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Mare, buio e gabbiani

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Commento: http://www.writersdream.org/forum/topic/24569-memorie/#entry430386

 

 

Vi siete mai fermati a pensare al l'immensa bellezza del mare nelle ore più buie della notte? Mi riferisco a quelle che precedono l'alba. Essendo in inverno scelsi le cinque del mattino, quando non c'è pericolo di vedere luci all'orizzonte. Inoltre si ha un buon margine di tempo in cui riflettere.

Non ho mai amato davvero il mare. In nessun caso avrei immaginato di trovarmi qui, anzi, che sarebbe stato qui.

Mi viene da pensare a tutti gli stupidi che non hanno capito, nella loro situazione, quanto fosse importante la possibilità di utilizzare il mare.

Le onde che si infrangono sulla costa, a volte più grandi e impetuose a volte quasi invisibili, l'orizzonte in cui si l'acqua si fonde col cielo.

Qualcuno potrebbe obiettare che preferirebbe una notte estiva per l'ovvio motivo che è più facile rimanere fuori e resistere al vento, o perlomeno una notte serena che permetta alla luna e alle stelle di riflettersi. Io credo che sarebbe davvero un peccato che qualcosa rovinasse l'immensa superficie scura davanti a me. Una stella ora rappresenterebbe per me solo una trappola, un puntino luminoso che chiama:

"Vieni a prendermi "

Ma è solo un illusione, non c'è nulla li se non correnti tumultuose che ti trascinano a fondo. Il che nel mio caso è comunque un bene.

In questo c'è la vera bellezza, nel buio, nel vento freddo, nel resistere per non staccare gli occhi, nel gabbiano che mi gira intorno come ad avvisarmi che sono di troppo in questa scena.

"Stai tranquillo vecchio mio, non ti disturberò ancora a lungo"

Si, gliel'ho detto davvero. Forse sono impazzito. E chi non lo sarebbe in questa situazione. Forse ho toccato il fondo.

"Disturbarmi? Ti dai troppa importanza "

Mi correggo, ora ho toccato il fondo.

"Io mi do importanza? Si vede che non mi conosci"

"Ne ho visti tanti come te "

"Mi vedrai ancora per poco "

"Questo lo dici tu "

"Lo dico io perché è così, mi stai solo facendo perdere tempo. E vola lontano dalla mia auto"

"Un altro che crede di sapere tutto. Dove portano le correnti, come affondano le auto, ma fammi il piacere"

" Tu non esistiti è inutile che ti rivolga la parola "

"Se non esisto come fai a sentirmi parlare ? "

C'erano tante possibili risposte. Stanchezza, disperazione, depressione, farmaci contro la depressione, alcol. Tornai a guardare il mare. L'enorme massa d'acqua purificatrice in grado di far sparire qualsiasi cosa. Quella era la,scelta giusta. C'è chi ha preferisce le armi, ma fanno troppo rumore e lasciano troppo casino da ripulire. C'è chi apprezza i veleni, io li ho sempre visti come roba per esperti o dottori. Per non parlare della corda, il metodo più barbaro in assoluto.

No, ho da tempo capito che l'unica vera soluzione è il mare, adesso, prima che arrivi l'estate con le sue false promesse di una vita migliore

"Quindi che fai, non ho tutta la notte"

"Stai tranquillo..tra poco potrai tornare a rovistare in qualche discarica"

"Quello insoddisfatto della vita non sono io"

Salii in auto. Chiusi la portiera. Accesi la mia vecchia Volkswagen. Portai la mano sul cambio, ora di prendere una decisione. Marcia avanti o marcia indietro?.

Da una parte la fuga, dalle delusioni, dallo sguardo di pietà delle persone, fine della lotta. Dall'altra un'ennesima vana speranza.

Guardai il volante della mia auto. "Ne abbiamo passate tante io e te. Pensi che riuscirei a guidarti anche in fondo al mare?"

Le macchine non rispondono, neanche vicino alla fine. Solo ai gabbiani è riservato questo lusso.

"Allora che fai la dentro?"

Non risposi. Non volevo incazzarmi con un dannato pennuto che probabilmente neanche esiste.

"Hai deciso di sporcare il mare con le vostre carcasse o no ?"

Era anche arrogante. Stupido gabbiano. Mi scoprii incazzato, ed era strano. La rabbia è pur sempre un'emozione.

"Ora basta!" Urlai.

Inserii la marcia e partii.

 

Dopo un'ora la polizia arrivò sul promontorio. Un passante aveva visto le luci di un'auto vicine al dirupo, aveva capito la situazione e chiamato la centrale. Gli agenti erano in due, un giovane alle prime armi e uno più anziano con quindici anni di carriera.

