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nicole

Gruppo Albatros Il Filo

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Il problema è che un conto è pagare per pubblicare, altra cosa è pagare nell'illusione che un sacrificio iniziale possa lanciarti sull'olimpo della scrittura. Nel primo caso c'è piena consapevolezza pari a quella di chi va a comprare una qualsiasi cosa. Nel secondo caso, si fa leva sull'ingenuità e la buona fede (d'altra parte se qualcuno dovesse avere un approccio con il mondo dell'editoria, incappando proprio in questa condizione, potrebbe credere che sia normale).

Bisogna distinguere con attenzione queste due categorie di condizioni.

La buona fede non è un crimine!

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Ospite Signor Ford

Marck, posso anche essere d'accordo con te. Non è un crimine pagare in buona fede, ma dobbiamo anche dire che non è un crimine chiedere soldi per pubblicare.

Dieci anni fa, anche cinque se vuoi, potevamo dire che non ci fossero elementi e informazioni sufficienti per non credere che pagare per pubblicare un sogno fosse comunque l'unica via. Oggi, con la marea di informazioni facilmente reperibili, non puoi dire che non si sa. Basta sedersi e informarsi, se non ti informi e tiri fuori il blocchetto degli assegni, parte della responsabilità rimane comunque a tuo carico. 

E tranquillo che di questi tempi se hai un sogno per le mani da un lato, ma almeno 1000 da sborsare dall'altro, ti siedi un attimo e ti informi. Io feci così proprio 4 anni fa quando ricevetti la proposta di pubblicazione a pagamento di questo editore. E proprio in questo modo sono arrivato in questo forum.

Non condanno chi paga per pubblicare, pretendo solo da lettore di saperlo perché è nei miei diritti sapere se un libro è frutto di un investimento unico dell'azienda che ci ha creduto o dei soldi presi da chi lo ha scritto e ha cavalcato l'onda del suo sogno. Se tiri fuori i soldi, non puoi invocare la buona fede o l'ignoranza, solo che li stai tirando fuori.

Questo perlomeno è il mio punto di vista :)

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@Frà. Si, vero che oggi è difficile non essere informati su come vanno le cose nel mondo... ma è anche vero che ci sono esordienti che provengono da ambienti del tutto estranei al mondo dell'editoria e che magari hanno una grande passione per i libri, una naturale predisposizione per la scrittura ma non conoscono minimamente il nostro ambiente.

Guarda, personalmente è una vita che mi muovo in ambiente artistico (e nell'editoria di settore ad esso relativa) ed è da sempre che scrivo e milito sui forum. Solo ad un certo punto della mia vita, ho deciso di darmi da fare in senso professionale in questo settore e rientro esattamente nella categoria di persone che non possono non sapere. Quando mi sono trovato di fronte questa CE non mi sono fatto convincere dalla campagna pubblicitaria. Sai però che c'è? Esistono ancora "ingenui" che sperano che il mondo ideale esista e spesso lo individuano proprio con l'oggetto delle loro speranze ("sogno d'essere un cuoco sin da bambino ed il mondo che gravita attorno alla cucina è il paradiso.").

Queste mosche bianche "cadono in bocca" del primo che passa loro davanti. Il risveglio "dal mondo dei sogni" può essere traumatico.

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Oggi basta davvero poco per informarsi, il WD stesso (che non finirò mai di ringraziare per le info avute allora) e altri forum/siti letterari garantiscono una rosa di notizie in merito molto ampia. Evidentemente c'è ancora chi, nonostante tutto, riesce a cascare ancora nell'EAP, sordo a ogni "avvertimento"...

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Nicole, anch'io ti faccio un sacco di complimenti sul tuo romanzo. E' bellissimo, favoloso e lo reclamizzerò ovunque. Come dici? Non l'ho letto e non posso dare un giudizio? Ma sì che posso, perché no? Se lo fa Albatros lo faccio anch'io.

