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Denise

La Scuola Holden di Baricco

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@Denise ciao! Stavo leggendo il tuo post di due anni fa e deduco che nel frattempo sia arrivata alla fine del tuo biennio. 

Potresti dirmi qualcosa della tua esperienza? Ne è valsa la pena? Cosa pensi ora della scuola? 

E soprattutto sapresti dirmi qualcosa in più sul test di ammissione? 

Ti ringrazio in anticipo per la risposta 

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Ciao a tutti!

Venerdì scorso nella mia vita si è aperta una sliding door tanto inaspettata quanto scombussolante: ho scoperto di essere stato ammesso alla scuola Holden, a Scrivere e Cinema, i due a cui sono risultato "più idoneo".

 

Ho scoperto la Holden grazie al passaparola di un amico che mi ha convinto a provare l'ammissione.

Pensavo "Proviamo, non sono mai stato a Torino, ho bisogno di staccare dall'università,  e poi figurati se vanno a prendere me. Manco l'ho mai letto Baricco ". 

L'esito mi ha sorpreso, e ora sono due giorni che annaspo in una pozzanghera di dubbi esistenziali.

 

Ho 24 anni e studio Economia in triennale.

Non sono mai stato uno  studente appassionato, anzi. La mia carriera universitaria è altalenante. Sono iscritto al secondo anno e mi mancherebbe comunque  almeno un altro anno e mezzo alla Laurea.

 

Non ho mai pensato "seriamente" alla scrittura come mestiere, anzi mi hanno  educato a considerarlo un talento un po' "superfluo" [Forse per scoraggiarmi dal tentare una "carriera" (può essere, una cosa intima e personale come scrivere, un qualcosa di professionalizzabile e conseguentemente insegnabile in una scuola?) rischiosa]. Qualcosa che fa comodo a livello di retorica se fai l'avvocato, per intenderci.

Non ho mai scritto, ma ho letto molto.

 

Sono orfano e dispongo di una cifra da parte che mi permetterebbe di sostenere il prestito d'onore, ma prima di sobbarcarmi 20.000€ di mutuo, congelare l'iscrizione all'università e trasferirmi in una città che ho visto una volta per 8 ore, volevo raccogliere più opinioni possibili, tra cui le vostre.

Anche se non posto mai, vi leggo tutti i giorni, e di mio non scrivo, ma immagino e "annoto". Non ho mai nemmeno lontanamente pensato di pubblicare qualcosa.

Purtroppo mancando di interlocutori competenti in materia ed essendo in buona parte autonomo nel mio sostentamento, ho  pensato di confrontarmi con la saggezza condivisa di un forum di persone che condividono la mia stessa passione.

 

Che faccio, regà, sono diffidente di natura, posso fidarmi di Ale B., scrittore, playboy e filantropo?

 

Scusate il papiro, e grazie.

 

 

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20 ore fa, Space Jabalì dice:

Sono orfano e dispongo di una cifra da parte che mi permetterebbe di sostenere il prestito d'onore, ma prima di sobbarcarmi 20.000€ di mutuo, congelare l'iscrizione all'università e trasferirmi in una città che ho visto una volta per 8 ore, volevo raccogliere più opinioni possibili, tra cui le vostre.

Anche se non posto mai, vi leggo tutti i giorni, e di mio non scrivo, ma immagino e "annoto". Non ho mai nemmeno lontanamente pensato di pubblicare qualcosa.

@Space Jabalì io sarei un po' preoccupata nel fare un investimento (di tempo, denaro e vita) così cospicuo senza neppure sapere se sono davvero in grado di scrivere. "Scrivere" non è solo immaginare e annotare, e non si può imparare in una scuola, se non c'è già una buona capacità, una qualche (anche piccola ma significativa) esperienza. Ma forse ho capito male: se ti hanno preso alla Holden probabilmente avrai passato una selezione, quindi avranno avuto modo di valutare qualche tuo scritto.

