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Ciube

Campeggio con sorpresa

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Commento: http://www.writersdream.org/forum/topic/24881-voglio-invitarti-a-un-ballo/

 

 

 

«Lo zaino della tenda?»

«Preso e sistemato. Dentro ci sono anche i picchetti, il martello e la sagola.»

«Bene. E le brandine?»

«Le ho sostituite con due materassini, Robe’. Occupano meno spazio e pesano di meno. Li possiamo gonfiare con la pompa del canotto.»

Claudio fissò contrariato l’amico. «Ma almeno li hai comprati buoni, di tela felpata? Perché se sono tutti di plastica si bucano subito, basta un ago di pino e puff … »

«Tranquillo. Sono buonissimi,  di marca» lo tranquillizzò Roberto. «E poi non ho speso neanche un euro  perché li ho fregati a mia sorella», sorrise furbo strizzando l’occhio. «Tanto a lei non servono più, ora che il marito si è fatto il camper.»

«Ma a quel punto potevi prenderle anche il cucinino a gas.»

«E infatti l’ho preso, che pensi?. Sta lì, guarda», indicando un angolo del bagagliaio, «è quella scatola bianca accanto allo zaino.»

«Sei un grande, Robè!» A Claudio era tornato il sorriso e allungò una pacca sulle spalle all’amico. La lista dei bagagli finì in tasca. «Praticamente c’è tutto, possiamo partire.»

«E no. Prima noi due dobbiamo parlare » fece Roberto facendosi serio, «Tu sai bene di che cosa.»

L’amico sbuffò spazientito. «Ancora con quella storia? Te l’ho già ripetuto mille volte, se vuoi te lo scrivo su un foglio e te lo firmo. A me di Giulia non frega niente e se tu ci vuoi provare sei liberissimo di farlo. Credimi Robe’, sono mesi che ogni notte sogno questa settimana di pesca e non sarà Giulia a farmi cambiare programma. E poi lei ha detto che è attrezzata per conto suo, no? Ha la sua tenda,  dunque che problema c’è? Tu e lei potete starvene per conto vostro e avere tutta la privacy possibile. Non sarò certo io a disturbarvi»

«Già. Però, chissà com’è», lo interruppe l’amico, «l’ha chiesto a te, non a me, se poteva aggregarsi.» Roberto era cotto perso di Giulia ma la sua timidezza era patologica e in più temeva che la ragazza fosse interessata al suo amico, molto più spigliato di lui.

«Certo che l’ha chiesto a me, sono io che ci metto l’auto.» Claudio tentava di far ragionare l’amico. «E poi tu, ogni volta che lei ti parla vai in bambola, ti metti a sproloquiare per ore. È vero o no?»

Era vero e Roberto abbassò gli occhi, incupendosi ancora di più.

L’amico capì di avere esagerato e lo prese per un braccio. «Beh, perché adesso questa faccia? Io volevo soltanto dirti che per quanto mi riguarda devi stare assolutamente tranquillo, e basta. E che però devi tenere presente che avrai cinque giorni di tempo, non un mese. Perciò se la Giulia ti interessa davvero devi andarci giù deciso, buttarti. Male che vada ti dirà di no e pace.»

«La fai semplice tu, che sei sempre pieno di donne» Lo sguardo di Roberto era sempre più rassegnato, il pensiero di un rifiuto di Giulia bastava ad azzerargli il respiro. «Quella ragazza è strana, prima ti sorride e poi svicola come un’anguilla. Non riesco mai a capire che cosa le passi per la testa. Ogni volta che provo a dirle qualcosa d’importante mi guarda e scoppia a ridere… »

«Fanno tutte così, dai retta. Si fanno pregare, ci prendono gusto. Sono sadiche» commentò Claudio entrando in auto. «Dai, ora però sali e andiamo, che facciamo tardi. A che ora ha detto di passare da lei? »

«Alle nove e mezza. Manca un quarto d’ora.»

«Cazzo! E me lo dici così?» Claudio accese il motore e la cinquecento partì sgommando. Dopo dieci minuti erano davanti al portone e Roberto scese a citofonare, poi tornò di corsa verso l’auto. Era rosso in volto, eccitato come un bambino che sta per scartare il regalo di Natale.

«Sta scendendo.»

Giulia si presentò in jeans a vita bassissima, canotta e zaino supergriffato. Era magnifica. Però non era sola, con lei c’era Alessia.
L’unica lesbica dichiarata di tutto il liceo.

Claudio scoppiò a ridere mentre l’amico, annichilito, veniva caricato come un facchino dalle due amiche, che nel frattempo si erano sfilate dalle spalle gli zaini.  

«Ho pensato che, visto che c’era un posto libero, non vi sarebbe dispiaciuto avere un passeggero in più» dichiarò candida Giulia, mentre prendeva posto con l’amica sul sedile posteriore.

«Nessun problema, figurati!» la rassicurò Claudio che si sforzava di restare serio. «In quattro si steccano meglio le spese e poi, tanto, io e Roberto saremo sempre in acqua a fare pesca sub. Vero Rob?»

«Come, no?» confermò l'altro con voce atona. Già lo sapeva, sarebbe stato il peggiore campeggio della sua vita.

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Ciao Ciube. Ti segnalo alcuni passaggi che non mi hanno convinta.


«Le ho sostituite con due materassini, Robe’. Occupano meno spazio e pesano di meno. Li possiamo gonfiare con la pompa del canotto.»

 

 

Refuso? Mi pare che sia Roberto a parlare.

«E infatti l’ho preso, che pensi?. Sta lì, guarda», indicando un angolo del bagagliaio,

 

 

Refuso: doppia punteggiatura. “Indicando” l’avrei sostituito con “indicò”: suona meglio.

Roberto era cotto perso di Giulia ma la sua timidezza era patologica e in più temeva che la ragazza fosse interessata al suo amico, molto più spigliato di lui.

 

 

Non la vedo proprio utile questa precisazione. Con la risposta successiva di Claudio si capisce comunque.

Era vero e Roberto abbassò gli occhi, incupendosi ancora di più.

 

 

Anche qui: l’intrusione del narratore dà un po’ fastidio. Io toglierei la parte sottolineata.

L’amico capì di avere esagerato e lo prese per un braccio.

 

 

Come sopra, poi vedi tu.

Claudio accese il motore e la cinquecento partì sgommando.

 

 

Userei la maiuscola: è la marca di un’auto.

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