 

Non credere mai ai complimenti interessati, Nicole. Se proprio desideri avere fra le mani una copia del tuo romanzo, utilizza il print on demand che costa molto, molto meno di Albatros et similia. I soldi spendili per la tua bimba, non li dare a chi neanche ti legge ma ti fa le proposte lusinghiere.

 

Buona fortuna. E ricorda che leggere è altrettanto bello, se non di più, che scrivere

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Non ho dati statistici alla mano, ma secondo me la crisi ha colpito anche gli EAP, nonostante tutto.

 

Viviamo in un momento in cui nessuno si fida più di nessuno, dove la gente vede fregature ovunque e intere categorie vengono additate come "ladri". In questo contesto, sommato alla povertà e alla disoccupazione crescente, mi viene davvero difficile credere che il Gruppo Albatros riesca ancora a convincere così facilmente qualcuno a sborsare 3000 euro per il suo sogno. Poi magari sbaglio, eh, ma penso che nel fare informazione sugli editori adesso siano più importanti le testimonianze positive sulle case editrici serie più che l'ennesimo contratto della nota "casa editrice" che vuole solo i nostri soldi. Non è una critica a qualcuno in particolare, eh, è solo una riflessione che avevo voglia di condividere. :)

Negli ultimi tempi mi è capitato più spesso di vedere aspiranti autori che vedono cacca ovunque piuttosto che autori che volevano pubblicare con il primo che capitava. Non so, rispetto a tre anni fa ho l'impressione che il vento sia cambiato. Non del tutto a torto, forse.

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Il Gruppo Albatros secondo me non legge neanche i manoscritti, ti manda un contratto di edizione dove chiede dei soldi insieme a una valanga di materiale pubblicitario per farti vedere quanto sono fighi, hanno sicuramente le spalle coperte dall'enorme quantità di denaro che si beccano da autori che pagano le loro pubblicazioni... evidentemente ce n'è parecchi!

Io ho mandato tempo fa un mio vecchio testo (li conoscevo già ma volevo avere la prova inconfutabile!)  la prassi è quella che vi ho scritto sopra.

Naturalmente ho rifiutato rispondendo che non intendevo pagare per farmi pubblicare, altrimenti avrei pagato una tipografia (con quelle cifre potevo anche far stampare un bel po' di copie!)

Non ho ricevuto risposta.

due chilometri in sù ho letto anche di Natascia Pane, la signora Pane non è un editor, ma un agenzia letteraria, la contrappunto, loro fanno un lavoro di editing e si fanno pagare per questo servizio, il loro lavoro non è trovare case editrici agli autori, ma un servizio a pagamento di editing, non c'è nulla di male al riguardo, lo dico solo per evitare fraintendimenti o delusioni inutili.

Hasta la vista

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Scusate ho visto or ora che c'è tutta una discussione sulle agenzie letterarie e sulla contrappunto in particolare, con giudizi ben più severi del mio...

quindi non mi resta che tacere.

asveduma

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Senza voler difendere o attaccare nessuno, vi porto la mia esperienza con Albatros, con cui ho pubblicato circa 4 anni fa.

Come premessa aggiungo che all'epoca ero ben consapevole che mi stavo rivolgendo ad una EAP e che sono certo al 100% che il mio romanzo è stato letto (e da almeno un paio di persone) prima di propormi il contratto.

