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KMR

[MI 62] Innuendo

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COMMENTO

 

Prompt di mezzogiorno: "Prendi una canzone e..."


 

Innuendo

 

Mentre sulla Terra si viveva secondo razza, colore o credenza, mentre ci si reggeva secondo cieca follia e pura avarizia, in vite dettate da tradizioni, supersizioni, false religioni... mentre il sabato sera prendeva vita e riversava clienti nel tepore e nel gioviale chiasso tipico dei locali serali del centro di Roma, che offrivano riparo dal freddo e dal buio di una notte di pieno inverno, un evento clandestino di proporzioni galattiche aveva luogo in un’area desolata della campagna intorno a quella stessa città. Una comitiva di anzianissimi extraterrestri era atterrata e faceva i propri affari nascondendosi, come i ladri, da ogni autorità interstellare. Il gruppo in questione stava deliberatamente eludendo ogni sistema di sorveglianza interstellare disposto intorno alla Terra, e aveva parcheggiato il proprio mezzo di trasporto su un campo da coltivazione, senza la minima vergogna di aver violato svariati trattati interplanetari, nonché la proprietà privata dell’ignaro agricoltore che possedeva quel campo.

 

L’astronave, ellissoidale e brillante come uno specchio, proveniva dal pianeta dell’Assemblea Interdimensionale. Era perfettamente – e dispendiosamente in termini energetici – camuffata per sbarcare i suoi occupanti senza farsi notare da nessuno, in special modo da coloro che i terrestri chiamavano Elohim, o Annunaki: una delle civiltà committenti dell’Assemblea, nonché legittima custode della Terra e creatrice dei suoi attuali e oltremodo ignoranti occupanti.

 

Protetti dal campo di supporto vitale emanato dall’astronave, quattro Esecutivi poggiavano i loro piedi sulle zolle dissodate di quel terreno spoglio, su quel pianeta che – chi glielo faceva fare? – si sentivano in dovere di salvare pur non avendo diritto di intervenire con uno sbarco.

 

«Stai attenta» raccomandò Wilol, «qui la gente di fuori la crocifiggono.»

Clyella scosse la testa scettica, «Credo che abbiano smesso da parecchi secoli con certe cose.»

«Non ci giurerei…» commentò Sleeld, corrugando pensieroso il suo volto perennemente assonnato. Wilol lo guardò e, a sua volta, corrugò qui e lì anch’egli, perplesso nel constatare che il disagio di Sleeld era autentico.

Kidhe, il Presidente, ignorava entrambi mentre dedicava tutta la propria attenzione a Clyella.

«Sei sicura che non vuoi una nave qui vicino… in caso d’imprevisto?» le domandò premuroso.

«Sicura» tentò di confortarlo Clyella per l’ennesima volta, e la sua voce tiepida e cinguettante contrastò con la serietà delle sue parole, «dobbiamo ridurre al minimo i rischi di farci notare.»

«Non so, a saperti qui completamente isolata… se solo potessimo comunicare di tanto in tanto.»

«Per favore no, l’abbiamo già discusso. So come cavarmela in caso d’emergenza.»

«Non fraintendere, non ho dubbi sulle tue capacità» si scusò subito Kidhe, «è che so cosa sia rimanere abbandonati su un pianeta estraneo.»

Clyella rise nel tentativo di trasmettere quanta più tranquillità possibile.

«Lo so» disse, «ma queste cose non capitano più, vero?»

«Non ci giurerei» dubitò Wilol, che scimmiottava la mimica sonnolenta di Sleeld.

«Wilol!» esclamò sdegnato il Presidente.

«Ma è vero!» si giustificò Wilol. «Gli incidenti macro cosmici in pianeti non tecnologizzati sono sempre un’eventualità!»

Sleeld allargò le braccia e sollevò lo sguardo al cielo, «Ti prego, non proprio su questo pianeta. È l’ultima cosa che ci manca…»

Completamente estranea a certo tipo di paranoie pessimiste, Clyella ridacchiò ancora.

«Correrò il rischio» disse poi convinta.

«No davvero!» esclamò Sleeld, «non parlatemi di rischi, se accade ancora qualcosa a questo pianeta sfigato do le mie dimissioni, dico sul serio.»

«Clyella» disse ancora Kidhe, «se in qualunque momento dovessi sentirti in pericolo, ti prego, non esitare a rompere il silenzio radio. Stabiliamo una connessione e ti mettiamo in salvo.»

«Ma i committenti…» dissentì Clyella.

