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Lo scrittore incolore

Asereje [MI 62]

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«Xuli buno hery khopute?1»

«Banar guji! Mansi qerz: Bhuty por thulo, garavo.2»

«Vanire. Yoppi tha bomboluni.3»

Pilar urla, ma ancora una volta la sostanza viscosa che le hanno messo davanti alla bocca smorza la voce in un lamento gutturale.

Alla sua sinistra c’è Lola, alla destra Lucia: entrambe scalciano come indemoniate.

Gli uomini viola devono aver legato anche loro come degli insaccati, ma Pilar può solo ipotizzare: calato sulla testa ha una specie di casco nero che non le permette di guardarsi intorno.

C’è solo una certezza al momento: il mugolio che le esce dalla bocca, senza impedimenti suonerebbe come un: “Lasciateci andare, cojones!”

Stamattina si trovava in sala di registrazione a Cordova con Lola, Lucia e una chitarra acustica. Il pezzo per l’estate 2015, quella del definitivo rilancio, era ormai pronto. Il titolo era accattivante, studiato per mesi e mesi: “El perizoma o el tanga?”, una struggente canzone con protagonista una donna indecisa.

Quando l’ultimo do maggiore ha vibrato nello studio insonorizzato, un fascio di luce azzurrognola, sceso da chissà dove, ha avvolto lei, Lucia e Lola e le tre sono state catapultate all’interno di uno spazio dalle pareti e i pavimenti metallici. Davanti a loro due esseri, in tutto e per tutto simili a degli umani, se non fosse per delle mani grosse almeno il doppio e una pelle sul violaceo spinto, hanno scambiato un paio di frasi fra loro in una lingua oscura e le hanno poi immobilizzate.

«Signore, è Yugni della nave Bumbi che vi parla.»

È una voce metallica, che suona come quella di un navigatore, a rompere il silenzio.

Un secondo dopo qualcuno dona di nuovo la vista a Pilar e attraverso la sostanza viscosa, dopo le varie urla, filtra alla fine un sospiro di sollievo.

Uno dei due aguzzini viola si occupa poi della rimozione dello strano cerotto dalle labbra della donna e stessa sorte tocca a Lucia e Lola.

Pilar si scambia un veloce sguardo con le due, come a dire: “Parlo io con questi squinternati” e parte un’invettiva furiosa: «Chi diavolo siete? Se volete soldi, arrivate in un momento difficile, ma dateci tempo, a settembre con i nostri successi potremo pagarvi. Ne sono sicura. Comunque, io… Ecco, non capisco. Avrei capito nel 2002, ma ora…»

«Calmati, Pilar. A nessuna di voi tre verrà torto un capello: ci serve anzi un aiuto per la sopravvivenza della nostra specie.»

I due uomini viola hanno facce serene e uno dei due mormora parole sconosciute in un piccolo tubo collegato a un altoparlante che le traduce in un linguaggio comprensibile per le tre.

«Com’è possibile che tu sappia il suo nome?» chiede sconvolta Lucia.

«Oh, noi vi cerchiamo da tempo immemore, care sorelle Munoz. Sono sei anni, che io e il collega Bhuno giriamo attorno alla Terra alla ricerca del suono melodioso in grado di salvare la nostra stirpe. Ci servite per bhunderi pinzela

Pilar guarda prima Lucia, poi Lola, quindi scoppia in una risata nervosa.

«Cos’è bhunderi pinzela? Ci cercate da sei anni? Io continuo a non capire. Voglio pensare che tutto questo sia un sogno.»

Bhuno fa uno sbuffo con la bocca e toglie il traduttore universale dalle mani di Yugni, appropriandosene.

«Bhunderi pinzela è ciò che permette farebi bullini, il rituale di accoppiamento del nostro re, il sommo Bhuty, con la sua compagna di riproduzione. Ogni tre anni Bhuty trova una donna con cui genera duemila nuovi figli e per ingravidarla deve usare le mani, in una complessa serie di movimenti a ritmo di musica. Bhunderi pinzela è un concetto intraducibile nella vostra lingua, ma in poche parole si potrebbe rendere con: “far rizzare il coso” a Bhuty, perché la solita musica ormai l’ha stufato e l’impotenza regna sovrana.»