 

Io sono contento di Albatros che ha pubblicato il mio primo libro, perchè a fronte dell'acquisto di un certo numero di copie, mi ha fornito tutti i servizi concordati: correzione bozze, editing ed impaginazione professionale, realizzazione della copertina da una foto (fatta da un mio amico fotografo professionista non nuovo a realizzazioni di cover), commercializzazione sul loro sito, distribuzione su ordinazione nelle librerie aderenti ad arianna+ (alice) e sui siti web specializzati, una presentazione, due passaggi televisivi (vabbè su canali satellitari che non si caga nessuno), presentazione al salone di Torino con pass gratis, presentazione al salone di francoforte, elenchi di premi letterari con fornitura gratuita delle copie necessarie a parteciparvi, invio copie alla biblioteca di Roma e pagamento dei diritti ... ma ci sono 2 grossi 'ma': ma il prezzo di copertina era esorbitante per un esordiente; ma ad un certo punto bisogna fare anche i conti, e tutto ciò mi è costato circa 1300 euri contro un introito di 400 euri dopo 2 anni. Dopo 2 anni il contratto è scaduto, ma tacitamente il libro non è stato ritirato e la Albatros mi paga ancora i diritti del venduto, tuttavia mi sono ripubblicato in e-book gratis il romanzo ed in 3 mesi ho avuto il doppio dei download di ciò che ho venduto in 4 anni.

 

Questi sono fondamentalmente i motivi che mi hanno spinto a cercare di pubblicare con CE NO EAP negli anni seguenti

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Ospite

Mi è arrivata una bellissima lettera infiocchettata piena di tante carte, brochure e slogan accalappia scrittori con una meravigliosa proposta editoriale :asd: ovviamente a pagamento. Anzi, dire "a pagamento" è sminuire l'entità della richiesta del gruppo Albatros.

Solitamente rispondo con quesiti o con risposte negative via e-mail (tengo al mio lavoro e voglio che sia trattato bene, senza versare un euro). Orbene, in questo caso ho cestinato il tutto senza batter ciglio.

Eppure, ragazzi, se continuano evidentemente c'è un business e in tanti ancora pubblicano con loro.

A ciascuno il suo.

 

Buona scrittura a tutti.

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Ospite masterofnumbers

A me hanno chiesto 2580 euro (200 copie da acquistare). La signora che mi ha contattato diceva che in base alla sua esperienza editoriale il mio è un libro che tira etc etc.... 

Quando poi mi sono documentato meglio su di loro le ho inviato via mail i link alle varie recensioni negative che si leggono in giro. 

Beh vi allego la loro risposta via mail.

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@masterofnumbers Ciao.

Scusa se ho editato il tuo messaggio, ma preferiamo che non si condividano le email di terzi. Puoi però riassumere la risposta del gruppo in questione.

E grazie della tua testimonianza :) 

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Ospite masterofnumbers
1 minuto fa, Niko ha detto:

@masterofnumbers Ciao.

Scusa se ho editato il tuo messaggio, ma preferiamo che non si condividano le email di terzi. Puoi però riassumere la risposta del gruppo in questione.

E grazie della tua testimonianza :) 

Opss chiedo venia, Boss:s

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È sempre una questione di soldi. Se spendi qualche migliaio di euro ti stampano il libro e un po' te lo pubblicizzano. Se spendi 300 euro te lo fai editare e lo pubblichi self così pubblichi quello che ti pare tanto chi ti giudica. Se spendi 400 euro lo sponsorizzi su facebook per mesi. E tutto il resto, tra saloni e trasferte per le presentazioni.

Poi c'è quello che scrive, edita e propone, da solo. E fa la stessa figura di chi apre il portafoglio e ha soldi e tempo libero.

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Ospite masterofnumbers

@Andrea.Dee Si certo ah ah ma non sapevano che pure io lavoro nel settore stampa&editoria.... mi è bastato chiedere su ai piani alti al CdA per togliermi ogni dubbio sull'impresa Albatros:D

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3 ore fa, Niko ha detto:

@masterofnumbers Ciao.

Scusa se ho editato il tuo messaggio, ma preferiamo che non si condividano le email di terzi. Puoi però riassumere la risposta del gruppo in questione.