«Chi se ne frega dei committenti! Ti ordino di dare priorità alla tua sicurezza» insistette Kidhe, pur sapendo che aveva poche possibilità di farsi ubbidire.

Guardò intensamente negli occhi castani, così vivaci e in apparenza ingenui di Clyella. Poi si lanciò ad abbracciarla e le accarezzo i boccoli color miele. Il suo fisico perfetto, da campionessa di Sfera, non avrebbe aiutato granché a tenerla al sicuro in un pianeta barbaro come quello in cui si trovavano. Se non altro erano riusciti a procurarle un minuscolo computer interdimensionale, con funzioni minime, ma che per lo meno avrebbe potuto usare senza essere individuata. A Kidhe, tuttavia, sembrava ancora inaccettabilmente limitato e insufficiente per la sicurezza della sua amica.

«Stai tranquillo Kidhe, cosa vuoi che mi capiti?» gli sorrise spensierata l’Esecutiva.

Scuotendo la testa a disagio, Sleeld strinse le labbra in una smorfia di scetticismo e preoccupazione, «Rischi la morte… non voglio neanche pensarci.» bisbigliò in un sussurro privo di un particolare destinatario.

Clyella tuttavia lo prese seriamente in considerazione e con la sua incorruttibile tranquillità volle confortare anche lui.

«Sai come dicono qui, prima o poi dobbiamo morire tutti» sdrammatizzò.

«Noi no!» s’infervorò Wilol. Aveva perso il suo perenne sorriso beffardo quando si avvicinò ad accomiatarsi da Clyella. Prima di abbracciare l’amica, non riuscì a nasconderle lo scintillio che gli velava gli occhi, neri come il buio delle distanze siderali che di lì a poco li avrebbeseparati.

«Tu l’eternità te la sei guadagnata!» cacciò un filo di voce che, lottando per non spezzarsi, cercava di esprimere l’impeto della tempesta che gli agitava il cuore, «accidenti, se c’è qualcuno che se l’è guadagnata più degli altri quella sei tu. Te la sei meritata… più di me, questo è sicuro.»

«Allora ti lasciamo qui. La distanza non ci impedirà di starti accanto comunque» disse infine Kidhe portandosi una mano al cuore. «Buona fortuna.»

«Grazie» rispose Clyella, «ma spero di non averne bisogno.»

 

Dopo un ultimo gesto di saluto, compiuto con un peso per loro insolito nel petto, gli amici di Clyella risalirono sull’ellissoide brillante come uno specchio. La nave scomparve nel cosmo a una velocità che l’avrebbe portata, nell’arco di meri minuti, ad attraversare anni luce di spazio interstellare.

 

Clyella ordinò al proprio micro computer di sistemare il suo aspetto e vestirla in abiti terrestri. Il computer materializzò in questione di istanti quanto richiestogli e l’Esecutiva, cominciando a sentire il freddo dell’inverno per la prima volta dopo millenni, si avviò verso la città.

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Ciao KMR!

Un testo interessante il tuo, ma credo che il collegamento con la canzone sia troppo debole :) Cioè, ne citi un estratto nell'introduzione alla narrazione e interpreti tutto quello che riguarda il "provarci fino alla fine" dei Queen con questa storia sugli alieni che salvano la Terra e Clyella che resta sul pianeta, nonostante i rischi. Tutto molto originale, non v'è dubbio.

Ma lo svolgimento è alla fine dei giochi un prologo: è molto ben reso l'addio tra la protagonista e i compagni di viaggio ed è ok, ma perché la Terra è spacciata? Quali sono i pericoli a cui sta per andare incontro Clyella nel rimanere? Hai creato delle buone premesse, ma 7000 caratteri erano un po' pochi per dare spessore a una vicenda così grande, a mio avviso. Nel senso che avrei descritto, anche solo accennandola, una difficoltà di Clyella sulla Terra.

Ho letto altro di te e trovo che tu abbia un ottimo stile, un ottimo lessico e che anche questa storia degli alieni gentili, ma clandestini sulla Terra potrebbe diventare molto interessante.

A rileggerti ;)

 

P.S. Nell'intro parli di anzianissimi extraterrestri e poi Clyella ha i boccoli d'oro. Li hai umanizzati e io me li immaginavo canuti e con la pelle rinsecchita come dei centenari nostrani. Spiegami se ho mal interpretato :)

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Lettura molto piacevole. 

Mi hai presentato una bella schiera di personaggi e sul più bello, quando cominciavo a godermi per bene l'ambientazione e mi chiedevo che ci fossero andati a fare sulla Terra, me li abbandoni così?  :mazza:

Direi che più che un racconto autoconclusivo, mi sembra l'incipit di un lavoro più lungo (che non mi dispiacerebbe leggere). 

