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Phabyosh

Arma Infero - Il Mastro di Forgia - di Carta Fabio

Post raccomandati

"Pur non essendo un’appassionata del genere, sono stata trascinata e coinvolta da questo mondo, in cui si alternano battaglie, fughe, conflitti, ed anche l’amore, (di Karan per Luthien), in modo sempre equilibrato e ben proporzionato. Se è riuscito a conquistare anche me, cosa aspettate? Arma infero – il mastro di forgia è una lettura che consiglio a tutti, amanti a priori o meno della fantascienza".

 

Tracce d'inchiostro BLOG - ARMA INFERO recensione

 

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Grazie per la disponibilità. Sto raccogliendo quante più opinioni su questo mio romanzo di fantascienza e, se vuoi (tu e anche gli altri) mi piacerebbe inviarti GRATIS una copia dell'ebook (in formato epub per tablet Android/Apple, oppure mobi per il Kindle). 

Che ne pensi?

 

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"Molto bello.

Appena completata la lettura del primo libro, mi sono precipitato ad acquistare il seguito.

Fin dalle prime pagine sono evidenti la cultura e la proprietà di linguaggio dell'autore, decisamente al di sopra della media degli scrittori anche di generi considerati "superiori" dal punto di vista letterario.

Il mondo presentato è complesso ma plausibile e tutti i personaggi si comportano in modo coerente ed appropriato al contesto nel quale si trovano, caratteristica questa che non sempre si trova nei romanzi.

Lettura decisamente consigliata!!!"

 

Recensione Facebook - ARMA INFERO VOL. 1

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Arma Infero su IBS, in ottima compagnia direi...
#ArmaInfero #romanzo #fantascienza

 

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"Fabio Carta mostra una grande competenza e padronanza del genere. È una mente creativa e geniale che ha dato vita ad una storia i cui dettagli sono complessi e particolari".

 

 

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"Catapultandoci subitaneamente in un mondo appartenente a un’altra dimensione. Una dimensione eterea e altera, collocata in uno indefinito spazio-tempo ai confini dell’immaginazione più frenetica, un mondo ricco di rarefatte e al contempo floride suggestioni, innestato su sfumature psico-diegetiche e descrittive minuziosamente sovrabbondanti. Se vorrete accettare questa sfida, lasciandovi immergere in quest’epifania vivida di poliformie lessicali dotte e fantasiose, non potete perdervi Arma Infero".

 

DARUMAVIEW.IT Arma Infero

 

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"L'autore romano Fabio Carta ci propone questa prima parte di un romanzo di fantascienza con ambientazione futuristica post-apocalittica, con uno stile arcaico ed una narrazione ostica nelle prime battute, che pagina dopo pagina, se non accantonata con superficialità, può dare ricche soddisfazioni. Una storia ben descritta, ricca di particolari, sfaccettata e variegata, fanno di Arma Infero Il Mastro di Forgia un libro da provare per gli amanti del genere fantascientifico, gli appassionati della lingua italiana e quelli della cultura geek ed hi-Tech".

 

NERDREAM.IT - recensione Arma Infero vo.1

 

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"Ho finito di leggere questo. Nel complesso leggibile. Se è un'opera prima capisco la voluminosità, ma se non lo è direi che è un po' prolisso. Alcune delle descrizioni specie quelle tecniche le ho trovate troppo lunghe e dettagliate (pallosine), mentre ho trovato un po' scarse quelle ambientali. La descrizione dell'essere umano, specie in tema di "bellezza" l'ho trovata un po morbosina. I miei commenti interiori, fatti di getto, leggendo, sono stati: 1) Toh, gli piace Herbert! 2) Ettepareva che non ci mettesse Star wars 3) È un ingegnere 4) È un ingegnere a cui piace la filosofia . Ci ho beccato in entrambi i casi, ha fatto l'ITIS e Scienze Politiche. Ci si potrebbero leggere anche influenze orientali (the three body problem) ma mi sembra poco probabile. Nel complesso una lettura che vale la pena".

 

Nel complesso una lettura pallosina e morbosina. 600 pagine con questo caldo? Ci si può stare, dai... ;)

 

Cose da Altrimondi - GRUPPO FB

 

Altrimondi-Associazione-Culturale-Teramo

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"Quando Fabio, che non ho il piacere di conoscere di persona, chiese una mia opinione sul suo romanzo Arma Infero mi descrisse brevemente le caratteristiche della sua opera, incuriosito mi precipitai a leggere il libro non appena lo ricevetti tramite e-mail.