E grazie della tua testimonianza :) 

 

Se questa è la politica che avete vorrei farvi notare una cosa, non si commette nessun reato a pubblicare la propria corrispondenza, sia quella inviata che quella ricevuta. Poi... vedete un pò voi

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50 minuti fa, Cannonball ha detto:

Se questa è la politica che avete vorrei farvi notare una cosa, non si commette nessun reato a pubblicare la propria corrispondenza, sia quella inviata che quella ricevuta. Poi... vedete un pò voi

Grazie del tuo parere, Cannonball.

La giurisprudenza in merito è in continua evoluzione e si adegua ai tempi e a i mezzi di diffusione attuale. Se è vero, da un lato, che il reato di "Violazione di corrispondenza" riguarda la corrispondenza di cui non si è destinatari, vi è comunque lesione del Diritto d'Autore, il quale specifica, all'art. 93, che

Cita

Le corrispondenze epistolari, gli epistolari, le memorie familiari e personali e gli altri scritti della medesima natura, allorché abbiano carattere confidenziale o si riferiscano alla intimità della vita privata, non possono essere pubblicati, riprodotti od in qualunque modo portati alla conoscenza del pubblico senza il consenso dell’autore, e trattandosi di corrispondenze epistolari e di epistolari, anche del destinatario.

Una mail informativa non ha carattere "confidenziale" e personale in senso stretto, ma pare che quel capo si estenda anche a questo caso, intendendo per "confidenziale" una comunicazione che avviene in uno scambio privato e non pubblico. Almeno, è riportato così in più sedi. E non sono rari i casi in cui si è aperto un procedimento penale per queste ragioni.

 

In definitiva, essendo una zona grigia e sempre in evoluzione, la nostra politica è questa: si vieta, nel Writer's Dream, la copia di email e messaggi privati di terzi.

Questa decisione può essere condivisa o meno, ma tale rimane.

 

Ora pregherei di tornare in topic; nel caso tu abbia altro da dire, puoi contattarmi in privato.

Grazie.

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4 ore fa, Niko ha detto:

Una mail informativa non ha carattere "confidenziale" e personale in senso stretto, ma pare che quel capo si estenda anche a questo caso, intendendo per "confidenziale" una comunicazione che avviene in uno scambio privato e non pubblico. Almeno, è riportato così in più sedi. E non sono rari i casi in cui si è aperto un procedimento penale per queste ragioni.

 

Anni fa ci sono state delle persone che quando ricevevano delle comunicazioni importanti per posta dicevano che dentro la busta non c'era niente. Ci fu qualche giudice che gli diede anche ragione e allora qualcuno inziò a scrivere la comunicazione nel corpo della lettera. Poi arrivò qualcuno che disse che è un pò assurdo spedire una raccomandata vuota... quindi è verosimile che se uno riceva una mail di servizio, dove addirittura il mittente parla a nome di una casa editrice o di una agenzia senza manco dire come si chiama, la può certamente pubblicare. Non siamo OT perché l'argomento riguarda il forum nel complesso. Invito lo staff a non rimuovere le mai di quel tipo, sono di un certo interesse per la comunità, se arriva qualcuno a dire "perché hai permesso la pubblicazione della mail che gli ho spedito?" gli potete sempre rispondere "non è reato pubblicare corrispondenza propria se priva di informazioni di carattere strettamente privato"

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Visto che @masterofnumbers non ha provveduto a fare un riassunto della mail e poiché la pubblicazione di corrispondenza propria non è reato a meno che non ci siano dati sensibili, per esempio dove sono custoditi i gioielli di famiglia, io lo vorrei invitare a ripubblicare la mail così da avere un quadro più chiaro di come agiscono gli EAP.

Grazie

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*Intervento di moderazione*

 

4 ore fa, Niko ha detto:

nel caso tu abbia altro da dire, puoi contattarmi in privato.

 

Scusa @Cannonball , cosa non ti è chiaro di quanto ha scritto @Niko ?

