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Biohazard

Documentazione per universo di fantascienza hard

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Ciao a tutti,

 

Sto provando a mettere in piedi un universo di fantascienza hard e, ovviamente, mi serve moltissima moltissima moltissima documentazione (premetto che siamo intorno al 2250 o 2350); ho già letto vagonate di siti, praticamente tutti in inglese, e una certa cultura in merito più o meno ce l'ho anche se spesso ho trovato scritto tutto e il contrario di tutto e quindi più che chiarirmi le idee spesso me le sono confuse, specie per quanto riguarda le astronavi e il combattimento spaziale; molti dubbi li ho inoltre sulla tattica militare e anche per questo cerco di mantenermi molto informato sui conflitti in corso, anche se presumibilmente in futuro si combatterà molto diversamente. Cercherò di dividere il tutto in argomenti e punti, quanto più organici possibile; vi avverto che questa saro un muro di testo molto molto moto molto lungo, quindi chiedo scusa anticipatamente per eventuali e probabili refusi e imprecisioni o descrizioni confuse e poco chiare.

 

Anzitutto faccio alcune piccole premesse sugli alieni, che a dire il vero non sono proprio alieni ma umani che si sono evoluti diversamente. Essi sono più avanzati degli umani in ogni campo e ognuno di loro, almeno i soldati, posseggono nanomacchine e sistemi biomeccanici interni; da fuori non sembrano, ma sono praticamente dei cyborg.

 

Scienza, fisica e tecnica

 

  • Un'arma da fuoco può sparare su qualsiasi pianeta a prescindere dalla composizione dell'atmosfera? Se ad esempio su un pianeta ci sono qualcosa come 200° sopra lo zero è ancora possibile usare armi da fuoco o dovrebbero essere costruite armi apposite per questo tipo di ambienti estremi? O basta adattare quelle esistenti? Stessa cosa con -200°. Per quanto riguarda gravità e pressione non dovrebbero esserci problemi, poiché sono certo che su un pianeta verrebbero mandati esseri umani solo se pressione e gravità fossero sopportabili (tute con riserve di ossigeno per sopperire alla composizione dell'atmosfera e alla temperatura).

 

  • Inoltre, è pericoloso per un velivolo entrare nell'atmosfera di un pianeta con composizione diversa? Per farmi capire faccio un esempio un po' stupido: se il pianeta ha un atmosfera composta da metano e il velivolo accende i postbruciatori, c'è il rischio che avvengano delle esplosioni? Analogamete, che conseguenze possono esserci se il pianeta è troppo caldo o troppo freddo (200°, -200°, per esempio)?

 

  • Come sarebbe possibile poi per un velivolo entrare in atmosfera e tornare nello spazio? Mi riferisco alla velocità di fuga da vincere e al carburante. Insomma, una piccola navetta non credo che possa atterrare e ripartire, per una questione di carburante e velocità da raggiungere, contando anche che deve fare un certo tragitto nello spazio per raggiungere l'astronave madre (chiamiamola così); d'altro canto una navetta più grande, diciamo delle dimensioni di un aereo cargo, avrebbe anche il problema delle dimensioni e ancora una volta del carburante richiesto, che sarebbe ancora di più data la massa maggiore (tra l'altro non so ancora la propulsione per astronavi e navette/aerei: probabilmente fusione nucleare per le astronavi, ma per aerei e mezzi da sbarco non ne ho idea, anche perché dovrebbero volare bene in atmosfera e almeno discretamente nello spazio per raggiungere le navi in orbita). Come se non bastasse un velivolo di grandi dimensioni ha anche bisogno di una pista d'atterraggio, cosa che su un pianeta inesplorato non credo possa esserci e, inoltre, non so se una soluzione VTOL sia applicabile a velivoli così grossi (se poi fosse applicabile a velivoli così grossi, in linea teorica tutti i velivoli potrebbero avere soluzioni VTOL e gli aeroporti come li conosciamo non ci sarebbero più).

 

  • Gli alieni dovrebbero essere in qualche modo immortali, o meglio, anche se venissero uccisi in combattimento dovrebbero avere la capacità di “risorgere” in qualche modo, anche se non ho idea di come; dovrebbe essere un sistema verosimile e che possa in qualche modo salvare anche dalla disintegrazione. Avevo pensato al trasferimento (al momento della morte) della mente in un server situato in una nave in orbita e, appena possibile, allo scaricamento della mente del soldato in nuovo corpo. Non so quanto sia realistico e soprattutto una cosa del genere si è vista più o meno allo stesso modo in Battlestar Galactica.

 

Guerra spaziale e invasione planetaria

 

  • Forse una delle cose più difficili: i combattimenti spaziali. Ho letto tutto ormai, e da ciò che ho appreso i caccia spaziali sono totalemente inutili e le battaglie non dovrebbero svolgersi come nei film, ovvero a colpi di bordate. So che plausibilmente avverrebbero a centinaia di migliaia di chilometri di distanza tra le due flotte, verosimilmente sparandosi missili poiché da un lato i laser dopo una certa distanza perdono energia e il raggio tende a disperdersi (l'effetto si chiama blooming, ma non so come renderlo in italiano) e dall'altro semplici colpi di cannone non basterebbero poiché, date le distanze immense, una nave potrebbe spostarsi e il colpo mancare il bersaglio; inoltre i cannoni particellari (che non conosco bene) hanno problemi simili a quelli dei laser e a parità di energia richiesta ed efficacia è meglio usare nel caso richiesto o i laser o i missili. Come dicevo, i missili sono i candidati ideali poiché, nel caso in cui la nave si sposti, potrebbero attuare delle correzioni alla loro rotta (o prevedere quella della nave). I dubbi sono: a che distanza dovrebbero avvenire le battaglie? Io ho stimato intorno ai 300 mila chilometri, ovvero la distanza alla quale si riesce ad avere un riscontro "in tempo reale" della posizione e delle attività nemiche: se le onde radio viaggiano alla velocità della luce (pochissimo meno di 300 mila km/s) per sapere la posizione del nemico a 300 mila chilometri ho un ritardo di un secondo, direi tutto sommato trascurabile (ma non ci giurerei), e quindi in questo modo posso agganciare la nave e spararle contro i missili; dato il ritardo trascurabile, man mano che il missile si avvicina dovrebbe essere in grado di aggiornare la posizione del nemico ed effettuare delle correzioni alla sua rotta, andando a prevedere la posizione della nave nemica conoscendo la velocità alla quale si muove e la direzione verso la quale si sta spostando. Se invece i combattimenti si svolgessero a milioni di km di distanza tra le flotte, anche se io conoscessi la posizione del nemico, conoscerei la posizione del nemico minuti o addirittura ore prima, e in questo modo anche se sparassi i missili questi non sarebbero in grado di ricalcolare la posizione poiché la nave nemica potrebbe essere molto più lontana o aver effettuato cambi di rotta, che comparirebbero sul radar solo minuti o ore dopo che questi sono avvenuti. Queste sono mie supposizioni basate su quel po' di fisica che so e sugli articoli che ho letto, ma attendo delucidazioni e precisazioni da chi ne sa di più.

 

  • Collegandomi a quanto detto sopra, quanto durerebbe un combattimento del genere? Ovviamente dipende dalla velocità del missile, ma calcolando una velocità di circa 20 km/s (che non so come far raggiungere a un missile sparato da una nave), per colpire un bersaglio a 300 mila km di distanza ci vorrebbero per l'esattezza 4 ore e 10 minuti. Raccontare un combattimento così credo sia abbastanza difficile, e anche abbatanza noioso da guardare e da leggere; insomma: se fosse questione di secondi o al massimo minuti sarebbe interessante o quantomeno avvincente leggere la concitazione dei  momenti prima dell'impatto e i preparativi all'intercettazione dei missili in arrivo, ma con quattro ore di differenza tra lancio e arrivo... È difficilissimo rendere interessante una cosa così, diciamo che potrei scrivere un libro sull'ansia degli astronauti che aspettano quelle quattro ore prima che il missile li colpisca (o magari che venga intercettato). Non biasimo tutto sommato gli autori di film di fantascienza quando mostrano i combattimenti tra astronavi in maniera non proprio realistica.

 

  • Altro quesito al quale è difficilissimo rispondere: la "superiorità orbitale" sarebbe determinante? Cioè, se io piazzo in orbita la mia flotta con la conseguente capacità di poter attaccare dallo spazio, dopo avrò praticamente vinto la guerra? Al riguardo ho letto e trovato poco, se non il fatto che si era pensato di lanciare dall'orbita delle barre di tungsteno contro posizioni a terra; cercando meglio è emerso che il sistema sarebbe molto poco preciso e alla lunga poco efficiente. Al momento ho stabilito che i bombardamenti orbitali sono utilizzati unicamente contro grossi bersagli di importanza strategica, come ad esempio una città. Più che per la precisione ho preso questa decisione per la potenza intrinseca di un bombardamento orbitale (alla fine è come avere una pioggia di meteoriti), che dubito potrebbe essere usato per supportare le truppe al suolo; per compiti simili si ricorre ad aerei o elicotteri o anche per attaccare ad esempio un edificio importante in una città. Il bombardamento orbitale è più che altro usato come arma psicologica contro le città e poco altro.
    È corretta questa impostazione?