La magia inizia già nel primo capitolo, la desolazione di Muareb è descritta perfettamente in uno stile estremamente evocativo; è mia opinione che un bravo scrittore riesca a farti "vedere" ciò che racconta e man mano che procedevo nella lettura nella mia mente si formava l'immagine di un pianeta dominato dalla devastazione, ostile alla vita, dove i superstiti si muovono tra gli stenti nel tetro grigiore di un'atmosfera ormai avvelenata da una guerra combattuta senza esclusione di colpi, incredibilmente erà lì, come se lo vedessi dalla finestra del mio studio.

Ad una prima occhiata il tomo potrebbe apparire imponente ma Fabio ha creato un intero mondo, con popoli e società dalle diverse caratteristiche, ogni dettaglio è curatissimo a partire dai fantasiosi e caratteristici zodion, per cui è facilissimo immergersi nella sfaccettata realtà di Muareb e trovarsi immediatamente a proprio agio. 

Anche lo stile di scrittura con un linguaggio vagamente e piacevolmente retrò ben si addice alla storia che viene raccontata e soprattutto ai personaggi che interagiscono tra loro.

Onde evitare troppi spoiler mi fermo qui, nel complesso un ottimo lavoro, spicca in particolare l'originalità e l'abilità nel fondere elementi fantascientifici con altri più spiccatamente fantasy in modo coerente e credibile, cosa tutt'altro che facile, vai così Fabio!"

 

ARMA INFERO su Facebook

 

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"Allora, grazie al regalo che mi ha concesso Fabio Carta ho potuto leggere la sua opera prima (che tra l'altro è una trilogia già uscita) ARMA INFERO. La storia, di fantascienza, è abbastanza interessante. Tutto è ambientato su un lontano pianeta dalle condizioni proibitive dove le varie popolazioni, ognuno con la propria cultura o visione del mondo non poi cosi dissimili da quelle terrestri, vivono "l'incubo" o se vogliamo "la ricerca" di una guerra civile nucleare. Il testo in qualche parte, risulta un pò farraginoso e tecnicistico, rallentandone la scorrevolezza della lettura, ma sono poche parti... Il resto è entusiasmante... Anche quando sembri intuire cosa succede ecco che tutto cambia...  

Il linguaggio "aulico" è azzeccato e non stona con la storia e i personaggi. Insomma una lettura impegnativa ma da fare :)". 

 

ARMA INFERO recensione su FB

 

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"Arma Infero: Il Mastro di Forgia è sicuramente un romanzo impegnativo, che richiede tutta la vostra attenzione ma che, dopo un piccolo sforzo iniziale, non vi lascerà di certo insoddisfatti. Battaglie epocali, intrighi, tradimenti e amori sono solo alcuni degli elementi che contribuiscono a rendere quest'opera assolutamente indimenticabile".

#ArmaInfero #FabioCarta #romanzo #fantascienza #recensione #zodion

 

Il Salotto Letterario - ARMA INFERO

 

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Altre due bellissfime recensioni su FB, e una è fatta da un autore di Urania/Mondadori! (y)

 

"Leggendo capisci immediatamente di trovarti di fronte all'opera di un vero scrittore. Uno che non ha interesse di piacere a tutti, ma l'importante è che soddisfi lui in primis. Infatti il modo di scrivere è talmente accurato da essere quasi noioso ed ostico al contrario della trama che, a parte qualche ovvio rilassamento in un tomo di questa portata, è sicuramente molto valida. Si notano richiami (più o meno voluti?) a classici ma non c'è nulla che risulti fuori contesto. Non parlerò della storia perché credo sia un libro che tutti gli amanti della SF debbano leggere sapendo, in anticipo, che resteranno piacevolmente sorpresi".

Recensione FB

 

"Ho apprezzato il coraggio e il worldbuilding, e il coraggio del worldbuilding, davvero incredibilmente accurato. La scrittura l'ho trovata sinceramente un po' enfatica, barocca se vuoi, e questo era senza dubbio voluto e funzionale alla storia e può piacere o non piacere. Io ultimamente sono alla ricerca di una scrittura più essenziale, ma si tratta di gusti personali. Il tuo è comunque un romanzo che costituisce un unicum nella fantascienza italiana contemporanea credo."

Altra recensione FB

 