"Un altro che ha lasciato questo mondo" disse il più vecchio.

"Scelgono spesso questo posto per..insomma.."

"Ammazzarsi? Si. Tu sei nuovo qui. Tu forse vieni qui a guardare i tramonti sul mare con la tua ragazza ma di notte chi viene qui lo fa per scappare dalla sua vita.”

I due si incamminarono verso la fine della salita, il novellino per primo, ansioso di esaminare la scena, a differenza del collega.

"Ecco le tracce.. partono da qui e.. aspetta! Vieni a vedere presto!"

"Che c'è ? "

"I segni delle ruote non arrivano fino alla cima. Ecco guarda!"

Il vecchio agente si chinò.

"Porca troia è vero!..."

“Le era mai capitato?”

“No..mai. Ancora faccio fatica a crederci”

"Che facciamo quindi?" chiese il giovane.

"Ce ne andiamo, non c'è niente per noi qui. E speriamo che questo povero diavolo trovi la pace."

 

Mi ero fermato sul ciglio del dirupo. Appena prima della caduta.

Per l'ennesima volta non ce l'avevo fatta.

I miei pensieri erano confusi, ricordo di esserci quasi riuscito. Eppure sentivo ancora quella voce che mi tormentava.

"Sei tu quello insoddisfatto della vita, quello che crede di sapere tutto"

Ed era vero. Non conoscevo la vita, non abbastanza. Come potevo essere certo che fosse la mia ora? Che da qualche parte non ci fosse qualcosa anche per me?

Non potevo farla finita prima di scoprirlo, almeno al momento della morte volevo essere sereno, completamente sereno.

Non mi buttai in mare e non tornai indietro.

Continuai lungo la strada, deciso a seguirla ovunque mi portasse.

Tirai fuori la foto dal portaoggetti. L'avevo messa lì nella speranza che non si danneggiasse nell'eventuale tuffo. Io, mio fratello, il nostro Sam, un pastore tedesco di 9 anni a cui volevamo un bene dell'anima. Eravamo su quella stessa spiaggia, un pomeriggio d'inverno di una decina d'anni fa. I nostri sguardi sorridenti, il cane con la bocca aperta ansimante per avere corso tutto il giorno. 

Le onde e il sole che tramontava alle nostre spalle.

Un gabbiano che in volo che sembrava guardarci incuriosito.

"A quanto pare...non sono ancora pronto a raggiungervi".

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Ciao Rojo, vedrò di segnalare qualche refuso okay? così imparo a commentare.

 

al l'immensa

Refuso, ma questo non è grave. è solo lo spazio superfluo.

 

l'orizzonte in cui si l'acqua si fonde col cielo

Refuso, il primo "si"  è superfluo

 

un puntino luminoso che chiama:

"Vieni a prendermi"

Frase molto bella, l'accapo però lo trovo superfluo, ma non sono bravissimo a scrivere quindi questa è un'opinione.

 

"Tu non esistiti è inutile che ti rivolga la parola"

refuso, hai aggiunto solo due lettere fuori luogo "ti"

C'è chi ha preferisce le armi

Refuso, parola superflua.

 

"Quindi che fai, non ho tutta la notte"

la prima frase [da quindi fino a fai] credo sia una domanda no? (forse sbaglio)

 

Non risposi. Non volevo Incazzarmi con un dannato pennuto che probabilmente neanche esiste.

Refuso credo, all'inizio hai detto "volevo" quindi la scena si svolge al passato, ragion per cui la fine deve essere "esisteva"

 

Un gabbiano che in volo che sembrava guardarci incuriosito.

Refuso, il primo che (quello segnalato) è superfluo.

 

Okay, il testo è davvero molto bello e respiro perfettamente la malinconia. questi sono piccole segnalazioni quindi non credere che il testo è orrendo perché non lo è. molto bello, dettagliato e con pochi refusi.

 

P.s

ti segnalo un balzo temporale (a parere personale) troppo brusco.

 

 

"Quello insoddisfatto della vita non sono io"

 

Salii in auto. Chiusi la portiera.

Ripeto, è solo un parere. avrei aggiunto qualche frase per far si che il personaggio arrivasse all'auto ma comprendo la restrizione dei caratteri.

 

Ottimo testo Rojo, alla prossima.

Ah se noti qualche errore di battitura nelle segnalazioni chiedo scusa, ma non mi faceva fare copia e incolla delle frase segnalate e quindi le ho scritte io.

Ottimo lavoro.

