Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

Metamorphose

Il blocco dello scrittore

Post raccomandati

Ospite Aspirante Scrittore

Ma certo, poi ovviamente va fatta una buona revisione :li:

La revisione non può mancare :)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite Cristina

si certo,almeno una trama si deve avere.

luogo,tempo,personaggi ecc..

io ho avuto l'inizio ...e ok!

anche la fine...e che fineeeeeeeeee

ma la parte centrale mannaggia!!!!

mi staccherei un capello alla volta dalla testa :waaa:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Forse dico una cosa del tutto fuori dell'ordinario, ma a me per ora non è mai successo di avere dei blocchi. Con questo non dico che non potrà accadermi, ma qualora dovesse prenderò almeno questi provvedimenti: pausa di qualche settimana (forse periodo di stanchezza); prova; pausa di ulteriori due settimane se dovesse perdurare; pellegrinaggio a un santuario a caso nel peggiore dei casi. :sss:

Scherzi a parte, non si può sempre essere un robot: abbiamo i nostri momenti in cui rifiatiamo. Che possono essere risolti, a mio avviso, non solo da un buon riposo, ma anche da una seria riflessione con schema della storia che si vuol scrivere.

Modificato da Rory
  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Forse dico una cosa del tutto fuori dell'ordinario, ma a me per ora non è mai successo di avere dei blocchi. Con questo non dico che non potrà accadermi, ma qualora dovesse prenderò almeno questi provvedimenti: pausa di qualche settimana (forse periodo di stanchezza); prova; pausa di ulteriori due settimane se dovesse perdurare; pellegrinaggio a un santuario a caso nel peggiore dei casi. :sss:

Scherzi a parte, non si può sempre essere un robot: abbiamo i nostri momenti in cui rifiatiamo. Che possono essere risolti, a mio avviso, non solo da un buon riposo, ma anche da una seria riflessione con schema della storia che si vuol scrivere.

Esatto, il trucco è essere convinti di ciò che si scrive, avere una solida storia alle spalle

e personaggi che ti piacciono.

Se sai cosa stai scrivendo, è sicuramente qualcosa che ti piace..se no che scrivi a fare?

Poi se un giorno o due giorni ti vuoi prendere una pausa, ok, perchè no?

Ma non ci si deve forzare. Quando l'ho fatto , quel tale capitolo l'ho dovuto completamente riscrivere.

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ben detto. Penso che se ciò che si sta scrivendo è congeniale a noi vien tutto più naturale. Anche a questo si deve badare: scrivere cose adatte alla nostra persona, al nostro essere. Non so se mi sono spiegato. :super:

Modificato da Rory

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ben detto. Penso che se ciò che si sta scrivendo è congeniale a noi vien tutto più naturale. Anche a questo si deve badare: scrivere cose adatte a noi. Non so se mi sono spiegato. :super:

Ti sei spiegato, ti sei spiegato.

Beh, tutti abbiamo un genere preferito (o dei generi preferiti) e credo sia proprio questo il problema: se ti piace la fantascienza, non per forza devi essere bravo a scrivere di fantascienza.

Certo, magari hai letto tutti gli scrittori di fantascienza che hai trovato, sei accanita e ami le navicelle..ma questo non vuol dire che questo sia anche il tuo genere di scrittura, ecco.

PEr questo credo, dato che non abbiamo idea di ciò in cui siamo bravi senza aver provato, che si deve scrivere, scrivere tantissimo.Scrivere e spaziare tra i generi il più possibile.

Fino a quando non si trova ciò in cui si è più portati.

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ricordo sempre cosa diceva King nella sua autobiografia: scrivere scrivere scrivere; leggere leggere leggere. Così si fa esperienza, si ottunde il proprio strumento scrittorio, si acquisisce tecnica. E ci si conosce, si capiscono quali cose sono migliori per noi.

Modificato da Rory

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ricordo sempre cosa diceva King nella sua autobiografia: scrivere scrivere scrivere; leggere leggere leggere. Così si fa esperienza, si ottunde il proprio strumento scrittorio, si acquisisce tecnica. E ci si conosce, si capiscono quali cose sono migliori per noi.

E sinceramente, King mi sembra una fonte autorevole.

Il punto è che ormai tutti scrivono sentendosi scrittori - non pensavo fossero COSI' tanti gli aspiranti e gli esordienti! - tutti scrivono trilogie fantasy tanto per cominciare non badando al fatto che un Tolkien o un Lewis, o un Brooks avessero i cosiddetti quadri per scrivere tanto di un'ambientazione. E magari se chiedi loro qual è il loro romanzo preferito alzano le spalle e

non sanno che dire.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Beh, per Tolkien, a esempio, si trattava della sua vita: scriveva quel genere perché aveva studiato molto ed era esperto di tradizioni antiche della sua Terra. O almeno così ho letto io. Si torna sempre al solito punto: meglio scrivere ciò che è più congeniale a noi.

