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oiraM iD

Rumore

Post raccomandati

http://www.writersdream.org/forum/topic/25595-cartolina-da-sodoma/

 

 

 

 

 

 

Rumore

 

 

 

Vorrei ridondare l’aere di spuma

a una a una contare le stelle

belle, lassù.

 

Ma non fingo nel dire

non canto per la comare.

 

Io tramo, indico

                       addito!

             Scruto lo scorcio dal lato opposto

             e presto ti ficco un dito aguzzo in un occhio.

 

Non temere

non farà male. Tu sei già cieco. Orbo!

                                                         che vuoi sentire.

 

Canta o poeta di brulle stradine di tempi passati

di tinelli scaldati e nonna che fila

di lacrime amare di bimbi e di madre.

                                                   E tu cominci a ballare.

 

Lieta ritorna la mia cantilena

che a dir con la rima potresti intuire, capire

che il giogo di frasi scolpite

aggrava la pena che ti spezza la schiena.

E quando ti canti parole d’amore

è solo rumore che imponi a tuo nome.

 

E col rumore si cambia l’ambiente.

Col suonare si stette anche il mare.

 

Ma Ulisse è morto!

Ulisse non c’è!

La cera si scioglie e cominci a ballare.

 

Al mare, al mare, ti porterei al mare.

Fra zampilli e gli scogli, conchiglie e frescura

barchette in risacca

e quel gabbiano

                        lontano

            d’un tratto s’abbassa

            poi lesto s’impenna

                           e vola via.

 

Se fossi poeta, se fossi un signore che vende rumore

tu, senza cera, cominceresti a ballare.

 

Ma non fingo nel dire

non canto per la comare.

 

Io tramo, indico

                          addito!

E qui lo dico: oggi ti ho portato al mare, con le parole.

 

E quel gabbiano

                    lontano

                         non c’era.

 

Era rumore.

Modificato da oiraM iD

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Ciao OiraM iD :flower:

 

Provo a dirti la mia, mi scuserai se dirò delle stupidaggini :ohh: ...Questa poesia è molto complessa, usi un linguaggio di qualità. La trovo molto caotica, non riesco a cogliere il RUMORE. Ci vorrebbe la parafrasi del testo, come si faceva alle medie. Mi piace molto questo verso:

Lieta ritorna la mia cantilena

che a dir con la rima potresti intuire, capire

che il giogo di frasi scolpite

aggrava la pena che ti spezza la schiena.

E quando ti canti parole d’amore

è solo rumore che imponi a tuo nome.

 

Non capisco perchè nomini  Ulisse e il mare. Secondo me, l'inizio della poesia tende a indicare un rumore più generico...

 

:ohh: Sorry...

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Suona molto come una poesia programmatica. E come tale non mi piace, è opposta alla mia poetica. Ma quando si legge una poesia, come qualsiasi altra opera d'arte, il gusto e la visione personale del mondo si dovrebbe lasciarli a casa: dunque chissene frega del gusto, prendiamo la poesia per quello che è.

Il tuo scritto si gioca sul tipico tempo binario dei Salmi biblici. Io-gli altri / Io-Dio / Dio-gli altri. Qui non c'è Dio (io non faccio fatica a vederlo dappertutto, ma a meno che non me lo si indichi chiaramente non mi azzardo a ficcarlo dove non ci entra nemmeno con la vaselina - i miei versi ormai trasudano vaselina da ogni spigolo, dunque volente o nolente Dio ci scivola dentro che è un piacere -), c'è invece una chiara dicotomia io-gli altri, o meglio, questo tu indefinito, questo poeta generalizzato nei cui bulbi oculari ti diverti a ficcare falangi e frasi. C'è una chiara e dichiarata contrapposizione di poetica: tu non vuoi essere come chi descrivi. E questo poeta che citi a me ha ricordato irresistibilmente Pascoli, iniziatore della linea che incorona le piccole cose (di pesismo gusto, con buona pace di Gozzano) a prìncipi democratici della poesia. In generale è un delizioso attacco a tutti coloro che, epigonisticamente, dopo Pascoli si sono sentiti in dovere di raccontarci della nonnina che filava sull'uscio nei ricordi d'infanzia, dei giochi nel cortile erboso, della bella cena consumata a lume di candela nella vecchia casa di campagna, del cagnolino che uggiava sull'uscio davanti a filare di nespoli e rotture di palle varie. Se ho interpretato bene, sono d'accordissimo, è una poetica indigesta pure a me. A meno che non la si racconti con due maroni poetici grossi come pesche regine: se tutto questo è supportato da una visione dell'arte profonda, nuova e fresca (come fu al suo tempo, e la è ancora, quella di un Pascoli o di un Gozzano - non a caso citati -), allora le sviolinature da idillio malinconico che ci hanno sinceramente sfracellato le gonadi dai tempi di Teocrito assumono tutt'altro significato. Se supera la contingenza momentanea e la nonnina non resta tale ma diventa qualcos'altro, un simbolo universale per tutti gli uomini, allora è un altro paio di maniche.