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Ospite gecosulmuro

@Space Jabalì Ci andrei piano in ogni caso. Il "pezzo di carta" sarà quel che sarà, ma sul mercato del lavoro ha sempre il suo peso. Riguardo alla scrittura, scusa se te lo dico in modo così crudo, ma o sei scrittore o non lo sei. È una faccenda per puri & duri e se ti aspetti che funzioni da sé, grazie a una "scuola" o a un qualche tipo di "bollino blu" non vai lontano, ci vuole (anche) il "fuoco". Le scuole servono, intendiamoci, anche quelle mediocri, poiché le “basi” esistono in qualsiasi mestiere e vanno acquisite, ma prima ancora che puntare al "saper fare", che è cosa che col tempo arriva comunque, punterei a comprendere meglio le mie motivazioni: perché scrivo? cosa cerco nella scrittura? cosa cerco di dire al mondo?

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La mia opinione è che una scuola di scrittura sia un po' come una scuola di musica. Ti possono insegnare a leggere uno spartito, ad analizzare un brano dal punto di vista melodico e/o armonico, ma rimane scoperta sempre una grossa fetta di talento che non può essere insegnato da nessuno.

 

Detto questo, trovo comunque giusto inseguire le proprie passioni e portarle avanti con la massima determinazione senza guardare in faccia a nessuno.

Possiamo scrivere qualcosa di buono anche senza diventare Dostoevskij.

 

Modificato da Hugo Riemann
errore battitura

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Te lo sconsiglio "energicamente":nono:!  Mollare gli studi per un corso di scrittura sarebbe secondo me un azzardo anche per un giovane ancora a carico della benestante famiglia. I giudizi sulla Holden mi sembrano  altalenanti e il costo è  davvero elevato. Carlo Lucarelli (Bottega Finzioni, Bologna) si fa pagare di meno e sono previste  delle borse di studio cui potresti forse accedere. Selezioni a novembre, mi pare, hai tempo per un bel  po' di esami!

Frequentare una scuola di scrittura non dà comunque  alcuna garanzia di "carriera", che peraltro finora non avevi considerato, e qualora tu voglia farlo d'ora innanzi, ne esistono di  meno impegnative (e più economiche) per fare una prima esperienza, conciliabili con l'università.

Nel profilo non scrivi dove abiti; cito al volo  i corsi  di Giulio Mozzi (nei fine settimana) a Padova e credo a Milano, di Omero a Roma (anche on line). E leggo qua e là (fai una ricerca) offerte  di  laboratori tematici e non, seminari estivi ecc. consigliabili  per rendersi conto. Qui, per es., una "piccola guida"  http://www.rivistaorigine.it/laboratorio-scrittura/corsi-scrittura-creativa-italia/

 

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@Space Jabalì Ma ce l'hai il fisico adatto?

 

Vedi, una palestra generalmente è gestita per accogliere tutti i paganti con scarpette da ginnastica a seguito e il gestore ,bisognoso di soldi e notorietà per far più soldi, non fa differenza tra fantini e lottatori di sumo. Anzi, ha tutto l'interesse a far credere al fantino che potrà vincere all'ippodromo e al lottatore che potrà cavalcare... prima o poi. Quindi, la questione sta, come si diceva un tempo, a monte: è la scuola holde-holde che ha bisogno di te, non tu di essa. Questo fa la differenza. 

Se non hai dato prova del tuo talento fino ad adesso, come puoi pensare che una scuola  a pagamento possa per te essere appagante, proficua, produttiva?  

Io la matita non so nemmeno tenerla tra le dita, ti pare che mi vado a iscrivere a un corso avanzato di ritrattistica? 

Sì, lo so, c'è gente che sa disegnare benissimo usando i piedi, ma perché dovrei essere uguale a loro? A me piace la fotografia! 

