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_Nemesis_

Strutture mentali troppo complicate per una biro

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Mi sembra sia passata una vita da quando scrivevo in questo forum. E prima col vostro aiuto Dio solo sa quanto ero brava.

Ho il blocco, peccato che io sappia esattamente cosa me lo provoca. Quasi invidio gli scrittori che non hanno idea del perchè la penna non voglia decidersi a scrivere, perchè affrontare il problema nonostante lo si conosca non è semplice; il fatto poi di non avere idea di come affrontarlo, o di averne ma essere terrorizzati di procedere, rende la mia vita un loop di inutilità in cui i giorni passano senza che io abbia minimamente risolto.

Tutto questo papiello per dire che mi blocco perchè quello che ho nella testa è troppo grande per quello che potrei mettere su carta.

Non so come rendere i miei personaggi pluridimensionali senza mettere delle parentesi narrative che non sono fini alla trama.

Citerò questo esempio solo perchè è il mio modello di romanzo perfetto (nel senso perfettamente sviluppato, sia nella trama che nella struttura della descrizione dei personaggi): in Harry Potter, conosciamo i personaggi perchè viviamo con loro le feste, partecipiamo al loro dolore e alle loro strane peripezie, alle battaglie, a tutto.

Io non saprei come inserire una scena di un pranzo di Natale senza renderlo pesante ai fini della trama. Sarà che il mio è un romanzo d'azione, ma visto che avevo in mente una tetralogia e i personaggi tenderanno a ricorrere, il lettore dovrebbe entrare in sintonia con loro, ma non ho idea di come fare.

Oppure.

Vorrei descrivere pienamente la società in cui vivono i miei personaggi, che muterà con le loro vicende. Analizzando i periodi storici, documentandomi sulla letteratura che tratta delle guerre mondiali, mi sono accorta che nonostante il nostro mondo fosse coinvolto in un conflitto su larga scala che uccideva milioni di persone, era nata arte, letteratura, cinema.

E proprio riguardo a questo, nei miei romanzi vorrei che ci fosse ampio spazio anche per adattare i personaggi alla cultura che li circonda, ma non per mera descrizione, ma perchè sono gli eventi storici che coinvolgono il loro mondo a colpire persone a loro vicine. Le vicende di questi personaggi non acquisirebbero la giusta importanza senza una contestualizzazione del genere.

 

Ecco, immaginate tutte queste pippe, l'idea che non so come metterci tutto questo, e avrete perchè mi sono bloccata.

Ho consultato siti, ho viaggiato, ho letto molti libri che sono lontani dal genere che apprezzo di solito, ho esplorato stili narrativi diversi (come il flusso di coscienza di Joyce), ma nulla. Non riesco a scrivere neanche un rigo.

 

A voi è mai successo che i vostri progetti siano stati così grandi e terrificanti da non poterne sopportare il peso?Che l'idea di non riuscire a trasmettere quello che avete in testa fermi l'inchiostro? Le vostre esperienze potrebbero aiutarmi...

 

 

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Ti posso solo dire; ti capisco col cuore, ma per un motivo diverso.

Adesso sono quasi alla fine del secondo libro della trilogia che sto scrivendo, e mi sento tutto addosso, pesantemente, ho paura di non riuscire a rendere chiaro, completo e maestoso il finale. A completare i personaggi che non proseguiranno nel prossimo libro, e rendere tutto compiuto. Anche io da qualche settimana non riesco più a mettermi a scrivere.

 

Però, e lo dico per tutte e due, forse l'unica cosa da fare sarebbe scrivere e basta, senza pensare se magari a un lettore una scena potrebbe risultare pesante. Se ti piace, se pensi che sia utile o se semplicemente desideri scriverla, fallo e basta! Al massimo durante la revisione tornerai indietro ad aggiustare le cose che non vanno, ad aggiungere e togliere quanto serve.

Anche io adesso dovrei mettermi a scrivere senza pensare ad altro, e farlo perchè mi piace, non perchè devo.

Lo so, è un piccolo commento, ma spero, nelle mie poche parole, di esserti stata un po' d'aiuto.