 

 

 

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Ospite

Sold! Hai fatto un commento spettacolare non me lo aspettavo. E tranquillo hai fatto bene a segnalarmi i refusi sono sempre troppi.

 

 

 

 

"Quello insoddisfatto della vita non sono io"

 

Salii in auto. Chiusi la portiera.

Ripeto, è solo un parere. avrei aggiunto qualche frase per far si che il personaggio arrivasse all'auto ma comprendo la restrizione dei caratteri.

 

A essere sinceri non è una questione di caratteri ne avevo ancora a disposizione, non ho voluto inserire frasi che allungassero la lettura, ho preferito non rischiare ma ci si può lavorare.

 

Ti ringrazio per l'ottimo commento, e sono felice che tu abbia apprezzato la storia.

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Ciao Rojo :)

Ti faccio i complimenti. Il tuo racconto è davvero bello! Ho letto un paio di altri tuoi testi e devo dire che questo è un balzo di qualità eccellente. Sei riuscito a convincermi completamente, a stregarmi. Secondo me sei riuscito a narrare con molta sensibilità, caratterizzando il personaggio attraverso i suoi pensieri più che con l'atto estremo che avrebbe voluto compiere. Ti fai quindi perdonare anche quei pochi refusi che ti sono scappati.

Te ne segnalo un paio che sono sfuggiti a Sold:

 

 

un illusione

Qui manca l'apostrofo.

 

 

Tu non esistiti è inutile che ti rivolga la parola

Dopo esisti credo manchi un segno di punteggiatura. Io userei i due punti o al limite il punto.

 

 

Quella era la,scelta giusta

Qui ti è scappata una virgola di troppo.

 

Sul piano stilistico non posso dire niente perchè non rientra nell'ambito delle mie conoscenze.

Sono in disaccordo solo con una scelta, opinabile, certo:

 

 

ma fanno troppo rumore e lasciano troppo casino da ripulire. C'è chi apprezza i veleni, io li ho sempre visti come roba per esperti o dottori.

Secondo me quei due termini non aderiscono bene con il tipo di linguaggio che usi nel resto del racconto. Proverei a sostituirli.

 

Ti rinnovo i complimenti, Rojo. Bravo!

Alla prossima :)

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Ospite

Ti ringrazio davvero Gigiskan, dei complimenti e degli errori segnalati.

 

 

 

 

ma fanno troppo rumore e lasciano troppo CASINOarrow-10x10.png da ripulire. C'è chi apprezza i veleni, io li ho sempre visti come roba per esperti o dottori.

Secondo me quei due termini non aderiscono bene con il tipo di linguaggio che usi nel resto del racconto. Proverei a sostituirli.

 

Non ci avevo pensato. Il linguaggio che utilizzo nel testo non è stato ricercato apposta. Il protagonista parla da solo perciò ci sono termini più colloquiali come questi. Però quello che dici ha senso, rileggendolo vedrò cosa fare.

 

Alla prossima!

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Ma è solo un illusione, non c'è nulla li se non correnti tumultuose che ti trascinano a fondo.

 

Si, gliel'ho detto davvero.

 

"Un altro che crede di sapere tutto. Dove portano le correnti, come affondano le auto, ma fammi il piacere"

 

 

Da questo punto ho capito che il protagonista ha intenzione di buttarsi giù con l’auto. Perché lo scrivi? Per quanto il gabbiano possa essere una sua immaginazione, d’altro canto che cosa ci farebbe un gabbiano a quell’ora, l’affermazione “come affondano le auto” è talmente un cavolo a merenda che il lettore non può che chiedersi: perché me lo dice? La risposta è ovvia e ti bruci la sorpresa.

Stanchezza, disperazione, depressione, farmaci contro la depressione, alcol.

 

 

Gli antidepressivi danno allucinazioni? Mi pare di no.

C'è chi ha preferisce le armi, ma fanno troppo rumore e lasciano troppo casino da ripulire.

 

Portai la mano sul cambio, ora di prendere una decisione.

 

 

Non mi sembra ben costruito. Magari: ora dovevo prendere una decisione. Oppure: era ora di prendere una decisione.

Non risposi. Non volevo incazzarmi con un dannato pennuto che probabilmente neanche esiste.

 

 

Esisteva?

"Hai deciso di sporcare il mare con le vostre carcasse o no ?"

 

 

“vostre” di chi? Il gabbiano si rivolge a una sola persona. Direi: con la tua carcassa

un giovane alle prime armi e uno più anziano con quindici anni di carriera.

 

 

Meglio: uno giovane, dove “uno" è riferito ad agente.

"Ammazzarsi? Si. Tu sei nuovo qui.