L'argomento è d'interesse per il forum, certamente, ma nella sezione "Questioni legali". Questa riguarda le esperienze relative alle singole CE, non riguarda l'interpretazione delle leggi, né la politica del forum. Ti invito, quindi, ad attenerti a quanto disposto dal regolamento.

Ti ricordo che agli interventi di moderazione è possibiole rispondere solo in privato, per cui puoi proseguire contattando me o lo stesso @Niko , tramite messaggio privato.

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Ospite masterofnumbers

Ehhh scrivani! Il tempo è poco, non riesco a rispondere tempestivamente:bandiera:

 

Comunque la signora che mi aveva telefonato mi ha risposto con la classica arrampicata sugli specchi. Le avevo postato i link ad alcune discussioni in cui tiravano cacca all'albatros, cui ha replicato dicendo di non voler far polemica ....comunque si trattava di recensioni risalneti al 2010-2011 quindi oltre 5 anni fa.... e che nel frattempo si erano migliorati etc... etc... 

Fatto sta che nella lettera "selezione opera" (che ho appurato essere un banale copiaincolla, confrontandomi con altri malcapitati) avevano pure sbagliato a trascrivere il titolo del mio libro. Cioè, vabbè ahahah

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Beh, io batto tutti: la richiesta che ho ricevuto dalla Albatros - ignoravo fosse EAP quando ho spedito il manoscritto - era di ben 5.600€!!O_O
Per onestà devo dire però che dalla telefonata ricevuta mi è parso di capire che il manoscritto almeno sia stato sfogliato (letto forse è troppo). Aggiungo che come casa editrice sembrano più strutturati di altre EAP.

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Ospite masterofnumbers
32 minuti fa, Vainamoinen ha detto:

Beh, io batto tutti: la richiesta che ho ricevuto dalla Albatros - ignoravo fosse EAP quando ho spedito il manoscritto - era di ben 5.600€!!O_O
Per onestà devo dire però che dalla telefonata ricevuta mi è parso di capire che il manoscritto almeno sia stato sfogliato (letto forse è troppo). Aggiungo che come casa editrice sembrano più strutturati di altre EAP.

Ah guarda evitali come la peste: per conferma su di loro ho chiesto lumi ai nostri commerciali italia. Risposta: sono dei truffatori legalizzati. Accettano "per default" tutti i manoscritti pervenuti sparandoti cifre più che esose. Tanto poi una volta intascati i soldi e il tuo libro risulta un super flop beh come diceva Banfi sono volatili per diabetici tuoi, la loro parte contrattuale l'hanno (mal)adempiuta.

 

(OT: se avessi detto prima in Azienda che avevo 'scritto un libro', mi avrebbero messo subito in guarda da "certa gente" -cit.- LOL)

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Anche io ho ricevuto una offerta dal gruppo in Albatros. In verità ho iniziato da poco a contattare gli editori e una cosa prima di tutto mi ha indotto molte perplessità e vorrei condividerla con voi.

Vi premetto che:

  1. Il lavoro che ho svolto è molto voluminoso al punto che potrebbe dare vita a una collana;
  2. L'argomento trattato è particolarmente scottante e ne potrebbero derivare sia per l'editore che per l'autore molte implicazioni di una certa portata;
  3. Non vi è assolutamente nulla di romanzato perché ho avuto l'onore o il privilegio (vedetela come più vi accomoda) di vivere una esperienza personale alquanto curiosa e insolita, per non dire sui generis;
  4. La prima porzione di testo trasmessa loro, era di circa 2.200 pagine.

Detto questo, la cosa che mi ha creato molte perplessità è stato il fatto che essi hanno letto le 2.200 pagine circa che gli avevo inviato, a tempo di record; la Albatros mi ha risposto circa 30 giorni dopo. Un altra EAP mi ha risposto addirittura dopo circa 12 giorni.