Anche l' "Ulisse è morto", oltre a evidenti richiami a Nietzsche, mi sembra proseguire su questa linea: come a dire basta rifarsi agli idoli del passato, costruiamo il nuovo Ulisse. E sono d'accordo anche su questo. Il finale è un'estrema rivendicazione dell'estro artistico, dell'invenzione pura, contro ogni tentativo di ingabbiamento epico-concettuale: tanto la vecchina orba quanto Ulisse ingabbiano.

Per la metafora ripetuta del ballare ti chiedo: hai mai letto il poeta beat Lawrence Ferlinghetti? Lui disse (splendido): fuck art, let's dance.

A buon intenditor...

 

Tuttavia il perché un tale tipo di procedere poetico non mi piace è riassunto tutto qui in nuce. La proposta del terzo millennio (mia e di altri) è: dopo che si è distrutto tutto, chi è ancora capace di costruire? Facile dire ancora no dopo che per un secolo si è scossa la testa a colpi di destrutturazioni e wrecking ball. Dunque ti lancio una proposta: saresti capace di tramutare gli argomenti triti e ritriti che descrivi in qualcosa di nuovo, di sfruttare le gabbie per farne edifici di ferro, di mutare le sbarre in fiori?

Anton Chekov diceva: non dirmi che la luna brilla, fammi vedere il suo riflesso sui vetri rotti. E tu invece scrivi...

"Io tramo, indico

                       addito!"

 

Pur avendo apprezzato questa poesia, i suoi concetti e in parte la forma (dico tra poco), non apprezzo la modalità, il motivo alla base.

Formalmente ho trovato alti e bassi. ci sono belle immagini e passaggi accessori, ma soprattutto scelte infelici di lessemi che mal si addicono al resto della poesia. I primi versi riassumono perfettamente: "Vorrei ridondare l’aere di spuma". Aere e spuma danno un senso di artefatto, aggravato dalla posizione incipitale di questo verso: e non avrebbero colpa in sé, puoi anche utilizzarli, ma solo se con senso, se armonizzati al resto della poesia. Se gli altri versi infatti si muovono su un canale comunicativo decisamente più ordinario, non vedo perché costruire un verso in maniera così pomposa. E poi:" stelle / belle". La pelle (proseguiamo l'orribile rima) mi s'è accapponata. Prestito dannunziano dalla favola bella / novella a parte, non è la rima (già di per sé bruttina secondo me) a non andare: è la brevissima distanza - anzi, non c''è distanza - in un contesto che, ancora non ha ragione di accogliere rime a tal maniera.

Bella la chiusa, rinnovo i complimenti.

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Floriana :flower:

Grazie mille.

Ma quali stupidaggini? Sei stata ficcante.

 

Sì, caotica. Mi piace. :la:

Ho cantilenato e ho “prosato” e ho rimato. Caos, sì…rompiamo tutto! Mischiamo le musiche.

 

Questa è una di quelle che ho scritto dove “la recitazione” fa la sua parte.

Ho velato/ironizzato il mio pensiero critico ad un certo tipo di “arte” che tende a rimescolare brodaglia piuttosto che condire nuove pietanze. Ma è solo un mio modo di vedere le cose.

