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Eccesso di informazioni: ora vi spiego perché non riesco più a scrivere

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Ho iniziato verso aprile a seguire un paio di blog. Ho iniziato leggendo qualche articolo, ma poi mi sono chiesto quante informazioni potevano esserci nascoste nei commenti. Uno di questi articoli aveva più di cinquecento commenti: li ho letti tutti. E poi mi sono chiesto: ma chissà cosa c'è scritto in tutti quegli altri articoli! E allora ho cercato tutti gli articoli dei blog che mi interessavano, e li ho letti tutti. E poi mi sono chiesto: eh, ma i commenti di questi post? Potrebbe esserci qualcosa di interessante anche lì, no? E allora avanti così, leggere milioni e milioni di messaggi, a causa della paura che potrei essermi perso qualche informazione. Ma poi, l'illuminazione: lì ci sono tanti utenti che dicono cose interessanti, e cliccando sui loro nomi posso vedere i loro blog! Chissà cosa dicono di interessante! Ed ecco che l'albero si allarga sempre di più: scopro centinaia di nuovi siti, e lì stessa cosa, leggo tutto quello che c'è scritto, sia articoli che commenti. E poi mi dico: cristo, oltre ai blog esistono i forum, e non ho letto tutte le informazioni che ci sono là! E allora ecco che cerco tutti i forum che possono interessarmi, sia su circuiti che via Google, e apro tutti i topic che mi interessano, leggo centinaia e centinaia di pagine di commenti, e poi faccio anche le ricerche per controllare di non essermi perso nulla. Ed ecco, nuova illuminazione: posso usare Google per trovare nuovi siti! Chissà quanti ne ho persi, chissà quanti siti hanno informazioni che possono essermi utili! Perché io non posso permettere che gli altri sappiano qualcosa più di me, e io devo leggere quindi tutte le informazioni che possono aver letto gli altri: ed ecco che vado su Google e cerco siti di scrittura, siti di editor, e ancora tutti i siti che includono "scrittura creativa", tutti quelli che includono "tecnica di scrittura", e avanti... E così, da aprile ad oggi, tutti i giorni, a cercare informazioni. E sapete qual è la cosa più ironica di tutte? Che, alla fine, non ho mai trovato davvero informazioni che non avevo già...

 

Sono perfettamente conscio del fatto che ho sempre avuto una certa tendenza a sviluppare atteggiamenti ossessivi. C'è stato un periodo, quando ero più giovane, in cui giravo con tutta una serie di foglietti dove segnavo tutte le cose "sulle quali dovevo riflettere". In realtà erano per lo più immagini, parole o concetti che mi causavano una non meglio specificata "emozione". Per qualche motivo, ripensavo a quella cosa fino a non provarne più l'emozione, e poi, invece, dovevo continuare a pensarla finché non la sentivo di nuovo. Perché lo facevo? Ah, ma non lo so io! è solo che, com'è tipico delle ossessioni, se non lo facevo mi sentivo in ansia, anzi mi sentivo in colpa, e il cedere all'ossessione era l'unico modo per sentire un attimo di serenità.
Come ho risolto? Quando alla fine i foglietti piegati erano diventati troppo ingombranti per stare in tasca, ho capito che era arrivato il momento di buttare tutto nel cestino, e non pensarci più. Come quelli che pur di non giocare all'MMORPG lo disinstallano e distruggono il disco.

 

Ma non è solo l'atteggiamento ossessivo; è proprio che, nella nostra epoca, veniamo inondati da un numero di informazioni che non riusciamo più ad elaborare con ordine e calma. In un anno riceviamo più informazioni di quelle che un uomo dell'Ottocento riceveva in tutta la sua esistenza: come facciamo ad elaborarle tutte?

La società sta già reagendo a questa nuova condizione, o meglio, a me sembra così, e mi sembra così a causa del modo in cui oggi si legge. Perché io conosco tante persone che leggono a "bocconi", e conosco pure un sacco di gente che ha le stesse lamentele. Perché ha tanto successo Wikipedia? Perché dà l'illusione di essere una giusta raccolta di informazioni, e una volta letta non si ha più bisogno di leggere gli altri siti. Naturalmente è falso, ma è sufficiente ad abbassare la "febbre da troppe informazioni". Ma neanche Wikipedia viene letta per intero: anche quella è letta a bocconi, o a grandi salti, cercando di finire la pagina il prima possibile (eh, perché poi ci sono tante altre informazioni da esaminare!) pur dandoci l'illusione di aver capito tutto quel che c'era da capire.

