Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

thom

..e se non è abbastanza?

Post raccomandati

Buongiorno a tutti,

 

scrivo in questa che mi sembra la sezione più corretta per parlare di un incubo che mi assale ogni volta che concludo un capitolo del mio libro.

vi spiego in breve la situazione: con word, in basso a sinistra, è facile venire a conoscenza di tutti i parametri di lunghezza del testo, come parole, lettere, pagine ecc.. ho preso la cattiva abitudine di controllare man mano quanto stessi effettivamente producendo. cattiva abitudine dico, almeno per me. 

mi ritrovo ora ad un epilogo dalla fine del mio scritto, scontrandomi con la consapevolezza di non aver scritto abbastanza, forse. 

il tutto peggiorato dopo la scoperta delle cartelle editoriali, o di quelli che sono i cosiddetti limiti per dire: "ho scritto un romanzo". c'è chi parla di una fascia da 150-250 cartelle, chi parla riguardo al numero di parole (oltre le 40 mila).

 

Questa la mia situazione: non faticherò a superare le 40 mila parole, anche se di poco, come anche le cartelle, credo di riuscire a raggiungere la soglia "minima" delle 150. Ma se non fosse abbastanza per rendere il mio lavoro appetibile? se fosse comunque al limite della lunghezza per un thriller, e non si rivelasse "commercialmente" rilevante per principio con questo "difetto"?

 

Voi che dite? 

grazie in anticipo a tutti quelli che risponderanno!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ti dico come la vedo io, poi magari altri ti daranno risposte migliori.

 

Da quello che ho capito, la tua preoccupazione è editoriale-commerciale: temi che il tuo lavoro sia troppo breve per essere appetibile sia per un editore sia per il pubblico. E tuttavia hai praticamente finito.

 

A me sembra che tu sia incappato in un aspetto particolare di un problema generale: sei incappato cioè nel più generale scontro tra le necessità editorial-commerciali e le necessità narrativo-estetico-artistiche dell'opera.

Ad esempio, come dicevo ad un altro utente in un'altra discussione, spesso un'opera, per quanto buona dal semplice punto di vista artistico, viene rifiutata dagli editori perché ritenuta difficile da proporre commercialmente e da promuovere (perché, ad esempio, non rientra in un genere o in un target definito).

Altre volte, per le medesime ragioni, un'opera può anche essere pesantemente editata per piegarla alle ragioni commerciali.

Nel tuo caso, il problema è tutto nella lunghezza.

 

Ora, la tua prima preoccupazione dovrebbe essere artistica, non commerciale. Ovvero, devi chiederti e verificare che il tuo romanzo funzioni, che la trama sia ben fatta, che lo stile sia adatto, che i personaggi siano buoni et cetera et cetera. Riesaminandolo, inoltre, potresti anche trovare che certi pezzi o sottotrame sono inutili e quindi vanno tagliati; altre volte, ci sono elementi più deboli a cui, per un motivo o per un altro, hai dedicato meno tempo e meno righe e che quindi vanno irrobustiti.

In ogni caso, se allunghi il brodo solo per raggiungere una certa soglia quantitativa, è ovvio che la qualità, appunto, si annacqua.  :asd:

 

Non preoccuparti quindi della lunghezza, almeno fino a quando non hai completato la prima revisione.

 

Poniamo ora, per il futuro, che tu abbia completato la prima, seconda, terza e quarta revisione e che comunque ti ritrovi con un'opera che viene categorizzata come romanzo, ma di poco.

Innanzitutto, prendiamo atto del fatto che categorizzazioni e definizioni servono per descrivere, non per normalizzare, la realtà (con buona pace di certi editori e filosofi). E quindi, se, come detto sopra, l'opera funziona così com'è, infischiatene della lunghezza.

Inoltre, riguardo strettamente alla commerciabilità, un limite minimo, al di là dell'essere indicativo e non tassativo, è, appunto, un limite minimo: non è che se scrivi 40000 parole non va bene: non va bene se ne scrivi 20000 o 30000, ma 40000 va benissimo: è, appunto, un limite minimo.

 

Il mio è un parere alquanto 'artistico' però: sarebbe interessante avere altri pareri, magari da qualcuno dei nostri editori, dal punto di vista della effettiva commerciabilità: ovvero, quali problemi ci sono nel vendere un'opera di 40000 parole invece che di, esempio, 50000-60000?

  • Mi piace 2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

buongiorno @Alexander91, e grazie della risposta, cerco di puntualizzare alcune cose :)

 

"Ora, la tua prima preoccupazione dovrebbe essere artistica, non commerciale. Ovvero, devi chiederti e verificare che il tuo romanzo funzioni, che la trama sia ben fatta, che lo stile sia adatto, che i personaggi siano buoni et cetera et cetera."

Concordo con te nella priorità delle preoccupazioni; il mio dubbio, relativamente alla lunghezza, si scontra però oggettivamente con la futura idea di proporlo magari ad una ce.. soggettivamente, la lunghezza poco influisce nella mia soddisfazione personale, qualche migliaio di parole in meno non rendono meno apprezzabile a me il risultato del mio lavoro.