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Ciao Nemesis,
io forse non sono il più adatto a darti consigli perchè il mio stile di scrittura è abbastanza sintetico. Non amo dilungarmi in descrizioni ma lascio che i miei personaggi vengano fuori dalle azioni, dai dialoghi e via dicendo.
Però capisco ciò che ti tormenta.
Io sto realizzando una serie di romanzi Thriller che avranno al loro interno una certa sequenzialità. Non ne conosco ancora il numero preciso, nel senso che non si tratta di una trilogia, ma di una serie di romanzi. Magari dopo il primo il mio editore dirà "Basta così". :saltella:
Ogni romanzo avrà una sua storia, conclusiva, ma anche una serie di storie parallele che si evolveranno lungo i vari romanzi.
Il luogo di ambientazione sarà Roma nel primo romanzo (già scritto che dovrebbe uscire questo inverno) per poi cambiare totalmente.
Ho creato (un po' alla stregua di Camilleri con Montalbano) un paesino, tra le colline toscane. Lì saranno ambientati gran parte del resto dei miei romanzi.

Perchè ti ho scritto tutta questa mappazza?
Perchè a volte mi vengono in mente cose, situazioni, eventi, fatti eccetera che voglio inserire... e mi dico: "Ok, questo lo metterò nel terzo... Questo nel secondo... questo vediamo magari tra terzo e quarto"
Questo perchè gran parte dell'evoluzioni, degli eventi lungo tutti i romanzi (fai conto che sto già lavorando al secondo della serie ed ho già gettato giù i dati e le idee per quello successivo) li ho già in testa.
Insomma, io scrivo in maniera sintetica, ma sto costruendo un mondo intorno ai miei personaggi.

Sai come faccio a scrivere?
Scrivo.
Nel senso che metto per scritto idee, trame e poi inizio a scrivere.
Ho la storia? Bene, inizio a metterla nero su bianco.
Tanto avrò la seconda riscrittura, la terza... insomma, un romanzo non finisce certo con la prima stesura.
E aggiungo, tolgo, taglio, modifico. Senza contare il lavoro di editing che poi si fa con la casa editrice.
Io, addirittura, nei momenti di pausa, scrivo sul mio blog. E non scrivo cose generali. Ma inserisco elementi del mondo e dei personaggi che faranno parte della serie. In questo modo cerco sempre di tenere vivo dentro di me il mondo, e inoltre tengo vivo anche l'interesse di chi mi segue.

Ma la cosa per me fondamentale è scrivere.
Spaventa, eccome se spaventa avere una mole di dati enorme, che si vuol inserire, in testa.
La prima domanda che ci si pone è: ma lo finirò mai?
Io, per il mio primo romanzo, ho festeggiato non quando ho pubblicato, ma al termine della stesura. Della prima stesura.
Non avrei mai pensato di riuscire a portarlo a termine.
Ho iniziato e sai quando ho avuto la chiara percezione che ci sarei riuscito? Quando mi ritrovavo a far convesazione con i personaggi. Quando me li vedevo girare intorno. E avevano un sacco di particolari e di bagagli esperenziali. Ma mica ho messo tutto nel romanzo. No, no... molte cose sono rimaste nella mia stanza. Ma le avevo in testa.

Inizia a scrivere.
E parlane con i tuoi amici. Parla di cosa fanno i tuoi personaggi, di come si muovono, delle loro aspirazioni... A me ha aiutato molto.
Mi sembrava fossero davvero reali, e non mi ponevo più il problema di come renderli vivi, perchè lo erano. E poi parlare di ciò che hai in testa aiuta anche a trovare punti deboli nella trama e nei particolari.

Spero di esserti stato un po' di aiuto.

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Grazie ragazzi, leggendo quello che avete scritto mi sono ritrovata molto in voi. Qualche anno fa, quando credevo davvero di potercela fare, facevo esattamente come te, Sherlock, anche io scrivevo scene separate di libri che dovevo ancora scrivere, ed erano delle vere gemme, il mio orgoglio. 

Mi avete ridato un po' di speranza. Sapevo che avrei dovuto scrivere comunque, ma sentirmelo dire da persone che sanno come mi sento... Funziona meglio, non so se rendo l'idea.

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Ma Nemesis, tu devi continuare a credere di potercela fare.

Non arrederti e comincia a scrivere.

Quando inizierà a prendere forma, vedrai che soddisfazione e quanta nuova energia ti sentirai addosso...

