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Henry Molaison

voglio invitarti a un ballo

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Voglio invitarti

a un ballo:

― qualcosa di esclusivo,

che lasci senza fiato ―

senza effetti speciali

luci multicolori...

per orchestra

un violino

nel salone deserto.

Il tuo fiato sul collo

le dita sui tuoi fianchi

le caviglie sottili

che calpestano l’aria,

e le mani intrecciate

con garbata energia

e il tuo cuore che

al mio

sussurra i suoi pensieri.

Certo, è occorsa una

Vita

per giunger fino a

qui,

ma in fondo cosa importa:

io volteggio,

Tu accogli.

E si realizza il Sogno,

certo il più

inaspettato,

in una dimensione

che distilla euforia,

quello a cui Tu aspiravi

quando ansiosa pensavi:

Vorrei andare a un ballo,

vorrei andarci

con Te.

http://www.writersdream.org/forum/topic/24855-dettagli-da-piccole-cose/#entry434827

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Ciao Henry, mi piace la tua poesia. Evochi il ballo, un tango poi, come un fermo immagine sospeso nel mondo che continua ad andare, e in questo frame poi  ti cali girando attorno ai due protagonisti, studiando e descrivendo con leggerezza l’energia e la sincronia dei movimenti, sottolineando quei suoni sottili, ovattati che  soltanto una coppia che danza in una sala deserta riesce a fare avvertire.
MI hai ricordato con le tue parole una poesia che ho postato tempo fa proprio qui, quella del violinista di strada che suona sulle strisce pedonali e s’innamora di una donna intravista nella folla. Con le tue strofe tu però sei andato oltre, hai disegnato un delizioso cameo che varrebbe anche se letto come prosa, per l’essenzialità del suo contenuto.
Pur in un giudizio così positivo, anzi proprio per questo, ho comunque provato a editarti, trovi la versione rieditata in fondo a questo commento. Si tratta di ritocchi leggerissimi e non di correzioni (perché non c’erano errori da correggere). Trovali da te confrontando i due testi, questa è
soltanto una rilettura che a mio parere migliora la sintesi delle tue immagini lasciando inalterata la sostanza della tua composizione.

Ancora complimenti.     

 

Voglio invitarti
a un ballo:
― qualcosa di esclusivo,
che lasci senza fiato ―

senza effetti speciali

luci multicolori...
Per orchestra
un violino
nel salone deserto.
Il tuo fiato sul collo
le mie dita sui tuoi fianchi
le caviglie sottili
che calpestano l’aria,
le mani intrecciate
con studiata energia
e il tuo cuore, che
al mio
sussurra i tuoi pensieri.
Certo è occorsa una
vita per giungere fin qui,
però che importa?
Io volteggio,
Tu accogli
e si realizza il Sogno,
il più inaspettato,
in una dimensione
che distilla euforia.
quello a cui Tu aspiravi
quando ansiosa pensavi:
Vorrei andare a un ballo
e vorrei andarci
con Te.

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Intanto grazie del passaggio e dei complimenti: fanno sempre piacere.

Ho colto tutte le differenze (mi è sembrato un gioco! Divertente!) ma non posso accoglierle non perchè non le condivida ma per una bieca questione di metrica.

Mi soffermo solo su:

(mio) le dita sui tuoi fianchi - settenario
(tuo) le mie dita sui tuoi fianchi - ottonario

 

 

 

 

e la medesima osservazione vale per tutti gli altri.

Capirai certo che proprio in un componimento incentrato sul binomio musica/ballo  (ritmo/tempo) la metrica risulta imprescindibile.

Facci caso, sono tutti settenari.

Comunque non erano certo osservazioni sbagliate, ma a volte la metrica esige sacrifici.

Alla prossima

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Ospite Joy

Ti faccio i miei complimenti per questa bella poesia. Ci tengo a sottolineare che io sono una perfetta analfabeta quando si parla di poesia perché non ho idea di cosa sia la metrica né la tecnica che sta alla base di una composizione poetica, quindi prendi i miei appunti per quello che sono.

 


luci multicolori...
per orchestra
un violino
nel salone deserto.

 

C'è qualcosa che non mi torna in questa frase "per orchesta un violino". Credo che tu abbia invertito le frasi e lo abbia fatto volutamente. Sono strategie poetiche che una non addetta ai lavori soffre un po'.

 

 

Il tuo fiato sul collo
le dita sui tuoi fianchi

 

I possessivi. Nella prosa tendiamo a usarne pochi, forse lo stesso discorso non si può fare per la poesia.

 


io volteggio,
Tu accogli.

 

Questa è la parte che mi è piaciuta meno perché i ruoli sono invertiti. La donna dovrebbe volteggiare e lui accoglierla nelle sue braccia.

