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mi è arrivata un ora fa la stringata e immagino standard di rifiuto, ma almeno rispondono: Dopo circa due mesi dall'invio

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Grazie ragazzi, anch'io ho spedito e almeno so quanto dovrò aspettare, calcolando anche che c'è di mezzo agosto. Almeno hanno la gentilezza di rispondere in ogni caso.

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salve. io inviai un mese e mezzo fa il romanzo scritto su carta e rilegato, secondo richiesta, più lettera, sinossi e note bio-bibliografiche. questa del cartaceo mi fa incazzare, ma se le regole adelphiane sono queste, inutile recriminare... ieri ho avuto la risposta via email. attenzione, non indirizzata propriamente a me ma a "destinatari ignoti", il che vuol dire che la sottostante risposta standard non è personale ma inviata a una mailing list composta da noi reietti dell'ultima infornata. il che non mi fa sentire meglio. anzi. tanto è stato comunque un rifiuto. fate cose buone...

 

 

Gentile Signore,
abbiamo letto il testo che Lei ci ha inviato. Siamo spiacenti di 
comunicarLe che esso non rientra nei nostri criteri di scelta.
La ringraziamo comunque per avercelo sottoposto e Le inviamo i nostri 
migliori saluti.
Adelphi Edizioni

P.S. La casa editrice Adelphi non restituisce in alcun caso il 
dattiloscritto o altro materiale ricevuto.

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Mah, è difficile rispondere... bisognerebbe essere un pochino più sicuri, quando si affrontano certe situazioni, bisogna valutare tutti gli elementi per andare a segno, altrimenti tirare a caso riesce difficile commentare.  

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Mah, è difficile rispondere... bisognerebbe essere un pochino più sicuri, quando si affrontano certe situazioni, bisogna valutare tutti gli elementi per andare a segno, altrimenti tirare a caso riesce difficile commentare.  

non ho capito il commento. ma forse è un mio limite...

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Il commento suesposto è una semplice riflessioni circa l'invio dei manoscritti a editori big. Secondo il mio personale parere può trovare una comparazione nello sport - nella fattispecie nel calcio. Se un ragazzo gioca nella squadra della parrocchia e un giorno s'improvvisa professionista e si presenta in una squadra di serie A e questa non lo fa giocare, secondo me si dovrebbe domandare il perché?

Sarebbe meglio che la domanda se la facesse prima di presentarsi nello spogliatoio altresì lavorare sulla medesima onde evitare un diniego.

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Il commento suesposto è una semplice riflessioni circa l'invio dei manoscritti a editori big. Secondo il mio personale parere può trovare una comparazione nello sport - nella fattispecie nel calcio. Se un ragazzo gioca nella squadra della parrocchia e un giorno s'improvvisa professionista e si presenta in una squadra di serie A e questa non lo fa giocare, secondo me si dovrebbe domandare il perché?

Sarebbe meglio che la domanda se la facesse prima di presentarsi nello spogliatoio altresì lavorare sulla medesima onde evitare un diniego.

fa caldo, impelagarsi in discussioni è controproducente anche per la salute. ma io ho scritto un post in cui racconto un fatto, ovvero il modo in cui, dopo essermi relazionato con la casa editrice secondo la loro richiesta, ho ricevuto una risposta in quei termini e in quella forma. basta. era solo una testimonianza di un'esperienza. tu ti metti a "riflettere" sul perché e sul "percome" e dici che è difficile commentare (una cosa che non meritava alcun commento)... vabbè, è come dici tu. 

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Lo spirito di questo forum - almeno per come lo interpreto io - è riportare/condividere la propria esperienza, che magari può rivelarsi utile per altri (o anche no). Questioni come tempi di lettura, serietà e gentilezza della redazione, modalità d'invio, se la casa editrice è free e come sono le condizioni contrattuali ecc. magari saranno informazioni note a gente del settore, ma non ai più. Ben vengano le testimonianze di tutti. E se poi si vuole commentare - sulla propria esperienza, anche con un pizzico di disillusione, che ci sta tutto - che male c'è? E poi, mica vero, se hai talento puoi passare anche dalla parrocchia alle squadre di serie A... 

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Pensavo che i commenti fossero un tantino più profondi e interessanti non dico neanche professionali,  piuttosto che i modi, i tempi, il come, il quanto, la conta dei mesi  eccetera; comunque questo non importa, era solo una mia idea, erronea, e me de dolgo per aver sbagliato.  

