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Fatti reali di cronaca inseriti nel romanzo... si può fare?

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Ciao a tutti,

sto valutando se inserire nel mio romanzo dei riferimenti espliciti a fatti di cronaca recenti (la condanna di un altissimo ufficiale delle forze dell'ordine per una sorta di abuso d'ufficio), con tanto di nome e vicende.

 

La parte "inventata" riguarda invece la provenienza di uno dei miei personaggi: nella finzione, è uno degli uomini al comando di detto ufficiale.

Non mi sento assolutamente obbligato ad inserire nomi e vicende reali: il fatto stesso che sia un caso realmente accaduto mi toglie l'unica vera paura: quella di aver scritto circostanze poco plausibili! però sono ugualmente tentato...

 

Secondo voi c'è rischio? Sarebbe un'inutile imprudenza?

Grazie!

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Se il fatto di cronaca è reale e se la condanna della persona in questione è definitiva (cioè stabilita in tutti e tre i gradi di giudizio), non ci sono rischi: è storia.

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Sì, lo immaginavo, ma nel mio caso la narrazione suggerirebbe che un personaggio fittizio viene spacciato per reale. Faccio un esempio: sarebbe come scrivere che uno dei vostri personaggi (inventato) faceva parte del pool di Mani Pulite. Personaggio inventato inserito in un contesto reale, storico.

Vorrei sapere se si può fare, per poi decidere se farlo o no.

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E perché no? E' storia... Finché non fai compiere a qualche persona reale e vivente qualche reato per cui non sia stata giudicata colpevole e condannata, non ci sono problemi: il tuo personaggio inventato può fare quello che vuole. Quello che non puoi fare è far uccidere il tuo personaggio inventato da, chenneso', Berlusconi, o mostrare Di Pietro che va a prostitute.

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Ok, concetto afferrato. Valuterò se in qualche modo è di aiuto alla narrazione oppure no. Grazie!

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può creare problemi legali creare un racconto da una vicenda di cronaca del passato che viene però in parte manipolata? Mi spiego meglio: i personaggi hanno nomi di fantasia ma la loro posizione sociale ed il ruolo che hanno ricoperto sono reali ( e non possono essere modificati altrimenti la vicenda non avrebbe senso). A questi si affiancano personaggi totalmente di fantasia. Insieme concorrono a sviluppare la vicenda che ha un fondamento storico (inizio novecento) veritiero ma che evolve e devia verso un finale immaginario. In nota finale si specifica quanto è vero, e quindi, storia, e quanto non lo è. Ma alcuni personaggi, seppure sotto altro nome, rimangono realmente esistiti e per certi versi ridicolizzati. Grazie a chi vorrà rispondermi 

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Mi accodo a questa discussione per esporre il mio dubbio: sto ultimando un romanzo che racconta fatti reali accaduti tra il 2008 e 2009, si parla di sfruttamento della prostituzione e di molestie sessuali, accuse poi cadute ai danni di una persona che comunque è comparsa in tribunale e sui giornali. Io sono la narratrice della storia di cui ho fatto parte, voglio dire che anche io ero coinvolta con avvocati e altro; nel romanzo narro quello che ho visto e vissuto, non solo io, ma anche altri, vittime di tratta incluse. Tutti i personaggi hanno un altro nome e non vorrei riportare date specifiche. Certo è che se qualcuno che ha avuto a che fare con i fatti o che li ha anche solo letti sul giornale, leggerà la mia storia, non avrà alcun dubbio sui nomi reali dei personaggi. Almeno su qualcuno. Il mio nome resta, sia in copertina che all'interno del romanzo.

Ho letto più o meno tutti i topic su questo argomento, ma volevo esporre anche il mio caso nello specifico. Mi chiedo se sia legale fare quello che faccio, immagino di sì perché i fatti sono di dominio pubblico, e non tutto quello che viene narrato nel libro è reale, alcune parti sono state romanzate. Anche in questo caso sarebbe meglio che io chiedessi una delibera alla persona che è stata indagata? O dal momento che è comaprsa sui giornali e che io ho fatto parte delle testimonianze posso raccontare la storia senza chiedere il permesso a nessuno?

Grazie a tutti :flower:

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@Kikki, se la persona non è individuabile in alcun modo non è necessario chiedere il consenso, ma se vi è la possibilità che si risalga a lui qualche rischio potresti correrlo. È vero che i fatti sono romanzati e i nomi cambiati, ma tu sei l'elemento chiave che può far risalire a quella storia specifica e, di conseguenza, alla persona di cui sopra.

Se però riporti solo dei fatti di cronaca o giudiziari così come si sono verificati, senza trarre delle conclusioni o dare interpretazioni, creare ipotesi sulla vicenda, puoi anche non contattare la persona in questione; l'importante è che ciò che riporti sia oggettivo e non vada a togliere né aggiungere nulla a quanto si è verificato.

Se desideri essere sicura al cento per cento, però, meglio premunirti e chiedere il consenso anche all'interessato.

 

 

Il 13/6/2018 alle 20:33, saba ha scritto:

In nota finale si specifica quanto è vero, e quindi, storia, e quanto non lo è. Ma alcuni personaggi, seppure sotto altro nome, rimangono realmente esistiti e per certi versi ridicolizzati.

 

Per quest'altro caso, dipende: i personaggi in questione sono viventi? Oddio... essendo inizio Novecento immagino di no, ma potrebbero essere in vita gli eredi. In tal caso, poiché li ridicolizzi, a tuo dire, qualche rischio di diffamazione (della memoria) potresti correrlo.

  • Grazie 1

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14 minuti fa, ElleryQ ha scritto:

Se però riporti solo dei fatti di cronaca o giudiziari così come si sono verificati, senza trarre delle conclusioni o dare interpretazioni, creare ipotesi sulla vicenda, puoi anche non contattare la persona in questione; l'importante è che ciò che riporti sia oggettivo e non vada a togliere né aggiungere nulla a quanto si è verificato

Il fatto che anche io abbia vissuto quei fatti non conta? Io c'ero, ero lì, sono stata interrogata e ho ricevuto le confessioni di molti dei partecipanti alle vicende. In ogni caso non dò interpretazioni e mi sembra che la mia storia non tolga e non aggiunga niente a quanto si è verificato.

Grazie mille @ElleryQ per la tua risposta :flower:

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9 ore fa, Kikki ha scritto:

Il fatto che anche io abbia vissuto quei fatti non conta?

 

Ovviamente conta, ma dipende, appunto, da quello che riferisci nei confronti delle altre persone facenti parte dell'accaduto. Io posso aver vissuto un fatto ma riportarlo da un mio punto di vista e con interpretazioni che possono determinare un giudizio negativo/denigratorio su altri, che in tal caso possono denunciarmi per diffamazione se quanto io riporto non è provato o provabile.  :)

Ovviamente, nulla acade se è noto e provato ciò che affermo. Se dico che Tizio subiva violenze da Caio ed è stato provato (magari in giudizio) che era effettivamente così, la mia non è denigrazione nei confronti di Caio, perché io, oltre ad essere persona coinvolta nell'evento, riferisco fatti provati in giudizio.

  • Grazie 1

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14 ore fa, ElleryQ ha scritto:

Ovviamente conta, ma dipende, appunto, da quello che riferisci nei confronti delle altre persone facenti parte dell'accaduto.

Capito (y)

Grazie mille per la spiegazione :flower:

  • Grazie 1

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