 

Hai presente quanti libri vanno al macero in Italia, dove si pubblicano più di 60.000 titoli all'anno e dove nessuno legge? E questa è una legge nazionale che non fa nessuna differenza tra la tua scuola holde-holde e il mio servizio privato e individuale-a prezzi modici e amichevoli- su come non si dovrebbe scrivere per dichiararsi anima e core alla Belle Lettere.

 

Un saluto.

P.S. Poi, tu lo sai che i grilli parlanti fanno sempre una brutta fine, soprattutto quando hanno ragione, perché l'Uomo è animale irragionevole per natura, dicono.  

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On 25/3/2017 at 18:48, Space Jabalì dice:

Che faccio, regà, sono diffidente di natura, posso fidarmi di Ale B., scrittore, playboy e filantropo?

 

Con il playboy e il filantropo non avrei problemi. A essere sincero è l'altra personalità che mi preoccupa.

  • Divertente 1

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Grazie a tutti per le risposte!
Per rispondervi esaustivamente (e trarre il maggior beneficio dai vostri consigli) dovrei parlare di più di me. Mi intimidisce un po', sono su internet da 12 anni e l'anonimato è un guscio accogliente (e poi la mia vita è fuori topic) . :asd:


Uso gli spoiler, ché alleggeriscono un po' la lettura.

Spoiler

Ho detto che "non scrivo", ma immagino e annoto. In verità sono insicuro ( insicurezza e conseguente inconcludenza sono i miei fatal flaws): Scrivo racconti che non mi piacciono, operando una sorta di negazionismo storico con me stesso. (e riempiendo una cartella fantasma sul desktop che mi sforzo di dimenticare di avere).
In passato ho collaborato alla caratterizzazione dei personaggi di una sceneggiatura per il cinema. A scuola ho scritto, con l'aiuto di un amico disegnatore, un paio di serie a fumetti DIY che abbiamo mandato avanti per quattro anni (nel mio liceo non c'era il giornalino, disegnavamo tutto su un quaderno e poi fotocopiavamo a pagamento, non vi dico come spendevamo i proventi).
Sempre a scuola, i prof mi obbligavano a partecipare a tutti i concorsi letterari per scuole della regione. Ho vinto una sola volta, ma ogni volta che ho partecipato sono finito sul podio (esperienza che mi ha arricchito molto. Di libri di Don Giussani:aka:). 
Dietro quel "sono orfano" celo una vicenda che mi ha portato via sorriso e voglia di stare al mondo da... beh, da anni, ormai. Soffro di depressione e...mi limita/o un po'


 


In più,

Spoiler


credo di avere una chicca personale: un mio parente, con cui fin dall'infanzia ho un rapporto piuttosto conflittuale, ha vinto un premio letterario prestigioserrimo da giovanissimo, pubblicando quindi libri e divenendo a tutti gli effetti "scrittore". Ogni volta che mi sono trovato a parlare delle mie aspirazioni in famiglia (volevo fare lettere e filosofia, ma mi è stato sconsigliato influenzandomi)  mi sono sentito dire che avevo il talento per diventare "come Egli". Perfino all'infuori della famiglia, nella mia città di origine, a scuola...
Mi vergogno per essermi fatto limitare da una cazzata del genere, ma la cosa mi indisponeva da morire. Oggi mi sento più adulto, più "me".



Insomma, ho un brutto carattere e un rapporto conflittuale con la scrittura. Codardo (e orgoglioso) come sono, non mi sarei mai esposto a una potenziale delusione
(sì, ti fanno scrivere al test di ammissione) se tutto sommato non avessi avuto dietro delle esperienze che giustificassero lo sbatto di salire su un treno e mettermi in discussione.


Di pro c'è che mi affascina la possibilità di studiare Cinema con attrezzature di ottimo livello e persone che lavorano nell'ambiente, mentre a Scrivere si ha la possibilità di confrontarsi con un autore che conosco poco, ma di cui è quantomeno comprovato il valore commerciale (oltre al bagaglio di altri autori che la scuola permette di incontrare, come  Welsh o De Lillo, ci sono un sacco di attività veramente interessanti).

