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Alex JC

Dalia edizioni

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Nome: Dalia Edizioni

Generi trattati: vari, principalmente narrativa

Modalità di invio dei manoscritti: http://www.daliaedizioni.it/valutazioni-opere-e-invio-manoscritti.html

Distribuzione: http://www.daliaedizioni.it/librerie.html

Sito web: www.daliaedizioni.it 

Facebook: https://it-it.facebook.com/dalia.edizioni/

 

Voglio segnalare la casa editrice che ha pubblicato il mio libro, ovvero Dalia Edizioni.

E' una casa editrice piccola con undici titoli in catalogo nata da appena un anno. 

La loro filosofia è molto semplice, essere degli editori. 

Questo vuol dire che: 

 

- Selezionano con cura cosa gli interessa pubblicare attraverso concorsi e altri canali

- decidono con l'autore il tipo di progetto da realizzare

- curano nei minimi dettagli editing e parte grafica del progetto

- Investono nella stampa del libro senza chiedere alcun tipo di contributo economico all'autore a cui assicurano le royalities una volta superata una soglia di copie vendute.

 

Un editore "normale", ma come sappiamo qui da noi l'impresa eccezionale è quella di essere normale.

 

In sintesi: 

 

Modificato da ElleryQ

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- Investono nella stampa del libro senza chiedere alcun tipo di contributo economico all'autore a cui assicurano le royalities una volta superata una soglia di copie vendute.

 

Puoi chiarire meglio questo punto?

Intendi che, ad esempio, sulle prime tot copie l'autore non riceve la sua percentuale?

Perché in tal caso, di fatto il contributo sta nelle royalities che l'editore trattiene per sé, e quindi, per noi del WD, è una CE a pagamento (o a Doppio Binario, se per alcuni invece il contratto prevede il pagamento delle royalities fin dalla prima copia venduta).

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- Investono nella stampa del libro senza chiedere alcun tipo di contributo economico all'autore a cui assicurano le royalities una volta superata una soglia di copie vendute.

 

Puoi chiarire meglio questo punto?

Intendi che, ad esempio, sulle prime tot copie l'autore non riceve la sua percentuale?

Perché in tal caso, di fatto il contributo sta nelle royalities che l'editore trattiene per sé, e quindi, per noi del WD, è una CE a pagamento (o a Doppio Binario, se per alcuni invece il contratto prevede il pagamento delle royalities fin dalla prima copia venduta).

 

Beh ragazzi, vi consiglio davvero di rivedere questa posizione.

Non è un trattenimento delle royalities ma un accordo sul fatto che tu le royalities le prendi dalla centesima (numero variabile a seconda del costo di stampa e quindi funzione del numero di pagine credo) copia venduta in poi. 

Insomma una cosa più che onesta, a parte che stiamo parlando di una somma ridicola ma è semplicemente davvero un paracadute per loro che a te, autore, non costa niente.

Insomma, lo sapete che per gli autori esordienti la maggior parte delle case editrici (anche quelle non a pagamento) le royalities non le riconosce proprio, si?

Non mischiamo un meccanismo di garanzia per l'editore con il pagamento per la pubblicazione.  

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Beh ragazzi, vi consiglio davvero di rivedere questa posizione.

Non è un trattenimento delle royalities ma un accordo sul fatto che tu le royalities le prendi dalla centesima (numero variabile a seconda del costo di stampa e quindi funzione del numero di pagine credo) copia venduta in poi. 

Insomma una cosa più che onesta, a parte che stiamo parlando di una somma ridicola ma è semplicemente davvero un paracadute per loro che a te, autore, non costa niente.

Insomma, lo sapete che per gli autori esordienti la maggior parte delle case editrici (anche quelle non a pagamento) le royalities non le riconosce proprio, si?

Non mischiamo un meccanismo di garanzia per l'editore con il pagamento per la pubblicazione.

 

Ok, momento, cerchiamo di capirci bene (o meglio, cerco io di capirti meglio).

 

In che senso le royalities vengono pagate, esempio, dalla centesima copia venduta in poi?

