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Riccardo_K

Lunghezza romanzi celebri

Post raccomandati

Ciao a tutti.

 

Il conteggio della lunghezza di uno scritto è una questione annosa, lo sappiamo bene, e quindi mi sono trovato a pensare spesso: sarebbe utile sapere quanto siano lunghi alcuni romanzi famosi, misurati in maniera inequivocabile, ovvero cartelle standard (1800 o 2000 battute), oppure quante parole o quante battute.

In giro per il web non ho trovato niente del genere.

 

Chi dispone di tanti ebook credo non avrebbe difficoltà a conteggiare, immagino ci sia una funzione per contare le parole come in word... Oppure anche generando un pdf o un word dal file, non so... Purtroppo non ho NESSUN ebook né lettore, solo cartaceo.

 

Credo che potrebbero essere dei riferimenti utili

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PER FARSI UN'IDEA:

– La fattoria degli animali, di George Orwell: 29.966 parole (il 75% dei libri contengono più parole)
– Ethan Frome, di Wharton Edith: 30.191 parole (il 75% dei libri hanno un numero di parole superiore)
– Il signore delle mosche, di William Golding: 62.481 parole (il 51% dei libri contengono più parole)
– Il mondo nuovo, di Aldous Huxley: 64.531 parole (il 50% dei libri contiene più parole)
– Le avventure di Tom Sawyer, di Mark Twain: 70.570 parole (il 45% dei libri contiene più parole)
– Lolita, di Vladimir Nabokov: 112.473 parole (il 21% dei libri contiene un numero maggiore di parole)
– Madame Bovary, di Gustave Flaubert: 117.963 parole (il 18% dei libri contiene più parole)
– Mansfield Park, di Jane Austen: 159.344 parole (il 9% dei libri contiene un numero maggiore di parole)
– Moby Dick, di Herman Melville: 209.117 parole (il 4% dei libri contiene più parole)
– La valle dell’Eden, di John Ernst: 226.741 parole (il 3% dei libri contiene più parole)
– Ulisse, di James Joyce: 262.869 parole (il 2% dei libri contiene più parole)
– Middlemarch, di George Eliot: 310.593 parole (il 2% dei libri contiene un numero superiore di parole)
– Guerra e pace, di Lev Tolstoj: 544.406 parole (secondo la ricerca potrebbe essere il libro che contiene più parole in assoluto)

E poi, tanto per fare un po' di autoironia, ci sarebbe il mio primo e probabilmente ultimo romanzo:
io sono arrivato a 160.558: ho superato Jane Austen, ma non il caro Melville. :-)
Spero di esserti stato utile.

 

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Io intanto sentendo un conoscente ho appreso le lunghezze dei primi tre romanzi de Le Cronache Del Ghiaccio E Del Fuoco di George R.R. Martin (intendo secondo la divisione originale, non quella fatta inizialmente in Italia con ogni volume diviso a sua volta in altri due volumi)

 

Il Gioco del Trono è sulle 1.800.000 battute

Uno Scontro Di Re intorno ai 2.000.000

Tempesta Di Spade 2.700.000

 

Non mi ha dato il numero di parole. 

 

Il romanzo che ho appena terminato è di 166mila parole e spiccioli, un milione di battute

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Parlando di bestioni, Alla ricerca del tempo perduto conta 1.267.069 parole, Infinite Jest 543.709.

 

In generale, la mia impressione (dato non scientifico) è che un testo inglese tenda ad avere un rapporto carattere/parola di 5/1, uno italiano di 6/1.

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Ciao a tutti.

 

Il conteggio della lunghezza di uno scritto è una questione annosa, lo sappiamo bene, e quindi mi sono trovato a pensare spesso: sarebbe utile sapere quanto siano lunghi alcuni romanzi famosi, misurati in maniera inequivocabile, ovvero cartelle standard (1800 o 2000 battute), oppure quante parole o quante battute.

In giro per il web non ho trovato niente del genere.

Affermazione alquanto vaga, dato che il numero di parole e battute varia di parecchio a seconda della lingua che utilizzi: esistono lingue con una maggioranza di parole brevi e lingue con parole alquanto lunghe, lingue in cui una parola esprime una cosa sola e lingue in cui una parola può includere molte informazioni, producendo così frasi più brevi e con meno parole.