 

Tornando al testo, l'ho trovato molto delicato. I protagonisti desideravano conoscersi meglio e hanno approfittato di una serata danzante per trascorrere un po' di tempo insieme. Mentre volteggiano l'attrazione aumenta tanto che sembra qualcosa a cui anelavano da una vita intera.

Quello che invece è stupefacente è che tu abbia anticipato la trama di qualcosa che per ora ho solo in testa e che proprio in questi giorni stavo pensando di realizzare. Il problema sarà la documentazione perché la storia si svolge due secoli fa.

Gran bella poesia che denota la sensibilità di chi l'ha scritta.
 

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Ti faccio i miei complimenti per questa bella poesia. Ci tengo a sottolineare che io sono una perfetta analfabeta quando si parla di poesia perché non ho idea di cosa sia la metrica né la tecnica che sta alla base di una composizione poetica, quindi prendi i miei appunti per quello che sono.

 

luci multicolori...

per orchestra

un violino

nel salone deserto.

 

C'è qualcosa che non mi torna in questa frase "per orchesta un violino". Credo che tu abbia invertito le frasi e lo abbia fatto volutamente. Sono strategie poetiche che una non addetta ai lavori soffre un po'.

 

 

Il tuo fiato sul collo

le dita sui tuoi fianchi

 

I possessivi. Nella prosa tendiamo a usarne pochi, forse lo stesso discorso non si può fare per la poesia.

 

io volteggio,

Tu accogli.

 

Questa è la parte che mi è piaciuta meno perché i ruoli sono invertiti. La donna dovrebbe volteggiare e lui accoglierla nelle sue braccia.

 

Tornando al testo, l'ho trovato molto delicato. I protagonisti desideravano conoscersi meglio e hanno approfittato di una serata danzante per trascorrere un po' di tempo insieme. Mentre volteggiano l'attrazione aumenta tanto che sembra qualcosa a cui anelavano da una vita intera.

Quello che invece è stupefacente è che tu abbia anticipato la trama di qualcosa che per ora ho solo in testa e che proprio in questi giorni stavo pensando di realizzare. Il problema sarà la documentazione perché la storia si svolge due secoli fa.

Gran bella poesia che denota la sensibilità di chi l'ha scritta.

 

 

ciao.

Lietissimo di chiarire le tue perplessità:

senza effetti speciali

luci multicolori...

per (= come) orchestra

un (solo) violino

nel salone deserto.

L'effetto visivo/sonoro perseguito è quello della eco che uno strumento acuto può dare risuonando in un ambiente così grande.

Ciube parlava di tango: ecco, pensa a libertango...

 

I possessivi, già. Io ho in atto una vera crociata "contro", ma essi sono in genere mono/trisillabi e non immagini quanto siano utili a quadrare la metrica...

 

io volteggio,

Tu accogli.

La tua osservazione è "normalmente" calzante, normalmente nel senso del rispetto dei ruoli, ma fermati un istante su questi altri versi:

 

quello a cui Tu aspiravi

quando ansiosa pensavi:

Vorrei andare a un ballo,

vorrei andarci

con Te.

e mettili in relazione con quelli che hai citato.

"Lei" all'inizio di questo fotogramma (fuori scena, direi) ha espresso un desiderio che ora si realizza, in questa ottica lui "volteggia" nel senso di guida, prende l'iniziativa e lei "accoglie" segue, si lascia guidare.

 

Grazie, infine, per la tua considerazione sulla mia persona, è simmetrica!

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Ma sono solo io che ci vedo un estremo bisogno di spostare questo testo nella sezione over 18? :li: 

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Ma sono solo io che ci vedo un estremo bisogno di spostare questo testo nella sezione over 18? :li:

Perché mai?

 

 

 

Ma davvero sono solo io a vederci certe metafore? Dai che mi state scherzando...

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Ospite Joy

 

Ma davvero sono solo io a vederci certe metafore? Dai che mi state scherzando...

 

 

Sinceramente non ne vedo, K. Sarò "de coccio" come si dice a Roma. Boh...

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Ospite Cristiano Lachesi

Ciao Henry,

una poesia in due tempi, giustamente separati da un'interlinea maggiore.

La prima fase l'interpreto come l'intenzione nell'attesa di un qualcosa da tempo sospirato. il fatto di aver iniziato con immagini che riportano a emozioni di attesa e di riservatezza mi piace molto perchè introduce perfettamente la fase descrittiva dell'incontro immaginato. Tuttavia nella lettura ho la sensazione di mancanza di scorrevolezza narrativa nell'intercalare di fiato , dita e caviglie. Avrei preferito leggere l'aggettivo possessivo rivolto anche alle dita con una virgola in sostituzione di sui. Dovendo spiluccare in un insieme piacevole aggiungerei un mio personale disaccorto con la parola  garbata riferita ad energia che fa riferimento comunque ad una emozione sfociata dopo una attesa e quindi non garbata ma forse leggiadra. Questo perchè mi porterebbe alla mente gioia e liberazione invece di controllo e dolcezza e che troverebbe conferma nella scena io volteggio, tu accogli e verrebbe ripresa dall'euforia della conclusione.

