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Ospite Nephrem On'Yn'Rah

Ad Est Dell’Equatore

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Ospite Linda Rando

La casa editrice chiede contributi, è arrivata or ora una testimonianza:

Gentile autore,

Le diciamo subito che abbiamo trovato estremamente interessante il suo lavoro.

Purtroppo però dobbiamo anche informarla che a oggi non c'è la possibilità da parte nostra di accollarci le spese di stampa. Stiamo attraversando una fase durissima e ogni rischio deve essere ben calibrato Ma crediamo nel suo progetto e non vorremmo perderlo.

Se da parte sua c'è la volontà di contribuire alle spese di stampa (la cifra si aggira sui 2.500 euro) ne saremo ben lieti. Purtroppo siamo costretti a offrirle questa sola possibilità, un suo eventuale rifiuto sarà comprensibilissimo e comunque non lederà nostre eventuali collaborazioni.

le diciamo che sta per partire una nuova collana, "le bestie", dove vogliamo dare l'opportunità di pubblicare ad esordienti o giu di li.

inoltre le ricordiamo che siamo distribuiti da pde su tutto il territorio nazionale

In attesa di una sua risposta,

La redazione di Ad est dell'equatore.

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Ospite Linda Rando

Giulia Meli, l'autrice in questione, mi ha ricontattata: Ad est dell'equatore ha spedito lei questa mail.

Cara autrice, a seguito di una spiacevole serie di circostanze legate a dinamiche interne e a una persona che non avrebbe dovuto avere l’accesso a questa casella di posta, hai ricevuto una mail che ti proponeva di pagare per pubblicare con noi. Non è così. Non è possibile. Ad Est Dell’Equatore, anche nei momenti di difficoltà, non pubblica a pagamento. Consideriamo, anzi, questa pratica una vera e propria truffa all’autore, ai lettori, al sistema editoriale nel suo insieme. La persona responsabile è stata allontanata. Saremo felici di leggere il tuo lavoro. Le possibilità che decidiamo di pubblicarlo non sono molte, come non sono molti i libri che pubblichiamo in un anno, ma se la cosa dovesse accadere saremo noi a pagare te (una percentuale su ogni copia venduta) e non viceversa. Scusandoci per l’increscioso incidente ti salutiamo cordialmente.

La redazione di Ad Est Dell’Equatore

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Ospite
Ayame dice:
Cita

le diciamo che sta per partire una nuova collana, "le bestie", dove vogliamo dare l'opportunità di pubblicare ad esordienti o giu di li.

 

Oddio...forse da qui si poteva intuire una sottile ironia? 

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A me è successa la stessa cosa...la risposta inizlamente datami era uguale alla prima data ad Ayame, con la differenza che da essa si evinceva che il manoscritto era stato letto, per intero o in parte (grazie a dei riferimenti al libro stesso), e non si parlava della collana 'Le bestie'...non mi è sembrato un messaggio strano, seppur un po diverso da quello che mi aspettavo in quanto si parlava di soldi contrariamente a quanto la casa sosteneva...ho risposto loro chiedendo delle informazioni e un mese dopo mi hanno mandato una mail scusandosi di avermi fatto aspettare tanto (problemi tecnici) e dandomi tutte le informazioni che avevo richiesto (editing, presentazioni, ecc.)...dal messaggio non si poteva evincere che si trattasse di uno scherzo o qualcosa di simile in quanto la descrizione era piuttosto dettagliata ed esauriente...dal sito comunque era sparito il messaggio nel quale si diceva che la casa non richiedeva contributi...adesso è riapparso...

Ho mandato loro, adesso un'altra mail per chiedere chiarimenti, ma penso che la risposta sarà uguale alla seconda data ad Ayame...

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Ho appena cliccato sul link della casa Editrice ( uso Firefox), mi è stato bloccato l'accesso.

Mi è comparsa una pagina con questa dicitura:

 

Il sito web www.adestdellequatore.com è stato segnalato come sito web malevolo

ed è stato bloccato sulla base delle impostazioni di sicurezza correnti.
        

        
          Un sito web malevolo cerca di installare dei software in grado di sottrarre le informazioni personali degli utenti,

sfruttare il computer per attaccare altre macchine o semplicemente danneggiare il sistema.