Ho provato anche a sottolineare i “danni” che provoca un’arte sterile: rumore…e tutti (le masse) ballano col “rumore” scambiandolo per musica, (perché così siamo stati “educati” dagli "sponsor ufficiali"... E ci nutriamo di tutto quello che ci sputano addosso).  :pall:

 

Ulisse (come sai) per ascoltare le Sirene e non farsi “ipnotizzare” si fece legare all’albero della sua nave...ai suoi marinai ordinò di tapparsi le orecchie con della cera, per non sentire  i “canti”. Solo “legati” o con la “cera” alle orecchie si superano le ipnotiche “ciarlerie” delle sirene.

 

Ma Ulisse, oggi, non c’è. La cera si è squagliata!….chiunque ci può  “portare al mare, con le parole”. Basta lo sponsor giusto.

 

Grazie mille Flo, sei stata gentilissima. :flower:

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Grazie mille Rabbino, grazie. :flower:

 

"In generale è un delizioso attacco a tutti coloro che, epigonisticamente, dopo Pascoli si sono sentiti in dovere di raccontarci della nonnina che filava…"

 

Hai interpretata bene. E hai fatto bene a sottolineare il “dopo” Pascoli, ovvio. Io ce l’ho con quelli di adesso.

 

Dopo aver consultato Wikipedia il vocabolario e l’enciclopedia, proverò a ringraziarti in modo spero degno. :asd:

 

Hai detto bene, qui non c’è Dio. Sta un po’ dappertutto, si fa chiamare in modi diversi e ultimamente forse è diventato troppo invadente. No, nella mia poesia non c’è. Nelle mie poesie di solito ci sono io. Spero che vada bene lo stesso…

 

 "...Aere e spuma danno un senso di artefatto, … "

 

Forse, per chi conosce un po’ il mio modo di usare le parole, può apparire evidente che Il primo verso è una “spocchioseria” per rimarcare la mia presa in giro ai “poeti” che provano a scrivere come Pascoli (per esempio), ma lo fanno oggi, adesso. Fuori tempo massimo. Con l’iphone connesso a internet h24 e la telecamera infrarossi in giardino…altro che cavallina…

D’altronde(secondo me…), la differenza fra il primo verso :vorrei ridondare l’aere…e l’altro: scruto lo scorcio dal lato… confermano un contrasto “estetico” evidente, non ti pare? Ergo, alcuni versi vanno presi come una canzonatura ironica che rivolgo a tal poeta

 

Non tocco i “vecchi” mostri sacri (ci mancherebbe), ma chi oggi li banalizza, imitandone l’indole. Sono passati secoli, che diamine!

Anche in altri momenti della poesia “alzo il tono”, quasi a voler “deridere” chi scrive con quel piglio.

 

Le alternanze di tono e alcune immagini sono difatti conseguenza del tipo di messaggio, che viaggia fra sberleffo e cinismo. Mi piace accompagnare il lettore dalla prima all’ultima sillaba, tanto da non fargli identificare la lunghezza più o meno del testo. Mi piace provare a “coccolarlo” e intrattenerlo fino alla fine.( ci provo, ovvio…). L’estetica, o un certo tipo di coinvolgimento nella lettura, sono materie che mi preme curare.

 

Concordo con te e con Cechov, ma io sono nato oggi. Cechov raccontava delle steppe e dei paesaggi della Siberia di un tempo (900!). Io, ripeto, ho l’aria condizionata in macchina e i chilometri che Cechov si è fatto in tutta la sua vita io e te li facciamo in due anni, forse meno. Non credi?

Ebbene sì: lui vuole i riflessi, io…addito.

 

Il mondo cambia. Nuovi percorsi, nuove esigenze, nuovi spazi. La stasi è morte. Il movimento è alla base di tutto….chissà

 

Ferlinghetti e il “ballare”, se estrapolati, possono essere tutto e il contrario di tutto. Ballare è “divino” ma può anche indicare “qualunquismo”. A seconda. La mia metafora in questo caso indica il “ballare” delle masse, non quello “elevato”... ma credo che lo avevi intuito.

 

L’arte non può  più essere solo estetica a schemi, o sensazioni o denuncia o auto compiacimento. Ci si deve mettere dentro anche  una buona dose di “ io so”. L’arte è l’unica arma che l’umanità possiede per difendersi da se stessa. Per scoprirsi, per divenire. Per cambiare. Non si cambia senza rottura. (Credo, forse secondo me.)