 

Vuol dire che alla centesima copia venduta ti arrivano le royalities anche per le prime 99?

 

Oppure vuol dire che ti viene riconosciuta una percentuale solo sulle copie 100, 101, 102, 103 e seguenti, mentre quelle delle prime 99 le intasca l'editore e tu autore non le vedi proprio?

 

Perché nel primo caso non è EAP: ne ho letti alcuni di casi del genere qui, magari anche solo perché è meglio per l'editore aspettare che i diritti dovuti raggiungano una certa somma prima di inviare i pagamenti all'autore.

 

Nel secondo caso invece, somma risibile o meno, di fatto l'editore riceve un contributo (indiretto, ma pur sempre contributo è) dall'autore. Niente di illegale o disonesto o illegittimo, sia ben chiaro: semplicemente, ai fini delle nostre classificazioni, che non hanno scopi denigrativi o diffamatori, ricordiamolo, si tratterebbe di EAP.

 

Quale dei due? :)

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è il secondo caso, ma IMHO non è editoria a pagamento. E' un accordo che dice  IO inizio a guadagnare dopo tot copie vendute.

 

Poi come si suol dire, alzo le mani!  Fate vobis, ma catalogare chi fa un discorso del genere come eap non sta ne' in cielo ne' in terra.

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è il secondo caso, ma IMHO non è editoria a pagamento. E' un accordo che dice  IO inizio a guadagnare dopo tot copie vendute.

 

Il fatto che sia un accordo bilaterale, rende il tutto assolutamente legittimo (e legale). Ciò non vuol dire che non sia EAP: anche dare un contributo per la stampa o comprare un tot numero di copie è un accordo. E tu su, esempio, le prime 99 copie vendute di fatto ci rimetti, perché l'editore intanto intasca soldi grazie ad una tua proprietà intellettuale senza però darti un centesimo. Sono soldi persi per te, soldi che avresti avuto se ti fossi rivolto ad una CE che paga royalities su tutte le copie vendute.

In linea generale, ogni volta che un autore è obbligato per contratto a perdere dei soldi, vuoi con un contributo diretto, vuoi con un acquisto di copie obbligatorio, vuoi non facendosi pagare su tutte le copie, vuoi essendo obbligato a dover ricevere un editing a pagamento, pur essendo tutte queste pratiche legali e legittime, per noi non possono essere catalogate come free. E' una contraddizione in termini, non so se mi spiego: 'free' vuol dire che non si paga niente. Però non ricevendo diritti su tot copie, tu di fatto perdi qualcosa. A me pare un criterio semplice, molto terra terra. ;)

 

Non parliamo poi di "paracaduti" e "meccanismi di garanzia", perché sarebbe fuori luoghi discutere qui di certe cose: sappi solo che non sarei così ansioso di chiamarli così. ;)

 

Comunque, siccome il regolamento di sezione dice:

Segnalazione editori nella sezione “Da Testare”:

è ammessa la segnalazione con l’apertura dell’apposito topic riguardante una casa editrice solo nel caso in cui abbiate avuto un’esperienza diretta. È altresì richiesto che il topic, oltre alla vostra testimonianza, riporti in calce lo seguente schema:

Nome:

Generi trattati:

Modalità di invio dei manoscritti:

Sito web:

 

Qualsiasi topic che non si conformi a tale schema verrà cancellato e l’utente richiamato

Potrete aprire il topic di segnalazione solo se la vostra esperienza con l’editore non comporti spese di alcun tipo per la pubblicazione.

 

NON dovrete aprire un topic su una casa editrice nei seguenti casi:

- l’avete trovata per caso su internet;

- avete mandato un manoscritto ma non vi ha risposto;

- vi ha fatto una proposta a pagamento o dichiara di chiedere contributi.

Sarà lo staff a occuparsi del lavoro di “scouting” delle nuove case editrici.

Quindi ribadiamo: non aprite topic su una CE se non avete nessuna testimonianza al riguardo o se non è free.