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"È stata davvero una piacevole lettura. Premetto che, pur essendo un lettore onnivoro, non sono un grande appassionato di questo tipo di fantascienza (Hard? Space Opera? Si chiama così?), lo ero tanti anni fa, da giovane, avrò visto Guerre Stellari almeno un milione di volte ed ho letto svariate opere di Asimov, ma con il tempo i miei gusti sono virati verso il thriller, l’horror o il filone drammatico. Sottolineo questo perché magari alcune cose che nel “mastro di forgia” non mi sono piaciute sono proprio quelle per le quali un divoratore di fantascienza va in visibilio. Ecco, partiamo dalla cosa che mi è piaciuta meno, ovvero alcune descrizioni tecnico-scientifiche, un po’ troppo manualistiche, in particolare riferite agli zodion e allo scafandro siderale. Sì, magari sono necessarie ai fini della trama, ma le ho trovate lunghe e verbose, e mi sembra che rallentino troppo la narrazione che altrimenti scorre liscia come l’olio. Inoltre tutti quei dettagli tecnici sono un po’ ostici per uno come me, che anche in una macchina del terzo millennio non distingue la batteria dal tubo di scappamento (vabbé, sto esagerando ). Al contrario, ho apprezzato molto di più le spiegazioni (benché anch’esse piene di inevitabili tecnicismi) relative alla fisica e alla chimica di Muareb, tipo il ciclo dell’acqua, l’attività dei vulcani, il ciclo astronomico e così via. Molto belle ed esaurienti anche le descrizioni dei paesaggi, naturali ed urbani, anche se secondo me l’Autore avrebbe potuto indugiare un po’ di più sui colori e sulla luce ambientale, marcare di più il giorno e la notte, considerando poi la velocità con cui sorge e tramonta Mu-Arae.

Capitolo personaggi, adesso. I miei preferiti sono stati Guderian (inutile dirlo), il Principe Silen (spero che in seguito gli spettino parti più rilevanti sulla scena e non solo dietro le quinte) e il Turfan folle-post-bomba. Invece non ho provato una grande empatia per il duo Karan/Lakon, e credo che un po’ dipenda dal registro linguistico. Si somigliano troppo, soprattutto nel modo di parlare, nel senso che se si estrapola un loro qualunque discorso diretto, quelle stesse parole (al di là del contenuto, poiché i due la pensano in maniera diversa su svariati argomenti) starebbero bene sia in bocca all’uno che all’altro (c’è forse lo zampino del Nexus?). Al contrario, con Guderian o Silen si capisce benissimo chi sta parlando anche prima di giungere alla chiusura delle virgolette, poiché ognuno ha un modo di parlare, un registro tipico. Per lo stesso motivo ho cominciato ad apprezzare Turfan solo dopo che è uscito di senno, in quanto prima di Bastian anche il suo modo di esprimersi era identico a quello degli altri cavalieri, che mi paiono figure di contorno. Insomma, Karan lo preferisco come narratore che come personaggio, anche se ho gradito quei frangenti semi-comici in cui commette delle sciocchezze per disattenzione o avventatezza. Menzione a parte per Luthien: mi piace quando si comporta da “bimba bipolare”, quando sembra lì lì per concedersi per poi fare marcia indietro, o quando tratta Karan come un ragazzino deficiente, mi lascia sperare che non sia la solita stereotipata storia d’amore tra il protagonista e la bella di turno… poi però questa speranza viene frustrata dal Karan-narratore che anticipa che Luthien è stato il grande amore della sua vita. Questo “spoiler” secondo me leva un po’ di pepe alla vicenda (nonostante le allusioni a “futuri tormenti sentimentali” alla fine del libro), ma su questo spero di sbagliarmi… chissà, nei volumi successivi l’Autore potrebbe sorprendermi.

Infine, la cosa su cui faccio più fatica ad esprimermi è la trama, poiché devo fare i conti con i meccanismi editoriali che stanno dietro alle serie in generale. La trama del libro è bella e coinvolgente, mi piace il mistero che avvolge Lakon, il Nexus e la Mente, mi incuriosisce Gordia l’invincibile, mi piace la politica degli intrighi e le varie scissioni e contrapposizioni… però, siccome si tratta del primo volume di una trilogia(?), in diverse occasioni il “Mastro” mi stuzzica l’appetito per poi lasciarmi a bocca asciutta (ma è questo che deve fare, giusto?), in diverse occasioni devia da ciò che davvero mi interessa (l’Olocausto e la Cerca) per finire in scene secondarie e trascurabili, che sembra abbiano l’unico intento di allungare il numero delle pagine (“digitalmente” parlando). Dal punto di vista dell’editore e dello scrittore posso capirlo, ma da lettore la cosa non mi va molto a genio. Ad esempio, mi ritrovo con un Karan che affronta un gruppo di cenciosi boreani in una locanda per salvare degli ostaggi inesistenti (certo, anche qui ho sorriso quando lui e Lakon vogliono ammazzare la sentinella nel sonno e invece combinano un putiferio) quando invece desideravo sapere di tutto di più sul Pagan (a proposito, ho già visto che se ne parlerà approfonditamente solo nel terzo libro ) e su Gordia, che finora non è stata nulla più di un fantasma minaccioso all’orizzonte. Quindi, riguardo la trama, darei come voto un “ottimo… ma con riserva”.

Insomma, Fabio, se volevi incuriosirmi ci sei riuscito. Non so quando leggerò il seguito, ma so che non posso lasciare Karan così in mezzo ai calanchi, con il suo zodion, il suo scafandro incompleto".

 

Another FB review

 

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