Non più “cantori” tristi, danzanti o coloriti, ma “maestri”. Informatori. (non filosofi, ma usare l’arte in funzione della conoscenza)

 

Sì, Ulisse è morto, come dio per Nietzsche, come gli idoli del passato.

Rifacciamo nuovi idoli? Magari con nomi e vestiti diversi? No, preferisco provare sentieri alternativi…chissà.

Ulisse, il mare, la cera sono anche un’allusione al passo dell’Odissea, quello delle sirene. Oggi, purtroppo, nessuno ha più la cera nelle orecchie, e le baggianate scritte(se ben sponsorizzate) cambiano le menti dei “non rabbini” :asd: . Ci “insegnano” a pensare.

Con le parole si trasforma la realtà, sei d’accordo?

 

Sono felice di poter interagire con chi la pensa in maniera diversa, ma credi davvero che si debba tenere ancora qualcosa del “vecchio”? Pensi che il mio voler distruggere certe “formalità” culturali/comunicative sia insensato?

 

Sai, in fondo Babele è stata rasa al suolo. La Sfinge rinasce dalle sue ceneri.

Il tempio verrà distrutto, dicevano i profeti, e solo così rinascerà la Gerusalemme celeste(per restare in tematiche che ti piacciono). Anche Cristo è stato distrutto, e dalla sua distruzione totale è rinato. Ergo, sei convinto che io stia percorrendo un sentiero sbagliato?

 

Mi chiedi: sfruttare le gabbie per farne edifici di ferro, di mutare le sbarre in fiori?

In questa poesia ho usato una velatura di (ampollosa)ironia nel condire alcuni versi, proprio per “beffeggiare”, in un certo senso, chi scrive di tematiche ormai “morte”e  in modus “antichi”, lenti. Pensi che mi potrebbe mai venire “l’ispirazione” di riscrivere qualcosa del genere “francobollato” da schemini? E per quale pubblico la dovrei scrivere? Per leggerla al Camposanto? :asd:

È lo stesso che mi chiedessi di leggere un Harmony, dove lui e lei e l’altro…dio mio, no!

 

 

Nel finale rimarco l’importanza della parola… infatti quel gabbiano non c’è, è solo una stupida invenzione: è rumore.

 

Ovviamente sono tutte “folli” visioni personali, niente più. Giochini della mia mente condivisi fra amici…per gioco. Tanto la TV non la guardo

 

Grazie mille Rabbino, ogni tuo passaggio è una vera goduria, nella forma e nella sostanza. Grazie per il tempo l’apprezzamento le riflessioni e gli appunti.

 

Respect  :la:

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Ospite ire70

Ciao Oiram! Bello commentarti di nuovo! Questo pezzo:

"Ma non fingo nel dire

non canto per la comare.

 

Io tramo, indico

                       addito!

             Scruto lo scorcio dal lato opposto

             e presto ti ficco un dito aguzzo in un occhio."

é secondo me un manifesto di poetica fe-no-me-na-le! e il contrasto con lo sberleffo alla poesia, diciamo così crepuscolare fuori tempo, ha un effetto dirompente e divertente allo stesso tempo.(Ho letto molto volentieri i commenti e le risposte che precedono il mio commento: tutto molto molto utile e interessante, vi ringrazio perchè in questo periodo sto riflettendo tantissimo su cosa sia o non sia poesia) Io sono d'accordo con la tua idea di arte e questa poesia l'ho trovata gustosissima e starebbe bene all'inizio di una bella raccoltina "tosta". Anche la chiusa è incisiva e spiega perfettamente l'incursione del mare in questo testo... hai dato la definizione della tua idea di poesia con una poesia... bellissima idea (mi ha ricordato Palazzaeschi), mi trovi d'accordo in tutto (beh, del resto un po' già lo sapevi...), ho ritrovato la tua attenzione alla struttura e alla musicalità,e tutto questo, insieme  al messaggio che lanci e al modo in cui lo fai rendono questa poesia veramente interessante, accattivante e per me, ora, decisamnete utile... e quindi ti ringrazio pure! Ciao, complimenti! :)

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Sei uno che fa troppe domande, amico mio.