Alcuni di questi siti distribuiscono intenzionalmente software dannoso,

ma gran parte dei siti viene compromessa senza che il proprietario ne sia a conoscenza o ne sia responsabile.

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Giulia Meli, l'autrice in questione, mi ha ricontattata: Ad est dell'equatore ha spedito lei questa mail.

Cara autrice, a seguito di una spiacevole serie di circostanze legate a dinamiche interne e a una persona che non avrebbe dovuto avere l’accesso a questa casella di posta, hai ricevuto una mail che ti proponeva di pagare per pubblicare con noi. Non è così. Non è possibile. Ad Est Dell’Equatore, anche nei momenti di difficoltà, non pubblica a pagamento. Consideriamo, anzi, questa pratica una vera e propria truffa all’autore, ai lettori, al sistema editoriale nel suo insieme. La persona responsabile è stata allontanata. Saremo felici di leggere il tuo lavoro. Le possibilità che decidiamo di pubblicarlo non sono molte, come non sono molti i libri che pubblichiamo in un anno, ma se la cosa dovesse accadere saremo noi a pagare te (una percentuale su ogni copia venduta) e non viceversa. Scusandoci per l’increscioso incidente ti salutiamo cordialmente.

La redazione di Ad Est Dell’Equatore

 

incredibile. Significa che ci provano, pronti a dare la colpa ai "servizi deviati" se si vedono scoperti.

Premesso che la prima mail ha tutto il sapore della verità, e che "una persona che non avrebbe dovuto avere l'accesso a questa casella di posta" sembra scrivere con sicurezza e usa il plurale (perché poi un intruso dovrebbe scrivere a nome della casa editrice, al fine di arricchirla a sua insaputa?)

La seconda missiva invece è del tutto non credibile. Chi è conscio di aver dato adito a pesanti sospetti, in genere si difende in modo circostanziato, non utilizzando frasi come: "a seguito di una spiacevole serie di circostanze legate a dinamiche interne".

Questo comportamento, di "provarci" stando attenti a non rendere pubblica la proposta indecente per non avere ritorni d'immagine negativi l'ho già notato in diverse CE. Per difendersi, uno di questi mi ha detto "lo fanno tutti, ma proprio tutti. Anche chi non t'immagini".

Magari non è vero però non mi stupisco e non do minimo credito alla smentita. Intanto mi ha fatto ridere...

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ma non capisco: è una casa editrice o fanno crowdfounding? perchè nel secondo caso posso benissimo arrangiarmi senza bisogno di loro

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ad oggi, ci sono notizie circa il loro metodo di lavoro? sono o non sono free?

Appena ricevuta da loro proposta di crowdfunding.

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ad oggi, ci sono notizie circa il loro metodo di lavoro? sono o non sono free?

Appena ricevuta da loro proposta di crowdfunding.

 

Rettifico, a onor del vero: trovano interessante il mio estratto, chiedono l'invio del manoscritto completo. Avanzano, eventualmente, la proposta del crowdfunding.

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Una precisazione: la nostra di crowdfunding non è propriamente una proposta; il crowdfunding, ma sarebbe meglio dire prevendita, è la nostra unica modalità di pubblicazione e viene applicata sempre, tranne nei casi di libri in cui questo non è possibile (autori tradotti o deceduti *Editato dallo Staff*) oppure di libri che non hanno bisogno di promozione (ad esempio testi universitari, adozioni scolastiche o simili) o, infine, in quei pochissimi casi in cui l’argomento trattato sia già molto popolare (la biografia di Bombolo, mai pubblicata prima da nessuno). La precisazione d’obbligo è che la nostra prevendita non richiede, come detto più sopra,  una notevole prevendita: anzitutto la piattaforma cui ci appoggiamo permette di scegliere la modalità “raccogli tutto”, il che vuol dire che il sostenitore paga subito il libro e quindi gli dovrà essere recapitato per forza, qualsiasi sia il budget raccolto, pena la restituzione dei soldi (con perdita della tariffa richiesta dal sito, di eventuali costi di bonifico-paypal ecc.). Il budget è solo indicativo, lo prevede la piattaforma ma chi prenota ha già pagato e se il libro non si facesse bisognerebbe restituirgli i soldi. In sostanza, quando d'accordo con l'autore decidiamo di mettere un libro su produzioni dal basso, in quel libro ci crediamo e si farà, sia se raccoglierà poco o molto. Ci sono autori che hanno “prevenduto” 200 copie, autori che ne hanno “prevendute” quaranta. Quello che a noi interessa sapere è anzitutto come il mercato accoglierà il libro (e quindi anzitutto il mercato di riferimento dell’autore che, se esordiente, sarà almeno inizialmente limitato al suo giro di conoscenze, ma per noi è già una garanzia riuscire a coinvolgere 50, 100 o 200 persone, considerando le attuali vendite medie REALI per titolo), e soprattutto capire se e come l’autore intenda spendersi per il libro, perché non c’è iattura peggiore, per una piccola casa editrice, di avere in catalogo un autore magari bravissimo ma che è convinto che:

A) l’editore debba fare tutto da solo – e questo non capita nemmeno con Einaudi.

B) di trovarsi a inizio Novecento, quando a scrivere erano in tre.

Oggi si pubblicano 200 nuovi titoli AL GIORNO (una follia considerando la qualità media, ma tant'è) e se l’autore non si impegna con noi per promuovere il libro, questo, fosse pure il più bello del mondo, è destinato all’oblio. Noi abbiamo un ufficio stampa professionista che segue tutte le nostre pubblicazioni a tempo pieno, ma la stampa spesso non basta e non viene letta: la gente a stento legge i libri, figuriamoci le recensioni…! L’unica cosa che davvero funziona è il passaparola. Dando per scontato che il libro DEVE essere bello (altrimenti non lo pubblichiamo, visto che abbiamo una capacità produttiva di 20 titoli l’anno, va da sé che, se ne stiamo pubblicando uno brutto, stiamo rinunciando a un altro più bello, e la quantità di manoscritti che rifiutiamo è impressionante), quasi tutte le nostre storie su produzioni dal basso sono piccole “storie di successo” (come si dice  con terminologia orribile mutuata dall’inglese ma che rende l’idea…): *Editato dallo Staff* è stato poi comprato da Baldini & Castoldi; *Editato dallo Staff* è stato recensito da Avvenire e l’Espresso ed è arrivato secondo a un premio letterario piccolo ma di gran qualità e trasparenza. *Editato dallo Staff* dopo il crowdfunding è stato recensito ovunque – dalla Lettura del Corriere della Sera (alleghiamo recensione) al Sole 24, e oggi continua a vendere proprio perché il crowdfunding ha fatto da volano, attivando quel famoso passaparola senza il quale un libro pubblicato da un piccolo editore non va da nessuna parte. E questo meccanismo funziona ancora meglio se si comincia a parlare del libro prima ancora che esca in libreria; è il senso di quelle che una volta si chiamavano “anticipazioni giornalistiche” al tempo del web. Noi procediamo se l'autore è d'accordo sulla base della forza promozionale che lui stesso ritiene di avere, sommata ovviamente alla nostra, e siccome noi tutto vogliamo fuorché non stampare il libro e restituire i soldi agli eventuali sottoscrittori, questo discorso viene fatto con estrema chiarezza e messo nero su bianco all’atto della firma del contratto. Al libro viene attribuito un codice ISBN, viene realizzata la copertina, viene inserito nel circuito promozionale delle librerie e si comincia già a lavorare per l’editing ben prima che esca. Quindi quel libro già c’è. Gli unici casi in cui il crowdfunding, ma questo è specificato nel contratto, funge da deterrente è quando si raggiunge un numero di prenotazioni davvero irrisorio o nessuna, ma questo vuol dire che l’autore non può o non vuole spendersi per il libro e si ritorna al punto di partenza. D’altronde per i concerti funziona allo stesso modo: se i paganti alla prevendita sono troppo pochi, il concerto si annulla. In ogni caso, all’autore non è richiesto di comprare nemmeno una copia: il sito peraltro consente di acquistare una sola copia per volta (a parte la “donazione libera”, che però complica le cose dal punto di vista contabile, quindi è scoraggiata), e questo vuol dire con buona approssimazione che 100 prenotazioni corrispondono  a 100 effettivi diversi lettori, che è un discreto punto di partenza per chiunque, specie se esordiente. Perché a noi interessa che il libro cammini tra più lettori possibile, non che uno ne compri 100 e se li tenga a casa per fare un piacere all’autore. Ogni progetto di produzioni dal basso viene visualizzato da un migliaio di persone. Sono mille potenziali lettori che sanno che il libro esiste, che hanno letto la sinossi e l’estratto, che hanno visto titolo, nome dell’autore e nome dell’editore. È quindi uno straordinario veicolo promozionale per sostenere anche la distribuzione che, nel caso di un esordiente o quasi, in genere porta a prenotati iniziali molto bassi, e che invece il crowdfunding aiuta a far crescere. Senza contare che il crowdfunding ci consente di modulare la tiratura iniziale, senza rischiare un magazzino pieno di copie invendute.