Se cercate informazioni specifiche su una casa editrice che non è presente nelle liste o volete segnalare editori con politiche editoriali non free, NON aprite un topic, ma mandateci una mail all'indirizzo segnalazioni@writersdream.org

e siccome questa di cui parliamo non è una CE free secondo i nostri canoni, devo chiudere la discussione.

Ti consiglio di inviare o una mail all'indirizzo sopra indicato oppure un messaggio personale al nostro Frà, l'admin che si occupa dei contatti con le CE e della gestione delle segnalazioni.

Se pensi ancora che la CE in questione sia free e vada messa nella lista free, puoi sempre parlarne con Frà: se sbaglio riguardo ai nostri criteri (sono solo un mod, alla fine), saprà correggere ciò che ho detto; se ho ragione, saprà spiegarteli ancora meglio di me. ;)

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ERRATA CORRIGE:

essendomi venuto il tarlo del dubbio, sono andato a chiedere per sicurezza a Linda: ho interpretato male le nostre linee guida (e la cattiva memoria non mi ha aiutato): CE che pagano le royalities solo dalla tot copia venduta in poi sono da noi considerate free.

 

Riapro quindi la discussione e mi scuso infinitamente con Alex per avergli dato, seppur in buonafede, informazioni errate. :(

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Ospite Signor Ford

Diciamo che è un tipo di politica particolare. 

Poi la scelta sta all'autore, in definitiva, se sottorporsi o meno a una clausola di questo tipo. :)

 

A ogni modo, non cercano manoscritti in questo momento, c'è scritto nel loro sito

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diciamo che sì, non è a pagamento nel senso classico e neppure in quello moderno... però appunto, se ti pagano i diritti dopo cento copie, vuol dire che sono sicuri che almeno cento copie te le vendono!:) e poi mica ti obbligano a comprarle. Le copertine non sono male. Un po' farraginoso il menu per accedere alle collane, perché da il singolo libro... non tutta la collana. Quando avranno più libri, secondo me dovranno reimpostare tutto

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On 12/3/2017 at 14:44, fidi dice:

diciamo che sì, non è a pagamento nel senso classico e neppure in quello moderno... però appunto, se ti pagano i diritti dopo cento copie, vuol dire che sono sicuri che almeno cento copie te le vendono!:) e poi mica ti obbligano a comprarle. Le copertine non sono male. Un po' farraginoso il menu per accedere alle collane, perché da il singolo libro... non tutta la collana. Quando avranno più libri, secondo me dovranno reimpostare tutto

Concordo

 

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Ospite
On 12/3/2017 at 14:44, fidi dice:

se ti pagano i diritti dopo cento copie, vuol dire che sono sicuri che almeno cento copie te le vendono!:) e poi mica ti obbligano a comprarle.

 

Non sono sicuri di vendere cento copie... Sono sicuri che, dopo aver venduto cento copie, si realizza un rientro delle spese. Piccolo dettaglio, in queste spese non sono contemplati le royalites dell'autore, il quale offre, cede, versa, elargisce, devolve, infine paga parte della pubblicazione ;-)

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On 28/5/2015 at 18:16, Alexander91 dice:

Ciò non vuol dire che non sia EAP: anche dare un contributo per la stampa o comprare un tot numero di copie è un accordo. E tu su, esempio, le prime 99 copie vendute di fatto ci rimetti, perché l'editore intanto intasca soldi grazie ad una tua proprietà intellettuale senza però darti un centesimo. Sono soldi persi per te, soldi che avresti avuto se ti fossi rivolto ad una CE che paga royalities su tutte le copie vendute.

Se "passa" questo concetto, a mio avviso bisogna rivedere tutte le case definite "free". Se l'editore comincia a pagarti solo dopo un tot numero di copie vendute, significa che tu, in pratica, gli dai quei soldi che ti spetterebbero e che lui non ti dà.

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Sono d'accordo con Nio 59 e Alexandre 91. Un altro stratagemma per fregarti...E' giusto pretendere il pagamento delle royalties dalla prima copia venduta...anche se sono quattro centesimi...è una questione di principio. Poi l'accettazione di una clausola come questa diventa un pericoloso precedente... Attenzione...