 

Tu sei nuovo qui. Tu forse vieni qui a guardare i tramonti sul mare

 

 

Troppo vicini e danno fastidio. Puoi optare: Tu sei nuovo della zona, forse vieni qui a guardare…

"Porca troia è vero!..."

 

 

Toglierei i puntini di sospensione.

“Le era mai capitato?”

“No..mai. Ancora faccio fatica a crederci”

 

 

Mi sembra un pochino esagerato. L’agente anziano, da come scrivi, fa fatica a credere che il presunto suicida ci abbia ripensato. O è un luogo dannato o è un paese frequentato da depressi. Insomma doserei. Può esistere un posto in particolare dove la gente ami mettere fine alle tribolazioni ma in 15 anni quanti ne può aver visti?

"Ce ne andiamo, non c'è niente per noi qui. E speriamo che questo povero diavolo trovi la pace."

 

 

Sia qui che sopra, “Un altro che ha lasciato questo mondo”, l’agente dà per scontato che si tratti di un uomo?

Non potevo farla finita prima di scoprirlo, almeno al momento della morte volevo essere sereno, completamente sereno.

 

 

Beh, chi arriva a un passo dal suicidio difficilmente ci arriva sereno.

Tirai fuori la foto dal portaoggetti. L'avevo messa lì nella speranza che non si danneggiasse nell'eventuale tuffo.

 

 

Un portaoggetti a tenuta stagna? :)

 

C’è molta dolcezza nel tuo racconto soprattutto nell’ultima parte, quando tira fuori la foto. Io mi aspettavo l’immagine di una donna, al contrario parli del fratello e del cane. C’è anche qualche ingenuità che puoi superare facilmente con la pratica.

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Ospite

Grazie Sissi, come sempre utilissima. Approvo tutte le tue correzioni, ma provo comunque a chiarire un paio di cose:

 

 

Stanchezza, disperazione, depressione, farmaci contro la depressione, alcol.

 

 

Gli antidepressivi danno allucinazioni? Mi pare di no.

 

I farmaci di per se non credo, ma mischiati con alcol e visto lo stato d'animo del protagonista forse possono influire. Pensavo a un cocktail di tutto quello che ho scritto.

 

 

 

"Hai deciso di sporcare il mare con le vostre carcasse o no ?"

 

 

“vostre” di chi? Il gabbiano si rivolge a una sola persona. Direi: con la tua carcassa

 

Vostre per comprendere anche la macchina.

 

Grazie ancora Sissi ;)

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"Hai deciso di sporcare il mare con le vostre carcasse o no ?"

 

 

“vostre” di chi? Il gabbiano si rivolge a una sola persona. Direi: con la tua carcassa

Vostre per comprendere anche la macchina.

 

 

Ops. Hai ragione. Mi era sfuggita la carcassa umana.

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Ciao Rojo. Io amo il mare in qualsiasi stagione e con qualsiasi tempo, "a prescindere” direbbe Totò. Dunque mi sono immediatamente fermato sulò titolo e ho letto il tuo racconto, originale e ispirato.

Ti dico che cosa non va secondo me, piccole cose che, se sistemate, potrebbero dare valore aggiunto al tuo scritto. Tralascio refusi e punteggiatura perché non mi pare che ci sia roba da penna blu, vado piuttosto alla sostanza del racconto.
Primo appunto: non si capisce subito, in realtà perché tu non lo scrivi e descrivi, dove  stia il protagonista quando parla del mare. Io per esempio avevo pensato alla spiaggia ( ognuno pesca nel proprio vissuto quando legge un racconto, tienilo presente) e soltanto a metà racconto ho capito che invece si trovava invece in auto, su una strada a mezza costa, e con propositi suicidi. Per non disorientare il lettore basterebbe appena un accenno, per esempio: “Le onde che si infrangono sulla costa venti metri sotto la tua auto, a volte più grandi e impetuose a volte quasi invisibili, l'orizzonte in cui si l'acqua si fonde col cielo.” Ritengo che una piccola aggiunta non interrompa l’enfasi della frase e anzi la migliori, introducendo un elemento drammatico.
Poi c’ è il finale, per me poco chiaro. Tu non ti sei suicidato e il poliziotto giovane scopre che i segni delle ruote non arrivano fino in cima, dunque il dramma è risolto. Salvo il fatto che la foto che tu tiri fuori e poi descrivi, introduce un flashback che non può esaurirsi nella descrizione dell’istantanea. Devi dire di più, tu sei un aspirante suicida e non puoi lasciare il lettore a bocca asciutta. Che è accaduto a tuo fratello? E al cane ( io amo i cani e mi sta a cuore la loro sorte, anche in un racconto)? C’entra qualcosa tuo fratello con la tua attuale depressione?
A queste domande devi rispondere, amico.