Anch'io come Inc mi aspettavo che, avendo umanizzato gli extraterrestri, li avessi descritti come persone anziane. 

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come i ladri, da ogni autorità interstellare. Il gruppo in questione stava deliberatamente eludendo ogni sistema di sorveglianza interstellare disposto intorno alla Terra

 

Era perfettamente – e dispendiosamente in termini energetici – camuffata per sbarcare i suoi occupanti 

 

Uno dei due avverbi lo trasformerei, ma sono gusti personali e puoi lasciarli pure così.

«Rischi la morte… non voglio neanche pensarci.» bisbigliò in un sussurro privo di un particolare destinatario.

 

Refuso, il punto va eliminato.

 

 

Per me questi personaggi sono familiari  :la: 

Il pezzo mi è piaciuto, sia per come è scritto (ti ho segnalato veramente delle piccolezze...) sia per i contenuti. Ma in effetti somiglia a un prologo più che a un racconto fine a se stesso. L'unica pecca è questa, insomma.

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Ciao K, belli  i miei carissimi amici Esecutivi sulla terra! Bella trovata. Conoscendo già i personaggi l'ho molto apprezzato, e hai creato un buon clima emotivo tra i personaggi e l'enfasi dell'importanza del momento mi è arrivata. 

Effettivamente alla fine ho detto: e poi? Avrei voluto andare a vanti e vedere il resto della storia...

Ottima la scelta della canzone: cavolo però, un'astronave "superminchiapowered" e nemmeno una porticina usb per sentire la canzone dei Queen?

Scherzi  a parte un bel racconto, il tuo stile mi piace e lo sai e e questi quattro mi stanno proprio simpatici!

Alla prossima! 

 

P.S.  :oOo:  ...

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Ciao Kappa!

 

Stile del racconto abbastanza scorrevole direi, non mi pare di aver notato sbavature e sono arrivato sino alla fine senza problemi. I dialoghi mi sono piaciuti. Mi aspettavo che gli alieni fossero meno umani, infatti quando ho letto che lei aveva gli occhi castani pensavo che fosse un'umana e che lei fosse l'aliena nella terra, magari conquistata da qualche forma di extraterrestre. Invece non è così, lei è davvero l'aliena ma l'hai dipinta troppo umana, per me qualche tentacolo verdognolo o sedici occhi per capo ci stavano :Asd.

Anche il finale ci sono rimasto un po' così, mi aspettavo un colpo di scena (tipo quello che ti ho detto sopra) ma no è successo e li mi dispiace perché il racconto è bello ma manca il botto conclusivo.

In fine l'ho apprezzato, ti lascio una piccola annotazione e ti saluto. A rileggerti :la:

 

 

Protetti dal campo di supporto vitale emanato dall’astronave, quattro Esecutivi poggiavano i loro piedi sulle zolle dissodate di quel terreno spoglio

Penso che li ci andrebbe poggiarono :)

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Prima parte un po' troppo descrittiva e raccontata, che un eccesso di avverbi in -mente contribuisce a rendere se non di lettura faticosa, quantomeno un po' pesantuccia.

Il racconto decolla quando entrano in scena gli alieni e si comprende che sono lì per portare aiuto a un pianeta in difficoltà.  I dialoghi sono credibili e molto "umani", la suspence decolla e... il racconto finisce  :nein:

Progetto troppo ambizioso per settemila caratteri?  Forse, ma trovo che avresti potuto comunque gestirli meglio. Perché attardarsi a raccontare dei sabati sera romani o descrivere il luogo dell'atterraggio con le relative reazioni del proprietario del campo, per esempio?  Non hanno alcuna finalità narrativa, mentre l'ha - anzi l'avrebbe - sapere cosa è accaduto sul nostro pianeta "sfigato" da richiedere l'intervento degli alieni e quali sono i pericoli a cui andrà incontro l'Esecutiva.  

Al tuo posto io avrei iniziato il racconto direttamente dalla parte dialogata e avrei cercato di inserire nello scambio di battute quel minimo di informazioni utili a capire almeno cosa sono venuti a fare e a quali pericoli si espone Clyella.  A quel punto il racconto si può anche concludere con il finale aperto che hai disegnato, ma almeno il lettore conosce le informazioni essenziali per immaginare un possibile scenario.

Il brano è comunque ben scritto, con la proprietà e la correttezza di linguaggio che ti sono abituali e la traccia è svolta con originalità.