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Continuare a scrivere è un buon consiglio. Proprio in alcuni manuali di scrittura ho letto che spesso il problema non è avere poche idee, ma averne troppe e quindi non riuscire a districarsi mentalmente. Se ci pensi le cose a cui devi prestare attenzione per scrivere bene sono troppe per la mente umana, anche se abituata alla scrittura, quindi non sconfortarti se ti sembra di non riuscire a fare tutto al primo colpo già nella tua mente, credo sia praticamente impossibile, soprattutto se come te  hai tante idee da incastrare tra loro.. Secondo me devi scrivere non preoccupandoti di mettere dei papiri che sai già appesantire il testo, perché non saranno inutili ma ti aiuteranno a focalizzare bene quel che vuoi mostrare, poi nel rileggere toglierai le parti inutili e pesanti, rimodellerai il testo valorizzando quei pochi particolari che in sé racchiudono le tante informazioni che serviranno al lettore senza stufarlo. Come si suol dire scrivi per te, poi riscriverai per gli altri

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Ragazzi, incredibile, ho ributtato giù la trama e ho tolto le parti incongruenti! Di solito mi rendevo conto che erano incongruenti e proseguivo nel vortice della correzione cercando di sistemare le cose lungo il percorso, creando delle trame assurde e poco plausibili. Invece bastava tagliare o cambiare la natura di un personaggio

Sono davvero fiduciosa  :saltello:

 

Tra due giorni sto punto e accapo misà, però saranno due giorni molto intensi. :asd:  

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Ospite Dolcenera

Credo che la tua paura sia condivisa da chiunque abbia un'idea realistica di cosa significa scrivere. Solo chi non ha mai scritto (o ha scritto male) può pensare che sia semplice, che basti buttare la storia giù e avere pronto il romanzo.

Il mio consiglio - come quello di tutti gli altri - è di iniziare a scrivere quello che hai in mente e poi nelle varie riscrittura aggiungere, ampliare, limare quello che ti interessa.

Per esempio nella prima stesura potresti scrivere la trama nella sua forma più cruda cioè la sequenza di eventi che i tuoi personaggi vivranno, nella seconda puoi dedicarti ad approfondire l'ambientazione, nella terza puoi prima, a parte, ricreare le vicende storiche della società e dopo inserirne qualche riferimento nel romanzo (sconsiglio di scrivere TUTTO quello che hai creato nella tua mente nel romanzo, se non è ricollegabile alla storia principale) e così via. 

Insomma parti e arriva a un punto, poi torna indietro a rivedere tutto quello che vuoi. Nessuno ti corre dietro e nessuno vuole che la tua storia sia "buona alla prima". Vedrai che se suddividi in più revisioni le idee che ti stanno a cuore avrai meno paura di affrontare il viaggio.

In bocca al lupo  :flower:

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Leggervi è bellissimo. Rendete il mio sogno reale. 

E vorrei dire a Nemesis che invece descrive benissimo i suoi dubbi e le sue perplessità e non è pesante, anzi: mette entusiasmo.

 

Vi ringrazio davvero.

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Ciao, anch'io a volte mi sono ritrovata in questo inghippo ma poi mi sono detta una cosa. Scrivo in modo da avere già un quadro preciso e poi durante la revisione taglio, sistemo, aggiungo ecc.. Io ho scritto un libro, la prima volta che scrivo e invece di iniziare a piccoli passi ho fatto questo.. Sì anch'io stento a crederci. :P E c'era un capitolo di sole 5 pagine ma sistemandolo è arrivato a 23. Quindi scrivi e poi lo modelli. Io vedo la scrittura esattamente come la creazione di un vaso partendo dal pezzo grezzo di creta, Non verrà mai alla prima botta ma ci sarà da smussare e rifinire. Quindi non farti abbattere e vai :)

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[\quote] E vorrei dire a Nemesis che invece descrive benissimo i suoi dubbi e le sue perplessità e non è pesante, anzi: mette entusiasmo.

Fico. Anche quando sono complessata riesco a coinvolgere la gente.

Devo decisamente riprendere in mano la penna.

[\quote]E c'era un capitolo di sole 5 pagine ma sistemandolo è arrivato a 23. Quindi scrivi e poi lo modelli.

Effettivamente, quando ho riscritto la trama ho diviso in capitoli ed erano 6. Pochini. E quindi mi sono messa a pensare che è troppo brevediocomediavolofaccio.

Però se il tuo da 5 è arrivato a 23 pagine a capitolo, non devo preoccuparmi adesso della lunghezza.

Credo che la tua paura sia condivisa da chiunque abbia un'idea realistica di cosa significa scrivere. Solo chi non ha mai scritto (o ha scritto male) può pensare che sia semplice, che basti buttare la storia giù e avere pronto il romanzo.[\quote]

Mi sento già un po' meno imbrattacarte e più cantastorie. Gli upgrade sono forti. :)

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Se capitasse a me, mi chiederei seriamente se è questa la storia che devo scrivere, o se non sia un chiaro sintomo che sarebbe meglio dedicare le mie energie di scrittore ad altro. E' vero che con disciplina e raziocinio si può arrivare a qualunque risultato, ma va anche ponderato lo sforzo per arrivare a produrre un qualcosa. Preferirei produrre con (relativa) facilità tre libri minori piuttosto che spaccarmi le ossa per anni e anni sulla Divina Commedia. Penso che la piacevolezza della scrittura sia un buon segno che si è sulla strada giusta, diversamente, se le parole non ne vogliono sapere di comparire sulla pagina, all'ennesimo tentativo mi porrei qualche domandina...

