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Gianluca Antoni

Può la Mondadori accaparrarsi il titolo del tuo romanzo senza colpo ferire?

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Ciao a tutti,

sono Gianluca Antoni, autore dei romanzi *MESSAGGIO EDITATO DALLO STAFF*. Avvio questa discussione per un fatto increscioso che mi è accaduto qualche giorno fa. Il 3 marzo infatti esce per Mondadori l'ultimo romanzo di Federica Bosco con il mio stesso titolo *MESSAGGIO EDITATO DALLO STAFF*. 
Ho scritto nel mio blog per denunciare l'accaduto e tutta la mia indignazione (che riporto sotto). Ha scatenato l'indignazione anche dei lettori de *MESSAGGIO EDITATO DALLO STAFF*, l'originale. Vorrei che questa cosa diventasse di dominio pubblico, mentre fino adesso né la Bosco, né la Mondadori hanno pubblicamente risposto dell'accaduto.

Vi ringrazio anticipatamente dell'attenzione e per i vostri contributi (gli aggiornamenti della vicenda potete seguirli nel mio blog *MESSAGGIO EDITATO DALLO STAFF*).

Gianluca

 

Ps. ci tengo a precisare che Italic non mi ha chiesto alcuno contributo economico per la pubblicazione dei miei due romanzi.

 

*MESSAGGIO EDITATO DALLO STAFF*

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Ho scopiazzato da un blog che parla di diritto d'autore:

L’articolo 100 della legge sul diritto d’autore disciplina e protegge il titolo dell’opera dell’ingegno facendo una distinzione tra “titolo dell’opera” e “titolo del giornale, delle riviste o di altre pubblicazioni periodiche“.

Il titolo è quell’elemento che identifica e distingue un’opera dalle altre dal punto di vista dei contenuti. Esso garantisce che, nonostante la diffusione e riproduzione in migliaia di copie, il romanzo, la storia raccontata siano sempre gli stessi. Volendo fare un parallelo, il titolo può essere affiancato al nome: entrambi hanno la funzione di individuare, identificare qualcosa o qualcuno di ben preciso, un’opera letteraria o un brano musicale nonché un individuo, una persona.

La legge, così come tutela il nome contro usi o abusi da parte di terzi, allo stesso modo riconosce all’autore dell’opera il diritto di sfruttamento del titolo e, di conseguenza, di vietare che altri ne facciano un uso contro il proprio volere.

Il comma 1 dell’art. 100 riconosce all’autore il diritto di vietare la riproduzione del titolo sopra altra opera, salvo il caso in cui egli abbia dato il proprio consenso, e quello in cui il titolo non svolga la funzione di individuare l’opera stessa.

Condizione necessaria affinché l’autore possa impedire a terzi l’apposizione del titolo su un’opera diversa da quella propria, è che quest’ultimo sia in grado di individuare effettivamente quella particolare creazione.

In tal caso dare lo stesso titolo a un’opera, per esempio, potrebbe creare confusione tra il pubblico dei lettori o degli ascoltatori. Per questo stesso motivo si può riprodurre il titolo di un’opera sopra un’altra senza il consenso dell’avente diritto (l’autore o il cessionario dei diritti), qualora esse siano di specie o carattere così diverse da risultare esclusa ogni possibilità di confusione (art. 100 comma 3).

Pertanto, se un libro non ha alcun riscontro nel pubblico (è un cosiddetto “fiasco commerciale”) l’autore non potrà impedire ad alcuno di “chiamare” un’altra opera con lo stesso “nome”. Questo perché si è visto come la tutela accordata sia subordinata alla effettività della capacità del titolo di individuare quella particolare opera. Ciò, tuttavia, a prescindere dai diritti dell’autore sull’opera, tutelati per il solo fatto della creazione.

 

Lo scrittore, quindi, potrà impedire che il suo scritto sia riprodotto senza il suo consenso, ma non potrà far nulla per ostacolare l’uso del titolo di quella stessa opera.