Non mi fa schifo nemmeno l'idea di lavorare, un giorno, in editoria e affini. Anzi mi piacerebbe.
Non mi interessa scrivere come Ale B., Giordano. Più rubare segreti a dei professionisti e scegliere se e come incorporarli nella mia voce.
Credo che le tecniche narrative si possano imparare, ma la voce è soggettiva, unica, non insegnabile.
Mentirei se dicessi che sottovaluto la possibilità di allacciare contatti (perfino nelle facoltà di economia insegnano l'importanza del networking. Io manco ho i social network e odio l'arrivismo, ma il mondo oggi va così, e continuerà ad andare così che mi piaccia o meno...).
Quantomeno non mollerei definitivamente l'università, alla peggio finirei a 26-27 anni la triennale.
 

 

Di contro c'è che su internet si trovano pareri estremamente divisivi, anche se molto del livore che viene espresso è indirizzato a Baricco/Feltrinelli/Farinetti/i "figli di papà raccomandati e inquieti".

Vi fidereste della recensione di un ristorante dove per dieci righe su 12 il recensore sfotte l'abbigliamento dei camerieri e conclude nelle ultime due "Il cibo sembra far schifo, e dal menù appeso fuori si capisce bene che è un ristorante da ricchi"?
Io no, Baricco o meno.
Ciò non toglie che sono davvero un sacco di soldi e un sacco di pressione. Mi avete fatto un grosso favore ad espormi delle alternative!


Ma soprattutto ho scoperto solo adesso tutte le vostre risposte, ieri ho scritto alla scuola chiedendo delucidazioni più approfondite sui corsi.    
Aspetto la loro  risposta.

Arigrazie a tutti e scusate se non vi ho risposto singolarmente e per gli errori di grammatica.

p.s.@Renato Bruno

Spoiler

Se mai nella vita dovessi avere la possibilità di pubblicare in maniera gratuita ( non considero sensato pagare per farsi pubblicare), vorrei evitare il cartaceo perché lo sento sempre più sorpassato economicamente e tecnologicamente, oltre che inquinante. La mia è una generazione di imbrattaschermi, la mancanza di alternative credibili alla pubblicazione tradizionale, in Italia, fa di noi degli imbrattacarte  :super:

 

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Ora che ti  ho letto di più (interessante l'esistenza di "Egli"...) avanzo l'ipotesi che una "voce" tu  possa anche avercela e magari aspirare a usarla. Essere

1 ora fa, Space Jabalì dice:

 Codardo (e orgoglioso)

limita però parecchio l'iniziativa. Mettere in piazza (di solito virtuale) le prime "schifezze", riconoscere la giustezza delle stroncature e ricominciare daccapo credo  p sia un'operazion preliminare indispensabile per chi aspira a scrivere.  Il superamento delle prove d'ingresso ti ha senz'altro gratificato (quanti gli ammessi, quanti gli aspiranti?) e la scuola ti attira, azzardo, oltre per  che le motivazioni elencate, perché in definitiva rappresenta un ambiente protetto. Mi rendo conto, tuttavia continuo a ritenere utile per il momento un'esperienza minore, in parallelo con l'università. Assegnati diciamo un anno per lavorare sodo nei due settori, sono convinta che  ti ritroverai con una maggiore chiarezza "dentro".

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ma siete sicuri che servano veramente le scuole di scrittura creativa? forse sono ignorante io, e anche un po' retorico... ma Kafka, Cechov, Carver, Dostoevskij e tantissimi altri hanno frequentato tutti una scuola? qualcuno mi può illuminare, senza ironia eh! può servire una scuola? si certo! è indispensabile? no! il problema è sempre lo stesso, in tutte le realtà letterarie piccole o grandi che siano, ovvero creare una rete di contatti che ti possa aiutare nella visibilità personale e della tua opera, non credo che conti molto la reale bravura o il talento, altrimenti i libri degli youtubers non sarebbero mai stati neanche pensati.