Lola, che fino a quel momento non ha avuto la forza di articolare un concetto ed esprimerlo verbalmente, arriva finalmente a mettere delle parole in fila: «In che modo dovremmo aiutarvi, io e le mie sorelle, a far rizzare il coso a Bhuty, scusate?»

«Oh, è molto semplice. Il nostro inventore Lulili ha creato un macchinario in grado di catturare onde sonore provenienti dai pianeti vicini al nostro, che fossero simili alla melodia dell’accoppiamento. Ha quindi trovato nel ritornello del vostro successo, Asereje, delle frasi dense di erotismo.»

Pilar strabuzza gli occhi e scoppia in una risata fragorosa, seguita immediatamente dalle sorelle che si fanno rosse in volto.

«Quel ritornello è formato da suoni completamente inventati, che non hanno alcun senso in nessuna delle lingue del pianeta Terra. È stato il nostro capolavoro, certo, ma il nostro lato di artiste serie lo rigetta.»

I due esseri viola si guardano sconvolti: a Yugni scende una goccia di sudore freddo lungo la fronte. Bhuno mormora qualcosa nella loro lingua, con un tono che trasuda un’interplanetaria ansia.

«Tra poco saremo sul nostro pianeta e potrete discutere della canzone con il sommo re in persona.»

Un rumore di motori riecheggia al di sotto dell’abitacolo e un attimo dopo un grosso portellone si apre, rivelando un terreno arido, di un arancione scuro.

Un essere viola, il cui corpo è avvolto in una tunica verde acqua, viene avanti a lunghi passi, con le braccia allargate all’indirizzo delle sorelle. Ha mani enormi e sorride soddisfatto. Al suo fianco c’è una donna dai lunghi capelli. Un tizio viola quanto lui, ma in atteggiamento meno regale, lo segue con attenzione e gli tiene un tubo simile a quello di Yugni e Bhuno, davanti alla bocca.

«Care Las Ketchup, vi do il benvenuto sul pianeta Thormentuny. È un grandissimo piacere conoscere le creatrici di uno dei canti di accoppiamento migliori dell’universo. Prego, scendete: anche qui abbiamo l’ossigeno, tranquille.»

Pilar non se lo fa ripetere due volte e lascia l’astronave.

«Lei deve essere Bhuty. Le canto il pezzo, perché sia più chiaro: “Aserejé, ja deje tejebe tude jebere 
sebiunouba majabi an de bugui an de buididipí”. Capisce che è una serie di suoni senza senso. Non vedo come…»

Il re assume un’espressione estatica e muove le mani a ritmo. La donna al suo fianco emette un paio di gemiti e un attimo dopo presenta un bozzo all’altezza dell’addome.

«Buon Dio…» esclamano le tre sorelle in coro, mentre il re è tutto ringraziamenti e pacche affettuose.

«Nella nostra lingua il verso miracoloso significa: “Penetrala alacremente a testa in giù e…» inizia a dire Bhuty, ma Pilar lo blocca con un gesto della mano.

«Grazie. Ci basta la gioia di avervi aiutato. Riportateci a casa, per favore.»

Il re le congeda con un ultimo abbraccio e dà ordini affinché vengano rispedite sulla Terra.

Quando un’ora dopo le tre si ritrovano all’interno dello studio di registrazione, faticano non poco a ripartire con le prove.

«El perizoma o el tanga? Sono muy confusa…» intona Pilar, con pochissima convinzione.

«Al diavolo i testi impegnati! Andiamo di: buli buli ponci pari li li tu li!»

Lola e Lucia sorridono di rimando e un fa minore risuona nella stanza insonorizzata.

 

1: «Sei sicuro che siano loro?»

2: «Per forza! Non può essere altrimenti: Bhuty sarà soddisfattissimo, fidati.»

3: «D’accordo. Attiva il traduttore universale.»

 

Canzone da cui è tratto questo delirio: 

Modificato da Lo scrittore incolore

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Ciao Anonimo :D

 

Bel racconto sempre dall'idea originale, scelta della canzone molto interessante e utilizzata bene :D

Mi sono piaciuti i dialoghi, hai reso coscienti le cantanti di quale canzone avessero fatto, di quanto fosse inusuale (diciamo così :asd: ) il ritornello. Infatti ho adorato questa frase:

 

 

 

Ha quindi trovato nel ritornello del vostro successo, Asereje, delle frasi dense di erotismo.»