Modificato da Eudes

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Ospite AmandaPitto

Ciao. Avevo letto un intervento di Mozzi proprio su questo. In effetti è incredibile. Ti auguro di venirne a capo.

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Come vedi Gianluca ho dovuto rimuovere buona parte del tuo messaggio perché troppo 'promozionale' per il tuo libro. Ti ricordo inoltre che non è permesso dare indirizzi di siti personali.

 

Puoi riassumere la vicenda (chiaramente spiacevole) in maniera meno 'pubblicitaria'?

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Come vedi Gianluca ho dovuto rimuovere buona parte del tuo messaggio perché troppo 'promozionale' per il tuo libro. Ti ricordo inoltre che non è permesso dare indirizzi di siti personali.

 

Puoi riassumere la vicenda (chiaramente spiacevole) in maniera meno 'pubblicitaria'?

Grazie Alexander, scusami se ho commesso questi errori. Ho comunque avviato la discussione alla sezione Editoria. Comunque non sono qui per fare pubblicità, non mi interessa, ma per riportare il caso. Ho dovuto citare il romanzi in questione e le case editrici. Grazie ancora

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Come vedi Gianluca ho dovuto rimuovere buona parte del tuo messaggio perché troppo 'promozionale' per il tuo libro. Ti ricordo inoltre che non è permesso dare indirizzi di siti personali.

 

Puoi riassumere la vicenda (chiaramente spiacevole) in maniera meno 'pubblicitaria'?

Grazie Alexander, scusami se ho commesso questi errori. Ho comunque avviato la discussione alla sezione Editoria. Comunque non sono qui per fare pubblicità, non mi interessa, ma per riportare il caso. Ho dovuto citare il romanzi in questione e le case editrici. Grazie ancora

 

Sorry... non avevo notato di essere già nella sezione 

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Come vedi Gianluca ho dovuto rimuovere buona parte del tuo messaggio perché troppo 'promozionale' per il tuo libro. Ti ricordo inoltre che non è permesso dare indirizzi di siti personali.

 

Puoi riassumere la vicenda (chiaramente spiacevole) in maniera meno 'pubblicitaria'?

Grazie Alexander, scusami se ho commesso questi errori. Ho comunque avviato la discussione alla sezione Editoria. Comunque non sono qui per fare pubblicità, non mi interessa, ma per riportare il caso. Ho dovuto citare il romanzi in questione e le case editrici. Grazie ancora

 

Prego.

 

Domanda: le somiglianze tra il tuo romanzo e quello della Bosco si limitano al titolo, oppure ce ne sono anche nei contenuti?

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Dal sito dirittodautore.it

 

Titolo dell'opera e Rubrica (art. 100)

 

"Condizione necessaria affinché l’autore possa impedire a terzi l’apposizione del titolo su un’opera diversa da quella propria, è che quest’ultimo sia in grado di individuare effettivamente quella particolare creazione.

In tal caso dare lo stesso titolo a un’opera, per esempio, potrebbe creare confusione tra il pubblico dei lettori o degli ascoltatori. Per questo stesso motivo si può riprodurre il titolo di un’opera sopra un’altra senza il consenso dell’avente diritto (l’autore o il cessionario dei diritti), qualora esse siano di specie o carattere così diverse da risultare esclusa ogni possibilità di confusione (art. 100 comma 3).
Pertanto, se un libro non ha alcun riscontro nel pubblico (è un cosiddetto “fiasco commerciale”) l’autore non potrà impedire ad alcuno di “chiamare” un’altra opera con lo stesso “nome”. Questo perché si è visto come la tutela accordata sia subordinata alla effettività della capacità del titolo di individuare quella particolare opera. Ciò, tuttavia, a prescindere dai diritti dell’autore sull’opera, tutelati per il solo fatto della creazione.
Lo scrittore, quindi, potrà impedire che il suo scritto sia riprodotto senza il suo consenso, ma non potrà far nulla per ostacolare l’uso del titolo di quella stessa opera."

 

Dalla lettura di questo articolo ne ho dedotto che se io chiamo il mio libro "La solitudine dei numeri primi", allora è plagio, perché quell'opera la conosciamo praticamente tutti. Viceversa, no. Ho interpretato bene?