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Per curiosità ho spulciato il sito di questa scuola di scrittura e, francamente, è una scuola per chi vuole sprecare spendere un sacco di soldi.

Alla fine del biennio si ha questo "Openings Doors" cioè un evento in cui i diplomati espongono i loro progetti ai professionisti del mestiere. Ovviamente non c'è alcuna certezza di avere contatti o collaborazioni future quindi tutto sto lavoro è un po' un salto nel vuoto.

 

 

 

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3 ore fa, meryj ha detto:

Per curiosità ho spulciato il sito di questa scuola di scrittura e, francamente, è una scuola per chi vuole sprecare spendere un sacco di soldi.

 

Questo, tutto sommato, è vero per moltissime altre cose. Se vogliamo, lo è anche per l'università. Una scuola non può darti la certezza di ottenere qualcosa; lo scopo di una scuola - in generale, senza specifici riferimenti alla Holden - è quello di fornirti gli strumenti migliori per svolgere una professione, per migliorare in un'attività. Niente di più, niente di meno.

Non comprendo il livore che, talvolta, emerge nei confronti delle scuole e dei corsi di scrittura creativa. Esistono, ma nessuno obbliga a frequentarle. Qualcuno, frequentandole, ne ha ricavato qualcosa di buono; tanti altri no. Senza cadere nel discorso generalista sulla necessità o la fattibilità di insegnare/apprendere la scrittura, io penso che sia bello avere la possibilità di scegliere. C'è chi riterrà sempre che le scuole di scrittura siano un modo di spillare soldi; chi invece passerà da un corso all'altro senza arrivare mai a nulla. Ma ripeto, la cosa importante è che si dia la possibilità, a chi ne ha voglia, di seguire un ciclo di lezioni su un argomento che appassiona.

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1 ora fa, Cerusico ha detto:

Questo, tutto sommato, è vero per moltissime altre cose. Se vogliamo, lo è anche per l'università. Una scuola non può darti la certezza di ottenere qualcosa; lo scopo di una scuola - in generale, senza specifici riferimenti alla Holden - è quello di fornirti gli strumenti migliori per svolgere una professione, per migliorare in un'attività. Niente di più, niente di meno.

Non sono d'accordo. I corsi universitari hanno esami da superare, stage formativi e inserimento nel mondo del lavoro. Questa scuola può insegnare molte cose ma non c'è alcuna certezza sul futuro lavorativo. Comunque il mio non è livore, figurati, ognuno fa quello che gli pare però mi sembra tanto un modo per vendere illusioni.

Ps: se fossi una studentessa della Holden, vedere in libreria i libri dei vari youtubers, vips e gente pseudo famosa, mentre io ho speso tempo e denaro per migliorare il mio romanzo senza magari trovare uno straccio di ce, beh sarei alquanto incavolata. (altro che livore :facepalm:)

 

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43 minuti fa, meryj ha detto:

Non sono d'accordo. I corsi universitari hanno esami da superare, stage formativi e inserimento nel mondo del lavoro. Questa scuola può insegnare molte cose ma non c'è alcuna certezza sul futuro lavorativo.

 

Credo che molti laureati - purtroppo - avrebbero qualcosa da ridire su questa affermazione, sai? La certezza sul futuro lavorativo non può darla nessuno.

Ad ogni modo, penso che non sia del tutto corretto interpretare una scuola come corsia di accesso assicurato a un determinato mondo lavorativo. La scuola è una scuola: vengono insegnate delle cose, si studia, si fa pratica, ci si confronta. Questo potrà portare a un impiego in quell'ambito, a un contratto di lavoro, a delle collaborazioni, oppure a niente. Vale per le scuole private e per qualsiasi altra istituzione che preveda l'insegnamento.