Se hai talento puoi passare dall'oratorio direttamente a giocare in serie A, forse anche in Champions League, senza una minima preparazione, esperienza secondaria nel settore? La sua risposta - mi riferisco alla tesi, o meglio l'arringa difensiva dell'avvocato d'ufficio -  è un po' così, diciamo pure che lascia il tempo che trova ...  magari in un bar. In un'interpretazione seria non avrebbe  neanche ragione di esistere una concettualizzazione del genere in un approccio professionale, di qualsiasi campo lavorativo.

(Tu ti metti a riflettere, la parola riflettere, addirittura fra virgolette ...  Fa anche un po'  sorridere ... ).

Ma poi il caldo oppure il freddo - in ogni ambito atmosferico il pensare dovrebbe essere in ogni modo stimolato indifferentemente dal clima, a fortori quanti voglio addirittura giocare direttamente in serie A, così, all'improvviso, come se niente fosse.

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Diavolonero, grazie per la qualifica di avvocato d'ufficio che fa discorsi da bar, ma sono già a posto con le due lauree che ho preso...

 

Le mie saranno anche considerazioni superficiali - anzi banalità - ma non vedo perché le premesse da cui parti tu debba essere prese, invece, per oro colato... Ti cito testualmente: "senza una minima preparazione, esperienza secondaria nel settore", "quanti voglio addirittura giocare direttamente in serie A, così, all'improvviso, come se niente fosse", ma chi te l'ha detto? Cosa ti fa pensare che qui non ci sia gente umile, capace, con studio e gavetta di vario genere che possa avere tutte le carte in regola per misurarsi con le cosiddette 'big', senza contatti?

 

I mie potranno anche sembrarti toni da arringa - da stupidotta, secondo te - ma la tua posizione mi sembra un tantino altezzosa e, se vogliamo parlare di inutile generalizzazioni, a tuo commento manca solo la chiusa "Andate in pace. Amen".

 

Se poi, invece, questo forum serve per evangelizzare, allora ok.

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giusto per aggiungere e concludere. ho pubblicato già con case editrici nazionali e scrivo romanzi da 15 anni. son partito dal torneo scolastico e sono arrivato anche in a. avevo riportato un fatto (la adelphi che in tempi di informatica avanzata richiede la spedizione del cartaceo), l'avevo criticato, pur adeguandomi, e avevo segnalato la risposta standard ricevuta. ho supposto che potesse servire a qualcuno, così come avviene in questo sito. in precedenza, misurandomi la palla (è gergale, ma immagino che lo slang sia chiaro a tutti...), avevo riesaminato il catalogo della creatura calassiana e trovato un paio di titoli che potessero giustificare la mia proposta editoriale a codesto editore e a non far perder tempo né a loro né a me. non è andata e me ne rammarico. se poi mi devo procurare un agente come raiola (ibrahimovic) per poter affrontare la champions e l'acrimoniosa competenza del diavolonero, allora cambio sport e mi do all'ippica. battuta scontata, ma la cosa, dopo il primo momento di perplessità (dovuta al fatto che il primo commento di diavolonero è per me incomprensibile, e ancora ignoro dove volesse parare se non per stigmatizzare forse la mia presunta ingenuità...). mi ha strappato qualche sorriso. fa caldo, e la cosa, checché ne pensa l'esimio satanasso, influisce eccome sulle sorti di una discussione. sono al sud, e a queste latitudini il cervello fa fatica...  :asd:

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Riferisco un aneddoto che mi ha raccontato Sgalambro e che lui poi ha riportato in diverse interviste, quando decise di pubblicare le proprie opere si mise a scrivere poi inviò il primo libro: La Morte del Sole, a Calasso. In Adelphi il manoscritto attese nel più assoluto silenzio per due anni circa poi Calasso lo chiamò manifestandogli la propria intenzione di pubblicarlo e da lì pubblicò in seguito quasi tutti i suoi libri. (Io da minuscolo editore  ho avuto la fortuna di curare personalmente la pubblicazione a tiratura limitata a 100 esemplari di uno dei suoi ultimi saggi inediti L'impiegato di Filosofia su carta Amatruda e copertina realizzata appositamente). Per come era Sgalambro non ha mai fatto pressione o telefonato o fatto telefonare, ha atteso è basta come tutti noi una risposta che nel suo caso è stata positiva. Rammento che Marussig era un perfetto sconosciuto al suo primo libro ed è stato pubblicato proprio da Adelphi, Battiato mi diceva ad una cena: Il Libro o c'è o è tutto inutile spingerlo ... - non esistono vie di mezzo e non conta niente nella speciale classifica delle opere "Vere" chi si conosce o se si è carini simpatici o disponibili ... quello vale in altre realtà e per altre opere che esulano dalla letteratura diciamo di "alto profilo" ... Sgalambro che ho conosciuto molto bene, nonostante avesse pubblicato con Adelphi è stato rifiutato da Tallone, anche se io sono molto amico di Tallone e mi è stato chiesto di fare da curatore e da tramite per la pubblicazione  ... il Professore ci rimase male ed io anche ma Tallone è così, lui pubblica soltanto ciò che reputa letteratura di "altissimo livello" d'altronde Pablo Neruda frequentava la sua piccola tenuta ad Alpignano ed essendo figlio di ferrovieri si divertiva ad usare la locomitica a vapore che i Tallone hanno in giardino da 70 anni su uno spezzone di binari lungo 2 o trecento metri ed il suo poncio sta al primo piano nel piccolo museo insieme alle lettere di Quasimodo, Ungaretti, Valery, e dello stesso Neruda insieme a centinaia di altri Premi Nobel e  protagonisti della storia della letteratura del novecento. Tanto per rendere edotti i più di storie poco note a chi i Tallone non sa neppure chi siano, l'adolescente Pavese frequentava l'allegra brigata degli adolescenti Tallone che lì viveva in una curiosa libertà da Comune Hippie ante litteram innamorandosi di una delle sorelle di Alberto che avrebbe fondato la casa editrice acquistando la tipografia parigina di Darantiere: l'Hotel de Sagonne. Il libro è una strana creatura e dominare la scrittura per alcuni un gioco semplice per altri un tormento continuo, fonte di esaltazioni e depressioni senza fondo, non esistono regole o ricette e ciò che può essere buono per me non vale nulla per un altro, ci sono una serie "Fuoriserie" e a decrescere migliaia di sfumature ... personalmente ho conosciuto una semi analfabeta (non sa parlare un italiano corretto) che crede (e le hanno fatto credere confortata dalle vendite) di essere una scrittrice perchè Fazi gli ha riscritto il libro rendendolo leggibile facendole incassare un paio di miliardi di diritti d'autore ed oggi lavora in una grandissima casa editrice ... ma resta pur sempre una semi analfabeta  piuttosto spocchiosa perchè non ne è neppure conscia ... e con ciò?

Il Maggid della scrittura è un tipo molto burlone e spesso gioca scherzi crudeli ... per cui io non porrei limiti alla sua "provvidenza" e rimetterei il giudizio al povero autore che in fondo, anche se non se lo dice e mente, spudoratamente con se stesso, conosce il vero valore della sua opera ... il Maggid, sussurra e vellica l'ego supino del povero scrittore che a volte saggiamente lo ascolta ed a volte cede alle proprie menzogne franando nell'incubo di un ego megalomane ed ipocrita.

A voi la scelta cari autori.