 

In generale, so che esistono anche canzoni con lo stesso identico titolo. Con ciò non voglio dire che la questione non sia spinosa, e capisco il tuo stato d'animo. Tuttavia, non credo sia stato violato un diritto, ma potrei sbagliarmi.

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Come vedi Gianluca ho dovuto rimuovere buona parte del tuo messaggio perché troppo 'promozionale' per il tuo libro. Ti ricordo inoltre che non è permesso dare indirizzi di siti personali.

 

Puoi riassumere la vicenda (chiaramente spiacevole) in maniera meno 'pubblicitaria'?

Grazie Alexander, scusami se ho commesso questi errori. Ho comunque avviato la discussione alla sezione Editoria. Comunque non sono qui per fare pubblicità, non mi interessa, ma per riportare il caso. Ho dovuto citare il romanzi in questione e le case editrici. Grazie ancora

 

Prego.

 

Domanda: le somiglianze tra il tuo romanzo e quello della Bosco si limitano al titolo, oppure ce ne sono anche nei contenuti?

 

Per fortuna solo nel titolo. Lo sto leggendo, ma è tutt'altro.

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Dalla lettura di questo articolo ne ho dedotto che se io chiamo il mio libro "La solitudine dei numeri primi", allora è plagio, perché quell'opera la conosciamo praticamente tutti. Viceversa, no. Ho interpretato bene?

 

Penso tu abbia interpretato bene, Denise.

 

In generale, so che esistono anche canzoni con lo stesso identico titolo.

 

Vero: penso ad esempio a Bad Reputation dei Thin Lizzy e a quella di Joan Jett.

 

 

 

 

 

Come vedi Gianluca ho dovuto rimuovere buona parte del tuo messaggio perché troppo 'promozionale' per il tuo libro. Ti ricordo inoltre che non è permesso dare indirizzi di siti personali.

 

Puoi riassumere la vicenda (chiaramente spiacevole) in maniera meno 'pubblicitaria'?

Grazie Alexander, scusami se ho commesso questi errori. Ho comunque avviato la discussione alla sezione Editoria. Comunque non sono qui per fare pubblicità, non mi interessa, ma per riportare il caso. Ho dovuto citare il romanzi in questione e le case editrici. Grazie ancora

 

Prego.

 

Domanda: le somiglianze tra il tuo romanzo e quello della Bosco si limitano al titolo, oppure ce ne sono anche nei contenuti?

 

Per fortuna solo nel titolo. Lo sto leggendo, ma è tutt'altro.

 

Forse hai detto bene, per fortuna: hai valutato la possibilità che si tratti solo di una coincidenza?

Riflettiamo un momento. 1) Suppongo che, essendo pubblicato da una piccola CE, il tuo libro sia relativamente non molto conosciuto. Che interesse avrebbero allora la Mondadori o la Bosco nell'appropriarsene? A priori, non c'è alcun motivo preciso per cui la Mondadori dovrebbe stoppare il tuo libro (o la CE che ti pubblica) piuttosto che un altro libro di un'altra piccola CE. 2) La struttura del titolo rende una coincidenza tutt'altro che improbabile: di titoli del genere con un concetto astratto-irrazionale uniti ad un concetto scientifico la letteratura recente è piena. Si pensi ad esempio alla Solitudine dei numeri primi, ma me ne vengono in mente anche altri meno conosciuti.