Modificato da Rory
  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite Cristina

Posso chiederti di che genere si tratta? :D

attenta alla punteggiatura ;)

ehehehe :P

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Solitamente io rileggo tutto quel che ho scritto sino al punto del blocco.

Probabile mi sia sfuggita una sfaccettatura del carattere di un personaggio che prima non credevo potesse avere.

Ecco, quando ho il classico blocco, mi concentro sui personaggi.

Cosa farebbero a questo punto?

Provo a ragionare come se fossi nel libro da personaggio, non da narratore, che poi è un po' quel che si fa quando si scrive normalmente ma penso che entrando più nell'ottica di un determinato carattere si ha lo spunto per continuare.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Solitamente quando c'è un blocco lascio perdere. Pensare e ripensare all'infinito ad una soluzione per me non serve a nulla, riesco solo a procurarmi un mal di testa in quel modo. Mollo tutto per qualche settimana, mi "riposo" per un po' di tempo e aspetto che mi venga qualche idea, in modo abbastanza naturale. Ma forse sono io che funziono male, ho scritto piccole storie di 4 cartelle per cui mi ci vollero tre mesi (giorni in cui ho effettivamente passato del tempo di fronte al foglio di word.. due? :saltello:)

Ad ogni modo sforzarmi di scrivere anche quando non ho l'ispirazione, come consigliano in molti, non ha senso per me. Non credo si rischi di "disimparare", al contrario, si finisce solo per sprecare tempo e per scrivere robaccia da buttare!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite Cristina

Solitamente quando c'è un blocco lascio perdere. Pensare e ripensare all'infinito ad una soluzione per me non serve a nulla, riesco solo a procurarmi un mal di testa in quel modo. Mollo tutto per qualche settimana, mi "riposo" per un po' di tempo e aspetto che mi venga qualche idea, in modo abbastanza naturale. Ma forse sono io che funziono male, ho scritto piccole storie di 4 cartelle per cui mi ci vollero tre mesi (giorni in cui ho effettivamente passato del tempo di fronte al foglio di word.. due? :saltello:)

Ad ogni modo sforzarmi di scrivere anche quando non ho l'ispirazione, come consigliano in molti, non ha senso per me. Non credo si rischi di "disimparare", al contrario, si finisce solo per sprecare tempo e per scrivere robaccia da buttare!

sono completamente d'accordo con te.

"scrivere anche quando non ho l'ispirazione, come consigliano in molti, non ha senso per me" - PAROLE VERE

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Dire dello scrittore, poi, è quasi ridicolo. I miei romanzi ammuffiscono nel pc e così le mie anteprime inedite su calameo. Newton Compton mi ha chiesto cinque mesi fa in lettura un file e poi non si è più fatto vivo nessuno. Un'altra Ce pareva innamoratissima di un altro romanzo e non si è più fatta viva.

E io è da quasi tre mesi che non scrivo più nulla, neanche un appunto.

Di solito quando sono incasinato ( e in questo periodi non so davvero a chi dare i resti) scrivo tantissimo, invece stavolta è come se si fosse spento tutto. E non si riaccende.

Mal d'anima, depressione, non so come chiamarla questa cosa. Però c'è e sento che c'è un pezzo di me che manca all'appello.

Perdonate lo sfogo.

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Pensa che oggi stesso pensavo la stessa cosa.

Due mesi che son fermo davanti alla stessa pagina.

Volevo scrivere un post proprio oggi e mi hai preceduto.

Almeno non sei solo :facepic:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Non demoralizzarti, l'estate ha bloccato CE e scrittori, vedrai che con l'autunno pian piano tutto tornerà come prima :)

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Mi è stato esplicitamente detto non più tardi del 4 settembre:

 

«Porta pazienza, le case editrici si renderanno conto tra almeno una settimana che è settembre».

 

Voglia di lavorare.... :)

 

E come ha detto Fabio con la brutta stagione riempiremo fiumi di carta con le nostre storie.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite Valpur

L'unico metodo che funziona, per me, è scrivere lo stesso. Anche male, anche se quel passaggio poi andrà editato mille volte. Scrivere per forza, anche se non ne ho voglia, tutti i giorni (o quasi, dai).
Non scrivevo nulla da due anni; ora non riesco a smettere!

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Esatto, l'importante è che quando ti viene in mente un'idea, un passaggio, uno spezzone da raccontare lo metti su carta grezzo, per editare c'è tempo.

 

Io ho un quadernino che sta giusto nella tasca posteriore dei jeans e lo uso per annotare qualsiasi cosa che mi venga in mente o che penso possa essere interessante per il romanzo che sto scrivendo.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Che disdetta, quando ci si arena in un periodo no.

Io alterno momenti di scrittura folle ad altri di totale latitanza di idee. Come Valpur mi obbligo a scrivere comunque, ma non è la stessa cosa, certo che no. Però, non disperare mai: proprio quando da mesi mi toccava sospirare per la frustrazione ogni volta che mettevo giù una riga di testo, l'altro giorno è apparsa una miracolosa idea per un racconto. In una mezz'ora era scritto, finito e confezionato, senza doverci più tornare sopra.