 

  • Collegato ai bombaramenti orbitali, visto che sono comunque in grado di causare grossi danni alle infratruttre, è verosimile che alcune di queste vengano spostate sotto terra? Ad esempio un aeroporto o un complesso industriale; da dire che comunque gli aeroporti, per come li ho immaginati io, sarebbero notevolmente più piccoli poiché tutti gli aerei sarebbero dotati di decollo e atterraggio corto, e in alcuni casi addirittura verticale. Inoltre, come potrebbe difendersi l’umanità dal bombardamento che subirebbero certamente tutte le centrali elettriche? Senza elettricità una civiltà tecnologica è praticamente finita.

 

  • Altra questione spinosa: l'invasione planetaria. Come potrebbe avvenire realisticamente? Ho pensato a delle astronavi che hanno agganciati sulla sezione centrale, sopra, sotto e ai lati, una specie di shuttle con a bordo truppe e mezzi, che al momento dell'invasione si staccano dalla fusoliera della nave madre ed entrano nell'atmosfera; i problemi sono grossomodo gli stessi dell’entrare in orbita con velivoli di grosse dimensioni. Questa volta però c’è il problema di dove atterrare e sbarcare le truppe. Ho immaginato una possibile soluzione: prima che l’invasione inizi vengono mandati i bombardieri che neutralizzano le difese e preparano il terreno per l’invasione, in seguito i velivoli da trasporto (simili come detto più o meno a shuttle) paracadutano le truppe e i velivoli o atterrano e scaricano tutto. Il problema è rappresentato (oltre che dalla solita problematica dei grossi velivoli di cui ho abbondantemente parlato) dai bombardieri: come ritornano nello spazio? Come arrivano sul pianeta? Si tratta di un velivolo che dovrebbe avere, come i grossi velivoli da trasporto, capacità sia spaziali (molto limitatamente) sia atmosferiche. Ho pensato a delle capsule sparate in atmosfera dalle navi madre che contengono i bombardieri, ma resta sempre il problema di farli tornare alle navi in orbita. Una soluzione sono le portaerei volanti: si tratterebbe di un velivolo simile a un grosso aereo cargo che al posto di trasportare truppe e mezzi ha attaccato i bombardieri, ma credo che potrebbero essercene attaccati troppo pochi, due-tre al massimo.

 

  • In teoria, quante truppe potrebbero servire per invadere un pianeta grande poco meno della Terra? Gli alieni hanno una popolazione totale di più di 5 miliardi di persone e dovrebbero invadere due pianeti; gli alieni sono molto più forti degli umani e tecnologicamente molto più avanzati, tant'è che pur combattendo sempre in inferiorità numerica (a volte anche schiacciante) riescono ad avere la meglio. La popolazione complessiva dei due pianeti è compresa tra i 10 e i 15 miliardi, più tendente ai 10.

 

  • Collegato anche al problema delle truppe necessarie a invadere un pianeta: quante navi servirebbe in totale? Ho fatto un po’ di conti e durante l’Operaione Overlord per invadere la Normandia gli americani usarono qualcosa come più di 5000 navi, contando mezzi da sbarco, navi da trasporto e navi da guerra… sarebbe un qualcosa di simile, ma su scala planetaria. È verosimile?

 

  • Un altro dubbio che mi ero posto è circa il combattimento tra due o più navi nell’orbita di un pianeta e di quanto questo sia poco auspicabile: se una nave viene distrutta (circa 500 m di lunghezza per ogni nave), questa ricadrà sul pianeta e credo che abbia una massa tale da causare danni enormi al momento dell’impatto. Gli umani, ben sapendo ciò, hanno firmato un trattato che proibisce di tenere in orbita apparecchiature militari di qualsiasi tipo; analogamente, non esiste nulla che dal pianeta possa essere lanciato per colpire una nave in orbita. Con l’avvento degli alieni le cose cambiano e questi prendono posizione in orbita. Domande: è effettivamente vero che un astronave che impatta sul pianeta possa provocare danni enormi? Un oggetto in orbita geostazionaria può ricadere sul pianeta? In breve, risente ancora dell’attrazione gravitazionale? Se si mantiene in orbita direi di sì…

 

  • Eventualmente, sarebbe possibile sparare a una nave in orbita con un railgun? O e meglio lanciarle contro un missile? Il missile ha il solito vantaggio della possibilità di correggere la traiettoria, ma un proiettile sparato da railgun è impossibile da intercettare.

 

  • Una volta che l’orbita è occupata dalle navi aliene sarebbe possibile abbandonare il pianeta senza essere intercettati dai laser? Uno dei progetti ideati durante la Guerra Fredda prevedeva lo sviluppo di una rete satellitare armata di laser che avrebbe dovuto intercettare i missili balistici intercontinentali in fase di ascesa; grossomodo la stessa cosa dovrebbe avvenire ora. Credo che date le tecnologie molto più sofistcate sia facilissimo per gli alieni abbattere uno shuttle che cerca di raggiungere l’orbita. A ciò aggiungiamo anche che lo shuttle dovrebbe agganciarsi a un’astronave dotata di propulsore a curvatura per poter abbandonare l’orbita e, in seguito all’attacco alieno, astronavi umane in orbita non ce ne sono più. Non si sa nulla di concreto circa un propulsore a curvatura (Alcubierre’s drive), se non che dovrebbe essere costituito da uno o più anelli attorno alla nave; non saprei se un sistema del genere potrebbe essere montato su uno shuttle, a dire il vero: se così fosse forse si potrebbe comunque evacuare il pianeta, ammettendo che sia possibile attivare un propulsore a curavtura in atmosfera. Di certo tutti questi argomenti sono estremamente speculativi… Voi come la vedete?

 

  • Uno dei problemi più grandi è quello dell'impossibilità di avere stealth nello spazio, semplicemente perché lo spazio è freddissimo e le astronavi molto calde, ne consegue che sono facilmente individuabili a distanze enormi e non c'è modo per nascondere la traccia termica. Questa cosa ha ripercussioni dirette sulla trama: se un avamposto su un asteroide è occupato da forze nemiche, non c'è modo per chi vuole attaccarlo di nascondere l'attacco. Questo ovviamente impedisce qualunque infiltrazione segreta su altri corpi celesti e non esiste alcun modo che non implichi l'inventare qualche tipo di energia oscura per aggirare il problema. È corretto?

 

  • La tattica generale usata dagli alieni prevede l’assalto all’umanità in due fasi: nella prima inviano relativamente poche forze sul pianeta e attaccano le città principali e gli obiettivi sensibili, mentre occupano stabilmente (e dove in pratica si trincerano) alcune zone identificate come idonee. Durante questa fase gli alieni sono estremamente prudenti e quando non riescono ad avere la meglio si ritirano immediatamente senza rischiare nulla. Attaccano frequentemente la popolazione civile per abbassare il morale e per eliminare concretamente potenziali militari. Lo scopo di questa fase comunque è quello di studiare le tattiche utilizzate dagli umani e indebolirli per la fase successiva e, in misura minore, studiarne le reazioni emotive; inoltre durante questa fase gli alieni mettono a punto un’arma biologica (ne parlo più avanti). Alla fine di questa fase, come messo in conto dagli alieni, gli umani riescono a liberare quasi tutti i territori sotto il loro controllo, eccetto uno, dove si sono trincerati molto bene. Inizia quandi la seconda fase, durante la quale gli alieni mandano i rinforzi e danno il via all’invasione vera e propria: i civili vengono sistematicamente attaccati proprio per ridurre la popolazione, la bioarma viene utilizzata e gli ospedali e laboratori di ricerca distrutti; vengono distrutte le dighe che causano inondazioni che radono al suolo città intere. Inoltre, gli alieni rivoltano letteralmente il pianeta contro gli umani, causando terremoti, maremoti, eruzioni vulcaniche, piogge torrenziali, uragani ecc (come potrebbero essere attuate queste cose?). Quanto descritto è palusibile come scenario di una possibile invasione alinea?

 

Tattica militare

 

  • È possibile muoversi senza essere scoperti in un territorio saldamente controllato da una forza aliena che usa droni dotati di IA (alcuni delle dimensioni di un insetto), capaci di distinguere tra animali, piante, civili e soldati? Una parte della trama riguarda l'attrversare una zona di diverse migliaia di chilometri sotto controllo alieno attraverso vari modi: deviazioni per foreste, in macchina fingendosi civili, sabotando quando necessario ecc. Tutto questo con (in alcuni casi) e senza il supporto di alleati (servizi segreti, infiltrati ecc). Tutto ciò è fatto da forze speciali addestrate, niente civili e soldati comuni. È realistico? Come può essere fatto?

 

  • Collegato a quanto detto sopra: una volta che io compio un sabotaggio posso "sparire" e tornare a camuffarmi da civile? Ovviamente durante gli attacchi i personaggi hanno passamontagna e simili per non essere riconosciuti. A dire il vero, stavo pensando di far disporre ai nemici dell'intero anagrafe di una data nazione e collegarlo ai droni in modo che, quando i loro sensori puntano un individuo, sono in grado di sapere tutto su di lui, e quindi anche il lavoro ecc., e nel caso questi sia un soldato o qualcuno ritenuto pericoloso essi potrebbero o attaccare o avvertire le truppe per andare ad arrestarlo. Se così fosse sarebbe molto difficile per i personaggi nascondersi. Anche se è ipotizzabile che prima di cedere la nazione occupata possa volontariamente distruggere i dati più sensibili, e volendo anche l'anagrafe. Cosa ne dite?