 

Per questo proprio ti ho chiesto se c'erano altre somiglianze: il plagio ha un reale vantaggio quando ci si appropria di qualcosa di veramente buono di un'opera. Ma se mi approprio solo del titolo, che vantaggio ne traggo? Un titolo è un titolo: non si giudica il libro dalla copertina, perché la copertina in sé per sé non vale niente. Così pure il titolo in sé per sé non vale niente, senza il contenuto a cui è riferito. Tu stesso hai grossomodo espresso questo concetto, nella parte di post che ho tagliato, spiegando come il titolo della tua opera fosse intrinsecamente connesso con e motivato dal suo contenuto. E allora l'efficacia del tuo titolo non sta nel titolo in sé per sé, ma nel suo rendere efficacemente la storia che il tuo libro narra. Ma se la Bosco e la Mondadori non si sono appropriati anche della storia, che vantaggio ne hanno tratto? E allora perché, in primo luogo, dovrebbero essere andati ad appropriarsi del titolo di un'opera che non è molto conosciuta, che non gli fa una reale concorrenza (più che altro, in termini di visibilità e distribuzione), senza prenderne anche il contenuto e con un titolo che, come detto, potrei anche aver formulato io che comunque fisica l'ho studiata e il peso specifico so cos'è e ho in mente altri libri dai titoli 'simili' come La solitudine dei numeri primi?

 

E sottolineo che questo non ha nulla a che fare con la qualità dei due libri: magari il tuo è diecimila volte più bello di quello della Bosco, magari no, ma siccome la CE che ti pubblica non è una big e quindi (suppongo) non ha la visibilità o la distribuzione di una big, la qualità delle due opere è fondamentalmente irrilevante.

 

Quindi, ripeto la domanda: sicuro che non si tratti di una coincidenza?

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In relazione a un brano musicale, la definizione di plagio si basa su poche battute riconoscibili, che fanno chiaramente pensare o rimandano a un altro brano (anche emotivamente). 

In questo campo, il materiale sonoro è costituito (nel mondo occidentale) da 12 suoni (anche se ogni volta si parla di sette e non capisco il perché!)

 

In campo letterario, è diverso: se il titolo di un'opera è uguale a quello di un'altra, non si produce un plagio, semmai la scocciatura di chi vanta la paternità di quel titolo.

Il vero plagio sussiste qualora anche i contenuti, pur espressi in maniera diversa, si assomiglino troppo, quando le trame sono sovrapponibili.

 

Quindi se quel titolo è stato sfruttato senza per questo plagiare il romanzo di Gianluca (e per di più l'operazione è stata compiuta da un editore influente come Mondadori), credo che si possa fare ben poco.

Modificato da Hugo Riemann

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Ospite Joy

Non ridete, mi capitò la stessa cosa con un romanzo di Melissa P (non il famoso colpi di spazzola!). Il mio racconto si era appena piazzato in un premio letterario e qualche giorno dopo esce il suo romanzo con il titolo identico. Ricordo che mi venne un colpo, ero preoccupata perché non volevo avere grane. In realtà avevo paura che chiedessero a me i danni, ma non successe nulla. Il mio racconto fu pubblicato dalla rivista "Left" insieme a quelli degli altri vincitori, Melissa P. non ne seppe mai nulla.

 

PS = il premio letterario era il Gutemberg.

Modificato da Joy

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la solitudine dei numeri primi è un gran titolo, ha fatto, con la copertina , la fortuna del libro

Per l'appunto: da allora, titoli del genere (elemento matematico-scientifico+elemento astratto-irrazionale) sono piuttosto semplici da pensare, poiché si ha un precedente famoso. Oltre a 'Il peso specifico dell'amore' di cui stiamo parlando (lo dico, tanto per far seguire meglio il discorso a tutti), mi viene anche in mente il recente 'L'anonima fine di Radice Quadrata'. E data la relativa semplicità del titolo stesso (cosa c'è di più comune dell'amore? E il peso specifico non è forse uno dei concetti basilari che ci insegnano a scuola e che spesso vediamo anche usato fuori dall'ambito scientifico?), mi chiedo appunto se non ci sia una coincidenza e basta, come nel caso di Joy. o.O

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Anche secondo me è solo una coincidenza. I libri pubblicati sono tanti e Mondadori non avrebbe alcun interesse a usare il titolo ideato da qualcun altro. Anzi, è una casa editrice particolarmente esposta e in vista, quindi dovrebbe prestare ancora più attenzione.

In ogni caso, essendo il tuo libro pubblicato con una casa editrice meno conosciuta ed essendo il contenuto completamente diverso, non ci sono violazioni.