Spero di averti aiutato. Il tuo racconto è buono, se curi i refusi e le ripetizioni puoi andare lontano.

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Ospite

Prendo nota Ciube, in particolare riguardo a dove si trovi il protagonista. In effetti non è chiaro.

Penso che questo:

 

 

 

“Le onde che si infrangono sulla costa venti metri sotto la tua auto, a volte più grandi e impetuose a volte quasi invisibili, l'orizzonte in cui si l'acqua si fonde col cielo.”

 Sia un ottimo modo per rimediare, e ti ringrazio di averlo suggerito.

 

Riguardo al finale: non ho neanche pensato al ruolo del fratello e del cane nella situazione del protagonista. In quel caso avrei dovuto tirare fuori una storia più lunga, sicuro più di un racconto di 8.000 caratteri. Avrei potuto dare qualche dettaglio in più e questo lo terrò a mente.

(capisco che la sorte del cane preoccupi, anche in un racconto)

 

Ti ringrazio ancora della lettura e di avere apprezzato la storia. Alla prossima!

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Racconto piacevole e abbastanza coinvolgente.

Un pochino sbilanciato, a mio parere, nelle varie parti: ti dilunghi nella descrizione dell'idea del suicidio e sbrighi invece il ripensamento in poche righe.

Particolare il finale che accomuna la perdita del fratello a quella del cane.

 

 

Non ho mai amato davvero il mare. In nessun caso avrei immaginato di trovarmi qui, anzi, che sarebbe stato qui.

Mi viene da pensare a tutti gli stupidi che non hanno capito, nella loro situazione, quanto fosse importante la possibilità di utilizzare il mare.

la morte per annegamento non è una "bella" morte, forse è per questo che è poco gettonata...

 

Le onde che si infrangono sulla costa, a volte più grandi e impetuose a volte quasi invisibili, l'orizzonte in cui si l'acqua si fonde col cielo.

Qualcuno potrebbe obiettare che preferirebbe una notte estiva per l'ovvio motivo che è più facile rimanere fuori e resistere al vento, o perlomeno una notte serena che permetta alla luna e alle stelle di riflettersi. Io credo che sarebbe davvero un peccato che qualcosa rovinasse l'immensa superficie scura davanti a me. Una stella ora rappresenterebbe per me solo una trappola, un puntino luminoso che chiama:

la dissertazione sull'opportunità di suicidarsi in estate mi ha un po' distratto, valuterei l'opportunità di snellirla per centrare di più l'attenzione sul protagonista.

 

"Vieni a prendermi "

Ma è solo un illusione, non c'è nulla li se non correnti tumultuose che ti trascinano a fondo. Il che nel mio caso è comunque un bene.

sarebbe?

 

Tornai a guardare il mare. L'enorme massa d'acqua purificatrice in grado di far sparire qualsiasi cosa. Quella era la,scelta giusta. C'è chi ha preferisce le armi, ma fanno troppo rumore e lasciano troppo casino da ripulire. C'è chi apprezza i veleni, io li ho sempre visti come roba per esperti o dottori. Per non parlare della corda, il metodo più barbaro in assoluto.

No, ho da tempo capito che l'unica vera soluzione è il mare, adesso, prima che arrivi l'estate con le sue false promesse di una vita migliore

avevo capito - era - arrivasse?

 

Non risposi. Non volevo incazzarmi con un dannato pennuto che probabilmente neanche esiste.

esisteva?

 

Gli agenti erano in due, un giovane alle prime armi e uno più anziano con quindici anni di carriera.

 

“Le era mai capitato?”

“No..mai. Ancora faccio fatica a crederci”

un po' esagerata come reazione

 

Mi ero fermato sul ciglio del dirupo. Appena prima della caduta.

Per l'ennesima volta non ce l'avevo fatta.

I miei pensieri erano confusi, ricordo di esserci quasi riuscito.

inutile, hai detto prima che non ce l'hai fatta e che ti sei fermato appena prima della caduta

 

Continuai lungo la strada, deciso a seguirla ovunque mi portasse.

bella questa frase: decide di seguire la vita...

 

 

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Wyjkz31 i tuoi commenti sono sempre molto accurati. Rifletterò sugli errori che mi hai segnalato, in particolare sulle frasi inutili o che allungano la lettura che mi hanno sempre dato un gran fastidio ma continuo a non riuscire a evitarle!

Grazie ancora.

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