 

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12 minuti fa, sirialuna dice:

Un altro stratagemma per fregarti...E' giusto pretendere il pagamento delle royalties dalla prima copia venduta...anche se sono quattro centesimi...è una questione di principio.

Sebbene io sia d'accordo con la linea di principio secondo cui le royalties vanno corrisposte, all'autore, dalla prima copia, questo non è uno stratagemma e bisogna fare attenzione alle parole che si usano, @sirialuna 

Usate sempre dei toni civili, per favore.

 

Questa è una politica editoriale su cui si può essere d'accordo o meno.

Sono moltissime (purtroppo) le CE che trattengono i diritti d'autore fino alla 100-200 o 1000 copia (dipende dai casi), non è una cosa nuova. A tale riguardo se ne sta discutendo in Staff; per ora non è un motivo di spostamento di categoria; se lo diventerà, vi faremo sapere.

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Da profano, totalmente ignorante delle dinamiche editoriali, ma affidandomi a logica e buon senso,

a me pare un contributo bello e buono. 

Che poi sia una pratica legale, ben descritta nel contratto e totalmente trasparente,

per colui che firma con una CE che propone queste strategie, non lo metto in dubbio.

Però, francamente, lasciare chi usa questi metodi in questa categoria delle free, che dovrebbe essere un'élite per le CE

che davvero sono NOEAP, mi pare fin troppo generoso.

 

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14 ore fa, fidi dice:

anche questo è vero. Allora bisognerebbe spostarla magari in doppio binario

E' pur vero che, se ti spetta il 7% di ogni copia venduta e l'editore ti paga solo dopo la 100esima copia, stiamo parlando di un importo di circa 100 euro (considerando il costo del libro intorno ai 15 euro). E' poca cosa. Però mi sembra che in passato sia stata spostata il doppio binario anche qualche casa editrice che chiedeva l'acquisto di una ventina di copie a prezzo scontato (in totale 200 - 300 euro). La differenza tra 100 euro e 200-300 non è abissale e non credo possa rappresentare una linea di demarcazione tra no EAP e free. C'è una casa editrice, che voi avete in "doppio binario", che ti fa comprare 20 o 30 libri ma ti dà anche il 15% ogni copia venduta, fin dalla prima!

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@Nio59 @Nuwanda anche questo è vero. Allora bisognerebbe spostarla magari in doppio binario.

 

Oppure ci sono quelle che fanno pagare una tassa di iscrizione per i concorsi... anche quelle sono considerate a pagamento. 

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Ospite

Rispondo perchè rientro nelle citazioni, ma le decisioni spettano allo staff del WD, se avete delle proposte a riguardo inseritele qui (come io ho già fatto):

 

Riguardo a questo:

 

10 ore fa, Nio59 dice:

C'è una casa editrice, che voi avete in "doppio binario", che ti fa comprare 20 o 30 libri ma ti dà anche il 15% ogni copia venduta, fin dalla prima!

 

Devo ripetermi:

Cita

Certo è vero, dopo quel famoso libro, sembra che le sfumature siano aumentate, ma possiamo fare ancora delle distinzioni quando ci basiamo su concetti elementari, come ad esempio “contributo sì, contributo a volte, contributo no”.

 

Qui il contributo viene richiesto, piccolo o grosso che sia, quindi ognuno di noi può fare le sue valutazioni.

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Mah...

sinceramente una riflessione già in parte fatta da alcuni...

ho il 10% di un'opera, o meglio, della mia opera...

la CE vende, grazie alla mia opera, 100 copie (ammettendo che non siano di più x contratto).

  • media libro € 15
  • guadagno CE 1.500
  • a me non vanno € 150

Avete intenzione di scrivere un solo libro? E se ne scrivete 10? Io credo, anche per la professione che svolgo, che tutto possa essere trattato, anche un punto di un contratto.

 

Se credi nella mia opera perché chiedere € 150 a me? Io devo avere dubbi, non tu CE. Io devo sperare di vendere, tu non devi sperare. Devi credere in me.