Prima di tutto, dovresti specificare la lingua di riferimento in cui vuoi che il conteggio sia effettuato e dovrebbe essere la stessa lingua per tutte le opere. Paragonare tra loro il numero di parole e/o battute in un romanzo in italiano e il numero di un romanzo in inglese (o giapponese, o russo, o swahili, o quello che vuoi) ha pochissimo senso, sempre che ne abbia qualcuno.

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Parlando di bestioni, Alla ricerca del tempo perduto conta 1.267.069 parole, Infinite Jest 543.709.

 

In generale, la mia impressione (dato non scientifico) è che un testo inglese tenda ad avere un rapporto carattere/parola di 5/1, uno italiano di 6/1.

Domanda: ma la "ricerca" è da considerarsi un unico romanzo o non piuttosto una raccolta di romanzi?

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Teoricamente sarebbe un romanzo solo, ma diviso in sette volumi. Considerato però che Proust è morto prima di concluderlo, almeno tre volumi su sette sono alquanto frammentati e la versione finale è stata sistemata dal fratello (se ricordo bene, ma è anche possibile che io stia dicendo una cavolata e il curatore sia stato una persona diversa), avendo più tempo a disposizione (ahaha) è anche possibile che Proust vi avrebbe dato una struttura diversa. Non lo sapremo mai.

Speculazioni a parte, "La ricerca" è considerabile come una sola opera, estremamente lunga e divisa in sette libri.

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Sto facendo una ricerca per adeguarmi sul numero di parole dei romanzi famosi.Si,so che nel forum c'e' una discussione simile ma a me servirebbe sapere il numero di parole di questi libri in particolare (scusate se ho sbagliato sezione ma non so bene dove inserire la domanda)

1-1984 di orwell

2-Lo straniero di camus

3-Arancia meccanica di brugges

4-Il padrino di mario puzo

5-La fattoria degli animali di orwell

6-Il giovane holden di salinger

grazie anticipatamenet

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@MarcoWriter Ho unito il tuo messaggio a una discussione già esistente.

Usate la ricerca prima di aprire nuovi discussioni (questo voce mi è apparsa come secondo o terzo risultato anche su Google).

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Scusate ma quando comprate una bottiglia di vino guardate quanto è grande oppure ne gustate il contenuto? Siamo talmente abituati alla cucina stellata, ai Masterchef che commentano che "il piatto è troppo pieno", da dimenticarci che conta solo il contenuto. Le dimensioni del manoscritto sono l'ultimo dei problemi che dovrebbe assillare uno scrittore, anzi non sono proprio un problema! Un romanzo che appassiona non vorresti quasi avesse fine, mentre uno noioso di sole 100 pagine magari non lo finisci neppure. Se la storia è bella, ben scritta, e ti invoglia a proseguire nella lettura, non credo verrà mai cassata da un editore perché è troppo lunga/corta. E se ne trovassi uno così lo fuggirei io per primo come la peste, perché non ha espresso un giudizio di valore ma di dimensioni, per cui ne deduco che vende libri a peso e non a contenuto. Le dimensioni non contano (così dicono anche le scrittrici che ho conosciuto), però conta molto come sai usare la tua scrittura. Ovviamente questo vale per un manoscritto idealmente finito, perché naturalmente la stessa osservazione fatta da un editor (o da un editore che faccia l'editing dei suoi libri) ha un valore diverso, essendo riferita magari a parti del manoscritto che potrebbero a suo giudizio essere tagliate o implementate. Se invece si parla di un editore che non fa editing, o magari lo avete già fatto editare e quindi ritenete il vostro romanzo completo, allora credo che questa discussione sia davvero sul sesso degli angeli. Perdonate la franchezza. 

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@Steve666 Tu però stai mischiando qualità e qualità. La discussione penso verta sul "a parità di qualità, la lunghezza conta?". E qui direi un grosso e sonoro sì. Poi è evidente che non deve essere eccessivamente lungo. Esiste una lunghezza giusta che si aggira tra i 450.000 caratteri e i 630.000. Tra le 250 e 350 pagine (1800 caratteri a pagina). Un romanzo, chiamiamolo mainstream, sta qua dentro.

 

Per chi voleva le misure in centimetri siamo ancora in fascia protetta. Provate più tardi.

