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Oxygen

Raymond

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Commento

 

Raymond

 

Che senso ha aggiungere parole al tempo?

Quel che era necessario

l'hanno già declamato infinite volte.

Io, per me, ho tenuto duro, pacificamente

anche quando la vita sembrava un medley

sconclusionato, a base di carezze ansiolitiche

e schermi retroilluminati e compiti talmente inutili

da essere imprescindibili.

 

Anche allora, tuttavia, si potevano scrivere

parti per violoncello dolcissime, o parlare di speranza

di fronte alle insegne rosse, gialle o violette.

Si poteva di fronte alle banche,

di fronte all'esecrazione,

senza chiedersi se davvero quelle strade notturne

simili in tutto a delle cattedrali, solo più vuote e sante,

fossero ciò che restava di un disegno originario,

o invece ne fossero il frutto compiuto,

heu.

 

C'era stato un momento per chiedere di Dio, me ne ricordo.

Ma a Dio non importava, era solamente il baro

più grande di tutti, ed il suo profeta

leggeva le carte in TV, oppure prediceva l'oroscopo.

Di tanto in tanto alzava la sguardo verso i vetri

e pensava:

"Padre, allontana da me questo calice!"

Lo pensava, ma non lo diceva, perchè

che senso aveva aggiungere parole al tempo?

 

Agli spettatori più attenti, tuttavia, la sua supplica

silenziosa non era sfuggita.

Se avesse pianto, l'avrebbero compreso e amato.

Ma non l'aveva fatto. Aveva osato, soltanto, sperare

che finisse.

 

Per questo venne punito.

Lo crocifissero su un cartellone che copriva una strada,

un quartiere, la città intera.

Ciano contro il cielo a quattro colori.

Ed era piccolo, irrilevante, umano da far pietà.

"Cosa può un uomo contro questo?"

Le sue parole, un momento prima della dipartita.

Ma gli intellettuali bocciarono quell'uscita, dissero

che era una frase stupida e mal formulata, senza costrutto,

che al mondo di ogni cosa c'è carenza, fuorchè di profeti,

che tutto sommato non s'era perduto nulla di rilevante,

in quell'ennesimo giorno di cartone.

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Approfitto per darti il benvenuto da questa parte. :flower:

 

Bella lettura.

 

Mi piacerà tanto leggere le tue dritte per entrarci meglio. Chi è Raymond?

Belle le frasi che hai composto. Mi piace la voglia di “nuova comunicazione” che sperimenti rispetto al solito pappagone di versi paleolitici.

 

Confesso che la Merini e chi scrive prosaicamente “poesie”in modo eccellente…non mi scompisciano. La poesia è: poesia. La prosa è: prosa. :la:

 

Ben venga il linguaggio(parola) moderno, attuale, contestualizzato, vivo, ma un minimo di “scintillio”, vezzo, o chiamalo stile, a me piacerebbe leggerlo. Ma è gusto personale. Ripeto che mi sei piaciuto molto (ripeto: molto)  in questa tua prima performance, e se te lo dico io…te lo dico io e basta  :asd:

 

Fammi entrare nel tuo bel quadro. Attendo.

 

Sappi: mi hai cullato. Bravo.

 

Complimenti a rileggerti.  ;)

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Approfitto per darti il benvenuto da questa parte. :flower:

 

Bella lettura.

 

Mi piacerà tanto leggere le tue dritte per entrarci meglio. Chi è Raymond?

Belle le frasi che hai composto. Mi piace la voglia di “nuova comunicazione” che sperimenti rispetto al solito pappagone di versi paleolitici.

 

Confesso che la Merini e chi scrive prosaicamente “poesie”in modo eccellente…non mi scompisciano. La poesia è: poesia. La prosa è: prosa. :la:

 

Ben venga il linguaggio(parola) moderno, attuale, contestualizzato, vivo, ma un minimo di “scintillio”, vezzo, o chiamalo stile, a me piacerebbe leggerlo. Ma è gusto personale. Ripeto che mi sei piaciuto molto (ripeto: molto)  in questa tua prima performance, e se te lo dico io…te lo dico io e basta  :asd:

 

Fammi entrare nel tuo bel quadro. Attendo.

 

Sappi: mi hai cullato. Bravo.

 

Complimenti a rileggerti.  ;)

Raymond è un grande artista che ha sofferto molto per scrivere quello che ha scritto, ma soprattutto per cercare di farsi capire.

Per quanto riguarda il resto... Io scrivo poesie come questa in questo momento della mia vita. Prima lo facevo in un altro modo (mi piacevano molto i versi brevi e spezzati, alla maniera del primo Ungaretti). Quando avevo quindici anni addirittura mi piacevano gli endecasillabi, e trovavo affascinanti le rime. Non escludo affatto che quando sarò più vecchio potrei tornare sui miei passi.

Il fatto è che la poesia, per me, è un modo semplice ed immediato per stare meglio. Mi capita di avere delle parole in mente che non vogliono andarsene, e lo fanno solo e soltanto se le metto giù, nella forma che decidono loro. 