 

Poi per carità, dipende cosa si vuole fare. Se l'intento è farsi pubblicare, su un libro che non avrà un seguito, magari è accettabile. Fa "curriculum", è un buon biglietto da visita.

 

Magari potrebbe essere interessante saggiare la loro disponibilità a rivedere il numero di copie e il seguito, ossia: oggi è il primo libro, ma vuoi anche il diritto di prelazione? Allora dal secondo in poi mi paghi dalla prima copia.

 

E ancora: trattieni € 150 (nel mio esempio) e ne incassi però in tutto € 1.500 grazie a me. Bene, hai sostenuto delle spese, che metti in conto quando decidi di pubblicarmi, pertanto ora investi ancora su di me e organizzami incontri, eventi, rassegne stampa e chi più ne ha...:evvai:

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On 7/12/2017 at 13:44, DanZac ha detto:

Mah...

sinceramente una riflessione già in parte fatta da alcuni...

ho il 10% di un'opera, o meglio, della mia opera...

la CE vende, grazie alla mia opera, 100 copie (ammettendo che non siano di più x contratto).

  • media libro € 15
  • guadagno CE 1.500
  • a me non vanno € 150

 

 

Scusa Danzac da scrittore ti dico che hai le idee confuse insieme a diversi altri qui. o per lo meno non sapete cosa significa il lavoro dell'editore. A parte il fatto che probabilmente neanche Camilleri prende il 10% di royalities perchè i grandi vengono pagati in anticipo per contratto ma questo è un altro discorso. 
Allora
1) se un libro costa 15 euro è perché alla casa editrice costa 2 euro stamparlo.
Quindi 200 euro scomparsi dal tuo presunto guadagno
2) il libro deve essere pubblicato dopo (se la ce è seria) dopo l'editing l'impaginazione e aver fatto una copertina decente. Costo editor e grafici diciamo 200 euro per star bassi.
bye bye altri 200 euro
3) lo vendi in libreria? bene -30% del prezzo di copertina che va alla libreria. E in libreria chi ce l'ha portato? la CE o il distributore? facciamo che sia il distributore che è la cosa che conviene di più alla ce, altro - 30% che se n'è andato. diciamo che la casa editrice ha trovato un distributore onesto che si prende il 50% e alla libreria pensa lui dai. Ad ogni modo dal presunto guadagno devi togliere ben 750 euro. 

 

Quindi fermandoci qui e non pensiamo neanche a tutto il resto (costi fissi della ce, internet, copie promozionali, recensioni a pagamento etc) all'editore dei presunti 1500e che dicevi tu sono rimasti (1500-200-200-750)= 350 euro che dovrebbero andare a coprire tutto il resto e rappresentare anche "lo stipendio" dell'editore. 


Ora ve lo ridico sinceramente pensate che le CE che non vi danno le royalities sulle prime 100 o 500 copie siano a pagamento?
Fate un po' come volete.

you can bring an horse to water you can't make him drink, dicono in texas. 
 

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Siete off topic, ragazzi. Cosa c'entrano questi discorsi generali con la Dalia Edizioni?
Parlatene altrove, per favore.

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1 minuto fa, Niko ha detto:

Siete off topic, ragazzi. Cosa c'entrano questi discorsi generali con la Dalia Edizioni?
Parlatene altrove, per favore.

 

perché dicevano che Dalia fosse a doppio binario perché non paga le royyaòities sulle prime copie vendute, tutto qua. spostate pure la discussione se vi va, no problem.

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@Alex JC Caro, complimenti per essere stato pubblicato.

Non conosco "il texas", ma conosco il cielo.

 

E' però impossibile descrivere il colore del cielo a un cieco. E questo lo dico io.

 

Buon prosieguo e grazie della tua opinione, che utilizzo comunque per crescere e riflettere. Non la critico.

Un caro saluto.

 

Qualcun altro è stato odiernamente, o in passato pubblicato da questa CE? Come si trova?

Così date una mano a tutti noi, grazie.

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