Solo i "meri minuti" mi hanno fatto storcere il naso: al di là dell'assonanza che si genera, "pochi" sarebbe stato così sconveniente?

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Questo racconto mi stava piacendo molto poi... poi è finito.

Mi avcevi incuriosito, volevo capire il come e il perché.... sarebbe un ottimo primo capitolo di qualcosa :)

Un saluto

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No dai! Finisce così? :scapiangere:

Peccato, perché proprio nel momento in cui avrei voluto saperne un po' di più, il racconto si conclude. Ammetto che all'inizio, tutto quel descrivere, ha rallentato un po' la lettura.

Però rimane la curiosità, sembra davvero, come già detto da altri, un'introduzione.

Insomma, mi hai lasciata così, proprio sul più bello!

Perché non pubblichi una seconda parte (giusto per approfondire) :ohh: ? 

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Ciao a tutti voi commentatori che mi avete onorato con i vostri consigli, complimenti, critiche e osservazioni, vi ringrazio davvero di cuore. Di tutti i 3 MI cui ho partecipato, i commenti che mi avete lasciato qui sono quelli che più mi hanno emozionato e che più ho sentito utili alla mia crescita.

 

Anzitutto un po' di spiegazioni generali su questo "raccontino", poi passerò a rispondere singolarmente ai dubbi e le perplessità che ognuno mi ha giustamente presentato.

 

Questo testo è in realtà un capitolo del romanzo che ho scritto e me lo sono perciò trovato già "pronto all'uso". Non avevo intenzioni di partecipare al MI visto che è un periodo impegnato, ma poiché avevo già bello e pronto un capitolo intitolato proprio "Innuendo", non mi sono sentito di passare la mano! Ho solo dedicato pochissimi minuti per riadattare alcune cosucce, tipo rendere esplicito che Kidhe fosse il presidente e la modifica delle prime linee in cui ho tentato di inserire anche la boa. Tentativo non riuscito visto che ho male interpretato il testo del prompt  :facepalm: , quando invece sarebbe stato perfetto far mettere a Sleeld il CD dei Queen nell'autoradio del disco volante. Per chi non lo sapesse, Sleeld è l'incaricato di seguire la Terra ed è perciò un appassionato di cultura terrestre...

Si tratta perciò non di un incipit o prologo ma di un capitolo di snodo collocato a circa due terzi della storia.

 

La prima parte così descrittiva è ovviamente colpa mia, che non ho adattato a dovere il testo, e ho voluto lasciare un riferimento all'incipit originale del capitolo che faceva un raffronto appunto con un locale notturno bazzicato dai protagonisti del romanzo, e in più ho voluto mettere lì i versi della canzone in modo da attuare un intervento meno invasivo. Scelte che mi accorgo essere tutte sbagliatissime... va be' : Oops : . Mi rimane il rimpianto di non aver centrato il prompt, non per il punticino di penalità, ma proprio perché mancare i bersagli è fastidiosissimo, specie quando sono così a portata di mano e ancora più specie quando si tratta di un evento di partecipazione da condividere con una comunità generosa e accogliente come questa del WD/MI.

 

 

@Ink 

Il collegamento alla canzone effettivamente è un po' nascosto, ma nel sottotesto c'è in modo molto forte, tant'è che il capitolo originale è intitolato proprio "Innuendo" pur non contenendo alcuna citazione del testo della canzone. È vero che il sottotesto è dato anche dalla storia raccontata previamente nel romanzo, ma solo in minima parte. In realtà si può apprezzare anche qui il riferimento alla rilevanza molto relativa delle tradizioni, superstizioni e religioni terrestri. C'è un accenno ai creatori biblici "Elohim", si parla di eternità dei tempi, di caparbietà di questi Esecutivi che da millenni (through the eons and on and on) cercano (keep on trying till the end of time) di salvare la Terra. Clyella pur avendosi guadagnato "l'eternità" decide di rischiare la vita perché è ciò che ha senso fare (if there's a point, if there's a reason to live or die...), sia narratori che personaggi usano ironia (anche umoristica ma soprattutto drammatica) per fare insinuazioni (Innuendo) di punti di vista particolari (usanze di "crocefissione", livello di "civiltà" dei terrestri, una sorte potenzialmente nefasta dovuta alla barbarie della società terrestre, validità o meno dei concetti teologici...) etc. L'atteggiamento un po' avventato e ribelle di Clyella (e anche dei protagonisti della storia che qui non compaiono) ricalca alla perfezione il ritornello della canzone. E così via, potrei dire che c'è una corrispondenza a livello di contenuto con ogni singolo verso della canzone.