 

43 minuti fa, meryj ha detto:

Ps: se fossi una studentessa della Holden, vedere in libreria i libri dei vari youtubers, vips e gente pseudo famosa, mentre io ho speso tempo e denaro per migliorare il mio romanzo senza magari trovare uno straccio di ce, beh sarei alquanto incavolata. (altro che livore :facepalm:)

 

Questo esula dal discorso, tuttavia secondo me merita di non essere lasciato cadere nel vuoto. I libri di vip e youtuber, che spesso sono additati come esempi negativi - della serie: pubblicano quella roba lì, e non il mio romanzo -, non sono in competizione con la letteratura, a mio modo di vedere. In quei casi a vendere è il personaggio, non il libro, e per le case editrici è un investimento a ritorno assicurato; la stessa cosa non si può dire nel caso della pubblicazione del romanzo di un esordiente.

Io sono del parere che chi acquista la biografia di Totti non stia togliendo vendite a, che so, Roth, Foster Wallace, Haruf, Ammaniti o qualunque altro autore; è un mercato a sé, alimentato anche - se non soprattutto - da un esercito di non-lettori, che acquistano in quanto fan del personaggio.

 

Per finire, penso che tu - e lo stesso vale per tutti noi - faccia bene, più che bene a lavorare sul tuo romanzo, a investirci tempo ed energie, a cancellare, riscrivere e scervellarti per tirarne fuori il massimo. Perché è proprio quello l'obiettivo: essere la migliore autrice possibile.

 

Comunque è il topic della Holden, direi che siamo OT. :)

Modificato da Cerusico
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1 ora fa, Cerusico ha detto:

La certezza sul futuro lavorativo non può darla nessuno.

Hai perfettamente ragione però il mio pensiero era focalizzato più sui costi/benefici. Quando esci dalla scuola Holden si ha qualche tipo di qualifica? Si è editor, giornalista? (scrittore no perché non esiste un attestato in quel senso). Si ha la possibilità e i requisiti per fare l'esame di stato abilitante? Ecco, l'università ti dà qualche certezza in più e costa meno.

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Premesso che a mio avviso l'unica insegnante di scrittura creativa è la maestra delle elementari.

Samo pieni di scrittori fatti con lo stampino nella catena di montaggio editoriale, la cui scrittura è un ‘marchio di fabbrica’. Centinaia di libri che nessuno poi legge, che verranno poi buttati al macero.  Per me, per me, è tutto solo un orrendo ossimoro: uno scrittore, se è tale, rompe le norme, sfida la grammatica, incendia il vocabolario. Chi non ha davvero il sacro fuoco dentro di se ( ma nemmeno l'ombra di un tormento),  vuole che la sua vanità ( quasi sempre è solo vanità) sia debitamente, basta pagare centinaia o migliaia di euro, coccolata e le scuole di scrittura proliferano.

Scrittori che nel passato avrebbero voluto veder bruciate le proprie opere dopo morti ( Kafka e molti altri).

Scrittori oggi che mettono l'indirizzo facebook e instagram sulla copertina.

Ecco la differenza. Putroppo.

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1 ora fa, Iamthedoctor ha detto:

Premesso che a mio avviso l'unica insegnante di scrittura creativa è la maestra delle elementari.

Samo pieni di scrittori fatti con lo stampino nella catena di montaggio editoriale, la cui scrittura è un ‘marchio di fabbrica’. Centinaia di libri che nessuno poi legge, che verranno poi buttati al macero.  Per me, per me, è tutto solo un orrendo ossimoro: uno scrittore, se è tale, rompe le norme, sfida la grammatica, incendia il vocabolario. Chi non ha davvero il sacro fuoco dentro di se ( ma nemmeno l'ombra di un tormento),  vuole che la sua vanità ( quasi sempre è solo vanità) sia debitamente, basta pagare centinaia o migliaia di euro, coccolata e le scuole di scrittura proliferano.

Scrittori che nel passato avrebbero voluto veder bruciate le proprie opere dopo morti ( Kafka e molti altri).

Scrittori oggi che mettono l'indirizzo facebook e instagram sulla copertina.