 

 

Forse, per chi conosce un po’ il mio modo di usare le parole, può apparire evidente che Il primo verso è una “spocchioseria” per rimarcare la mia presa in giro ai “poeti” che provano a scrivere come Pascoli (per esempio), ma lo fanno oggi, adesso. Fuori tempo massimo. Con l’iphone connesso a internet h24 e la telecamera infrarossi in giardino…altro che cavallina…

D’altronde(secondo me…), la differenza fra il primo verso :vorrei ridondare l’aere…e l’altro: scruto lo scorcio dal lato… confermano un contrasto “estetico” evidente, non ti pare? Ergo, alcuni versi vanno presi come una canzonatura ironica che rivolgo a tal poeta

 

Infatti, l'intento parodistico l'avevo colto. Tuttavia, ed è questo che contestavo a livello tecnico, è una parodia riuscita male, secondo me. O imposti l'intera lirica su un intento del genere, o altrimenti, qualora volessi affidare la satira solo a qualche verso come effettivamente hai fatto, devi amalgamare perfettamente questi sparuti versi con gli altri. Così si crea troppa disparità, troppa disarmonia. E siccome mi piace sempre apportare esempi, è come se dicessi:

 

"Vuolsi così colà dove si puote

io vorrei mangiare le patatine col ketchup"

 

E' un esempio stupido, ma senti come stona?

Come in un film la qualità è data dal perfetto equilibrio tra finzione e realismo, tracreazione artistica e storia raccontata, tra evocazione di fantasmi e stimoli di sensi ed immagini visive concrete, in una poesia la perfetta riuscita è data da un suo equilibrio e una sua coerenza interna. Non che una poesia debba essere per forza equilibrata e rispondente a certi canoni di grazia, io penso di essere tra i primi a fare del disequilibrio un punto di forza: ma al proprio itnerno deve averne, di equilibrio, di coerenza.

Ma sono considerazioni tecniche personali. A qualcun altro potrebbe piacere questa disomogeneità, e richiami sporadici alla satira di fondo potrebbe sucitare soltanto un gustoso senso di partecipazione. Non che non me ne abbia suscitato, ma avrei preferito, ripeto, più omogeneità.

 

 

Concordo con te e con Cechov, ma io sono nato oggi. Cechov raccontava delle steppe e dei paesaggi della Siberia di un tempo (900!). Io, ripeto, ho l’aria condizionata in macchina e i chilometri che Cechov si è fatto in tutta la sua vita io e te li facciamo in due anni, forse meno. Non credi?

Ebbene sì: lui vuole i riflessi, io…addito.

 

Or ala faccio io una domanda a te: se qualcuno ha detto qualcosa di intelligente in passato non può più valere oggi?

Il discorso è molto lungo, ma io mi sento di stare dalla parte di Chechov. A indicare sono bravi tutti, a mostrare le cose da un altro punto di vista no. Questa è la sfida dell'arte: per indicare c'è il giornalismo, la pubblicità, il marketing.

E qui rientra anche il discorso del nuovo, così rispondo a tutto: gli idoli sono sbagliati sempre e comunque, e vanno abbattuti. Nel mostrare le cose da un altro punto di vista si cela il segreto per trovare nuove vie. Altrimenti siamo fermi al chiodo. E poi, perdonami, ma:

"Sono felice di poter interagire con chi la pensa in maniera diversa, ma credi davvero che si debba tenere ancora qualcosa del “vecchio”? Pensi che il mio voler distruggere certe “formalità” culturali/comunicative sia insensato?"

Questa è un'utopia, un sogno ad occhi aperti. Il sogno del romanticismo, e della potenza universale dell'atto creativo slegato da qualsiasi cosa. Nulla nasce da nulla, tutto si trasforma. In maniera non cosciente ciò che hai scritto qui è il risultato di millenni di processo artistico; è futile credere di poter troncare col passato, c'è sempre, ci segue come la nostra ombra. La cosa importante è allora avere lo sguardo non rivolto all'ombra, ma al futuro. La cosa importante è seguire Eliot: Vieni all'ombra di questa roccia rossa, / E io ti mostrerò qualcosa di diverso / Sia dalla tua ombra che al mattino ti segue a grandi passi / Sia dalla tua ombra che a sera si leva a incontrarti.