Crediamo di ricevere tantissime informazioni, è quella l'illusione che vogliamo crearci, ma in realtà, la sensazione è sempre quella di non saperne mai abbastanza.

 

Che sia per la ricerca di informazioni relative alla tecnica, che sia per necessità di documentazione, vi capita mai di non riuscire a gestire le troppe informazioni?

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Mi sembra palese l'impossibilità di procurarsi tutte le informazioni su qualsivoglia argomento e ancor più di gestirle. Nell'ipotesi paradossale che fossero disponibili, non riusciremmo a farne uso.

Per ogni disciplina, e settore  di essa, esistono metodologie e tecniche (ovviamente "dinamiche") adeguate all'individuazione e scelta del materiale necessario. La loro conoscenza è condizione preliminare  per intraprendere una seria ricerca (e ben di rado il solo web offre materiale sufficiente).

Occorre comunque tener conto della possibilità di errori e saper gestire le procedure di verifica per limitarne numero e gravità.

Modificato da sefora

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Sefora,quello che dici è chiaro, ma io mi riferivo al fatto che anche la più logica scelta di materiali e fonti finisce sempre per essere "percepito" come insufficiente. Chiedevo se questo accade mai, non se capita di non riuscire a controllare tutte le informazioni (che è chiaramente impossibile).

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Come quelli che pur di non giocare all'MMORPG lo disinstallano e distruggono il disco.

E tutti sappiamo a cosa ti riferisci.  :asd:

 

Che sia per la ricerca di informazioni relative alla tecnica, che sia per necessità di documentazione, vi capita mai di non riuscire a gestire le troppe informazioni?

Live, mi sei simpatico e lo sai, ma sento proprio il bisogno di doverti trasmettere una grande virtù in cui, modestamente, sono maestro: la pigrizia.  :asd:

 

Scherzo, ma non più di tanto.

Ogni tanto anche io vengo preso da questi 'raptus': mi imbatto in un argomento e mi viene voglia (per vari motivi) di conoscerlo meglio, anzi, di conoscerlo tutto. Fortunatamente, ad un certo punto nel processo di ricerca, vista l'enorme quantità di informazioni in cui mi imbatto, subentra la pigrizia che mi spinge a limitare le fonti da esaminare a quelle principali e più aggiornate, senza sentire poi il bisogno di andarmi a leggere tutta la bibliografia.  :asd:

 

Se poi si tratta di gestire le informazioni dopo averle lette, lì subentra la mia scarsa memoria che risolve tutto.  :asd:

 

L'ho presa sul ridere come vedi, ma un fondo di verità in quel che dico c'è. 

 

io mi riferivo al fatto che anche la più logica scelta di materiali e fonti finisce sempre per essere "percepito" come insufficiente. Chiedevo se questo accade mai, non se capita di non riuscire a controllare tutte le informazioni (che è chiaramente impossibile).

 

Beh, io questo problema non lo sento, ma forse è perché sono uno che studia e pretende di ragionare su dati irrimediabilmente parziali e incompleti (così è il mondo dell'archeologia e della filologia). Come detto, comunque, ogni tanto ho anche io i miei raptus, ma, senza offesa, da come descrivi i tuoi in effetti una punta di mania ossessiva sembra esserci. Penso si tratti solo di lavorare un po' su sé stessi, no?

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Non è una "punta di mania ossessiva", è proprio una ossessione, l'ho detto, ne sono conscio XD

Anche perché, volevo specificarlo, non mi riferivo tanto a informazioni su un "argomento", come dice Sefora, ma anche qualcosa di diverso. Per esempio: l'anno scorso mi è venuta l'idea di studiare tutta una enciclopedia d'arte in 20 volumi. La questione non era studiare "l'arte" (sarebbe stato un argomento), ma leggere tutte le informazioni che c'erano in quei venti volumi. E alla fine l'ho fatto, eh.

Ugualmente, a volte becco in un forum un utente che dice cose interessanti, e allora decido di leggere tutti i suoi commenti lasciati sul web: non è un argomento vero e proprio, e non ci sono fonti da scegliere; c'è solo: sapere tutto quello che ha detto quella persona su qualsiasi argomento.

Lavorare su se stessi, certo: mi basterebbe ignorare l'ansia e il "senso di colpa" finché non ci penso più. Ne ha parlato anche il dottor Oz (lo guardi mai? XD)

Ma io adesso sto un po' esagerando la cosa (una vita ce l'ho, eh, anche se non sembra), e soprattutto non ho aperto il topic per parlare di me XD

Ma comunque anche tu mi stai simpatico, e in realtà pure io ho una certa pigrizia...