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Ciao Nemesis, leggere ciò che hai scritto è stato come fare una doccia gelata dopo aver fatto il bagno al mare :)

 

Non sono solo! Ci sono altri che hanno i miei problemi. E li risolvono, pure... magico!

La mia attività di scrittore procede a salti: ci sono giorni in cui butto giù un sacco di pagine e poi.. nulla per altri giorni.

 

Sono partito con l'idea di scrivere una trilogia di fantascienza, ma prima mi sono "costruito" il mio mondo. Nel vero senso della parola.

Ho studiato dove poteva essere (nella Via Lattea), ho progettato la nave per arrivarci, mi sono segnato a grandi linee la storia del viaggio

dei primi anni, degli anni successivi, come sono i continenti, la vegetazione, come si è sviluppata la civiltà e così via.

Ho imparato più cose nell'ultimo anno che nei 5 di liceo scientifico. :)

 

Poi ho iniziato a scrivere.

Solo che adesso, per raccontare tutto, me ne servono almeno 12 di racconti :asd:

Riuscirò mai a scriverli tutti?

Mi sembra impossibile, ma anche fare il giro del mondo sembra impossibile. Però qualcuno ogni tanto ci riesce. Perchè non io?

 

Grazie ancora a tutti per i suggerimenti e gli incoraggiamenti che le/ci avete dato.

 

Dan

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Ospite Mirtillasmile

Ciao Nemesis, spero che sei riuscita a 'sbloccar ti' ???? comunque io penso, leggendo il tuo papiello che tu stai cercando di fare troppo.

Il genere d' azione non presuppone un dettagliato contesto storico proprio perché ciò che interessa il lettore e', per l'appunto, l'azione.

Immagina: tu stai leggendo un passaggio dove due persone stanno per affrontarsi, in sottofondo una radio trasmette una canzone dei Queen e poi proprio al culmine dell 'azione lo scrittore attacca un pippotto sulla natura puramente commerciale della musica contemporanea

Tu cosa faresti? Io personalmente chiuderei il libro.

La tua intenzione di analizzare l'arte ect rientra nel romanzo sociale che secondo me non si combina con il romanzo d'azione.

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Ospite Dolcenera

Immagina: tu stai leggendo un passaggio dove due persone stanno per affrontarsi, in sottofondo una radio trasmette una canzone dei Queen e poi proprio al culmine dell 'azione lo scrittore attacca un pippotto sulla natura puramente commerciale della musica contemporanea

Tu cosa faresti? Io personalmente chiuderei il libro.

 

Non mi trovo d'accordo, "Il nome della rosa" ci ha insegnato che si possono mischiare generi di suspense con argomentazioni alte e contesti storici ben analizzate. Senza nominare il sempre-citato Eco anche un giallo come "L'ombra del vento" di Zafon risente sicuramente di studi approfonditi alla base, dipende da quello che si vuole scrivere e da come i vari generi vengano integrati fra loro: se lo si fa male (come nel tuo esempio) stride; se lo si fa bene, è un capolavoro.

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Ospite Mirtillasmile

Il nome della rosa e' un giallo storico non un romanzo d'azione e poi la descrizione dei luoghi e le nozioni riguardo al periodo ci stanno perché tutto ruota intorno al monastero. Il quando storico, come I dolciniani e le vicende, sono solo da sfondo. Eco si sofferma soprattutto sulle descrizioni del monastero. ( la struttura del romanzo e' eccellente così come il dramma del suo assistente e il problema di jorge sul riso)

Per quanto riguarda il libro di Zafon e' un romanzo sentimentale storico e le vicende storiche si limitano a fare molto ma molto da sfondo.

Quello che stavo dicendo e' che il progetto di Nemeis e' un po' ambizioso e difficile da svolgere, quindi è del tutto normale che si sia bloccata.