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Ospite

Esprimo una mia opinione personale: purtroppo questa vicenda mi convince poco. Non potendo parlare di plagio, trovo molto fastidioso fare una campagna per indicare quale dei due libri sia l’originale e, evidentemente, quello falso (perché dalle frasi e foto, postate da Gianluca, si evince questo). Se fosse stato Umberto Eco a riprendere il titolo di un mio libro ne sarei onorato e forse cercherei di condividerne la gloria… In fondo, se la frase è stata riutilizzata, vuol dire che era buona. Tutto fa pubblicità, anche il fatto di starne qui a discutere, però, a volte certi paragoni possono essere deleteri. Oggi con il self publishing, si potrebbe supporre che un autore sconosciuto inizi a sfornare libri in quantità, con tutti i titoli possibili e immaginabili di future opere, riuscendo a bloccare il mercato mondiale dell’editoria… Ecco, se questo vi sembra possibile, vi ho suggerito la trama di un libro, ma prima di valutare, chi di noi esprima l’idea più originale sull’argomento, ci andrei cauto.  Indubbiamente, vorrei conoscere l’autore che ha seguito le mie orme e diventare suo amico, come si auspica possa avvenire tra colleghi, quando non c’è “cattiveria” o “altezzosità”, ma intraprendere uno scambio proficuo di esperienze e consigli, anche dietro le quinte. Gli scrittori si accontentano di scrivere, lasciamo queste beghe agli editori ai quali abbiamo ceduto anche i diritti. Cosa diversa, invece, se l’autore ha registrato il “marchio” della sua opera, ecco, altri Harry Potter, difficilmente potrebbero vedersi in giro.

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Non me ne volere, ma anche a me sembra si tratti di una semplice coincidenza. Capisco una iniziale sorpresa e un po' di disappunto, ma ragionando a mente fredda non capisco il motivo di tutta questa indignazione.

Mi sembra davvero improbabile che la Bosco sia incappata nel tuo libro e abbia deciso di rubarti il titolo.

Dopo La solitudine dei numeri primi è comune accostare concetti che appartengono alla sfera sentimentale a concetti matematici (mi viene in mente, per stare tra i volumi che compaiono nelle classifiche dei più venduti, anche Quattro etti d'amore, grazie, di Chiara Gamberale). Come già qualcuno ha sottolineato, si tratta sempre di concetti matematici molto diffusi e conosciuti (numeri primi, peso specifico, etti, radice quadrata eccetera), per fare più presa sulle masse.

Inoltre, questo è un titolo breve. Avrei avuto qualche sospetto se fosse stato qualcosa del tipo Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve, ma penso francamente che il tuo titolo sarebbe potuto venire in mente a chiunque, perché, come hanno notato tutti, si inserisce in quella che ormai sembra una tradizione.

 

In conclusione, mi pare che la Bosco abbia semplicemente seguito una tendenza che funziona. Tutto qui. Ripeto, capisco la tua sorpresa e la tua rabbia iniziale, ma dovrebbe bastarti il rifletterci un attimo perché ti venga almeno l'ipotesi che forse si tratta di una coincidenza. Il tuo tono aggressivo e polemico, che non lascia spazio al dubbio, mi fa invece venire il sospetto - ma spero di sbagliarmi - che tu stia utilizzando la vicenda per farti pubblicità.

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Alexander,

infatti io non volevo entrare nel merito della questione coincidenza o meno. Non è importante.

Si poteva evitare, volendo, questo sì. Ma siccome non è illegale ( anch'io la sapevo come riportato da Denise e Reimann) non ci si è posti il problema.  Paradossalmente trovo più spiacevole la posizione della  Bosco ( per come sono fatta io) è  chiaro che qualcun altro c'è arrivato prima

 Con il mio intervento volevo solo sottolineare l'importanza che invece hanno eccome titolo e copertina nel successo commerciale di un'opera letteraria.

Lo ammise lo stesso Giordano in un'intervista. parlando del libro in sopracitato.  