 

  • La nazione A controlla segretamente un movimento ribelle, ufficialmente slegato da qualsiasi governo e che al suo interno ha elementi di ogni nazionalità, e lo utilizza contro la nazione B. A organizza un attentato contro B utilizzando i ribelli e durante questo vengono uccisi diversi ribelli che si dimostrano essere della stessa nazionalità di A; è possibile che B capisca che dietro gli attacchi c'è A?

 

  • Gli alieni attaccano, e la prima cosa che fanno, ancor prima di invadere, è tirar giù tutti i satelliti umani: telecomunicazioni, GPS e simili, previsioni meteo... Credo che militarmente sarebbe un colpo durissimo: insomma, al giorno d'oggi senza satelliti tutte le armi che si basano sulla guida GPS sarebbero inutilizzabili, ma sarebbe anche impossibile conoscere posizione e sposamenti del nemico, ammenoché non si ricorra alle ricongnizioni aeree. D'altro canto penso che una civiltà spaziale, e che nello spazio ci combatte, sia a conoscenza del rischio e possa in qualche modo sopperire alla mancanza dei satelliti: quali contromisure potrebbero essere adottate? Per le comunicazioni ho pensato a qualcosa come una fitta rete di fibre ottiche che percorre il pianeta. Comunque sui satelliti non sono granché informato e non conosco fin in fondo i loro effettivi utilizzi e quanto ne si possa fare a meno.

 

  • È possibile introdurre una squadra di circa una ventina di truppe in una base militare, fargli portare a compimento la loro missioni (sabotaggio, assassinio, collegarsi a un computer ecc.), senza che gli attaccati lo scoprano? Insomma, il videogioco stealth medio. So per certo che è possibile (e sono stati compiuti) raid in territorio nemico, molto rapidi ed efficaci, ma sarebbe possibile farlo passando totalmente inosservati e rendendo palese l'attacco solo a fatto compiuto? Come si attua poi l'infiltrazione e l'esfiltrazione in territorio nemico, supponendo che quest'ultimo ha un livello militare paragonabile al tuo se non superiore? Cioè, infiltro una squadra nel cuore di una nazione ostile: come introduco la squadra in questione all’interno della nazione e coma la faccio uscire sana e salva?

 

  • Pensavo anche al fatto che non avrebbe senso mandare una squadra su un pianeta inesplorato: in una certo momento della narrazione, viene scoperto un bunker su un piccolo pianeta inesplorato; vengono così mandati i protagonisti a indagare. Nella realtà credo che verrebbero inviati dei droni e tutta quella parte di trama diverrebbe inconsistente. Cosa ne pensate?

 

Virus e biologia

 

  • Gli alieni vogliono sterminare o quanto meno ridurre drammaticamente di numero l'umanità: invece di farlo a colpi di laser e bombe come ho sempre visto fare nella fantascienza decidono di usare un virus. È possibile progettare una bioarma destinata agli umani avendo a disposizione solo materiale gentico umano ma non esemplari? È plausbile/scientificamente corretto che dopo una prima fase di progettazione e test condotti su modelli computerizzati e animali, anche grazie all'invasione, si passi alla sperimentazione sugli umani prima di diffondere il virus? Quanto tempo ci vorrebbe per creare una bioarma? Quanto ci vorrebbe per perfezionarla grazie ai risultati ottenuti grazie alla eventuale sperimentazione umana? È plausibile/scintificamente corretto creare più ceppi dello di questo stesso virus (magari con modalità di trasmissione diverse) in modo da complicare la ricerca per una cura e aumentare la velocità di diffusione e i mezzi attraverso i quali può diffondersi?

 

  • Collegato a quanto detto sopra, è plausibile/scientificamente corretto contaminare un acquedotto con il ceppo che si diffonde attraverso l'acqua? Come si potrebbe contaminare un acquedotto? Insomma, com'è fatto? C'è ad esempio una sala nella quale si può iniettare il virus che poi inizia a diffondersi in acqua? Se le guardie di sicurezza notassero l'attacco in corso, potrebbero sospettare che gli alieni vogliono contaminare l'acquedotto e allertare ospedali e laboratori preparandoli così a una eventuale pandemia?

 

  • Come dovrebbe agire concretamente un virus del genere? Siccome lo scopo primario degli alieni è ridurre di numero l’umanità, è fondamentale che anche se un contagiato sopravviva sia incapace di riprodursi; il virus dovrebbe dunque bloccare la produzione di gameti; come? Ho anche pensato che il virus dovrebbe essere “a scoppio ritardato”: ovvero si attiva nell’organismo ospite e inizia a diffondersi, senza causare sintomi ma, cosa più importante, durante questa fase può trasmettersi ad altri esseri umani. All’apparenza il contagiato risulterebbe perfettamente sano, anche alle analisi mediche; dopo un certo periodo però, tra le due settimane e il mese o più, il virus si “attiva” e inizia a distruggere l’organismo ospite, a partire dalle gonadi per bloccare la produzione di gameti. I sintomi dovrebbero essere emorragie, tosse e staruniti: credo che l’emissione di fluidi dovrebbe facilitare il contagio; la morte comunque non dovrebbe essere rapidissima.
    Cosa ne pensate? Scientificamente può andare?

 

  • Possono esistere virus in grado di superare maschere antigas e tute HAZMAT?

 

Informatica e comunicazioni

 

  • Esiste, anche al livello teorico, un qualche modo per comunicare a velocità superiori della luce? Mi serve per le comunicazioni tra pianeti situati in diversi sistemi; per com’è ora si fa la spola con le astronavi tra un sistema all’altro portando le notizie, ma così si ha un ritardo di almeno un paio di settimane tra la data di arrivo e la data di accadimento di un qualunque evento (se ad esempio sul pianeta A giocano la finale dei mondiali, sul pianeta B sapranno il risultato solo due settimane dopo, che è il tempo che impiega un’astronave per partire da A e arrivare a B).

 

  • Gli alieni, quando incontrano pacificamente la civiltà umana, entrano in contatto con i loro computer e i loro sistemi informatici. Ho immaginato che questi acqustino degli esemplari di computer per cercare di comprenderne l'informatica e poterli così attaccare. A onor del vero, reputo abbastanza difficile che i computer militari girino sugli stessi OS civili... Come è possibile rendere in maniera realistica le interazioni tra computer di due civiltà diverse? Sono immaginabili attacchi informatici tra umani e alieni? Come ho detto all’inizio, secoli prima alieni e umani erano la stessa cosa e i computer alieni derivano comunque da quelli umani (ma ci sono comunque due-tre secoli di evoluzione separate)

 

  • Inoltre, è possibile per gli alieni intercettare le comunicazioni umane? In teoria quelle dovrebbero essere onde radio e l'informatica c'entra molto poco, quindi a intuito direi di sì, almeno per gli alieni, poiché intercettare le comunicazioni di questi per gli umani sarebbe molto difficile, avendo protezioni migliori. Ecco: come si cripta una comunicazione radio?

 

  • Gli alieni inviano sonde automatizzate a scansionare i pianeti abitati dall'umanità (due, esclusi piccoli avamposti e colonie); fermo restando che gli umani rileverebbero immediatamente le sonde (e le bollerebbero probabilmente come UFO), queste ultime che tipo di informazioni potrebbero recuperare? Potrebbero mappare la superficie di un pianeta? Quanto occorre per farlo? Sono comunque almeno una decina di sonde. Potrebbero intercettare le comunicazioni satellitare fosse anche la TV?

 

  • Quando gli alieni si palesano agli umani (dicono che le sonde erano le loro; sarebbe una buona mossa? Ma anche se non lo dichiarassero apertamente sarebbe scontato) vogliono conoscere, almeno superficialmente, le tecnologie delle quali gli umani dispongono: per poter fare un raffronto anche superficiale con le loro, basterebbe farsi, ad esempio, un giro in un negozio di elettronica o leggere qualche sito specializzato nel settore militare? Per fare un esempio, se gli alieni posseggono carri armati dotati di IA con un cannone con 5 km di gittata mentre gli umani comuni carri armati con 2-3 membri di equipaggio con un cannone che spara a 3 km, facendo banalissimamente il confronto tra le due schede tecniche emerge chiaramente la differenza tra i due veicoli. Potrebbe ciò bastare agli alieni per poter appurare la loro superiorità? Se volessero sapere di più e in maniera più approfondita, come potrebbero fare? Ho pensato a droni grandi come insetti introdotti nei centri militari principali, ma anche una volta che sono lì, cosa potrebbero fare? Come si connetterebero ai mainframe per rubare i dati? Meglio ancora sarebbe un attacco informatico per rubare i dati, ma sarebbe possibile portarlo a termine senza che gli umani si accorgano del furto di dati? Come avviene poi un simile attacco informatico? C’è poi sempre il problema della compatibilità dei computer.