Ecco la differenza. Putroppo.

mi trovi perfettamente d'accordo

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Il 17/4/2015 alle 18:06, Denise ha scritto:

Aggiorno il thread per condividere la mia felicità anche con voi: ho passato tutti e sei i test, quindi posso scegliere io a quale iscrivermi!   :saltello:

Ciao Denise, ti scrivo perché sono molto interessato al corso College di cinema, che mi piacerebbe intraprendere il prossimo ottobre, mi sono dato quindi quasi un'anno per prepararmi, dato che come dicevi hai sostenuto tutte e sei le prove mi piacerebbe avere più informazioni riguardo al test di cinema, e speravo tu potessi aiutarmi, un feedback diretto da chi ci è passato e sopratutto da qualcuno che l'ha superato sarebbe fantastico, inoltre mi piacerebbe anche sapere quale sia la tua opinione generale del corso, della scuola e magari qualche notizia o impressione che ti è capitato di ascoltare o di venirne a conoscenza dato che comunque l'ambiente è sempre quello anche se immagino tu abbia scelto scrittura alla fine.

Ti ringrazio anticipatamente per l'aiuto.

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Il 18/4/2016 alle 20:17, sss ha scritto:

Ciao a tutti, mi rivolgo in particolare a Denise e gio486 o chiunque altro voglia\possa darmi una mano. Questo fine settimana andrò a fare il test anch'io e so che probabilmente sarà diverso da quello dell'anno scorso, ma vorrei sapere com'era strutturato il test che avete fatto voi per farmi un'idea. Non riesco a trovare informazioni da nessuna parte, mi sareste molto d'aiuto. Grazie mille! 

 

Ciao Camiaprea, alle fine hai fatto i test in scuola Holden?

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Anche se sono relativamente piccola per entrare, la Holden è come un sogno per me, e non credo sarei in grado d’entrare anche se ci provassi a causa dei test di cultura generale che temo. L’unica cosa che non mi piace è che una scuola di scrittura debba restare le persone su matematica e non completamente su, come ho detto, la scrittura. Non credo tutti poi scrivano in modo omologato, anzi credo sia una cosa soggettiva l’adoperare la tecnica nel proprio stile, perciò non sono contraria allo studio che avviene, tanto quanto al test in sé. 

  • Confuso 1

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@Miguel e @Valeriasantoro benvenuti entrambi :)

Vi dispiacerebbe passare per la sezione Ingresso e lasciare la vostra presentazione? Ci piacerebbe che i nuovi utenti prima si presentassero e poi interagissero con il resto del forum. Vi lascio qui il link diretto. Vi aspettiamo in Ingresso :flower:

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18 ore fa, Valeriasantoro ha scritto:

L’unica cosa che non mi piace è che una scuola di scrittura debba restare le persone su matematica e non completamente su, come ho detto, la scrittura.

 

Ciao @Valeriasantoro un bravo scrittore dovrebbe avere una cultura generale abbastanza ampia da poter scrivere di tutto. Le idee nascono proprio dalla conoscenza degli argomenti più disparati. Certo, in determinati casi ci si documenta per approfondirli di più, ma si parte da interessi personali, da ciò che meglio si conosce o da ciò che suscita in noi interesse e curiosità. Quanti più argomenti sono, tante più frecce abbiamo al nostro arco.

La stessa cosa vale per lo stile: solo dopo aver letto abbastanza stili e generi altrui si riesce a definire il proprio, la mera tecnica non basta. È necessaria ma non sufficiente.

 

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  • Grazie 1

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Ciao a tutti, riprendo la conversazione.