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grazie dei vostri contributi. 
quello che mi chiedo è: la Mondadori può far uscire un libro senza verificare se il titolo sia già in commercio? Se, metti caso, che il mio romanzo fosse stato pubblicato da Rizzoli, avrebbe utilizzato lo stesso titolo?
Agave: mi dispiace che si possa pensare che possa utilizzare la cosa per farmi pubblicità, è un rischio d'altronde, e tu me lo confermi. Mi domando se sia meglio rimanere in silenzio e lasciare che la Mondadori faccia ciò che gli pare. Ti sembrerebbe giusto?

in ogni caso, vorrei che tutto questo non fosse mai successo.

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quello che mi chiedo è: la Mondadori può far uscire un libro senza verificare se il titolo sia già in commercio? Se, metti caso, che il mio romanzo fosse stato pubblicato da Rizzoli, avrebbe utilizzato lo stesso titolo?

 

Visto che dal punto di vista legale il problema non sussiste, non ce li vedo quelli di Mondadori a spulciare tutti i cataloghi di tutte le piccole CE italiane. Probabilmente, se tu fossi stato pubblicato da Rizzoli o Feltrinelli & Co, avrebbero chiesto alla Bosco di cambiare il titolo all'opera: più che altro per evitare di fare pubblicità ad un titolo concorrente e di perdere acquirenti per il proprio, oltre al fatto che, un romanzo pubblicato da una big può pretendere di essere piuttosto famoso e quindi di difendere il proprio titolo.

 

Mi domando se sia meglio rimanere in silenzio e lasciare che la Mondadori faccia ciò che gli pare. Ti sembrerebbe giusto?

 

Guarda Gianluca, detta sinceramente, qui stiamo saltando un passaggio. Stiamo dando per scontato che la Mondadori abbia visto il tuo romanzo, abbia detto 'oh che bel titolo!' e te l'abbiano 'rubato'. In realtà questo è tutto da dimostrare e quindi mi pare inappropriato saltare alle conclusioni e dire che la Mondadori fa ciò che gli pare e parlare di giusto e meno giusto. Sicuramente la tua vicenda è assai spiacevole per te, perché capisco che a quel titolo ci tieni molto, ce l'hai a caro, e posso capire la tua rabbia/frustrazione/dispiacere. Però non lasciare che i tuoi (legittimi) sentimenti di autore offuschino la tua capacità di giudizio, più che altro perché ci sono altre possibilità in gioco: il titolo in sé per sé non è così complesso da non poter essere frutto di una coincidenza, anzi, ci sono una serie di motivi che ci fanno pensare che possa davvero esserlo, e se davvero c'è qualcosa da rubare in un romanzo relativamente poco conosciuto di una piccola CE, non è il titolo, ma il contenuto.

Voglio dire... di che stiamo parlando? Chi ti conosce lo sa che ti chiami Gianluca Antoni e che non pubblichi con Mondadori: chi ti conosce e sa del tuo libro e lo vuole, come può confondersi e comprare il libro della Mondadori invece che il tuo? Il nome della Bosco figurerà pure in copertina suppongo! Ma anche fosse, che interesse ha la Mondadori a schiacciare te e la CE che ti pubblica? Non penso infatti rappresentiate una seria concorrenza per una big. E se non si tratta di schiacciare, ma magari di rubare una buona idea, perché rubare il titolo, che è la cosa più evidente e che subito si scoprirebbe? Meglio plagiare per bene il contenuto. Ovvero, penso che se la Mondadori avesse voluto pensare apposta un bel titolo, non sarebbe andato a rubarlo a te. Penso piuttosto che tu e la Bosco, o chi per lei, abbiate semplicemente avuto la stessa idea e non penso che tu possa biasimare lei o la Mondadori per non conoscere te, il tuo romanzo e la piccola CE che te l'ha pubblicato.

Detta in una metafora, a me sembra che parliamo di un elefante che ha inavvertitamente schiacciato una formica, non di un bambino pestifero che si è divertito a dargli fuoco con una lente.