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Riferisco un aneddoto che mi ha raccontato Sgalambro e che lui poi ha riportato in diverse interviste, quando decise di pubblicare le proprie opere si mise a scrivere poi inviò il primo libro: La Morte del Sole, a Calasso. In Adelphi il manoscritto attese nel più assoluto silenzio per due anni circa poi Calasso lo chiamò manifestandogli la propria intenzione di pubblicarlo e da lì pubblicò in seguito quasi tutti i suoi libri. (Io da minuscolo editore  ho avuto la fortuna di curare personalmente la pubblicazione a tiratura limitata a 100 esemplari di uno dei suoi ultimi saggi inediti L'impiegato di Filosofia su carta Amatruda e copertina realizzata appositamente). Per come era Sgalambro non ha mai fatto pressione o telefonato o fatto telefonare, ha atteso è basta come tutti noi una risposta che nel suo caso è stata positiva. Rammento che Marussig era un perfetto sconosciuto al suo primo libro ed è stato pubblicato proprio da Adelphi, Battiato mi diceva ad una cena: Il Libro o c'è o è tutto inutile spingerlo ... - non esistono vie di mezzo e non conta niente nella speciale classifica delle opere "Vere" chi si conosce o se si è carini simpatici o disponibili ... quello vale in altre realtà e per altre opere che esulano dalla letteratura diciamo di "alto profilo" ... Sgalambro che ho conosciuto molto bene, nonostante avesse pubblicato con Adelphi è stato rifiutato da Tallone, anche se io sono molto amico di Tallone e mi è stato chiesto di fare da curatore e da tramite per la pubblicazione  ... il Professore ci rimase male ed io anche ma Tallone è così, lui pubblica soltanto ciò che reputa letteratura di "altissimo livello" d'altronde Pablo Neruda frequentava la sua piccola tenuta ad Alpignano ed essendo figlio di ferrovieri si divertiva ad usare la locomitica a vapore che i Tallone hanno in giardino da 70 anni su uno spezzone di binari lungo 2 o trecento metri ed il suo poncio sta al primo piano nel piccolo museo insieme alle lettere di Quasimodo, Ungaretti, Valery, e dello stesso Neruda insieme a centinaia di altri Premi Nobel e  protagonisti della storia della letteratura del novecento. Tanto per rendere edotti i più di storie poco note a chi i Tallone non sa neppure chi siano, l'adolescente Pavese frequentava l'allegra brigata degli adolescenti Tallone che lì viveva in una curiosa libertà da Comune Hippie ante litteram innamorandosi di una delle sorelle di Alberto che avrebbe fondato la casa editrice acquistando la tipografia parigina di Darantiere: l'Hotel de Sagonne. Il libro è una strana creatura e dominare la scrittura per alcuni un gioco semplice per altri un tormento continuo, fonte di esaltazioni e depressioni senza fondo, non esistono regole o ricette e ciò che può essere buono per me non vale nulla per un altro, ci sono una serie "Fuoriserie" e a decrescere migliaia di sfumature ... personalmente ho conosciuto una semi analfabeta (non sa parlare un italiano corretto) che crede (e le hanno fatto credere confortata dalle vendite) di essere una scrittrice perchè Fazi gli ha riscritto il libro rendendolo leggibile facendole incassare un paio di miliardi di diritti d'autore ed oggi lavora in una grandissima casa editrice ... ma resta pur sempre una semi analfabeta  piuttosto spocchiosa perchè non ne è neppure conscia ... e con ciò?

Il Maggid della scrittura è un tipo molto burlone e spesso gioca scherzi crudeli ... per cui io non porrei limiti alla sua "provvidenza" e rimetterei il giudizio al povero autore che in fondo, anche se non se lo dice e mente, spudoratamente con se stesso, conosce il vero valore della sua opera ... il Maggid, sussurra e vellica l'ego supino del povero scrittore che a volte saggiamente lo ascolta ed a volte cede alle proprie menzogne franando nell'incubo di un ego megalomane ed ipocrita.

A voi la scelta cari autori.

uno spettacolo leggerla.

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Mamma Mia! Che contorsioni letterarie... Per leggere un messaggio bisogna prima prendere un po' di Tavor. Certo, criticare Adelphi per la sua metodologia di lavoro, non so se ci vuole coraggio, incoscienza, tutte e due assieme o dell'altro.   

L'avvocato con  due lauree gli sono valse a poco se ha così tanto tempo da difendere addirittura per terzi scrittori professionisti - con esperienza decennale  - che oltretutto non hanno neanche bisogno di essere difesi, lo fanno bene da soli con gli scritti suesposti. 

Due contro uno - cioè, una plurilaureata con così tanto tempo a disposizione e uno scrittore professionista da decenni - contro un povero disgraziato. Secondo me non è sportivo.  

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Concordo con isolablu. Il destino dei libri è strano e ogni libro ha il suo. Il destino di noi autori può essere quello di credere troppo alle nostre creature, sbagliando tragicamente, o di non crederci affatto.

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Diavolonero, io rispondevo per me stessa, non per ciccillo o altri, non ho questa presunzione che ci vuoi leggere tu, ognuno è capace di difendersi molto bene da solo. Che sono un'avvocato d'ufficio l'hai detto tu, alla qual cosa ti ho risposto che ho due lauree in un altro settore - così come ti avrei potuto dire che sono una pizzaiola, un'artigiana o una contadina ecc... - e questo sottintendeva che parlassi per me, ma a quanto pare non ti è chiaro, e se serve te lo ribadisco un'altra volta.

 

Dopodiché, mi sembra inutile continuare questa discussione, stiamo andando fuori tema, anche con considerazioni che vanno sul privato, e francamente non te lo consento. Se entrambi stiamo sprecando il tempo in questa conversazione vuol dire che anche tu ne hai di tempo da perdere, se vale per me il discorso della laureata senza arte né parte, vale anche per te.