 

Colonizzazione planetaria

 

  • Quanto tempo potrebbe occorrere per colonizzare e popolare un pianeta? Nello specifico, è plausibile che la popolazione passi nel giro di circa 200 anni da 10000 a 5 miliardi? Nello stesso lasso di tempo è verosimile edificare città e antropizzare il pianeta?

 

Ok, credo di aver finito. Sicuramente avrò dimenticato di scrivere qualcosa che eventualmente chiederò più avanti. Vi ringrazio immensamente se avete anche solo avuto la pazienza di leggere tutto e vi ringrazio ancor di più se potrete darmi una mano a risolvere almeno qualcuno dei miei infiniti dubbi, quello che posso dire è che ognuno di questi quesiti influisce in qualche modo sulla trama, in maniera più o meno profonda. Mi scuso inoltre ancora per eventuali errori o refusi e se magari le spiegazioni sono confuse o poco leggibili o scorrevoli.

Ciò che è certo è che sicuramente adesso sarà facile capire perché a volte sono tentato di virare verso il fantasy. :rolleyes: 

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Hai già provato a spulciare la sezione Bibliografia del forum? Magari qualcuno ha segnalato qualcosa che può interessarti. Anche il fantasy comunque richiede una buona documentazione per poter essere credibile, perciò non so fino a che punto risolveresti il problema ;)

Comunque in attesa che qualcuno ti risponda, prova a guardare in questa sezione e in Bibliografia se c'è qualcosa. 

In bocca al lupo! :)

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La fantascienza non è il mio genere ma rispondo all'ultima.

 

Dipende tutto dalle politiche sulle nascite. Le civilità avanzate tendono ad avere pochi figli per questioni pratiche.

 

10.000 in 5 miliardi è completamente assurdo anche con civiltà contadine vecchio stampo unite a tecnologie moderne XD

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Provo a risponderti. scienza, fisica e tecnica:

1)La teoria fisica che sta dietro le armi da fuoco funziona ovunque, quello che cambia è la gittata del proiettile, in quanto atmosfere con composizione differente offrono una resistenza diversa, devi tenere conto anche della gravità che più è alta più accorcerà la parabola del proiettile.

Il variare della temperatura può creare problemi per via della dilatazione termica dei metalli, punti di fusione e l'alterazione delle proprietà dei materiali. Ad esempio a temperature molto basse gli elettroni che "avvolgono" i nuclei metallici sono praticamente fermi e questo diminuisce la duttilità del metallo.

Un altro problema legato alle temperature è quello della stabilità e possibilità di detonare l'esplosivo contenuto nelle cartucce. Ipotizzando di usare l'azoturo di piombo non hai grossi problemi andando in alto, fino a 300° sei tranquillo che non auto-detoni. Per temperature più basse non so fino a che punto possa arrivare senza smettere di esplodere. In definitiva direi che le armi da fuoco andrebbero bene, ma necessiterebbero di piccoli accorgimenti, come cartucce adattate a temperatura e composizione atmosferica, perché ora che ci penso non è detto che l'atmosfera del pianeta in questione abbia le caratteristiche necessarie a dar vita alla reazione chimica che porta alla detonazione di un esplosivo che funziona sulla terra.

 

2) Non dovrebbe essere pericoloso perché fatto e studiato apposta per farlo, insomma, verrà montata una schermatura per resistere ai vari agenti atmosferici presenti sul pianeta x. Per l'atmosfera ricca di metano se non c'è un comburente nelle giuste proporzioni niente esplosioni. Per le temperature ricadiamo nel discorso delle pistole, alterazione delle proprietà dei materiali e delle reazioni chimica che potrebbero avere una resa minore/maggiore, avvenire spontaneamente o non avvenire affatto.

 

3)L'operazione di trasferimento della mente del soldato su un computer è teoricamente possibile, al momento è stato fatto con un verme. (Ti consiglio di dare un'occhiata, è molto interessante.) L'unica cosa è che io lo farei prima della missione e non al momento della morte in quanto elimini il rischio che l'operazione non possa avvenire per danneggiamento eccessivo dell'alieno.

 

Combattimenti spaziali:

Qua non posso dirti più di tanto per mancanza di competenze, ma ho visto una cosa che non mi convince. Il missile mi sembra decisamente lento, 20km/s sono davvero pochi in un ambiente così grande e dove le navi devono potersi muovere molto più veloci per spostarsi efficacemente da un punto all'altro, quindi potrebbero semplicemente superare il missile in velocità. Un altro problema sarebbe il tempo impiegato, le 4 ore sarebbero destinate ad aumentare in quanto la nave può spostarsi e in più potrebbe attivare le contromisure in tutta calma e salvarsi dal missile, insomma difficilmente arriverebbero a bersaglio concedendo tutto quel tempo per prepararsi al nemico e anche se non potessero farlo avrebbero il tempo di mettersi in salvo e portare via le cose più importanti dalla nave.

 

Virus:

1)Avendo solo materiale genetico, al momento, non è possibile creare un arma biologica, ma in un ottica futura e in cui la scienza è più avanzata direi che è plausibile.

Non avrebbe senso usare dei modelli animali nel tuo caso, tempo di arrivare nel 2250 non dovremmo già averne più bisogno noi quindi non credo che i tuoi alieni servano. Test su computer, vitro e su umani invece servirebbero. Per le tempistiche è difficile dirlo poiché non ho idea di che tecnologia e conoscenze abbiano loro e una volta creato il virus di quanto tempo sia il suo decorso.

Creare più ceppi è possibile.

 

2) Per avvelenare l'acquedotto si può avvelenare semplicemente la fonte d'acqua se si sa che i filtri della struttura non potranno eliminare il patogeno se no bisogna andare nell'acquedotto a sabotare i filtri o inserire il patogeno nelle acque già purificate in uscita. Se attacchi l'acquedotto trovo che sia molto plausibile che segnalino la cosa e blocchino l'erogazione dell'acqua.

 

3)Diffusione per via aerea, lungo periodo in cui non compaiono i sintomi, ma si è già contagiosi. Questo è quello che ti serve per avere una buona epidemia. Per la sterilità dai un'occhiata alla parotite.

 

4)Non possono attraversare un tuta hazmat senza che questa venga danneggiata e se è a pressione positiva anche in caso di danneggiamento una contaminazione è improbabile. Questo a patto che si usino respiratori che pescano aria da una bombola. Tutti i sistemi che usano aria esterna filtrata sono teoricamente bypassabili conoscendo la natura del filtro.

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Sapere cosa non si sa (e si deve sapere) è già un buon punto di partenza, complimenti.

 

Sulla plausibilità degli stadi di evoluzione (biologica e tecnologica ivi compresi i sistemi di comunicazione - anche telepatica -), sulle possibilità della scienza di creare armi, mezzi di trasporto e quant'altro, sui propulsori e sui propellenti, sulle possibili migrazioni planetarie, sulle leggi fisiche e i "gradi di impossibilità" di violarle ti consiglio senz'altro i libri di Michio Kaku:

  • "Mondi paralleli" (2006)
  • "Fisica dell'impossibile" (2008)
  • "Fisica del futuro" (2012)
  • "Il futuro della mente" (2014)

Tutti di Codice edizioni.

 

Una vera e propria miniera di informazioni scientificamente rigorose (estremamente aggiornate) e di spunti interessanti per chi si occupa di fantascienza.

 

Buona documentazione!

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Esiste, anche al livello teorico, un qualche modo per comunicare a velocità superiori della luce? Mi serve per le comunicazioni tra pianeti situati in diversi sistemi; per com’è ora si fa la spola con le astronavi tra un sistema all’altro portando le notizie, ma così si ha un ritardo di almeno un paio di settimane tra la data di arrivo e la data di accadimento di un qualunque evento (se ad esempio sul pianeta A giocano la finale dei mondiali, sul pianeta B sapranno il risultato solo due settimane dopo, che è il tempo che impiega un’astronave per partire da A e arrivare a B).

 

Quanto tempo potrebbe occorrere per colonizzare e popolare un pianeta? Nello specifico, è plausibile che la popolazione passi nel giro di circa 200 anni da 10000 a 5 miliardi? Nello stesso lasso di tempo è verosimile edificare città e antropizzare il pianeta?

1) Se parli di settimane per viaggiare da un sistema solare all'altro, significa che hai già inserito un metodo per viaggiare a velocità superiore a quella della luce, almeno per le astronavi, altrimenti i tempi di percorrenza si misurerebbero in anni. Di conseguenza, ti basta utilizzare lo stesso sistema anche per i messaggi. In fondo, è la stessa cosa che ha fatto Asimov (e chissà quanti altri oltre a lui) col suo ciclo della Fondazione: tanto le navi, quanto le comunicaizoni utilizzano il fantomatico iperspazio, per aggirare il limite della velocità della luce e vivere felici e contenti.

 

2) Da 10000 a 5 miliardi in 200 anni è un ritmo da conigli. Se i tuoi coloni sono normali esseri umani, non possono fisicamente produrre più di tanti figli nel corso di una vita (non le donne, almeno): anche se la tecnologia può azzerare eventuali morti o altri problemi in fase di parto, grandi mammiferi come l'uomo non sono biologicamente attrezzati per produrre così tanti figli nel corso di una vita, cosa che invece potrebbe essere fatta da piccoli mammiferi, come appunto topi, conigli e affini.