 

E allora l'unica cosa logica in tutto questo è la domanda che hai fatto adesso, ovvero: 

la Mondadori può far uscire un libro senza verificare se il titolo sia già in commercio?

 

Cui ti abbiamo praticamente già risposto: sì e no. Ovvero, terrà conto dei libri in commercio di cui è a conoscenza (perché particolarmente famosi o pubblicati da altre big), ma ci scommetto quello che ti pare che non si mette a controllare ogni catalogo fino alla più piccola CE. E io non mi sento di biasimarli per questo: detto in soldoni, è un lavoraccio inutile, visto che dal punto di vista legale, non c'è nessun problema ad usare un titolo già esistente, purché l'opera esistente non sia già conosciuta e affermata con quel titolo.

 

La mia domanda allora è: ti senti di dire, in tutta onestà, che la tua opera possa essere così conosciuta da poter vantare un diritto esclusivo sul proprio titolo?

Ed inoltre: se pensi davvero che il titolo sia stato coscientemente e volutamente rubato perché, che ne so, reputato un titolo formidabile dall'enorme potenziale o per qualche altra ragione, che cosa è che te lo ha fatto pensare? Hai, che ne so, delle prove o anche solo degli indizi che ti hanno fatto davvero sospettare che un qualcosa del genere ci sia stato? Oppure hai semplicemente saputo del libro della Bosco e sei saltato alle conclusioni?

Perché, te lo ripeto, a volte l'amor proprio e per le proprie opere gioca brutti scherzi. E il destino non è da meno.

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Credo che i problemi potrebbero venire in seguito. Mettiamo che il romanzo Mondadori abbia successo e che, per errore, dei lettori acquistino per sbaglio quello di Gianluca Antoni, fidandosi solo del titolo. Credo che Mondadori lo accuserebbe di aver copiato il titolo per avere vantaggio e trarre in inganno il pubblico. 

Insomma, situazione poco piacevole e ad alto rischio, soprattutto per la parte più debole. 

Non so se l'editore di Gianluca Antoni abbia un avvocato, ma penso che una piccola consulenza legale, non guasterebbe, solo per proteggersi le spalle in futuro. Le cause costano e finire in causa contro un colosso dell'editoria porta a parecchio stress.

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Credo che i problemi potrebbero venire in seguito. Mettiamo che il romanzo Mondadori abbia successo e che, per errore, dei lettori acquistino per sbaglio quello di Gianluca Antoni, fidandosi solo del titolo. Credo che Mondadori lo accuserebbe di aver copiato il titolo per avere vantaggio e trarre in inganno il pubblico. 

Insomma, situazione poco piacevole e ad alto rischio, soprattutto per la parte più debole. 

Non so se l'editore di Gianluca Antoni abbia un avvocato, ma penso che una piccola consulenza legale, non guasterebbe, solo per proteggersi le spalle in futuro. Le cause costano e finire in causa contro un colosso dell'editoria porta a parecchio stress.

Io non vedo nessun rischio di questo genere: il romanzo della Mondadori è uscito il 3 marzo, quello di Gianluca 3 anni fa. Non ci sono dubbi sul fatto che Gianluca e il suo editore non hanno copiato da nessuno.

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Comunque io, nel mio piccolo, prima di assegnare un titolo al mio romanzo ho fatto un'accurata ricerca su Google per verificare che fosse del tutto originale e mai utilizzato da altri autori. La stessa cosa l'ho fatta per il mio blog. Forse anche la Mondadori avrebbe potuto farlo. Non dico di spulciare tutti i cataloghi d'Italia, ma magari una ricerca su Google sarebbe stata sufficiente. Detto ciò, sottoscrivo nuovamente Alexander.

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Ospite

Il discorso si è spostato sulle CE e sono andato a controllare quella che ha pubblicato il libro di Gianluca, è possibile trovarla qui:

http://www.writersdream.org/forum/topic/168-italic-pequod-edizioni/

 

Penso che, all'interno dello stesso topic segnalato, Gianluca potrebbe condividere con noi la sua esperienza facendoci scoprire magari una realtà diversa da quella di una CE EAP.