E sì, credo sia insensato distruggere "certe formalità culturali/comunicative". Se leggessi (ma amgari li conosci perfettamente, ti concedo il beneficio del dubbio) i poeti della neoavanguardia, i beat, i novissimi come Zanzotto e Sanguineti, ti accorgeresti che qualunque formalità comunicativa ormai è stata abbattuta. Domanda solo a titolo informativo: sei a conoscenza di formalità espressive come il cut-up, la poesia liquida, lo skank, la libera associazione, il nonsense, la metalinguistica fonica e la poesia visiva? Le modalità di espressione nel secolo scorso si sono ampliate a dismisura, e sono quasi tutte fallimentari, perché non arrivano più a comunicare un pensiero strutturato, ma affidano alla potenza dei significanti la destrutturazione del senso, il significato su cui tutta la poesia prima del 900 si basava. E' inutile stare a perdere tempo ancora ad abbattere qualcosa che è già stato abbattuto. Altrimenti si incorre nell'esistenzialismo di Sisifo: riportiamo a monte la nostra palla di pietra e poi la facciamo rotolare giù. Ri-erigiamo le formalità comunicative per ri-distruggerle (che è quello che ho visto in questa lirica: hai riesumato modalità espressive del passato, a te non congeniali, per dire che non ti piacciono; poi ovvio, ci hai aggiunto un tuo contenuto, ma è un altro discorso, stiamo sull'ambito espressivo). Per questo non amo lo scagliarsi gratuito contro certi tipi di comunicatività. Quello che dico io è, riprendendo Chechov ancora una volta: non venirmelo a dire, dimostralo cercando nuove vie comunicative che siano una valida alternativa a quello che dici di odiare. Anch'io non sopporto questa maniera di esprimersi, e molte altre (molte di quelle che ti ho elencato sopra), ma non lo dico espressamente: propongo un'alternativa, con la mia sgangherata eppure coerente poetica espressiva. Che poi può paicere o no, ma non si deve mai smettere di cercare: continue to search, diceva John Cage.

 

"Pensi che mi potrebbe mai venire “l’ispirazione” di riscrivere qualcosa del genere “francobollato” da schemini? E per quale pubblico la dovrei scrivere? Per leggerla al Camposanto?"

Anche qui il discorso sarebbe lungo, per cui ti dico solo sentenziando: tu non scrivi per nessuno, per forza. Se qualcuno vuole venire a sentirti, ben venga, ma non devi importi un obbligo comunicativo (come mi sembra tu ti imponga spesso una estetica, che devo ancora comprendere). Per dirla con Ezra Pound: l'arte non chiede mai a nessuno di far nulla, di pensare nulla, di essere nulla. Esiste come l'albero esiste, si può ammirare, si può sedere alla sua ombra, si possono spiccarne dei frutti, si può tagliarne la legna da ardere, si può fare assolutamente tutto ciò che si desidera.

Né io ho mai parlato di francobollini o schemi. Potrebbe essere, comunque, ma dipende tutto da ciò che interpreti come francobollato e schematizzato. Non porre limiti alla creazione artistica, se qualcuno ti presenta una poesia classicheggiante non è detto che faccia schifo. Non cadiamo nell'errore di considerare tutto ciò che è venuto prima di noi come scadente e superato. Noi del terzo millennio non siamo superiori a nessun altro, né del futuro né del passato. Interpretiamo soltanto il nostro tempo, con un piede nel passato, il corpo saldo nel presente e lo sguardo rivolto al futuro.

 

Bella discussione, stimolante. E al di là delle scazzottate artistiche, mi piace molto poter instaurare confronti del genere.

Perdona soltanto il ritardo delle mie risposte, il tempo e la voglia spesso mancano,

Shalom a te.

 

P.s.

 

Dopo aver consultato Wikipedia il vocabolario e l’enciclopedia, proverò a ringraziarti in modo spero degno.

 

Tranquillo, io sono solo un pazzoide che, tra i tanti interessi, ha anche quello per la linguistica, tu non farti problemi. Quello che conta è il messaggio.

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Irene grazie mille, sei molto gentile.  :flower:

Grazie per essere passata a trovarmi.

 

    "é secondo me un manifesto di poetica..."

Bè, diciamo che hai proprio dato nome e cognome al mio tentativo.

 

È il mio punto di vista, e lo dico in versi. L’unico modo che ho creduto sensato era quello di prendere  bonariamente per il culo alcune virtuosistiche litanie e interporle a momenti di avvelenata arroganza.