 

@Ink,

@Wy
I miei alieni umanizzati riescono spesso a spiazzare. Ho sperato che citando il fisico da campionessa di Clyella e l'ingenuità apparente nei suoi occhi oltre che i boccoli e la voce, si riuscisse a capire che godono di una giovinezza eterna, d'altra parte, godere di un'eternità piena di acciacchi non avrebbe molto senso. Quindi sì Ink, direi che hai capito benissimo di che tipo di esseri si tratti : Ok : !

Infine, avete ragione che per 7000 caratteri il "progetto" narrativo completo è troppo ambizioso, infatti mi ci è voluto un milione abbondante di caratteri, e nella storia spero potrete godervi presto tutte le avventure di Clyella sulla Terra e scoprire tutti i perché di questa missione di sbarco.
Grazie ragazzi per l'interesse, la curiosità e i complimenti che mi avete manifestato! Se vorrete leggiucchiare la mia storia dall'inizio,

:spam: ON]

 

vi invito cordialmente a farmi visita nella sezione a capitoli

 

[/ :spam: OFF]

 

 

 

@Niko,

@Mari,

Che dirvi ragazzi, voi le premesse le conoscete già e perciò non avete bisogno di molte spiegazioni. Quindi tranquilla Mari, il seguito della storia c'è già. Forse mi rimane solo da dirvi che il brano qui sopra costituisci effettivamente un capitolo in fase già avanzata delle vicende riguardanti i personaggi che già conoscete bene, non è quindi propriamente né un incipit né un prologo, anche se prelude a sviluppi nodali nella storia.

Niko, grazie mille per le correzioni, hai fatto 3 centri su 3 e ho apportato le dovute modifiche al mio romanzo.

 

Mari, la canzone effettivamente avrei dovuto farla suonare all'impianto audio dell'astronave e farla canticchiare a Sleeld... va be', non ci ho pensato.

P.S.   :oOo:  ...

 

 

:AHH:

 

@Matt

Vero, manca il botto conclusivo, qualità che io stesso ritengo fondamentale per un racconto che sia un racconto vero. Ho valutato male la struttura del brano e non ho apportato le modifiche necessarie al testo originale e che pure sarebbe stato facile inserire! Sull'umanità dei personaggio credo di avere già chiarito nelle risposte sopra.

Il cambio di tempo verbale che mi suggerisci modifica il significato della frase. "Poggiavano" è imperfettivo, e quindi indica che erano già lì durante lo svolgersi della vicenda. "Poggiarono"  indicherebbe invece il momento in cui mettono piede per terra.

 

@Marcello

Ti ringrazio tantissimo per il tuo splendido commento. Mi è stato di enorme utilità per limare il testo, anche quello originale. Ho risolto la quasi totalità degli avverbi. Inoltre mi hai fatto capire bene quale sia la debolezza di un inizio troppo dispersivo e poco mirato a livello di descrizioni e ritmo narrativo. Le tue note preziose mi aiuteranno moltissimo a fare di meglio le prossime volte nella gestione dei caratteri e dei contenuti. La "motivazione" del perché io abbia preso la cantonata è quella di non aver saputo riadattare il testo a dovere a causa di una reticenza a modificare troppo i contenuti originali del capitolo.

Sui "meri minuti" hai ragione, ancora non so come cambiarlo però, "meri" contiene anche un po'  l'accezione sminuente di "miseri". Ci ragionerò sopra perché l'assonanza è davvero terribile.

 

@Bango

Grazie per i complimenti! Mi rincuora molto sapere che nell'ottica di un lavoro più ampio questo testo funzioni! Perdonami per aver "barato" sul tuo prompt. Il mio romanzo contiene ben 17 capitoli (sono le "teste di serie" di insieme di capitoli che costituiscono le fasi del romanzo) che portano per nome il titolo di una canzone dei Queen. Non ho resistito a proporvene una che a mio giudizio sembrava una storia carina e sufficientemente autoconclusiva.

Sono comunque felicissimo che questo mio abbaglio mi abbia costretto a partecipare a questo MI che pensavo di lascar correre.

 

@T.Chiara

Grazie infinite per l'interesse che mi esprimi! È tra le cose più gratificanti che si possa leggere come autore secondo me. Pubblicherò tutto, promesso, è un lavoro cui ho dedicato tanto della mia vita. Intanto la prima delle tre parti è già quasi tutta 

:spam:  ON

 

nella sezione a capitoli

 

:spam: OFF

 

A prestissimo e grazie a tutti di essere passati!

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