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mi riferivo al fatto che anche la più logica scelta di materiali e fonti finisce sempre per essere "percepito" come insufficiente. Chiedevo se questo accade mai, non se capita di non riuscire a controllare tutte le informazioni (che è chiaramente impossibile).

 

Non solo viene percepito come insufficiente. Lo è comunque, salvo casi particolari. Le conclusioni di qualunque ricerca sono infatti -e debbono esserlo- "falsificabili"

 

cerco siti di scrittura, siti di editor, e ancora tutti i siti che includono "scrittura creativa", tutti quelli che includono "tecnica di scrittura"

 

non mi riferivo tanto a informazioni su un "argomento", come dice Sefora, ma anche qualcosa di diverso. Per esempio: l'anno scorso mi è venuta l'idea di studiare tutta una enciclopedia d'arte in 20 volumi.

Nel post iniziale l'argomento era individuato, la scrittura, da cui la mia risposta.

Quanto all'enciclopedia, no comment. "Follie" giovanili, passeranno. Con simpatia!

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Sì,in quel caso l'argomento era individuato (anche se comunque è un qualcosa di molto generico, come appunto lo sarebbe stato "arte" per l'enciclopedia). Quel che intendevo dire e che ieri non sono riuscito a specificare bene è che non è tanto una questione di metodo quanto una questione emotiva (ed è questo che porta anche a superare il solo "argomento").

Ti faccio un esempio equivalente: uno sa che a pubblicare con le case editrici a pagamento non verrà distribuito né sarà pubblicato per merito; però "emotivamente" vuole pubblicare lo stesso, e così, alla fine, finisce per pagare. Non riguarda tutti, certo, ma molti alla fine cedono, pur sapendo (logicamente) di perderci, per una questione emotiva.

Qui, ugualmente, se vogliamo parlare di metodo, è chiaro che bisogna fare una scelta delle fonti; ma emotivamente si rischia di non uscirne più. Ti faccio un esempio su ciò che sto studiando ora: linguistica. Io potrei mettermi a leggere libri di "linguistica teorica" (che è una definizione opaca, ma per ora prendiamola così): vedo di cosa trattano, scelgo quelli che insieme mi danno la visione più completa, e me li studio. Alla fine avrò una certa preparazione in linguistica teorica. Problema: leggendo scopro che i linguisti teorici hanno spesso, agli occhi dei filologi, dei "deficit": la loro scarsa preparazione in fatto di tradizione e norma letteraria (scarsa almeno rispetto a quella di altri campi) porta a casi come quello di Lightwood, che arriva a negare l'esistenza della grammatica. Allora io potrei sentire l'esigenza di studiare altri rami della disciplina, e così mi metto a studiare storia della lingua e simili, magari arrivando anche alla moderna neurolinguistica (visto che, almeno fino a qualche anno fa, Lightwood non aveva prove scientifiche per la sua teoria). Questo va bene, è cosa buona allargare i propri orizzonti, ma, emotivamente, potrei esagerare e andare a ripescare quei testi che all'inizio, razionalmente, avevo deciso che potevo saltare, anche solo per vedere se anche lì posso trovare citazioni e riferimenti in grado di suggerirmi nuovi testi da studiare. E se dovesse venirmi voglia di leggere anche tutti i testi citati in tutte le bibliografie di tutti i libri letti fino a questo punto? (Con certe materie, in passato, l'ho anche fatto, ma al secondo livello mi sono dovuto fermare perché altrimenti l'albero si allargava in modo esponenziale...).

Alla fine è anche questo un finto problema, lo riconosco, perché il tutto si risolve nell'impossibilità di esaminare tutte le informazioni. La questione riguardante un "eccesso di informazioni" da controllare però - ed è questo ciò di cui mi interessava discutere - esiste ed anche in altri campi.

Per esempio, mi viene in mente un vecchio articolo di Umberto Eco che sicuramente avrai letto: parlo di quello in cui propone la creazione di un "centro di controllo" per Internet; un centro con lo scopo di analizzare le informazioni per eliminare quelle errate. Ma poi concludeva con la problematica domanda: come fare a controllarli tutti [i siti internet]?