Comunque sono solo sottigliezze.

un saluto,

Cristiano.

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Caro Cristiano,

Non hai idea di quanto mi sia scervellato su quel "garbata" che non ni ha mai soddusfatto del tutto.

Accolgo il tuo suggerimento e modifico sull'originale.

Grazie del passaggio.

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Ospite Cristiano Lachesi

Ciao Henry,

 

sono contento di essere stato utile ed anche che non abbia accettato l'altra osservazione. La virgola avrebbe interrotto la fluidità non solo narrativa ma anche visuale. Mi spiego. Se l'emozione deve essere di due persone in un valzer, vedo in questa descrizione

 

Il tuo fiato sul collo
le dita sui tuoi fianchi
le caviglie sottili
che calpestano l’aria,

 

la volontà di unire le figure non solo scorrendole dall'alto al basso ma anche con una vicinanza e quasi un legame nei tre punti descritti. Vedo inoltre l'intenzione di gestire questa emozione dal lato di chi assiste alla scena, lui che si immagina, che non solo scorre e si sofferma ma rimbalza da una figura all'altra come se volesse legarle con lo sguardo riconoscendo in questo modo il legame che si è finalmente realizzato. E la mia sensazione è che la strofa - le dita sui tuoi fianchi-  non renda appieno tutto ciò e ne rappresenti un elemento di debolezza. Perchè non sento una emozione di appartenenza del gesto da parte di lui. Un possessivo è stata la prima cosa che mi era venuta in mente anche perchè non volevo stravolgere ciò che comunque era già bello. Rileggendo il tutto, avverto che potrebbe essere il caso anche di mostrare non solo appartenenza del gesto ma anche un  lato di passione iniziale. Che dici un qualcosa che mostri una reazione al fatto di sentire il fiato sul collo e che dia alle mani non solo una posizione ma anche un'azione emotiva? Mi viene in mente - ti sento sui tuoi fianchi -. Ma se il mio ragionamento ti ha incuriosito, sono sicuro, potrai trovare una soluzione migliore.

un saluto,

Cristiano.

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Henry, quello che KMR credo abbia voluto dire è che questa poesia, molto bella, sprigiona tra le altre cose una sensualità molto spiccata. Eh sì non è il solo ad averla notata, ma è un po' esagerato pensare di spostarla in over 18. E' gestita bene, rimane nei limiti del buon gusto, anzi aggiunge quel tocco indispensabile alla prosa che altrimenti perderebbe molto.

A parte quel garbata (che rivedrei fortemente) non ho trovato nulla che cambierei. Anzi, alcuni accostamenti sono particolarmente riusciti (volteggio/accogli - anche se invertirei i ruoli, a meno che il significato reale non è nei passi). Ho trovato molto bella anche la specifica (mi ci è voluta una Vita per arrivare fin qui - una vita per saper affrontare il ballo, per poterlo offrire, e qui sì non si parla solo di passi, è un ballo che offre ben altro). Lasciala così questa poesia. E' perfetta

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Ciao, Francy, ciao Cristiano, provo a rispondere a entrambi risparmiando spazio.

Che sia "sensuale", non ci piove - un'amica che ha letto tanto e altro- è convinta sia la più sensuale in assoluto, ma da qui all'over 18...

E veniamo alle dita,e alle caviglie sottili.

Entrambe rappresentano due mie fisse dell'universo femminile: i fianchi sinuosi e le caviglie sottili. In quel punto, quello della descrizione, del colpo d'occhio, quei due versi rappresentano "solo" la fusione "fisica esclusiva" richiamata dal singolo violino, dal salone deserto.

Minimalista.

Il possesso (deprecato in "barca controcorrente" che sta più sotto, ma qui assolutamente condiviso come desiderio reciproco) è tratteggiato nel volteggio/accogli ma ancor più negli ultimi versi (sottostimati):

"...dicevi,vorrei andare a un ballo,vorrei andarci con te"

È un suo (di lei) desiderio, quello di essere "guidata", finalmente, un desiderio che impiega una Vita a realizzarsi, e che per questo dev'essere goduto nella perfetta solitudine dei corpi, nell'assoluta comunione delle anime.

Grazie a entrambi

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Ospite Cristiano Lachesi

Grazie Henry per la spiegazione. Il tutto mi risulta più chiaro ed alcune cose mi erano sinceramente sfuggite. Approvo quindi quanto da te scritto.

un saluto,

 

Cristiano

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Ospite
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