 

La frase che citi è proprio l’idea in nuce:  Io tramo, indico…addito.

Usare l’arte per aggredire il nonsense di questo periodo storico. La parola è un’arma incredibile. Di solito il mondo lo cambiano le bombe o un tizio che parla. Ma che parli bene. E a tutti. :la:

Sarà pazzia, ma chissenefrega, è gratis…. :asd:

 

La parte finale è proprio la “manifestazione della mia idea”. Con la parola ci portano ovunque,  e se chi parla è un pazzo i poveracci che ascoltano supini “impazziranno”. Ma non se ne renderanno conto.

 

Occhio, dunque, a dire che qualcosa è giusta solo perché è stata già detta da qualcuno “famoso”. Valutiamola, sempre e a prescindere. Magari è stata lasciata passare solo perché era un’idea necessaria, solo un “bluf” necessario e funzionale, per educare il pensiero. Chissà.

 

Il tuo intuito da donna non ti tradisce, infatti ne ho scritte altre sullo stesso tema, in formule e toni diversi, ma questa è l’Apri Pista!

 

Grazie mille. :flower:

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Ri Grazie mille Rabi  ;)

 

Quanti bei pensieri che mi hai dedicato. Grazie.

Sono un tipo poco serio ;) , quindi prendi tutto quello che dico con buona dose di leggerezza. Sono certo che il nostro simpatico pianeta girerà e rigirerà a  prescindere delle nostre opinioni.

 

Ho già sottolineato che miro ai contemporanei e non ai “precedenti”, ma mi fa piacere ridirlo: ce l’ho coi contemporanei, non coi precedenti. Ergo, tante cosette mi sembrano fuori dal discorso.

Ben vengano gli antichi, i romantici i classici i beat i futuristi, ben vengano tutti …ma adesso vediamo che c’è da fare. Andiamo avanti. Tutto qui.   - Per contemporanei intendo quelli che oggi, adesso, ora, mandano sillogi alle case editrici “minori”! nel secolo digitale! Per “vendere” ai cugini! -

 

Potrei rimandarti al mio commento precedente, quello che mi sono onorato di fare qualche giorno fa alla tua poesia. Da lì si capisce molto. Da solo basterebbe per sottolineare che le nostre radici sono ficcate in terreni diversi. E il tuo è un bel terreno.

 

Continuo sotto spoiler per essere meno invasivo. Chi lo desidera, entri. ;)

 

 

”è futile credere di poter troncare col passato, c'è sempre, ci segue come la nostra ombra”.
Dici? mm…Esiste il passato? Io pensavo fosse un insieme di concetti più o meno generalizzati o ripetuti da una certa maggioranza di individui. Addirittura pensavo che ognuno avesse un suo passato personale, come le mutande.
Probabilmente di questo benedetto passato, di tutto quel calderone di concetti più o meno tramandati, ognuno coglie le ombre che vuole. Forse ci inseguono ombre diverse. Congruenti, chissà, ma di natura diversa.

Quel verso bizzarro che hai condito con Dante e Ketchup se avesse un certo tipo di senso logico io lo apprezzerei, sicuramente di più rispetto a tante litanie.
L’omogeneità è vecchia. Oggi c’è l’hip hop, il rap. Così come lo poni mi sembra solo una forzaturina poco riuscita rispetto ai discorsi che stiamo facendo. Si è parlato di messaggi, di concetti, di contenuti, mi pare…Ma sul gusto la sensibilità e il senso estetico non si discute, ovvio. Il pubblico e il tempo sono i giudici migliori. E poi, troverai altro di me qui nel “reparto” … poesia, magari ti fai un’idea (così come io attendo di conoscerti meglio leggendo le tue prossime).