Infine, una parola su quei fantasmi che appaiono in cima a questo topic: la nostra casa editrice, inizialmente, era più che altro una cooperativa con un numero indefinito di collaboratori e di persone che orbitavano attorno al progetto; molti avevano accesso alle caselle di posta e qualcuno – che non c’è più da tempo – pensò bene di fare il furbo e mandò quelle mail sperando di ramazzare su qualcosa. Da allora è cambiato assetto societario, collaboratori, distribuzione e anche, per fortuna, la visibilità.  Ovviamente questo è il nostro metodo; ce ne sono degli altri, ma dalla nostra posizione (anche geografica, purtroppo) è l’unico che ci consenta di promuoverci senza dissanguarci.
Perdonate la lunghezza del post, ma riteniamo che queste precisazioni andassero fatte; saluti e auguri a tutti!

coscia-lettura-17-1-corsera-piccini.jpg

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@ad est dell'equatore Grazie mille per il vostro intervento sul forum.

Mi dispiace aver dovuto editare il vostro messaggio; in questa sezione non si possono pubblicizzare, seppur indirettamente, libri e autori.

Per quanto riguarda il crowdfounding, esistono varie scuole di pensiero e soprattutto varie scuole di "attuazione" di questa politica. Purtroppo non tutti, come sono sicuro lo siate voi, sono corretti al riguardo, ed è per questo che qualche volta fa storcere il naso.

Come tutte le cose, anche il crowdfounding può essere usato "bene" o "male" e avere scopi diversi; purtroppo ci sono altre realtà che lo usano solo per mascherare editoria a pagamento.

 

Vi ringrazio ancora per il vostro intervento diretto, che è sempre apprezzato dagli utenti. Spero che continuiate a intervenire qui o in giro per il forum, ogni tanto.

E buon lavoro :) 

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3 minuti fa, Niko dice:

@ad est dell'equatore Grazie mille per il vostro intervento sul forum.

Mi dispiace aver dovuto editare il vostro messaggio; in questa sezione non si possono pubblicizzare, seppur indirettamente, libri e autori.

Per quanto riguarda il crowdfounding, esistono varie scuole di pensiero e soprattutto varie scuole di "attuazione" di questa politica. Purtroppo non tutti, come sono sicuro lo siate voi, sono corretti al riguardo, ed è per questo che qualche volta fa storcere il naso.

Come tutte le cose, anche il crowdfounding può essere usato "bene" o "male" e avere scopi diversi; purtroppo ci sono altre realtà che lo usano solo per mascherare editoria a pagamento.

 

Vi ringrazio ancora per il vostro intervento diretto, che è sempre apprezzato dagli utenti. Spero che continuiate a intervenire qui o in giro per il forum, ogni tanto.

E buon lavoro :) 

Pienamente d'accordo; in ogni caso, grazie a voi per lo spazio concessoci per la replica. Rinnoviamo gli auguri. :)

 

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sul sito chiedono solo sinossi e un breve estratto, per poi eventualmente indicare le modalità d'invio dell'intero manoscritto.

qualcuno ha un'idea di quanto tempo impiegano a valutare se la proposta gli interessa?

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mi rispondo da solo, dopo avere telefonato.

in verità non ci sono tempi.

anzi, mi è stato detto con un certo rammarico che ricevono così tanto materiale che succede spesso che una mail non venga neppure aperta... 

 

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