 

Va be', dai, mettiamoci un punto finale e restiamo sui toni sarcastici delle tue affermazioni finali - certo che ti piace girare le frittate, dai toni spocchiosi sul pulpito al povero indifeso? - e che dici, andiamo dalla maestra d'asilo e le diciamo chi ha iniziato prima?

 

Ciao e buona estate.

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Dopodiché, mi sembra inutile continuare questa discussione, stiamo andando fuori tema

 

Ecco, la questione è proprio questa. 

Questo è il topic delle edizioni Adelphi, limitiamoci per cortesia a pareri, esperienze personali e contatti avuti con l'editore.

Rientrate tutti IT, per favore.

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Mah. Io non vado da nessuna maestra di scuola materna. Stavo cercando di esprimere la mia analisi  circa la collaborazione con i maggiori editori, ma poi è entrata una seconda persona tirando in ballo, lauree, umiltà, gavetta, altezzosità, amen ecc., tutte considerazioni riavvolte in un messaggio unico. Ora però voglio terminare la mia considerazione.  

 

Sono quattro decenni che letto i testi dell'editore Adelphi, anche per motivi professionali non solo per diletto. Conosco bene gli autori, artisti e scienziati iperbolici pubblicati da questa casa editrice e, la considerazione è la seguente: il professionista - fortunatamente - debba avere una struttura solida, stratificata nel tempo, appunto ben salda, che vada oltre una semplice email anonima seguita da allego, per collaborare con questi. Poi ho fatto la comparazione con i giocatori delle squadre che fanno la Shampion League: ci vorrà un po' di professionalità? Sono totalmente convinto di sì. Tutto qui.    

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Ospite Signor Ford

Ri - quoto:

Dopodiché, mi sembra inutile continuare questa discussione, stiamo andando fuori tema

 

Ecco, la questione è proprio questa. 

Questo è il topic delle edizioni Adelphi, limitiamoci per cortesia a pareri, esperienze personali e contatti avuti con l'editore.

Rientrate tutti IT, per favore.

Mi pare che ci sia stato già un invito di moderazione, che state continuando a disattendere.

 

STOP ALLA POLEMICA. RITORNATE IT, ALLA PROSSIMA PARTONO RICHIAMI FORMALI. 

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ho inviato il mio manoscritto all'adelphi ai primi di maggio. mi scrissero di aver ricevuto la mia opera in visione e che contavano di darmi una risposta entro il 15 luglio. ma oggi nulla....

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l'adelphi mi ha comunicato tramite mail di avermi inviato a casa una lettera (che devo ancora visionare perchè sono fuori) in cui spiega le ragioni del rifiuto. Non so perchè sono stata così ingenua da crederci sul serio. ora non so se tentare ancora o smettere proprio di scrivere. ok sono catastrofica...................

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Smettere per un rifiuto da una Big? Aspetta almeno di leggere quello che ti hanno scritto. Non mi sembra poca cosa una loro risposta. Forza e coraggio.

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Licisca, non ti abbattere! Se si sono presi anche la briga di scriverti per farti sapere le ragioni del rifiuto, tanto tremendo non dev'essere il tuo romanzo!

Vedo che tutti avete mandato sinossi e/o manoscritto cartaceo, dite che la mia proposta di traduzione (poco più che una scheda libro in pratica) a redazione@adelphi.it sarà stata direttamente cestinata? Non mi è arrivata la conferma di ricezione... Magari aspetto un po' e rimando per posta ordinaria... 

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Di nuovo io... ma... che voi sappiate,  i tempi di attesa sono ancora di circa due mesi o sono aumentati?

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Mi sa che anche io sarò tra quelli che non riceveranno mai una risposta... ho spedito il manoscritto cartaceo via posta un anno fa ormai e da allora silenzio... :buhu:

 

(Ah si certo... ogni tanto la parte più smisurata del mio ego spera selvaggiamente che il manoscritto stia attraversando una lunga trafila di valutazione da cui uscirà alla fine vittorioso... ma di solito questi pensieri li faccio a notte fonda... poi suona la sveglia ed è ora di alzarsi...)

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Io ho spedito il manoscritto i primi di novembre e mi hanno risposto (negativamente) alcuni giorni fa. A quanto scrivono nell'email il romanzo pare sia stato valutato.

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E' davvero strano. Rispondono sempre, a meno che il manoscritto non gli sia pervenuto. Generalmente nell'arco di sei mesi arriva la risposta standard di rifiuto

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