Raffrontando il loro approccio con quello delle editrici non a pagamento che promettono risposte (solo se positive) dopo non meno di 4-6 mesi, ciò mette in luce discordanze procedurali significative riguardo alla valutazione dei testi, al punto da indurre qualsiasi scrittore che voglia vedere affermarsi il suo lavoro piuttosto che il suo Ego, a rifletterci un attimo sopra con la dovuta attenzione.

Per il momento è tutto.

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Ospite masterofnumbers

Niente, volevo solo dire che ieri in sala d'attesa dell'ACI mi è capitato di sfogliare un vecchio numero di Repubblica (circa metà agosto) e verso piè di prima pagina compariva la solita inserzione "Hai scritto un libro?[...]" invitando a inviare i manoscritti entro la deadline dell'8 settembre.

E allora? - direte voi.

Beh... questa primavera io (con l'ingenuità dell'epoca) avevo inviato il mio manoscritto entro il termine che scadeva a maggio. Ovviamente alla fine ho rifiutato, però la tipa dell'Albatros mi aveva poi ricontattato a giugno per avere l'ultima parola definitiva solo perché dovevano fare la programmazione editoriale dell'anno seguente.

Ma come? Volevano avere l'ok a giugno per una presunta programmazione e poi leggo ancora nuovi annunci loro?:lol:

Siamo alla frutta!...per non dire ai limiti della truffa.

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Mi ricordo che ai tempi del liceo, sia io che la mia amica, ci divertivamo a scrivere Fan fiction. Sì, avete letto bene: fan fiction. E le nostre erano talmente popolari sul forum dove le proponevamo, che quando mi capitò tra le mani l'annuncio del Filo, non ci pensai due volte a spedire la Fan fiction (editata da refusi vari). Così fece la mia amica. Ora, io non sto dicendo che siamo due capre nella scrittura, ma a quattordici anni, quando a malapena sai scrivere un tema di italiano in classe, vincere un contratto di pubblicazione mi pare assurdo. Infatti arrivò a entrambe, dopo forse venti giorni dall'invio dei romanzi, il contratto in busta chiusa. Il Filo si congratulava con me e mi chiedeva sui 4000 euro (o forse 4500 euro? E' passato così tanto tempo) per pubblicare il mio romanzo, 500 copie. Mia madre si fece una risata, io strappai il contratto amareggiata. Alla mia amica non importava niente, voleva comunque pubblicarlo. Chissà dove avrebbe trovato 4000 euro. I genitori devono averle dato un schiaffo morale, perché poi non ha fatto più nulla.

 

Anni dopo mi ritrovo, per lavoro, in uno studio di un fisioterapista. Mentre si parla del più o del meno, apre il cassetto e mi lancia sulla scrivania il suo romanzo. Tutto fiero mi dice che l'ha pubblicato l'anno precedente con il Gruppo Albatros. E' un successone secondo lui. Vuole rifilarmi una copia, a quanto pare ha uno scatolone di libri dentro il ripostiglio. Forse li vende ai suoi pazienti insieme alle prestazioni che fa, questo non lo so. So solo che tuttora vedo annunci dell'Albatros e mi domando come sia possibile pubblicare a quelle cifre, soprattutto se non credono per niente nella tua storia. Ora, io non voglio andare a puntualizzare il romanzo del fisioterapista, ma il mio, una fan fiction trasformata in un libro, che se pubblicata sarebbe stata il disonore di tutti i romanzi e un grande affronto agli alberi tagliati per renderla su carta, io, ora, come posso dire di fidarmi di una casa editrice del genere? Forse con gli anni saranno cambiati, forse no, ma quando leggo il loro nome scappo a gambe levate.

 

 

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Ospite masterofnumbers
12 minuti fa, Valeria Gargiullo ha detto:

Forse con gli anni saranno cambiati, forse no, ma quando leggo il loro nome scappo a gambe levate.

No tesoro bello, non sono cambiati affatto:lol: Anzi!

Lo sai che il lupo non perde mai il vizio...

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