 

Qui l'ho letta, me la sono cantata mentalmente e poi sono scoppiato a ridere :XD:

 

Non ho nulla da segnalarti, complimenti ancora anonimo :la:

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Non temere, qualcuno arriverà e ti consegnerà una medaglia (o ottanta euro) :emh:

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Ahahaha!

Racconto ben scritto, e soprattutto davvero molto originale!
Mi hai strappato più di un sorriso!
Non ho praticamente nulla da segnalarti, hai fatto un ottimo lavoro e sono onorata che abbiano paragonato il mio metodo di scrittura al tuo :P
 
No, anzi, sai cosa? Mi sarebbe piaciuto da matti un approfondimento sulla canzone “El perizoma o el tanga?”
Complimenti, Ink!

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Grande Inc, ogni volta dico: questa roba come te la inventi? Ogni volta tiri fuori delle situazioni assurde e terribilmente divertenti, con dei personaggi talmente strambi che non so davvero come tu faccia: tanta stima per la tua fantasia.

Inoltre hai un ironia e un tono scherzoso per condire il tutto che ne fa una lettura piacevolissima e divertente.

Bravissimo Inc. Inutile tentare di darti suggerimenti: sei praticamente perfetto.

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C’è solo una certezza al momento: il mugolio che le esce dalla bocca, senza impedimenti suonerebbe come un: “Lasciateci andare, cojones!”

 

Doppi due punti in un solo periodo. 

“El perizoma o el tanga?”, una struggente canzone con protagonista una donna indecisa.

 

Ahahaha, mitico!

con un tono che trasuda un’interplanetaria ansia.

 

un'ansia interplanetaria suona meglio.

 

 

 

sei praticamente perfetto.

Mari tende a esagerare ( :asd: ), però è vero, un racconto scritto molto bene che mi ha fatto scompisciare. Niente da dire, bravo!

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Grande Inc, ogni volta dico: questa roba come te la inventi? Ogni volta tiri fuori delle situazioni assurde e terribilmente divertenti, con dei personaggi talmente strambi che non so davvero come tu faccia: tanta stima per la tua fantasia.

Inoltre hai un ironia e un tono scherzoso per condire il tutto che ne fa una lettura piacevolissima e divertente.

Bravissimo Inc. Inutile tentare di darti suggerimenti: sei praticamente perfetto.

Mari, troppo troppo gentile! Davvero :) È che appena ho letto il prompt mi è venuta in mente questa canzone e ho dovuto cimentarmi :D

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C’è solo una certezza al momento: il mugolio che le esce dalla bocca, senza impedimenti suonerebbe come un: “Lasciateci andare, cojones!”

 

Doppi due punti in un solo periodo. 

“El perizoma o el tanga?”, una struggente canzone con protagonista una donna indecisa.

 

Ahahaha, mitico!

con un tono che trasuda un’interplanetaria ansia.

 

un'ansia interplanetaria suona meglio.

 

 

 

sei praticamente perfetto.

Mari tende a esagerare ( :asd: ), però è vero, un racconto scritto molto bene che mi ha fatto scompisciare. Niente da dire, bravo!

 

Ottimi consigli, Niko :) Felice che ti abbia fatto scompisciare ;)

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Molto molto carino, complimenti Inc

 

Se posso darti un suggerimento, avrei concluso con un finale sul re (magari x anni dopo che gli portavano davanti Bello Figo o Metal Carter, tanto per dire). Perché? Perchè la "sorpresa", la cosa "straordinaria" è il re che si accoppia con quella canzone de m.... quindi se vai a staccare e mi dai il finale sulle las ketchup il finale è meno "forte" di un finale che sia parossistico rispetto a ciò che ho letto prima (finale che ti ricordi di più)

 

complimenti

 

un saluto

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ahahahahahhahahahahaha...

Dio mio... tutto quel sangue :eyebleed:

 

Scusa Inc. C'ho provato varie volte a fare una mezza analisi seria del racconto e metterci un minimo di credibilità. Ma anche il generatore di cazzate non ce la faceva. Perciò vado sereno, a braccio.

 

Diverte. Spassoso. Presa per culo fino in fondo.

Hai scritto un testo satirico che involontariamente, con i suoi toni non troppo serie e surreali, ha anche qualche messaggio importante. Ovvero, ma si potrà al giorno d'oggi diventare famosi con un emissione incomprensibile di suoni che viene definita musica senza l'intervento di potenze extra-terrestri?