So che naturalmente quelle parole sono parte di me, e pertanto cerco di lasciare che vadano come devono andare, senza ragionarci più di tanto attorno. Anche la mia prosa funziona così, ma in misura enormemente minore.

Ciò detto, apprezzo i complimenti, sul serio. Ma in realtà, quando ho pensato a Raymond, volevo principalmente che chi la leggesse si sentisse arrabbiato. Con me, o con se stesso cambia poco.

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Premetto che non mi sono sentito arrabbiato. Se questo è il messaggio del testo, questo tipo di messaggio non è arrivato. Sono versi liberi da una forma metrica tradizionale. Non mi pare ci sia un qualche cura formale, ricercata, se non quella della libera ispirazione. Proprio questa libertà, magari non ricercata (o forse si? se sbaglio riprendimi), è ciò che ho percepito.

Uno sfogo contro la crisi di valori perduti, contestati, forse solo persi nel tempo, cambiati. 

Perché sembrano avere una certa rilevanza due fattori (almeno nella mia interpretazione):

 

- il tempo;

- il significato delle parole nel tempo (conseguenza è che sono fondamentali anche i fatti, le azioni che nascono da quelle idee).

 

Mi aspettavo alla fine l'accettazione di un nuovo punto di partenza. Invece ho trovato l'appello al cambiamento nella tradizione, al valore del profeta. 

Personalmente non sono d'accordo né con l'idea del nuovo nel vecchio né con l'idea di profeta. O forse avresti preferito un profeta armato? (anche su questo punto per niente favorevole è la mia posizione).

 

Detto ciò posso dirti che è stata una lettura piacevole, che difficilmente mi piacciono i testi che si allontanano dal mio gusto (perché non sono un critico) e invece il tuo mi è piaciuto particolarmente. Non ho letto nient'altro che ti appartenga quindi non potrei fare un confronto sui possibili stili da te adottati all'interno di un contesto più ampio.

 

Poesia originale col suo linguaggio diretto che credo esprima molto bene le intenzioni dell'autore.

Complimenti.

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Premetto che non mi sono sentito arrabbiato. Se questo è il messaggio del testo, questo tipo di messaggio non è arrivato. Sono versi liberi da una forma metrica tradizionale. Non mi pare ci sia un qualche cura formale, ricercata, se non quella della libera ispirazione. Proprio questa libertà, magari non ricercata (o forse si? se sbaglio riprendimi), è ciò che ho percepito.

Intanto ti ringrazio per il commento. Ne ho visti pochissimi, e la cosa non mi stupisce. Mi fa anche piacere che tu abbia apprezzato quello che ho scritto, naturalmente. 

 

Ciò detto, cerco di chiarire al meglio quello che intendevo. In primo luogo, è ovvio che la libertà metrica e formale sia, in sè, una scelta stilistica. O per meglio dire, una rinuncia ragionata. Non mi arrischio a definirla novità, perchè molti altri hanno fatto poesia in questo modo con esiti ben più elevati, già da lungo tempo.

 

Uno sfogo contro la crisi di valori perduti, contestati, forse solo persi nel tempo, cambiati. 

Perché sembrano avere una certa rilevanza due fattori (almeno nella mia interpretazione):

 

- il tempo;

- il significato delle parole nel tempo (conseguenza è che sono fondamentali anche i fatti, le azioni che nascono da quelle idee).

 

Uno sfogo, sicuramente. Contro la crisi di valori, non ne sono certissimo. Di certo, contro il mondo in cui vivo, o per meglio dire, contro parti di esso che trovo intollerabili.

Naturalmente il tempo e il significato delle parole nel tempo, come dici tu, hanno la massima importanza. Aggiungerei ai temi fondamentali la mancanza di riferimenti precisi nel percorso della vita, una cosa che mi spaventa moltissimo.

 

 

 

Mi aspettavo alla fine l'accettazione di un nuovo punto di partenza. Invece ho trovato l'appello al cambiamento nella tradizione, al valore del profeta. 

Personalmente non sono d'accordo né con l'idea del nuovo nel vecchio né con l'idea di profeta. O forse avresti preferito un profeta armato? (anche su questo punto per niente favorevole è la mia posizione).

 

Questa è in assoluto la cosa più importante. Non c'è un appello di alcun genere, o meglio, non era nelle mie intenzioni "consce". Il valore del profeta è del tutto inesistente, e se anche fosse stato armato, non avrebbe potuto fare niente, perciò no, non l'avrei preferito. 

Semplicemente, i poeti, i profeti, gli scrittori e gli artisti in genere non hanno posto. O meglio, uno ce l'avrebbero, ed è bene che non alzino la testa e lo accettino. 

Nuovo nel vecchio... comprendo il riferimento, e potrei essere d'accordo, ma il mio essere d'accordo ha importanza zero. In poche parole, così vanno le cose, e il profeta può solo contemplare. E lamentarsi, finchè non dà fastidio.

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Un posto lo troveranno gli uomini tempranti, non arrendersi, resistere.

Siamo bravi nella resistenza.

Direi che ho visto un tenue appello neoromantico dove non c'era.

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