Mi dici che giornali “additano”? Quando? Dove?
Per “additare” oggi è rimasta solo l’arte (secondo me/credo/forse) I giornali e quant’altro sono “meccanismi corrotti”. È proprio questa la mia sfida. Sostituire l’informazione corrotta con un’informazione genuina, dal basso, che grazie alla creatività provi a svegliare i ciechi e gli ipnotizzati. Partire da sottoterra, piano piano, come i virus.
I mass media sono stupidi, oggi gli artisti talentuosi possono attirare l’attenzione e lanciare messaggi in modo incontrollato e incontrollabile (se lasciati in vita  :asd: ). Per farlo però si deve agire in maniera accattivante, nuova. Per tutti. (non mi riferisco nello specifico a questa poesia, ma in generale)

 

Una vera e sostanziale differenza fra noi la noto nella quantità smodata di “richiami” letterari sui quali poni le basi dei tuoi concetti. Hai nominato metà della letteratura internazionale degli ultimi dieci secoli in soli tre post (esibizionismo dovuto all’insicurezza di sé e dei propri mezzi? Naaa  ;) ti concedo il beneficio del dubbio). Io, invece, ho nominato solo me stesso. Mi piace poco paragonarmi a qualcosa di già esistito. Apprezzo tutto quello che c’è stato e che oggi mi consente di pensare e vedere le cose. Ma ho il torcicollo. Guardo avanti. D’altronde, come avrai notato, battute a parte, mi trovo perfettamente a mio agio con i Rabini e con i metal meccanici. Anche questa è una delle mie ambizioni. Parlare a tutti. Mi sentirei matto a parlare da solo!

D’altronde sono un creativo. Se mi togli l’esibizione mi togli tutto.

È verissimo, nell’ultimo secolo il modello artistico è caratterizzato da continue variazioni e frammentazioni (che hai citato), ciò accade proprio perché stanno vacillando le fondamenta. Questo è il secolo del crollo. Boom!
Il camaleonte trasforma la sua pelle in pochi secondi: noi stiamo vivendo in quei pochi secondi di trasformazione. Tutto crolla e poi c’è il nuovo. Non li vedi i detriti che ci cascano addosso? Non la vedi cos’è la “cultura” oggi? Come mai non c’è più la poesia ma ci sono i “reality”? è questo il frutto di quel passato che citi? Ricordi il Rinascimento, il Risorgimento, l’età classica greca ecc…? Quelle sono trasformazioni! Quello che hai citato tu era solo l’ultimo spiro del morente. Affanni. Meravigliosi, tal volta, degni del periodo che percorrevano. Adesso, oggi, ora, quelli in vita siamo io e te…l’editoria è morta, la vecchia comunicazione è morta, la tv è morta... vuoi continuare a scrivere libri? O scegli internet? La nuova frontiera…un nuovo linguaggio. Tutto cambia inesorabilmente a prescindere dal passato.
Se un personaggio pubblico dice che sei un fenomeno tu domani diventi un “fenomeno”, magari sei solo il suo amante. È questo il passato a cui dobbiamo tendere le braccia? Proprio quello che ci ha portati a questa decadente realtà?
Non vedi cosa succede appena ti allontani dal banale “consueto”? Resti da solo! Oggi la cultura è: “seguire qualcuno”. Oppure: “sponsor ufficiali”
O sei uguale a qualcuno o qualcosa (appartenere/passato) o non sei “accettato dal branco”. Ormai è diventato un classico. Ma qualcosa sta cambiando. Ripeto…tutto sta crollando, c’è puzza di nuovo in giro. L’omogeneità, è morta. (credo/forse)

Sai, mi chiedo: ma chi mai è stato come San Francesco prima di San Francesco? Tu vuoi essere un semplice francescano o ambisci a diventare un nuovo Francesco? Hai qualcosa da dire o sei soltanto d’accordo con qualcosa? E, anche se in tanti hanno già detto e continuano a dire cose “diverse e nuove”, la tua, la mia, qual è? Tu, io, chi siamo? Ami il classico? Bene, ma leggilo. Scrivi in maniera tua. Twitta se serve. Ma ( se hai qualcosa da dire “di tuo”) parla alla tua gente. Quella di oggi, col suo linguaggio diverso. Ritmo, tempi, contro tempi. altro che "omogeneità". 

 

È facile fare i geni incompresi…blaah  ;) 

Fare domande è un umile rifarsi al vecchissimo metodo socratico...Hai visto che li apprezzo i vecchietti! :asd:

 

Tantissimi spunti e ti ringrazio, poso la grappa e clicco invio

 

Grazie mille Rabi, è veramente stimolante tutto ciò. Grazie.

Modificato da oiraM iD

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