D'altra parte, però, nulla ti vieta di inserire fantastiche scoperte scientifiche e mediche, per abbreviare la durata della gestazione, allungare il periodo di fertilità femminile e così via, se proprio decidi di percorrere questa strada... per quanto science, è pur sempre fiction (o, se preferisci, per quandto scienza è pur sempre fanta).

Nulla di tutto questo si applica, ovviamente, se stai parlando di alieni che seguono regole biologiche diverse da quelle umane: per quanto ne so, i tuoi alieni potrebbero anche produrre 200 uova alla volta, o persino di più, se sono insettoidi.

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Consiglio: se vuoi cobfrontarti con un modo "realistico" di descrivere le battaglie spaziali, leggiti i libri del ciclo Lost Fleet di Jack Campbell (spero tu abbia familiarità con l'inglese perché non credo siano stati tradotti) è una buona fantascienza militare in cui vengono descritte con dovizia di particolari le tecniche di combattimento fra astronavi, le armi e le formazioni della flotta (Campbell è in ufficiale di marina in pensione)

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Anche il fantasy comunque richiede una buona documentazione per poter essere credibile, perciò non so fino a che punto risolveresti il problema ;)

 

Non credo sia comparabile alla mole di documentazione che richiede la sci-fi; per una storia fantasy leverei di mezzo tutta la parte relativa alle battaglie spaziali, alle infiltrazioni, alle armi biologiche ecc.

Potrebbe servire qualcosa sugli schieramenti e le tattiche adoperate, ma in confronto alla documentazione che serve a me credo sia poca cosa. ;)

La fantascienza non è il mio genere ma rispondo all'ultima.

 

Dipende tutto dalle politiche sulle nascite. Le civilità avanzate tendono ad avere pochi figli per questioni pratiche.

 

10.000 in 5 miliardi è completamente assurdo anche con civiltà contadine vecchio stampo unite a tecnologie moderne XD

 

Provo a risponderti. scienza, fisica e tecnica:

1)La teoria fisica che sta dietro le armi da fuoco funziona ovunque, quello che cambia è la gittata del proiettile, in quanto atmosfere con composizione differente offrono una resistenza diversa, devi tenere conto anche della gravità che più è alta più accorcerà la parabola del proiettile.

Gravità/pressione difficilmente saranno molto superiori a quelle della Terra.

 

Il variare della temperatura può creare problemi per via della dilatazione termica dei metalli, punti di fusione e l'alterazione delle proprietà dei materiali. Ad esempio a temperature molto basse gli elettroni che "avvolgono" i nuclei metallici sono praticamente fermi e questo diminuisce la duttilità del metallo.

Un altro problema legato alle temperature è quello della stabilità e possibilità di detonare l'esplosivo contenuto nelle cartucce. Ipotizzando di usare l'azoturo di piombo non hai grossi problemi andando in alto, fino a 300° sei tranquillo che non auto-detoni. Per temperature più basse non so fino a che punto possa arrivare senza smettere di esplodere. In definitiva direi che le armi da fuoco andrebbero bene, ma necessiterebbero di piccoli accorgimenti, come cartucce adattate a temperatura e composizione atmosferica, perché ora che ci penso non è detto che l'atmosfera del pianeta in questione abbia le caratteristiche necessarie a dar vita alla reazione chimica che porta alla detonazione di un esplosivo che funziona sulla terra.

In sostanza quindi dipende dal pianeta e quindi si dovrebbe valutare caso per caso, anche se ammetto che non ho ancor deciso la composizione atmosferica dei pianeti in questione: so giusto che uno è gelido, perennemente coperto dai ghiacci e con una bassa gravità, mentre un altro ha un atmosfera molto sottile ma è molto caldo, con le colonie edificate all'interno di cupole.

Comunque, se ho ben capito, non dovrebbero esserci troppi problemi all'uso di armi da fuoco in pianeti extrasolari.

 

2) Non dovrebbe essere pericoloso perché fatto e studiato apposta per farlo, insomma, verrà montata una schermatura per resistere ai vari agenti atmosferici presenti sul pianeta x. Per l'atmosfera ricca di metano se non c'è un comburente nelle giuste proporzioni niente esplosioni.

Come pensavo.

 

Per le temperature ricadiamo nel discorso delle pistole, alterazione delle proprietà dei materiali e delle reazioni chimica che potrebbero avere una resa minore/maggiore, avvenire spontaneamente o non avvenire affatto.

Dunque come prima andrebbe valutato caso per caso.

 

3)L'operazione di trasferimento della mente del soldato su un computer è teoricamente possibile, al momento è stato fatto con un verme. (Ti consiglio di dare un'occhiata, è molto interessante.) L'unica cosa è che io lo farei prima della missione e non al momento della morte in quanto elimini il rischio che l'operazione non possa avvenire per danneggiamento eccessivo dell'alieno.

Così però sarebbe una sorta di "copia-incolla" e, in teoria, potrebbe portare alla creazione di due individui con la stessa mente (fino a quel punto). Se uno dei due muore, muore, l'altro è come se fosse un altro individuo. Io ho pensato a qualcosa più simile a un "taglia-incolla", ovvero che il "file" viene spostato, ma è sempre lo stesso.

 

Combattimenti spaziali:

Qua non posso dirti più di tanto per mancanza di competenze, ma ho visto una cosa che non mi convince. Il missile mi sembra decisamente lento, 20km/s sono davvero pochi in un ambiente così grande e dove le navi devono potersi muovere molto più veloci per spostarsi efficacemente da un punto all'altro, quindi potrebbero semplicemente superare il missile in velocità. Un altro problema sarebbe il tempo impiegato, le 4 ore sarebbero destinate ad aumentare in quanto la nave può spostarsi e in più potrebbe attivare le contromisure in tutta calma e salvarsi dal missile, insomma difficilmente arriverebbero a bersaglio concedendo tutto quel tempo per prepararsi al nemico e anche se non potessero farlo avrebbero il tempo di mettersi in salvo e portare via le cose più importanti dalla nave.

Le contromisure, certo. Ci ho mancato tutta la parte su quelle, ma è abbastanza secondario. Insomma, alla fine la distanza teorica è un conto, ma nella pratica credo che si combatterebbe da molto più vicino.

 

Per come l'ho pensata io, nelle prime fasi della guerra gli alieni hanno contromisure talmente avanzate che gli umani non riescono nemmeno ad agganciarle; successivamente la situazione si bilancia un po' ma gli alieni hanno comunque buone probabilità di evitare il fuoco umano.

 

Virus:

1)Avendo solo materiale genetico, al momento, non è possibile creare un arma biologica, ma in un ottica futura e in cui la scienza è più avanzata direi che è plausibile.

Ok.

 

Non avrebbe senso usare dei modelli animali nel tuo caso, tempo di arrivare nel 2250 non dovremmo già averne più bisogno noi quindi non credo che i tuoi alieni servano. Test su computer, vitro e su umani invece servirebbero. Per le tempistiche è difficile dirlo poiché non ho idea di che tecnologia e conoscenze abbiano loro e una volta creato il virus di quanto tempo sia il suo decorso.

Creare più ceppi è possibile.

Sì...

 

2) Per avvelenare l'acquedotto si può avvelenare semplicemente la fonte d'acqua se si sa che i filtri della struttura non potranno eliminare il patogeno se no bisogna andare nell'acquedotto a sabotare i filtri o inserire il patogeno nelle acque già purificate in uscita. Se attacchi l'acquedotto trovo che sia molto plausibile che segnalino la cosa e blocchino l'erogazione dell'acqua.

...assetando milioni di persone, ha perfettamente senso in ottica aliena.

 

3)Diffusione per via aerea, lungo periodo in cui non compaiono i sintomi, ma si è già contagiosi. Questo è quello che ti serve per avere una buona epidemia. Per la sterilità dai un'occhiata alla parotite.

Perfetto.

 

4)Non possono attraversare un tuta hazmat senza che questa venga danneggiata e se è a pressione positiva anche in caso di danneggiamento una contaminazione è improbabile. Questo a patto che si usino respiratori che pescano aria da una bombola. Tutti i sistemi che usano aria esterna filtrata sono teoricamente bypassabili conoscendo la natura del filtro.

Essenzialmente con una tuta HAZMAT si è quindi totalmente immuni?

 

 

1) Se parli di settimane per viaggiare da un sistema solare all'altro, significa che hai già inserito un metodo per viaggiare a velocità superiore a quella della luce, almeno per le astronavi, altrimenti i tempi di percorrenza si misurerebbero in anni. Di conseguenza, ti basta utilizzare lo stesso sistema anche per i messaggi. In fondo, è la stessa cosa che ha fatto Asimov (e chissà quanti altri oltre a lui) col suo ciclo della Fondazione: tanto le navi, quanto le comunicaizoni utilizzano il fantomatico iperspazio, per aggirare il limite della velocità della luce e vivere felici e contenti.