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Se capitasse a me, mi chiederei seriamente se è questa la storia che devo scrivere, o se non sia un chiaro sintomo che sarebbe meglio dedicare le mie energie di scrittore ad altro. E' vero che con disciplina e raziocinio si può arrivare a qualunque risultato, ma va anche ponderato lo sforzo per arrivare a produrre un qualcosa. Preferirei produrre con (relativa) facilità tre libri minori piuttosto che spaccarmi le ossa per anni e anni sulla Divina Commedia. Penso che la piacevolezza della scrittura sia un buon segno che si è sulla strada giusta, diversamente, se le parole non ne vogliono sapere di comparire sulla pagina, all'ennesimo tentativo mi porrei qualche domandina...

Non sono d'accordo. Se hai una storia valida non puoi abbandonarla al primo problema che viene fuori. Se lo fai sarebbe da valutare se scrivere è la strada giusta e non perchè hai un problema e cerchi di trovare una soluzione. Io sono fermamente convinta che nessun scrittore abbia scritto il suo libro come se fosse un giochetto da ragazzi ma anche i più bravi abbiano avuto giornate in cui dovevano cercare di risolvere il problema. Se ci fermiamo e cambiamo storia a ogni problema non finirai nemmeno un capitolo. Il capitolo che da 5 pagine è passato a 23 è il capitolo più impegnativo che abbia mai scritto e ci ho impiegato 5 giorni. Più che altro ho dovuto studiare l'argomento centrale che nel mio caso era uno sport. Il capitolo mi piace tantissimo ma secondo la tua logica, avrei dovuto non solo tagliarlo ma addirittura cambiare storia. Con il giusto impegno e tenacia si riesce a tirar fuori una bella storia che all'inizio sembra impossibile da scrivere. Anch'io avevo questi timori e li ho nuovamente con il nuovo libro che sto scrivendo ma poi penso che con calma e tranquillità riuscirò a scrivere un capitolo dopo l'altro fino alla fine. è successo con il libro di 440 pagine terminato un mese fa. Perchè con questo dovrebbe essere diverso? Sono solo paure infondate e bisogna trovare il coraggio di saperle affrontare. E poi nessuno ci corre dietro. Quindi stai tranquilla, rilassati e vedrai che ce la farai. Quando ho un problema che non riesco a sbrogliare vado a farmi una passeggiata per schiarirmi le idee oppure ascolto la musica. Il libro è terminato e mi ritengo più che soddisfatta ;)

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Ospite Mirtillasmile

@erikazen io non sono d'accordo. Proprio perché si lavora sodo bisogna saper riconoscere i propri limiti. Nella stesura di un romanzo ci sono tantissime regole da rispettare e se non si padroneggia l'argomento di cui stiamo parlando ne verrà fuori un pasticcio.

Ad esempio io non amo il calcio ne le seguo non confisco ne giocatori ne regole se mi mettessi in testa di scrivere la storia di un calciatore, anche informandomi, il mio romanzo sarebbe artefatto e pieno di stereotipi.

Poi, l'ho letto anche in altri post, non basta riempire pagine per fare di un esercizio di scrittura un buon romanzo.

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Leggendo tutta la dicussione, mi verrebbero due piccoli modesti pensieri da esprimere.

 

Il primo é Volere é potere.

Se una persona crede realmente in ciò che scrive mettendoci anima corpo e tanto tantissimo impegno, con costanza, raggiungerà il suo obbiettivo.

Magari per giungere alla meta sospirata ci vorrà tempo, ma al suo giungerci troverai la soddisfazione personale e completa.

Non smettiamo mai di imparare, le ricerche che ci si pongono davanti nella stesura di un racconto arricchiscono il nostro intelletto e l'io interiore.

 

Il secondo é un piccolo consiglio, magari errato, non so.

Come hanno già detto, scrivi non fermarti, tanto in seguito ci tornerai su.

Se una parte non ti convince, o ti sembra che stoni, incompleta, cerca il confronto con qualcun'altro.

A volte ció che per noi é chiaro, per una persona esterna no, e solo lei può farcelo notare, perché noi siamo talmente presi dalla vicenda da non rendercene conto.

Se ciò che vuoi scrivere ti sembra troppo e non nel punto adeguato, fai una scaletta di ogni punto.

Espandi ogni punto e poi cerca il collegamento, potrebbe giungerti in quel monento, oppure ritrovartelo direttente davanti ai tuoi occhi senza occorgertene.

O semplicemente accorgerti che va inserito in una parte diversa.

 

In conclusione

Non smettere mai di scrivere, esprimi ciò che la mente ti grida con forza e ti ossessiona.

Vedrai che troverai il nesso tra ogni immagine descritta.

Nutri la mente, informati e assapora la sua naturale evoluzione, che ti porterà alla conseguente soddisfazione a opera conclusa.

 

Spero di aver dato un minimo aiuto nel mio piccolo.

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