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@JPK Dike Beh, capisco il confronto (e chiedo licenza per l'allusione, del tutto volontaria... ma ogni riferimento a cose o persone è puramente casuale :sss:). Però resto della mia idea: un buon romanzo, a parità di qualsivoglia qualità, non può essere misurato in numero di pagine. Altrimenti Promessi Sposi e Divina Commedia sarebbero state cassate da qualsiasi casa editrice. Condivido l'idea che un "mega" romanzo di 1000 pagine sia difficile da vendere (Signore degli anelli?), però non esclude che possa essere un capolavoro. Credo che la qualità di un testo sia anche legata al "giusto" numero di pagine, ma questo numero non può essere quantificato a priori: è giusto per quel romanzo, ma non è detto rientri negli standard che hai indicato. Personalmente al Salone ho parlato con una scrittrice che mi ha persino fatto tenerezza per la passione con cui stava promuovendo il suo libro fantasy di circa 700 pagine. Quando mi ha detto che era il secondo volume della saga, e che questa era composta di 4 volumi, mi è venuto naturale domandarle se si trattasse di un'opera stile "Shannara" (per fare un esempio), con trame autoconclusive che però si inserivano in un telaio più complesso. Quando mi ha detto di no, in pratica ho capito che aveva scritto un romanzo di 2800 pagine... e sono scappato. Ammetto che da quel poco che avevo letto scriveva pure bene, e magari si fosse trattato di un romanzo di 400-500 pagine lo avrei anche acquistato (era disponibile ad autografare ogni copia con dedica personalizzata), ma l'idea di affrontare una simile montagna di parole mi ha scoraggiato. In questo senso, però, anche io ho valutato il libro (i libri) un tanto al chilo e non ho assolutamente valutato la qualità. Se la storia è bella, regge per 1000 pagine, sarebbe penalizzata da tagli eccessivi e magari risulterebbe meno "bella". In questo senso dicevo che è una discussione sul sesso degli angeli: perché ogni storia ha la sua lunghezza ideale, e non si può prescindere da questo dicendo che il romanzo è di 700 pagine e quindi non è "giusto". Certo esistono degli standard, delle medie, ma sono finalizzate a meri dati statistici e non alla qualità: "mediamente" i romanzi sono di tot pagine, perché su un milione di scrittori, più della metà scrive storie che stanno tra quei paletti. Ma il ragionamento finisce qui, perché poi ci si dovrebbe domandare quanti di quelli che superano quei paletti (verso l'alto o verso il basso) sono comunque dei capolavori e quanti, pur rispettando i paletti, non lo sono.

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@Steve666 Be' credo questo possa valere per scrittori particolari. Ci sono persone che riescono a scrivere libricini minuscoli da nobel, ma sono casi a parte. In Italia abbiamo una visione troppo romantica della letteratura. Più scrivo e più mi accorgo che ciò che serve è 9/10 ragione e solo 1/10 sentimento. Le emozioni ci vanno, ma solo in minima parte. Ogni parte del libro deve essere studiata e progettata a tavolino. Dal paragrafo, alle parole. Tutto ha un ordine e una sua logica. Come la concatenazione dei paragrafi. L'emozione non ha posto nella stesura del romanzo. E questo lo hanno capito gli anglosassoni, e come per ogni cosa ne hannofatto uno standard. Una scienza basata sulle aspettative dei lettori. Qui si parla di lunghezza del romanzo, e la gran parte dei lettori si aspetta che un romanzo sia lungo tot. Le ragioni possono essere molteplici, ma l'aspettativa è quella. E uno scrittore dovrebbe piegarsi a tale aspettativa. assecondarla e soddisfarla.

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On 6/6/2017 at 19:26, Steve666 ha detto:

Scusate ma quando comprate una bottiglia di vino guardate quanto è grande oppure ne gustate il contenuto?

._.

C'è chi non bada alle dimensioni della bottiglia che sta comprando?

On 7/6/2017 at 11:17, Steve666 ha detto:

è giusto per quel romanzo

Verissimo, a livello artistico. Però c'è quello che hai notato anche tu: un libro è anche un impegno e degli impegni i lettori possono aver paura. Insomma, credo che si tratti di scegliere fra scrivere una bella opera in stile "l'arte per l'arte" o scrivere una bella opera, ma perché sia letta il più possibile per il suo genere, quindi imponendosi dei limiti e degli ambiti in cui rimanere.

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