 

 

"sarebbe interessante avere altri pareri, magari da qualcuno dei nostri editori, dal punto di vista della effettiva commerciabilità: ovvero, quali problemi ci sono nel vendere un'opera di 40000 parole invece che di, esempio, 50000-60000?"

Esattamente su questo si basa il mio incubo: e se poi dopo tutto il lavoro, dopo la ricerca, la trama e la storia, i personaggi e l'intreccio non bastassero, per un motivo futile (o forse no) come la lunghezza pura e nuda?

 

spero di essermi spiegato un po' meglio :)

 

thomas

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite Njagan

La lunghezza sembra essere un problema ma al contrario. Se il tuo libro non ha necessità di tagli, non ci sono parti raccontate che appesantiscono, è equilibrato... non mi preoccuperei.

D'altra parte Lo straniero di Camus può servirti da esempio, ma non è l'unico libro breve che è stato apprezzato ;)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

ho appena scritto l'ultimo punto.... dopo un anno e passa, posso dire di averlo concluso.

Ora ci vorrà una lunga e approfondita attività di correzione, sopratutto nel finale, dove credo dovrò sistemare parecchie cose in quanto a tempistiche ecc. Ora segna 39 mila parole circa, ma credo dovrò approfondire alcuni punti, e quindi crescerà di conseguenza!

 

ps: mi sono emozionato quando ho chiuso poco fa word. 

 

un saluto a tutti!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ti dico come la vedo io, poi magari altri ti daranno risposte migliori.

 

Da quello che ho capito, la tua preoccupazione è editoriale-commerciale: temi che il tuo lavoro sia troppo breve per essere appetibile sia per un editore sia per il pubblico. E tuttavia hai praticamente finito.

 

A me sembra che tu sia incappato in un aspetto particolare di un problema generale: sei incappato cioè nel più generale scontro tra le necessità editorial-commerciali e le necessità narrativo-estetico-artistiche dell'opera.

Ad esempio, come dicevo ad un altro utente in un'altra discussione, spesso un'opera, per quanto buona dal semplice punto di vista artistico, viene rifiutata dagli editori perché ritenuta difficile da proporre commercialmente e da promuovere (perché, ad esempio, non rientra in un genere o in un target definito).

Altre volte, per le medesime ragioni, un'opera può anche essere pesantemente editata per piegarla alle ragioni commerciali.

Nel tuo caso, il problema è tutto nella lunghezza.

 

Ora, la tua prima preoccupazione dovrebbe essere artistica, non commerciale. Ovvero, devi chiederti e verificare che il tuo romanzo funzioni, che la trama sia ben fatta, che lo stile sia adatto, che i personaggi siano buoni et cetera et cetera. Riesaminandolo, inoltre, potresti anche trovare che certi pezzi o sottotrame sono inutili e quindi vanno tagliati; altre volte, ci sono elementi più deboli a cui, per un motivo o per un altro, hai dedicato meno tempo e meno righe e che quindi vanno irrobustiti.

In ogni caso, se allunghi il brodo solo per raggiungere una certa soglia quantitativa, è ovvio che la qualità, appunto, si annacqua.  :asd:

 

Non preoccuparti quindi della lunghezza, almeno fino a quando non hai completato la prima revisione.

 

Poniamo ora, per il futuro, che tu abbia completato la prima, seconda, terza e quarta revisione e che comunque ti ritrovi con un'opera che viene categorizzata come romanzo, ma di poco.

Innanzitutto, prendiamo atto del fatto che categorizzazioni e definizioni servono per descrivere, non per normalizzare, la realtà (con buona pace di certi editori e filosofi). E quindi, se, come detto sopra, l'opera funziona così com'è, infischiatene della lunghezza.

Inoltre, riguardo strettamente alla commerciabilità, un limite minimo, al di là dell'essere indicativo e non tassativo, è, appunto, un limite minimo: non è che se scrivi 40000 parole non va bene: non va bene se ne scrivi 20000 o 30000, ma 40000 va benissimo: è, appunto, un limite minimo.

 

Il mio è un parere alquanto 'artistico' però: sarebbe interessante avere altri pareri, magari da qualcuno dei nostri editori, dal punto di vista della effettiva commerciabilità: ovvero, quali problemi ci sono nel vendere un'opera di 40000 parole invece che di, esempio, 50000-60000?

La mia opinione vale fino a un certo punto perché ho esperienza solo nel mercato degli ebook, dove la brevità può essere persino un vantaggio (i nostri 3 ebook più venduti sono sotto le 30000 parole, tanto per dire), dal momento che non esistono costi di stampa e distribuzione. Inoltre la gente è sempre più distratta e presa da mille impegni, spesso un libro un po' corto attira di più di un "mattone".