La curvatura, ma con quella ci si metterebbero comunque due settimane, e non ho idea di come mandare un messaggio usando la curvatura. :emh: 
Le comunicazioni è abbastanza importante che siano istantanee (od ore al massimo), in particolar modo quando inizia la guerra contro gli alieni, poiché durante essa sarebbe facilissimo rimanere tagliati fuori, e in un sistema non si saprebbe minimamente cosa sta accadendo in un altro.

 

2) Da 10000 a 5 miliardi in 200 anni è un ritmo da conigli. Se i tuoi coloni sono normali esseri umani, non possono fisicamente produrre più di tanti figli nel corso di una vita (non le donne, almeno): anche se la tecnologia può azzerare eventuali morti o altri problemi in fase di parto, grandi mammiferi come l'uomo non sono biologicamente attrezzati per produrre così tanti figli nel corso di una vita, cosa che invece potrebbe essere fatta da piccoli mammiferi, come appunto topi, conigli e affini.

Ok.

 

D'altra parte, però, nulla ti vieta di inserire fantastiche scoperte scientifiche e mediche, per abbreviare la durata della gestazione, allungare il periodo di fertilità femminile e così via, se proprio decidi di percorrere questa strada... per quanto science, è pur sempre fiction (o, se preferisci, per quandto scienza è pur sempre fanta).

Nulla di tutto questo si applica, ovviamente, se stai parlando di alieni che seguono regole biologiche diverse da quelle umane: per quanto ne so, i tuoi alieni potrebbero anche produrre 200 uova alla volta, o persino di più, se sono insettoidi.

I miei alieni sono praticamente umani modificati geneticamente al punto da non essere più considerabili umani (e ovviamente non possono in nessun modo incrociarsi con gli umani); tra l'altro sono ermafroditi. Non so se sia possibile un qualcosa del genere, ma in ogni caso è su questo che si basa tutta la seconda parte della storia che ho mente ed è qualcosa sul quale sono disposto a trascurare il realismo; se poi è proprio no passo al fantasy poiché è una parte troppo importante.

 

In breve gli umani che li hanno creati sono partiti da due gameti modificati che hanno unito. Ovviamente, visto che era impossibile generare individui del genere naturalmente, hanno prelevato i gameti da numerosissimi individui che hanno poi fuso. Gli embrioni sono stati cresciuti in uteri artificiali in immense "fattorie". Si sono riprodotti naturalmente gli individui postumani nati così, ma è stata comunque mantenuta la fecondazione assistita proprio per aumentare esponenzialmente la popolazione.

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Essenzialmente con una tuta HAZMAT si è quindi totalmente immuni?

Fintanto che non si rompe e si usa un sistema di respirazione chiuso sì. Fondamentalmente sì rimane chiusi in un microambiente separato da quello esterno. Tieni però presente che nel caso di tute a pressione positiva hai bisogno di un sistema che pompi aria all'interno della tuta per avere la massima efficacia e rimanere protetto anche in caso di danneggiamento.

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Ok...se sono geneticamente modificati gli suo far deporre le uova, far crescere i figli nelle "fattorie" ecc...

 

Non so se si arriva uguale a 5 miliardi però XD

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Ospite Lem Mac Lem

Anche il fantasy comunque richiede una buona documentazione per poter essere credibile, perciò non so fino a che punto risolveresti il problema ;)

 

Non credo sia comparabile alla mole di documentazione che richiede la sci-fi; per una storia fantasy leverei di mezzo tutta la parte relativa alle battaglie spaziali, alle infiltrazioni, alle armi biologiche ecc.

Potrebbe servire qualcosa sugli schieramenti e le tattiche adoperate, ma in confronto alla documentazione che serve a me credo sia poca cosa. ;)

Ehm, no.

Togli la documentazione che richiede la sci-fi e devi farti una cultura umanistica, che non è precisamente acqua fresca, visto che per scrivere fantasy in maniera almeno accettabile occorre studiare antropologia, archeologia, psicologia e, naturalmente, mitologia e lettere (classiche e/o moderne, quantomeno un'infarinatura).

Tattiche e oplologia sono cose carucce e simpatiche, ma col fantasy c'entrano giusto quel che serve a fare contenti i lettori pignoletti. Una storia fantasy in cui è spiegato perfettamente quanta forza serve per tendere un arco, ma senza le strutture che il genere richiede (che non sono quelle della sci-fi), è soltanto una schifezza.

Il fantasy non è 'storia fantastica a cui posso togliere gli elementi rognosi', di elementi rognosi ce ne sono a paccate nel fantasy, e credimi, se cambi genere solo per semplificarti la vita, il risultato sarà una storia scadente.

Ti conviene smazzarti la documentazione che ti serve e non snaturare la tua opera, soprattutto dopo che ci hai lavorato già così tanto.

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Togli la documentazione che richiede la sci-fi e devi farti una cultura umanistica, che non è precisamente acqua fresca, visto che per scrivere fantasy in maniera almeno accettabile occorre studiare antropologia, archeologia, psicologia e, naturalmente, mitologia e lettere (classiche e/o moderne, quantomeno un'infarinatura).

Tattiche e oplologia sono cose carucce e simpatiche, ma col fantasy c'entrano giusto quel che serve a fare contenti i lettori pignoletti. Una storia fantasy in cui è spiegato perfettamente quanta forza serve per tendere un arco, ma senza le strutture che il genere richiede (che non sono quelle della sci-fi), è soltanto una schifezza.

 

Concordo. Forse l'idea che sia più semplice l'uno o l'altro genere dipende da quanta dimestichezza hai con argomenti umanistici piuttosto che scientifici. Io, per esempio, non mi metterei mai a scrivere fantascienza perché faticherei a comprendere i principi della fisica, dell'ingegneria, ecc. Tuttavia, pur avendo meno difficoltà con le materie umanistiche, non sono mai riuscita a terminare un romanzo fantasy, per quanto ci abbia provato spesso, dato che è un genere che mi piace, perché sistematicamente mi areno. 

Inventare un mondo non significa poter fare qualunque cosa, almeno non se vuoi fare un buon romanzo (perché altrimenti questo discorso varrebbe anche per la fantascienza). L'ambientazione è la base del fantasy: se non sei in grado di costruire un buon mondo, un ambiente fantastico ma a suo modo plausibile, con creature adatte a muoversi in esso, stai solo imbrattando carta. Perché quel mondo diventi reale per il lettore deve avere una storia precisa, una geografia precisa, eventualmente lingue e religioni, una struttura socio-politica plausibile, ecc. Dopodiché ci sono i personaggi, che devono essere creati in relazione all'ambientazione che hai creato. Che tipo di creature si possono plausibilmente originare da un mondo come quello da te inventato?

Tutto questo però non può essere fatto bene se prima non sai come funzionano queste cose nella realtà.

Ok mi fermo, mi sa che sono OT. Nel caso mi scuso. :) 

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Ospite Bradipi

Credo di doverti ringraziare: mi riporti all'epoca d'oro della s.f. al "Cleve Cartmill affair", ma stiamo parlando di 70 anni addietro!

Da allora si è capito che nessuno può prevedere il futuro.

Tu vuoi descrivere una battaglia del 2250, cioè tra oltre 200 anni ce sia verosimile. Impossibile.

Fai un paragone: uno tuo omologo del 1814 vuole descrivere una battaglia tipo quelle delle Midway, basata sull'impiego delle portaerei, avrebbe dovuto immaginare non solo che un mezzo più pesante dell'aria possa volare, possa portare bombe e mitragliatrici (nel 1814 i fucili sono ancora ad avancarica) ma pure che un aereo possa decollare e atterrare su una nave!

È ovvio che tu trovi scritto "tutto e il contrario di tutto" nessuno sa di cosa sta parlando.

Vuoi essere realistico? Le astronavi viaggiano a velocità sub-luce, significa che per arrivare alla stella più vicina ci vogliono almeno 5 anni e i viaggi interstellari durano secoli.

 

L'importante non è l'aderenza alle attuali conoscenze e tecnologie, ma avere una buona trama: ad esempio perchè c'è la guerra? Lo spazio è quasi infinito perchè non si sviluppano senza pestarsi i calli a vicenda?

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Essenzialmente con una tuta HAZMAT si è quindi totalmente immuni?

Fintanto che non si rompe e si usa un sistema di respirazione chiuso sì. Fondamentalmente sì rimane chiusi in un microambiente separato da quello esterno. Tieni però presente che nel caso di tute a pressione positiva hai bisogno di un sistema che pompi aria all'interno della tuta per avere la massima efficacia e rimanere protetto anche in caso di danneggiamento.

 

 

Se deve pompare aria dall'esterno ed essa è contaminata c'è la possibilità di essere contagiati? Immagino ci siano dei filtri, ma questi possono essere passati?

Ok...se sono geneticamente modificati gli suo far deporre le uova, far crescere i figli nelle "fattorie" ecc...

 

Non so se si arriva uguale a 5 miliardi però XD

Il problema della popolazione è strettamente collegato a quello dell'invasione planetaria: sul pianeta dal quale parte l'invasione dovrebbero rimanere abbastanza persone da poter mantenere con la stessa efficienza i servizi e a non far sembrare il pianeta spopolato. La stima di 5 miliardi è una che ho fatto io immaginando 1 miliardo di soldati inviati, divisi tra due pianeti da invadere.