Ritornando invece al tema di questa discussione, anch'io non credo che Mondadori si sia appropriata del titolo 'senza colpo ferire', in tutto questo, un po' ha perso, e poi mi sembra che siano arrivate anche delle scuse. Più che altro, perchè accussare di falsità il libro della Bosco?

Grazie.

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Io non vedo nessun rischio di questo genere: il romanzo della Mondadori è uscito il 3 marzo, quello di Gianluca 3 anni fa. Non ci sono dubbi sul fatto che Gianluca e il suo editore non hanno copiato da nessuno.

 

Su questo non ci piove, ma lo sappiamo noi che abbiamo letto la discussione. Chi lo sa, al di fuori di qui? Lo sanno i lettori che comprerebbero il libro di Antoni? Per costoro il titolo è lo stesso e basta questo a metterli fuori strada.

Sono anche convinto che Mondadori non sappia nemmeno  l'esistenza di un romanzo con un titolo uguale a quello appena pubblicato da loro (a meno che non spulcino il forum e trovino questa discussione).

Metti caso che si verifichi la situazione che ho immaginato, metteresti la mano sul fuoco che Mondadori se ne starebbe buona e ignorerebbe la cosa? Magari farebbe uscire la notizia solo per far pubblicità al libro della Bosco e vendere mille copie in più. Intanto la controparte sverrebbe al pensiero delle spese legali da sostenere e da anticipare. Se la CE di Antoni vincesse, vincerebbe dopo anni, perché le grandi aziende sono bravissime a dilatare certe situazioni, specie quando vanno a loro svantaggio.

Comunque la mia è solo un'ipotesi preventiva.

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Ritornando invece al tema di questa discussione, anch'io non credo che Mondadori si sia appropriata del titolo 'senza colpo ferire', in tutto questo, un po' ha perso, e poi mi sembra che siano arrivate anche delle scuse. Più che altro, perchè accussare di falsità il libro della Bosco?

 

Mondadori si è scusata?

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Io non vedo nessun rischio di questo genere: il romanzo della Mondadori è uscito il 3 marzo, quello di Gianluca 3 anni fa. Non ci sono dubbi sul fatto che Gianluca e il suo editore non hanno copiato da nessuno.

 

Su questo non ci piove, ma lo sappiamo noi che abbiamo letto la discussione. Chi lo sa, al di fuori di qui? Lo sanno i lettori che comprerebbero il libro di Antoni? Per costoro il titolo è lo stesso e basta questo a metterli fuori strada.

Sono anche convinto che Mondadori non sappia nemmeno  l'esistenza di un romanzo con un titolo uguale a quello appena pubblicato da loro (a meno che non spulcino il forum e trovino questa discussione).

Metti caso che si verifichi la situazione che ho immaginato, metteresti la mano sul fuoco che Mondadori se ne starebbe buona e ignorerebbe la cosa? Magari farebbe uscire la notizia solo per far pubblicità al libro della Bosco e vendere mille copie in più. Intanto la controparte sverrebbe al pensiero delle spese legali da sostenere e da anticipare. Se la CE di Antoni vincesse, vincerebbe dopo anni, perché le grandi aziende sono bravissime a dilatare certe situazioni, specie quando vanno a loro svantaggio.

Comunque la mia è solo un'ipotesi preventiva.

 

Fabrizio, abbi pazienza: basta aprire il libro e leggere che la prima edizione è del 2012. Basta anche solo googlare il nome dell'autore o il titolo del libro e si scopre immediatamente che la prima edizione è del 2012. Insomma, non è che sia chissà quale segreto di stato o mistero eleusino che lo possiamo sapere solo noi quattro gatti e basta o che la Mondadori possa sfruttarlo senza vedersi sputtanata (dai suoi potenti concorrenti magari, più che da Gianluca stesso) in 2 nanosecondi.

Va bene che è una big, va bene che la Mondadori farà pure le sue 'porcatelle' giudiziarie ogni tanto, ma davvero, non esageriamo con la fantasia (o la paranoia).  :asd:

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