 

@Superfrancy io mi sono iscritto e le lezioni iniziano il 30 di questo mese, mi è sembrata un'ottima scelta per tutte le persone che lavorano o hanno altri impegni e che non possono seguire lezioni a orari precisi o addirittura in presenza. Ho scelto il corso "crime" intitolato "istantanee di un delitto", dovrebbero dare nozioni leggendo i classici gialli su come scrivere un romanzo di questo genere. Il corso è tenuto da un famoso scrittore molto competente (ho letto il suo libro e wow). Ti saprò dire di più a lezioni fatte sempre che tu nel frattempo non hai già concluso, in questo caso potresti esprimere la tua esperienza se vuoi :D

 

Avevo anche fatto il test di ammissione all'università, in particolare al corso Original... così proprio a caso, se devo essere sincero. Una sera alle 23 sono venuto a conoscenza di questa scuola e il test di ammissione si poteva svolgere online fino a mezzanotte! un' ora per poterlo fare ahahahaha tutto di fretta mi ci sono messo e guarda un pò dopo 5 giorni mi hanno detto che ero passato * ! Certo, avendo un'ora di tempo per non far scadere il bando mi sono precipitato nel rispondere alle domande senza nemmeno aver recuperato troppe informazioni sull'università etc... infatti poi mi sono reso conto che non potevo sostenere l'università a causa delle lezioni in presenza (io lavoro e nemmeno a Torino). Comunque ho contattato la segreteria e posso dire che sono veramente persone splendide, hanno capito le mie esigenze e mi hanno proprio fatto virare verso classyfi. 

 

* non so sinceramente se hanno davvero visto delle qualità sulle mie risposte, erano domande aperte che richiedevano una certa fantasia (es. di domanda: "immagina che domani i reali d'Inghilterra diventeranno persone normali, secondo te dal giorno dopo quali saranno i loro ritmi di vita?" ecco, dovevi quindi scatenare la fantasia e scrivere un raccontino). Mi è anche saltata l'idea in mente che mi hanno preso per i cosidetti "dindini" :D .. perchè rifiutare un potenziale acquirente? sarebbe come non far entrare un cliente che ha il portafoglio pieno nel proprio negozio di indumenti, non ha molto senso date anche le domande di NON cultura generale che il test prevedeva. Però mai dire mai magari qualcuno non è stato preso e sono io che guardo sempre il male nelle cose.

 

Comunque io mi sono iscritto alla Holden non per chissà quale ambizione e di diventare chissà quale scrittore, ho già un mio lavoro e anche bello, mi sono iscritto perchè ho sempre avuto la passione per i libri e la scrittura (sono alle prese con un agente lettarario per la pubblicazione di un mio romanzo giallo e ho autopubblicato in passato un altro libro) e quindi affinare la metodologia non sarebbe male. Poi per carità se ciò dovesse diventare il mio lavoro ben venga, è una passione che ho da tantissimo quindi perchè no?

Il mio consiglio è quello di vedere questa scuola come una seconda opportunità, sconsiglio vivamente abbandonare studi seri (economia, medicina etc...) per iscriversi a questa scuola, ricordiamo che si tratta di corsi di scrittura etc... applicabili solo in determinati contesti, una laurea in economia offre sicuramente molto di più in termini di opportunità. A mio avviso iscriversi a questa università è consigliato per chi ha già un posto di lavoro assicurato (magari l'azienda del padre) oppure a chi è ricco sfondato e che quindi non ha grosse difficoltà, sicuramente una persona normale deve scegliere altri studi proprio perchè il diploma della Holden quali garanzie offre? non ti insegnano il talento ma affinano solo le capacità. 

 

Tutto questo sempre secondo una mia idea :D

 

Comunque davvero è un'ottima scuola e ha delle persone veramente disponibili. Bravi!

 

 

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Aggiungo che ho sentito anche personalmente ex studenti e quasi (ripeto quasi) tutti mi hanno restituito feedback positivi... c'è chi è diventato poi un social media mangaer o chi ha scritto qualche libro o chi semplicemente è restato chi era. Nessun ragazzo è diventato famosissimo e skillatissimo (da quanto mi hanno fatto intendere)

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Leggendo questo post, l'unica idea che mi sono fatto è che effettivamente chi entra alla Holden inizia a sentirsi "Elitario".

Tutti quelli che sono entrati poi sono spariti... :D

  • Divertente 2

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