Anche per il cartaceo comunque la questione della lunghezza è relativa. Difficilmente un editore te lo boccerà perché troppo corto, magari (spero per te di no enon voglio gufare, eh  :asd:) lo potrà fare perché poco approfondito.

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ti dico come la vedo io, poi magari altri ti daranno risposte migliori.

 

Da quello che ho capito, la tua preoccupazione è editoriale-commerciale: temi che il tuo lavoro sia troppo breve per essere appetibile sia per un editore sia per il pubblico. E tuttavia hai praticamente finito.

 

A me sembra che tu sia incappato in un aspetto particolare di un problema generale: sei incappato cioè nel più generale scontro tra le necessità editorial-commerciali e le necessità narrativo-estetico-artistiche dell'opera.

Ad esempio, come dicevo ad un altro utente in un'altra discussione, spesso un'opera, per quanto buona dal semplice punto di vista artistico, viene rifiutata dagli editori perché ritenuta difficile da proporre commercialmente e da promuovere (perché, ad esempio, non rientra in un genere o in un target definito).

Altre volte, per le medesime ragioni, un'opera può anche essere pesantemente editata per piegarla alle ragioni commerciali.

Nel tuo caso, il problema è tutto nella lunghezza.

 

Ora, la tua prima preoccupazione dovrebbe essere artistica, non commerciale. Ovvero, devi chiederti e verificare che il tuo romanzo funzioni, che la trama sia ben fatta, che lo stile sia adatto, che i personaggi siano buoni et cetera et cetera. Riesaminandolo, inoltre, potresti anche trovare che certi pezzi o sottotrame sono inutili e quindi vanno tagliati; altre volte, ci sono elementi più deboli a cui, per un motivo o per un altro, hai dedicato meno tempo e meno righe e che quindi vanno irrobustiti.

In ogni caso, se allunghi il brodo solo per raggiungere una certa soglia quantitativa, è ovvio che la qualità, appunto, si annacqua.  :asd:

 

Non preoccuparti quindi della lunghezza, almeno fino a quando non hai completato la prima revisione.

 

Poniamo ora, per il futuro, che tu abbia completato la prima, seconda, terza e quarta revisione e che comunque ti ritrovi con un'opera che viene categorizzata come romanzo, ma di poco.

Innanzitutto, prendiamo atto del fatto che categorizzazioni e definizioni servono per descrivere, non per normalizzare, la realtà (con buona pace di certi editori e filosofi). E quindi, se, come detto sopra, l'opera funziona così com'è, infischiatene della lunghezza.

Inoltre, riguardo strettamente alla commerciabilità, un limite minimo, al di là dell'essere indicativo e non tassativo, è, appunto, un limite minimo: non è che se scrivi 40000 parole non va bene: non va bene se ne scrivi 20000 o 30000, ma 40000 va benissimo: è, appunto, un limite minimo.

 

Il mio è un parere alquanto 'artistico' però: sarebbe interessante avere altri pareri, magari da qualcuno dei nostri editori, dal punto di vista della effettiva commerciabilità: ovvero, quali problemi ci sono nel vendere un'opera di 40000 parole invece che di, esempio, 50000-60000?

La mia opinione vale fino a un certo punto perché ho esperienza solo nel mercato degli ebook, dove la brevità può essere persino un vantaggio (i nostri 3 ebook più venduti sono sotto le 30000 parole, tanto per dire), dal momento che non esistono costi di stampa e distribuzione. Inoltre la gente è sempre più distratta e presa da mille impegni, spesso un libro un po' corto attira di più di un "mattone".

Anche per il cartaceo comunque la questione della lunghezza è relativa. Difficilmente un editore te lo boccerà perché troppo corto, magari (spero per te di no enon voglio gufare, eh  :asd:) lo potrà fare perché poco approfondito.

Avere un parere di un editore su questo argomento credo sia decisamente importante! Che bello strumento il forum! :D

Grazie del parere.. Ho comunque scoperto dei punti in cui posso mettere mano, rallentando un po la velocità della narrazione, a volte troppo spedita!

Di certo, quello che ha scritto mi tranquillizza! Grazie

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Guarda, penso che se raggiungi la cosiddetta lunghezza minima non dovresti avere problemi; al contrario, credo che i problemi di "pubblicabilità" possa averli chi scrive troppo, i famosi mattoni che ha citato Nativi Digitali, perché quelli sono appetibili prevalentemente se si tratta di autori molto famosi. Non sono molto esperta, ma credo che ormai una buona parte di lettori si concentri su testi non troppo lunghi, che sia per mancanza di tempo o per una difficoltà oggettiva di molti a leggere romanzi corposi.

 

Senza contare che molte case editrici stampano con caratteri enormi! Chissà quanti dei romanzi in libreria superano davvero la soglia minima  :asd:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Penso che se il romanzo piaccia non te lo boccino solo perché breve, al massimo ti diranno "ci interessa, ma rendilo più corposo", aggiungendo magari dei suggerimenti su aspetti o personaggi che meritino approfondimento.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

×