 

 

Togli la documentazione che richiede la sci-fi e devi farti una cultura umanistica, che non è precisamente acqua fresca, visto che per scrivere fantasy in maniera almeno accettabile occorre studiare antropologia, archeologia, psicologia e, naturalmente, mitologia e lettere (classiche e/o moderne, quantomeno un'infarinatura).

Tattiche e oplologia sono cose carucce e simpatiche, ma col fantasy c'entrano giusto quel che serve a fare contenti i lettori pignoletti. Una storia fantasy in cui è spiegato perfettamente quanta forza serve per tendere un arco, ma senza le strutture che il genere richiede (che non sono quelle della sci-fi), è soltanto una schifezza.

 

Concordo. Forse l'idea che sia più semplice l'uno o l'altro genere dipende da quanta dimestichezza hai con argomenti umanistici piuttosto che scientifici. Io, per esempio, non mi metterei mai a scrivere fantascienza perché faticherei a comprendere i principi della fisica, dell'ingegneria, ecc. Tuttavia, pur avendo meno difficoltà con le materie umanistiche, non sono mai riuscita a terminare un romanzo fantasy, per quanto ci abbia provato spesso, dato che è un genere che mi piace, perché sistematicamente mi areno. 

Inventare un mondo non significa poter fare qualunque cosa, almeno non se vuoi fare un buon romanzo (perché altrimenti questo discorso varrebbe anche per la fantascienza). L'ambientazione è la base del fantasy: se non sei in grado di costruire un buon mondo, un ambiente fantastico ma a suo modo plausibile, con creature adatte a muoversi in esso, stai solo imbrattando carta. Perché quel mondo diventi reale per il lettore deve avere una storia precisa, una geografia precisa, eventualmente lingue e religioni, una struttura socio-politica plausibile, ecc. Dopodiché ci sono i personaggi, che devono essere creati in relazione all'ambientazione che hai creato. Che tipo di creature si possono plausibilmente originare da un mondo come quello da te inventato?

Tutto questo però non può essere fatto bene se prima non sai come funzionano queste cose nella realtà.

Ok mi fermo, mi sa che sono OT. Nel caso mi scuso. :)

 

Non voglio sembrare supponente o pretendere di saperne più di voi, sia chiaro e ci tengo a sottolinearlo, ma a Lem Mac Lem chiedo semplicemente il perché è necessario avere una cultura umanistica per scrivere fantasy. 

Per quanto riguarda la risposta di Elphie, la stessa cosa vale pari pari per la sci-fi, senza alcuna distinzione.

Credo di doverti ringraziare: mi riporti all'epoca d'oro della s.f. al "Cleve Cartmill affair", ma stiamo parlando di 70 anni addietro!

Da allora si è capito che nessuno può prevedere il futuro.

Tu vuoi descrivere una battaglia del 2250, cioè tra oltre 200 anni ce sia verosimile. Impossibile.

Fai un paragone: uno tuo omologo del 1814 vuole descrivere una battaglia tipo quelle delle Midway, basata sull'impiego delle portaerei, avrebbe dovuto immaginare non solo che un mezzo più pesante dell'aria possa volare, possa portare bombe e mitragliatrici (nel 1814 i fucili sono ancora ad avancarica) ma pure che un aereo possa decollare e atterrare su una nave!

È ovvio che tu trovi scritto "tutto e il contrario di tutto" nessuno sa di cosa sta parlando.

Vuoi essere realistico? Le astronavi viaggiano a velocità sub-luce, significa che per arrivare alla stella più vicina ci vogliono almeno 5 anni e i viaggi interstellari durano secoli.

 

L'importante non è l'aderenza alle attuali conoscenze e tecnologie, ma avere una buona trama: ad esempio perchè c'è la guerra? Lo spazio è quasi infinito perchè non si sviluppano senza pestarsi i calli a vicenda?

Sono in buona parte d'accordo, ma credo che la questione non sia tanto l'essere perfettamente realistici, altrimenti sarebbe come hai detto tu circa la questione delle astronavi a velocità sub-luce, quanto piuttosto partire da un qualcosa di reale (come il propulsore a curvatura di Alcubierre e alcuni disegni 3D di astronavi che lo montano) e sviluppare l'idea con l'aiuto della fantasia.

 

La guerra c'è perché umani e alieni hanno sì un origine comune ma i secondi hanno sviluppato una società e una filosofia di vita completamente "aliena" agli umani; molto in breve, gli umani si sentono minacciati e pianificano un attacco ma gli alieni lo capiscono subito, così come capiscono che pur essendo più evoluti degli umani, questi sono molto più numerosi; gli alieni decidono quindi di rischiare e anticipare gli umani attaccandoli per primi. Se avessero esitato gli umani avrebbero mandato contro gli alieni tutto ciò che avrebbero potuto, e pure se alla fine gli alieni sarebbero riusciti comunque a respingere gli umani per i primi ci sarebbero state perdite pesantissime.

 

Per quanto riguarda il combattimento tra astronavi, partendo dalle attuali conoscenze in campo fisico e militare credo sarebbe possibile avere una qualche idea di come questo potrebbe svilupparsi in maniera verosimile, quindi...

 

Si, concordo con Bradipi.

 

Il problema principale della fantascienza è che si basa sulle conoscenza attuali XD

...è chiaro che deve svilupparsi sulle conoscenze attuali: immaginare e sviluppare qualcosa che potrebbe effettivamente esistere in un'epoca così lontana credo che rasenti l'impossibile.

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Ospite Lem Mac Lem

Faccio fatica a capire la tua domanda: pensi che non sia necessaria una cultura umanistica per scrivere fantasy?

Se la pensi così, il mio consiglio di evitare assolutamente di cambiare genere e di attenerti a quello che hai già pianificato e approfondito è ancora più caloroso.

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Faccio fatica a capire la tua domanda: pensi che non sia necessaria una cultura umanistica per scrivere fantasy?

Se la pensi così, il mio consiglio di evitare assolutamente di cambiare genere e di attenerti a quello che hai già pianificato e approfondito è ancora più caloroso.

Mi hai detto che è necessario avere una cultura umanistica per scrivere fantasy accettabile ma non mi hai spiegato il perché; a rispondere in parte al quesito è intervenuta Elphie che mi ha illustrato alcuni aspetti relativi al worldbuilding, dicendomi che l'ambientazione è fondamentale nel fantasy: indubbiamente, ma lo è allo stesso modo anche nella fantascienza, tant'è che rifletto costantemente sulla geografia, sulle società e sugli individui che popolano i mondi che ho immaginato e mi sforzo di renderli credibili e verosimili, facendo riferimento in primis alla scienza. A questo punto, è necessaria una cultura umanistica anche per scrivere fantascienza? La mia opinione personale è che molto dipenda da quale aspetto si vuole trattare.

 

Quasi certamente sto andando oltre il tuo discorso, ma non credo assolutamente che la magia possa risolvere tutto e che sia utilizzabile come deus ex machina ogni volta che mi blocco. ;)

 

In conclusione, qualsiasi genere si scriva, credo che non si possa mai inserire roba a caso.

 

:D

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Ospite Lem Mac Lem

Roba a caso non se ne può inserire in nessun genere, claro :fuma:

Certo che molto dipende da che aspetti vuoi trattare (a parte che, davvero: uno scrittore che non ha un briciolo di cultura umanistica è, come dire... un ossimoro?), ma mi sembrava di avere capito che stavi considerando di passare al fantasy perché con la sf avevi l'impressione che le cose fossero troppo complesse, e che volessi cambiare genere per semplificarti le cose. Mi sembrava doveroso avvertirti che passando al fantasy non ti semplifichi proprio niente, primo perché butteresti via tutto il lavoro fin qui svolto, e poi perché dovresti rivedere alla base tutta la tua storia, non solo come trama, ma come struttura narrativa. Da capo, completamente.

Il world building è solo una parte, forse la più evidente, ma nemmeno la più importante.

Ti stavo soltanto, in altre parole, consigliando di non mollare la tua idea originale :)

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Roba a caso non se ne può inserire in nessun genere, claro :fuma:

Certo che molto dipende da che aspetti vuoi trattare (a parte che, davvero: uno scrittore che non ha un briciolo di cultura umanistica è, come dire... un ossimoro?), ma mi sembrava di avere capito che stavi considerando di passare al fantasy perché con la sf avevi l'impressione che le cose fossero troppo complesse, e che volessi cambiare genere per semplificarti le cose. Mi sembrava doveroso avvertirti che passando al fantasy non ti semplifichi proprio niente, primo perché butteresti via tutto il lavoro fin qui svolto, e poi perché dovresti rivedere alla base tutta la tua storia, non solo come trama, ma come struttura narrativa. Da capo, completamente.

Il world building è solo una parte, forse la più evidente, ma nemmeno la più importante.

