrive non è necessariamente specchio del suo pensiero riguardo a temi etici

Purtroppo non tutti ragioniamo allo stesso modo.

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Da che mondo è mondo gli uomini non sono mai stati uguali dappertutto. Si è lottato affinchè lo fossero, ma non è mai stato possibile, non è possibile se non con la forza e anche in questo caso con parecchi distinguo.

Quindi anche in letteratura, fantasy in questo caso, si riporteranno, seppure trasformati, questi parametri.

Avete dimenticato I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift? Si può considerare un fantasy, ebbene descriveva, metteva alla berlina e ridicolizzava diversi comportamenti umani, tipici della sua società e dell'immaginario dell'epoca, che era molto meno ipocrita dell'immaginario politicamente corretto di oggi. Ridicolizzava e distingueva per razze,  sia pure inventate (giganti, nani eccetera) e mettendoci di mezzo anche animali, ma in riferimento agli uomini.

Anche le favole rispecchiano un atteggiamento umano. In definitiva le fiabe originali dei Grimm sono orrorifiche e rispecchiano la visione nordica della vita, quelle africane, russe, arabe, idem, la loro visione. Spesso lo straniero, in tutte le latitudini, è demonizzato. Per me non è razzismo.

Sarebbe razzismo scrivere un fantasy ambientato nel XVII secolo nel Mediterraneo dove si descrivono le battaglie contro i pirati barbareschi (musulmani?).

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Ospite Mirtillasmile

Law però adesso ne stai facendo una questione di stato e a questo punto ha ragione yattamen: il razzismo e' negli occhi di chi legge non nella tastiera di chi scrive. Rilassati e diverti scrivendo il tuo lavoro.

O se non sei convinto scrivi nel dettaglio quello che ti preoccupa, un esempio concreto.

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io ribadisco che secondo me il razzismo è soprattutto negli occhi di chi legge, un romanzo non è la realtà, e quello che un autore scrive non è necessariamente specchio del suo pensiero riguardo a temi etici

Purtroppo non tutti ragioniamo allo stesso modo.

 

 

già, non tutti ragionano allo stesso modo ma io come scrittore non posso prevedere le interpretazioni che verranno date al mio racconto, quindi me ne sbatto e scrivo quello che mi pare come mi pare.

 

In ogni caso, mi sembra che tu stia cercando in tutti i modi qualcuno che ti dia la risposta che vuoi...

La Rowling fu criticata, Tolkien fu visto come un profeta dell'estrema destra, ecc. ecc. ogni testo può essere interpretato in mille modi diversi e ognuno ci vede dentro quello che gli pare, quindi ha ragione @mirtillasmile: prendila con serenità e scrivi come più ti aggrada ;)

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Avete ragione, è solo una mia paura, ma sentire le vostri opinioni mi ha un po rassicurato, grazie a tutti!

 

Yattaman, ti do un 10 per quel '..me ne sbatto..' , è incoraggiante! :asd: 

In fin dei conti il mio è un fantasy.

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