Se non lo si fa, il rischio, ha detto in una conferenza, è quello che, alla fine, ognuno abbia la sua enciclopedia, invece di una enciclopedia condivisa. Immagino che il problema sia sempre esistito (non è che in passato, pur avendo meno informazioni, si leggessero tutti gli scaffali di tutte le biblioteche), ma negli ultimi anni si è davvero ingigantito. La legge recente sul "diritto all'oblio" in realtà si lega anche a questo. È vero che questa legge, nello specifico,dovrebbe tutelare la persona, ma la direzione è sempre quella di distruggere l'idea secondo la quale "internet non dimentica".

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Leggendo l'inizio del tuo primo post ho pensato che ne sarebbe potuto uscire un bel racconto. :)

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Anch'io faccio cose simili a quelle descritte da Live, quando mi interessa qualcosa, ma con due varianti:

Anche se l'argomento è complesso, cerco informazioni molto molto semplificate. Per pigrizia mentale soprattutto, e un po' perchè sotto sotto non sono sicuro di essere in grado di capire tutta la complesità e le sfumature di concetti elaborati.

Mi capita anche, se mi imbatto in una persona che scrive cose interessanti, di andare alla ricerca di tutto ciò che abbia prodotto in rete, ma poi non mi metto a leggere tutto, a meno che quel tutto non mi interessi davvero, mi limito a leggere "quanto basta" per farmi un'idea della persona.

Diciamo che io mi do un limite che non è "tutto ciò che esiste di questo argomento" ma mi limito a un "tutto ciò che credo possa interessarmi dell'argomento". Magari facendo ricerca incrociate, per essere sicuro della veridicità dei fonti.

Alla fine ne vien fuori un lavoro comunque impegnativo ma anche a suo modo divertente.

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Ok, anch'io sono un lettore di informazioni spaventoso...ma mai quanto te.

 

Dopo un pò di stanco e inizio a fare altro.

 

Non hai altre ossessioni che ti possano contrastare questa? XD

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Io ho la mania ossessiva di voler avere tutto sotto controllo, quindi voglio catalogare bene ogni informazione di mio interesse e non farmi sfuggire nulla.

Questo discorso si estende a tutto ciò che m'interessa per cui sviluppo manie ossessive momentanee. Per esempio m'interesso alla produzione di videogame? Bene, devo leggere tutto ciò che è utile e interessante. Se frequento un forum sull'argomento devo leggerne tutte le discussioni rilevanti. Se poi trovo utenti doc di quel forum, che magari hanno un blog/sito devo andare lì e controllare tutto. Poi questo si espande in modo esponenziale, solo pensando a quante cose potrei trovare con google.

Proprio come succede a te, in pratica.

Questa cosa poi mi passa, ma mi ha fatto perdere di vista l'obbiettivo iniziale.

Ho diversi interessi e ogni tanto sviluppo una mania su uno di essi che poi, magari, dura un tot di tempo e poi mi fermo. Il risultato? Riesco davvero poco a concentrarmi sulle informazioni utili e a produrre qualcosa. E' frustrante...

Poi, considerando che ho un'ottima memoria, ricordo molte cose che poi mi s'intrecciano nella testa @.@

Una confusione tale che a volte non so più manco a cosa sto pensando.

Non mi capita tutti i giorni ma succede abbastanza spesso e queste "crisi" mi prosciugano tutte le energie.

Ma non sono sempre stata così. E' una mania ossessiva che ho sviluppato insieme all'ansia.

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Quoto bees :flower:. L'ossessione informativa potrebbe suggerire un bel prompt per un MI. Pensateci giudici e staff! Partecipando, i nostri giovani utenti  gioverebbero a se stessi anche sul piano psicologico.

Più seriamente, pare acclarato che il web (quale unico luogo) sia quello in cui il risultato dell'informazione (magari compulsiva) è più scadente, per via della "gerarchia"  e della ripetitività dei dati. L'intelligenza ha un'ovvia componente emotiva, ma il suo uso finalizzato alla ricerca richiede controllo e metodi condivisi.

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Il problema della sovrabbondanza delle informazioni sul web secondo me è assolutamente sottolineato, e reso ancora più grave da parte di tutti noi che continuiamo a scrivere, scrivere, scrivere... :D

Se devo fare una ricerca specifica, io sono diventato abbastanza bravo a non distrarmi dalle miriade di link correlati (beh, a dire la verità a volte ci casco ancora), di solito se trovo roba interessante ma che in quel momento mi distrarrebbe, la apro in un altra scheda per leggerla dopo. Esistono app che permettono di "salvare" gli articoli interessanti per leggerseli su smarthphone o tablet, esiste Evernote, insomma, le soluzioni per "governare il caos" ci sono.
Per gli aggiornamenti "periodici" amo molto le liste su twitter, ad es: ho una lista degli account di blogger letterari, un paio di volte al giorno la scrollo e apro su un'altra finestra del browser i link che mi interessano, poi li leggo subito o più tardi.
Particolarmente preziosi sono i blogger bravi a filtrare i contenuti su un tema molto specifico. In generale, penso che la figura di "selezionare di contenuti" sarà sempre più importante. In fondo, sono molto simili agli editori  :asd:

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Ma quanti ossessivi, mi sento in buona compagnia! :D

Live ci sono delle ragioni psicologiche dietro ciò che accade a te e a tutti noi quando ci troviamo su internet. La mente umana è fatta per andare in cerca di nuovi stimoli e per applicarsi a risolvere problemi. Siamo proprio progettati per questo, tant'è vero che se metti una persona in una stanza in condizioni di deprivazione sensoriale, questa inizierà dopo pochi minuti ad avere allucinazioni (addirittura porre un individuo in una condizione simile è considerata tortura). Cosa succede quando andiamo in rete? Che internet offre continuamente nuovi stimoli e nuovi problemi da risolvere, cosa che quindi può creare dipendenza al pari della droga. Non è una metafora: è proprio la stessa cosa, si chiama "dipendenza da internet" e ne soffre un numero sempre crescente di persone. 

Il punto è che studi recenti sembrano aver dimostrato che in realtà la ricerca continua di aggiornamenti e informazioni, esattamente come avviene per le altre dipendenze, aumenta l'ansia e la depressione invece di ridurle. Sul momento la ricerca (o l'update su un social) offre una gratificazione e riduce l'ansia ma si tratta di una sensazione illusoria perché in realtà la continua presenza in rete alimenta un circolo vizioso che abbassa la capacità di tollerare le emozioni negative (noia, solitudine, incertezza, ecc.), aumentando i livelli di ansia.

Quindi, se vuoi un consiglio spassionato, trattati come un membro degli alcolisti anonimi e smetti di cercare informazioni fino a "disintossicarti" da questa esigenza. Magari, in alternativa, potresti provare a scrivere e basta. ;)

Io comunque ho un po' lo stesso problema, per questo mi sono permessa di "farla facile", sapendo bene che facile non è. :)

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"So di non sapere", e immagino tu sappia chi lo diceva.

Il mondo è complesso, è sempre più complesso. Anzi, più sai e più capisci quanto sia complesso. Non puoi acquisire tutte le informazioni esistenti, figuriamoci elaborarle!
Ma puoi fare due cose fondamentali:

1)Sviluppare gli strumenti per poter capire testi nuovi, nel caso ti servisse informarti su questi.

2)Sviluppare la capacità di comunicare con chi sa cose diverse da quelle che sai tu: capire e farti capire. Con riflessioni multidisciplinari ben armonizzate si può arrivare molto lontano, sbrigliare nodi e questioni, trovare una struttura nell'apparente caos del mondo complesso che ci circonda.

 

Non perdere mai la voglia di sapere :)

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Io ho tutt'un altro metodo, probabilmente non correttissimo ma, a suo modo, pratico: costruisco una rete a maglie larghe di informazioni. Questo perché mi piace impicciarmi di tutto, ma proprio di tutto, così so in partenza di non avere la possibilità materiale di approfondire un argomento che mi interessa e accetto questo handicap senza dolermene più di tanto.

La mia memoria poi è in grado di recuperare informazioni che magari ho letto su di un trafiletto una volta trent'anni fa, ma ha la tendenza a riempire i buchi tra un fatto e un altro con estrema disinvoltura.

Così se ho bisogno di un'informazione interrogo il mio archvio mentale e ne estraggo quelle tre o quattro informazioni che mi permettono di sapere dove cercare come integrarle in un insieme coerente. Non mi fido mai completamente di ciò che ricordo. Se dimentico questo principio faccio delle figuracce terribili, però so di avere un'idea del territorio in cui mi trovo sufficente a sapere come muovermi. A volte basta ricordarsi un nome, altre una teoria per sommi capi.

Se poi incontro un esperto nell'argomento che mi interessa lo ascolto con estrema attenzione. Perché sono certo che ne sa più di me.

Quindi se mi leggete disquisire degli argomenti più diversi e astrusi non vi spaventate: una parte, l'inquadratura generale, magari me la ricordo perché l'ho letta su qualche saggio. E così gli aneddoti che rendono più vivace il discorso.

Il resto, la parte più concreta, sono appena andato a cercarlo su internet o nella mia libreria.

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