Ti stavo soltanto, in altre parole, consigliando di non mollare la tua idea originale :)

Mi sono reso conto grazie a voi che effettivamente la storia, così come pensata ora, non funzionerebbe poiché necessiterebbe di moltissimi adattamenti che alla fine la snaturerebbero, per forza di cose. Non sarebbe una cosa impossibile da fare, solo che appunto, come hai detto, dovrei praticamente rifare tutto. L'idea comunque era di trasportare le società che avevo immaginato in un contesto tecnologicamente medioevale, con la magia che avrebbe dovuto prendere il posto della scienza. 

 

Avrei ad esempio lasciato solo due pianeti e tolto gli altri (già questo avrebbe portato modifiche alla trama) e sostituito (solo in alcuni casi, in altri sarebbero state tagliate del tutto) le battaglie tra astronavi con battaglie navali. Gli alieni non sarebbero stati più tali ma esseri semidivini discendenti dagli umani, ma poi avrei dovuto cambiare la spiegazione e quindi modificare una parte fondamentale della trama.

 

Alla lunga avrei avuto molti problemi, tant'è che quando ho immaginato un universo totalmente nuovo in un contesto horror-gotico ma con gli stessi personaggi e tematiche la storia filava molto meglio e più naturalmente. Poi comunque ho in parte abbandonato l'idea, perché comunque implicava anche qui il dover comunque creare un mondo da capo; ogni tanto comunque ci metto mano, ma più che altro per sfizio.

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Essenzialmente con una tuta HAZMAT si è quindi totalmente immuni?

Fintanto che non si rompe e si usa un sistema di respirazione chiuso sì. Fondamentalmente sì rimane chiusi in un microambiente separato da quello esterno. Tieni però presente che nel caso di tute a pressione positiva hai bisogno di un sistema che pompi aria all'interno della tuta per avere la massima efficacia e rimanere protetto anche in caso di danneggiamento.
 

Se deve pompare aria dall'esterno ed essa è contaminata c'è la possibilità di essere contagiati? Immagino ci siano dei filtri, ma questi possono essere passati?

Se il virus passa anche per contatto sì, tieni presente che dentro la tuta gli operatori andranno comunque a usare una maschera o un respiratore chiuso "a bombola". I filtri, per quanto possa essere difficile possono essere sempre bypassati, vuoi per manomissione o per averli studiati e aver creato un agente contaminate strutturato per passarli. Ricordati però che anche l'aria pompata può essere presa da un circuito chiuso senza contatti con l'ambiente esterno e qualora non fosse possibile si possono usare tute che non fanno uso della pressione positiva e quindi non necessitano di un pompaggio d'aria.
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Essenzialmente con una tuta HAZMAT si è quindi totalmente immuni?

Fintanto che non si rompe e si usa un sistema di respirazione chiuso sì. Fondamentalmente sì rimane chiusi in un microambiente separato da quello esterno. Tieni però presente che nel caso di tute a pressione positiva hai bisogno di un sistema che pompi aria all'interno della tuta per avere la massima efficacia e rimanere protetto anche in caso di danneggiamento.

 

 

Se deve pompare aria dall'esterno ed essa è contaminata c'è la possibilità di essere contagiati? Immagino ci siano dei filtri, ma questi possono essere passati?

 

Se il virus passa anche per contatto sì, tieni presente che dentro la tuta gli operatori andranno comunque a usare una maschera o un respiratore chiuso "a bombola". I filtri, per quanto possa essere difficile possono essere sempre bypassati, vuoi per manomissione o per averli studiati e aver creato un agente contaminate strutturato per passarli. Ricordati però che anche l'aria pompata può essere presa da un circuito chiuso senza contatti con l'ambiente esterno e qualora non fosse possibile si possono usare tute che non fanno uso della pressione positiva e quindi non necessitano di un pompaggio d'aria.

 

Ok.

Ricapitolando: una normale tuta HAZMAT protegge totalmente ma se vene rotta c'è il rischio che possa avvenire una contaminazione; per ovviare al problema si possono usare tute a pressione positiva collegate a una bombola (a mo' di sommozzatore?) che pompano ossigeno da lì e anche in caso di rottura si rimane al sicura da eventuali contagi. Giusto? 

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Esatto, anche se dentro la tuta si può benissimo pompare aria o anche un gas inerte se si usa un sistema scba (maschera collegata a bombola dell'aria.) In più posso dirti che non solo le tute, ma anche le maschera sfruttano sistemi a pressione positiva.

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Ciao a tutti, credo di essere in notevole ritardo ma essendo questa una discussione interessante provo a darti qualche consiglio nel caso potesse ancora esserti utile.

In realtà puoi giustificare quasi tutto nel tuo romanzo e senza neanche spingerti troppo nel dettaglio. Non è necessario che tu conosca la fisica quantistica, devi solo dare per scontato alcune delle teorie più "azzardate" contemporanee. Per farti un esempio: il limite di muoversi alla velocità è un limite invarcabile per i viaggi spaziali. Ciò non toglie che ci siano alcuni modi per superarlo. Puoi creare dei varchi spazio temporali a cui le astronavi arrivano avvicinandosi alla velocità della luce, senza però raggiungerla(la luce può raggiungere quella velocità perchè non ha massa, un oggetto materiale dovrebbe avere massa infinita per ottenere lo stesso risultato). Ti sconsiglio di superare quel limite perchè si creerebbero dei paradossi logici non da poco(un rapido esempio: se ti sposti dove la luce non è ancora arrivata dove vai? nel passato?). Documentati sull'antimateria, che è il combustibile più probabile per un futuro iper-tecnologico e con cui sarebbero possibili tantissime invenzioni che noi possiamo solamente sognare. Con quello farai già passi giganti di coerenza. (Qualche grammo di materia bruciata con antimateria basterebbe come carburante per mandare un missile sulla luna). 

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Ciao a tutti, credo di essere in notevole ritardo ma essendo questa una discussione interessante provo a darti qualche consiglio nel caso potesse ancora esserti utile.

In realtà puoi giustificare quasi tutto nel tuo romanzo e senza neanche spingerti troppo nel dettaglio. Non è necessario che tu conosca la fisica quantistica, devi solo dare per scontato alcune delle teorie più "azzardate" contemporanee. Per farti un esempio: il limite di muoversi alla velocità è un limite invarcabile per i viaggi spaziali. Ciò non toglie che ci siano alcuni modi per superarlo. Puoi creare dei varchi spazio temporali a cui le astronavi arrivano avvicinandosi alla velocità della luce, senza però raggiungerla(la luce può raggiungere quella velocità perchè non ha massa, un oggetto materiale dovrebbe avere massa infinita per ottenere lo stesso risultato). Ti sconsiglio di superare quel limite perchè si creerebbero dei paradossi logici non da poco(un rapido esempio: se ti sposti dove la luce non è ancora arrivata dove vai? nel passato?). Documentati sull'antimateria, che è il combustibile più probabile per un futuro iper-tecnologico e con cui sarebbero possibili tantissime invenzioni che noi possiamo solamente sognare. Con quello farai già passi giganti di coerenza. (Qualche grammo di materia bruciata con antimateria basterebbe come carburante per mandare un missile sulla luna). 

Ciao, grazie per il tuo messaggio, figurati! ;)

Il problema, più che la tecnologia di per sé, sono le conseguenze che essa crea su tutto l'universo: se ad esempio si dispone di propulsori a curvatura, in linea teorica un'astronave potrebbe schivare i missili "teletrasportandosi" altrove, o allo stesso modo fuggire da una battaglia per andare chissà dove. Non so ovviamente quali siano i limiti di utilizzo di un propulsore a curvatura, ma probabilmente non li sanno nemmeno i fisici che timidamente iniziano a intraprendere studi su di esso per dimostrare che almeno esista questa possibilità.

Il caso comunque più emblematico è rappresentato dai droni: i postumani possono creare IA in grado di apprendere e adattarsi alle tattiche del nemico; perché quindi non sostituire totalmente la fanteria con droni autonomi? Non so dove porre il limite delle IA; in questo momento praticamente tutti i veicoli e velivoli militari postumani sono droni (comunque indispensabili per sopperire al basso numero di truppe).

 

C'è poi la questione che la civiltà aliena, o meglio postumana, è abbastanza avanzata rispetto alla civiltà umana da esserle totalmente superiore ma allo stesso tempo la civiltà umana dovrebbe poter resistere, almeno per un po'; qui semplicemente potrebbe entrare in gioco il fattore numerico, essendo gli umani molti molti di più.

 

Sull'antimateria gli umani hanno diversi studi in corso, che prevedono la costruzione di collettori solari per estrarla dalle stelle, ma sono ancora in altissimo mare; i post-umani invece utilizzano già i collettori e utilizzano concretamente l'antimateria, ma non nelle astronavi militari: essendo la probabilità di subire danni elevata, se il campo magnetico che separa materia da antimateria dovesse interrompersi per la nave sarebbe la fine, così come per il suo equipaggio, mentre un più pratica propulsore a fusione si limiterebbe a spegnersi, dando comunque all'equipaggio la possibilità di salvarsi. I post-umani utilizzano l'antimateria sulle navi civili e soprattutto per produrre testate da 200 megatoni, non so bene se catalizzando una fusione nucleare o basandosi unicamente sull'annichilazione di materia/antimateria; anche in campo militare comunque l'antimateria non è usata su vasta scala, data la sua instabilità.

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