 

Ovviamente il racconto ricalca il tuo stile solito: la sistematica presa in giro di tutto e tutti, con la solita contaminazione di generi pop (in questo caso fantascienza).

Volendoti fare le pulci (ed è davvero uno sforzo, perché nel complesso va bene tutto) direi che su due cose potresti migliorare:

  1. Non ha molto senso che fanno venire le Las Ketchup sul pianeta Tormentoni (LOL) per ascoltare solo una volta la canzone e poi via. Non avrebbe più senso che la registrino? A quel punto il risultato vale il disturbo, altrimenti sarebbe una forzatura sulla trama (cioè, all'imperatore gli basta sentirla una volta sola per potersi eccitare per i prossimi 1999 figli?).
  2. Va bene citare la traccia perché faceva parte del prompt. Va bene parlare apertamente del trio Las Ketchup (a proposito, che fine avranno fatto?). Va bene tutto, finchè rimane qui il tuo racconto. Ma se dovessi farlo uscire, ecco che l'aver usato il nome 'Las Ketchup' ti sarebbe valsa una probabile diffamazione. Si, si, lo so: sto esagerando. Figuriamoci chi se le inculca ormai le povere sorelle pomodoro. Tuttavia a prendersela solo con un gruppo in particolare, con tanto di nome, data e canzone hit, ottieni solo metà del successo che potresti avere con questo pezzo. Se rendessi i riferimentii al gruppo più sfumati, ecco che potresti arrivare a prendere in giro non un solo esempio di musica spazzatura, ma TUTTI i classici tormentoni dell'estate. Basterebbe che togliessi i riferimenti espliciti al gruppo (togliere il nome Las Ketchup e anche quello delle cantanti) e saresti ok ;)

Insomma, la classica incolorata!

AHAHHAHAHAHA

 

Basta va. Adesso stacco prima che riparta il generatore...

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Ahahahha! Incolorata mi piace :D comunque ho scelto loro in primis, perché nel 2002, quando avevo 12 anni, mi fecero per prime odiare l'umanità stupida e feci proprio una parodia del ballo, con musica e testo :D devo a loro l'uomo che sono diventato :D a loro e "puncipuncipulipulì" :D

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:asd:  :asd:  :asd:  :asd:

 

bell'idea, come sempre; il racconto è molto divertente, forse un po' più "leggero" di altri tuoi perché scegliere quella canzone è stato po' come sparare sulla croce rossa. 

Lettura tanto gradevole che se c'erano refusi mi sono sfuggiti.

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Ciao Wy! :D ho fatto una scelta in controtendenza :D felice che ti sia piaciuto :) per il poco tempo in cui l'ho scritto, la mancanza di refusi mi stupisce :D devo passare dal tuo fuori concorso, perché ne parlano tutti bene e sono curioso :)

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Se tu hai scelto "Asereje", allora potevo davvero prendere "Sugli sugli bane bane, tu miscugli le banane, le miscugli in salsa verde, chi le mangia nulla perde..."  :asd:

Ok, racconto leggerino "vecchia maniera", ma scritto molto bene, con la precisione di linguaggio a cui il "nuovo" Incolore dedica molto più impegno di un tempo e con risultati che sono sotto gli occhi di tutti (un solo appunto: "se non fosse per delle mani grosse" > "se non fosse stato", perché stai scrivendo al passato).  

Lettura molto piacevole, anche se io prediligo l'Inc che sperimenta generi più "impegnati".

Quanto a originalità... vabbe', lasciamo perdere: ormai ho scritto interi trattati sull'argomento.

Ciò nonostante continuo ancora a stupirmi, piacevolmente.

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Avevo poco tempo e l'impegnato ero io a questo giro :D che l'ho pensato tutto il giorno e l'ho scritto con il fiatone :D

Felice che ti abbia stupito :D sai come la penso sull'originalità: se uno perde un po' del suo tempo a leggersi qualcosa di tuo, stupirlo è un obbligo morale :D grazie infinitamente ;)

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Ciao Ink. Il titolo della canzone non mi diceva assolutamente niente, ma guardando il video mi è tornato subito in mente il tormenthuno. L'idea è simpatica ed è trattata con la giusta dose di ironia, e del resto è un atto dovuto nei confronti di quel successo commerciale planetario. Lo stile è efficace e calza a pennello su una trama di quel genere.

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