Cerca di rilassarti il più possibile, di osservare con cura maniacale quel che accade intorno a te, vedrai che prima o poi una nuova idea farà capolino :)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao  Sygrid carissima! Spero succeda anche a me con il racconto che ho in mente. Per ora ho buttato via una mezza dozzina di incipit... :li:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Bella discussione. Anche a me capita spesso di non saper più cosa scrivere, e mi trovo davanti alla scelta: non scrivo niente, o scrivo del niente. Non voglio fare discorsi filosofici, ma dopo mesi di sterilità narrativa ho deciso di utilizzare quel "blocco" come uno spunto. Ho iniziato a scrivere un racconto (non me la sento di dire romanzo) proprio sull'incapacità di scrivere. Una specie di loop in pratica! Quello che voglio dire è che a volte scrivere è "terapeutico" anche quando è fine a stesso.

 

Federico

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Premetto, non sono una scrittrice. Sono sempre stata una lettrice vorace, poi due anni fa qualcosa è cambiato ed ho iniziato a dedicarmi alla poesia o meglio a credere di più in questa passione (visto che le scrivo timidamente dall'adolescenza). Poi però è avvenuto qualcosa che non so e nella mia testolina hanno iniziato a farsi largo storie di vario genere fino a prendere forma. Ma il mio problema è che vorrei sviluppare le trame, che ormai sono così reali nella mia immaginazione, ma la paura di scrivere male o di scrivere qualcosa che non mi dia soddisfazione o addirittura di impreciso, di trito e ritrito e che non arrivi a chi legge; insomma la paura di confrontarmi con la mia nullità, :indicare:  e quindi temere di aver perso tempo ed energie, mi blocca in partenza. Vorrei chiedere qualche suggerimento in merito per superare il blocco del pivellino (lo chiamo io!) : RedFace :

Grazie 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Leggere! Leggere leggere leggere! Devi confrontarti con gli altri scrittori. Impara da loro e tenta di imitarli. Ma imitare non significa copiare, bensì prendere come punto di riferimento per misurare se stessi. 

E poi ci vuole molta stima! Abbi fiducia in te stessa! Scrivi e scrivi! Impegno e.... STIMA! O già l'avevo detto? Ad ogni modo, da' il meglio di te stessa e prova a pubblicare. Se non ci riuscirai, non ti arrendere e cerca di migliorare! 

Però ricorda la cosa più importante: non si scrive per pubblicare, ma si scrive per scrivere. Per necessità. Perché se ne sente il bisogno. 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Quello di leggere non è un problema, anzi penso sia il principale indiziato  :mazza: .  Non vado per un solo genere(sono onnivora quando si tratta di letture) e questo fa si che non riesca ancora a capire quale tipo di narrazione mi piacerebbe adottare. Credo che dovrò costruire un pò di autostima, come tu suggerisci. Ad ogni modo, ti ringrazio molto.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

 Ma il mio problema è che vorrei sviluppare le trame, che ormai sono così reali nella mia immaginazione, ma la paura di scrivere male o di scrivere qualcosa che non mi dia soddisfazione o addirittura di impreciso, di trito e ritrito e che non arrivi a chi legge; insomma la paura di confrontarmi con la mia nullità, :indicare:  e quindi temere di aver perso tempo ed energie, mi blocca in partenza. Vorrei chiedere qualche suggerimento in merito per superare il blocco del pivellino (lo chiamo io!) : RedFace :

Grazie 

Il blocco si supera semplicemente scrivendo. Come disse qualcuno (non mi ricodo più chi) le prime cose che scriverai saranno una merda, poi saranno un po' meno merda e alla fine qualcosa di buono verrà fuori.

Se scrivere ti piace e ti dà soddisfazione non sarà mai tempo perso, ma solo una tappa necessaria nel percorso per migliorare le tue capacità.

 

Però ricorda la cosa più importante: non si scrive per pubblicare, ma si scrive per scrivere. Per necessità. Perché se ne sente il bisogno. 

Non sono d'accordo. Ognuno scrive per il motivo che ritiene migliore: per piacere, come terapia, perchè vuole farne un mestiere, per manie di grandezza...

Io personalmente non credo alla storia dell'artista che ha bisogno di scrivere come dell'aria che respira, che sta male se non riempie una pagina; per me non è mai stato così: mi piace scrivere, e pure tanto, vorrei poterlo fare di mestiere, ma non muoio se non lo faccio, e non credo che il valore della mia produzione venga inficiato da questo (anche se, non avendo pubblicato nulla, non posso contare su troppi giudizi :))

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

sono d'accordo! Ognuno scrive per le proprie ragioni e non c'è nulla di male se poi quello che ne viene fuori dà soddisfazione. Mi piacerebbe narrare le mie storie, devo solo capire bene in che modo farlo. Ti ringrazio molto per aver risposto.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

×